venerdì 22 maggio 2015

ANNARITA SIDOTI: DOMANI ALLE 16 A SAN GIORGIO DI GIOIOSA MAREA I FUNERALI DELLA CAMPIONESSA.


Pubblicato  da  NEBRODI  E  DINTORNI

AnnaRita Sidoti - Foto N & D











Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto giungere con Twitter un "un pensiero per la famiglia di Annarita Sidoti, mamma, campionessa, italiana che ci ha reso orgogliosi". Laura Boldrini: "Se ne va Annarita Sidoti, piccola grande campionessa italiana. Un abbraccio alla sua famiglia". Enrico Ruggeri: "Da Gioiosa Marea al tetto del mondo. Annarita Sidoti. Grazie di cuore e buon viaggio". Pietro Grasso: "Dolore per la scomparsa di Annarita Sidoti. Una grande campionessa, una grandissima donna. Grazie per le emozioni che ci hai regalato". Il Comune di Gioiosa Marea ha proclamato il lutto cittadino.


Gioiosa Marea (Me), 21/05/2015 - Si svolgeranno domani 22 maggio alle ore 16 nella chiesa Spirito Santo a San Giorgio di Gioiosa Marea (Me) i funerali della campionessa di marcia Anna Rita Sidoti, scomparsa oggi, a soli 45 anni, dopo una lunga lotta contro una malattia che non le ha lasciato scampo. Poco dopo le ore 13 di oggi, giovedì 21 maggio, la campionessa europea e mondiale di marcia, ha cessato di vivere, dopo avere affrontato la malattia con coraggio e senza mai abbandonare la sua tempra di lottatrice: sin dal 2009 la malattia le aveva dato filo da torcere. A soli 45 anni, la campionessa di marcia dopo avere strenuamente lottato contro il male ha dovuto arrendersi all’ineluttabile. E' in lutto tutta la comunità gioiosana, assieme alla sua famiglia, lo è il suo fidato preparatore di sempre, prof. Salvatore Coletta, lo è l’atletica italiana.

Madre di tre bambini, i piccoli Federico, Edoardo e Alberto, Annarita lascia costernato e affranto il marito Pietro, medico. La campionessa di Gioiosa Marea ha combattuto come una leonessa per tutto questo tempo, sempre con il sorriso, aggrappata alla vita in nome dei suoi figli, trovando infine anche la forza di raccontare pubblicamente la sua vicenda. Alla famiglia di Annarita sono giunte le condoglianze del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con un tweet: "Un pensiero per la famiglia di Annarita Sidoti, mamma, campionessa, italiana che ci ha reso orgogliosi".

La Sidoti è stata una delle più grandi campionesse dell’atletica italiana, una delle più vincenti in assoluto: Campionessa europea a Spalato 1990, quando aveva solo 21 anni, centrò il bis continentale otto anni dopo, a Budapest 1998, non prima però di essere riuscita a vincere anche l’oro mondiale, sulla pista di Atene, nel 1997. E' stata letteralmente una colonna della marcia in Italia (47 presenze in azzurro, tre partecipazioni olimpiche, sei mondiali), probabilmente penalizzata dall’allungarsi delle distanze dai 10km originari fino agli attuali 20km, distanza sulla quale firmò comunque un prestigioso 1h28:38. Con le compagne d’allenamento e di nazionale Elisabetta Perrone ed Erika Alfridi (ma poi anche con una giovanissima Elisa Rigaudo) compose un gruppo di valore fantastico, in quello che con ogni probabilità è stato il momento di maggior competitività della marcia italiana al femminile. -
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Un sentito ringraziamento alla grandiosa campionessa Annarita Sidoti da parte dei numerosi sportivi di Oliveri i quali oggi si associano al profondo dolore che ha colpito la Sua famiglia. -
Antonio Amodeo

LA DECISIONE

Palermo, il Tar interviene sulla Procura.

 
Annullata la nomina di Lo Voi.


Giovedì 21 Maggio 2015 - 18:49
Pubblicato da www.livesicilia.it

LA DECISIONE CHOC. 

Accolti i ricorsi proposti dai procuratori di Caltanissetta Sergio Lari e di Messina Guido Lo Forte. I giudici amministrativi hanno condannato il Csm a pagare le spese di giudizio per complessivi 3000 euro.


