sabato 1 novembre 2014

L'ATTO DI ACCUSA DI CROCETTA :


"Anche all'Ars gli eletti 

dalle cosche".

Venerdì 31 Ottobre 2014 - 21:09 
Pubblicato da www.livesicilia.it 

"Anche nel parlamento regionale vi sono eletti dalle cosche e non c'è consiglio comunale in Sicilia che non abbia un eletto dalla mafia. Dobbiamo avere la coscienza che il mondo politico non ha rotto con la mafia".


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CASTELVETRANO (TRAPANI) -

"Anche nel parlamento regionale vi sono eletti dalle cosche e non c'è consiglio comunale in Sicilia che non abbia un eletto dalla mafia. 

Dobbiamo avere la coscienza che il mondo politico non ha rotto con la mafia. La lotta alla mafia si fa anche arrestando Matteo Messina Denaro".
Lo ha detto questa sera il presidente della Regione Rosario Crocetta prendendo parte, a Castelvetrano, a un consiglio comunale aperto con all'ordine del giorno "Quali iniziative per la legalità e la lotta alla mafia".

"Ho sentito dire che non ci si deve sentire né antimafia e né mafia, io mi sento antimafia. - ha aggiunto - Non si può stare in mezzo al guado. Vivo da condannato a morte dalla mafia dal 2003. Guai a dire che la mafia con la politica non c'entra, se lo diciamo non siamo credibili agli occhi dei cittadini". 


Nel corso della seduta, alla quale hanno preso parte politici nazionali, regionali e locali, il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero e diversi altri rappresentanti di enti pubblici, tutti hanno espresso solidarietà all'imprenditrice Elena Ferraro, vittima di un tentativo di estorsione.-

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ANCHE  NEL  CONSIGLIO  COMUNALE  DI  OLIVERI  VI  E'  QUALCHE  MAFIOSO ?

Antonio Amodeo 





Palermo,  Gli extrabudget 

della Formazione. Indagata 

ed interrogata la Corsello.

Venerdì 31 Ottobre 2014 - 17:13
Pubblicato da www.livesicilia.it


L'ex dirigente generale del dipartimento alla Formazione professionale e l'attuale dirigente del Servizio gestione, Michele La Cagnina, sono indagati per abuso d'ufficio. La replica: "Le compensazioni andavano fatte. Salvaguardati gli interessi della Regione".

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Anna Rosa Corsello
 
PALERMO - Le denunce degli enti di formazione hanno fatto scattare l'inchiesta della Procura della Repubblica sui cosiddetti extrabudget. Anna Rosa Corsello, ex dirigente generale del dipartimento alla Formazione professionale, e l'attuale dirigente del Servizio gestione della Formazione professionale, Michele La Cagnina., sono indagati per abuso d'ufficio.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un atto dovuto, per la verità. La settimana scorsa la Corsello è stata interrogata dai pubblici ministeri Pierangelo Padova e Luca Battinieri. All'inizio era previsto un confronto fra i due indagati. Al quale, però, i pm hanno deciso di rinunciare all'ultimo istante, quando entrambi erano già stati convocati al Palazzo di giustizia. Evidentemente, alla luce delle dichiarazioni della Corsello, il confronto non è stato più ritenuto necessario.

Al centro dell'indagine ci sono i cosiddetti extrabudget della Formazione. Negli anni passati era abitudine concedere agli enti di Formazione le cosiddette “integrazioni”. Somme che si aggiungevano a quelle previste inizialmente dal Piano dell'offerta formativa regionale. Quelle “integrazioni”, però, come ha sottolineato recentemente la Corte dei conti, sono illegittime. L'indagine dei pubblici ministeri contabili è sfociata in una raffica di condanne inflitte a burocrati e amministratori. La Corte dei Conti ha condannato in primo grado per il presunto danno erariale l'attuale segretario generale Patrizia Monterosso (a 1,3 milioni), l'ex governatore Raffaele Lombardo (220 mila euro) e un gruppo di ex assessori: Santi Formica (dovrà restituire 379 mila euro), Carmelo Incardona (830 mila euro), Luigi Gentile (224 mila euro), la dirigente Alessandra Russo (378 mila euro), Maria Carmela Di Bartolo (474 mila euro), Salvatore di Francesca (108 mila euro) e l'ex dirigente del servizio Rendicontazione, Nino Emanuele (365 mila euro).

