martedì 29 luglio 2014

Pubblicato: 29/07/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.

Palermo, 

la Madonna s'inchina al boss.

Pure a Ballarò l'omaggio della processione a uno dei nuovi padrini di Cosa nostra, Alessandro D'Ambrogio. Una sosta di 5 minuti davanti all'agenzia di pompe funebri dove il padrino organizzava i summit. Il prete: "Fermata anomala".

 

madonna
 

PALERMO - Ancora il caso di una processione shock. Dopo la vicenda di Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria, questa volta la statua della Madonna si è inchinata al covo di un padrino di mafia, tra i vicoli del quartere Ballarò, a Palermo. Si tratta, secondo quanto riporta il quotidiano "La Repubblica", del boss Alessandro D'Ambrogio, che è in carcere a Novara, ma domenica scorsa la sfilata del Carmine gli ha reso onore davanti a un luogo ritenuto simbolo di Cosa nostra.
Dopo i casi registrati in Calabria e in Campania, non poteva non mancare la Sicilia. La processione della madonna del Carmine si sarebbe fermata, mentre la banda continuava a suonare, davanti all'agenzia di pompe funebri della famiglia del capomafia Alessandro D'Ambrogio, uno dei nuovi capi carismatici di Cosa nostra palermitana.
Una sosta di circa cinque minuti, tra la gente in festa. Nell'agenzia di pompe funebri, dove la processione si è fermata, come riporta il quotidiano, il boss organizzava i summit con i suoi fedelissimi, ripresi dalla telecamera che i carabinieri del nucleo investigativo avevano nascosto da qualche parte.
Ecco perché questo luogo è un simbolo per i mafiosi di tutta Palermo, il simbolo della riorganizzazione di Cosa nostra, nonostante la raffica di arresti e di processi. "E' stata una fermata anomala", ammette padre Vincenzo, rettore della chiesa del Carmine Maggiore. "Da qualche tempo, la Curia si sta muovendo in modo deciso - aggiunge -; sono stati chiesti gli elenchi dei componenti delle confraternite, e poi il cardinale ha inviato suoi rappresentanti alle processioni". Anche domenica pomeriggio, a Ballarò, secondo quanto riporta il quotidiano, c'era un ispettore inviato dal cardinale Paolo Romeo.  -

OLIVERI : "UN SEMI DISCORSO DI PERICLE RIVISITATO IN CHIAVE PERSONALE".


 Il concittadino Stefano Napoli,  nel suo commento postato su questo blog,  fa riferimento ad "Un semi discorso di Pericle rivisitato in chiave personale".

Per meglio capire detto commento, ho preferito rinvigorire le mie conoscenze su Periche, ormai molto affievolite nella mia memoria a causa del consistente tempo trascorso dall'epoca dei miei studi.

Ho, quindi, preferito consultare l'enciclopedia telematica Wikipedia che mi ha fornito le seguenti notizie: 

Pericle (in greco antico Περικλῆς, traslitterato in Periklēs, "circondato dalla gloria"; Cholargos, 495 a.C. circa – Atene, 429 a.C.) è stato un politico, oratore e militare ateniese durante il periodo d'oro della città, tra le Guerre persiane e la Guerra del Peloponneso (431 a.C. – 404 a.C.).
Discendente da parte di madre dalla potente e influente famiglia degli Alcmeonidi, Pericle ebbe una così profonda influenza sulla società ateniese che Tucidide, uno storico suo contemporaneo, lo acclamò come "primo cittadino di Atene". Pericle fece della Lega delio-attica un impero comandato da Atene con altre città alleate, durante i primi due anni della Guerra del Peloponneso.
Pericle favorì lo sviluppo delle arti e della letteratura e questa fu la principale ragione per la quale Atene detiene la reputazione di centro culturale dell'Antica Grecia. Promosse, allo scopo di dare lavoro a migliaia di artigiani e cittadini, un ambizioso progetto edilizio che portò alla costruzione di molte opere sull'Acropoli (incluso il Partenone), abbellì la città, esibì la sua gloria.[2] Inoltre, Pericle sostenne la democrazia (nell'accezione aristotelica) a tal punto che i critici contemporanei lo definiscono un populista, specialmente a seguito dell'introduzione di un salario per coloro che ricoprivano gli incarichi politici e ai rematori della flotta.-