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ROMA - E' stata annullata la nomina di Francesco Lo Voi a Procuratore di Palermo. Lo ha deciso la I sezione quater del Tar del Lazio accogliendo i ricorsi proposti dai procuratori di Caltanissetta Sergio Lari e di Messina Guido Lo Forte. I giudici amministrativi hanno condannato il Csm a pagare le spese di giudizio per complessivi 3000 euro.

Per i giudici amministrativi il Csm aveva "l'onere della motivazione rafforzata" riguardo la scelta di Francesco Lo Voi a capo della Procura di Palermo. Per il Tar infatti la "delibera di nomina non supera il vaglio di legittimità apparendo la motivazione del giudizio di prevalenza (di Lo Voi, ndr) non coerente rispetto agli indici di valutazione del parametro attitudinale". In sostanza per il Tar la prevalenza del nome di Lo Voi sugli altri due, decisa dal Csm, non sarebbe in linea con la valutazione dei parametri che attestano l'attitudine dei candidati a ricoprire il ruolo apicale di una Procura.

Fondamentale nella sentenza del Tar è il riferimento al procedimento di individuazione del magistrato cui affidare l'incarico di Procuratore della Repubblica, che stabilisce che per il conferimento di questo tipo d'incarichi assumono rilevanza il parametro delle 'attitudini' e quello del 'merito'. Il nucleo centrale dei ricorsi di Lo Forte e Lari riguardava infatti le censure con riferimento all'apprezzamento effettuato dal Csm riguardo alle pregresse esperienze dei magistrati concorrenti. Il Tar ha osservato come necessario "un onere speciale di motivazione rafforzata, secondo logica e razionalità" nella nomina di Procuratore, che deve muovere "proprio dal presupposto logico che il pregresso svolgimento delle funzioni direttive (o semidirettive) costituisca un dato in sé particolarmente significativo, ai fini del giudizio attitudinale, che può essere superato solo al concorrere di particolari ulteriori elementi di carriera di tale rilevanza e significatività da giustificare, su un piano di ragionevolezza, un diverso giudizio di prevalenza" di una nomina rispetto a un'altra. Per i giudici amministrativi la delibera del Csm non supera il vaglio di legittimità, essendo stato motivato il giudizio di prevalenza di Lo Voi rispetto agli altri concorrenti in maniera non coerente rispetto agli indici di valutazione del parametro attitudinale previsti.

"Non si tratta di effettuare un confronto astratto fra i diversi profili - scrivono i giudici - quanto di verificare se l'apprezzamento concretamente operato dal Csm possa considerarsi espressione dell'applicazione corretta dei criteri". E sarebbe emersa "la sostanziale sottovalutazione della rilevanza riferibile al pregresso svolgimento di funzioni direttive e semidirettive" dei due ricorrenti. Cosa, questa, che "rende viziato il giudizio di prevalenza effettuato dal Consiglio, perché difforme rispetto ad una corretta applicazione degli indici normativi e contrario a comuni canoni di logica e ragionevolezza", non dando adeguatamente conto "della valenza che invece, alla stregua dei criteri e dei canoni di logicità e ragionevolezza, avrebbe dovuto essere attribuita alle pregresse esperienze direttive e semidirettive ed alle funzioni specialistiche ai fini del giudizio attitudinale di tipo prognostico".

La decisione del Tar in teoria sarebbe esecutiva, ma può essere sospesa dal Consiglio di Stato a richiesta della parte soccombente. Se fosse accolta la richiesta di sospensiva, Lo Voi resterebbe al suo posto in attesa che sulla questione si pronunci il Consiglio di Stato che potrebbe confermare o annullare il pronunciamento del Tribunale amministrativo. In caso di conferma la parola passerebbe al Csm che dovrebbe rivalutare la posizione dei tre candidati anche alla luce dei principi indicati dai giudici amministrativi.

