martedì 5 ottobre 2010
LA FORCA
E' il titolo dell'articolo pubblicato dall'Associazione OMNIA-PRO OLIVERI a pagina 2 del proprio periodico mensile L'IMPRONTA edito nel mese di luglio 1992.
Desidero notificare che nel frontespizio del citato giornalino viene evidenziato:
"Alla realizzazione hanno partecipato: Pasqualina BARRESI - Filippo CARINI - Antonella DE FRANCESCO - Carmelina FAZIO - Natale LEMBO - Angela PENSABENE - Annamaria ROSSELLO - Carmelo SALINA - Davide SALINA - Silvana SALINA - Angelo SALMERI - Patrizia SCARDINO - Luciano SOFIA".
Il testo dell'articolo è il seguente:
"Sconosciamo l'epoca a cui risale l'arco che campeggia su un lembo di terra nei pressi dell'incrocio fra via Fiume (oggi via Gaspare Amodeo) e la via Casa Forca (oggi via Giacomo Matteotti).
Casa Forca: proprio cosi! Quella unica casa che un tempo esisteva edificata a guardia del sopra citato "arco" che non è altro che il simbolo di una forca, anzi una forca vera e propria!.
La via Casa Forca, s'intersecava, fra la campagna ombreggiata da due filari di grossi noci, e sboccava sulla piazza della Chiesa. Era l'antica strada consolare. Così viene tracciata e definita sulla mappa dell'epoca.
Si presume, quindi, che l'ingresso al paese, attraverso detta strada, fosse proprio da "Casa Forca".
Pensate all'effetto psicologico che quella forca provocava al viandante che, per la prima volta, capitava in paese!.
Era un deciso monito: o righi dritto o ti passeremo per la corda!.
Secondo una leggenda pare, appunto siano stati passati per per "corda" decine di ladri ed assassini, dopo una sommaria sentenza.
Ebbene, i giovani ed anche i non giovani, escluso qualche anziano che invece ci ha tramandato detta leggenda a sua volta carpita alle memorie dei nonni, sconoscono l'esistenza di questa "forca", tant'è che, proprio su "Spazio Giovani" i ragazzi, in un accurato richiamo alla difesa del passato, parlano dei barconi della tonnara, del castello, del vecchio mulino e non accennano alla "forca".
Certamente, sarebbe stato diverso se l'Amministrazione comunale l'avesse posta in risalto, liberandola quanto meno dai rovi che l'attanagliano come per dire: questa è la fine che una forca merita!.
Su ciò siamo d'accordo, ma fino ad un certo punto!.
Qualche volta il timore di una "forca" potrebbe frenare stimoli famelici!.
Comunque, invitiamo i giovani ad andarla a visitare, a scoprirla prima che crolli del tutto o che la siepe l'avviluppi tanto da renderla invisibile". -
L'articolo, come tanti altri, non è firmato. Ma non perchè voglia rappresentare un anonimo.
VUOLE, INVECE, TESTIMONIARE UNA MENTALITA' NON PIU' DI MODA!.
Vuole testimoniare lo SPIRITO DI GRUPPO oggi inesistente nè nei giovani e neppure fra i meno giovani.
VUOLE TESTIMONIARE IL MESSAGGIO CHE I GIOVANI LANCIANO AD ALTRI GIOVANI. Perchè il messaggio dei giovani lanciato ad altri ragazzi è più accettato e recepito rispetto ai barbosi sermoni predicati dai propri genitori o dagli adulti in genere.
Oggi i giovani quale messaggio lanciano ai propri simili?.
E la politica ed i pubblici amministratori ed i professionisti quale messaggio lanciano?.
Quello del guadagno facile! dell'arte di arrangiarsi! della raccomandazione! di evadere le tasse, anche quelle giuste! di pretendere diritti e di non ottemperare ai propri doveri di cittadini!.
QUANTO RIPORTATO NELL'ARTICOLO CHIARISCE INEQUIVOCABILMENTE CHE L'ARCO NON VA RIMOSSO DAL SITO DOVE TROVASI UBICATO PER UNA FUNZIONE, SIA PURE PRESUNTA. LA CARENZA DI NOTIZIE CERTE NON GIUSTIFICHEREBBE IL POSSIBILE TRASFERIMENTO IN ALTRO SITO.
Fermo restando che le moderne sofisticate quanto costose tecniche consentirebbero agevolmente il trasferimento integrale senza alcun rischio concreto, la forca sta bene in quel sito.
Così come il teatro greco di Tindari ed il Colosseo di Roma stanno bene dove si trovano.
Se, invece, qualcuno avesse eretto ivi un monumento al forcaiolo od altro analogo personaggio, forse, avremmo potuto esaminare l'opportunità di trasferirlo in altra località più idonea.
Quanto alla pulizia dai rovi, devo precisare che l'Amministrazione comunale non è rimasta insensibile alla opportuna segnalazione dell'Omnia-Pro Oliveri.