Considerata l'ora e la stanchezza, preferisco interrompere le ricerche impegnandomi a proseguirle - compatibilmente con altri imprevisti - dopo il necessario recupero energetico.  -
Antonio Amodeo


lunedì 28 luglio 2014

ARS :  Manovra ter, il governo va 

subito ko.  Sì alle norme su minori, 

disabili, Consorzi ed Eas.

Lunedì 28 Luglio 2014 - 16:20
Pubblicato da www.livesicilia.it


La maggioranza "scivola" su un emendamento tecnico: mancano i numeri. Poi Sala d'Ercole va avanti piano: via libera solo a 11 articoli. Ma i più complessi devono ancora arrivare. Si riparte domattina a mezzogiorno.


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PALERMO - Pronti, via: e il governo va subito sotto. Se è un segnale, è un pessimo segnale. Un brutto presagio. All’inizio dell’esame della manovra ter, partita questo pomeriggio a Sala d’Ercole, l’esecutivo di Crocetta non ha i numeri. E così un emendamento presentato dall’assessore Agnello viene bocciato dall’Aula. Uno scivolone evidenziato da quello che accade subito dopo: l’approvazione di un emendamento presentato da Forza Italia.

In quei minuti, Rosario Crocetta era appena giunto a Palazzo dei Normanni. Ignaro del ko della sua maggioranza. Ma, informato del primo "problemino", ostentava tranquillità: “E’ un fatto fisiologico. Il problema non è politico, ma genetico. Certo, però, i deputati dovrebbero mostrare maggior senso si responsabilità”.

Il clima, da lì in poi, sarà un po’ più sereno. Non troppi gli scossoni durante un esame andato avanti ancora a ritmi blandi. Sono stati approvati, infatti, solo 11 degli oltre 50 articoli previsti. Un numero che potrebbe anche apparire non così deludente, se non si trattasse, in fondo, degli articoli meno “problematici”.

Accantonati, infatti, quelli riguardanti i Forestali (“Troppo complesso per essere affrontato stasera”, ha detto in Aula il presidente della Commissione bilancio Nino Dina) e quello sulle pensioni integrative ai dipendenti pubblici. Il governo ha previsto l’abolizione della “doppia pensione”. "Il nostro - ha detto Crocetta - è un provvedimento di buon senso. In Sicilia in passato alcune persone hanno ricevuto le pensioni integrative senza nemmeno una legge che le garantisse. La nostra, anzi, è praticamente una sanatoria". Ma se ne parlerà da domani.

Sala d’Ercole invece ha dato il via libera ad altre norme. Tra queste, l’articolo 3, appunto, che prevede il ripianamento del disavanzo dell’anno scorso, quello sul quale il governo è caduto in apertura di seduta. È stata necessaria una “riscrittura” dell’assessore Agnello che alla fine ha convinto le opposizioni. Sì anche all’articolo sugli accantonamenti tributari e sul recepimento di alcune norme nazionali.

Non è mancata la polemica, invece, sull’articolo che prevede la soppressione di consigli, comitati e organismi regionali. “Questa – ha attaccato il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone - è solo una norma spot: dice che sopprimerà organismi, ma non dice quali. Il governo venga a spiegare quali commissioni e collegi vuole davvero sopprimere. Altrimenti stiamo solo vendendo fumo". "Il governo porti avanti – l’invito di Nello Musumeci - una seria ricognizione dei comitati e delle commissioni in tutti i rami dell'amministrazione. Ci dica quali sono quelli onerosi e quali quelli gratuiti. Solo allora questo parlamento avrà elementi per votare. Altrimenti è la classica norma annuncio".

