sabato 29 aprile 2017

Le denunce di Zuccaro su

migranti e Ong spaccano

la politica, il caso del

procuratore di Catania

finisce al Csm.



sbarchi
                     
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Le dichiarazioni sulle Ong e il salvataggio dei migranti rese dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sono un caso che scuote la politica e che rischia di ripercuotersi sugli equilibri dell’organo di autogoverno della magistratura, il Csm. Una pratica a difesa del magistrato è stata chiesta dal consigliere laico Zanettin, dopo che il vicepresidente Giovanni Legnini ha annunciato l’esame del caso da parte del comitato di presidenza.
“Dopo aver sentito i capi di corte e il presidente della prima commissione, Giuseppe Fanfani – ha detto stamani il vicepresidente del Csm – sottoporrò il caso all’esame del comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio”.
Il consigliere laico (in quota Forza Italia) del Csm Pierantonio Zanettin, invece, in un’istanza presentata al Comitato di presidenza chiede che venga aperta “una pratica a tutela del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, oggetto di “attacchi” da parte della politica che “pare non condividere le sue ipotesi investigative, eretiche rispetto alla narrativa ufficiale del fenomeno della immigrazione nel nostro paese”.
Sulla questione non mancano le prese di posizione da parte della politica con larga parte del centrodestra, i Cinquestelle ed anche il candidato segretario del Pd, Michele Emiliano che si schierano accanto a Zuccaro e con altre prese di posizione, provenienti da altre parti politiche in favore delle Ong.
Intanto anche oggi è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che commentando l’annuncio di Legnini, puntualizza “E’ il Csm, è sua facoltà muoversi in questo senso: attendiamo gli sviluppi”.
Orlando ha ribadito che “non bisogna generalizzare, bisogna fare le indagini: se qualcuno va punito, va punito – ha detto il ministro – Le discussioni di carattere generale sono utili se poi producono anche fatti concreti e sentenze”. Secondo il guardasigilli “è inevitabile” la strumentalizzazione da parte di alcuni partiti, “ma non ci preoccupiamo di questo, facciamo i processi”.
Intanto il magistrato catanese verrà ascoltato il prossimo 9 maggio dalla Commissione inchiesta migranti: “E’ importante – spiega il presidente Federico Gelli – avere a disposizione ogni elemento utile per comprendere i motivi che hanno spinto il procuratore a fare certe dichiarazioni. Dobbiamo stare attenti a non gettare discredito sull’attività di tante organizzazioni senza le quali sarebbe impossibile gestire l’emergenza migranti”. -


Si sblocca l’iter della

Finanziaria, approvate

le stabilizzazioni Asu e il

prelievo dal Fondo Pensioni.

Seduta Ars
                     
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Si sblocca il percorso della Finanziaria regionale e inizia la sequenza di approvazioni dopo che è stato raggiunto un accordo di massima che permetterà alla norma di essere approvata in serata o, al massimo domani.
Si tratterà di una finanziaria molto piccola. L’accordo è giunto grazie ad un emendamento tampone approvato insieme alla norma sul riacquisto  degli immobili. Vi si prevede che in caso di valutazioni diverse da quelle ipotizzate in norma si blocchi la procedura. Ma la vera svolta è stata la telefonata del presidente dell’Ars che ha tirato le orecchie ai segretari dei partiti di maggioranza ottenendo che l’aula venisse parzialmente ripopolata.

