venerdì 23 giugno 2017

Terrorismo, Tusk:

"Accordo tra i Paesi della Ue

sulla lotta ai foreign fighter".

Il presidente del Consiglio europeo: "Eʼ un passo storico la decisione di istituire le cooperazioni per la difesa. Tutti gli Stati membri sono invitati a partecipare".

          
Terrorismo, Tusk: "Accordo tra i Paesi della Ue sulla lotta ai foreign fighter"
I leader degli Stati membri dell'Ue hanno raggiunto a Bruxelles un accordo antiterrorismo per potenziare gli sforzi contro i "foreign fighter". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che ha definito "un passo storico" la decisione di "istituire le cooperazioni per la difesa". "Tutti gli Stati membri sono invitati a partecipare ed entro tre mesi dovranno presentare le liste degli impegni per i progetti militari", ha aggiunto.
Al termine della prima sessione di lavoro del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo apertosi oggi a Bruxelles, Donald Tusk, in una conferenza congiunta con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, rivela: "I leader hanno discusso di terrorismo, che è ancora una minaccia importante, e si sono accordati per mettere in piedi una cooperazione europea permanente nel settore della difesa".

Maggiore controllo online - Tusk ha spiegato inoltre che è stato raggiunto un accordo per una maggiore cooperazione contro la diffusione di materiale radicale online e che i leader Ue "chiedono alle società responsabili dei social media di fare tutto il possibile per evitare la diffusione di materiale terroristico su internet. Questo significa sviluppare nuovi strumenti per rilevare e rimuovere questo tipo di materiali automaticamente".

Tusk: "Determinati a proteggere i nostri cittadini" - "Vogliamo concludere quest'anno i lavori sul nuovo sistema di condivisione delle informazioni alle frontiere - ha aggiunto Tusk - Di fronte alla minaccia del terrorismo siamo determinati a proteggere i nostri cittadini". -
Tgcom24

Brexit, May:

nessun cittadino Ue dovrà

lasciare la Gran Bretagna.

Con la conclusione della Brexit si aprirà anche la battaglia per la ricollocazioni delle Agenzie Ue ad oggi a Londra: lʼItalia vince la sua prima battaglia sulla procedura per le assegnazioni.

           

Brexit, May: nessun cittadino Ue dovrà lasciare la Gran Bretagna
La premier britannica Theresa May ha assicurato ai leader Ue che nessun cittadino europeo dovrà lasciare il Regno Unito quando la Brexit sarà conclusa, e che a tutti verrà data la possibilità di regolarizzare il proprio status. Secondo quanto si apprende, la May avrebbe proposto di dare la residenza piena, con tutti i diritti connessi, ai cittadini europei residenti nel suo Paese da almeno 5 anni.
La premier britannica al vertice dei leader europei ha cercato di celare le ansie per la situazione politica interna col sorriso, ed ha anticipato i principali ingredienti della proposta "made in Uk" per garantire i diritti degli oltre tre milioni di cittadini Ue oltremanica.

La proposta della Gb per i cittadini Ue - La May ha spiegato ai leader europei che intende dare la più ampia certezza possibile ai tre milioni di cittadini Ue che al momento vivono in Gran Bretagna, precisando che il governo non vuole cacciare nessuno e non vuole separare le famiglie. La proposta della May prevede che i cittadini Ue presenti in Gran Bretagna, una volta ottenuta la residenza, possano avere sanità, istruzione, benefit e pensioni come se fossero inglesi. Anche a chi è arrivato nel Paese prima della "data limite" (non ancora specificata), ma non ha ancora i 5 anni da residente, verrà data la possibilità di restare fino al loro compimento per poi chiedere poi il permesso di soggiorno.

Parola d'ordine: reciprocità - La premier ha anche chiarito che gli europei saranno soggetti alla legge Ue fino a che il Paese non sarà uscito. Ma ha avvertito che la reciprocità è vitale: la sua proposta sarà valida solo se gli stessi diritti saranno riconosciuti agli inglesi residenti nell'Ue.

