venerdì 20 gennaio 2017

Fermi gli appalti del Patto

per il Sud, il Ministro De

Vincenti sabato in Sicilia

per strigliare la Regione.



de_vincenti
                     
Pubblicato da www.blogsicilia.it
Sbarcherà in Sicilia sabato prossimo, fra due giorni, il ministro per la coesione territoriale Claudio De Vincenti. La sua sarà una missione, la prima dalla nomina a Ministro con queste funzioni, per verificare lo stato di attuazione del ‘Masterplan per la Sicilia’, il così detto Patto per la Sicilia nell’ambito del più generale Patto per il Sud. oltre 3 miliardi di euro, un miliardo dei quali su progetti cantierabili, quasi mille cantieri che possono essere aperti e fino ad ora nulla.
La firma, in realtà, è abbastanza recente, ma non si è ancora visto alcun passo. Ad eccezione dell’annuncio di ieri sera al termine della giunta regionale che sembra abbia sbloccato una cinquantina di opere. come, tecnicamente, le abbia sbloccate non è dato saperlo ma riguarderebbero il dissesto idrogeologico in primo piano seguito da alcune non meglio precisate infrastrutture.
Il rischio, neanche troppo velato, è che questi provvedimenti siano la foglia di fico per coprire l’assoluta inerzia di questi mesi proprio in vista dello sbarco di de Vincenti dopodomani. Ma c’è di più. la proroga dei contratti dei dirigenti generali, cinque per l’esattezza, fino al 2019 è motivata proprio con l’esigenza di dare continuità alle opere legate al patto per la Sicilia anche dopo la chiusura dell’esperienza di questo governo. Quindi contratti fino al 2019 per i dirigenti dei settori interessati a questi cantieri (leggi qui).
La medesima vicenda offre anche l’occasione la governatore per far pressione sul parlamento per l’approvazione della riforma degli urega ovvero le staioni uniche appaltanti. Questa riforma dovrebbe v elocizzare le gare a partire preoprio da quelle del Patto ma il parlamento non ne parlerà prima di martedì mentre ha già rinviato a luglio le elezioni nelle ex province senza passare da una riforma con buona pace del dibattito delle ultime settimane. -

Evase tasse per 16 milioni di

euro, Genovese condannato

a pagarle.



F
                     



Non bastavano i guai giudiziari. Arrivano anche quelli fiscali per Francantonio Genovese, deputato siciliano finito in carcere per oltre un anno a causa di un’inchiesta per truffa, peculato e associazione a delinquere nell’ambito della Formazione professionale, e poi ritornato agli onori delle cronache per essere passato nel 2015 dalle file del Pd (di cui era stato segretario regionale) a quelle di Forza Italia proprio dopo il voto favorevole dei dem al suo arresto.

La Commissione tributaria siciliana ha riconosciuto Genovese colpevole di aver sottratto al fisco, dal 2005, ben 16 milioni di euro di redditi, detenuti in Svizzera tramite polizze assicurative. L’agenzia delle entrate aveva contestato questa ‘evasione’ nel 2014 poco prima della scadenza dei termini. Nel 2015, dopo aver tentato, invano, la via dell’adesione o del concordato, respinta dell’Agenzia delle entrate, Genovese aveva fatto ricorso in primo grado alla Commissione tributaria provinciale di Messina, sostenendo l’erronea inclusione in redditi diversi delle somme e una loro “preesistenza” nel 2004.

In quella occasione la Commissione tributaria decise una rideterminazione del reddito sottratto a tassazione diminuito da 16,3 a 12,8 milioni. Lo scorso anno, il deputato aveva impugnato anche la sentenza della Commissione tributaria di Messina arrivando, dopo vari passaggi, alla Commissione Tributaria Regionale. Oggi l’ultima sentenza che ha ribaltato quella di primo grado tornando a contestare i 16 milioni originali. -

di Redazione

Fiumefreddo – I problemi

tecnici all’infrastruttura

ferroviaria penalizzano

i pendolari.