"Noi – ha replicato Crocetta in Aula - l'elenco lo abbiamo pronto. Se volete, possiamo aggiungere un subemendamento con questo elenco. Pensavamo però di agire con maggiore prudenza. Ma di sicuro non possiamo tenere gente che rilascia pareri su tutto e tutti". Alla fine, il sì alla norma, anche dopo l’intervento del deputato Pd Antonello Cracolici che ha sottolineato come l’articolo – riscritto in commissione rispetto all’ipotesi iniziale del governo – preveda già una scadenza: entro 60 giorni il parlamento dovrà approvare un ddl che specificherà nel dettaglio quali siano i cosiddetti “enti inutili”.

Passa il taglio da 25 milioni alla spesa sanitaria. Una riduzione frutto di un accordo con lo Stato, che però è stato messo in discussione da diversi deputati, dal grillino Ciaccio ai deputati di centrodestra Falcone, Formica, Figuccia e Ioppolo. E per restare in tema, ecco il via libera anche all’articolo sull’integrazione socio-sanitaria. Una norma prevista già nella prima Finanziaria, ma cassata dal commissario dello Stato.

"L'approvazione di questo articolo – ha spiegato Crocetta in Aula - consentirò alla Sicilia di evitare di perdere circa 39 milioni di euro. Non bloccate una cosa così importante. Ci sarà tempo per fare le leggi perfette. Non si rinvii ancora, passerebbe troppo tempo, mentre i Comuni non hanno più le risorse per soddisfare queste esigenze". L’appello, alla fine sarà raccolto.

Passano anche i finanziamenti da 12,8 milioni per i ricoveri destinati ai minori e quello da 14 milioni per le comunità alloggio per disabili psichici. Un finanziamento non sufficiente, però, secondo molti deputati di centrodestra, da Alongi (Ncd) a Milazzo (Forza Italia). Sì anche ai Fondi per i Consorzi di bonifica, quelli per altre attività riguardanti la forestazione e quelle per i dipendenti dell’Eas distaccati in altri enti.

Ma siamo solo all’inizio. Domani si riparte, da mezzogiorno. I deputati hanno davanti le “montagne” più difficili da scalare. A cominciare dall’articolo 27, la cosiddetta “ex tabella h”. Che secondo il presidente della Regione non esiste più, ma sulla quale – guarda caso – sono piovuti la bellezza di 140 degli 800 emendamenti complessivi. Ma probabilmente quell’articolo “slitterà” verso la fine dell’iter complessivo della manovra. Non mancheranno però anche domani i “test” per la maggioranza. Una maggioranza che già da mezzogiorno dovrà capire se quello che è accaduto oggi, al via della maratona, è stato solo un semplice, fisiologico, "genetico" scivolone.

LA DIRETTA DELLA SEDUTA

21.02 Approvato anche l'articolo 15. L'Aula si ferma qui. Riprenderà domattina alle 12.

20.52 Si passa all'articolo 15, sugli stanziamenti destinati al personale Eas distaccato in altri enti.

20.50 Approvato anche l'articolo 14, che prevede lo stanziamento di 3 milioni sempre nel settore della "manutenzione del territorio e del paesaggio rurale".

20.43 Approvato l'articolo 13 che destina 5 milioni ai Consorzi di bonifica.

20.40 Polemica su un emendamento di Articolo 4 che riduce di un milione le somme destinate ai consorzi. L'assessore alle Risorse agricole Reale: "Quella cifra serve per chiudere una transazione con l'Enel". Ma viene ritirato dallo stesso Leanza.

20.34 Si passa all'articolo 13: prevede i contributi per i lavoratori dei Consorzi di bonifica.

20.32 Approvato l'articolo 11. Accantonato il 12, che si occupa dei Forestali. "E' un articolo troppo complesso per essere affrontato stasera", spiega il presidente della commissione bilancio Nino Dina.