La ricollocazione delle Agenzie Ue in Gb - Con la definitiva uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea si apre anche la partita del ricollocamento delle Agenzie Ue ad oggi presenti a Londra. L'Italia vorrebbe portare a a Milano l'agenzia Ue per il farmaco (Ema) e quella dell'autorità di controllo per le banche (Eba). E una prima vittoria sembra essere arrivata: il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha infatti fatto sapere, attraverso un tweet, al termine della prima giornata del vertice Ue, che è stato raggiunto un accordo sulla proceduta per la scelta delle future sedi.

La procedura e la prima battaglia vinta dell'Italia - La procedura, proprio per l'Ema e l'Eba, prevede la presentazione di tutte le candidature entro il 31 luglio. Entro il 30 settembre la Commissione farà la sua valutazione del livello di soddisfazione dei requisiti concordati. Seguirà una discussione politica basata sulla valutazione della Commissione Ue (come chiesto dall'Italia, che aveva infatti proposto di far valere criteri di merito e non solamente quelli di equilibrio geopolitico, a cui si appellavano invece i Paesi dell'Est), prima della votazione finale, a novembre. -

Tgcom24

Vaccini,

bimbo leucemico muore a

Monza per complicanze da

morbillo | Lorenzin:

"Rispettare la scienza".

Lʼassessore lombardo al Welfare: "Lʼimmunità di gregge, cioè la copertura vaccinale a tutela di chi non può vaccinarsi, avrebbe potuto salvarlo".

    

Vaccini, bimbo leucemico muore a Monza per complicanze da morbillo | Lorenzin: "Rispettare la scienza"
Un bambino di 6 anni, che da marzo si trovava presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale San Gerardo di Monza, è morto "per complicanze polmonari e cerebrali da morbillo". Lo ha confermato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Il bimbo era affetto da leucemia e per questo era in ospedale. Secondo l'assessore Gallera, "solo la cosiddetta 'immunità di gregge' avrebbe salvato il piccolo".
Bambino contagiato dai fratelli non vaccinati - Il bimbo sarebbe stato contagiato dai suoi fratelli maggiori che non erano stati vaccinati. A confermarlo sono fonti ospedaliere, secondo cui la famiglia avrebbe preferito non far vaccinare i due figli più grandi, nonostante il più piccolo, proprio a causa della leucemia, avesse un sistema immunitario compromesso, e quindi non potesse né essere vaccinato né difendersi contro eventuali infezioni.

"Esempio di come l'immunità di gregge sia fondamentale" - "La storia di questo piccolo affetto da leucemia - ha spiegato l'assessore - è l'esempio di come l'immunità di gregge (cioè la protezione indiretta agli individui che non si possono vaccinare attraverso la vaccinazione del 95% dei bambini, ndr) sia fondamentale per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive".

"Il piccolo - ha proseguito l'assessore - era affetto da una leucemia linfoblastica acuta, malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre 85% dei casi con forme simili. Il 15 marzo, per il sospetto di infezione da morbillo (diagnosi confermata il 16 marzo), è stato trasferito in terapia intensiva per il peggioramento progressivo del quadro polmonare con necessità di assistenza respiratoria. E' stato intubato e successivamente è iniziata l'assistenza mediante ECMO per insufficienza cardiaca o respiratoria, proseguita fino alla data di oggi".

Lorenzin: "Rispettare la scienza" - "È dolorosissimo commentare la morte del bimbo di 6 anni a Monza che si sarebbe probabilmente salvato dalla leucemia ma che il morbillo ha ucciso perché' essendo malato non poteva essere vaccinato". Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. "Non serve aggiungere parole, bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli. Sono vicina ai genitori e al loro immenso dolore".

Iss: "Un morto ogni 3mila casi di morbillo" - "La scienza è inesorabile nella sua capacità predittiva". Lo scrive Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, in un tweet a commento della notizia della morte del bambino. "Ogni otto casi di morbillo un'otite - ricorda Ricciardi -, ogni 15 una polmonite, ogni 1.500 una encefalite e ogni 3mila un morto". -

Tgcom24

Brexit, Tusk:

intesa su criteri per

trasloco agenzie Ue da Londra

     

Brexit, Tusk: intesa su criteri per trasloco agenzie Ue da Londra
Trovato un accordo per stabilire le procedure e i criteri per il trasloco da Londra, dopo la conclusione della Brexit, dell'Ema (l'Agenzia Ue del farmaco) e dell'Eba (l'Agenzia per il controllo delle banche). Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. Prima battaglia vinta dall'Italia che aveva chiesto una valutazione su criteri di merito (che potrebbero avvantaggiare Milano) e non esclusivamente su equilibri geopolitici. -

AEROPORTO DEL MELA.