Infatti, appena si sono realizzate le condizioni per potere legittimamente intervenire ha provveduto alla pulizia dei rovi circostanti ed alla tutela dell'arco.
Perchè i neo proprietari del terreno avevano tentato di recintare la forca e, successivamente, di simulare l'accidentale autodemolizione.
Antonio Amodeo
Desidero notificare che nel frontespizio del citato giornalino viene evidenziato:
"Alla realizzazione hanno partecipato: Pasqualina BARRESI - Filippo CARINI - Antonella DE FRANCESCO - Carmelina FAZIO - Natale LEMBO - Angela PENSABENE - Annamaria ROSSELLO - Carmelo SALINA - Davide SALINA - Silvana SALINA - Angelo SALMERI - Patrizia SCARDINO - Luciano SOFIA".
Il testo dell'articolo è il seguente:
"Sconosciamo l'epoca a cui risale l'arco che campeggia su un lembo di terra nei pressi dell'incrocio fra via Fiume (oggi via Gaspare Amodeo) e la via Casa Forca (oggi via Giacomo Matteotti).
Casa Forca: proprio cosi! Quella unica casa che un tempo esisteva edificata a guardia del sopra citato "arco" che non è altro che il simbolo di una forca, anzi una forca vera e propria!.
La via Casa Forca, s'intersecava, fra la campagna ombreggiata da due filari di grossi noci, e sboccava sulla piazza della Chiesa. Era l'antica strada consolare. Così viene tracciata e definita sulla mappa dell'epoca.
Si presume, quindi, che l'ingresso al paese, attraverso detta strada, fosse proprio da "Casa Forca".
Pensate all'effetto psicologico che quella forca provocava al viandante che, per la prima volta, capitava in paese!.
Era un deciso monito: o righi dritto o ti passeremo per la corda!.
Secondo una leggenda pare, appunto siano stati passati per per "corda" decine di ladri ed assassini, dopo una sommaria sentenza.
Ebbene, i giovani ed anche i non giovani, escluso qualche anziano che invece ci ha tramandato detta leggenda a sua volta carpita alle memorie dei nonni, sconoscono l'esistenza di questa "forca", tant'è che, proprio su "Spazio Giovani" i ragazzi, in un accurato richiamo alla difesa del passato, parlano dei barconi della tonnara, del castello, del vecchio mulino e non accennano alla "forca".
Certamente, sarebbe stato diverso se l'Amministrazione comunale l'avesse posta in risalto, liberandola quanto meno dai rovi che l'attanagliano come per dire: questa è la fine che una forca merita!.
Su ciò siamo d'accordo, ma fino ad un certo punto!.
Qualche volta il timore di una "forca" potrebbe frenare stimoli famelici!.
Comunque, invitiamo i giovani ad andarla a visitare, a scoprirla prima che crolli del tutto o che la siepe l'avviluppi tanto da renderla invisibile". -
L'articolo, come tanti altri, non è firmato. Ma non perchè voglia rappresentare un anonimo.
VUOLE, INVECE, TESTIMONIARE UNA MENTALITA' NON PIU' DI MODA!.
Vuole testimoniare lo SPIRITO DI GRUPPO oggi inesistente nè nei giovani e neppure fra i meno giovani.
VUOLE TESTIMONIARE IL MESSAGGIO CHE I GIOVANI LANCIANO AD ALTRI GIOVANI. Perchè il messaggio dei giovani lanciato ad altri ragazzi è più accettato e recepito rispetto ai barbosi sermoni predicati dai propri genitori o dagli adulti in genere.
Oggi i giovani quale messaggio lanciano ai propri simili?.
E la politica ed i pubblici amministratori ed i professionisti quale messaggio lanciano?.
Quello del guadagno facile! dell'arte di arrangiarsi! della raccomandazione! di evadere le tasse, anche quelle giuste! di pretendere diritti e di non ottemperare ai propri doveri di cittadini!.
QUANTO RIPORTATO NELL'ARTICOLO CHIARISCE INEQUIVOCABILMENTE CHE L'ARCO NON VA RIMOSSO DAL SITO DOVE TROVASI UBICATO PER UNA FUNZIONE, SIA PURE PRESUNTA. LA CARENZA DI NOTIZIE CERTE NON GIUSTIFICHEREBBE IL POSSIBILE TRASFERIMENTO IN ALTRO SITO.
Fermo restando che le moderne sofisticate quanto costose tecniche consentirebbero agevolmente il trasferimento integrale senza alcun rischio concreto, la forca sta bene in quel sito.
Così come il teatro greco di Tindari ed il Colosseo di Roma stanno bene dove si trovano.
Se, invece, qualcuno avesse eretto ivi un monumento al forcaiolo od altro analogo personaggio, forse, avremmo potuto esaminare l'opportunità di trasferirlo in altra località più idonea.
