domenica 24 settembre 2017

OLIVERI: IL MOVIMENTO CIRANO SEGNALE AGLI AMMINISTRATORI COMUNALI L'EMANAZIONE DI DUE BANDI A FAVORE DELL'EDILIZIA SCOLASTICA.


Bandi per la sicurezza e la ristrutturazione delle scuole.

Gentili amministratori, 

segnaliamo la presenza di due opportunità per intercettare fondi da investire nelle strutture scolastiche del nostro territorio.

1) Nel primo caso si tratta di un avviso per l’assegnazione di contributi a regia regionale per l’esecuzione di indagini diagnostiche ed effettuazione delle verifiche tecniche finalizzate alla valutazione del rischio sismico degli edifici scolastici, nonché al consequenziale aggiornamento della relativa mappatura, previste dall’OPCM n. 3274 del 20 marzo 2003.
Si tratta di un bando particolarmente importante tramite cui la regione Sicilia rende disponibili somme per circa 25 milioni di euro da utilizzare per effettuare le verifiche sismiche e le indagini diagnostiche nelle scuole.
La presentazione del bando necessita di particolare attenzione vista la necessità di rispettare due scadenze: il 6 ottobre e il 13 ottobre.

2) Nel secondo caso si tratta di un bando nazionale con il quale il MIUR mette a disposizione dei comuni siciliani circa 116 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza, adeguamento e miglioramento strutturale e sismico, riqualificazione, ecc.

Sono ammessi a partecipare all’Avviso gli enti locali proprietari degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico statale.

La scadenza di questo bando è il 30 novembre.
In sostanza, si tratta di due importanti opportunità per poter intervenire sugli edifici scolastici in maniera completa, visto che il primo bando tende a identificare eventuali criticità strutturali, fornendo chiarimenti riguardo la tenuta sismica, mentre il secondo bando permette di poter intervenire, apportando eventuali migliorie e adeguamenti, necessari a garantire la sicurezza, la salubrità e il decoro dei locali.

Infine, il Movimento Cirano è disponibile per fornire chiarimenti e supporto, tramite i propri esperti.-



BRONTE, EXPO PISTACCHIO.

UNA FESTA UNICA AL MONDO.


Di Redazione
sabato, 23 settembre, 2017
Pubblicato da www.linformazione.eu


Un programma fitto, articolato e ricco di eventi quello della ventottesima edizione dell’Expo del pistacchio di Bronte inaugurata ieri. La manifestazione proseguirà oggi e domani,  si protrarrà fino al prossimo week end (29, 30 settembre e 1 ottobre) e vedrà nella cittadina catanese spettacoli di pupi siciliani, di gruppi folcloristici, conferenze, mostre, sfilate di majorette, laboratori di show cooking, concerti e tanto altro.

Un’immagine dell’Expo del pistacchio di Bronte.
Sopra: il logo della manifestazione.

Una iniziativa unica nel suo genere grazie a un prodotto che – per sapore e qualità organolettiche – non ha eguali nel mondo. Anche quest’anno il Comune – per la prima volta in sinergia con la Pro Loco – ha fatto le cose in grande. Basta leggere il calendario degli appuntamenti che si svilupperanno nel centro storico, fra corso Umberto, e le piazze Spedalieri, Rosario, Cimbali, Piave, Castiglione, con alcune puntate al Parco urbano.
Una kermesse che tocca il suo culmine nei fine settimana che intercorrono fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, ma che coinvolge l’intera città anche nei giorni feriali per lo straordinario fervore che anima organizzatori, produttori, commercianti, artisti, artigiani, persone comuni.-
Redazione

sabato 23 settembre 2017

M5S,

Grillo incorona Di Maio.

Ma vota solo un iscritto su 4


Di Maio nominato "capo politico" del M5S: sarà lui il candidato premier. Ma a votare vanno solo 37mila iscritti. E Fico sigla la pace: baci e abbracci davanti alle telecamere.


Pubblicato da www.ilgiornale.it


Un grillino su quattro. Niente più. Su 135.023 iscritti al Movimento 5 Stelle sono andati a votare in poco meno di 37mila. E, in quella che si configura come la più grande farsa messa in piedi da Beppe Grillo, Luigi Di Maio porta a casa 30.936 voti.



È lui il nuovo "capo politico" nonché possimo candidato premier alle elezioni politiche del 2018. Un risultato scontato, già scritto, visti gli sfidanti che hanno deciso di sottoporsi al voto online. "Porterò avanti questo compito con disciplina e onore - ha promesso Di Maio dopo l'investitura - il governo Cinquestelle sarà il governo della riscossa degli italiani. Da domani sarò impegnato per selezionare le migliori energie e competenze del Paese". E promette: "Formeremo una squadra di governo di cui essere orgogliosi".