Il no comment di Lari

"Devo ancora leggere le motivazioni della sentenza del Tar, non me la sento di fare commenti". Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari a proposito della decisione del Tar del Lazio di accogliere il suo ricorso, e quello del procuratore di Messina Guido Lo Forte, contro la nomina di Francesco Lo Voi a capo della Procura di Palermo. La sentenza è stata depositata oggi: i giudici romani hanno annullato la nomina di Lo Voi. Intanto oggi Lari è stato proposto all'unanimità dalla commissione incarichi direttivi del Csm come procuratore generale di Caltanissetta. Alla domanda se la proposta e l'eventuale nomina alla guida della procura generale farà venire meno il suo interesse a ad andare avanti nel ricorso contro Lo Voi, Lari ha risposto: "valuterò la cosa, anche con i miei legali".

La replica della Procura

Nessuna replica da parte di Lo Voi. Dalla Procura arrivano, però, le parole di Leonardo Agueci: "La sentenza è provvisoria e anche se diventasse definitiva la pratica tornerebbe al Csm che procederebbe a una nuova valutazione. Sul piano della gestione dell'ufficio non cambia nulla”. E sui primi mesi della gestione Lo Voi, Agueci tiene a precisare che "il nuovo procuratore ha dato compattezza all'ufficio, rendendo tutti i pubblici ministeri, anche i più giovani, partecipi del lavoro allo stesso modo. Sarebbe un peccato che questo spirito di compattezza venisse meno”. (ANSA).

giovedì 21 maggio 2015

AVEVA 44 ANNI

È morta Annarita Sidoti.

 
Atletica siciliana in lutto.


Giovedì 21 Maggio 2015 - 13:04
Pubblicato da www.livesicilia.it

La marciatrice di Gioiosa Marea si è spenta dopo una lunga malattia. Fu campionessa europea nel '90 e nel '98. In mezzo, il trionfo al Mondiale di Atene, appena un anno prima del bis continentale.


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PALERMO - E’ una giornata di dolore per l’atletica italiana. E’ morta Annarita Sidoti,
 la marciatrice siciliana campionessa europea e mondiale, arresasi, a soli 44 anni, a quel male che la tormentava già dal 2009. Madre di tre bambini, Annarita ha combattuto come una leonessa per tutto questo tempo, sempre con il sorriso, aggrappata alla vita in nome dei suoi figli, trovando infine anche la forza di raccontare pubblicamente la sua vicenda.

La Sidoti è stata una delle più grandi dell’atletica italiana, una delle più vincenti in assoluto:campionessa europea a Spalato 1990, quando aveva solo 21 anni, centrò il bis continentale otto anni dopo, a Budapest 1998, non prima però di essere riuscita a vincere anche l’oro mondiale, sulla pista di Atene, nel 1997. E' stata letteralmente una colonna della marcia in Italia (47 presenze in azzurro, tre partecipazioni olimpiche, sei mondiali), probabilmente penalizzata dall’allungarsi delle distanze dai 10km originari fino agli attuali 20km, distanza sulla quale firmò comunque un prestigioso 1h28:38. Con le compagne d’allenamento e di nazionale Elisabetta Perrone ed Erika Alfridi (ma poi anche con una giovanissima Elisa Rigaudo) compose un gruppo di valore fantastico, in quello che con ogni probabilità è stato il momento di maggior competitività della marcia italiana al femminile. Allenata sempre da Salvatorino Coletta, Sidoti era molto conosciuta e apprezzata per la sua grinta e il suo carattere sempre positivo. Aveva anche girato un film ("Le complici") con la regista Emanuela Piovano. 

Ma non è questo il momento di pensare a tempi, allori e medaglie: questo è il tempo del dolore. Al marito Pietro, ai piccoli Federico, Edoardo e Alberto, ai familiari, va l’abbraccio sentito e la vicinanza di tutta l’atletica italiana. Che piange, riunita e con sincero dolore, per la scomparsa di una campionessa e di una donna a dir poco straordinaria. Ciao, Annarita.-




OLIVERI : STORIE PARALLELE.



Pubblicato da www.livesicilia.it

PROCURA DELLA CORTE DEI CONTI

La dirigente provò a fermare le assunzioni.

 
Sicilia e-Servizi, quelle mail a Ingroia.


Giovedì 21 Maggio 2015 - 06:00

Il retroscena

L'allora dirigente dell'Ufficio partecipazioni Signorino e l'ex ragioniere generale Pisciotta chiesero a più riprese chiarimenti sulle assunzioni volute da Crocetta e Ingroia, chiedendo anche la revoca dell'incarico all'ex pm. Il governatore, invece, ha "cacciato" i due burocrati.