20.22 Milazzo (Forza Italia): "Chiede un segnale di ulteriore attenzione, aumentando di un milione lo stanziamento per i disabili psichici". Anche Figuccia e Formica chiede di impinguare il contributo.

20.07 Alongi (Ncd): "Con un nostro emendamento chiediamo che sia impinguato il Fondo".

20.06 Il capitolo 11 prevede il finanziamento da 14 milioni per le comunità alloggio per disabili psichici.

20.05 Approvato anche l'articolo 10.

20.00 L'articolo 10 riguarda il finanziamento da 12,8 milioni per i ricoveri destinati ai minori.

19.59 Approvato l'articolo 9 sulla integrazione socio-sanitaria.

19.55 Crocetta: "L'approvazione di questo articolo consentirebbe alla Sicilia di evitare di perdere circa 39 milioni di euro. Non bloccate una cosa così importante. Ci sarà tempo per fare le leggi perfette. Non si rinvii ancora, passerebbe troppo tempo, mentre i Comuni non hanno più le risorse per soddisfare queste esigenze".

19.40 Critiche del deputato cinquestelle Zito e del parlamentare di Grande sud-Pid Bernadette Grasso: "Esiste già una legge che disciplina questo settore - ha detto quest'ultima - il governo regionale ha inserito in Finanziaria una norma che non aveva motivo di esistere".

19.36 L'articolo 9 riguarda l'integrazione socio-sanitaria.

19.34 Approvato l'articolo 8 sui "risparmi nel settore sanitario".

19.32 Leanza: "In commissione bilancio abbiamo avuto ampie rassicurazioni sia dall'assessore Borsellino che dal direttore Sammartano".

19.27 Si discute sulla norma che prevede un taglio alle spese sanitarie di 25 milioni, grazie alla riduzione della compartecipazione con lo Stato, frutto di un accordo che però viene messo in discussione da diversi deputati, dal grillino Ciaccio ai deputati di centrodestra Falcone, Formica, Figuccia e Ioppolo.

19.16 Approvato l'emendamento del governo e l'intero articolo 3 sul "ripianamento del disavanzo 2013".

19.14 Intanto arriva una nuova "versione" dell'emendamento del governo, bocciato dall'Aula all'inizio della seduta: "Noi - spiega l'assessore all'Economia Agnello - con questo emendamento vogliamo 'ripulire' il bilancio, così come ci ha chiesto la Corte dei Conti".

19.10 Intanto si discute ancora dell'articolo 7 sulle pensioni integrative. "Il nostro - ha detto Crocetta - è un provvedimento di buon segno. In Sicilia alcune persone hanno ricevuto le pensioni integrative senza nemmeno una legge che le garantisse. La nostra, anzi, è praticamente una sanatoria".

19.05 L'articolo 8 prevede nuovi tagli da 25 milioni nel settore sanitario.



19.04 L'articolo 7, che dispone il divieto per le pensioni integrative, oggetto di una riscrittura del governo, è stato per il momento accantonato.

19.03 Approvato l'articolo 6 sulla soppressione di comitati e collegi.

19.03 Anche Bernadette Grasso chiede un elenco dettagliato degli enti e degli organismi da chiudere.

18.59 Falcone: "Continuiamo a legiferare con norme di rinvio. E diamo in pasto all'opinione pubblica questi annunci".

18.58 Leanza: "Quello che chiede Musumeci è previsto all'interno dell'articolo".

18.56 Cracolici: "Il governo con questa norma si impegna a presentare entro 60 giorni un ddl con la previsione di quali enti vadano sciolti e quali devono restare in piedi".

18.54 Musumeci: "Il governo porti avanti una seria ricognizione dei comitati e delle commissioni in tutti i rami dell'amministrazione. Ci dica quali sono quelli onerosi e quali quelli gratuiti. Solo allora questo parlamento avrà elementi per votare. Altrimenti è la classica norma annuncio".