La tregua con Fico.

Dietro il palco i parlamentari Cinquestelle arrivano alla spicciolata. È qui che viene siglata la tregua tra Roberto Fico e i vertici del Movimento 5 Stelle. Dopo diverse trattative è stato raggiunto, infatti, un accordo sul ruolo del "capo politico" e del candidato premier del M5S che toccherà a Di Maio. Che ci fossero degli spiragli, si era in parte capito dalle parole usate nel pomeriggio da Nicola Morra che aveva accennato a "una proposta" di mediazione. In nottata, poi, Beppe Grillo, parlando di Roberto Fico, lo aveva definito "un romantico". Ma si è trattato di una sceneggiata ad uso e consumo dei giornalisti. Poco prima dell'incoronazione di Di Maio alla convention "Italia 5 Stelle", il deputato ortodosso ha infatti avuto un faccia a faccia con il comico genovese nel retropalco terminato con un abbraccia e diverse pacche sulle spalle. Quindi, un lungo abbraccio con l'autista di Grillo, uomo fidatissimo dello staff, e un secondo colloquio con Di Maio e Davide Casaleggio. -

Iran annuncia:

"Testato con successo

nuovo missile balistico".


Iran annuncia: "Testato con successo nuovo missile balistico"
(reuters)


L'Iran ha testato "con successo" un nuovo missile balistico. Si tratta del "Khorramshahr", che era stato mostrato ieri per la prima volta nel corso di una parata militare a Teheran in occasione della 'Settimana della Difesa Sacra' che commemora la guerra con l'Iraq degli anni Ottanta. La televisione Irib ha mostrato le immagini del lancio, avvenuto ieri. Nel corso della cerimonia a Teheran, il presidente Hassan Rohani aveva annunciato l'intenzione dell'Iran di rafforzare le sue "capacità militari" e in particolare il suo programma di sviluppo di missili balistici. Il test appare come una sfida al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha rimesso in discussione l'accordo sul nucleare con Teheran, da lui definito "imbarazzante", e ha imposto nuove sanzioni all'Iran proprio per via del suo programma missilistico. Il nuovo test sembra così essere una risposta alle perplessità e alle preoccupazioni mosse soprattutto da Francia e Stati Uniti nei confronti del programma nucleare di Teheran e della completa attuazione degli accordi "5+1" approvati nel 2015 e oggetto di discussione nei giorni scorsi al vertice delle Nazioni Unite.

PREOCCUPAZIONE INTERNAZIONALE.

Negli ultimi anni l'Iran ha sviluppato un vasto programma balistico che preoccupa gli Stati Uniti, ma anche l'Arabia Saudita, il suo principale rivale nella regione, alcuni Paesi europei, tra cui la Francia, e Israele, il suo nemico giurato.

Teheran afferma che il suo programma balistico è solo difensivo. "Il nostro potere militare non è progettato per attaccare altri Paesi", ha detto Rouhani. All'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York, il presidente americano Donald Trump ha denunciato l'accordo nucleare con l'Iran e il suo programma di balistica, definendolo 'imbarazzante'. E rispondendo due giorni fa ai giornalisti che gli chiedevano se avesse preso una decisione sull'ipotesi di un'uscita degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare, Trump aveva risposto: "ho deciso", senza aggiungere dettagli. In un tono più moderato, il presidente francese Emmanuel Macron, in sintonia con altri Paesi europei, ha difeso l'applicazione dell'accordo nucleare tra l'Iran e le maggiori potenze,
ma ha affermato che l'accordo non è sufficiente per costringere l'Iran a ridurre il suo programma balistico e limitarne le attività nella regione.

L'Iran appoggia il regime siriano, così come gruppi islamisti palestinesi e ribelli Houthi in Yemen.-

Iran: Trump, ho preso la mia

decisione ma non la dico.


Tillerson, non ha condiviso la sua decisione,

'neppure con Theresa May'.