Nelle more della sentenza la Regione aveva avviato le “compensazioni”. La Corsello aveva bloccato i finanziamenti dell'Avviso 20 a diversi enti di formazione per recuperare gli extrabudget degli anni precedenti. Un recupero che avrebbe potuto fare meno il danno erariale. Solo che alcuni enti si erano opposti costituendosi in giudizio. Tanto bastò per fare affermare ai giudici contabili che “se il credito dell'amministrazione è condizionato da un contenzioso pendente, mai può ritenersi un credito, certo, attuale e concreto".

E sono stati gli stessi enti che si sono ribellati alla compensazione a denunciare la faccenda alla Procura della Repubblica. Non solo, però, visto che anche la Guardia di finanza ha segnalato la faccenda ai magistrati. E' nata l'inchiesta che ha portato all'iscrizione della Corsello e di La Cagnina nel registro degli indagati. La Corsello è stata interrogata, in presenza degli avvocati Salvatore Modica e Salvatore Tamburo, che è anche il marito della dirigente. E si è presentata, proprio come avvenuto per “Piano giovani” (anche in quel caso la Corsello è stata sentita nelle veste di indagata), con una serie di atti e documenti. Il tutto per dimostrare di avere agito rispettando le regole e salvaguardando l'interesse della Regione siciliana: “Il recupero delle somme andava fatto. Se la Regione deve ricevere soldi come si può pensare di erogarne altri? Altrimenti saremmo stati in presenza di un danno erariale”. Prima di avviare le compensazioni era stato chiesto pure un parere all'avvocatura. Ed era arrivato il via libera all'operazione. -
Ultima modifica: 31 Ottobre ore 19:44

venerdì 31 ottobre 2014

FIERA "SPOSI A 5 STELLE" AL BLU HOTEL DI PORTOROSA.


Da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre 2014 si svolgerà la Fiera dedicata al Matrimonio. La Fiera offre una vasta area espositiva con tanti stand, ognuno dedicato ad un servizio o aspetto diverso del matrimonio.

 

 
Venerdì, 31 ottobre, 2014 - 09:48
Pubblicato da www.tempostretto.it
La manifestazione che avrà termine alle 22:00 di domenica 2 novembre propone al pubblico una vasta scelta di articoli, esposizioni ed idee per chi è in procinto di sposarsi, dando l’occasione di puntare su originalità, tradizione ed eleganza. Quello di Sposi a 5 Stelle è l’ottavo appuntamento, confermandosi anno dopo anno come evento di grande richiamo per i futuri sposi e per chi lavora in questo settore offrendo i servizi legati a questa importantissima giornata della vita. La Fiera offre una vasta area espositiva con tanti stand, ognuno dedicato ad un servizio o aspetto diverso del matrimonio.
Numerosi anche gli eventi:
sabato 01 e domenica 02 novembre 2014 durante i diversi defilè di abiti sposa, sposo e cerimonia verranno presentate le collezioni 2015;
prove di make up e di hair-stylist;
corsi di portamento sposa;
Questione di stile - Suggerimenti dei Wedding Planner per un matrimonio perfetto;
S.O.S Architetto – Consigli e soluzioni per una casa perfetta;
I Love Cake Design – Istruzioni ed idee per una torta perfetta;
Concorsi a premi per tutti coloro che visiteranno la fiera con estrazione finale di un romantico Viaggio per due persone in una Capitale Europea scelta dai vincitori.
“Sposi a 5 stelle” è un evento organizzato da “Thaelo Eventi” Wedding and Event Planner. -
Sito della manifestazione www.sposia5stelle.it.
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OCCASIONE  GHIOTTA  PER  AMMINISTRATORI  CON  ATTITUDINE  A  PRESENTARE  ABITI  DA  SPOSO/A.  -
Antonio Amodeo 

BRUTTE NOTIZIE PER GLI AMMINISTRATORI SPRECONI CHE UTILIZZANO IL DENARO PUBBLICO PER SPESE FACOLTATIVE PENALIZZANDO LE SPESE OBBLIGATORIE.