votanti prelievo fondo pensioni

Così passa la norma sul prelievo dal fondo pensioni che sblocca l’intero iter. E immediatamente arriva l’affondo dei regionali  che additano i responsabili dello scippo. “Trentasei parlamentari hanno dato il via al saccheggio del Fondo Pensioni della Regione – scrivono dal Cobas/Codir – è stato compiuto un atto politicamente ignobile che tra qualche anno pagheranno tutti i dipendenti regionali ma anche i cittadini siciliani che per fare fronte alle spese correnti del bilancio 2017, volute dal “rivoluzionario” Rosario Crocetta, dovranno pagare contributi di solidarietà (i dipendenti) o maggiori tasse regionali (tutti i cittadini) per fare fronte al pagamento delle pensioni”.
Il sindacato rende noti i nomi dei 36 che hanno detto di sì (foto a fianco) “Il governo regionale, con questa manovra imposta dal proconsole romano Alessandro Baccei – continuano –  sta minando gravemente la stabilità finanziaria dell’ente previdenziale, imponendo l’immobilizzazione di quasi il 50% dei fondi dell’Ente in beni immobili, per una consistenza di circa 360 milioni di euro, senza i necessari requisiti di redditività e liquidità previsti dal regolamento del Fondo. Si tratta di immobili difficilmente commerciabili sul mercato e che abbisognano, invece, di almeno 50 milioni di euro di interventi di ristrutturazione e adeguamento (interventi che la Regione non ha mai fatto)”.
“Ma il Cobas/Codir , maggiore sindacato del pubblico impiego regionale, darà battaglia in tutte le sedi giudiziarie per arginare questo gravissimo attentato alla stabilità finanziaria del Fondo Pensioni. Intanto, il sindacato chiederà una stringente verifica dei requisiti posseduti dai componenti del Fondo nominati dal governo regionale per verificare che non vi siano casi di incompatibilità che possano condizionare le scelte e l’autonomia dell’Istituto. Inoltre, attraverso il rappresentante sindacale nel collegio di sorveglianza verrà data battaglia per non procedere al trasferimento dei beni immobili, rivendicando – invece – l’immediato versamento delle risorse finanziarie dovute e trattenute ai lavoratori e che devono essere utilizzate non per le spese correnti del governo Crocetta ma per la obbligatoria costituzione del Fondo Pensioni. Contestualmente, il sindacato solleciterà la Presidenza del Consiglio dei Ministri per verificare la legittimità costituzionale della norma approvata chiedendo di impugnarla”.
Ma sbloccata questa norma si è proceduto spediti ad approvare le altre disposizioni. Via libera alla norma per la stabilizzazione di circa seimila Asu ovvero precari degli enti locali utilizzati come amministrativi.
“Con l’approvazione dell’articolo 22 non un solo precario in più ma dignità e prospettiva lavorativa per uomini e donne che per vent’anni  sono stati considerati figli illegittimi della Regione” commenta il deputato dell’Udc all’Ars Mimmo Turano esprimendo la propria soddisfazione per l’approvazione della norma della finanziaria sugli Asu.
Grande soddisfazione anche da parte dei due coordinatori regionali del dipartimento Lsu del sindacato Csa Mario Mingrino e Vito Sardo: “Finalmente anche per questa categoria di lavoratori grazie al nostro impegno in questi anni – dicono i due sindacalisti – inizia il vero percorso di stabilizzazione. Certo che questo è il primo passo. Molto c’è da fare, ma tutti i deputati hanno voluto dare un forte e vero segnale di cambiamento”.
Stanziati, poi, 6 milioni di euro per l’avvio al lavoro degli ex sportellisti, sì ai trasferimenti ai comuni come era già stato dato il via libera a quelli nei confronti delle ex province. Ci sono i fondi per i forestali e per i Consorzi di bonifica ma anche il sì  alla norma sugli enti in liquidazioni, tra cui Eas, Espi, Ems, Terme di Acireale e Sciacca, oltre che l’Arsea, l’Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura.
In modo inatteso i lavori tornano, poi, a bloccarsi quando si arriva al nodo disabili. Una pioggia di emendamenti, qualche contrasto e tutti di nuovo a sbollire qualche arrabbiatura.
Alla ripresa dei lavori gli animi sono più calmi e i banchi nuovamente semivuoti ma le norme sui disabili passano ponendo le basi per giungere alla conclusione del percorso. -

Stop ai commissari nelle Asp

siciliane, Roma impugna

l’ennesima legge regionale.



