venerdì 25 aprile 2014

I DEBITI DELLA REGIONE SICILIANA.

Trent'anni di tasse per 

pagare i debiti.  A chi andrà 

il miliardo del mutuo.

Giovedì 24 Aprile 2014 - 20:36
Pubblicato da www.livesicilia.it


Dopo l'approvazione a Sala d'Ercole, la Regione accenderà il mega-mutuo con la Cassa depositi e prestiti. "Servirà a dare ossigeno alle imprese siciliane" ha commentato il presidente Crocetta. Ma la fetta più grossa andrà alle aziende con una sede legale fuori dall'Isola. E intanto, le aliquote di Irpef e Irap rimangono altissime.

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PALERMO - Il mega-mutuo da un miliardo, in realtà, è di poco inferiore al miliardo: 953 milioni di euro. Spiccioli a parte. Un mutuo trentennale, quello che verrà acceso dalla Regione con la Cassa depositi e prestiti, dopo il voto favorevole, ieri, dell'Assemblea regionale. Nel dettaglio, 347 milioni andranno a Comuni e Province, mentre i restanti 606 milioni serviranno per pagare i debiti contratti dalle Asp.

Il mutuo costerà, solo per gli interessi (ridotti da circa il 4% al 2,7% grazie a un emendamento del centrodestra approvato in commissione bilancio) quasi 26 milioni di euro per il 2015 e oltre 25 milioni di euro per il 2016. E così via fino al 2044. Senza contare gli oneri in “conto capitale”, oltre 21 milioni di euro l'anno. E fanno oltre 46 milioni. Il mutuo da quasi un miliardo costerà ai siciliani oltre 1,3 miliardi di euro.

I siciliani “pagheranno” il mutuo grazie al mantenimento delle aliquote Irpef e Irap ai livelli – massimi – ai quali si trovano al momento. Aliquote che erano state innalzate nel 2007 nell'ottica del piano di rientro della Sanità siciliana che ha consentito prima con Massimo Russo, ora con Lucia Borsellino, di ripianare già due terzi del “buco”. Proprio per “riempire” quel buco, appunto, la Regione decise di aumentare l'Irpef di mezzo punto (dall'1,23 all'1,73%) e l'Irap dal 4,85% al 5,25%. Tasse che ammontano complessivamente, solo per il 2013, a circa 330 milioni. Quei livelli sarebbero mantenuti per i prossimi trent'anni, proprio per sostenere le spese del mutuo. Anche se la norma perevede, dal 2017 la possibile riduzione delle aliquote attraverso i risparmi e gli eventuali "avanzi" che derivano dal piano di rientro della Sanità.

“Quota parte del gettito derivante dalle maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e dell'addizionale regionale dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) – si legge infatti nell'articolo 1 del ddl approvato ieri - è destinato prioritariamente alla copertura degli oneri finanziari di cui alle anticipazioni di liquidità”.

Ma a chi andranno quei soldi? Quali sono le aziende creditrici nei confronti della Regione? “Abbiamo salvato tante imprese siciliane” ha commentato il presidente Crocetta dopo l'approvazione del ddl. Come detto, però, due terzi del mutuo sono destinati ai debiti contratti dalle Asp. Si tratta, quindi, per le “fette più grandi”, di debiti nei confronti delle grandi società del farmaco, di alcune multinazionali. Tra queste, ovviamente, la Roche che nelle sue due diramazioni (spa e “diagnostic”), che dovrà ricevere dalla Regione oltre 11 milioni di euro. Quasi quanto la Novartis Farma, azienda che ha sede legale a Novara, e a cui andranno circa 10 milioni. La romana Pfizer, invece, vanta un credito superiore agli 8,2 milioni di euro.

Crediti comunque superiori ai 5 milioni quelli vantati dalla Baxter (sede legale a Roma, credito di 5,8 milioni circa), la Dussman (Bergamo, 5,6 milioni), Abbott (7 milioni complessivamente tra le varie denominazioni riconducibili alla casa madre), GE Medical System Italia (multinazionale che vanta crediti per quasi 6 milioni di euro oltre al milione e mezzo della Ge Healthcare), Glaxo (società veronese: 5,2 milioni di credito), Msd (Roma) che vanta un credito di circa 5 milioni di euro così come la milanese Farmafactoring.

