venerdì 20 luglio 2018

Germania, accoltella 

passeggeri su un bus a 

Lubecca: “14 feriti, di cui 

due gravi”. Uomo fermato, 

dice di essere iraniano.

 

Germania, accoltella passeggeri su un bus a Lubecca: “14 feriti, di cui due gravi”. Uomo fermato, dice di essere iraniano Un uomo armato di un coltello da cucina ha aggredito i passeggeri di un bus di linea a Lubecca, in Germania. Secondo il racconto dei testimoni, riportato dal quotidiano Lübecker Nachrichten, l’uomo a tirato fuori l’arma da uno zaino e ha improvvisamente attaccato le persone al suo fianco. L’autista è riuscito a fermare il bus e aprire le porte per far scappare chi era a bordo. Sempre secondo il sito online del quotidiano locale, ci sono dodici feriti lievi e altre due persone in gravi condizioni. La polizia però esclude la possibilità di vittime. L’uomo è stato fermato: secondo le informazioni di LN, l’autore del gesto afferma di essere originario dell’Iran e di avere circa 3o anni.-

Nomine: dal vertice con 

Conte fumata bianca su 

Cdp, Fabrizio Palermo Ad

 

Riunione con il premier Conte, i ministri Di Maio e Tria, e Giorgetti.

 

Fumata bianca dal vertice a Palazzo Chigi sul vertice del Cdp. Il premier Conte e i ministri Tria e Di Maio, insieme al Sottosegretario Giorgetti, avrebbero raggiunto l'intesa sul nome di Fabrizio Palermo, attuale direttore finanziario di Cdp, come amministratore delegato dell'Istituto.
Il nuovo direttore generale del Tesoro dovrebbe essere Alessandro Rivera. Lo riferiscono fonti di governo al termine del vertice sulle nomine a Palazzo Chigi.
L'accordo raggiunto tra M5S e Lega con il ministro dell'Economia e il presidente del Consiglio sulle nomine in Cdp sarebbe un'intesa ampia che, per quanto riguarda la Cassa, coinvolge l'intera governance dell'istituto. E' quanto filtra da ambienti vicini alle trattative secondo le quali l'attuale riserbo del governo sulla diffusione dell' identità dei candidati prescelti deriverebbe proprio dalle necessarie verifiche avviate su tutto l'organigramma in via di rinnovo, comprese le deleghe da affidare. Verifiche che richiederanno tempo e che potrebbero tardare l'ufficializzazione dei nomi dei candidati. Per questo anche dal ministero si fa notare che formalmente la comunicazione della lista dei candidati dovrebbe avvenire nel luogo deputato a questo, e cioè l'assemblea degli azionisti riconvocata per il 24 luglio.
"Oggi abbiamo discusso solo di Cdp", ha detto il vicepremier Luigi Di Maio rispondendo a chi gli chiedeva se l'intesa di governo riguardasse anche altre partecipate. (ANSA)

Germania, 14 accoltellati 

su un bus. Due sono gravi.



A Lubecca un uomo ha accoltellato i passeggeri di un autobus. I media tedeschi: "C'è almeno un morto".






Un uomo armato di coltello ha aggredito diverse persone su un autubus affollato nella città di Lubecca, nel nord est della Germania.









L'attacco è avvenuto nel quartiere Kuecknitz. L'aggressore è stato arrestato e la polizia ha comunicato che è in corso un grosso intervento di emergenza. Al momento il numero dei feriti è arrivato a quattordici. Due delle vittime sembrano essere ferite in modo molto grave. Stando a quanto scrivono i media tedeschi ci sarebbe anche un morto.-


Il M5S abbandona Boeri: 

"Fa il politico, deve 

dimettersi".



Dopo Salvini, ora anche il M5S chiede le dimissioni di Tito Boeri. Lo scontro con Di Maio sulle stime al decreto Dignità.






Alla fine è caduto l'unico scudo su cui Boeri poteva far leva per sperare di rimanere a lungo alla guida dell'Inps.








