martedì 30 settembre 2014

Caronia, 

incendio su vettura.

30 settembre 2014 18:13

Anche oggi non sono mancati episodi di incendio per autocombustione a Canneto di Caronia.
Mentre nella zona, ormai, non abita più nessuno, questo pomeriggio il sedile della Fiat Bravo di un imprenditore (tornato in via del Mare per prelevare alcuni oggetti personali) ha improvvisamente preso fuoco  distruggendo parte di un sedile.
L’auto si trovava posteggiata a distanza dalle abitazioni sino ad oggi interessate dai roghi, proprio di fronte ad una camionetta dei Vigili del Fuoco.  -

MAFIA, SI PENTE IL BOSS DI BAGHERIA ANTONINO ZARCONE .


Trema Cosa nostra 

palermitana.

Martedì 30 Settembre 2014 - 12:26

Pubblicato da www.livesicilia.it


E' stato il capo della mafia nel popoloso centro palermitano, ma i suoi contatti si estendevano fin dentro il cuore dei clan del capoluogo.
Le cosche volevano rimettere la vecchia commissione provinciale di Cosa nostra.


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PALERMO - Si sgretola il mandamento mafioso di Bagheria e trema tutta la Cosa nostra palermitana. Si è pentito Antonino Zarcone, che della mafia del popoloso centro in provincia di Palermo è stato il capo. I suoi contatti, però, si estendevano fin dentro il cuore dei clan del capoluogo siciliano.


Zarcone non conosce solo storie di pizzo, ma anche i segreti dei grandi affari che coinvolgevano i boss di Porta nuova che con Bagheria avevano creato un asse di ferro mettendo le mani su città e provincia. Senza l'aiuto dei bagheresi probabilmente Porta nuova non sarebbe diventato negli ultimi tempi il mandamento più potente della città. Zarcone è il quarto pentito in pochi mesi che salta il fisso a Bagheria. La sua collaborazione con la giustizia viene paragonata per spessore a quella di Sergio Flamia, un altro pezzo storico della mafia bagherese.

Dalle indagini degli ultimi tempo è emerso il tentativo delle cosche di ricreare un direttorio, una sorta di vecchia commissione provinciale di Cosa nostra che doveva fungere da vertice unitario. "A Palermo hanno ricostruito di nuovo tutto", diceva proprio Zarcone a Flamia, dopo la sua scarcerazione, alludendo proprio alla nascita della nuova Cupola. L'ultima mappa del potere tracciata dai carabinieri del comando provinciale e del Nucleo investigativo di Palermo piazzava al vertice i nomi dei boss storici che da sempre hanno retto il feudo mafioso che è stato a lungo rifugio del padrino Bernardo Provenzano. Nicolò Greco, fratello dell’ergastolano Leonardo, Giuseppe Di Fiore che altri pentiti chiamano "la testa dell’acqua", e Carlo Guttadauro, cognato del boss latitante Matteo Messina Denaro e fratello del medico, Giuseppe, che per anni ha retto la cosca di Brancaccio.

Bagheria, Villabate, Ficarazzi, Altavilla Milicia e Casteldaccia: Zarcone conosce ogni movimento di un'enorme fetta di provincia. Una pista investigativa porta, però, agli affari dei boss discussi nel corso di alcuni summit a cui Zarcone ha partecipato in prima persona.  -

MAFIA, SPATUZZA CHIEDE PERDONO :

"Sono responsabile di 40 

omicidi".  

Martedì 30 Settembre 2014 - 11:59

Pubblicato da www.livesicilia.it


Il collaboratore di giustizia in udienza a Milano: "Abbiamo fatto cose terribili".


MILANO - "Sono responsabile di una quarantina di omicidi, chiedo perdono alla città, alle vittime e ai loro familiari": lo ha detto il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, ascoltato in collegamento video dal carcere nel corso dell'udienza a Milano del processo a carico di Marcello Tutino, il presunto basista della strage di via Palestro compiuta da Cosa Nostra il 27 luglio 1993. "Abbiamo fatto cose orribili - ha proseguito Spatuzza, citato come teste dal pm milanese Paolo Storari - accusare Marcello Tutino è doloroso ma per me è un onore essere qui a testimoniare, anche per giustizia nei confronti dei familiari delle vittime".  -

MESSINA, OPERAZIONE "BUCO NERO" :

Tutti i nomi delle persone 

coinvolte.