 

La Corte dei conti tiene chiusi i rubinetti di Palazzo Zanca e fa l'“apologia” del dissesto.

I magistrati contabili sollecitano «l’immediata adozione da parte dell’Ente di misure correttive minime di salvaguardia del bilancio e di garanzia dei servizi essenziali per la collettività - oltre all’immediata rimozione dei profili di grave irregolarità e di violazione di legge a sua tempo segnalati – onde evitare un’ulteriore deriva della situazione di precarietà e di crisi in atto».

 

 
Venerdì, 31 ottobre, 2014 - 19:56
Danila La Torre
Pubblicato da  www.tempostretto.it
Nello specifico, con delibera 186 - lunga 12 pagine ed  adottata nella Camera di Consiglio dello scorso 9 Ottobre -  la Corte dei conti prende atto dell’approvazione da parte del Consiglio comunale del Piano di riequilibrio; si riserva di entrare nel merito in separata sede; e conferma le misure interdittive ed inibitorie disposte con deliberazione n.58.
 Oltre a continuare a tenere chiusi i rubinetti di palazzo Zanca, la Corte dei conti bacchetta l’ente,  sostanzialmente affermando che nulla è stato fatto per superare le criticità e la «condizione di crisi  strutturale prossima al dissesto», evidenziate tanto con la delibera 58, che prendeva in esame il consuntivo 2012, quanto con la delibera n.68, che invece analizzava e bocciava la  relazione del I semestre 2013 (vedi correlati).
I magistrati contabili non sono rimasti soddisfatti delle misure correttive fatte arrivare da Palazzo Zanca sulla loro scrivania. «Le misure correttive di cui alla deliberazione di giunta n.516 del 4 luglio 2014 ed a quella consiliare 16/C dell’8 luglio 2013 – lamenta la Corte dei Conti -  fanno in sostanza espresso rinvio all’adottando piano di riequilibrio finanziario pluriennale».
In pratica, il Comune non è stato un grado di proporre alcuna soluzione concreta ma ha semplicemente comunicato alla Corte dei conti che il percorso di risanamento prenderà il via grazie alle misure di medio e lungo respiro inserite nella manovra finanziaria decennale, approvata dal Consiglio comunale lo scorso 2 settembre ed attualmente sotto la lente d’ingrandimento della sottocommissione ministeriale
«In definitiva  - si legge nella deliberazione n.186 - secondo quanto prospettato dall’Ente e ribadito sino all’ultima adunanza dai propri rappresentanti , la situazione di grave squilibrio strutturale dovrebbe essere affrontata adeguatamente e  trovare superamento proprio attraverso lo strumento di risanamento, a cui l’ente affida espressamente l’attuazione delle misure correttive richieste dalla Sezione a seguito della pronuncia specifica n.58»
Il magistrato Gioacchino Alessandro, relatore in occasione dell’Adunanza della Corte dei Conti, solleva però qualche obiezione, prima ricordando che «in ordine a tale piano di riequilibrio, la Sezione in questa sede, non è chiamata a svolgere un giudizio di merito o prima ancora di ammissibilità della procedura, neppure implicito, essendo evidente che tali valutazioni sono rimesse a separata sede … ed all’esito dell’istruttoria affidata all’organo ministeriale»; e poi anche giungendo ad una conclusione non proprio positiva per il Comune di Messina: «ciò significa che…i gravissimi profili di squilibrio economico finanziario e le irregolarità riscontrate, ben perduranti e strutturali restano, allo stato attuale, irrisolte…».
La situazione era grave e lo è rimasta, senza che – agli occhi della magistratura contabile – si siano registrati progressi, neppure minimi. Tanto da indurre i magistrati di Palermo a  ricordare che in «difetto di possibilità di successo della procedura di riequilibrio… si determina la necessità di tempestiva attivazione della procedura di dissesto».