Il titolare dell'Ente pensionistico si è messo contro pure il M5S e ora l'assicurazione di Di Maio a fargli concludere il mandato non è più così certa.
Da quando si è insediato il governo giallo-verde, Salvini non nasconde il poco apprezzamento per il lavoro, e le posizioni, di Boeri. E nei giorni scorsi ha dichiarato apertamente che, secondo lui, il titolare dell'Inps dovrebbe andare prima possibile a casa. Tradotto: il leghista vorrebbe "pensionarlo" prima del termine. E non l'ha mandata a dire. Ma la guerra del segretario del Carroccio si era arenata in parte contro il porto sicuro costruito da Di Maio. Il collega vicepremier, infatti, pur riconoscendo distanze su alcuni temi, aveva confermato la necessità che il presidente dell'Ente arrivasse a fine mandato. Oggi, però, le cose sono cambiate.
Tutto nasce da quella presunta "manina" sul decreto Dignità del ministro a Cinque Stelle. Di Maio non ha digerito la relazione tecnica realizzata dall'Inps. Per il pentastellato la previsione sul calo di 8mila posti di lavoro causato dall'attuazione del decreto è una sorta di fake news. Boeri non ha preso bene le critiche e, nella sua audizione alla Commissione Finanze della Camera di ieri, ha sparato alzo zero sul governo. Non solo contro Salvini, reo - dice l'economista - di averlo "minacciato". Ma anche (e soprattutto) contro quel Di Maio visto "fuori dal mondo".
Ieri in serata era trapelata la "forte irritazione" di Palazzo Chigi per le parole di Boeri. Voci di questo tipo non escono a caso: significa che nella coppia qualcosa si è rotto. E infatti mentre da un lato Di Maio si auspicava che il titolare dell'Inps la smettesse di "sedere ai banchi dell'opposizione", dall'altro è arrivata la bordata del M5S. Un colpo basso che schiera ufficialmente Boeri tra i nemici del Movimento. Il j'accuse è contenuto in una nota firmata dal capogruppo a Montecitorio, Francesco D'Uva: "È stato votato da qualcuno? - scrive il grillino - Le parole usate ieri dal presidente dell'Inps in commissione lavoro sul Dl Dignità tradiscono un atteggiamento politico, non tecnico. Con toni fuori luogo. Un'entrata a gamba tesa che ha contribuito ad una escalation sinceramente inaccettabile, mentre il Parlamento si appresta a discutere un provvedimento atteso da tempo, e pensato per aiutare tutti coloro che hanno sofferto di più questi anni di crisi".
Le parole del Movimento sanno di guerra aperta a Boeri. "Per il suo ruolo - continua la nota - dovrebbe rimanere fuori dalla contesa politica, invece di rilanciare previsioni arbitrarie e parziali sugli effetti del Decreto. Proprio ieri, i tecnici del Servizio Bilancio della Camera hanno chiarito che le stime sul calo dell'occupazione non sono dimostrabili. Sono valutazioni politiche, non tecniche, al provvedimento. Ma questo non è il compito per cui è stato chiamato alla Presidenza dell'Inps. Per quanto ci riguarda dovrebbe dimettersi".
Ora sono in due (Lega e M5S) contro uno. Boeri è avvisato.-

OLIVERI: ANTONIO AMODEO HA SEMPRE LOTTATO PER TUTTI I SUOI CONCITTADINI. MA I SOCI ADULTI (MOCCIOSI ESCLUSI) DEL MOVIMETO CIRANO DOV'ERANO ???...


LETTERA APERTA DEL GRUPPO "UNITI PER OLIVERI"
30 Settembre 2010


La presente per comunicare a tutti coloro che profondamente credono nei valori dello Stato e del libero associazionismo, l'incredibile situazione di disagio e deficit di democrazia che sciaguratamente sta vivendo, o meglio subendo, la comunità di Oliveri.

Infatti, sin dall'insediamento del consiglio comunale di Oliveri, nel giugno del 2009, noi rappresentanti dell'opposizione siamo stati costretti a subire diversi atti ritorsivi e lesivi della dignità di un consesso democratico e rispettoso dei presupposti regolamentari e costituzionali italiani.

Più volte il gruppo "Uniti per Oliveri" ha cercato di collaborare, nell'interesse della cosa pubblica con l'amministrazione attiva, segnalando le diverse disfunzioni esistenti nell'azione amministrativa oliverese, ricevendo però di contro, sempre e solo atti di chiara avversità.

Di fatto, inspiegabilmente abbiamo assistito ad un'insensata e strumentale riduzione dei lavori del Consiglio Comunale, che ormai si riunisce raramente e senza un'adeguata calendarizzazione dei suoi lavori, esponendo per conseguenza, tutti i rappresentanti eletti a non poche difficoltà nell'esercizio dei propri ruoli istituzionali.

