sabato 30 agosto 2014

Bonanni: promessi miracoli,

non avvengono.

Li fanno solo i santi e non ce ne sono in politica.

 

(ANSA) - BOLOGNA, 30 AGO - "Qui si promettono miracoli, ma i miracoli non avvengono: avvengono solo con i santi, ma non mi pare ci siano molti santi in politica". Così Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell'Unità a Bologna.
    Secondo Bonanni, invece, "è bene usare il metodo più tradizionale: rimboccarsi le maniche tutti insieme e non cercare di fare lo scaricabarile uno contro l'altro, a partire da chi governa". (ANSA)
   

Vertice Ue nomina 

Mogherini lady Pesc.

Il polacco Donald Tusk presidente del Consiglio Ue.

 

(ANSA) - BRUXELLES, 30 AGO - Il Consiglio Europeo ha nominato il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini Alto rappresentante Ue per la Politica Estera e la Sicurezza. Lo ha comunicato con un tweet il presidente permanente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Il polacco Donald Tusk è stato invece nominato nuovo presidente del Consiglio.  (ANSA)

Sblocca Italia:

altre 4 opere in stand-by.

Termoli-S.Vittore, CircumEtnea e le metro di Palermo e Cagliari.

 

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - I 3,8 miliardi stanziati per avviare nuovi cantieri entro tempi certi saranno subito riattribuite se l'apertura dei cantieri non rispetterà l'agenda prefissata. E' quanto prevede il decreto Sblocca Italia che mette in stand by, in attesa di revoche, quattro interventi: la CircumEtnea, le metro di Palermo e di Cagliari, il primo lotto della Termoli-S.Vittore. Queste quattro opere rimangono inoltre le prime che potrebbero essere finanziate con altre risorse con la Legge di Stabilità. (ANSA)

SbloccaItalia: Ance, con 

3,8mld manca choc.

Bene impostazione, ma così non riparte l'economia.

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Il decreto "Sblocca Italia ha un'ottima impostazione, ma se non ci mettiamo i soldi e non facciamo ripartire le cose perché l'Europa ci blocca, i problemi restano tutti lì". Così il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, commenta con l'ANSA lo Sblocca Italia, affermando che "3,8 miliardi sono pochi" e non rappresentano "uno choc per l'economia".  (ANSA)

AUTOSTRADE SICILIANE: SCIOPERO 

FINO AL 15 SETTEMBRE CONFERMATO 

DALLE SIGLE SINDACALI CHE LO 

HANNO INDETTO.

Pubblicato  da  NEBRODI  E  DINTORNI.

 

Riunione sindacale del 28 agosto 2014. Il Presidente Dott. Rosario Faraci con nota del 18 agosto ha indetto una riunione con i Sindacati della Funzione Pubblica per discutere le “tabelle di riclassificazione del personale CAS e relativa applicazione”.


Messina, 30-08-2014 - All’incontro di ieri si sono presentati CGIL Trasporti Regionale ed Aziendale; CISL Trasporti Regionale; CUB Trasporti Aziendale; COBAS CODIR Funzione Pubblica Regionale; SADIRS CISAS Funzione Pubblica Regionale; SIAD Funzione Pubblica Regionale; SLA CISAL Trasporti Aziendale. La UIL Funzione Pubblica Regionale e la UGL Regionale (a firma Sub Commissario Sicilia del comparto Dipendenti Regionali) hanno fatto pervenire specifiche note così come la CISL Regionale Funzione Pubblica e Trasporti e la CGIL Trasporti Regionale.

Ciascuno degli intervenuti ha manifestato la propria opinione ed alcuni hanno chiesto al Presidente CAS una riconsiderazione in merito all’applicazione del CCRL ed allargamento del tavolo ai sindacati del settore trasporti. Alcuni hanno quindi richiesto la sospensione dei lavori per consentire una riflessione sul punto.

Lo sciopero fino al 15 settembre è stato confermato dalle sigle sindacali che lo hanno indetto (CUB Trasporti, UGL Trasporti e SLA Trasporti).
Sul sito del Consorzio le presenze ed assenze del personale della settimana 17-22 agosto 2014 che ad ogni buon conto si allega..  -

REGIONE SICILIANA : ENNESIMO TENTATIVO DI TROVARE UN'INTESA .

Pd, vertice lunedì per cercare 

un'intesa. Ma i renziani 

chiederanno di azzerare tutto.

Sabato 30 Agosto 2014 - 17:09

Pubblicato da www.livesicilia.it


Trattative per un disgelo tra partito e governo. Raciti convoca l'incontro. Lupo cerca di mediare. Ipotesi capigruppo in giunta. Sul tavolo potrebbe esserci anche la vicepresidenza dell'Ars. Ma il gruppo vicino a Faraone proporrà di riconsiderare tutto, dalla delegazione in giunta alla segreteria e le presidenze di commissione.