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La proroga dei commissari nelle Asp e negli ospedali siciliani è illegittima. Lo sostiene il Consiglio dei Ministri che ha impugnato una deklle disposizioni contenute nella legge della Regione Siciliana n. 4 del 01/03/2017, recante “Proroga dell’esercizio provvisorio per l’anno 2017 e istituzione del Fondo regionale per la disabilità. Norme urgenti per le procedure di nomina nel settore sanitario regionale”.
L’impugnativa non riguarda l’intera legge, cosa che bloccherebbe le facoltà di spesa della Regione ancora oggi legate all’esercizio provvisorio in questione, ma solo un aspetto, quello che riguarda,m appunto, i commissari nella sanità.
Salvi, dunque, tutti gli altri provvedimenti. oltre lo stesso esercizio provvisorio anche il fondo per la disabilità
la norma, riguardante la nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie, invece, secondo l’impugnativa del CdM “eccede le competenze attribuite alla Regione Siciliana dallo Statuto speciale inquanto prevede commissariamenti non consentiti dalla normativa statale di riferimento e si pone in contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela della salute, in violazione dell’art.117, terzo comma, della Costituzione, e dei principi di ragionevolezza, di adeguatezza, e di buon andamento dell’amministrazione di cui agli artt. 3 e 97 della Costituzione”.
Su questa motivazione è probabile un contenzioso viosto che la regione, in passato, ha sempre ritenuto di avere òpotestà sulla nomina dei manager e quindi considera sua facoltà deciedere anche i commissari. di fatto, però, il tema è politico. La maggior parte dei manager delle varie aziende sono in scadenza in questi mesi ed era partita la polemica su rinnovi e nomine nel così detto ‘semestre bianco’ ovvero gli ultimi sei msi di legislatura.
Per superare l’impasse si era inserito, nella norma di proroga dell’esercizio provvisorio, un articolo con il quale tutte le aziende in scadenza vengono commissariate e affidate ai manager uscenti o, in alternativa,  a commissari nominati per il solo tepo necessario all’insediamebto del nuovo governo e del nuovo parlamento.
Ma per il consiglio dei Ministri questa forma di commissariamenteo è illegttima ed illogica. -

"Senza Ong, più morti

in mare". Ma i dati

smentiscono la Kyenge.


Cecile Kyenge sulla polemica relativa alle Ong: "Salvano vite. Senza di loro ci sarebbero più morti". Ma i dati parlano chiaro: i decessi sono aumentati

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"Le Ong compiono da anni un lavoro di grandissima importanza". Parola di Cecile Kyenge.



L'ex ministro dell'Integrazione del governo Letta entra a gamba tesa nel dibattito sulle operazioni di salvataggio delle associazioni umanitarie nel Mar Mediterraneo. "Se non ci fossero loro - afferma l'eurodeputata - i morti sarebbero molti di più". Peccato che si tratti di una bugia.

Checché ne dica l'onorevole Pd, infatti, i dati attestano che da quando le Organizzazioni Non Governative pattugliano le coste della Libia e recuperano immigrati, i naufragi e i decessi in mare non sono diminuiti. Sono aumentati. A certificarlo sono i freddi numeri diffusi da chi di operazioni SAR (ricerca e soccorso) se ne intende: la Guardia Costiera italiana. Nell'ultimo report pubblicato dal corpo specialistico della Marina Militare si legge chiaramente che nel 2016 (anno di maggior attività delle Ong) gli eventi SAR sono aumentati del 52% rispetto al 2015. Nel 2014 i natanti non-profit erano riusciti a salvare dall'annegamento appena 1.450 immigrati, nel 2015 sono diventati 20.063 e nel 2016 hanno registrato un boom inimmaginabile: 46.796 migranti recuperati.

Ci si attenderebbe dunque che grazie all'azione salvifica delle Ong, come sostiene la Kyenge, nel 2016 gli stranieri scomparsi o risucchiati dalle onde fossero molti meno rispetto all'anno precedente. E invece il report della Guardia Costiera dimostra che i decessi nel Mediterraneo sono aumentati del 23%. Come confermano anche l'Oim e l'Unhcr, i morti nella rotta centrale del Mare Nostrum sono stati 2.913 nel 2015 e 4.199 nell'anno successivo. Questo significa che se prima dell'arrivo delle varie Msf, Save The Children, Moas e via dicendo morivano "solo" 1,86 persone ogni 100 che intraprendevano i viaggi della disperazione, nel 2016 il dato è schizzato fino a 2,40 decessi ogni cento partenze. E sono numeri al ribasso. Come spiegato dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, infatti, negli anni scorsi i naufragi avvenivano "in alto mare, ma comunque in zone ben controllate dagli assetti navali" ed era possibile "disporre di elementi attendibili". Mentre oggi a causa della presenza delle Ong avvengono troppo vicini alla Libia e quindi "non esiste documentazione", se non i racconti di chi sopravvive.

