mercoledì 31 ottobre 2012

GINECOLOGA ASL TIMBRA MA LAVORA PRIVATO

:ANSA.it > Cronaca > News.
A Reggio Emilia patteggia pena, si e' gia' dimessa dal pubblico.
31 ottobre, 20:06

(ANSA) - REGGIO EMILIA, 31 OTT - Ginecologa Ausl di Reggio Emilia e' accusata di truffa allo Stato perche' avrebbe simulato di lavorare nel pubblico. Timbrava il cartellino e si spostava in un ambulatorio privato. Ha 47 anni e il suo legale ha concordato con in tribunale il patteggiamento pena. Fu scoperta dalla Gdf anche con telecamere mentre entrava e usciva. Lavorava anche al consultorio salute donna di Correggio, anche questo pubblico.
L'Ausl ha aperto un procedimento disciplinare ma lei si e' gia' dimessa. (ANSA)

OLIVERI : BUONE NOTIZIE PER IL SINDACO

IL CdM  APPROVA  IL  TAGLIO  DELLE  PROVINCE.
DA  GENNAIO  DIVENTERANNO  51.
35 IN MENO.

La politica di spendig review voluta dal governo Monti cancella quasi un terzo delle amministrazioni provinciali. "Il sistema andrà a regime nel 2014" ha detto da Palazzo Chigi il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi.

di Redazione Il Fatto Quotidiano   -  31 ottobre 2012

Da 86 a 51, comprese le città metropolitane. Il taglio delle Province è realtà: il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul riordino, “un provvedimento – ha detto il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi – che è coerente con i modelli europei”. “Il processo è irreversibile – ha aggiunto – e da gennaio verranno meno le giunte”. Si tratta di un decreto di tipo “ordinamentale e strutturale nella logica avviata con la spending review” e “il governo si è mosso tra spinte al mantenimento dello status quo e spinte alla cancellazione totale delle Province – ha proseguito – sono Province nuove per dimensioni e per sistema di governance”.

Spiegando il timing d’applicazione del provvedimento, Patroni Griffi ha specificato che “da gennaio e coerentemente con la governance, verranno meno le giunte provinciali e nella fase di transizione sarà possibile per il Presidente delegare non più di tre consiglieri. Questo fino a quando il sistema non andrà a regime nel 2014″ ha detto il ministro per la Funzione Pubblica. Da novembre del 2013, invece, si terranno le elezioni per decidere i nuovi vertici. Il componente del governo Monti, inoltre, ha spiegato che il decreto legge “si è mosso tra spinte opposte, tra spinte al mantenimento dello status quo e spinte alla cancellazione totale”. A chi gli ha chiesto se il governo non tema che da parte delle Regioni possano arrivare ricorsi, Griffi ha rivelato che “alcuni già ci sono stati, ma noi andiamo avanti con il nostro timing perché crediamo nella legittimità degli atti”. “Ovviamente – ha spiegato Patroni Griffi – come ogni atto in questo Paese, sono soggetti ad un sindacato giudiziario. Noi andiamo avanti con il nostro timing”. Sul riordino delle Province delle Regioni a statuto speciale, Patroni Griffi ha detto che il governo si occuperà in seguito della cosa, “visto che la legge sulla spending concedeva a queste realtà 6 mesi di tempo in più”. In tal senso “la Sardegna ha già provveduto, mentre la Sicilia ora è impegnata su altro” ha detto il ministro.

Per assicurare l’effettività del riordino delle Province “senza necessità di ulteriori interventi legislativi” il governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori “garantiti dall’eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta”. E’ quanto si prevede nel comunicato emesso da Palazzo Chigi dopo l’approvazione del decreto. Ma non solo. E’ annunciato anche il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali e l’abolizione degli assessorati. “Gli organi politici dovranno avere sede esclusivamente nelle città capoluogo – hanno spiegato i ministri – e sempre dal 1 gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto”.

ECCO L’ELENCO DELLE PROVINCE DOPO L’APPROVAZIONE DEL DL

PIEMONTE: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli; LIGURIA: Imperia-Savona, Genova, La Spezia; LOMBARDIA: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia. VENETO: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia; EMILIA ROMAGNA: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini; TOSCANA: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno. MARCHE: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno. UMBRIA: Perugia-Terni. LAZIO: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone. ABRUZZO: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti. MOLISE: Campobasso-Isernia. CAMPANIA: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno. PUGLIA: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce. BASILICATA: Potenza-Matera. CALABRIA: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.
 
RIMANGONO  FUORI  LE  5  REGIONI  A  STATUTO  SPECIALE,  per le quali il governo ha ancora 6 mesi di tempo. -

Crocetta:”Avrò una maggioranza bulgara”

Rosario Crocetta
“Mi chiedono tutti come farò a governare senza una maggioranza, ma ricevo congratulazioni e appoggio dai molti parlamentari, io penso di avere una maggioranza bulgara”. Con queste parole il nuovo Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, ha aperto la conferenza stampa di oggi.
Dalla politica nazionale alla razionalizzazione dei costi in Sicilia, sono stati tantissimi i temi affrontati.
Il neo-presidente ha annunciato quali sarà la sua prima mossa: “Revocherò tutte le consulenze esterne, sulla base dello spoil system. Avvieremo una politica di rigore, ma senza macelleria sociale”.
Sulla giunta ha promesso: “Gli assessori saranno scelti in base a rigore, onestà e competenza e, anche se sarà dura con i partiti, alle quote rosa voglio riservare il 50%. Farò in fretta, ma voglio fare bene. Ascolterò i partiti, ma sicuramente non ne sarò ostaggio e non raccoglierò curricula perché non faccio lotterie”.
Rosario Crocetta ha ripetuto più volte che non ci saranno ribaltoni e inciuci. “La maggioranza è quella uscita dalle elezioni. In una democrazia – ha sottolineato – il potere esecutivo è diverso da quello legislativo”. E su questa linea è stato anche il commento sulla nomina del Presidente dell’Ars: “Rifiutare gli inciuci significa anche non proporre un proprio uomo all’Ars. La Presidenza – ha proseguito Crocetta – è un affare dell’Assemblea, spero soltanto che sia espressione di tutti i deputati”.
Il Presidente della Sicilia ha confessato che alle primarie voterà per Bersani e proprio al segretario del Pd ha lanciato un messaggio: “L’esperienza con l’Udc, rinnovata come quella siciliana, vale la pena di farla. L’Udc può essere un diavolo meno rosso di quanto lo si dipinga”.
Crocetta ha poi parlato anche alla sinistra più radicale: “In Sicilia la sinistra alternativa avrebbe avuto la possibilità di contribuire a una vittoria certa e questo errore sa di miopia politica”. Infine, anche una battuta su Claudio Fava: “Gli consiglio un po’ di lettura di salmi perché è di una cattiveria spaventosa”.
Valentina D’Anna

LA CORSA ALLA PRESIDENZA DELL'ARS

UNA  POLTRONA  PER  DUE,  MUSUMECI  O  LEANZA?.

 Fonte: www.blogsicilia.it  -  di Redazione

31 ottobre 2012 - Ne ha parlato fino a questa mattina in conferenza stampa, il neo presidente della presidenza della Regione, Rosario Crocetta: “Il presidente dell’assemblea è una prerogativa dell’assemblea regionale siciliana”.

Dichiarazioni che fanno pensare ad un disimpegno del presidente della Regione che non intenderebbe mettere mano e bocca nell’assegnazione della carica di guida dei deputati siciliani. Eppure Rosario Crocetta potrebbe avere un peso: mutuando il costume del “bon ton istituzionale” che assegnava le presidenze di Camera e Senato alle opposizioni fino a quando ad insediarsi al governo è stato il cavaliere Berlusconi, il neopresidente eletto potrebbe proporre la mossa distensiva di offrire al suo principale competitor, Nello Musumeci la poltrona di presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Servirebbe a calmare i nervi tesi e le accuse reciproche in nome della ricerca della vivibilità nella prossima legislatura? Probabilmente Crocetta si troverebbe ad affrontare dissidi interni alla propria coalizione dove a puntare all’ufficio di presidenza dell’Ars c’è sicuramente più di un deputato.