E a proposito del tanto temuto dissesto, la Corte dei conti dei conti ne fa – inaspettatamente -quasi una “apologia” , sostenendo – con il conforto della deliberazione 309 della Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Regione Calabria - che il dissesto «lungi dal costituire ex se occasione o concausa di detrimento per l’ente, dischiude per converso uno scenario normativo ed operativo funzionale ad assecondare un itinerario gestionale virtuoso di ripristino e degli equilibri di bilancio e di cassa e per essi della piena funzionalità dell’amministrazione, a beneficio della collettività amministrata» .
Rifacendosi ad un pronunciamento del Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, n.4/1998, la Sezione di controllo della Corte dei conti di Palermo ricorda inoltre che il dissesto  è anche «il mezzo per ristabilire le condizioni di tutela per i creditori e di par condicio tra gli stessi, poiché solo il dissesto evita “che la soddisfazione dei creditori, a causa del limitato patrimonio dell’ente, abbia luogo in favore di coloro qui primi veniunt, sulla base di circostanze contingenti, quali la consistenza delle somme giacenti presso il tesoriere e la durata del giudizio su cui si forma il giudicato» .
Tuttavia,  sino ad oggi, il   Comune di Messina ha ritenuto di non essere nelle condizioni di dover dichiarare default e ha deciso di scommettere tutto sul piano di riequilibrio. Il tentativo di aderire alla procedura istituita dall’ex decreto legge 274 va avanti dal 2012, ma -  come rammenta anche la Corte dei Conti  - senza  esito sul fronte del risanamento dell’ente, visto che « i tempi di avvio del risanamento dell’ente  -  ma prima ancora quelli certi di definizione di tale strumento di risanamento- sono stati ripetutamente procrastinati… frustrando il fondamentale interesse pubblico a che si acceda tempestivamente alle procedure di risanamento…».
I magistrati contabili attribuiscono la “colpa” di tali continui rinvii anche ai numerosi interventi normativi  - di cui l’amministrazione si è avvalsa -  che «hanno prolungato a dismisura i termini necessariamente indifferibili entro cui attivare l’immediato risanamento dell’ente(o quantomeno la relativa programmazione delle relative azioni…»
Con la delibera n.186, La Corte dei conti sollecita, quindi, « la più pronta definizione dell’istruttoria del Piano di riequilibrio e l’immediata adozione da parte dell’Ente di misure correttive minime d salvaguardia del bilancio e  di  garanzia dei servizi essenziali per la collettività  - oltre all’immediata rimozione dei profili di grave irregolarità e di violazione di legge a sua tempo segnalati – onde evitare un’ulteriore deriva della situazione di precarietà e di crisi in atto».
I magistrati contabili  invitano infine «l’ente ad astenersi da ogni comportamento difforme dalla sana gestione finanziaria e ad osservare una rigorosa ed imprescindibile politica di controllo degli equilibri fondamentali di bilancio, che tengano conto necessariamente degli organismi partecipati, e di contenimento delle spese»
La Corte dei Conti ribadisce che «restano ferme e cogenti le misure inibitorie disposte con la deliberazione n.58, non essendo peraltro mutate.. le esigenze di copertura del disavanzo di amministrazione registrato nel consuntivo 2012 e quelle di riconoscimento dell’imponente mole di debiti fuori bilancio che grava sul bilancio dell’ente e ne pregiudica gli equilibri presenti e futuri…» -
Danila La Torre