Per quanto sopra e per porre rimedio alle criticità comunicative evidenziate, abbiamo più volte invitato il sindaco Michele Pino a concederci, per lo meno, l'opportunità di scendere in pubblica piazza per effettuare comizi di risposta a quelli di maggioranza, che al contrario sono sempre stati regolarmente autorizzati, ottenendo di contro solo ulteriori anomale prese di posizione contro di noi, concretizzatesi nel divieto assoluto ai rappresentanti di "Uniti per Oliveri" di poter liberamente effettuare attività di pubblico comizio e di opposizione.

E' chiaro che quanto da noi denunziato, non è più sopportabile, agli occhi e nell'interesse di una comunità che per troppo tempo ha aspettato quel famoso ed importante cambiamento di rotta amministrativa, che in vero non si è mai realizzato, e che ha imposto a noi consiglieri di opposizione di ricorrere alla pubblica denunzia, attraverso esposto ufficiale alle più alte rappresentanze istituzionali e giudiziarie del territorio messinese e siciliano, dello stato di deficit democratico che vive il municipio di Oliveri e di carenza assoluta nell'osservanza dei basilari diritti costituzionalmente riconosciuti, di libertà di opinione, replica, opposizione e più in generale, "di pubblica rappresentanza delle proprie idee politiche ed istituzionali".

Pertanto ci scusiamo con tutti gli abitanti liberi di Oliveri e del territorio messinese, per il gesto estremo, convinti che sapranno cogliere nel nostro pubblico esposto, l'unico modo e mezzo per tentare di ricondurre la politica di palazzo nel nostro comune, sui giusti binari politici ed istituzionali, che impongono il rispetto della legge, della persona, dei ruoli e delle rappresentanze consiliari.-

Gruppo "Uniti per Oliveri"

___________________

QUALUNQUE TENTATIVO DI GIUSTIFICAZIONE DEL SINDACO ALLA NEGATA AUTORIZZAZIONE DEL COMIZIO E' INAMMISSIBILE ED INACCETTABILE OLTRE CHE ANTIDEMOCRATICO ED ILLEGITTIMO.-

Antonio Amodeo



Il Milan resta in Europa 

League: il Tas accoglie 

il ricorso.



Il Tas ha accolto il ricorso dei rossoneri e ribaltato la sentenza della Uefa: ritirata la squalifica di un anno dalle coppe.







Il Milan è salvo: il Tribunale Arbitrale dello Sport ha infatti ribaltato la sentenza della Uefa e ha ritirato la squalifica per un anno dall'Europa League.







Per il Tas, infatti, la sanzione comminata alla società non è "proporzionata", come si apprende da fonti legali dopo l'udienza di ieri a Losanna a cui avevano partecipato anche i rappresentanti del fondo Elliott, il nuovo azionista di controllo del club. Il Milan potrà pertanto prendere parte alla Uefa Europa League 2018-19.-


Nomine, Di Maio getta 

acqua sul fuoco: "Mai 

chieste dimissioni Tria".



È scontro nel governo per le nomine ai vertici di Cassa Depositi e Prestiti. Ma Di Maio frena: "Mai chieste le dimissioni di Tria".






Che qualche tensione nel governo ci sia, non è ormai un mistero. Lo dimostra la riunione convocata ieri da Giuseppe Conte (per parlare delle nomine) e misteriosamente saltata all'ultimo minuto.








Matteo Salvini, ai cronisti che gli chiedevano il motivo di tanto inatteso rinvio, aveva detto che del vertice lui "non ne sapeva nulla".
A infiammare i rapporti nell'esecutivo è la partita delle nomine. Troppo importanti per lasciarle al caso. In particolare, a giocare il ruolo della zizzania è la poltrona di comando di Cassa Depositi e prestiti. Giovanni Tria, ministro dell'Economia, vedrebbe di buon grado la scelta di Dario Scannapieco, nome che non incontra le simpatie grilline. Nei giorni scorsi Lega e M5S, come raccontato dal Giornale, avevano fatto trapelare che su Cdp si tratta di una "trattativa a tre". In cui i due contraenti del patto fi governo, Carroccio e M5S, devono giocare la partita con il ministro delle Finanze.
Ed è proprio per questo che ieri la nomina su Cdp si è incagliata. Tanto che un retroscena di Repubblica oggi raccontava l'irritazione grillino-leghista su Tria: "Se non cede, se ne vada". Ora, però, a gettare acqua sul fuoco ci pensa Luigi Di Maio. "Non ho mai chiesto le dimissioni" del ministro dell'Economia, ha detto il vicepremier rispondendo ai giornalisti in transatlantico a margine del suo intervento nell'Aula della Camera. Ma lo scontro è ancora aperto. Tanto che è in corso un vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, il ministro dell'Economia, il vicepremier Luigi Di Maio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.-