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PALERMO – Certo, il ciclone Piano giovani che ha travolto il governo non aiuta a svelenire il clima. Ma nella maggioranza, e in particolare nel Pd, continua il lavoro sotterraneo per riprendere il filo del discorso con Rosario Crocetta, interrotto dalle ferie estive. Il punto resta quello: mettere mano alla composizione della giunta, sanare la rottura che ha lasciato fuori dal governo un grande pezzo del Pd siciliano, e ripartire per imprimere un cambio di passo all'andatura claudicante della giunta.

Incontri e contatti nelle ultime ore tentano di sbloccare l'impasse, e lunedì pomeriggio è convocato un incontro alla sede regionale del Pd, un vertice in cui il segretario Fausto Raciti farà il punto con le diverse anime del partito. Crocetta, dopo il caos scatenato dal “flop day” aveva frenato sul rimpasto. Ma la necessità di sbloccare lo stallo e far ripartire i rapporti tra governo e maggioranza è sempre più avvertita dal partito, che teme sempre di più per il futuro della legislatura dopo i gravi scivoloni collezionati dal governo.

Nel Pd in particolare cresce la voglia di caratterizzare in modo più politico la giunta, rinunciando a qualche tecnico (o similtecnico) magari per far posto anche a deputati, ipotesi che Crocetta non ha mai accettato. E che invece in passato i cuperliani non hanno disdegnato e che negli ultimi giorni è stata sdoganata anche da Salvatore Cardinale e ora anche da Giuseppe Lupo, che sta cercando di mediare: “Si era già parlato in passato del possibile ingresso dei capigruppo in giunta - dice l'ex segretario -. Non credo che una presenza politica possa essere un problema per il presidente della Regione, semmai rafforzerebbe il rapporto tra maggioranza e governo”. Un'ipotesi, quella di mandare al governo il capogruppo Baldo Gucciardi, che incontra già qualche consenso. Sarà possibile trovare su questo un accordo con il governatore? Presto per dirlo, ma l'ipotesi è sul tavolo.

E a inserirsi nelle trattative potrebbe essere anche la vicepresidenza dell'Ars, lasciata vacante da Salvo Pogliese, trasmigrato a Bruxelles. Il suo successore si voterà a metà settembre. Le opposizioni reclamano per prassi la poltrona, ma non è detto che la maggioranza non scelga di tenerla per sé, utilizzando l'ambita poltrona per un riequilibrio interno alle correnti del Partito democratico.

Ma i renziani doc sarebbero poco propensi a una soluzione fatta di ritocchi. L'ala guidata da Davide Faraone, da tempo impegnato a Roma e meno presente nelle trattative siciliane, è pronta a chiedere un azzeramento totale che coinvolga la giunta ma anche le presidenze di commissione all'Ars (il Pd ne ha tre, tutte in mano all'area Cuperlo) e la composizione della segreteria del partito. Ripartire da zero e ricominciare, con un nuovo patto di coalizione che parta dai contenuti, in particolare da quelli proposti nel suo "decalogo", rimasto lettera morta, dallo stesso Faraone, che lunedì non sarà al vertice. Ci saranno però per l'area Renzi Gucciardi, Zambuto e il vicesegretario Mila Spicola, che oggi in una lunghissima nota ha anticipato l'idea dell'azzeramento. "Azzerare e ripartire? Sono d’accordo - dice Spicola -, ma su tutti i fronti: chiedo a Rosario Crocetta e al Pd tutto, di cui il presidente è dirigente, di agire di concerto con la coalizione per rifare la Giunta, tutta, ma non solo, chiedo di azzerare e rifare i presidenti di Commissione e dell’Assemblea e mettere nello stesso piatto due riforme importanti: primo, una legge elettorale che ridisegni l’assetto istituzionale e i rapporti tra Presidente, Aula, Giunta ed elettori, che ricrei un rapporto di fiducia e credibilità, e una riforma dell’apparato burocratico amministrativo".


Qualsiasi semplice ritocco della giunta finirebbe per intaccare le posizioni delle varie correnti. I renziani di Faraone, ad esempio, hanno due assessori in giunta, che qualcuno nel partito considera eccessivi. Sacrificarne uno creerebbe qualche problema: chi dovrebbe far posto? Ma anche la partita dei cuperliani si scontra con i numeri: complicato farne entrare due in giunta, il posto a disposizione potrebbe essere solo uno.Non troppo interessato a una ricomposizione sembra Antonello Cracolici, che spara ormai a zero sul governo da settimane. Gli assetti attuali, infine, stanno più che bene all'ala più vicina a Crocetta, quella di Beppe Lumia.

Insomma, gli sforzi di Raciti continuano a trovare più di un ostacolo. Il gruppo di Faraone a questo punto prova a sparigliare. Ma è facile prevedere che la proposta di un Big bang che riporti la legislatura all'anno zero incontrerà più di un ostacolo. E viene letta da qualcuno come il tentativo di arroccare la palla in tribuna per mantenere lo stallo. Il segretario Raciti, dal canto suo, sembra sempre dell'idea che la migliore soluzione sia quella di proporre quattro nomi nuovi, politici, e ripartire dai fatti.