Quanto alla pulizia dai rovi, devo precisare che l'Amministrazione comunale non è rimasta insensibile alla opportuna segnalazione dell'Omnia-Pro Oliveri.
Infatti, appena si sono realizzate le condizioni per potere legittimamente intervenire ha provveduto alla pulizia dei rovi circostanti ed alla tutela dell'arco.
Perchè i neo proprietari del terreno avevano tentato di recintare la forca e, successivamente, di simulare l'accidentale autodemolizione.
Antonio Amodeo

(tratto dalla bacheca di Facebook di "Oliveri Svegliati" vicino al Sindaco Pino)
Comincio il mio intervento con una domanda fondamentale:
“Dov’è scritto che il buon andamento di un paese è attribuibile solamente all’amministrazione comunale?”. Tutti noi giudichiamo questa Amministrazione in base a ciò che ha fatto e non fatto.
...
Ovviamente è pur logico che, chi si espone in cariche cosi importanti, è sottoposto a giudizi positivi e negativi, ma a Oliveri sembra che tutto viva in funzione di quello che fa o non fa l’Amministrazione Comunale.
Pensiamoci bene, pretendiamo che l’Amministrazione dia gli INPUT su tutto, ma noi per primi non siamo propositivi. Pretendiamo che le strade siano pulite e buttiamo le carte a terra.
preferisco fare lavorare il paesano”(alla fine i nostri acquisti li facciamo sempre fuori). E’troppo semplice (e scontato) dare la responsabilità della cosa pubblica solamente al Sindaco. “E’ bello stare in mare, quando son gli altri a far la rotta”. Quanti di noi in questi anni, hanno voluto cambiare almeno un pizzico di quello che no va nel nostro paese? Qual è il contributo personale al fine di far crescere o cambiare il nostro paese? In questa nave chiamata Oliveri, siamo “mozzi”o “capitani”? Cari cittadini di Oliveri non andiamo alla ricerca di un super sindaco, non pretendiamo il cambiamento politico. Rimbocchiamoci le maniche e finiamola di lamentarci sempre! Necessita prima cambiare il modo in cui viviamo il nostro paese. Analizzare le sue risorse, e pianificare il come “portare acqua al mulino”. Non perdiamoci in
soluzioni impossibili, ma agiamo nel nostro piccolo con praticità. Non servono le sigle davanti ai cognomi (avv. - Dott; - Ing. etc...) per fare il sindaco, serve gente che ci crede, che ha voglia con le proprie competenze di mettersi in gioco e che crei una squadra politica di gente altrettanto in gamba. Con queste prerogative, credo che ogni singolo cittadino di Oliveri può aspirare ad essere Sindaco. Morale: Amodeo fattene una ragione, ormai ti rimane scrivere insulti e baggianate ( Non dimenticare le batoste elettorali che hai preso dal Sig. Sidoti ) , sei
hai fatto il sindaco tu lo possono fare tutti, per concludere…Il Sindaco Michele Pino è al posto che le compete, perché il popolo lo ha scelto con libere elezioni.
Egregio sig. Amodeo le invio la nota riportata dagli amici del sindaco Pino giusto a conferma che la battaglia contro l'ignoranza è battaglia persa! Un consiglio: Purghi i suoi amici che ancora lo sostengono! Si vergognino!
Il quale non rappresenta il 51% degli elettori.
Quello che la MAGGIORANZA dei CITTADINI - non degli elettori - CONTESTA è la sua INIDONEITA' e la sua INCAPACITA' ad individuare e risolvere le vere EMERGENZE di Oliveri. Che non sono il ripristino della fiera del bestiame, la scalinata di Tindari, l'ecopass, le sasizzate ed altre STUPIDAGGINI del genere.
Quanto alla mia rassegnazione, POSSO ASSICURARE E CERTIFICARE CHE IO NON SONO IN COMPETIZIONE PERCHE' VECCHIO E SUPERATO.
OGGI TOCCA AI GIOVANI DIMOSTRARE TUTTA LA CAPACITA' TANTO DECANTATA MA MAI, FINO AD OGGI, DIMOSTRATA. SPERIAMO CHE LA DIMOSTRERANNO IN FUTURO. SONO SPERANZOSO.
Ma sono sicuro di potere anticipare che non saranno i BALDANZOSI giovani di Michele Pino capaci di salvare la BARCA OLIVERI.
CON ALTRETTANTA SICUREZZA VOGLIO AFFERMARE CHE NON SONO RASSEGNATO A TACERE.
NESSUNO, SOLO LA MORTE, MI POTRA' TOGLIERE IL SACROSANTO DIRITTO DI CRITICA E DI CRONACA.
Nel pieno rispetto di tutti i limiti imposti dalla MORALE dalla DEMOCRAZIA e dalla LEGGE.-
Antonio Amodeo
Buona serata, caro Signor Amodeo .