Pubblicato da www.amnotizie.it

 
30 settembre 2014 12:09 
 
L’hanno chiamata “Operazione Buco Nero” quella che dalle prime ore di stamani ha portato la squadra mobile di Messina alla notifica di14 misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta. 
I provvedimenti emessi dal gip, su richiesta dei sostituti Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti, del gruppo Criminalità economica coordinato dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita, nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento da circa 20 milioni di euro della società Demoter, vedono tra gli indagati per associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta e per bancarotta fraudolenta continuata ed aggravata anche l’ex presidente dell’associazione dei costruttori di Messina, Carlo Borella, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. 
Arresti domiciliari sono stati disposti per suo padre Benito e sua sorella Zelinda. Sempre ai domiciliari sono finiti Patrizia Surace, 48 anni, il commercialista Benedetto Panarello, 52 anni, Gianfranco Cucinotta, 38 anni, Agatino Spadaro, 35 anni e Giuseppe Bottaro, 48 anni di Pace del Mela.
Misure interdittive, di sospensione dall’attività di commercialista invece per Gaetana Patrizia De Luca, 59 anni di Bellano (Como), Maria Antonietta Chillè, 59 anni, Giuseppe Scandurra 54 anni, Zaire Giosafatto Zimbè, 43 anni di Oppido Mamertina (Rc), Sergio Zaviglia, 42 anni di Taurianova (RC) e Daniela Lizzio, 39 anni.
Al centro dell’inchiesta il fallimento della società Demoter, che fa riferimento al gruppo Borella, e quella che la procura definisce la “sistematica distrazione di risorse che ha consentito di far uscire fuori gran parte del capitale della societa’, rispetto ad un buco complessivo che viene stimato in circa venti milioni di euro”.
La polizia ha anche sequestrato quote di capitale e azioni di 5 societa’, facenti riferimento agli indagati, mediante le quali, sostiene l’accusa, sarebbero sono avvenute le distrazioni di denaro.
Cinque sono le società finite nel mirino degli inquirenti due società per azioni e tre società a responsabilità limitata.  Carlo Borella tempo fa venne condannato a due anni per favoreggiamento.
Negli ultimi vent’anni l’imprenditore messinese ha realizzato commesse pubbliche per oltre sessanta milioni di euro.  -

MILAZZO : RAFFINERIA :


Sotto sequestro altri due 

serbatoi.

Pubblicato da www.amnotizie.it

 
30 settembre 2014 11:43
 
Comincia a prendere corpo l’inchiesta giudiziaria per chiarire le cause del rogo che interessato la raffineria di Milazzo. Il sostituto procuratore del Tribunale di Barcellona, Francesco Massara ha conferito l’incarico al consulente esterno Antonio Barcellona, docente del dipartimento di ingegneria chimica dell’Università di Palermo. Disposto inoltre il sequestro di altre due cisterne, la 503 e la 505, cioè i due serbatoi ove era stata sistemata la virgin naptha prelevata dal serbatoio 513, poco prima dell’incendio.
Un’altra novità: il sostituto procuratore Massara sarà coadiuvato dai due colleghi Fabio Sozzio e Giorgio Nicola. Entrambi infatti hanno in carico precedenti inchieste e processi sul sito industriale milazzese. Il pool avrà così una visione quanto più completa sulle attività della Raffineria.  -

Fallimento Demoter, tra 

gli arrestati l’ex presidente 

dell’associazione costruttori.

Pubblicato da www.amnotizie.it

30 settembre 2014 09:39

L’ex presidente dell’Ance di Messina, Carlo Borella, è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta sul fallimento da circa 20 milioni di euro della Demoter. 
Ai domiciliari sono stati posti suo padre Benito e sua sorella Zelinda. 
La polizia sta sequestrando quote e azioni di 5 società. 
I provvedimenti cautelari, uno in carcere, 6 ai domiciliari e 6 interdizioni dalla professione di dottore commercialista, sono del Gip di Messina su richiesta del gruppo Criminalità economica della Procura.  -

MESSINA, 14 PROVVEDIMENTI CAUTELARI PER BANCAROTTA .

Pubblicato da www.amnotizie.it

30 settembre 2014 08:35

Dalle prime ore di stamani la polizia sta eseguendo a Messina 14 misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta. Una persona è in carcere, sette ai domiciliari e sei sono state sospese dell’ esercizio della professione di commercialista. Sono state sequestrate inoltre due società per azioni e tre società a responsabilità limitata.  I dettagli dell’operazione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11,30, nella sala stampa della Procura della Repubblica di Messina, dove interverrà il Procuratore di Messina Guido Lo Forte. -