domenica 11 dicembre 2016

Crisi di governo, Mattarella

convoca Gentiloni.

Il ministro al Quirinale

alle 12,30.

di | 11 dicembre 2016 
Pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it

         
Crisi di governo, Mattarella convoca Gentiloni. Il ministro al Quirinale alle 12,30

Politica

La scelta di Sergio Mattarella cade su Paolo Gentiloni. Il Presidente della Repubblica – si legge in una nota del presidente della Repubblica – ha convocato per le  12.30 al Palazzo Quirinale il ministro degli esteri uscente del governo Renzi. Le consultazioni sono terminate ieri con il colloquio fra il presidente e la delegazione Pd, che però non ha fornito nomi di possibili presidenti del consiglio per il dopo Renzi, complicando la scelta di Mattarella. Che nella prima mattina ha voluto però accelerare i tempi, convocando l’esponente dem, dato ieri per favorito nell’ottenimento dell’incarico, in segno di continuità con il precedente esecutivo.-

Mattarella ha scelto il

premier: Gentiloni

convocato al Colle.

Il Capo dello Stato stringe i tempi: alle 12,30 vedrà il ministro degli Esteri per conferirgli l'incarico di formare un governo.


Sergio Mattarella lo aveva fatto capire già nel discorso di ieri sera al termine delle consultazioni: l'Italia ha bisogno di un governo con pieni poteri in tempi rapidi.



Escluse quindi le ipotesi di sciogliere le Camere senza una legge elettorale operativa dopo il No al referendum e prima della sentenza della consulta e quella di un Renzi bis o di un governo di responsabilità, il Capo dello Stato ha accelerato l'iter per la nomina di un nuovo premier. L'incarico sarà con tutta probabilità affidata a Paolo Gentiloni: il ministro degli Esteri dell'esecutivo dimissionario è stato convocato alle 12,30 al Quirinale.-


MATTARELLA CONVOCA GENTILONI AL QUIRINALE ALLE 12:30



Sergio Mattarella
Lapresse Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per le ore 12.30 di oggi al Palazzo del Quirinale, l'onorevole Paolo Gentiloni. Lo rende noto un comunicato della presidenza della Repubblica. Chiuse le consultazioni, si va quindi verso l'incarico e il nome prescelto sarebbe quello del ministro degli Esteri.
Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato agli italiani: «Ho registrato con attenzione e rispetto le opinioni dei vari partiti - ha esordito -. Nelle prossime ore valuterò quanto emerso dai colloqui e prenderò le iniziative necessarie per la soluzione della crisi di governo».
«Il nostro Paese - ha proseguito il Capo dello Stato - ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni: ci sono impegni e scadenze da rispettare. Si tratta di adempimenti di carattere interno, europeo e internazionale. E' emersa in questi incontri come prioritaria un'esigenza generale di armonizzazione delle due leggi per l'elezione di Camera e Senato, condizione indispensabile per andare a elezioni. Vorrei ribadire che tra i punti in primo piano c'è anche il sostegno ai cittadini colpiti dal sisma e la ricostruzione dei loro paesi. Mi auguro che il clima politico possa articolarsi e svolgersi in un rapporto dialettico ma sereno e costruttivo».