"Ho deciso". Lo ha scandito a chiare lettere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rispondendo a domande di giornalisti sulle sue intenzioni circa il futuro dell'accordo sul nucleare iraniano. Lo ha ripetuto tre volte: "Ho deciso", ha detto Trump quando, a margine del bilaterale con il presidente dell'autorita' palestinese Abu Mazen, reporter gli hanno chiesto se fosse giunto ad una decisione. Non ha pero' fornito dettagli, ne sui contenuti della decisione ne' sui tempi, "vi faro' sapere", ha detto.
   Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson, dopo una riunione dei 5+1 a margine dell'assemblea Onu, ha confermato che Trump ha preso la sua decisione se certificare o meno l'accordo su nucleare alla prossima scadenza prevista ma non l'ha condivisa con nessuno "esternamente", neppure con Theresa May che glielo aveva chiesto ieri: lo ha detto il Segretario di Stato americano Rex Tillerson, dopo la riunione.
  
In attesa che Trump sciolga la riserva, la Guida suprema dell'Iran, ayatollah Sayyed Ali Khamenei, ha accusato il presidente di usare "un linguaggio di gangster e cowboy", facendo riferimento all'intervento del presidente all'Onu. Le "l'élite americana dovrebbe vergognarsi di avere un tale presidente", ha aggiunto, spiegando che le parole di Trump "non portano alcun motivo di orgoglio alla nazione americana". L'accordo con l'Iran e' un imbarazzo per gli Stati Uniti aveva detto Trump all'Assemblea Generale. (ANSA)

Sorpresa, Grillo va giù.


Un anno fa il 27% sperava in un governo grillino. Cala la popolarità di Di Maio: giù del 5% in due mesi.



Come si concilia l'apparente contraddizione tra il mantenimento dell'ampiezza in termini di intenzioni di voto espresse nei sondaggi e le numerose «disavventure» in cui il M5s è incappato, specie negli ultimi tempi? Si citano al riguardo per esempio il caso della sindaca Raggi, il pasticcio delle primarie per il candidato in Sicilia e il caso della designazione di Di Maio al vertice del movimento, che vede un'assenza di competizione per la carica (ciò che non è il migliore esempio di democrazia competitiva) minata per di più da insufficienze tecniche nello strumento di elezione (la piattaforma Rousseau).



Il fatto è che, in generale, la motivazione che spinge a scegliere il voto per il M5s è basata prevalentemente - se non totalmente - sulla protesta e non su qualche tema programmatico. Ciò che porta a cercare in qualche modo un'espressione per la disaffezione nei confronti delle forze politiche tradizionali, spesso indipendentemente o quasi da ciò che i grillini effettivamente fanno. In altre parole, questi ultimi vengono spesso scelti come mero «simbolo» del disprezzo verso i partiti tradizionali e i suoi esponenti. Va aggiunto anche che i canali di informazione cui si rivolgono nella maggior parte dei casi i grillini sono spesso autoriferiti (come i blog dello stesso movimento) e danno una lettura di quanto accade ben diversa da quella «esterna». Siamo cioè talvolta di fronte a una sorta di «bolla informativa» che limita una analisi corretta della realtà.
Ciò nonostante, il M5s sta riscontrando negli ultimi tempi, alcune parziali difficoltà nella relazione con l'opinione pubblica in generale e con il proprio stesso elettorato. Alle ultime elezioni amministrative, ad esempio, come si ricorderà, molti ex elettori del M5s hanno scelto di rifugiarsi nell'astensione invece che riconfermare il loro voto al partito.
E anche un sondaggio recente (realizzato dall'istituto Eumetra Monterosa intervistando un campione rappresentativo di cittadini al di sopra dei 17 anni di età) suggerisce la possibile esistenza di una crisi di fiducia nei confronti del M5s. Tanto che alla domanda sull'opportunità e sulla possibile portata di rinnovamento di un governo dei 5 Stelle, la percentuale di consenzienti, di per sé già limitata (poco meno del 17%) si riduce considerevolmente rispetto a dodici mesi fa (27%), quando fu posto un quesito identico. Questo calo di consensi per un possibile governo a cinque stelle è originato anche da un significativo cambiamento di opinione dello stesso elettorato grillino. Se l'anno scorso, infatti, la stragrande maggioranza dei votanti per il M5s (95%) vedeva con favore un esecutivo diretto dai Cinque stelle, oggi questa percentuale, pur restando maggioritaria, si è sensibilmente ridotta (54%). Ma questo deflusso di consensi dall'approvazione di un esecutivo condotto dai grillini non si dirige verso il parere opposto («i Cinque stelle non sono in grado di governare») la cui diffusione rimane sostanzialmente invariata nella popolazione, ma verso un'affermazione di carattere anch'essa sconfortata (e per certi versi anch'essa «populista») come «con i Cinque stelle al governo non cambierebbe nulla: i partiti sono tutti uguali». L'adesione a quest'ultima opinione passa dal 48% dell'anno scorso al 57% - vale a dire la netta maggioranza assoluta - di quest'anno. Ciò che mostra la permanenza di un'ampia - e crescente - base di scontento verso tutti i partiti - compresi il M5s - che potrebbe rifugiarsi, come è già successo per le amministrative, verso l'astensione. Insomma, la possibile crisi di consenso dei grillini non fa guadagnare gli altri partiti che, per ora, non sono riusciti a intercettare questo flusso di voti.
È poi interessante notare come la simpatia per un governo formato dal M5s sia presente ovviamente all'interno dei votanti per Grillo e Di Maio, ma faccia rilevare anche un'accentuazione nell'elettorato della Lega, segno questo della possibile sovrapposizione (e, di conseguenza possibile futura alleanza) di questi due elettorati specie su alcuni temi specifici, come, ad esempio l'Ue.
Un fenomeno analogo si rileva misurando la popolarità del leader del M5s Di Maio. Anch'essa è in diminuzione rispetto al passato: 34% oggi contro il 39% del luglio scorso. Di Maio raccoglie voti positivi quasi esclusivamente nel suo partito, ma emerge, anche in questo caso, un'accentuazione relativa di consensi all'interno dell'elettorato della Lega Nord: un altro indicatore di una qualche recondita simpatia per il M5s presente tra i votanti per Salvini.
Insomma, per quel che riguarda specificatamente le sue capacità di governo, il M5s suscita oggi una diffusa delusione nell'elettorato nel suo complesso e anche in quello grillino in particolare. Questo stato di cose, però, non accresce la fiducia negli altri partiti, ma sembra, al contrario, accentuare ancor più la disaffezione dall'intero sistema politico.-