Franco Rinaldi ad esempio: deputato del Pd, è stato il più votato dell’assemblea regionale siciliana. Cognato dell’ex segretario regionale dei Democratici, Francantonio Genovese, esponente di spicco dell’area Innovazioni, Rinaldi potrebbe aspirare a comporre l’ufficio di presidenza o addirittura la poltrona più alta. Ma gli alleati dell’Udc potrebbero non gradire l’occupazione dell’incarico considerando troppi i ruoli istituzionali sotto il monocolore piddiino. E chi in casa Udc potrebbe incarnare il ruolo di garante dei rapporti fra Parlamento siciliano e governo della Regione? Lino Leanza, già assessore della giunta Lombardo, inserito nel listino del presidente Crocetta, e presidente facente funzioni quando Totò Cuffaro si dimise dall’incarico, è sempre stato il trait d’union fra l’opposizione all’Ars e il capo del governo, specie quando i rapporti con l’autonomista Lombardo erano più tesi che mai. -

JOANNA, TRASPARENZE MALIZIOSE

La Krupa, 33enne modella polacca, è stata avvistata a Beverly Hills mentre usciva da un ristorante, senza reggiseno e con indosso solo una maglietta osè.
Fonte: www.lasiciliaweb.it

Joanna

L'INTERVISTA DI LIVE SICILIA A CASCIO

"Musumeci presuntuoso, dirigenti Pdl da cambiare" Cascio ne ha per tutti, ma apre a Crocetta.

Mercoledì 31 Ottobre 2012 - 07:02 di Accursio Sabella

Per la seconda volta in cinque anni è il più votato nel suo partito. E oggi il presidente uscente dell'Ars affonda: "Il nostro candidato non ha fatto 'gioco di squadra'. Alfano deve fare piazza pulita. Ai vertici del partito c'è gente impresentabile. Il nuovo governatore deve pensare a un esecutivo 'di responsabilità', coinvolgendo le opposizioni. Non credo si potrà alleare con gli artefici del disastro della Sicilia: Micciché e Lombardo".
PALERMO - “La sconfitta di Musumeci? Il Pdl ha commesso degli errori, ma anche lui ha peccato di presunzione”. Francesco Cascio commenta così la sconfitta alle ultime regionali. Un ko che segue quello delle amministrative palermitane, e che ha coinciso anche con un netto calo del suo partito: “A Palermo siamo scesi al 12%. Una cosa inaccettabile. Sono state formate liste troppo deboli”. Liste nelle quali spiccano le sue preferenze. Per la seconda volta in cinque anni è lui l'azzurro più votato. Così, oggi affonda: “Spero che Angelino Alfano si decida a fare piazza pulita di molti dirigenti del partito”.

Onorevole Cascio, due debacle pesanti nel giro di sette mesi. Cosa c'è che non funziona nel Pdl e nel centrodestra siciliano?
“Credo che questa sconfitta sia più complessa di quella delle comunali. Penso sia il frutto di tanti fattori, che vanno tutti considerati”.

Quali fattori? Ieri il sindaco di Catania Stancanelli, proprio a Live Sicilia ha sottolineato le pecche del Pdl, la sua chiara flessione negli ultimi anni.
“Certamente il Pdl non ha ottenuto quello che sperava. Il 12% a Palermo è un dato deprimente. Ma le colpe della sconfitta vanno distribuite”.

A chi?
“Penso anche al candidato”.

Musumeci? Cosa ha sbagliato?
“Intanto, mi fermo un attimo sui numeri: Musumeci non ha ottenuto, a Catania, quello che ci aspettavamo. Si pensava potesse addirittura doppiare Crocetta, e invece l'ha staccato di appena tre-quattro punti. Noi puntavamo forte su quella provincia, a quel punto era difficile compensare altrove quei voti che non sono arrivati. Fermo restando che lo scarto a Palermo da Crocetta è stato minimo. E comunque, non ne faccio solo una questione di numeri”.

Vale a dire?
“Credo che Musumeci abbia peccato un po' di presunzione”.

Ci può spiegare?
“La mia impressione è che non abbia voluto fare 'gioco di squadra'. Penso ad esempio al suo ostentato rifiuto nei confronti della possibile visita di Berlusconi, o anche la scelta di non accompagnarsi con i candidati del Pdl, come a volerne prendere le distanze. Credo si sia trattato di un peccato di superbia che, alla fine, l'ha solo penalizzato”.

Perché Musumeci non voleva “accompagnarsi” con gli esponenti del Pdl? Era solo un capriccio?
“Diciamo le cose come stanno. Mai come in questo caso, ho incontrato difficoltà a convincere la gente a votare il Pdl. Era come se tutti si premurassero di precisare che avrebbero votato me, la persona, e non il partito. È stato imbarazzante, a volte”.

Insomma, qualche peccatuccio di superbia di Musumeci, e qualche difficoltà nella vendita del “brand”. C'è altro?
“C'è altro. E qui entrano direttamente in gioco i dirigenti del partito. Le faccio un esempio su tutti: a Messina abbiamo uno dei coordinatori, Nania, e deputati di peso come Formica, e l'ex sindaco Buzzanca. Ecco, lì abbiamo subito da Crocetta un distacco di 12-13 punti percentuali. A questo punto mi chiedo: a chi hanno fatto votare i capipartito?”.

Magari hanno incontrato anche loro qualche difficoltà a vendere il marchio Pdl...
“Chi lo sa. Certamente non siamo stati fortunati. Proprio nell'ultimo mese abbiamo assistito a una serie di scandali: da Fiorito alla Minetti, passando per il governo regionale della Lombardia. Tutto questo ha influito. Così come la condanna a Berlusconi a quattro giorni dal voto. Anche questi fatti non vanno sottovalutati”.

Qualche mea culpa, no?
“Guardi, io sono stato nuovamente il più votato del Pdl alla Regionali. Quindi avrei anche il diritto di battere i pugni, o di pretendere qualcosa. Ma sono disposto a fare autocritica. Certo, avrei anche potuto dare di più al partito se non fossi stato impegnato, durante la campagna elettorale, nella collaborazione con la Procura di Palermo per la vicenda dei finanziamenti ai gruppi dell'Ars. Una collaborazione che è servita anche a evitare che montasse un caso che non c'è. E poi, sono stato spesso a Roma per le questioni che riguardano i tagli del governo alle Regioni e alle Assemblee. Insomma, ho fatto campagna elettorale con una gamba legata”.

Tra i possibili motivi di autocritica, lei inserisce anche quello di non essere riuscito, insieme agli altri dirigenti, a tenere unito il centrodestra? Sempre Stancanelli ieri ha parlato della necessità che tutti faceste un passo indietro, cosa che non sarebbe avvenuta.
“E invece è avvenuta, eccome, e Stancanelli lo sa bene, visto che sia lui che io eravamo stati individuati come possibili candidati alla presidenza. Abbiamo deciso di fare un passo indietro dopo l'indicazione, giunta da Micciché, della candidatura di Musumeci”.

Già, Micciché. Qualche rimpianto? I numeri dicono che se foste andati insieme, avreste probabilmente vinto.
“La politica non è matematica. E comunque, la domanda sui 'rimpianti' andrebbe rivolta proprio a Micciché: è stato lui a tornare indietro sui suoi passi, dopo aver indicato Musumeci. Perché l'ha fatto?”

Perché?
“Beh, perché per l'ennesima volta ha dimostrato di non avere a cuore l'interesse della Sicilia, ma solo gli interessi personali”.

Secondo lei cosa farà adesso Micciché? Dialogherà con Crocetta?
“Io credo che questa cosa sia impossibile, inverosimile”.

Come mai ha questa convinzione?
“Non credo che Crocetta voglia presentarsi come il governatore che assicura la continuità col 'lombardismo'. E credo sappia bene che Lombardo e Micciché sono stati i maggiori responsabili del disastro in cui si trova oggi la Sicilia. Se Crocetta si alleasse con loro, diventeremmo tutti 'grillini'...”

Ma bisognerà governare. E la coalizione che sostiene Crocetta non ha i numeri. Come si fa?
“Io credo che bisognerebbe partire dallo stato in cui si trova la Sicilia oggi. Una situazione gravissima sotto il profilo finanziario. Penso che le strade che Crocetta può imboccare allora siano solo due”.

La prima.
“Una sorta di governo 'di responsabilità regionale'. Invocato anche dai sindacati, penso al segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava. Un esecutivo, insomma, nel quale Crocetta decida di includere le maggiori forze di opposizione. Ma ovviamente, la proposta dovrà arrivare da lui”.

La seconda soluzione.
“Fare come Lombardo: spaccare i partiti, ricorrere agli inciuci, agli accordi di piccolo cabotaggio. Ma si tratterebbe di un governo balneare. Avrebbe vita breve”.