TRASPORTO INTEGRATO, LA PROPOSTA DELLA GIUNTA ACCORINTI : DA METROMARE ALLA METROPOLITANNA DELLO STRETTO


La vicenda Metromare e il sistema trasporti nello Stretto è stata al centro dell'incontro che si è tenuto oggi al Comune. L'assessore Cacciola ha presentato una proposta che punta sulla sinergia tra collegamenti via mare e via terra, mentre i deputati nazionali Enzo Garofalo e Francesco D'Uva hanno presentato un emendamento alla Legge di stabilità per ottenere i 30 milioni di euro necessari al servizio. Cgil, Cisl e Uil bocciano il progetto della giunta.

 

la riunione al Comune (foto Serena Capparelli)
 
Venerdì, 31 ottobre, 2014 - 15:43
Rosaria Brancato
Pubblicato da www.tempostretto.it
All’appello della giunta hanno risposto i deputati Vincenzo Garofalo e Nino Germanà, Ndc, Filippo Panarello, Pd, Francesco D’Uva, M5S, presenti anche il comandante dei vigili urbani Calogero Ferlisi, il comandante della Capitaneria di porto Antonio Samiani, numerosi consiglieri comunali e al tavolo della presidenza i rappresentanti delle istituzioni della sponda calabra e della Regione.
Il punto di partenza (ma per la verità sembra più l’orlo del baratro) è a tutti noto: il 31 dicembre scade l’ennesima proroga per il collegamento veloce tra le due sponde ed all’orizzonte non ci sono certezze né finanziamenti tali da favorire voli pindarici. Se non battiamo i pugni sul tavolo adesso rischiamo di ritrovarci a fine dicembre con il cappello in mano per elemosinare risorse e proroghette per un servizio che attualmente è già azzoppato. Da qui l’appello del sindaco a far fronte comune per quella che è un’istanza comune. Le buone novelle le ha portate da Roma Enzo Garofalo, che ha spiegato quanto emerso da una riunione con il ministro Lupi ed i sindaci calabresi con la conferma della volontà del governo di destinare 30 milioni di euro in 3 anni al servizio attraverso un emendamento da presentare alla Legge di stabilità. Ma dopo l’affossamento dell’emendamento Garofalo, ad opera della Ragioneria di Stato alla stessa proposta presentata in sede di SbloccaItalia è bene fare come San Tommaso e attendere i fatti. “Insieme al collega Francesco D’Uva abbiamo già presentato l’emendamento che prevede le risorse per il servizio- ha dichiarato Garofalo- E nel contempo l’aspetto più importante è l’attivazione di un tavolo tecnico con le Ferrovie pronte ad ampliare il concetto di continuità territoriale non più alle sole merci ma anche ai pedoni”.
Dando per certi i 30 milioni di euro che il ministro Lupi continua a confermare, gli amministratori ed i politici presenti oggi all’incontro hanno cercato d’individuare soluzioni comuni da portare al tavolo romano. E subito. “Mentre in Italia c’è chi parla di divisioni noi parliamo di unioni- ha detto Accorinti- Il nostro obiettivo è far sì che i passeggeri non arrivino più agli aliscafi con la tabella degli orari in mano ma con la certezza delle corse e delle frequenze”. Su questi due pilastri, certezza e frequenza si basa la proposta presentata dall’assessore ai trasporti Gaetano Cacciola: “L’idea è quella di una Metropolitana dello Stretto che raddoppi la frequenza delle corse e nel contempo mantenga i tempi di percorrenza, attraverso una sinergia tra collegamenti via mare e ferrovia. Una soluzione che consentirà anche i collegamenti con l’aeroporto”.
In sintesi la Metropolitana dello Stretto utilizzerebbe le risorse disponibili destinandole alla sola tratta Messina-Villa San Giovanni, raddoppiando però il numero delle corse. Giunti sull’altra sponda i pendolari e i passeggeri avrebbero a disposizione una rete di collegamenti ferroviari con la stazione di Reggio Calabria e con l’aeroporto, percorrendo quindi via terra quel tratto che attualmente viene coperto dall’aliscafo e negli stessi minuti. Secondo il progetto la stazione di Reggio dovrebbe poi essere collegata in 8 minuti con il Minniti (anche se attualmente non c’è un collegamento ferroviario).