Pubblicato il 19/01/2017 - 18:38:43
da www.canalesicilia.it
  

Ferrovie Fiumefreddo


Sempre più spesso si verificano degli imprevisti tecnici all’infrastruttura ferroviaria gestita da RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Questi imprevisti tecnici procurano gravi disagi ed enormi disservizi oltre che all’impresa ferroviaria Trenitalia, che gestisce il trasporto, a tutta l’utenza pendolare che viaggia in treno in tutto il territorio regionale.
Non è più sopportabile da parte di tutta l’utenza pendolare che subisce disagi e disservizi una volta per il furto dei cavi di rame, un’altra per problemi meteo, altre ancora per problemi al materiale rotabile. Teniamo a precisare che all’utente deve essere garantita un’informazione tempestiva così come prevista nel MAS (manuale annunci sonori) sia a bordo treno che in stazione. Informazione tempestiva che molto spesso non c’è. Di solito in questo tipo di disservizi il gestore dell’infrastruttura non da tempi certi costringendo l’utenza ad attese estenuanti sia nelle stazioni di partenza che a bordo dei treni con lunghe soste nelle stazioni intermedie nell’attesa di ripartire.
E’ un aspetto che la Regione Sicilia deve prendere in considerazione prima del rinnovo del Contratto di Servizio. Riteniamo importante che la Regione sottoscriva un Accordo di Programma Quadro (APQ) con il gestore dell’infrastruttura Rete Ferroviaria Italiana.  
L’importanza di questo APQ (accordo di programma quadro), tra Regione Sicilia e RFI, è fondamentale e risolutivo rispetto al trasporto ferroviario perché impegnerebbe RFI, gestore della rete ferroviaria a garantire i vari programmi di adeguamento e di investimento su tutta l’infrastruttura regionale. Quali:
  • Programmare la capacità di traffico ferroviario sulle linee ferroviarie siciliane per tutta la durata del Contratto di Servizio.
  • Potenziare i collegamenti delle relazioni metropolitane, realizzare una progressiva specializzazione e omogeneizzazione dei servizi, sia velocità commerciale sia fermate, garantendo un sistema di integrazione e coincidenze nei principali nodi ferroviari della rete siciliana (Palermo, Catania, Messina, Caltanissetta).
  • Integrare le diverse modalità di trasporto della Sicilia elaborando un sistema integrato di servizi: cadenzamento orario e coincidenze.
  • Investimenti sulla rete in itinere, previsti e da prevedere.
  • Integrazione dell’utilizzo del mezzo ferroviario con le politiche per lo sviluppo della ciclabilità.
Questo deve essere l’obiettivo principale della Regione se vuole pianificare in modo serio e tangibile il miglioramento della rete ferroviaria esistente e di conseguenza il livello di qualità e quantità del servizio di trasporto ferroviario, prima della definitiva sottoscrizione del Contratto di Servizio “decennale” o il 10 + 5 anni con Trenitalia.
Per la sottoscrizione di questo Accordo di impegno istituzionale non è prevista alcuna spesa e tra l’altro garantirebbe ammodernamenti e investimenti su tutta la rete regionale rendendo sempre più efficiente, efficace e competitivo il trasporto ferroviario nell’Isola.-

Giosuè Malaponti
Presidente Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer

Gioiosa Marea –

Ingiunzioni di pagamento,

escluse le sanzioni.


Pubblicato da www.canalesicilia.it
  

Sanzioni Pagamento



Il Comune di Gioiosa Marea con Delibera di Giunta n. 12 del 18.01.2017, su proposta dell’Assessore Carmelita Lisciandro, ha approvato lo schema di regolamento relativo alla definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento previsto dal Decreto Legge n. 193 del 2016 convertito con Legge n. 225 del 2016 che prevede la possibilità per i Comuni di disporre la definizione agevolata delle proprie entrate tributarie (IMU, ICI, TARES, TOSAP; ecc), non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione di pagamento, notificati negli anni dal 2000 al 2016.
La definizione agevolata comporta l’esclusione per il cittadino moroso delle sanzioni applicate nell’atto portato a riscossione coattiva tramite ingiunzione di pagamento.
Il regolamento, sarà inserito, nei punti del prossimo Consiglio Comunale per essere sottoposto alla valutazione ed approvazione del Civico Consesso e prevede la specifica delle modalità di avvio ed attuazione della procedura a seguito di istanza di adesione che il debitore presenta al Comune. L’istanza, da redigersi su apposita modulistica, deve contenere la manifestazione di volontà di avvalersi della definizione agevolata e i dati indentificati del provvedimento o dei provvedimenti di ingiunzione.
La definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento rappresenta un’opportunità per l’Ente, in quanto consente di ottenere la riscossione anche di crediti vetusti (compresi tra l’anno 2000 e il 2016), abbattendo i costi amministrativi e di contenzioso; per il cittadino rappresenta un’importante agevolazione per ottenere una decurtazione significativa del proprio debito, grazie all’esclusione delle sanzioni e consente inoltre di regolarizzare definitivamente la propria posizione debitoria.-

Amministrazione Comunale di Gioiosa Marea

OLIVERI: ESISTONO NEL NOSTRO COMUNE I PRESUPPOSTI UTILI O NECESSARI PER PORRE TERMINE ALL'ATTUALE DISASTROSA ESPERIENZA AMMINISTRATIVA ???...