Un po' sotto la soglia dei 5 milioni di piazza unvece una “big” come la Philips (4,3 milioni di euro), un po' meno della romana Cofely (4,8 milioni). E la Regione ha debiti milionari con decine di altre società extrasiciliane tra cui la Abbvie (di Aprilia, 3,8 milioni), Air liquide sanità (milanese, 3,8 milioni), Amgen (milanese: 3,5 milioni), Artsana (di Grandate, nel milanese: 4,4 milioni), Elettronica bio-medicale (di Foligno: 3 milioni), Genzyme (di Modena: 3, 5 milioni), la Servizi Italia, azienda specializzata nelle attività di sterilizzazione: la Regione deve alla società che ha sede legale a Soragna, in provincia di Parma, oltre 4,3. Non mancano, poi, tra i debiti più pesanti, quelli per le utenze. La Regione restituirà all'Enel oltre 4,5 milioni e alla Telecom 3,7 milioni di euro.

E le aziende siciliane tanto care al governatore? Come detto, rappresentano la minoranza. Ma il mutuo porterà un po' di ossigeno anche nell'Isola. Intanto, a una serie di cliniche. A Palermo, ad esempio, il mutuo consentirà di ripianare i debiti con la “Candela” (1,4 milioni), la clinica Andros (410 mila euro), la “D'Anna” (420 mila), la “Demma” (360 mila), la “Latteri” (490 mila), la “Maria Eleonora” (due milioni), la “Maddalena” (960 mila), la “Macchiarella” (560 mila), la “Noto-Pasqualino” (980 mila), la “Orestano” (970 mila), la “Serena” (1,8 milioni) e la "Torina” (900 mila). Debiti da saldare ovviamente nel resto della Sicilia dove a vantare un credito nei cofronti della Regione sono, tra le altre, la messinese “Cristo re” (1,5 milioni), la “Santa Barbara” di Gela (2,1 milioni). La Regione, poi, deve soldi anche all'Amap (un milione), alla Multiservizi (1,4 milioni), alla Seus (700 mila euro). Mentre altre aziende completamente private vantano crediti superiori al milione: la Giomi di Messina (2,3 milioni), la Pfe di Caltanissetta (3,8 milioni), il consorzio catanese “Sisifo” (due milioni e mezzo) e la palermitana “Servizi medicali” (1,4 milioni). Ai debiti della sanità, poi, andranno aggiunti quelli che fanno capo a Comuni, Province e Regione. La fetta più piccola, ma comunque “pesante”: circa 360 milioni. Dieci dei quali serviranno per pagare creditori del Comune e della provincia di Siracusa, due milioni i debiti del Comune di Palermo. Poco meno quelli di Gela (1,8 milioni).

Infine, il ddl prevede anche l'anticipazione finanziaria per Riscossione sicilia, una società che, stando alle parole in Aula dell'assessore all'Economia Roberto Agnello, “ha un tremendo bisogno di liquidità”. Il ddl destinerà 40 milioni, frutto degli introiti Iva che deriveranno proprio dai pagamenti alle imprese. Nonostante molte di queste non abbiano una sede legale in Sicilia. Somme che ancora non esistono, quindi. Ma che il governo è certo di incassare.  -

giovedì 24 aprile 2014

Al via i cantieri di servizio.  

Partono 57 progetti.

Giovedì 24 Aprile 2014 - 15:13
Pubblicato da www.livesiclia.it

Saranno avviate al lavoro le prime 700 unità di operatori, che percepiranno una media di 700 euro mensili.

PALERMO - Partono i primi cantieri di servizio. L’assessore regionale al Lavoro Giuseppe Bruno comunica che il Dipartimento regionale Lavoro ha già ultimato la relativa istruttoria e sono pronti per l’avvio i primi 57 progetti esecutivi di cantieri di servizio elaborati da 27 comuni dell’Isola.

Tali interventi, che sono già finanziabili, partiranno nei prossimi giorni e consentiranno di avviare al lavoro le prime 700 unità di operatori, che percepiranno una media di 700 euro mensili, per attività di collaborazione con gli operatori specializzati delle Amministrazioni Comunali per la sistemazione del verde pubblico, la vigilanza nelle scuole, la pulizia di strutture pubbliche.

Si tratta di una prima tranche di un piano che interesserà tutti i Comuni della Sicilia impegnando circa 20.000 unità con un investimento finanziario di 50 milioni di euro. Nei prossimi giorni, sottolinea l’assessore, verranno sollecitati tutti gli altri Comuni della Sicilia per rendere esecutivi tutti i progetti cantierabili, in modo che possano essere attivate ed impiegate tutte le risorse economiche disponibili per offrire servizi necessari alle comunità ed ai territori, ma anche per cercare di provare ad alleviare, anche se temporaneamente, la condizione di disagio sociale di quei nuclei familiari che potranno fruirne e che a causa dell’attuale crisi economica vivono in condizioni di povertà e di emarginazione. La filosofia e lo scopo, evidenzia l'assessore, è di coinvolgere i destinatari del beneficio, non solo dal punto di vista del sostegno economico, ma di inserirli o reintrodurli in programmi di lavoro che restituiscano loro dignità sia come come lavoratori che come persone.