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Crocetta e Ingroia
PALERMO - Il danno, se c'è, è di appena tremila euro. Il Procuratore Gianluca Albo ha deciso di abbattere la contestazione di presunto danno erariale a una cifra poco più che simbolica. Carte alla mano, infatti, la dirigente Rossana Signorino aveva provato in tutti i modi a “stoppare” le assunzioni in Sicilia e-Servizi. Le stesse che hanno spinto la Procura a “rinviare a giudizio” il governatore Crocetta, l'ex pm Ingroia, sei ex assessori regionali e l'Avvocato dello Stato Giuseppe Dell'Aira. Oltre, appunto, a quella dirigente. Anzi, a due dirigenti. Perché la storia di Rossana Signorino è in qualche modo “parallela” a quella di Mariano Pisciotta. Le uniche voci a suggerire un po' di cautela sono state le loro. Qualche mese dopo, sarebbero stati esautorati. La dirigente, dal vertice dell'Ufficio partecipazioni dell'assessorato all'Economia, Pisciotta addirittura dalla carica di Ragioniere generale.

Uno scontro sotterraneo, quello che emerge dai documenti agli atti della Procura della Corte dei conti. Una “guerra fredda” tra la burocrazia regionale e “pezzi” del cerchio magico del governatore. Una conflitto dalle conseguenze inaspettate. A difendere Pisciotta, ieri di fronte ai magistrati di via Cordova, era Stefano Polizzotto, uno dei più stretti collaboratori del governatore nella prima parte della legislatura. A difendere la Signorino, invece Gigi Rubino: “La dirigente – ha detto il legale – ha provato in tutti i modi a fermare quelle assunzioni. Ma Ingroia ha deciso di andare avanti. La mia assistita – ha aggiunto con un sorriso - non poteva mica intervenire fisicamente...”.

E il carteggio tra i dirigenti e Ingroia, come detto, è giunto sulla scrivania della Procura contabile. Quanto basta per abbattere la contestazione della burocrate a una cifra assai lontana da quella degli altri soggetti coinvolti nel procedimento. Perché? Cosa c'è in quelle carte?

Durante l'audizione di ieri l'avvocato Rubino ha riportato uno scambio di mail tra la dirigente Signorino, allora alla guida del Servizio partecipazioni, il gabinetto di Crocetta e Ingroia. È la fine del 2013. E la bozza del parere dell'Avvocato dello Stato (chiesto anche dalla stessa Signorino) è pronta. È il parere, per intenderci, su cui si baserà la delibera di giunta che aprirà alle assunzioni e sulla base del quale l'ex pm giustificherà le assunzioni stesse. Ma quel parere non convince la Signorino. È il 20 dicembre, ore 11.50. La dirigente invia una mail al ragioniere generale Mariano Pisciotta, al capo di gabinetto di Rosario Crocetta (in quei giorni era Gianni Silvia), all'ex assessore all'Economia Luca Bianchi, al suo capo di gabinetto Giulio Guagliano, al segretario generale Patrizia Monterosso e, appunto, al liquidatore di Sicilia e-Servizi Antonio Ingroia. “Letta la bozza di parere – scrive la Signorino – non so fino a che punto sia esaustiva per permettere all'amministrazione di compiere i passi relativi all'assunzione dei soggetti già Sisev. Gradirei raccogliere le vostre assunzioni”. È la fine del 2013. E quel parere – che verrà contestato dalla Procura contabile – non convinceva già la burocrate. Che riceverà presto una risposta. Appena venti minuti ed ecco la mail di Antonio Ingroia: “Infatti – scrive – non è l'amministrazione che deve farlo, ma Sicilia e-Servizi, e da questo punto di vista mi pare che il parere ci dia questo spazio, anzi addirittura lo imponga”. Non deve essere la Regione a occuparsi delle assunzioni, precisa l'ex pm, ma la società. Società, però, sulla quale quegli uffici regionali esercitavano un controllo, previsto dalle norme.