Il Pd: ci rimettiamo al Presidente A chiudere il terzo e ultimo giorno di consultazioni al Quirinale è stato il Pd che si è rimesso a qualsiasi decisione prenderà il Capo dello Stato. «L'obiettivo - ha detto Luigi Zanda dopo il colloquio al Colle - è portare il Paese ad elezioni politiche il più presto possibile. E' stato registrato un larghissimo rifiuto da parte delle opposizioni a un governo di unità nazionale. A Mattarella va quindi tutto il sostegno del Pd alla soluzione della crisi che riterrà più opportuna per portarci ad un governo che affronti le emergenze del nostro Paese partendo dalla legge elettorale», ha detto la delegazione Pd dopo le consultazioni.
Nessun nome di possibili candidati premier sarebbe stato fatto, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, nell'incontro tra la delegazione dem e Mattarella. Ora tocca a Mattarella che potrebbe proporre il reincarico a Matteo Renzi che, però, secondo più fonti, resterebbe intenzionato a non accettare il bis. Resta in campo anche l'ipotesi di un Esecutivo guidato da Paolo Gentiloni. Tra i nomi alternativi che circolano ci sono quelli del ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio e quello del Tesoro Pier Carlo Padoan. Molti ministri stamattina sono stati, separatamente, a Palazzo Chigi: Padoan, Dario Franceschini, Maria Elena Boschi, Carlo Calenda, Maurizio Martina e il ministro della Giustizia Andrea Orlando. A tutti il premier dimissionario ha ribadito di non essere disponibile per un nuovo incarico.

Alfano rilancia il Renzi bis «Siamo disponibili a governo con responsabilità comune» con la partecipazione «di tutte le forze volenterose che avranno il senso di appartenenza comune e che li porti a partecipare a un governo che si trovi ad affrontare alcune emergenze», è intervenuto il leader di Ncd Angelino Alfano al termine delle consultazioni. «Qualora ci fosse un diniego da parte degli altri potenziali partecipanti non avremmo nulla in contrario anzi, avremmo molto di favorevole, ad una prosecuzione di Matteo Renzi» alla guida dell'esecutivo. «Siamo per un esecutivo vero che affronti una serie di emergenze. Il governo non è uno yogurt, non nasce con una scadenza. Nasce per realizzare un programma e noi speriamo che sia serio». Per Alfano, insomma, il prossimo esecutivo non si deve limitare alla sola legge elettorale. A tal proposito il ministro ha sottolienato: «Noi abbiamo già pronto un disegno di legge con un impianto proporzionale, con premio di maggioranza». «Serve una chiusura rapida della crisi» e il nostro gruppo «è disponibile a non attendere» la sentenza della Consulta del 24 gennaio per cominciare a lavorare sulla modifica della legge elettorale».

Berlusconi: Fi non sosterrà un governo di larghe intese «Abbiamo illustrato a Mattarella quella che ci sembra l'unica strada possibile, l'approvazione in tempi rapidi di una nuova legge elettorale condivisa per poi consentire agli italiani di esprimersi con il voto», ha spiegato il leader di FI Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni. Con lui i due capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta. In ogni caso «Fi non è disponibile a sostenere un governo di larga coalizione. Tocca al Pd esprimere e sostenere un governo per la parte restante della legislatura, che deve essere la più breve possibile», ha aggiunto.
«Cogliamo l'occasione per ribadire anche alla luce degli eventi di questi giorni la nostra considerazione per il senso di responsabilità istituzionale del presidente Mattarella e la fiducia nel suo ruolo di garante della vita democratica del Paese in questa fase delicata», continua Berlusconi. «Dopo il voto dovrà riprendere il percorso costituente in termini finalmente condivisi».

M5S: al voto subito dopo la Consulta «Oggi in Italia abbiamo due leggi elettorali diverse che generano una paralisi istituzionale dolosa generata dalla irresponsabilità della classe politica guidata da Renzi e dal Pd. Per questo abbiamo chiesto di garantire il percorso istituzionale più rapido per andare al voto con la legge elettorale che sarà certificata dalla Corte costituzionale», ha detto la delegazione M5S al termine dell'incontro al Colle. «In attesa della Consulta il governo dimissionario deve limitarsi ad esser mero strumento regolamentare del Parlamento. Qualsiasi altra soluzione sarà un tradimento della volontà popolare, va rispettata la volontà dei cittadini e non violata».
«Questa stessa classe politica non può più sprecare tempo e denaro pubblico per discutere una nuova legge elettorale che rischia una nuova denuncia di incostituzionalità». «Renzi, tutto il suo governo, e il Pd hanno fallito. Non è una nostra asserzione, ma un'affermazione certificata dal voto. Qualunque nuovo governo calato dall'alto non avrebbe legittimazione popolare e se in continuità con quello precedente imporrebbe le stesse ricette economiche di lacrime e sangue». Su Twitter è intervenuto Beppe Grillo: «La volontà dei cittadini va rispettata #votosubito».