La giunta ha quindi messo a disposizione dei presenti la proposta, che però, ed anche questo è stato sottolineato dal sindaco, necessita di raccordi e nuovi tavoli con le Ferrovie che dovrebbero sostanzialmente gestire l’intero onere del tratto via terra. Le perplessità sono state in parte avanzate da Garofalo e dal presidente della provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa che ha sottolineato due aspetti: il primo relativo appunto al ruolo delle Ferrovie ed alla realtà con la quale attualmente bisogna fare i conti e il secondo legato all’enorme flusso di pendolari che quotidianamente utilizzano la tratta Reggio Calabria-Messina e che in quel modo sarebbero costretti a spostarsi a Villa senza sapere in questo momento che qualità del servizio ferroviario si vedrebbero garantiti. Raffa ha quindi invitato alla cautela: “Condividiamo il grido di dolore che unisce le nostre due sponde ma cerchiamo di trovare soluzioni immediate e di facile applicazione operativa”. In rappresentanza dell’assessorato regionale ai Trasporti (con ogni probabilità destinato a Giovanni Pizzo) è intervenuto il dirigente Mario La Rocca che ha sottolineato l’importanza di bandi di gara che non siano limitati a soli 3 anni perché risultano pochi appetibili ad imprenditori che vogliano investire.
Sulla proposta Cacciola si è soffermato Garofalo che ha anche ribadito il ruolo che le Fs dovranno avere per la continuità territoriale estesa anche ai pedoni: “Le Ferrovie possono e vogliono investire in un Trasporto pubblico locale integrato che tenga in considerazione anche i pedoni e non più solo le merci e questo è un aspetto rilevante. A mio giudizio il tavolo romano non deve limitarsi ai soli politici e amministratori ma essere esteso ai tecnici e a chi opera nel settore perché sono gli unici in grado di valutare in modo più concreto le proposte. Ad esempio ricordo a tutti che le tratte Messina Villa e Messina Reggio sono nate per dare risposte a due flussi diversi, provenienti dal versante tirrenico e jonico della Calabria. Va bene la sinergia ma dobbiamo partire dalle reali esigenze di trasporto. Non partiamo da proposte riduttive, ma dal meglio che possiamo ottenere”.
Il deputato regionale Ncd Nino Germanà si è invece soffermato sul fatto che il nodo è tutto romano, ed è al momento del bando che si deve prestare attenzione: “Un bando di gara poco appetibile ci costringerà sempre a soluzioni di corto respiro”.
Presenti all’incontro anche l’assessore alle risorse del mare Filippo Cucinotta, il commissario della Provincia di Messina, Filippo Romano; Claudio Cama, delegato dal sindaco di Villa San Giovanni,  Mario Melillo, in rappresentanza della Capitaneria di porto di Reggio Calabria;  per l'Università degli studi di Reggio Calabria, il professore Francesco Moraci; Michele Bisignano, coordinatore dei rapporti tra provincia di Reggio e Messina; il presidente dell'Associazione pendolari dello Stretto, Pietro Interdonato; Massimiliano Donato, del Comitato pendolari “Scilla e Cariddi”; e rappresentanti delle organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl, Ugl Mare, Sasmant e Usclac Uncdim.
La prossima tappa è il tavolo tecnico ma soprattutto la Legge di stabilità. Se viene affondato anche l’emendamento Garofalo-D’Uva salva-Metromare possiamo davvero prepararci a nuotare.  -
Rosaria Brancato

SCANDALO FORMAZIONE

 

Corsi d'oro, divieto di dimora per 

Chiara Schirò e altri tre.