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MESSINA:  MOZIONE  DI  SFIDUCIA.

Sfiducia a quota 16: determinante la firma

di Antonella Russo, Pd. La palla passa all'Aula.



In mattinata aveva firmato anche Donatella Sindoni. Adesso la mozione deve approdare in Aula entro 30 giorni.


Giovedì, 19. Gennaio 2017 - 17:23
Scritto da: Rosaria Brancato
Pubblicato da www.tempostretto.it
Sfiducia a quota 16: determinante la firma della capogruppo del Pd Antonella Russo.
La quindicesima firma alla mozione di sfiducia era arrivata in tarda mattinata con l’ok di Donatella Sindoni, Grande Sud, che insieme alla Russo, alla Scuderi ed a Zuccarello il 2 novembre del 2015 avevano depositato la prima mozione davanti ad un notaio. Subito dopo la firma della Sindoni il consigliere del gruppo Felice per Messina Carlo Cantali aveva annunciato di voler essere il sedicesimo ma di voler prima consultarsi con il suo leader di riferimento, Francantonio Genovese.
A spiazzare tutti, che già ritenevano che sarebbero trascorse altre settimane di “melina” è stata la capogruppo Pd Antonella Russo che da tempo era pronta a firmare. Se finora non l’aveva ancora fatto era stato per spirito di appartenenza ad un partito che non si è mai espresso chiaramente. I suoi 3 colleghi inoltre, Cardile, Gennaro e Iannello sono contrari alla sfiducia. Ma per coerenza con i suoi principi (la Russo ha sempre fatto opposizione alla giunta ed ha sempre votato no ai bilanci dell’ultimo secondo ed al Piano di riequilibrio rabberciato) la Russo ha firmato, portando il pallino in casa Pd perché quella sua firma è stata quella decisiva.
Adesso il Consiglio comunale entro 30 giorni dovrà incardinare la mozione

"Arriva la sedicesima firma sulla mozione di sfiducia al sindaco Accorinti. Il partito democratico coerentemente a quanto ha sempre dichiarato continua a fare opposizione seria a questa giunta che si è contraddistinta per l'inadeguata amministrazione della città. " così Ernesto Carbone commissario del pd di Messina."Continuo a pensare che sarebbe stato politicamente più corretto se avessimo scritto tutti assieme la mozione, ma adesso è più importante ascoltare il grido di disperazione dei cittadini messinesi e ridare loro la parola sul futuro di questa città. Come commissario del partito democratico condivido appieno la coraggiosa presa di posizione della capogruppo del pd messinese Antonella Russo, e sono certo che gli altri consiglieri seguiranno presto la sua scelta ponendo finalmente termine alla disastrosa esperienza amministrativa di Accorinti." -

Rosaria Brancato

giovedì 19 gennaio 2017

OLIVERI: UN PUBBLICO AMMINISTRATORE NON SI PUO' IMPROVVISARE. CHI NELLA VITA PRIVATA HA FALLITO SU TUTTI I FRONTI NON POTRA' GESTIRE LE NUMEROSE E VARIE ESIGENZE DEL POPOLO SOVRANO.


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Terremoto,

Salvini contro Errani:

"Solo il Pd si affida a

un governatore fallito".


Salvini contro il governo: "Dopo 20 miliardi per banche aiutiamo zone colpite". E scoppia la polemica contro il leader della Lega.


Matteo Salvini punta il dito contro la gestione di Vasco Errani, commissario straordinario del governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma di agosto e ottobre.