Il rischio è che il pantano tra Pd e governo s'infittisca. E l'idea di una fine anticipata della legislatura, magari per un "incidente", comincia a farsi sempre più strada nelle conversazioni di Palazzo.

Tra il dire e il fare, inoltre, c'è di mezzo il caos Piano giovani. La settimana prossima tornerà a riunirsi, dopo la drammatica seduta dei giorni scorsi, la commissione Lavoro dell'Ars. Un passaggio che rischia di acuire ulteriormente le tensioni interne alla maggioranza, dopo il sostanziale abbandono da parte del partito dell'assessore Scilabra.  -
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Per dirla alla Pappagone, le varie anime del PD regionale siculo non sono "vincole" come i consiglieri michiliniani oliveresi.
Quelli sono molto "sparpagliati" e producono "sciarre".
Questi sono molto "vincoli" e producono ricchezza.  -

Antonio Amodeo 

REGIONE SICILIANA : RISCHIO SCANDALO.


"Soldi mai restituiti per 

incarichi aggiuntivi".  

Controlli a tappeto sui 

dirigenti regionali.

Sabato 30 Agosto 2014 - 06:00

Pubblicato da www.livesicilia.it


Un esposto anonimo rilancia il caso sollevato da Livesicilia nei mesi scorsi. Il responsabile della Funzione pubblica regionale chiede dati e cifre di migliaia di pratiche. C'è il sospetto che pochissimi dirigenti abbiano rispettato la legge che impone loro, per qualsiasi incarico esterno, di versare la metà del compenso in un fondo regionale.


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PALERMO - È stato il suo ultimo atto prima di andare in ferie. Al rientro sul tavolo del dirigente generale della Funzione pubblica, Luciana Giammanco, inizieranno ad arrivare i dati. Potrebbero essere le prime conferme su quello che rischia di essere uno dei più grossi scandali della pubblica amministrazione siciliana.

Ai dirigenti regionali che ottengono un incarico aggiuntivo spetta solo la metà del compenso. Il 50 per cento (anche meno se si considerano le tasse) deve restare nelle casse dell'amministrazione. Così non sarebbe accaduto in moltissimi casi. Quanti? Nessuno conosce l'entità del fenomeno, perché nessuno finora aveva deciso di controllare il capitolo dove i soldi devono confluire. Di certo sono migliaia gli incarichi su cui adesso si accenderanno i riflettori.

La Giammanco, che è anche commissario anticorruzione, conferma di avere inviato il 13 agosto una circolare ai dirigenti generali di tutti i "Dipartimenti regionali, degli Uffici speciali e ai Capi di gabinetto degli uffici di diretta collaborazione". Si limita ad aggiungere che "bisogna attendere. Non si possono fare considerazioni affrettate. Il monitoraggio serve a capire come stanno le cose". Non entra nel merito dell'articolo con cui Livesicilia aveva sollevato nei mesi scorsi i dubbi sui compensi aggiuntivi. E neppure sull'anonimo che ha pungolato la burocrazia regionale l'11 agosto, spedendo un esposto al ragioniere generale che lo ha girato alla Funzione pubblica.

Un anonimo piuttosto informato. Fa nomi e cognomi, e racconta circostanze precise. Ed è stato preso in seria considerazione dalla Giammanco se è vero, com'è vero, che l'alto burocrate il 13 agosto scriva che “alla luce dei contenuti dell'esposto anonimo e tenuto conto del lasso di tempo trascorso dalle suddette circolari, si ritiene necessario procedere ad un monitoraggio degli incarichi aggiuntivi”.



 












Le “suddette circolari” furono emanate nel 2009 ed applicavano in Sicilia la legge 2 del 6 febbraio 2008. Una legge che riguarda “qualsiasi incarico conferito ai dirigenti dalla Regione o su designazione della stessa”. La procedura è semplice: l'ente presso cui il dirigente ha espletato l'incarico liquida alla Regione l'intero compenso; quindi la Ragioneria generale paga il 50 per cento della somma al dipendente e la restante metà viene trasferita in un fondo a cui poi si attingerà per pagare le indennità di risultati e quelle variabili previste nei contratti dei dirigenti. In molti casi l'ente avrebbe pagato l'intera somma direttamente al dirigente, saltando il passaggio dal Bilancio. C'è chi si sarebbe messo (quanti?) tutti i soldi in tasca. I dirigenti regionali sono poco meno di 1.800. Ciascuno di loro può essere chiamato a ricoprire incarichi altrove. Presidenti e consiglieri di amministrazione di enti, commissari straordinari, responsabili unici dei procedimenti nelle gare d'appalto: si parla di migliaia e migliaia di incarichi.

La Funzione pubblica ora chiede dati e cifre. E non si potrà bluffare perché basterà confrontare l'elenco degli incarichi con quello delle operazioni transitate sul fondo. I dirigenti saranno "costretti" a dire la verità e, secondo alcuni di loro, a mettere mano al portafogli. Se così fosse si tratterebbe di uno scandalo a sei cifre.-