"Bisogna aspettare la fine delle indagini prima di puntare il dito, altrimenti avveleniamo un clima già incandescente su una questione così sensibile e in un momento così difficile", dichiara l'ex ministro dell'immigrazione. E poi aggiunge: "Servono regole chiare e trasparenti per aiutare le persone del settore a lavorare tranquillamente senza perdere l'obiettivo di salvare vite umane". Posizioni legittime, per carità. Ma non si dica che grazie alle Ong sono diminuiti i decessi in mare. Perché si tratta di una fake news. -


La Corea del Nord lancia

un missile balistico.


La Corea del Nord ha lanciato un missile balistico sfidando le sanzioni internazionali e tutti gli avvertimenti degli Usa e dell’Occidente, oltre che l’invito alla moderazione della Cina, alleato riluttante di Pyongyang.

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Kim Jong-un torna a sfidare il mondo. E in particolare Donald Trump. Secondo la rete Nbc, che cita l’agenzia sudcoreana Yonhap, stasera è stato lanciato un missile balistico.



Ma il lancio sarebbe fallito, esattamente come avvenne per quello del 16 aprile. Proprio oggi il presidente americano Donald Trump aveva sostenuto che "c’è certamente" il rischio "di un grande, grande confitto (con Pyongyang, ndr). Preferirei una soluzione diplomatica ma penso sia difficile". Nel porto sudcoreano di Busan, intanto, è schierato il sottomarino nucleare Uss Michigan, armato con 154 missili da crociera Tomahawk.

Intanto il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, oggi ha detto che la minaccia di un attacco da parte di Pyongyang contro Giappone e Corea del Sud è reale e ha invitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ad agire "prima che lo faccia la Corea del Nord".

Sul delicato dossier nordcoreano si è espressa anche la Cina. Pechino ritiene che l'unica strada possibile per risolvere la situazione siano i negoziati politici. Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, che ha anche difeso la necessità che Pyongyang e Stati Uniti facciano dei passi avanti per ridurre la tensione. -


TERME VIGLIATORE –

“Passione Fiorita” in

sfida con i comuni d’Italia.



            
Squadra Verde Pubblico Terme Vigliatore

La Premiazione Nazionale Comuni Fioriti quest’anno si terrà nella Città di Spello in Umbria l’11 e il 12 novembre 2017.

Sembra diventata una vera passione l’attività della “squadra operatori verde pubblico” di Terme Vigliatore, una finestra d’Italia forse diversa, fatta di orgoglio, di rispetto del bene comune, pulizia, cura dei fiori e del verde come fosse quello di casa propria.


Foto Squadra verde


Oggi si chiudono le iscrizioni al concorso Nazionale Comuni Fioriti e l’Assessore al Verde Pubblico Michele Isgrò ha iscritto il paese termale all’edizione 2017, trascinando in euforia tutta la “squadra verde” pronta a confrontare i risultati di Terme Vigliatore con quelli di tanti comuni d’Italia che credono nel verde curato come modello imprescindibile di benessere e accoglienza.
“Spesso da più parti ci fanno notare che siamo tra i pochi se non l’unico Comune della Provincia dove si vedono tante donne dedite alla manutenzione del verde, afferma l’Assessore Michele Isgrò, un dettaglio che ha una ragione, quasi tutti infatti sono precari ASU con mansione, e nonostante  stipendi fossilizzati, l’impegno va oltre l’immaginabile; Proprio per questo mi sento di tralasciare altri commenti ma di menzionare e ringraziare ognuno di loro, da Carmelo Scilipoti al capo squadra Nino Bellinvia, Nuccia, Carmen, Rosetta, Caterina, Simona, Laura, Maria, Giusi, Rosalba, Piero, Enrico, Rosario e Ciccio, in questo periodo affiancati anche da Biagio, Veronica e Giusy. Poi il gruppo opere murarie guidato da Melino Scilipoti con Maurizio, Salvatore e Santino”.
Un percorso iniziato nel 2010 con piccoli passi per volta, fiore su fiore il verde pubblico è cresciuto e di pari passo alla cultura del bello e curato, sono cresciute  anche le soddisfazioni con  traguardi promozionali superlativi per Terme Vigliatore, dal riconoscimento Nazionale dei “quattro fiori rossi”, alla presenza su riviste e televisioni nazionali come “La 7” e “Canale 5” con Luca Sardella. Una scelta assolutamente condivisa dall’intera Amministrazione Comunale con il Sindaco Bartolo Cipriano in prima linea nel rispetto del verde e della pulizia del paese. -

TORRENOVA: UNA GIORNATA ALL'INSEGNA DELLA LEGALITA' - LE FOTO.







di Antonio Puglisi - 27 aprile 2017           

Torrenova – Celebrata la giornata della legalità con il coinvolgimento di numerosi studenti e di autorità civili, politiche e militari.


“Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare,costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”.
E’ in questa frase che sta la vera essenza di Giovanni Falcone, un simbolo come magistrato e anche come uomo, nella lotta alla mafia, ma soprattutto simbolo di chi lotta e, nonostante tutto, va fino in fondo. E’ stato  questo uno degli importanti  messaggi lanciati questa mattina  in occasione della giornata della legalità, organizzata dall’istituto comprensivo di Torrenova, guidato dalla dirigente scolastica Bianca Fachile, con il patrocinio del comune e in collaborazione con l’Anspi presieduta da padre Maurizio Provenzale e i rappresentanti delle istituzioni locali, civili e militari.
La manifestazione, svoltasi  presso l’aula magna della scuola secondaria di I grado di Torrenova particolarmente gremita di studenti e docenti, è stata aperta dalla padrona di casa, la dirigente Fachile, che ha salutato e ringraziato tutti i presenti.


E’ intervenuto anche il sindaco di Torrenova Salvatore Castrovinci che ha omaggiato coloro i quali hanno avuto e continuano ad avere, oggi, il coraggio di lottare contro la mafia, il malaffare e l’illegalità. “Ragazzi voi siete il nostro futuro – ha detto il Sindaco rivolgendosi agli studenti – prendete l’esempio della legalità, onestà che porterà sempre risultati meravigliosi. Perché la Sicilia non è mafia, bensì eccellenza, onestà, lavoro e dignità. Oggi è una giornata importante. In questa occasione e attraverso l’istituzione scolastica, considerata un importante canale capace di arrivare direttamente alla formazione di voi studenti, vogliamo dare un segnale forte”.


Hanno inneggiato alla legalità ed evidenziato quanto sia importante il ruolo dell’istituzione scolastica nella formazione umana e delle coscienze anche il vice sindaco di Rocca di Capri Leone ed il sindaco di San Marco d’Alunzio Dino Castrovinci.
Dopo gli interventi delle autorità locali, è stato dato spazio ai lavori preparati dagli studenti che, attraverso video, esibizioni e recitazione, hanno ricordato importanti esponenti legati alla nostra storia di lotta alla mafia. Hanno relazionato il giudice Ernesto Morici, Elena Ferraro, imprenditrice, il vice questore Aggiunto Daniele Manganaro, il presidente del parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci ed il GIP del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Fabio Gugliotta.


Tutti i relatori hanno posto l’accento sull’importanza della scuola, dei docenti e della loro rilevante missione nella formazione dell’individuo come uomo e come animale sociale. “La scuola ti offre vie alternative – ha dichiarato la Ferraro – e ti indirizza all’azione, alla legalità, ad avere coraggio ed essere liberi”.
“Bisogna lottare per ciò in cui si crede veramente e vivere all’insegna dell’onestà e legalità perché questo rende migliori – ha sottolineato il vice questore Manganaro – e bisogna farlo tutti, insieme, ognuno nel proprio piccolo, uniti, perché uniti si vince”.


Ha definito la scuola “un’armata invincibile” il giudice Morici che considera la scuola un “esercito” intoccabile. “Purtroppo viviamo in un paese quasi del tutto corrotto, ma la scuola, no – ha ribadito Morici – La scuola rimane inviolata e questo permette la formazione di uomini di coscienza, ma soprattutto permette la divulgazione di quei valori che rendono l’individuo capace di scegliere cosa è giusto e cosa no rendendolo anche coraggioso di fare una scelta”.
A conclusione dell’incontro i presenti si sono spostati nel piazza antistante il municipio torrenovese dove sono stati mostrati dei bellissimi quadri, realizzati sapientemente dagli artisti Alessandro Maio e Calogero Corrao, che raffigurano gli eroi uccisi dalla mafia. Tra gli altri erano presenti il presidente del consiglio comunale Massimiliano Corpina, il vice sindaco Ennio Esposito e l’assessore Salvatore Rubino.


“Credo fermamente nell’importanza della giornata di oggi, al continuo e costante bisogno di legalità e onestà in un paese dove, purtroppo, regna il malaffare – ha concluso il presidente Corpina. -