In collegamento telefonico con Radio Padania dall'Abruzzo, il segretario federale della Lega Nord ha stigmatizzato la nomina di Errani, una scelta a suo giudizio frutto della "politicizzazione" del post terremoto che ha portato un "ex governatore 'trombato', fallimentare nella gestione in Emilia" a gestire la ricostruzione anche in Abruzzo-Lazio-Marche. "Solo il Pd può fare cose così - ha commentato Salvini - al di là del grande lavoro della protezione civile, il volontariato non basta se ai vertici non si è in grado di gestire quello che deve fare".
Nel giorno in cui l'Italia piange i morti sul Gran Sasso, Salvini attacca a testa bassa il governo e il Partito democratico. E chiede lo stanziamento urgente di 100 milioni di euro per le zone colpite dal terremoto. "Avete trovato 20 miliardi dalla sera alla mattina per il 'salva banche'. La cosa allucinante è che il nostro - tuona il leader del Carroccio - il loro presidente del Consiglio ieri era a pietire dalla signora Merkel di non farci pagare altro". In queste ore Salvini si trova a Montesilvano, in provincia di Pescara, in viaggio verso Penne, in visita nelle zone colpite dal terremoto. "Io preferisco esserci che non esserci, nel mio piccolo - spiega - in punta di piedi, senza rompere le scatole a nessuno". In mattinata ha sentito la direzione generale di Enel e la Protezione civile della Regione Lombardia che ha mandato un centinaio di uomini nelle zone flagellate dal terremoto e dal maltempo. "I sindaci mi hanno parlato dei tagli a mezzi e uomini - continua il leghista - buona parte dei problemi derivano dai tagli alle Province, ai Comuni, dalle comunità locali imposti da Bruxelles, dai governi Monti o dai tagliaspese. O ci liberiamo dai vincoli di questa Europa folle o rincorriamo sempre l'emergenza, mi dicevano i sindaci".
Le parole di Salvini su Errani e sulla Protezione civile hanno scatenato una polemica infinita. "Invece di fare il solito sciacallaggio si rimbocchi le maniche - tuona Stefano Pedica del Pd - se davvero ha voglia di aiutare, lasci stare i selfie e si metta a spalare la neve". Stessi toni dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che attacca: "Parli meno e dia una mano". "Errani è un ottimo commissario che sta conducendo un grande lavoro", fa eco il ministro per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, invitando Salvini a "evitare strumentalizzazioni mediatiche e a una pausa di rispetto". Anche da Forza Italia è arrivato l'invito ad "abbandonare le inutili polemiche politiche". -

Non arrivano i nostri.

Centro Italia abbandonato a se stesso.


Il terremoto non si placa, la neve non si ferma. Nel primo caso c'è poco da fare, evento imprevedibile e quando arriva arriva con la sua forza distruttrice.



Ma la neve no, quella siamo in grado di sapere con largo anticipo e sufficiente precisione dove, quando e quanta ne cadrà. E allora non è possibile farsi prendere così alla sprovvista com'è accaduto e sta accadendo in queste ore nel già martoriato Centro Italia. Altro che il «non vi lasceremo soli», ripetuto a oltranza da politici e istituzioni. Le immagini e i racconti che arrivano da quelle zone fanno paura e ci umiliano. Paesi isolati, allevatori abbandonati, migliaia e migliaia di abitazioni senza corrente elettrica, comunicazioni in tilt.

D'accordo, ne è caduta tanta di neve. Ma i «nostri» non arrivano in soccorso, non in misura sufficiente. I ragazzi della protezione civile e dell'esercito si fanno in quattro ma evidentemente non sono sufficienti: mancano i mezzi adeguati, non si può nel 2017 riaprire strade e liberare persone intrappolate con il badile. Un'emergenza straordinaria va affrontata con mezzi straordinari, la buona volontà, da sola, non basta.

Ieri ho sentito sindaci e amministratori chiedere aiuto alle televisioni che li avevano raggiunti con i loro inviati o via telefono: «Qui non si vede e non si sente nessuno, vi prego fate qualche cosa voi», implorava uno di questi, non sapendo più a che santo votarsi, rivolto alla conduttrice di Sky, Paola Saluzzi.

Se invece che allo Stato ci si appella ai giornalisti è la fine. È la prova che servono meno «vertici» e più fatti, che qualcuno non ha fatto ciò che andava fatto per tempo. L'impressione è che i soccorsi navighino a vista, con qualche eroismo ma molto, troppo ritardo. La passerella rassicurante in tv di ministri e capi soccorso stride con la cronaca e i tardivi rinforzi di uomini e mezzi faticano ora a farsi largo, a raggiungere i punti più critici.

Passerà, come tutto. Ma in quanto a priorità nella destinazione di risorse, energie, in quanto ad agenda politica, questa brutta storia ci porta a parafrasare e fare nostro lo slogan elettorale di Trump:

«Prima l'Italia».

Poi, se avanzassero tempo ed euro, pensiamo pure all'Europa e ai mali del mondo. Altrimenti non potremmo più dirci uno Stato. -