18.50 Crocetta: "Noi l'elenco lo abbiamo pronto. Se volete, possiamo aggiungere un subemendamento con questo elenco. Pensavamo però di agire con maggiore prudenza. Ma di sicuro non possiamo tenere gente che rilascia pareri su tutto e tutti".

18.49 Falcone (Forza Italia): "Questa è solo una norma spot: dice che sopprimerà organismi, ma non dice quali. Il governo venga a spiegare quali commissioni e collegi vuole davvero sopprimere. Altrimenti stiamo solo vendendo fumo".

18.49 Si passa all'esame dell'articolo 6, che prevede la soppressione di Comitati, collegi e commissioni.

18.46 Passa anche l'articolo 5 che prevede il recepimento di alcune norme nazionali. 

18.37 Approvato l'articolo 4 sugli "accantonamenti tributari".

18.31 Riprende la seduta.

17.59 A Sala d'Ercole regna la confusione. Aula sospesa.

17.58 E viene approvato un emendamento di Forza Italia. Il governo è già in grande difficoltà.

17.54 Il governo va subito ko. Aula contraria all'emendamento dell'esecutivo sulle modalità di utilizzo delle somme derivati dalle impugnative.

17.50 Falcone (Forza Italia): "Noi siamo contrari. Assessore, ci pensi bene".

17.48 In Aula arriva un emendamento del governo. "La norma - spiega l'assessore all'Economia Agnello - prevede che le somme frutto delle impugnative vadano direttamente trasferite nel Fondo sugli equilibri di bilancio".

17.45 Si parte dall'articolo 3, la norma che prevede il ripianamento del disavanzo. Una parte di questo "ripianamento" viene compiuto attraverso l'utilizzo delle somme frutto dell'accordo tra Regione e Stato sulla rinuncia dei contenziosi. Il capogruppo Ncd D'Asero ritira gli emendamenti soppressivi.

17.30 Il deputato Vinciullo (Ncd) solleva una serie di problemi tecnici legati alla decisione del Cga di far ripetere le elezioni in alcune sezioni di Pachino e Rosolini. "Il mio partito di allora non esiste più. E in occasione delle elezioni l'Ars, per legge, deve chiudere. Quindi dal 7 settembre all'8 ottobre il Parlamento non lavorerà?".

17.27 Riprende la seduta.

17.13 L'Aula ancora non riprende. Il governo però è a Palazzo dei Normanni.

16.25 Arriva in sala stampa il nuovo segretario generale dell'Ars Fabrizio Scimè: "Il Palazzo deve tornare ad aprirsi all'opinione pubblica". Queste le sue prime parole.

16.10 Inizia la seduta d'Aula. Ma è subito sospesa. Riprenderà alle 16.55.

Cinquanta articoli. E ottocento emendamenti. Saranno queste due cifre a scandire i ritmi della maratona che prenderà il via tra poco, a Sala d’Ercole. C’è da approvare la cosiddetta “manovra-ter”. La terza Finanziaria dell’anno. Già oggetto di pesanti rimaneggiamenti, dal suo approdo a Palazzo dei Normanni. Modifiche ratificate nei giorni scorsi in Commissione bilancio, E alle quali si aggiungeranno quelle operate dal transito attraverso l’Aula. Dove non mancheranno le possibili “trappole” e i nodi da sciogliere.

I primi articoli (dall’1 al 5) sono quelli di natura più strettamente finanziaria. Si tratta delle “entrate”, della copertura del disavanzo e del recepimento di norme nazionali in materia di bilancio. Articoli sui quali pioveranno una serie di emendamenti soppressivi (molti di questi sono del Nuovo centrodestra). I dubbi maggiori sono legati all’utilizzo, per coprire queste poste, di parte delle entrate derivate dal contestato accordo tra Regione e governo nazionale sulla rinuncia ai contenziosi.