Il No di Si e Sel «Assolutamente no. Siamo molto chiari e netti. Discontinuità vuol dire discontinuità, non è solo Renzi ma anche chi per lui può dare lo stesso di tipo di impronta e continuità», ha detto la capogruppo di Sinistra Italiana al Senato Loredana De Petris al termine delle consultazioni rispondendo a chi le chiede se il gruppo appoggerebbe un governo Gentiloni. «Siamo stati molto chiari, serve un governo per poter permettere che il Parlamento possa liberamente e con il più ampio consenso fare una legge elettorale e subito dopo andare al voto», ha detto il capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana Arturo Scotto al termine delle consultazioni sottolineando il «no» del gruppo a «un sistema maggioritario». «Abbiamo rappresentato a Mattarella la nostra principale preoccupazione: dalla fotografia del voto emerge infatti una questione sociale che consegna alla politica l'obbligo morale di ridurre la frattura aperta nella società», aggiunge Scotto.

La minoranza dem Una posizione simile a quella espressa oggi da Roberto Speranza della minoranza Pd: «Se il Pd fa finta di non vedere la lezione arrivata dal voto si sconnetterà definitivamente dal suo popolo. Oltre ad una legge elettorale capace di superare le storture dell'Italicum, serve una svolta su alcune questioni sociali fondamentali. Inclusa una più generale discontinuità nella quotidiana gestione del potere a cui siamo apparsi in questi mesi troppo legati», ha detto segnando di fatto la rottura della tregua interna sancita (con qualche malumore) nella direzione Pd di mercoledì.

Sostegno da Denis Verdini «Siamo disponibili a ogni formula che Mattarella intende adottare, da un governo Renzi-bis a un esecutivo di altro tipo, l'importante è che il Paese esca dall'impasse» e intervenga sui temi più di emergenza e sulla legge elettorale. Lo afferma il senatore di Ala-Sc Denis Verdini al termine delle consultazioni. E a chi gli chiede se Ala entrerà nel nuovo governo Verdini sottolinea: «Abbiamo dato a Mattarella la disponibilità, non possiamo né chiedere né avanzare, e, nel caso, ne parleremo con il premier incaricato».-

Anche quest’anno l’albero

“green” a San Giorgio.







Albero Ecologico San Giorgio











Inaugurazione albero di Natale ecologico e presepe artigianale

Domani, 11 dicembre, alle 17, a San Giorgio di Gioiosa Marea verranno inaugurati l’albero di Natale ecologico ed il presepe artigianale, entrambi realizzati dalla locale Pro Loco. L’evento, organizzato con il patrocinio del comune di Gioiosa Marea, avrà la partecipazione anche dei bambini del laboratorio multidisciplinare “Trullallero Trullallà”, che intoneranno canti natalizi e consegneranno alcuni pensierini a Babbo Natale, che giungerà in piazza Tonnara con carrozza e cavalli.
L’albero di Natale è stato costruito quest’anno con 650 piatti di plastica, e verrà illuminato da alcuni fari. Ad arricchirlo ci saranno inoltre i pensierini dei bimbi, che dopo essere stati letti da Babbo Natale, verranno da loro appesi all’originale albero. L’iniziativa ecologica è alla sua seconda edizione, mentre il presepe artigianale, allestito nei pressi di piazza Tonnara, taglierà quest’anno il traguardo della nona edizione. Il suggestivo presepe sarà visitabile sino al 6 gennaio, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20.