Torniamo al suo partito. Ma proiettiamoci al futuro. Crede che le due sconfitte delle Comunali e delle Regionali abbiano indebolito la posizione all'interno del Pdl del segretario nazionale Alfano?
“Tutti conoscono il mio affetto nei confronti di Angelino. E quindi le mie parole potrebbero essere interpretate solo in questo senso. Ma io sono convinto che lui non abbia alcuna responsabilità”.

È il segretario nazionale di un partito, è siciliano, e perde due elezioni in Sicilia...
“Ma le liste mica le ha fatte lui. Le liste le hanno allestite i coordinatori regionali”.

Allora la responsabilità è tutta loro?
“Io vorrei ragionare in maniera più generale. Mi auguro, quindi, che Angelino Alfano abbia il coraggio di fare quello che avrebbe dovuto fare da tempo”.

Vale a dire?
“Piazza pulita. A qualsiasi livello. A livello regionale e nazionale. Il Pdl oggi 'vanta' deputati che non sono conosciuti nemmeno nei loro condomini, ci sono vallette e veline ovunque. E soprattutto, sono troppi, oggi, i dirigenti impresentabili”.

È molto duro.
“Ma è la verità. Spero che Alfano abbia la forza di innescare e portare a termine questo processo. Un processo che non può essere rimandato, altrimenti sarà il 'fuggi fuggi' dal partito. Bisogna puntare sui tanti militanti 'perbene'. Gente che spesso non ha la ribalta, ma è preparata, presentabile. Ma è arrivato il momento di decidere. È il momento, insomma, di fare pulizia”. -

Ultima modifica: 31 Ottobre ore 09:57

Gossip - Avril Lavigne allergica alla biancheria?

Gossip - Avril Lavigne allergica alla biancheria?
Los Angeles (USA) - Avril Lavigne passeggia con il fidanzato Chad Kroeger e i paparazzi rivelano che non porta il reggiseno.
Avril continua a mantenere la sua immagine acqua e sapone, senza particolari eccessi e molto in linea con l'abbigliamento di molte ragazze americane ma non disdegna di stupire con qualche particolare "hot".
Ai paparazzi che la seguivano, ad esempio, non è sfuggita la evidente allergia alla biancheria intima.
La cantante indossava maglietta molto ampia che lasciava intravedere curve generose e in piena libertà.
Gli obiettivi hanno indugiato sul particolare ed ora gli scatti fanno il giro della rete per la gioia dei fan. -
Crocetta, programmi e promesse
"Via tutte le consulenze esterne"
Il nuovo presidente della Regione assicura: "Non sarò ostaggio di nessuno, avrò i numeri per governare. Il mercato degli inciuci è finito. Basta con i superburocrati inamovibili. Taglierò del 50% il mio stipendio, niente incarichi agli indagati per mafia o corruzione"
30/10/2012
PALERMO - Appena si insedierà come governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, pronto a dimettersi da eurodeputato per l'incompatibilità dei due ruoli, come primo atto revocherà "tutti i consulenti esterni" e avvierà "una maxi-rotazione" dei superburocrati "perchè nessuno può pensare di essere inamovibile", a cominciare dall'esterno dirigente generale Ludovico Albert, piemontese arruolato da Raffaele Lombardo: "Può già fare le valigie". Anche i partiti che lo sostengono, Pd, Udc, Api e Psi, sono avvertiti: "Non sono un ostaggio, nella mia giunta mi piacerebbe avere il 50% di donne" comunque "persone rigorose, oneste e competenti".

Al momento l'unica certezza è Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio, indicata prima del voto come assessore alla Sanità. Ed è sicuro che all'Assemblea, nonostante i 39 deputati su 90 conquistati dalle sue liste non bastino per governare, avrà "una maggioranza bulgara" composta "da uomini di buona volonta", perchè "anche i grillini sono deputati come gli altri a meno che non decidano di grillare anche in Parlamento" e perchè nel Mpa e nel Pdl "non tutti sono demoni". Ma "senza inciuci", chiarisce il neo presidente che cita nientemeno che il comandante Che Guevara: "Saremo miti con durezza".

E in serata, a Ballarò, su Rai 3, promette: "Taglierò il mio stipendio del 50%. La prima legge che proporro? Gli indagati di mafia, corruzione, associazione a delinquere non potranno ricevere nè incarichi dalla regione nè presentarsi come candidati".

Rilassato, compassato, disponibile. Il giorno dopo il trionfo, Crocetta fa capire di che pasta è fatto. "Sono uomo del dialogo, non dello scontro" è il messaggio diretto ai suoi ma soprattutto all'opposizione con la quale dovrà confrontarsi per trovare la maggioranza "sui singoli provvedimenti". Non scarta nessuno. "Se personalmente Gianfranco Miccichè è disponibile a condividere il mio programma, ben venga", afferma l'ex sindaco di Gela, che non sbatte porte in faccia rimarcando però che "l'alleanza rimane quella che mi ha sostenuto fin dall'inizio della campagna elettorale" e che "il mercato degli inciuci è finito".

Il suo appello è rivolto all'intero arco parlamentare. Al quale propone "un patto sociale di risanamento e di rigore, senza fare macelleria sociale". Cominciando col trovare soluzioni per i 18mila precari degli enti locali, molti dei quali a fine anno rischiano di rimanere senza posto per la scadenza dei contratti. La Regione ha le casse "al verde", Fitch l'ha appena declassata a BBB da BBB+ con outlook negativo, c'è un debito che a dicembre sarà di quasi 6 miliardi di euro, e c'è un bilancio da approvare prima di Capodanno per non inciampare subito in un esercizio provvisorio lacrime e sangue. "Andrò a Bruxelles per confrontarmi sui 5,7 miliardi di fondi Ue non spesi dalla Regione e poi chiederò un incontro a Monti" annuncia Crocetta che dall'Assemblea regionale si aspetta "collaborazione, indirizzi" e anche "contestazione".

"Ma certamente non interferirò nella scelta di chi dovrà fare il presidente dell'Ars", assicura nel rispetto dei poteri istituzionali. Un consiglio lo dà invece a Bersani, il suo candidato alle primarie: "Vale la pena allearsi con l'Udc", perchè "non è più il partito di Cuffaro". E invita Sel e Idv a rinunciare "alla battaglia identitaria" che li ha portati "sul terreno dell'anti-politica, perdendo il duello con il Movimento di Grillo". Che accusa di "demagogia" quando l'argomento si sposta sui tagli alle indennità dei parlamentari, che secondo i deputati cinquestelle non dovranno superare i 2.500 euro netti, come scrivono in un disegno di legge, il primo che intendono presentare in Assemblea. "Vogliamo fare suicidare i deputati?", sbotta il governatore che come modello ha il Parlamento europeo: "L'eurodeputato che non si presenta alle sedute e non lavora non prende nulla". Ma "di questo - assicura - ne discuterò coi gruppi parlamentari". -

martedì 30 ottobre 2012

LA STRANA COPPIA CHE A MESSINA HA FATTO VINCERE CROCETTA

D'ALIA-GENOVESE
Il patto di ferro Genovese-D'Alia sul nome di Crocetta ha fatto registrare a Messina le percentuali più alte. Un'alleanza che potrebbe spingere a fare il bis alle amministrative del 2013. "Ma dobbiamo ampliarla ai movimenti ed alla sinistra" avverte Grioli, segretario cittadino del Pd.