La seconda parte della finanziaria (dall’articolo 6 al 9) contiene le “misure di contenimento della spesa”. Tra questi la “soppressione Comitati, Commissioni, Consigli, Collegi operanti all’interno dell’amministrazione regionale”, l’abolizione delle pensioni integrative, gli ulteriori tagli (da 25 milioni) nel settore sanitario, la legge sulla integrazione socio-sanitaria.

Quindi si passerà al “finanziamento degli interventi di spesa”. Tra questi, i 12,8 milioni per il “ricovero minori”, i 14,4 milioni per le comunità alloggio per disabili psichici, i finanziamenti per i Forestali (articolo sul quale, regolarmente, l’Ars finisce per impantanarsi), per i consorzi di bonifica, per i comandati dell’Eas, per la gestione degli impianti idrici (anche in questo caso non mancheranno le polemiche sul trattamento riservato ad Aps e non ad altre realtà simili in Sicilia). E ancora, ecco le norme che prevedono una convenzione da 130 mila euro per tre anni con l’Agenzia delle Entrate per la velocizzazione dei tempi di riscossione delle tasse automobilistiche, la ricapitalizzazione della società Interporti.

L’articolo 20 prevede invece le norme per lo “svuotamento” del bacino dei Pip, attraverso incentivi ai privati che intendano assumere quei precari. Quello successivo le norme per l’iscrizione agli albi per l’esercizio delle professione turistiche. Anche qui non mancheranno le polemiche: il contributo da 150 euro infatti va versato a prescindere dall’esito positivo dell’esame che bisognerà sostenere con l’amministrazione regionale. L’articolo 22 invece è quello riferito alle “misure per contrastare le condizioni di povertà e di esclusione sociale”: si tratta della norma che inizialmente il governo aveva destinato alle famiglie con un Isee inferiore ai 5 mila euro e poi modificato dagli interventi dei parlamentari in un provvedimento destinato all’occupazione.

Poi si passeranno a due articoli molto discussi: quello sul “Contributo di solidarietà”, che prevede nuove tasse alle pensioni. Una norma, secondo molti, già a rischio-impugnativa. E quello sui pensionamenti anticipati dei regionali che potranno contare sul sistema cosiddetto “pre-Fornero”.

Ma il vero scoglio sarà rappresentato dall’articolo 27. Si tratta di quello che tanti deputati e addetti ai lavori hanno ribattezzato “la nuova Tabella h”: un elenco di finanziamenti a enti e associazioni considerate “meritevoli” dal governo. Un articolo composto dalla bellezza di 38 commi. E che probabilmente verrà approvato solo al termine dell’esame degli altri articoli. In commissione bilancio, su questa norma erano piovuti circa 100 emendamenti. Ma l’Aula ha fatto di meglio: gli emendamenti giunti a Sala d’Ercole saranno 140. Ci sarà davvero da faticare, per approvare questo l'articolo delle prebende.

Scorrendo il testo, si incontra anche l’articolo che prevede l’impiego dei fondi inutilizzati dell’Ircac, una delle norme riproposte rispetto alla prima Finanziaria. Un articolo che in quel caso fu bocciato dal Commissario dello Stato.

La quarta “sezione” del ddl prevede una serie di “disposizioni varie”: la soppressione e la liquidazione dell’Iridas (ente destinato all’integrazione dei disabili), le norme sulla trasparenza e la pubblicità dell’attività amministrativa (che prevede l’obbligo di comunicare attraverso i giornali cartacei i bilanci di regione e società partecipate), i contributi per le spese di viaggio e soggiorno dei pazienti delle isole minori, e soprattutto il “pacchetto partecipate”. Tra i provvedimenti previsti, la creazione dell’Ufficio speciale delle società in liquidazione, l’obbligo di pensionamento per chi ha raggiunto i requisiti anagrafici e la possibilità di operare selezioni tra il personale interno per coprire “ruoli intermedi”.