I dubbi della Signorino vengono quindi ignorati. Il parere dell'Avvocatura diventa “parte integrante” della delibera di giunta che dà il via libera alle assunzioni. Che in effetti partono subito, attraverso una selezione operata da una commissione creata da Ingroia. Ma anche su questo punto, la dirigente solleva più di un dubbio. E stavolta, con lei, a firmare la nota indirizzata a Sicilia e-Servizi è anche l'allora Ragioniere generale Mariano Pisciotta. È il 21 febbraio del 2014. I dirigenti chiedono a Ingroia “l'invio della copia dei contratti che codesta società ha sottoscritto con il personale. Si chiede altresì – scrivono Pisciotta e Signorino – di illustrare la procedura che codesta società ha adottato al fine di pervenire alle assunzioni in oggetto”. Insomma, i dubbi riguardano anche la modalità con cui sono stati contrattualizzati i 75 lavoratori di Sise. Un paio di settimane dopo arriverà la risposta di Ingroia. Quelle assunzioni, spiega il liquidatore della società, sono state effettuate “in esecuzione alle prescrizioni di cui alla delibera di giunta del 15 gennaio tenuto conto in particolare delle indicazioni espresse dall'Avvocatura dello Stato. Sono state contrattualizzate – prosegue Ingroia – 75 risorse già operanti in Sisev, così garantendo senza soluzione di continuità la gestione e l'erogazione dei servizi informatici per l'amministrazione regionale”. Ingroia poi fa riferimento alla commissione costituita per la selezione, composta dal docente di ingegneria Filippo Sorbello, dal generale della Guardia di finanza Umberto Rocco e dal generale dei carabinieri Domenico Balsamo. Ma anche su questa commissione i dirigenti solleveranno dubbi. E riscriveranno a Ingroia. È il 12 maggio del 2014. “Si chiede nuovamente – scrivono Pisciotta e Signorino - un chiarimento sulle procedure adottate per l'assunzione. Codesta società – proseguono – nell'inviare i contratti del personale, solo dopo la stipula e su sollecitazione di questa Ragioneria generale, nonha esplicitato chiaramente le procedure”. Quindi, sulla commissione: “La società – scrivono – può avvalersi di un solo consulente”, così i dirigenti chiedono se, come prevede la normativa, l'opera della commissione sia stata gratuita. Ingroia risponde una settimana dopo, ribandendo che quelle assunzioni sono il frutto di una delibera di giunta e di una precisa deroga presente nella Finanziaria del 2010 (“Una norma – ha commentato ieri il Procuratore Gianluca Albo – che rigurdava gli abitanti del paese alluvionato di Scaletta Zanclea”). E l'ex pm risponde anche che l'opera della Commissione non è stata gratuita: 16 mila euro il costo per quei tre commissari. Ma in quel caso, per Ingroia, si trattava non di “generici contratti di consulenza, ma contratti di collaborazione coordinata e continuativa”.

Una spiegazione che non convince i dirigenti. Che decidono infine di scrivere direttamente a Crocetta. E i burocrati spiegano al governatore che per quelle assunzioni non sono state messe in atto “procedure di evidenza pubblica obbligatorie”. Non solo, hanno ricordato come la creazione di una Commissione “a pagamento” violasse la norma che limita a uno il numero dei consulenti a disposizione della società. “La società in atto – scrivono – ha già un consulente, l'avvocato Costanza”. Si tratta, per la cronaca, dell'ex tesoriere di Rivoluzione civile, il movimento politico fondato da Ingroia. Non basta, secondo i burocrati, sostituire il nome “consulenza” con quello di “contratto co.co.co”. Anzi, per i dirigenti si tratta “di un tentativo di eludere la norma, rendendo impossibile anche in questo caso lo svolgimento del controllo analogo”. Il controllo che l'assessorato deve operare per legge su tutte le partecipate.

Gravi violazioni, per i dirigenti, che arrivano a chiedere a Crocetta “l'interruzione dei rapporti di lavoro illegittimamente instaurati con la società” e addirittura “la revoca dell'attuale amministratore unico di Sicilia e-Servizi”. Chiedono, insomma, di “cacciare” Ingroia da Sicilia e-Servizi. Richiesta evidentemente caduta nel vuoto. In compenso, pochi giorni dopo Rossana Signorino non sarà più alla guida dell'Ufficio partecipazioni. E pochi mesi dopo Mariano Pisciotta non sarà più il ragioniere generale. -

OLIVERI : CHI AMMINISTRA PUBBLICO DENARO PUO' REALIZZARE SEMPRE E COMUNQUE CIO' CHE VUOLE ?..