Il Tribunale del Riesame ha disposto lo stesso divieto anche per Natale Capone, Natale Lo Presti e Graziella Feliciotto. Lunedì prossimo via all'udienza preliminare per l'onorevole Genovese e Salvatore La Macchia.

 

 
Francantonio Genovese e la moglie Chiará Schiró
Venerdì, 31 ottobre, 2014 - 15:55
Al. Ser.
Pubblicato da www.tempostretto.it

ANDREW CUOMO A GOVERNATORE 

DELLO STATO DI NEW YORK, 

REAL MERI’ E ASSOCIAZIONE ASTORIA 

INSIEME PER LA RIELEZIONE.

Pubblicato da  NEBRODI  E  DINTORNI.

L’asd Real Meri’ e l’associazione Astoria insieme per sostenere la rielezione di Andrew Cuomo a governatore dello Stato di New York. Cappellini e magliette a tema durante gli allenamenti.

 31/10/2014 - L’A.S.D. Real Merì al fianco di Andrew Cuomo per la sua ricandidatura a Governatore dello Stato di New York. La società sportiva meriense ha infatti aderito al Comitato Europeo creato e presieduto da Sergio Cuomo e Alfonso Ruffo, cogliendo al volo l’assist fornitole dall’associazione Astoria, che ha funto da trait d’union tra le due squadre e il comitato stesso.
Ed eccoli gli sportivi meriensi prepararsi all’inizio del campionato con indosso magliette e cappellini con tanto di foto dell’attuale ( e si spera anche futuro) governatore dello stato di New York!
Un legame forte quello che lega Merì ai Cuomo. Andrew è infatti figlio di Mario Cuomo, già governatore di New York e Matilda Raffa, quest’ultima nata e cresciuta a Merì. Una famiglia di politici che hanno saputo lasciare il segno.
A parlare sono i numeri: quando Andrew Cuomo si insediò nel 2011, lo Stato di New York soffriva di pesanti perdite di posti di lavoro che lo indussero ad avviare un progetto di trasformazione per riportare New York alla sua grandezza. Sotto la sua guida, l’intero stato ha chiuso per quattro volte con i conti in ordine. Per creare lavoro, le tasse delle multinazionali e delle imprese del manifatturiero sono state ridotte ai livelli minimi negli ultimi dieci anni. New York è stata ancora una volta leader riformatrice della nazione grazie agli interventi del Governatore Cuomo su argomenti come l’uguaglianza coniugale, il controllo delle armi da fuoco, alloggi alla portata e pubblica istruzione.

“Far parte del comitato europeo per Andrew Cuomo è per noi un onore – dichiara Mario Gitto, dirigente dell’A.S.D. Real Merì, presidente dell’associazione Astoria e braccio operativo in Sicilia di Mentoring USA – Italia – Con questa precisa scelta desideriamo non soltanto dare il nostro contributo alla rielezione di Andrew Cuomo a governatore dello stato di New York, ma anche mostrare alla nostra classe politica che lavorare bene si può. Lo stato di New York è uscito per ben due volte dalle ceneri grazie alla guida dei Cuomo, padre e figlio, auspico che il loro modo di governare possa essere d’esempio anche in Sicilia e perché no, persino a Merì.”

L’election day si terrà il 4 novembre. Negli States la campagna elettorale è al suo apice e ci si attende una vittoria schiacciante come quella di quattro anni fa. Sintesi perfetta di questi anni è il nuovo slogan "NY Rising, New York in crescita". Cresce contestualmente anche il comitato europeo, che in Italia può contare sull’adesione di politici nazionali e locali, come Rutelli, Finocchiaro, Caldoro, Veltroni, Orlando, e gente dello spettacolo: Arbore, Magalli, Gubitosi, Pippo Pelo; ma la vera forza del comitato sono le adesioni di tanta gente Comune, e da oggi anche dei tanti giovani che gravitano attorno alla società sportiva e all’associazione, i quali si rispecchiano nel “saper e voler fare”. -