Panchavaktra "aspetta" la Regione.



foto di Giovanni Isolino

Sulla discussa realizzazione dell'altrettanto discusso Aeroporto del Mela sono intervenuti i membri del Comitato Territoriale di Messina che fin dall'inizio della faccenda, cioè con l'arrivo in Sicilia dell'imprenditore indiano Panchavaktra, si sono fatti promotori dell'incontro tra l'imprenditore e le istituzioni, per fare il punto della situazione sullo stato dell'arte nell'iter di realizzazione dell'infrastrutture e per rispondere ad alcuni sospetti che, giustamente, sono sorti.


Giovedì, 22. Giugno 2017 - 15:47
Scritto da: Marco Celi
Pubblicato da www.tempostretto.it

Una piastra logistica multimodale per uno scambio bilaterale di merci con l'Asia, un importante punto strategico per il commercio ed un porto marittimo: questa l'idea dell'imprenditore indiano Mahesh Panchavaktra, quindi non solo la realizzazione di un aeroporto commerciale, che ha manifestato interesse per la realizzazione dell'infrastruttura sin dal gennaio di questo anno.
Ed è proprio a gennaio 2017 che iniziano a svolgersi i primi incontri tra il nostro imprenditore, l'assessore regionale alle Attività Produttive, durante una seduta della III Commissione regionale Attività Produttive, ed i membri dei Comitati Territoriali, che nella fattispecie del territorio di Messina sono l'ingegnere Carmelo Di Bartola, l'avvocato Michele Minissale, Domenico Interdonato ed i professori Sindoni e Vermiglio, presenti alla conferenza stampa di questa mattina a Palazzo dei Leoni per fare il punto della situazione, i quali sono stai pienamente legittimati, sia da Panchavaktra che dalla Regione come interlocutori e portavoce delle istanze del territorio, nonché interessati nell'intercettare imprenditori disponibili, nella zona del messinese e dei comuni della zona tirrenica interessati dall'opera, ad avviare delle collaborazioni commerciali ed edilizie per la realizzazione dell'infrastruttura.
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Successivamente a questi accordi di gennaio, durante i quali il signor Panchavaktra è stato invitato a produrre la documentazione societaria della sua azienda e a presentare un piano di massima della struttura, ha deciso di fare rientro in patria. Ma, a differenza di come molti hanno pensato, in tutti questi mesi, non si è minimamente disinteressato dell'opera ed anzi ha continuato ad intrattenere un rapporto epistolare con la Regione e con i Comitati Territoriali, presentando la documentazione societaria richiesta ed addirittura sposando l'idea dei Comitati Territoriali di spostare definitivamente l'area di costruzione dell'aeroporto dalla zona del torrente del Mela alla zona industriale di Milazzo, nei pressi di Giammoro, più adatta agli scopi.
L'ingegnere Di Bartola ha tenuto a precisare, a dispetto delle critiche mosse al progetto, che "gli studi di fattibilità hanno espresso un parere positivo sulla realizzazione dell'opera sia per quando riguarda la situazione dei venti e l'orientamento della pista, sia per quanto riguarda lo spazio di manovra degli aeromobili che non andrà assolutamente ad interferire on le strutture della vicina raffineria di Milazzo".
Panchavaktra, una volta prodotta la documentazione societaria e approvato il macroprogetto, sarebbe dovuto tornare in Sicilia, per come era stato concordato, giorno 20 maggio, per siglare con la Regione un protocollo d'intesa che avrebbe consentito alla Regione e agli organi di controllo di poter verificare la solidità del progetto esecutivo dell'opera e di verificare la veridicità dei dati contenuti nel piano economico finanziario al fine di attestare la solidità del gruppo indiano.
Ma per una serie di motivi, tra i quali anche il pensionamento dell'ambasciatore indiano in Italia,  che avrebbe dovuto presenziare alla stipula del protocollo d'intesa, l'incontro fissato per la data del 20 maggio è saltato a data da destinarsi.  Panchavaktra aveva dato disponibilità per fissare un incontro alla fine di giugno, ma la Regione, che fino a questo momento ha collaborato senza alcun problema, non ha ancora dato risposta all'imprenditore indiano, che comunque non vuol tornare indietro sui suoi passi.
La sigla di un protocollo d'intesa in tempi brevi, anche prima delle prossime elezioni regionali, che gettano parecchie perplessità sul futuro del progetto, sicuramente sbloccherebbe l'iter e consentirebbe a Panchavaktra di poter ottenere i vincoli e le autorizzazioni, acquistare i terreni, fondare una società con sede legale in Italia e dare inizio ai lavori.
Perdere un'occasione del genere, che a detta dei membri del comitato territoriale "potrebbe anche essere solo la punta dell' iceberg" di capitali d'investimento stranieri nella nostra Regione, sarebbe un vero peccato. La Sicilia per ragioni strategiche e di commercio si trova perfettamente al centro tra i flussi commerciali provenienti dall'Asia e diretti in Europa ed America. Infrastrutturare l'area è una grande occasione di sviluppo per tutta la Sicilia e per il suo futuro, per il lavoro e per i giovani.
Tutti documenti sono pronti, ma fino a quando la palla resta in mano alla regione che ancora non ha deciso una nuova  data per la firma del protocollo d'intesa, tutto resta fermo.
Alla conclusione della conferenza i membri del comitato territoriale hanno lanciato un accorato appello alla politica messinese, invitandola ad interessarsi alla vicenda, a fare, se fosse necessario, la voce grossa con chi di dovere affinché il progetto vada a buon fine e che questi importanti capitali privati non vadano persi dal territorio di Messina per finire poi intercettati da altri territori siciliani, davvero molto interessati ad un così cospicuo investimento. -
Marco Celi