Albero San Giorgio


Prosegue inoltre il mercatino natalizio dell’Auser: fino al 15 dicembre, dalle 17 alle 23, saranno in vendita prodotti artigianali del Natale provenienti da tutta la Sicilia, mentre dal 16 al 23 dicembre, negli stessi orari, sarà possibile degustare e acquistare prodotti enogastronomici tipici dei Nebrodi.
Una proficua sinergia dunque, quella creata dalle associazioni sangiorgesi per recuperare e far rivivere al paese le antiche tradizioni del Natale, che culminerà nella “Rievocazione sceneggiata della natività” del gruppo culturale “L’Alternativa”, in programma il 22 e 23 dicembre.-

Patti –

Dopo il bilancio si sblocca

l’attività amministrativa.


da www.canalesicilia.it  





Mauro Aquino - Bilancio Previsionale Patti

di Gabriele Villa –


Dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2016 avvenuta alla fine dello scorso mese di novembre, l’attività dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Aquino, si è rimessa in moto. Immediatamente è stata attivata, anche se con i ritardi dovuti al tardivo voto sul previsionale, la mensa scolastica. Impegno, questo, che era stato preso dall’assessore alla pubblica istruzione Valentina Campana, e prontamente mantenuto.

Adesso il Governo cittadino avrà a disposizione fino alla fine del mese di dicembre per impegnare diverse somme previste nello strumento finanziario per l’esecuzione di interventi sul territorio. Tra questi c’è l’acquedotto di contrada Monte. La giunta municipale ha già assegnato le risorse necessarie all’avvio dell’iter. La somma stanziata è di 181.500,00 euro. “Abbiamo sbloccato le somme per l’esecuzione dei lavori – ha spiegato Aquino – ed ottenuto la disponibilità formale dei proprietari interessati da questa opere. Siamo già in possesso del progetto esecutivo quindi attendiamo che gli uffici espletino la gara entro la fine del mese e ritengo che entro la primavera possano prendere il via i lavori.

L’intervento non riguarderà esclusivamente l’acquedotto che servirà 19 famiglie, ma anche la realizzazione del collettore fognario che servirà tutte le abitazioni residenti nella zona. Altra opera che intendiamo aggiudicare entro al fine dell’anno è la riqualificazione del parco giochi di Marina di Patti per la quale abbiamo già stanziato la somma di 139mila euro. Ci sono, poi, altre opere importanti come il completamento dell’impianto sportivo di San Giovanni con la realizzazione degli spogliatoi che consentiranno così di poter dare in gestione a privati la struttura. Inoltre, nelle prossime settimane, sarà anche acceso un mutuo con il credito sportivo per il completamento del cortile della scuola “Lombardo Radice”.

La Giunta municipale pattese, inoltre, ha approvato la relazione sulle potenzialità di assunzione nel triennio 2016-2018. Con tale atto, l’amministrazione comunale, ha espresso la volontà di procedere, attraverso il processo di mobilità, all’assunzione di tre dirigenti che dovranno andare a coprire il ruolo di responsabile dell’ufficio tecnico, dell’ufficio ragioneria e di una figura da inserire nel corpo della polizia municipale. L’obiettivo dell’amministrazione Aquino è quella di inserire nell’organico comunale queste tre figure entro l’inizio della prossima primavera.

Il sindaco Aquino, nelle scorse settimane, aveva anche ipotizzato la possibilità di stabilizzare alcuni precari nel corso del 2017 e forse, tre unità, già entro la fine del 2016.

L’attuale dotazione organica dell’Ente di Palazzo dell’Aquila è di 235 dipendenti. Attualmente, in base alla relazione approvata dalla giunta municipale, risultano coperti 171 di cui 78 con personale a tempo indeterminato ed il restante dai contrattisti.-

OLIVERI: IL POPOLO SOVRANO SI INFORMA SE IL SINDACO GEOMETRA/RAT HA PROVVEDUTO ALLA RIPARAZIONE DELLA CONDOTTA SOTTOMARINA ???... QUALCUNO HA PRESENTATO ESPOSTO ???...