Ecco nel dettaglio i comuni intressati (per ciascuno è indicato il numero di progetti finanziabili). Aliminusa (PA) 1; Bisacquino (PA) 1; Butera (CL) 2; Campobello di Mazara (TP) 4; Capo d'Orlando (ME) 3; Carlentini (SR) 4; Castellana Sicula (PA) 1; Comitini (AG) 1; Corleone (PA) 4; Erice (TP) 8; Giarratana (RG) 1; Gratteri (PA) 1; Letojanni (ME) 1; Malfa (ME) 1; Mandanici (ME) 1; Naro (AG) 2; Pace del Mela (ME) 2; Pollina (PA) 1; Prizzi (PA) 1; Roccapalumba (PA) 1; Salemi (TP) 4; Saponara (ME) 1; Sclafani Bagni (PA) 1; Tortorici (ME) 3; Villafranca Tirrena (ME) 3; Villafrati (PA) 1; Vizzini (CT) 3.  -

UCRIA, A BREVE IL GEMELLAGGIO CON GOZZANO.

Pubblicato da  NEBRODI  E  DINTORNI.

 
Ucria (ME), 24 aprile 2014 –
Si stringono i tempi per la cerimonia ufficiale che suggellerà il gemellaggio tra i Comuni di Gozzano (Novara) e di Ucria.
Su convocazione del Presidente del Consiglio Comunale, Enzo Crisà, giorno 30 aprile p.v. si riunirà il Consiglio Comunale con all’ odg anche “Approvazione del Patto di Gemellaggio tra i Comuni di Gozzano e di Ucria".
A Gozzano vivono circa 250 persone originarie di Ucria , che si erano trasferite nel Cusio a partire dagli anni Sessanta alla ricerca di lavoro.  -

Pubblicato: 24/04/2014  -  lasiciliaweb›› Politica.

Ars, la manovra bis resta 

al palo.

Il testo depositato qualche giorno fa dovrà essere riscritto alla luce dei tagli imposti a Regioni e Comuni dal dl Irpef. In ballo 30 mila dipendenti di enti e consorzi che non ricevono gli stipendi da quattro mesi.

 

PALERMO - Incassato l'ok al ddl 'salva-imprese', il governo Crocetta ora si gioca un'altra partita importante: la manovra-bis. Il testo depositato all'Ars qualche giorno fa, al quale aveva lavorato l'ex assessore all'Economia Luca Bianchi, dovrà essere riscritto, alla luce dei tagli imposti a Regioni e Comuni dal dl Irpef, col quale il premier Renzi restituisce 80 euro in busta paga ai dipendenti con redditi medio-bassi: per la Sicilia si parla di 90 milioni di euro, oltre a una stretta ulteriore al patto di stabilità, che potrebbe congelare una spesa pari a 90 mln.

In Conferenza delle Regioni, i governatori stanno cercando di attutire l'impatto sui bilanci regionali elaborando alcune proposte di modifica al Dl Irpef. In attesa del testo definitivo del Dl Renzi, la manovra-bis rimane al palo con le commissioni di merito all'Ars bloccate, tant'è che oggi l'Affari istituzionali, con all'ordine del giorno le variazioni, è stata disdettata.

Il neo assessore all'Economia, Roberto Agnello, dovrà rivedere l'impostazione della manovra da 300 mln, fondamentale per potere dare respiro a 30 mila dipendenti di enti e consorzi, che non ricevono gli stipendi da quattro mesi.

Per fare fronte alle richieste del governo centrale, Crocetta conta di recuperare circa 400 milioni tagliando la spesa farmaceutica, riducendo quella per l'acquisto di "beni e servizi" ed eliminando alcuni sprechi. Assieme al ddl 'salva-imprese' e al ddl per lo sviluppo in fase di stesura, per Crocetta la manovra-bis rientra in quello che lui stesso ha definito "il pacchetto salva Sicilia".  -

Foto n.9 - ZONA RICONOSCIBILE.

Le seguenti foto, dal n. 1 al n. 9, testimoniano lo stato di totale abbandono in cui versa una zona centralissima e vitale della nostra Oliveri.
Posso testimoniare, sotto giuramento, che, fino alle ore 12:28 di oggi 24 Aprile 2014, la condizione dei luoghi non è mutata rispetto a quella rappresentata dalle foto pubblicate da Bruno Pancaldo.
Il mio amico Franco Pino ha perso una buona occasione per dichiarare il suo pentimento  per tutte le sue colpe amministrative relative ad azioni, opere ed omissioni.
Io ho già provveduto al mio pentimento.
Per l'amico Franco, non è mai troppo tardi. -
Antonio Amodeo

Foto n.8 - ZONA RICONOSCIBILE.


Foto n.7 - ZONA RICONOSCIBILE.