Rimangono nel ddl alcune norme inizialmente previste in un contestatissimo maxi emendamento del governo. Tra queste, la modifica delle tariffe per le estrazioni dalle cave. Si parte nel pomeriggio di oggi. L’obiettivo, approvare la norma entro domani. Più probabile, invece, l’ok definitivo entro la fine di luglio.-
Ultima modifica: 28 Luglio ore 21:39

Due operai morti in impianto 

di compostaggio vicino Latina.

 

I cadaveri sono stati recuperati in un vasca dell'impianto dai vigili del fuoco.

 


Due operai sono morti in un impianto di compostaggio ad Aprilia in provincia di Latina. I cadaveri sono stati recuperati in un vasca dell'impianto dai vigili del fuoco. I due operai della Kjklos avrebbero respirato, a quanto si apprende, esalazioni letali. L'allarme era stato lanciato verso le 9.45. Sul posto i carabinieri e due squadre dei vigili del fuoco.
Le esalazioni letali che hanno ucciso gli operai provenivano dall'autocisterna e non dall'impianto. Questo sarebbe emerso dai primi accertamenti svolti sul luogo dell'incidente. Dai sopralluoghi sarebbe dunque emerso che l'impianto è sicuro e per questo per ora l'area di pericolo è stata circoscritta all'autocisterna sulla quale lavoravano i due operai e non all'area dell'impianto. (ANSA)

Papa Francesco incontra 

evangelici a Caserta: tra 

cristiani unità nella diversità.

 

Pontefice chiede perdono per cattolici contro pentecostali.

 

Papa Francesco, nel discorso che sta tenendo nella Chiesa evangelica della Riconciliazione a Caserta, parla dell'unità che "è fondamentale" tra i cristiani, "è il comandamento di Cristo". Lo riferisce Sky Tg 24. Secondo il Pontefice "bisogna cercare qualcosa di nuovo", "superare i confini tra le Chiese cristiane", che "non sono nate separate".
"Lo Spirito Santo fa la diversità nella Chiesa. La diversità è tanto bella, ma lo stesso Spirito Santo fa anche l'unità, così che la Chiesa è una nella diversità: per usare una parola bella, una diversità riconciliante. Lo Spirito Santo è armonia, armonia nella diversità". Lo ha detto il Papa agli evangelici a Caserta.
"Tra quelli che hanno perseguitato e denunciato i pentecostali, quasi come fossero dei pazzi che rovinavano la razza, c'erano anche dei cattolici: io sono il pastore dei cattolici e vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e sono stati tentati dal diavolo".
"Sulla strada dell'unità ci farebbe bene toccare la carne di Cristo, andare nelle periferie, dove ci sono tanti fratelli bisognosi di Dio, che hanno fame, ma non di pane, bensì fame di Dio". E' uno dei passaggi del discorso tenuto da papa Francesco nella Chiesa evangelica della Riconciliazione a Caserta. "Non si può predicare un Vangelo intellettuale - ha detto ancora il Papa -: il Vangelo è verità, amore e bellezza".
"Non capisco un cristiano che sta fermo, il cristiano deve camminare. Ci sono cristiani che camminano alla presenza di Gesù ma in certi momenti camminano non alla presenza di Gesù. Questo perché ci sono cristiani che confondono il camminare con il girare, sono erranti. A questi ultimi manca la speranza". E' uno dei passaggi dell'intervento svolto da Papa Francesco nell'incontro con i pentecostali di Caserta.  (ANSA)

MESSINA, FORCONI TORNANO A COLPIRE . UN INTERO CARICO DI ORTOFRUTTA GETTATO A TERRA.