Lunedì, 29 ottobre, 2012 - 16:46
Scritto da: Rosaria Brancato
Fonte: www.tempostretto.it

Il patto di ferro D’Alia-Genovese ha funzionato e se Crocetta sarà, come sembra in questo momento, il Presidente della Regione, lo dovrà anche a questa strana coppia di figli d’arte che a lungo si son guardati a distanza per poi rompere gli indugi sotto il sole d’agosto. Passione travolgente non è e non lo sarà mai, ma dopo l’esito delle urne regionali li vedremo spesso insieme. L’alleanza Pd-Udc , mai andata giù alla sinistra per la presenza degli ex cuffariani, sul nome di Crocetta proprio in riva allo Stretto sta portando i suoi frutti maggiori, grazie a due macchine elettorali che hanno retto ai venti dell’antipolitica. Qui Crocetta viaggia oltre il 35% ed in alcuni comuni della provincia ha doppiato Musumeci. Se ci fermiamo alle sezioni scrutinate (metà) a Messina e provincia Crocetta è al 35,168% (34.641 voti) un trend di gran lunga più alto rispetto alla media regionale dovuto ai due carri Pd-Udc. Se analizziamo i singoli partiti vediamo che il Pd è al 19,75% e l’Udc all’11,55%. I due alleati insieme hanno portato all’ex sindaco di Gela 31 mila voti, cifra non da poco e che pone le basi di un’alleanza solida da ripercorrere alle amministrative.
“Crocetta a Messina stravince e se diverrà Presidente lo deve ai voti registrati qui- commenta il segretario cittadino del Pd Peppe Grioli- Noi siamo soddisfatti del nostro dato, oltre il 19%, nonostante l’astensionismo e Grillo. Il nostro partito ha retto benissimo alla forza d’urto dell’astensionismo. Non sono d’accordo con quanto ha detto Leoluca Orlando che alla luce del voto siciliano dice che sono morti i partiti. Noi siamo vivi e stiamo bene, ma dobbiamo tutti iniziare a capire che è importante rinnovare, cambiare registro. E’ questo quello che ci dice chi non ha votato e chi ha votato Grillo”.
Secondo Grioli l’astensionismo e il M5S ha danneggiato, almeno in provincia di Messina, il Pdl, che finora sta uscendo dal voto battuto anche da Miccichè e dagli ex Pdl a vario titolo finiti in altre formazioni.
“E’ chiaro che l’alleanza Pd-Udc durerà anche in vista delle prossime amministrative, visti i consensi che gli elettori ci hanno dato-prosegue Grioli- ma deve esser altrettanto chiaro che dobbiamo allargare quest’alleanza anche ai movimenti, alla sinistra che fin qui è rimasta fuori”.
Sarà dura per Grioli far digerire alla sinistra il patto di ferro con gli ex cuffariani, nonostante lo stesso D’Alia abbia continuato a ricordare quel che tutti hanno scordato, ovvero la ribellione dei quarantenni che col tempo ha messo ai margini proprio quel sistema, fino all’epilogo. Non sappiamo fino a che punto l’alleanza siciliana possa essere esportata a livello nazionale, dove le direzioni sembrano altre, quel che appare all’orizzonte è che invece il tandem D’Alia-Genovese il 28 ottobre ha funzionato. E l’occasione per fare il bis potrebbe esser troppa ghiotta per non riprovarci, sempre che il Pd riesca a dimenticare che l’alleanza dei centristi con Buzzanca è durata fino al 20 agosto e quella con Ricevuto è in piedi fino ad oggi. Ma, si sa, “del doman non v’è certezza….”. -
Rosaria Brancato

LA NUOVA ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

Martedì 30 Ottobre 2012 
Fonte: www.livesicilia.it  di Accursio Sabella

L'assemblea regionale cambia volto. Tante le novità: dallo sbarco di ben quindici grillini, alla mancata riconferma per tanti "big": da Rudy Maira a Innocenzo Leontini, da Camillo Oddo ad Alessandro Aricò. Ecco tutti i promossi e i bocciati di queste elezioni regionali.

PALERMO - Restano fuori “big” come Rudy Maira, Innocenzo Leontini, Camillo Oddo, Carmelo Briguglio, Alessandro Aricò e Giuseppe Buzzanca. Confermati invece alcuni (ma non moltissimi) uscenti, dall'ex presidente dell'Assemblea Francesco Cascio al segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo. Ecco il nuovo identikit dell'Ars, mutato notevolmente grazie allo sbarco di ben quindici deputati del Movimento cinque stelle. Il gruppo più numeroso, davanti a quello di Pd (14), Pdl (12), Udc (11), Mpa (10), Lista Crocetta presidente e Grande Sud (5 ciascuno), Cantiere popolare e Nello Musumeci presidente (4 seggi ciascuno).

A Palermo, il maggior numero di seggi va ai “grillini”. I quattro eletti all'Ars saranno il candidato alla presidenza Giancarlo Cancelleri, Claudia La Rocca, Salvatore Siragusa e Giorgio Ciaccio. Tre invece sono i deputati Pdl eletti nel capoluogo: sono Francesco Cascio. Francesco Scoma e Salvino Caputo che brucia per pochissimi voti Giuseppe Milazzo e Piero Alongi. Tre parlamentari anche per il Pd: sono Giuseppe Lupo, Antonello Cracolici e Fabrizio Ferrandelli. Restano fuori, così, due deputati uscenti come Davide Faraone e Pino Apprendi, insieme all'ex presidente del Ciapi Francesco Riggio, molto quotato nelle scorse settimane. Conferme anche nell'Udc, dove Nino Dina e Totò Lentini tengono dietro l'ex presidente del consiglio comunale Alberto Campagna, il sindacalista dell'Uiltucs Pietro La Torre, oltre a Giulio Cusumano. Nel gruppo del Cantiere popolare invece troverà posto Toto Cordaro, mentre per un pugno di voti sfugge la riconferma a Marianna Caronia, “bruciata” da Roberto Clemente. Torna all'Ars anche l'ultimo presidente della Commissione bilancio Riccardo Savona, eletto tra le fila di Grande Sud, insieme a Edy Tamajo. Fuori, quindi, Franco Mineo, la cui candidatura è stata motivo di aspre polemiche a causa delle vicende giudiziarie che riguardano il deputato. Nel Partito dei siciliani ottimo exploit di Enzo Figuccia, che approda all'Ars insieme al riconfermato Giovanni Greco. Restano fuori Tony Rizzotto, Mimmo Russo e l'assessore uscente Nicola Vernuccio. Infine, ecco due eletti nelle liste dei presidenti. Con “Crocetta presidente” arriva all'Ars Giovanni Di Giacinto, con “Musumeci presidente” sbarca in Assemblea l'ex assessore provinciale Salvo Lo Giudice, che conquista l'unico seggio a disposizione e bruciando, così, Bartolo Sammartino. Tra gli esclusi “illustri” spicca Alessandro Aricò, ultimo candidato a sindaco per Fli e Mpa, e assessore uscente. Il suo partito Fli-Nuovo polo non ha superato lo sbarramento del 5%. Stessa sorte per il coordinatore provinciale di Italia dei Valori Pippo Russo.

A Catania, ecco l'eredità più diretta dell'ultimo governatore. Toti Lombardo conquista il seggio all'Ars. Lo fa col Partito dei siciliani, ovviamente, insieme all'ultimo capogruppo dell'Mpa Nicola D'Agostino (il più votato della lista) e l'altro deputato uscente Dino Fiorenza, che lascia fuori dall'Ars Giuseppe Arena. Resta fuori, invece, Fabio Mancuso, “sbarcato” tra gli autonomisti dopo l'addio al Pdl nel finale della legislatura. Tre seggi anche al Pdl, che porta a Sala d'Ercole tre deputati uscenti come Salvo Pogliese, Marco Falcone e Nino D'Asero. Resta fuori, invece, l'altro uscente Pippo Limoli. Per l'Udc, all'Ars arrivano l'ex Mpa Lino Leanza, Luca Sammartino e Marco Forzese. Leanza, però, potrebbe optare per il listino, aprendo così le porte dell'Ars a Pippo Nicotra. Anche il Movimento cinque stelle porta tre deputati all'Ars: i primi tre sono Giancarlo Cancelleri, Angela Foti e Francesco Cappello. Ma nel caso in cui il candidato presidente dovesse optare per un'altra provincia, approderebbe all'Ars la giovanissima Gianina Ciancio, 22 anni. Conferma all'Ars, tra le fila del Pd, per Concetta Raia, mentre approda tra gli scranni dei democratici Antony Barbagallo. Eletti anche Valeria Sudano (Cantiere popolare), Gianfranco Vullo (Crocetta presidente) e Giovanni Ioppolo (Musumeci presidente).

Ad Agrigento sono sette i seggi a disposizione. Ad aggiudicarseli sono Matteo Mangiacavallo del Movimento cinque stelle, Salvatore Cascio del Cantiere popolare, riconfermato come Michele Cimino di Grande Sud. Per l'Udc il più votato è stato Lillo Firetto: il seggio è suo, a meno che non decida di optare per il posto offerto dal listino, aprendo così le porte dell'Ars a Rita La Rocca. Conquistano uno scranno all'Ars anche l'ex presidente della provincia Enzo Fontana (Pdl), Roberto Di Mauro che torna all'Ars col Partito dei siciliani. Ritorno anche per Giovanni Panepinto del Pd, che “fa fuori” due deputati uscenti come Giacomo Di Benedetto e Vincenzo Marinello. Restano fuori, invece, l'ex assessore regionale Giovanni Gentile (Fli), l'ex deputato nazionale Pippo Scalia, l'europarlamentare Salvatore Iacolino e il deputato uscente Nino Bosco, entrambi del Pdl.