BITCOIN, LA CRIPTO VALUTA CONTINUA A CORRERE.



Il boom della web-moneta tra fede e scetticismo


Pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it

Creati nel 2009 da un ‘fantasma’ del web chiamato Nakamoto, oggi in Italia i Bitcoin si comprano anche in bancomat appositi (ce ne sono tre). E si moltiplicano i siti per il trading.


 
Bitcoin, la criptovaluta continua a correre. Il boom della web-moneta tra fede e scetticismo

Dimenticarsi di avere dei Bitcoin, può riservare delle sorprese: dopo un paio d’anni il loro valore potrebbe essersi triplicato, oppure ridotto a un terzo. Dicembre 2015. Il Fatto pubblica un’inchiesta sulla darknet: droga, armi, pedofilia ma anche idee, principi, difesa dell’anonimato. Per sperimentare i mercati di questa parte nascosta della Rete, avevamo acquistato dei Bitcoin, una moneta virtuale creata nel 2009 da un anonimo che si fa chiamare Satoshi Nakamoto e diventata in pochi anni un sistema di pagamento online. Si regge su una rete di potenti computer che ne costituiscono “i nodi” e che al tempo stesso la producono. Inoltre, ricorre alla crittografia (da cui la definizione di criptovaluta) per rendere il sistema sicuro e affidabile. Ne erano avanzati per un valore di circa 30 euro, conservati in un wallet, un portafoglio virtuale creato su un sito che si chiama Blockchain (come la tecnologia che sta dietro il sistema Bitcoin) protetto da credenziali di accesso. A luglio 2017, quei Bitcoin valevano circa 90 euro: triplicati.
Il picco. A inizio settembre, Bitcoin tocca per la prima volta quota 5mila dollari. Tutti comprano e più comprano, più il valore sale. Le opzioni sono diverse: si possono tenere fermi, come un bene rifugio; si possono usare per acquistare da chi li accetta oppure si può fare trading e speculare.
L’acquisto. La prima volta li abbiamo comprati da un utente online. Gli abbiamo fatto diverse ricariche postepay, ma non abbiamo mai conosciuto la sua identità. Stavolta, tramite un gruppo di Facebook, ci accordiamo con un ragazzo. Lo incontriamo in un bar di Roma: gli diamo i soldi in contanti e lui trasferisce i Bitcoin dal suo al nostro portafoglio.
Gli Atm. Esistono anche bancomat di Bitcoin. In Italia ce ne sono tre: Torino, Firenze e Milano. Presto dovrebbe arrivare anche a Roma. A idearli, installarli e gestirli è Federico Pecoraro, 33 anni e imprenditore anche nel campo delle sigarette elettroniche. Il funzionamento: ci si registra con numero di telefono, una one time password che verifica l’utilizzatore dell’Atm, la scansione del documento d’identità e il riconoscimento biometrico con un selfie. Il processo di registrazione dura 30 minuti, dopo si è abilitati. Si possono acquistare Bitcoin con un minimo di dieci euro. Nelle prossime settimane, l’Atm permetterà di comprare anche Ethereum, un altro tipo di criptovaluta tra le più diffuse dopo Bitcoin.
Passioni. Pecoraro ha conosciuto i Bitcoin attraverso Magic, un gioco di ruolo. Servivano per acquistare alcune carte. Solo in seguito ha pensato agli Atm. Il programma e la tecnologia sono stati sviluppati con altri appassionati di Bitcoin. Qui conta quasi 5mila clienti, le commissioni si aggirano tra il 7 e il 9%. Ma in Italia nessuno ha investito su questa tecnologia, i giovani più talentuosi hanno già lasciato il Paese e anche Federico sta iniziando a pensare di andare all’estero.