Messina, Forconi tornano a colpire. Un intero carico di ortofrutta gettato a terra
Autore:
Pubblicato il 28 luglio 2014   da  www.24live.it
 
 
Il movimento dei Forconi in Sicilia ritorna a colpire. Questa mattina presso gli imbarcaderi della Caronte durante una protesta contro l’importazione dei prodotti agricoli dall’estero, alcuni camionisti hanno gettato a terra un intero carico di pomodori proveniente dalla Tunisia.
Nessun blocco del traffico è stato messo in atto dai manifestanti, se non un’azione esemplare e significativa. I Forconi hanno scelto un luogo simbolo, il molo di S. Francesco da cui passano le merci che dall’estero arrivano in Sicilia per essere venduti a bassissimo prezzo, e dichiarare in maniera forte il loro dissenso contro la svalutazione dei prodotti siciliani, e il conseguente calo del commercio locale. I manifestanti sapevano dell’arrivo in porto dell’imbarcazione su cui viaggiava il camion così, mentre erano impegnati con il volantinaggio, hanno ribaltato un intero carico facendolo scivolare a terra. Una sorta di boicottaggio che ricorda, a rigor di termini la guerra d’indipendenza america quando, nel lontano 1774, le colonie sottomesse gettarono a mare un intero carico di thé proveniente dall’inghilterra per protestare contro il sistema di tassazione inglese. Solo che qui la madre patria sono leggi del mercato, spietate a volte, che non lasciano scampo alla parte più debole del sistema. Il prodotto, coltivato in Africa e caricato in Spagna da dove è partito, infatti, sarebbe stato venduto in terra di Sicilia a prezzi bassissimi, battendo così la concorrenza locale a discapito della qualità e della freschezza.

“Il settore dell’agricoltura – ha affermato il leader dei Forconi Mariano Ferro - sta affondando, il problema è che nessuno fa niente. Spero che il goverono nazionale faccia qualcosa perchè siamo in ginocchio. Il pomodoro che abbiamo gettato a terra viene da Tunisi e noi con i prezzi dell’Africa non possiamo competere. In Marocco sono pronti – continua – con un piano di 1 milione di ettari per la produzione di ortaggi; noi saremo sommersi e non possiamo fare niente perchè loro fanno concorrenza sleale. Ci sono delle norme di salvaguardia e dei trattati con il Marocco per prezzi e quantità: se nessuno le fa rispettare noi siamo rovinati. L’agricoltura è uno dei settori trainanti per la nostra Regione, se lo Stato non ci tutela centinaia di aziende saranno costrette a chiudere.”

Alla protesta di questa mattina, oltre ad essere presenti vigili urbani, polizia e carabinieri che hanno monitorato la zona, hanno partecipato alcuni Sindaci siciliani, dell’area compresa tra il ragusano e il nisseno, dove il mercato straniero ha preso ormai il sopravvento.

Il Sindaco di Vittoria (Ragusa), Giuseppe Nicosia, ha detto: “E’ una battaglia democratica. Non è con il blocco delle strade che si crea difficoltà all’economia. Ci si prefigge di porre problemi a Roma”. Secondo il Sindaco l’intera agricoltura meridionale è stata danneggiata dall’assenza decennale di leggi a sostegno dell’agricoltura e da accordi economici con altri Paesi come il Marocco: “La nostra Nazione – ha concluso - non è riuscita, a differenza di altri Paesi europei, a prendere misure per la salvaguardia della propria agricoltura”.
Oltra a lui erano presenti i Sindaci di altri comuni ragusani, di Acate, Pozzallo e Chiaramonte Gulfi, di quello nisseno e di Niscemi.

Mafia: Musumeci, 

scheletri in discarica.

Presidente Antimafia regionale, forse lupara bianca.

 

(ANSA) - PALERMO, 28 LUG - "Abbiamo scoperto che nella discarica di Mazzarà Sant'Andrea sono stati ritrovati scheletri umani di qualche anno fa. Dunque potrebbe trattarsi di casi di lupara bianca". Lo ha detto il presidente della commissione Antimafia dell'Ars Nello Musumeci durante una conferenza stampa.
    Musumeci ha detto di avere saputo del ritrovamento, questa mattina, nel corso di un'audizione in commissione in cui è stato ascoltato il sindaco del comune di Mazzarrà Sant'Andrea. (ANSA)