I quattro seggi del collegio di Caltanissetta vanno, in caso di opzione di Cancelleri per un'altra provincia, a Giuseppe Lo Monaco (M5S), Pino Federico (Partito dei siciliani), Peppe Arancio (Pd), Gianluca Antonello Micciché (Udc). Restano fuori, quindi, i deputati uscenti Rudy Maira (Cantiere popolare), Raimondo Torregrossa (Pdl) – in entrambi i casi non è scattato il seggio – e Miguel Donegani, “bruciato” dal collega del Pd per appena 50 voti.

I tre seggi di Enna, invece, sono andati ad Antonio Venturino (Movimento cinque stelle), Annunziata Luisa Lantieri (Grande Sud) e Mario Alloro (Pd). Fuori dall'Ars i deputati uscenti Edoardo Leanza (Pdl), Paolo Colianni (Partito dei siciliani) e Elio Galvagno (Lista Crocetta presidente). In tutti i questi casi, per le liste nessun seggio.

Cinque i “posti” offerti dal collegio di Ragusa. E in questo caso, si registra la debacle di un altro big: l'ex capogruppo del Pdl all'Ars Innocenzo Leontini. La lista “Cantiere popolare” nella quale l'ex deputato regionale si è candidato, infatti, non ha ottenuto nessuno scranno. I cinque seggi sono andati invece a Giorgio Assenza (Pdl), Vanessa Ferreri (Movimento cinque stelle), Nello Di Pasquale (Lista Crocetta Presidente), i deputati uscenti Pippo Di Giacomo (Pd) e Orazio Ragusa (Udc). Non ce l'ha fatta, invece, il deputato uscente del Pd Roberto Ammatuna.

Altro politico di peso a fallire l'ingresso all'Ars è Pippo Gianni, candidato col Cantiere popolare nel collegio di Siracusa. I sei seggi sono andati invece al deputato uscente del Pdl Vincenzo Vinciullo, a Stefano Zito del Movimento cinque stelle, a Giambattista Coltraro (Crocetta presidente), a Pippo Sorbello (Udc), e agli altri deputati uscenti Pippo Gennuso (Mpa), Bruno Marziano (Pd). Altri “big” a restare fuori dall'Ars l'ex capogruppo di Grande Sud Titti Bufardeci, Roberto De Benedictis (Pd), Nunzio Cappadona (Musumeci presidente) e Mario Bonomo (Fli-Mps).

Sette i seggi relativi al collegio di Trapani. Eletti l'ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio (Pdl), Valentina Palmeri e Sergio Troisi (Movimento cinque stelle), il deputato uscente Paolo Ruggirello (Musumeci presidente), Giovanni Lo Sciuto (Partito dei siciliani), Baldo Gucciardi (Pd), e Mimmo Turano (Udc). Rimangono fuori da Sala d'Ecole, invece, il vicepresidente dell'Ars Camillo Oddo, l'ex presidente di Anci Sicilia Giacomo Scala, entrambi del Pd, l'ex sindaco di Castelvetrano Gianni Pompeo, e soprattutto altri due ex deputato regionali come Livio Marrocco (ultimo capogruppo all'Ars di Fli) e Toni Scilla (Grande Sud).

A Messina, invece, gli undici seggi sono andati a Bernadette Felice Grasso (Grande Sud), Santi Formica e Nino Germanà (Pdl), Valentina Zafarana (Movimento cinque stelle), Marcello Greco (Crocetta presidente), Pippo Currenti (Musumeci presidente), il deputato uscente del Pd passato all'Mpa Giuseppe Picciolo, gli altri tre parlamentari uscenti del Partito democratico Franco Rinaldi (il più votato, con oltre 18.600 voti), Pippo Laccoto e Filippo Panarello, infine, a Giovanni Ardizzone, anche lui parlamentare nell'ultima legislatura con l'Udc. Fuori dall'Ars, invece l'ex sindaco di Messina Beppe Buzzanca (Pdl), Santino Catalano (Cantiere popolare) e il coordinatore regionale di Fli Carmelo Briguglio.

Eletti all'Ars ovviamente anche i componenti del listino di Rosario Crocetta: oltre al nuovo presidente, ecco Mariella Maggio Lillo Firetto, Marika Di Marco, Lino Leanza, Antonella Milazzo, Antonio Malafarina, Alice Anselmo e Nino Oddo. Sarà un deputato dell'Assemblea anche il candidato presidente arrivato secondo, Nello Musumeci. -

Ultima modifica: 30 Ottobre ore 11:36

COLLE, PARTITI RIASSUMANO LORO RUOLO

ANSA.it > Top News > News.
Forze politiche preparino loro analisi e proposte per elettori.
30 ottobre, 13:02

(ANSA) - ROMA, 30 OTT - Quella di primavera e' ''una scadenza sufficientemente vicina da consentire alle forze politiche di prepararsi a riassumere pienamente il loro ruolo nella vita istituzionale, sottopondo al corpo elettorale, liberamente, le loro diversificate analisi e piattaforme programmatiche''.
Cosi' Giorgio Napolitano sulle prossime politiche. (ANSA)

NAPOLITANO, AL VOTO CON NUOVE REGOLE

ANSA.it > Top News > News.
Capo dello Stato, si intervenga su l. elettorale a breve.
30 ottobre, 12:51

(ANSA) - ROMA, 30 OTT - Si vada a votare alla scadenza naturale della legislatura e ''sulla base di nuove regole''.
Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante un incontro al Quirinale. (ANSA)

MAFIA : LOMBARDO, PRIMA UDIENZA ABBREVIATO

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.
Davanti a gup Catania, accusato di concorso esterno.
30 ottobre, 12:45

(ANSA) - CATANIA, 30 OTT - E' cominciata, davanti al Gup di Catania, Marina Rizza, la prima udienza del processo per concorso esterno in associazione mafiosa al presidente dimissionario della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che e' presente in aula.
Il procedimento, che si svolge con il rito abbreviato condizionato, segue la richiesta di rinvio a giudizio 'coatta' avanzata dalla Procura e sara' definito ''allo stato degli atti''. (ANSA)

SICILIA : BRUNETTA, SI VOTERA' A BREVE

ANSA.it > Top News > News.
Isola sempre laboratorio in chiave nazionale.
30 ottobre, 12:30

(ANSA) - ROMA, 30 OTT - ''La Sicilia e' sempre stata un laboratorio in chiave nazionale''. Cosi' l'ex ministro e deputato del Pdl Renato Brunetta intervistato da Maurizio Belpietro a ''La Telefonata'' su Canale 5.
''Il centrodestra - ha sottolineato il coordinatore dei dipartimenti del Pdl - si e' diviso e ha perso. Sul futuro del governo siciliano ha concluso: ''Penso che in Sicilia si tornera' a votare in tempi brevi''. (ANSA)

CROCETTA PRESIDENTE CON IL 30,5% VOTI

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.
Risultato definitivo scrutinio delle 5.308 sezioni.
30 ottobre, 09:59

(ANSA) - PALERMO, 30 OTT - Rosario Crocetta è stato eletto presidente della Regione Sicilia con il 30,5% dei voti. E' il risultato definitivo dello scrutinio delle 5.308 sezioni.
Sia Crocetta che Musumeci (Pdl-Musumeci presidente-Pid- Adc) hanno ottenuto una percentuale lievemente maggiore della somma dei voti delle liste che li hanno sostenuti. (ANSA)

APPALTI TRENITALIA : GARE TRUCCATE, ARRESTI

ANSA.it > Cronaca > News.
In 27 ai domiciliari nell'operazione 'Espresso 2'.
30 ottobre, 09:23

(ANSA) - FIRENZE, 30 OTT - Eseguite in tredici province, tra cui Firenze, 27 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei riguardi di imprenditori e funzionari di Trenitalia, ritenuti responsabili di aver inquinato e truccato il sistema degli appalti di Trenitalia. Tra i reati contestati, corruzione, turbata liberta' degli incanti, abuso di ufficio e accesso abusivo alle banche dati riservate di Trenitalia.
L'operazione, denominata 'Espresso 2', e' il risultato della seconda tranche dell'inchiesta. (ANSA)

SICILIA : MICCICHE' NON SIEDERA' ALL'ARS

ANSA.it > Cronaca > News.
E' terzo o quarto tra i piu' votati in lista palermitana.
29 ottobre, 21:05