SANITA' NEBRODI.



Ieri Oriti parlava di bocciatura, oggi Sottile e

Oieni si dicono soddisfatti e fiduciosi.




Sant’Agata Militello – Se ieri il dottor Oriti si era pronunciato in maniera negativa, dichiarando che la deroga per il piano sanitario del comprensorio drimaneva un miraggio, oggi Sottile e il vice Sindaco di Mistretta Oiena sono di parere assolutamente contrario.


“Le richieste avanzate dal territorio nebroideo per la Sanità, sono meritevoli di essere accolte” Lo ha dichiarato stamattina a Palermo, all’Assemblea regionale Siciliana, l’onorevole Giuseppe Di Giacomo, presidente della Sesta Commissione Servizi Sociali e Sanità, al termine dell’audizione del sindaco di Sant’Agata Militello, Carmelo Sottile convocato, insieme ad altri soggetti interessati, per riferire delle problematiche degli ospedali di Sant’Agata Militello e Mistretta.
All’incontro, i cui lavori sono stati coordinati dal presidente della Commissione, Di Giacomo, oltre ai promotori, i deputati Bernadette Grasso e Giuseppe Picciolo, erano presenti, tra gli altri, i componenti della Commissione regionale: gli onorevoli Santi Formica, Francesco Cappello, Filippo Panarello; il Direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, N. 5 di Messina, Gaetano Sirna  ed una delegazione territoriale dei Nebrodi. Oltre al sindaco santagatese Sottile, sono intervenuti: il vicesindaco di Mistretta, Vincenzo Oieni ed i medici: Salvatore Oriti, Tito Babagiovanni, Umberto Musarra e rappresentanti del comune di Longi.
Dopo ampia  discussione e le audizioni di tutti i partecipanti,  il presidente Di Giacomo nelle  conclusioni  finali della seduta,  ha  dichiarato che “le richieste avanzate dal territorio nebroideo per la Sanità sono meritevoli di essere accolte e si è dimostrato  molto fiducioso  sulla possibilità di realizzare quanto richiesto, in particolare sulla possibilità del reperimento delle risorse economiche necessarie agli investimenti sia strutturali sia alla copertura economica supplementare al di fuori della massa finanziaria in dotazione all’ASP Messina 5,  per i 2 posti di Unità di Terapia intensiva  Cardiologica e di Rianimazione. Nessun problema infine, è stato ribadito per l’ennesima volta, per la Pediatria e per i locali dei PTA (Presidi Territoriali di Assistenza), da adibire parzialmente a servizio delle prestazioni ospedaliere.
“Siamo fiduciosi e soddisfatti per l’esito dell’incontro – afferma il sindaco di Sant’Agata, Carmelo Sottile – abbiamo sollecitato anche la ristrutturazione con messa in sicurezza  del Reparto di Ostetricia e sono già state bandite le gare per l’acquisto dell’apparecchiatura per la Risonanza Magnetica e per i lavori di riqualificazione dei locali utilizzati per il Reparto di Radiologia”. “Una riunione, quella di stamattina – ha concluso Sottile – di grande importanza e fondamentale per ribadire le esigenze del territorio, poichè, a breve, la Commissione Servizi Sociali e Sanitari dovrà dare il parere definitivo e fare le relative osservazioni sulla nuova rete ospedaliera”.
Con riferimento all’ospedale di Mistretta, il vice sindaco Oieni ha ringraziato il Governo Regionale per l’inserimento tra gli Ospedali in zona disagiata ed ha chiesto che venga attivato quanto previsto per questo tipo di struttura.  Ha poi evidenziato l’importanza nei trattamenti di Riabilitazione gestita dagli Istituti Clinici Maugeri che assistono pazienti malati di SLA provenienti anche da fuori Regione. Ha poi riferito di un incontro con l’Assessore Gucciardi che avrebbe sollecitato il direttore Dell’Asp Sirna, ad avviare i lavori, utilizzando fondi di bilancio dell’ASP per attivare i 20 posti SUAP (Unità di risveglio e per speciali unità di accoglienza permanente).  Oieni, infine, ha supportato la richiesta del territorio per attivare, in aggiunta a quanto già previsto, eventuali nuovi posti di riabilitazione cardiologica. -