Il trading. Per far fruttare i Bitcoin ci sono invece le piattaforme di exchange per criptovalute. The Rock Trading è italiana. Si compra e si vende. Ci si iscrive, si trasferiscono i Bitcoin e si opera coi cambi. Euro – Bitcoin, Bitcoin – Dollari, Litecoin, Ethereum e altre criptovalute. Gli utenti “verificati” possono effettuare depositi e prelievi in euro sul proprio conto in banca. Ci verifichiamo: dobbiamo caricare sulla piattaforma una copia del documento d’identità e la prova di residenza (va bene anche una bolletta). I primi documenti che inviamo vengono rigettati: le bollette sono datate. La seconda volta ci viene fatto notare che la scansione è di una carta di identità smarrita e denunciata. “Ci dispiace – dicono – non possiamo autorizzare le movimentazioni bancarie”. Dobbiamo ricaricare la scansione del documento regolare insieme a un selfie: in mano, un cartello con una frase indicata da loro. La commissione base è dello 0,2%, i canali Telegram di assistenza (italiano e inglese) sono sempre attivi. A giugno, la piattaforma cercava nuovi collaboratori: le richieste di iscrizione erano così tante che hanno dovuto congelare le verifiche.
Le sedi.La sede di The Rock è a Malta. “Nasce nel 2007 – spiega Andrea Medri, cofondatore della piattaforma – era un hobby: ho conosciuto il mio socio Davide Barbieri in Second Life (un gioco virtuale una volta famoso, ndr). C’erano banche virtuali, negozi e servizi che servivano all’espansione di questo mondo alternativo”. Barbieri è un programmatore, i due si conosceranno di persona solo dopo quattro anni. “Intanto decidemmo di creare una società all’interno di questo mondo che assicurava i depositi bancari in questi istituti virtuali. Era molto divertente”.
Poi, Second life si avvia al declino. “Lì dentro avevamo creato anche uno stock exchange virtuale per le società che si quotavano”. Partono da lì: nel 2011, iniziano il trading in Bitcoin e linden dollars, le monete di Second life. Nel 2013, fondano una vera società a Malta.
Le regole. “Tutti chiedono perché a Malta. Semplice: c’è l’unica banca europea che ci ha preso”. Il sistema bancario ha paura di avvicinarsi a qualcosa di non ancora regolamentato e certo. In Italia, poi, sono terrorizzati perché c’è la retroattività delle sanzioni. “È vero che è un paradiso fiscale, ma i nostri costi sono in Italia, la società di sviluppo è a Padova”. Nei mesi scorsi, la quarta direttiva dell’antiriciclaggio europea ha iniziato a dare una definizione degli obblighi per il trading in Bitcoin. Il ministero del Tesoro ha recepito la direttiva e ha anche specificato che è necessaria una “licenza di cambiavalute virtuale”. Nessuno ha però definito ancora cosa si intenda per “virtuale”. Intanto The Rock cresce del 300 – 400% all’anno e nei prossimi mesi trasferirà tutti gli asset in Italia. “Abbiamo le nostre verifiche e il nostro sistema di antiriciclaggio – spiega Medri – ma ci appoggiamo anche a una società che ha la licenza ed è un istituto registrato in Bankitalia. Sarebbe ideale un inquadramento giuridico per società come la nostra”.
Acquisti. Con una parte dei Bitcoin proviamo a capire cosa potremmo comprare. Su Facebook cerchiamo chi accetta pagamenti in Bitcoin. Michele offre la creazione di siti internet, Gabriele li accetta per il suo B&b. C’è chi li scambia per lezioni di piano, chi per lavori di grafica. Savino ha una ferrmanta online: “Li accettiamo da 3 anni”. Ma noi ce ne accorgiamo solo ora. -