(ANSA) - PALERMO, 29 OTT - Il leader di Grande sud, Gianfranco Micciche', candidato alla presidenza della Regione siciliana che - dopo lo scrutinio di 4292 sezioni su 5308 - ha ottenuto 5 seggi con Grande Sud nel parlamento siciliano non siedera' a sala d'Ercole. E' il terzo o quarto tra i piu' votati nella lista provinciale palermitana. A Palermo saliranno 2 deputati: i piu' votati sono Edi Tamajo e Riccardo Savona.
Micciche' quindi non potra' condurre le sue battaglie autonomiste seduto nell'Ars. - (ANSA)

L'EDITORIALE DI CENTONOVE

LO  SVILUPPO  E'  PRESCRITTO.
LA SETTIMANA scorsa sono tornati in piazza Sturzo a Palermo i funzionari Ue.
Al centro della visita, l'entità e la qualità della spesa dei fondi comunitari. A preoccupare, ora, è la notizia che il Palazzo ha deciso di non dare nessuna notizia. E il silenzio del più importante ufficio comunicazione del Mediterraneo si legge così: la revoca di una copiosa parte dei fondi Fers è già in corso. Altre revoche stanno per arrivare. Un disastro. Perchè tra le contestazioni, mosse dai commissari, ci sono i trucchi tipici della politica arraffona di Sicilia: un misto tra burocrazia e gestione politica della spesa. Tutto poi condito coi ritardi della giustizia civile, prima tappa la prescrizione dei reati. Ad essere prescritto invece è lo sviluppo della Sicilia. Che se per i fondi Por 2000-2006 non ha fatto segnare al Pil nessun passo avanti, per i bandi del 2007-2013 segna solo il nulla. Un girare a vuoto. Tra lotte di burocrati e valzer di direttori generali, chiamati a operare secondo atti di fede politica e logiche di spartizione. Le cosìddette politiche di Coesione in Sicilia hanno prodotto un ulteriore distacco dall'Europa. Una frattura che non può più essere sanata da nessuna "deroga". Oggi il futuro che aspetta la Sicilia, aldilà del risultato elettorale ininfluente per i danni prodotti, è che l'Isola tra sei mesi sarà commissariata. E' lo scotto che i siciliani meritano. Prima di invocare la dignità di popolo. -

Moretti: “Solo l’Italia incentiva camion piuttosto che treni”

L’AD di FS Italiane è intervenuto oggi al Campidoglio al convegno “Ecoincentriamoci”, organizzato da Eco-News. “Stiamo investendo 5 miliardi e sono tutti autofinanziati, senza soldi dello Stato. La sfida del futuro si gioca nella grandi città"
Fonte: www.FSNews.it - Roma, 29 ottobre 2012  

“Siamo l’unico Paese al mondo che incentiva i camion piuttosto che i treni”. Così Mauro Moretti, AD di FS Italiane, parlando al convegno Ecoincentriamoci,organizzato da Eco-News in Campidoglio, sotto il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e del Comune di Roma e in collaborazione con Kyoto Club 

Per Moretti il problema del trasporto merci è “uno dei gap del nostro Paese, mentre l’altro problema è il trasporto regionale, per il quale non ci sono soldi e con quello che abbiamo a disposizione non riusciamo a fare di più. Bisogna che questa partita venga affrontata”, ha sollecitato il top manager. 

“Non ci sono incentivi e il business fa fatica a stare dietro” ha proseguito l’AD, secondo cui “l’Italia dovrebbe fare quello che si fa in Francia, Germania, Svizzera. Stiamo investendo 5 miliardi - ha evidenziato Moretti - e sono tutti autofinanziati, senza soldi dello Stato: si tratta di 2,5 miliardi per il trasporto regionale, 1,5 per l’Alta Velocità e il resto per nuove tecnologie”.  

"La sfida del futuro si gioca nelle città", ha dunque sottolineato Moretti. "Nelle aree metropolitane di Milano, Roma, Napoli e Torino diventa indispensabile puntare su una rete e su servizi ferroviari che colleghino efficacemente l’area urbana con quella esterna. Il nostro contributo è già in atto, del resto ogni passeggero che in Italia viaggia in treno produce circa il 70% di gas serra in meno di chi si muove in aereo e il 60% in meno di chi utilizza l’auto'' (meno 600.000 tonnellate di CO2 nel 2011 grazie ai 25 milioni di passeggeri sull'Alta Velocita). 

Nel suo intervento l’AD ha, inoltre, indicato Roma come una città che si presta molto bene alla bicicletta. Immaginate - ha detto rivolgendosi alla platea composta per gran parte da studenti romani - se su via Nomentana ci fosse una pista ciclabile: la mattina sarebbe piena di biciclette. Da quando sto qui - ha poi aggiunto - non ho più la bronchite, per me che vengo da Rimini e fa freddo per gran parte dell’anno. Andrei in bicicletta tutti i giorni, perché il clima di Roma permetterebbe cose che in nessun altro Paese del mondo si potrebbero fare”. -

lunedì 29 ottobre 2012

Chi ha vinto e chi ha perso in Sicilia

Lunedì 29 Ottobre 2012 - 20:07 

Il Movimento 5 Stelle primo partito è il grande trionfatore. Insieme a Rosario Crocetta e all'Udc, che ha vinto la scommessa dell'alleanza col Pd. Sorride anche Raffaele Lombardo, mentre piange la sinistra radicale, che ha fallito due volte. E il Pdl di Alfano che non arresta la sua caduta. Ma sullo sfondo, resta l'ombra di un astensionismo patologico.


PALERMO- Terremoto doveva essere e terremoto è stato. Non è il “big one”, quello che non lascia più nulla in piedi. Lo sarebbe stato se la corsa di Giancarlo Cancelleri, spinto dai diciassette giorni siciliani di Beppe Grillo, si fosse spinta fino all'incredibile vittoria finale. Ma il risultato del Movimento 5 Stelle, che pare essere diventato con buon margine il primo partito dell'Isola è comunque uno tsunami che travolge la politica siciliana. Una politica sempre più lontana dalla gente, come testimonia il dato drammatico dell'astensionismo, che ha visto votare meno della metà degli aventi diritto.

È il partito del non voto il primo protagonista di questa tornata elettorale, su questo ci sono pochi dubbi. Scorrendo l'elenco degli altri vincitori, ecco il già citato Movimento 5 Stelle, che entra all'Ars dalla porta principale, spedendo una pattuglia massiccia, al di là di ogni rosea aspettativa. E c'è, ovviamente, Rosario Crocetta. L'ex sindaco di Gela ha vinto la sua partita, ha portato a casa una vittoria non scontata anche grazie a una campagna elettorale cominciata quando gli altri ancora litigavano sulle candidature. Crocetta ha vinto grazie alla tenuta delle sue liste: il Pd ha perso parecchio, ma non è arrivato al tracollo, l'Udc di Gianpiero D'Alia ha messo il turbo (altro che imbarazzo degli elettori moderati), e la lista del presidente sembra essere andata molto bene. Se poi nell'urna siano arrivati gli aiutini del patto della Crocchè denunciato dagli avversari, questo dovranno spiegarlo gli analisti dei flussi elettorali. Di certo, Gianfranco Miccichè sembrerebbe piazzarsi al di sotto della somma delle liste che lo sostengono.

Vince Rosario Crocetta, ma vince anche, ed è questo uno dei dati più interessanti anche dalla prospettiva romana, l'alleanza tra Pd e Udc. Un patto che viene premiato dagli elettori, e che, numeri alla mano, convince ancora di più gli elettori moderati dell'Udc. Un dato che ha fatto subito irruzione nel dibattito in corso dentro il Partito democratico sulle future alleanze. Visto anche il risultato poco entusiasmante dei partiti a sinistra dei democratici, tra i vinti di questa campagna elettorale. Sel, Idv e compagni, infatti, hanno perso due volte: hanno fallito nel loro obiettivo di far perdere Crocetta, mandando alle ortiche il patto tra Pd e Udc, e non sono riusciti a staccare il biglietto per l'Ars, rimanendo con entrambe le liste sotto lo sbarramento del 5 per cento. Un disastro su tutta la linea, su cui ha pesato il pasticciaccio brutto del certificato di residenza di Claudio Fava.

Raffaele Lombardo è in qualche modo un altro dei vincitori. Il presidente uscente oggi ha festeggiato il suo compleanno brindando all'elezione del figlio Toti. E forse anche alla vittoria di Rosario Crocetta. Perché, al di là di retropensieri e indiscrezioni, non c'è dubbio che tra Musumeci e l'ex sindaco di Gela, il governatore preferisca lasciare le chiavi di Palazzo d'Orleans al secondo. Con il quale, insieme alla pattuglia di Grande Sud, il blocco sicilianista inizierà a dialogare presto nell'Ars senza maggioranza.