Con Determinazione N.07 del 18.05.2015 il Sindaco attribuisce a se stesso le “funzioni di responsabile dell’Area Tecnico manutentiva” con la motivazione di contenere le spese gestionali dell’Ente.
Con la stessa sopra citata Determina evidenzia che revoca la precedente Determina N.3 del 16/4/2015 senza specificare nessuna motivazione di tale revoca.
Vuolsi così colà dove si puote
Ciò che si Vuole,
e più non dimandare

OLIVERI : RIPICCA ? ... PUNIZIONE ?... ATTO DI ZELO ?... AMORE ? ... IL GIUDIZIO COMPETE AL POPOLO SOVRANO.


Bruno Pancaldo ha condiviso il suo post nel gruppo:Movimento Civico Oliverese.
12 h · 
Potrebbe sembrare che sia stata una ripicca o una punizione, invece non è stato altro che un atto di zelo e di amore verso i propri cittadini.

FUTURI PAPÀ, NIENTE ALCOL PRIMA DEL CONCEPIMENTO.


Pubblicato da  NEBRODI  E  DINTORNI

Un esperimento condotto dall’Ibcn-Cnr in collaborazione con il Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio, rivela per la prima volta che l’alcol influenza il Dna paterno incidendo negativamente sullo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino. Inoltre, gli abusi paterni indurrebbero nel figlio adulto il rischio di assumere comportamenti analoghi. I risultati sono pubblicati su Addiction Biology.


Roma, 20 maggio 2015 
Alimentazione sana, attività fisica e soprattutto niente fumo ed alcol. Sono le regole basilari che le aspiranti mamme dovrebbero seguire prima di programmare una gravidanza. Per l’alcol oggi c’è una novità che riguarda gli uomini: anche le abitudini alcoliche dei padri prima del concepimento possono infatti incidere sull’esito del
la gravidanza e sulla salute del feto e del bambino. La notizia arriva dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) che, in collaborazione con il Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio, diretto da Mauro Ceccanti, ha pubblicato uno studio sulla rivista Addiction Biology.

“Secondo i dati del nostro esperimento l’esposizione paterna prenatale ad alcol è in grado di influenzare lo sviluppo dei piccoli e in particolare il corretto funzionamento delle cellule del sistema nervoso centrale”, spiega Marco Fiore, ricercatore dell’Ibcn-Cnr e coordinatore dello studio insieme al collega d’Istituto Roberto Coccurello. “In particolare, l’alcol inciderebbe sul fattore Ngf, scoperto da Rita Levi Montalcini più di cinquant’anni anni fa e che le è valso il premio Nobel per la medicina nel 1986, elemento chiave per la sopravvivenza e la funzionalità di diverse popolazioni cellulari neuronali e non neuronali, e sul Bdnf, coinvolto prevalentemente nella fisiopatologia cerebrale. Questi due fattori assieme costituiscono degli indicatori chiave del danno indotto dall’intossicazione da alcol”.

Ma come avviene questo passaggio dal padre alcolista al figlio? “Sicuramente l’alcol influenza il Dna paterno: direttamente tramite mutazioni, oppure indirettamente tramite meccanismi epigenetici. Sono aspetti ancora in fase di studio”, precisa Fiore.
Il lavoro è stato condotto somministrando al topino maschio bianco di laboratorio l’equivalente di alcol corrispondente nell’uomo adulto a un consumo cronico pluriennale. I topini sono stati fatti poi accoppiare con delle femmine che non avevano assunto alcol. “I risultati hanno inoltre dimostrato che l’esposizione paterna è in grado di indurre nei figli una maggiore sensibilità agli effetti gratificanti dell’alcol, che potrebbe determinare nella vita adulta un maggior rischio di abuso di questa sostanza”, conclude Coccurello dell’Ibcn-Cnr. “Anche per questo aspetto è possibile osservare una trasmissione transgenerazionale del consumo di alcol attraverso meccanismi epigenetici che indagheremo nelle prossime ricerche. In ogni caso il consiglio per gli uomini è di limitare al massimo il consumo di alcol in previsione di una gravidanza”. -