Precipitano le borse europee, banche a picco – Alle 13 le borse europee, con una perdita dell’indice Stoxx 600 del 7,25%, hanno segnato il peggior calo dall’ottobre del 2008 e dalle turbolenze del post Lehman Brothers. Durante la giornata, si sono registrati picchi negativi che vanno dal -11,7% di Milano all’8,9% di Parigi, passando per il 7,2% di Francoforte e l’11,5% di Madrid. Londra è arrivata a perdere anche l’8%, Atene il 14%, le banche greche in calo del 30%. A piazza Affari crollano i titoli delle banche. Banco Popolare, BperMediobanca e Banca Mediolanum hanno registrato picchi negativi tra il 22% e il 25%, mentre Intesa Sanpaolo e Unicredit sono arrivate a perdere tra il 19 e il 20%.
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Per Tokyo la caduta peggiore dal 2000 - Ma se in Europa le borse affondano, non va meglio nel resto del mondo. La Borsa di Tokyo registra il tonfo peggiore da aprile 2000 e l’ottavo di sempre, più pesante delle perdite legate al default di Lemhan Brothers e al devastante tsunami del 2011: in una sola seduta, il Nikkei ha perso 1.286,33 punti, in negativo del 7,92%, crollando a quota 14.952,02, ai minimi del 2016 e degli ultimi 20 mesi.
Crolla la sterlina ai minimi da 31 anni - La sterlina ha toccato il minimo dal 1985, cadendo di oltre il 10% a quota 1,3305 dollari. La moneta inglese è scesa quindi di oltre il 6% contro l’euro e il 15% nei confronti dello yen. In tutto questo, è scattata la corsa ai beni rifugio, oro in primis. Il suo valore è salito del 7,8%, ai massimi dal 2008, appena dopo le proiezioni della Bbc su una vittoria del ‘Leave’ al referendum sulla Brexit. Allo stesso modo, in apertura di mercati si è innescata una pioggia di acquisti sui Bund che ha fatto crollare il tasso del 10 anni tedesco al minimo storico di -0,17%.
Bank of England: “Pronti a fornire extra fondi per 250 miliardi di sterline” – Intanto i governatori delle banche centrali hanno annunciato provvedimenti per correre ai ripari. Il presidente della Bank of England Mark Carney ha affermato che l’istituto non esiterà a prendere misure addizionali ed è pronto a fornire extra fondi per 250 miliardi di sterline. E anche la Bce si dice “pronta a iniettare liquidità in euro e in altre valute” per far fronte i contraccolpi della Brexit. “Le banche dell’Eurozona sono resilienti in termini di capitale e liquidità” per far fronte alla Brexit, spiega Francoforte, aggiungendo che è “in stretto contatto con le banche e i rispettivi organi di controllo” e che sta “monitorando con molta attenzione” l’andamento dei mercati. La Banca centrale della Svizzera (Snb), invece, è intervenuta sul mercato valutario per stabilizzare il franco svizzero. In un comunicato la Snb spiega che dopo l’esito del referendum in Gran Bretagna, “il franco svizzero è finito sotto pressioni rialziste” e “la Banca centrale svizzera è intervenuta sul mercato per stabilizzare la situazione e rimarrà attiva sul mercato”.
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Il Mef: “Effetti limitati sull’economia italiana” - Mentre sulle borse dilaga il panico, il ministero dell’Economia cerca di minimizzare sulle conseguenze rispetto all’Italia. “L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea avrà effetti comunque limitati sull’economia reale italiana – spiega il Mef dopo la riunione, presieduta dal ministro Pier Carlo Padoan, del comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria – La solidità dei fondamentali delle imprese tornerà presto a prevalere sulla volatilità dei mercati finanziari”. Il ministero ricorda anche che “i fondamentali del sistema bancario restano solidi”, e richiama alla calma anche sulle tensioni sui mercati, sostenendo che “l’operatività dei mercati finanziari prosegue secondo le normali modalità“. E aggiungendo: “Il mercato dei titoli di Stato è stabilizzato dai programmi della Banca centrale europea e dal percorso di aggiustamento delle finanze pubbliche perseguito dal governo”.
Le agenzie di rating pronte al downgrade - Dopo l’uscita dall’Europa, l’agenzia di rating Standard&Poor’s ribadisce: è probabile che la Gran Bretagna perda la tripla A. Moritz Kraemer, responsabile dei rating per S&P, ha spiegato al Financial Times: ”Riteniamo che il rating AAA sia insostenibile in queste circostanze”. Anche Fitch annuncia che sul credito sovrano del Paese la Brexit avrà un effetto “moderatamente” negativo e come previsto “rivedremo il rating sovrano a breve”. L’agenzia Moody’s commenta in uno studio il voto Uk: “Preannuncia un prolungato periodo di incertezza che peserà su risultati economici e finanziari Uk”. Avrà impatto su investimenti e fiducia nel Paese con effetti negativi sul credito sovrano Uk e degli altri emittenti del Paese, tra l’altro per i possibili cambiamenti nelle relazioni commerciali con la Ue o nei regimi regolatori. Secondo gli analisti di Morgan Stanley, invece, la Brexit è un “salto nel buio” che porterà “una prolungata incertezza politica ed economica”, con “una sterlina più debole”, una “spinta sull’inflazione” ed una “battuta d’arresto sulla crescita”: si prevedono “politiche di stimolo monetario e fiscale” per affrontare una “recessione da referendum”.-