Quanto agli altri sconfitti, di certo, il più illustre è il Pdl di Angelino Alfano, che completa il disastro iniziato già alle scorse amministrative. Il partito di Berlusconi, che in questi anni in Sicilia aveva fatto registrare percentuali da Democrazia Cristiana dei tempi d'oro, precipita poco sopra le due cifre. Non è bastata la bella campagna elettorale di Nello Musumeci a rianimare un partito che dalle Alpi a Lampedusa dà l'impressione di patire una lenta agonia. Avrà un bel da fare il segretario per incollare i cocci di queste elezioni. È andata meglio al Cantiere popolare, che ha mantenuto il suo zoccolo duro, e alla lista del candidato presidente, il cui carisma ha pesato nella redistribuzione del consenso interna alla coalizione.

Altra vittima illustre di questa tornata elettorale è Futuro e libertà. Il partito di Gianfranco Fini, quando lo scrutinio è ormai quasi finito, dovrebbe restare fuori dall'Ars, dopo essere stato al governo per tutta la legislatura appena trascorsa: assessorati e posti di sottogoverno nella Sicilia del terremoto non bastano più. Lo aveva capito Fabio Granata, che non ha nascosto il suo tifo per Crocetta, con il quale oggi si è detto pronto a collaborare. -
Ultima modifica: 29 Ottobre ore 20:16

CROCETTA, PRIMA VOLTA PRESIDENTE SINISTRA E CHE HA FATTO CHIARA SCELTA ANTIMAFIA

ANSA.it > Top News > News.
29 ottobre, 18:07

(ANSA) - PALERMO, 29 OTT - ''Non e' mai accaduto in Sicilia che un rappresentante del centrosinistra venisse eletto e che venisse eletto un presidente con una chiara opzione antimafia.
Credo che siano questi due elementi forti del cambiamento che dimostrano come in Sicilia, come dice anche Camilleri, sia entrata aria nuova e pulita''. Lo ha detto il candidato a Governatore Rosario Crocetta nel suo comitato elettorale. (ANSA)

A oltre metà scrutinio Crocetta vede la vittoria
Stabile il distacco da Musumeci

A oltre metà scrutinio Crocetta vede la vittoria Stabile il distacco da Musumeci

122

A oltre metà delle sezioni scrutinate, Rosario Crocetta è in testa con un vantaggio stabile su Musumeci. Buona performance dei grillini. (SEGUI LA DIRETTA) Fonte: www.livescilia.it

REGIONALI, ORLANDO : "CERTIFICATA MORTE PARTITI, LA REGIONE SARA' INGOVERNABILE"

29 ottobre 2012 11:57
Fonte: www.strettoweb.it - Pubblicato da Dario Lo Cascio

“Astensionismo clamoroso, ma in qualche modo prevedibile“.
Così il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ospite a “24 Mattino” su Radio 24, sulle elezioni regionali in Sicilia.
“In una regione come la Sicilia che è abituata ad alte affluenze al voto – ha detto Orlando – si assiste e si registra la morte dei partiti politici tradizionali che non riescono più ad essere punto di riferimento per le esigenze dei cittadini.
Non è la prima volta che accade.
A maggio sono stato eletto sindaco di Palermo con il 74% dei consensi e la mia coalizione e i partiti che mi sostenevano hanno ottenuto soltanto il 14%“.
Questo risultato siciliano, collegato a quello palermitano di qualche mese fa, per Orlando “manda un messaggio alla politica nazionale chiarissimo, i partiti sono diventati strutture autoreferenziali incapaci di esprimere le esigenze dei cittadini“.
Orlando non si è detto sorpreso sulla possibilità di una vittoria del candidato del Movimento 5 Stelle: “E’ come la palla di neve. Quando parte si sa quanto è piccola, ma non si sa quanto è grande quando arriva. Ma se anche Cancelleri arrivasse non al 27% ma al 15% sarebbe comunque un risultato clamoroso, unito, insisto, al 53% dei cittadini che non ha votato“.
Il sindaco di Palermo ha detto che qualunque sarà il risultato, l’ingovernabilità della regione Sicilia è quasi certa: “C’è una certezza di ingovernabilità, perché con la legge elettorale siciliana per potere avere la maggioranza qualunque presidente ha bisogno di tre coalizioni“. -

OLIVERI : VINCE IL PARTITO DELL'ASTENSIONE

Ampiamente previsto, anche ad Oliveri ha vinto l'astensionismo.
Non è una bella vittoria della democrazia!.
Ma è il risultato della generale "malapolitia" praticata dai vecchi e novelli "mestieranti".
Ed è un utile segnale per i politici dominanti.
I quali dovrebbero ben comprendere che i cittadini onesti sono stanchi di subire le loro palesi e continue ruberie legalizzate.
Specie nel momento in cui impongono ai lavoratori e pensionati sacrifici insopportabili, essi non possono pretendere di mantenere integralmente i loro privilegi e continuare a sperperare indisturbati il pubblico denaro per mantenere i loro spregiudicati lussi.
Gli astenuti pretendono che venga ad essi concessa la possibilità di scegliere liberamante gli Amministratori ed i Dirigenti della Pubblica Amministrazione cui affidare la gestione dei soldi prelevati dalle tasche dei contribuenti, nonchè di programmare proficuamente l'avvenire di tutti i cittadini onesti e, soprattutto, dei loro figli.
La Politica e la Burocrazia dovranno rassegnarsi all'idea di trattare i Cittadini con un'unica misura.
Non potranno, arbitrariamente, suddividerli in due categorie:

a) PROTETTI  E  PRIVILEGIATI.

b) PERSEGUITATI  E  MAZZIATI.

Tale discriminazione, durata già troppo, deve cessare immediatamente. -
Antonio Amodeo

OLIVERI : INTERESSANTE COMMENTO ALLE DICHIARAZIONI DEL SINDACO

Anonimo28 ottobre 2012 20:06

Sono rimasto sorpreso e scioccato nel leggere che il Sindaco ha avuto il pessimo gusto di manifestare al Consiglio comunale, riunito in seduta pubblica, il suo dispiacere perchè "non gli è stata espressa solidarietà per la recente aggressione della quale è rimasto vittima".
Avete capito bene? I moderni aggressori pretendono essere chiamati aggrediti!
Invece, egli avrebbe dovuto esprimere a quei deficienti che lo ascoltavano incantati, tutta la sua gratitudine per avere avallato e sopportato tutte le aggressioni ed angherie che commette ripetutamente contro cittadini innocui rei di non averlo votato.
Pertanto, il Consiglio comunale dovrebbe prenderlo letteralmente a pedate nel culo e ritirargli la fiducia immeritatamente accordata.
Forse in compenso, ha promesso che "organizzerà a breve un incontro per esprimere esecrazione per i costanti e gratuiti attacchi di cui sono vittime i componenti dell'esecutivo e i consiglieri di maggioranza".

Il mellifluo carnefice ha omesso di ammettere che tutti i suoi compiacenti e/o complici collaboratori subiscono "costanti attacchi" perchè pervicacemente continuano a sostenerlo nella conduzione di una attività amministrativa dissennata, antieconomica, improduttiva, inefficace e dannosa per la maggiornza dei cittadini.
Ma molto utile per pochi protetti prediletti.

Ci tengo anche ad evidenziare come sfacciatamente raggira i suoi "allocchi" quando "comunica che giorno 7 avrebbe voluto fare un incontro sull'argomento con i cittadini, ma non lo ha potuto organizzare per precedenti impegni già assunti".

Guarda caso! Che sfortuna! Ringraziamo il Padre Eterno.
Ci ha risparmiato altre minchiate!
Balordo, quando rinsavierai ?......
Perchè non hai potuto scegliere altra data se il giorno 7 eri impegnato?
I giorni non sono tutti uguali per dire cakkate?
Sai che ti dico: VAFFAN....! . -

RispondiElimina

ELEZIONI REGIONALI : EXIT POLL PALERMOREPORT.IT

exit poll elezioni regionali sicilia 2012 Liste

ELEZIONI REGIONALI : EXIT POLL A PALERMO

LE RILEVAZIONI A PALERMO


Exit poll: Cancelleri è avanti - Seguono Musumeci e Crocetta.
Fonte: www.livesicilia.it
Domenica 28 Ottobre 2012 - 22:08 di Accursio Sabella

Il candidato del Movimento cinque stelle stacca tutti (27,46%), inseguono Musumeci (23,35%) e Crocetta (21,40%). I dati sono stati raccolti da "Palermoreport.it" e sono stati diffusi in diretta su Trm.