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Multa da 63 milioni alla

Sicilia per inquinamento

ambientale.


da www.canalesicilia.it



Accademia della Musica - Capo d'Orlando e Brolo
Acque Reflue
Coltraro (Sd): “Non solo indolenza di governo, ma lungaggini burocratiche”

“Inquinamento ambientale e assenza di depuratori, tutto questo porta alla maxi sanzione da 63 milioni che la Commissione Europea ha chiesto alla Sicilia come risarcimento per i danni causati dallo sversamento sul territorio delle acque reflue. Vero che tutto questo porta alla mancata programmazione di un sistema di bonifica che annaspa sì per indolenza, ma anche a causa delle lungaggini burocratiche”.

Lo dice Giambattista Coltraro – capogruppo all’Ars di Sicilia Democratica – e aggiunge: ” All’abuso del suolo, all’inquinamento ambientale è strettamente collegato il rischio idrogeologico, e questo è un danno esteso a tutta Italia, non alla  sola Sicilia. E’ l’Italia che crolla, frana e si allaga facilmente, e va detto che anche in presenza di risorse e attività di buon governo, bisogna aspettare firme, timbri e pareri per tempi indefiniti. E ancora Conferenze di servizi dove ogni partecipante ha potere di veto. Così facendo passano anni dalla progettazione all’inizio di lavori.

Pertanto – conclude il deputato – non mi sento di accusare il governo regionale dell’ennesima mazzata che cala tra capo e collo dalla Commissione Europea, ma l’intero apparato che regola la progettazione e l’esecuzione dei lavori, che va regolato sulla base dell’emergenza.”-

 
Live Sicilia

BIANCAVILLA

Imprenditore si ribella e denuncia Clan Mazzaglia, 12 arresti.    

di Laura  Distefano

10 Dicembre 2016
Pubblicato da www.livesicilia.it

                                                          


 
biancavilla, Catania, estorsione, mafia, pizzo, Cronaca

L'operazione dei carabinieri.

TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI.

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CATANIA - Anni di soprusi e poi ha deciso di affidarsi ai carabinieri. Un imprenditore delle onoranze funebri ha deciso di raccontare sarebbe stato vittima di estorsione del clan Toscano Mazzaglia Tomasello di Biancavilla, articolazione storica dei Santapaola. Il racconto della vittima ha fatto scattare una delicata e articolata indagine da parte dei Carabinieri di Paternò, coordinata dalla Procura di Catania, che lo scorso 5 dicembre ha portato all'arresto in flagranza di Fabio Amoroso, 23enne.

L'indagine, denominata Onda D'Urto, però aveva permesso di intercettare tutta la rete dell'organizzazione criminale e per questo la Procura ha emesso un decreto di fermo nei confronti di Vincenzo Salvatore Panebianco, 26 anni,  Vincenzo Monforte, 30 anni,  Tino Caruso, 38 anni, incensurato;  Placido Merlo, 34 anni,   Antonino Aricò, 34 anni, Angelo Santi, 39 anni, pregiudicato; Alfio Ambrogio Monforte, 47 anni, fermato a Reggio Emilia. Alcuni dei sette indagati sono incensurati e quindi nuove leve della consorteria criminale. A seguito dell'udienza di convalida il Gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Amoroso, 44 anni, Gregorio Gangi, 27 anni, Merlo Massimo, 44 anni, Roberto Maglia, 29 anni.

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L'imprenditore che ha denunciato era finito nella morsa del clan Mazzaglia almeno dal 2012, ma negli anni la situazione era diventata sempre più insostenibile, con vessazioni intollerabili e richieste continue. A quel punto soffocato dalla situazione ha scelto la strada della denuncia. Ed è arrivata la risposta dello Stato. -