INAUGURATA A TINDARI UNA NUOVA CAMPAGNA DI SCAVO.

                                  

di - 22 giugno 2017           

Patti – È stata inaugurata la nuova campagna di scavo condotta dall’Università degli Studi di Torino all’interno dell’area archeologica di Tindari, in zona “Cercadenari”.


Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, anche questo secondo ciclo di scavi sarà diretto sul campo dalla prof. Rosina Leone, già protagonista durante gli anni 90, insieme a Monica Viara e sotto la direzione di Umberto Spigo e Giovanna Bacci, di alcune indagini effettuate proprio in contrada “Cercadenari” per conto della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina.
Questa seconda campagna di scavo didattico coinvolgerà diciotto studenti, sei dei quali sono già all’opera da ieri, mentre altri dodici arriveranno a Tindari tra un paio di settimane per concludere l’esperienza il 21 luglio. Le attività di scavo sono regolate da una convenzione, della durata di tre anni, siglata nel 2016 tra il Dipartimento di Studi storici dell’ateneo torinese, la Soprintendenza ai Beni culturali di Messina e il competente assessorato regionale.
Preziosissima, soprattutto sul fronte operativo, si è dimostrata la collaborazione della dott. Gabriella Tigano (dirigente della sezione archeologica della Soprintendenza di Messina) e dalla dott. Maria Ravesi (funzionario responsabile dell’area archeologica di Tindari). Fondamentale, inoltre, il supporto dell’associazione culturale intitolata a Tindaro Sidoti e il sostegno, anche economico, del Dipartimento di Studi storici e  dell’istituto Zonta II di Torino. «Tuttavia – osserva la prof. Leone – le risorse a nostra disposizione sono sempre più ridotte, per cui qualsiasi aiuto, anche sottoforma di sponsorizzazione da parte degli imprenditori locali, sarebbe per noi di fondamentale importanza». La mission, del resto, è di quelle davvero ambiziose: «L’obiettivo di questa seconda campagna di scavo – spiega la prof. Leone – è di proseguire quanto di buono abbiamo fatto lo scorso anno, contribuendo all’accrescimento della conoscenza di un sito che presenta delle potenzialità straordinarie, ma solo in parte esplorate».
All’entusiasmo fanno però da contraltare le oggettive difficoltà a lavorare all’interno di un’area in cui non era stato effettuato alcun intervento di diserbo: circostanza che ha reso particolarmente ardue le prime operazioni di scavo. Fortunatamente la pulizia del sito è stata poi garantita grazie all’impegno economico assunto dall’associazione Tindaro Sidoti. -