PALERMO - Se gli exit poll verranno confermati dai dati reali, la Sicilia si prepara a una rivoluzione. Il candidato che avrebbe ottenuto il maggior numero di preferenze nella città di Palermo, dove sono state compiute le rilevazioni, infatti, sarebbe Giancarlo Cancelleri, del Movimento cinque stelle.
Un risultato inaspettato, specie dopo i sondaggi diffusi nei giorni scorsi, che vedevano, semmai, una sorta di duello tra il candidato del centrodestra Nello Musumeci e quello di Pd e Udc Rosario Crocetta.
Secondo gli exit poll, invece, frutto delle rilevazioni operate da Palermoreport.it e diffusi in diretta su Trm, Cancelleri sarebbe avanti col 27,46%, seguito dall'esponente de La Destra, indietro col 23,35%, solo al terzo posto l'europarlamentare gelese sol 21,40%. Molto staccato, invece, Gianfranco Micciché (Grande Sud, Partito dei siciliani e Nuovo polo), che avrebbe ottenuto il 14,24% delle preferenze, precedendo l'ultimo dei "big", ovvero Giovanna Marano, candidata di Sel e Idv, ferma al 9,76%.

Tutti sotto l'1%, invece, gli altri candidati. Nell'ordine Gaspare Sturzo di "Italiani liberi e forti" (0,9%), Cateno De Luca di Rivoluzione siciliana, Giacomo Di Leo del Partito comunista dei lavoratori e Lucia Pinsone del "Voi" (0,8%), a chiudere Mariano Ferro del Movimento dei Forconi con lo 0,49%.
E clamorosi sarebbero anche i risultati delle singole liste.
Il Movimento cinque stelle, infatti, ottiene il 26,42% delle preferenze.
Tra i partiti a sostegno di Musumeci, invece, crolla il Pdl al 10,88%, tiene bene il Cantiere popolare all'8,48%, mentre resterebbe fuori dalla distribuzione dei seggi la lista "Musumeci presidente", ferma al 4,72% e quella dell'Alleanza di centro di Pionati (0,8%).
Grandi sorprese anche nello schieramento a sostegno di Rosario Crocetta.
Stando agli exit poll, infatti, l'Udc rimarrebbe addirittura fuori dall'Ars, col 4,72% così come la lista "Crocetta presidente" (ferma al 4,8%).
E clamorosa sarebbe il risultato del Partito dei siciliani, che si terrebbe molto lontano dal 5% (fermo al 2,48%).
Sarebbe buono invece il risultato di Grande Sud (8,63%).
Sotto il 5% invece Futuro e Libertà-Mps (3,4%) e "Piazza pulita" (0,32%).
Fuori dall'Ars, stando ai risultati degli exit pool palermitani, anche l'Italia dei valori, che si ferma al 3,76%, mentre otterrebbe una rappresentanza all'Assemblea la lista "Federazione della sinistra-Sel-Verdi" col 6,31%).
Lontane dall 5% tutte le altre liste: "Lista Sturzo presidente" (1,04%), Rivoluzione siciliana, Voi, e Partito comunista dei lavoratori (0,8%), Popolo dei Forconi (0,48%). L'exit poll è il frutto di 1250 dichiarazioni di voto. Ha un margine d'errore del 3%. -

Ultima modifica: 29 Ottobre ore 00:04

Lo spettro di Grillo nella lunga notte dei partiti

Domenica 28 Ottobre 2012 - 23:20 

In attesa dei dati veri, i primi indizi, a partire dagli exit poll sulla città di Palermo, preannunciano un exploit del Movimento 5 Stelle. Troppo presto per suonare il requiem per i partiti. Ma per loro sarà una lunga notte d'attesa. Che potrebbe chiudersi con l'inizio della fine della Seconda repubblica

PALERMO- Sarà una lunga notte per la politica siciliana. Una notte agitata da spettri, da trascorrere insonni. Sì, perché se da una parte si va a letto senza dati certi e bisognerà attendere le otto per l'inizio dello spoglio, dall'altra, l'aria che tira sa di presagio di terremoto elettorale. I segnali sono molteplici. C'è l'exit poll di Palermo Report e Trm che sulla città di Palermo vedrebbe in testa il candidato del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri. Non solo: gli stessi exit poll raccontano di un Movimento 5 Stelle che in città staccherebbe tutte le altre liste con distacchi siderali. Un input clamoroso che trova un'eco, priva di qualsiasi valore statistico, sia chiaro, nelle interviste che Live Sicilia ha condotto a Catania all'uscita di alcuni seggi. Si tratta di numeri minuscoli, è chiaro, gocce nell'oceano. Eppure, anche lì, il geometra nisseno candidato dai grillini volava. Due indizi, che non fanno una prova, certo. Ai quali si affianca, però, una sensazione diffusa, quella delle chiacchiere sentite in famiglia, per strada o sul posto di lavoro, o quella generata dalle immagini delle piazze piene nei giorni scorsi per i comizi di Beppe Grillo. Indizi, sensazioni, immagini: troppo poco, certo, per ricavarne indicazioni statistiche, o men che meno dati reali su cui impostare analisi e commenti, ma nell'aria, è difficile negarlo, si sente odore di sorpresa. Una sorpresa che potrebbe andare ben oltre ogni aspettativa, assumendo i contorni della rivoluzione.

Certo, nelle grandi città, un movimento come quello di Grillo affonda più facilmente le sue radici, ragiona qualcuno. Nei piccoli centri la musica potrebbe essere diversa. Plausibile. Eppure, i comizi del comico genovese hanno fatto registrare il pienone non solo nelle metropoli, ma anche in provincia. E alle amministrative di cinque mesi fa anche centri di provincia hanno riservato sorprese clamorose per i grandi partiti che hanno fatto il bello e il cattivo tempo negli ultimi anni. Tanto per rinfrescarsi la memoria, basti pensare al giovane comunista eletto sindaco a Palagonia.

È anche vero, però, che le dinamiche elettorali, in Sicilia come altrove, non si limitano al voto d'opinione e che il peso del voto organizzato, spesso maggiormente strutturato in provincia, si fa sempre sentire. Tanto più quanto più bassa è l'affluenza, come è accaduto – e questo era ampiamente previsto - oggi in Sicilia. Questo genere di dinamiche spesso sfuggono a interviste, sondaggi ed exit poll e chi mastica di politica lo sa bene. E alcuni dei numeri emersi dall'unico exit poll disponibile, uno per tutti il dato dell'Mpa, cambieranno sensibilmente quando si parlerà di voti veri.

E quindi, senza considerare fatti quelli che al momento sono solo indizi, non resta da constatare che innegabilmente si sente un vento di protesta che soffia potente nell'Isola. E che rischia di travolgere i grandi partiti. Magari dando avvio, dalla Sicilia, all'inizio della fine della seconda repubblica. Per capire se le avvisaglie di stasera troveranno qualche conferma nelle schede vere depositate nelle urne dai non troppi siciliani che sono andati a votare, bisognerà aspettare una notte. Che si preannuncia lunghissima, e affollata d'incubi, per le segreterie non solo sicule, ma anche romane.

domenica 28 ottobre 2012

LETTERA APERTA DEI DIPENDENTI DUSTY AL PROCURATORE DI BARCELLONA P.G.

I DIPENDENTI DELLA DUSTY SCRIVONO AL PROCURATORE DI BARCELLONA P.G.

28 ottobre 2012 11:08
Pubblicato da Redazione StrettoWeb - di Carmelo Amato -

Continuano le proteste dei dipendenti dalla Dusty, l’azienda incaricata della raccolta dei rifiuti urbani nei 38 comuni dell’AtoMe2.
Tramite una lettera aperta, indirizzata al Procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, gli operatori protestano per il mancato pagamento di diverse mensilità e temono per il loro futuro.
Una situazione ormai insostenibile davanti alla quale gli amministratori non sembrano riuscire a trovare la soluzione.
Operatori esasperati e che non riescono più a far fronte alle esigenze familiari e si sentono mortificati e impotenti. -





OLIVERI : UNA FOTO DEL GEMELLAGGIO

   Con un bicchierino di spumante si festeggiava la conclusione del Gemellaggio. 
Poi, il giorno 19 Ottobre, è uscito un grande articolo nel giornale “Badische Zeitung” con il titolo "un pezzo della storia d’Europa".
Fonte: TUTTI PER OLIVERI.