venerdì 19 gennaio 2018

Sondaggi:

il centrodestra

conquista il Nord,

battaglia con il M5s

al Sud. Il Pd tiene

solo nelle Regioni

rosse.


Sondaggi: il centrodestra conquista il Nord, battaglia con il M5s al Sud. Il Pd tiene solo nelle Regioni rosse


E' la geografia del post-voto tracciata dal sondaggio Ipsos pubblicato dal Corriere della Sera: Cinquestelle sorpresa in Liguria, forti nel Lazio e in Sicilia. Il centrosinistra sorride solo in Emilia e Toscana. La rilevazione Swg che apre la prima pagina del Messaggero conferma la posizione di vantaggio dalla quale l'alleanza FI-Lega-Fdi si avvicina all'appuntamento del 4 marzo: è la prima forza del Paese con il 37,2% dei consensi

Centrodestra che fa cappotto al Nord e se la batte al Sud con il M5s, che sfonda in Liguria e Marche. Il Pd che tiene solo nelle regioni rosse. E’ la geografia del post-voto tracciata dal sondaggio pubblicato questa mattina dal Corriere della Sera. Secondo le rilevazioni elaborate tra il 17 e il 18 gennaio dall’Istituto Ipsos sui 231 collegi uninominali della Camera, dal 5 marzo il Lombardo-Veneto sarà tinto d’azzurro: l’alleanza Forza Italia-Lega-Fratelli d’Italia (più, forse, la “quarta gamba” se l’intesa sopravviverà ai malumori delle ultime ore) conquista 31 seggi su 35 in Lombardia e 16 seggi su 19 in Veneto, mentre agli avversari restano le briciole: 7 seggi al centrosinistra, 5 al M5s. Scenario simile in Piemonte, dove il trio Berlusconi-Salvini-Meloni portano a casa 11 collegi contro i 3 di centrosinistra e pentastellati, e in Friuli Venezia-Giulia, dove il centrodestra vince per 4-1 con la sinistra, con il Movimento a quota zero. L’unica, piccola consolazione Pd & affini la strappano in Trentino Alto Adige, dove vincono 4-2 e lasciano a secco i 5 stelle. Che, però, si rifà in Liguria: 3 seggi contro i due del centrodestra del governatore Toti e solo uno del centrosinistra.
La coalizione progressista sorride nelle sue tradizionali roccaforti e, secondo Ipsos, nella Toscana di Matteo Renzi conquista 11 seggi su 14 (2 al centrodestra e uno ai grillini) e 12 su 17 in Emilia-Romagna. Tre andrebbero, poi, a Berlusconi & co e 2 al Movimento di Beppe Grillo. Che la fa da padrone nelle Marche (4 collegi su 6) e si difende nel Lazio: 7 collegi, contro gli 11 del trio Berlusconi-Salvini-Meloni e i 3 del centrosinistra.
Secondo le rilevazioni di Ipsos, nelle regioni meridionali sarà battaglia tra Movimento 5 Stelle e coalizione moderata, che è in vantaggio in Puglia (12 a 5), Campania (13 a 8), Sicilia (11 a 9) e Calabria (4 a 3). Se le previsioni dovessero rivelarsi veritiere, per il centrosinistra sarebbe una disfatta campale: solo 4 collegi in 6 Regioni. Ma per il centrodestra non c’è nessuna maggioranza in vista: per raggiungere l’obiettivo, ai 266 seggi potenziali (erano 281 a dicembre) se ne dovrebbero aggiungere altri 50.
Il sondaggio Swg pubblicato dal Messaggero conferma la posizione di vantaggio dalla quale il centrodestra si avvicina all’appuntamento del 4 marzo: la coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni è la prima forza del Paese con il 37,2% dei consensi. Se Forza Italia è fortissima tra gli over 64 (21,9%), la Lega può contare sul voto dei giovanissimi (18,4% tra i 18-20enni) e dai 45-64enni (oltre il 15%) e ha mostrato considerevoli margini di miglioramento al Centro e al Sud. Risultato: potenziale bacino elettorale raddoppiato rispetto alle europee del 2014 e triplicato rispetto alle politiche del 2013. Anche Swg prefigura un duello a Meridione tra centrodestra e Movimento 5 stelle, ma vede i secondi in vantaggio sui primi con il 30%. La rilevazione mette in evidenza un’altro dato significativo: gli indecisi sono ancora il 37,5% degli italiani, 18 milioni di persone.-


    SICILIA, 25 MILIONI DI EURO CONFISCATI A IMPRESE VICINE A MESSINA DENARO


    Di | venerdì, 19 gennaio, 2018
    pubblicato da www.l'informazione.eu

    Beni per oltre 25 milioni di euro sono stati confiscati nel Trapanese. La Direzione investigativa Antimafia di Trapani ha notificato il decreto del Tribunale all’imprenditore di Campobello di Mazara, Andrea Moceri, 57 anni ed ai suoi familiari. Il patrimonio, era già stato sequestrato nel novembre del 2015. Nei confronti di Moceri è stata imposta la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per due anni.
    Secondo i magistrati tra le imprese illecitamente finanziate vi è l’oleificio “Fontane d’oro s.a.s.” (oggi in amministrazione giudiziaria), con sede a Campobello di Mazara (TP), intestato a prestanome di Francesco Luppino (detenuto), accusato di essere, tra gli uomini più fedeli del boss latitante Matteo Messina denaro. Il patrimonio comprende 35 unità immobiliari, locali commerciali, appartamenti per civile abitazione, rimesse, 35 appezzamenti di terreno, 5 compendi aziendali, quote di partecipazioni in varie società di capitali, numerosi conti bancari e polizze assicurative.-
    Ansa

    LEGGE ELETTORALE, TRE RICORSI CONTRO IL ROSATELLUM.


    “Diritto di voto violato e sbarramenti paradossali”.



    di | 16 gennaio 2018 
    pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it

             
    Legge elettorale, tre ricorsi contro il Rosatellum: “Diritto di voto violato e sbarramenti paradossali”


    Per la prima volta i ricorsi, depositati dall’avvocato Paolo Colasante, vengono proposti con la procedura d’urgenza prevista dall’articolo 700 del codice di procedura civile. Il consulente Enzo Di Salvatore: "Vogliamo che la Consulta venga investita della questione prima delle politiche".




    Voli economici!

    Con Eurowings verso le più belle metropoli europee. Prenota subito. 

    Tre ricorsi “inediti”. Depositati nei tribunali civili di Firenze, L’Aquila e Roma contro il Rosatellum. La nuova legge elettorale, secondo i deputati di Alternativa libera che hanno deciso di impugnarla, sarebbe illegittima almeno per tre ragioni. Perché lede il diritto di voto (articolo 48), viola le modalità di elezione del Senato su base regionale (articolo 57) e il principio di uguaglianza (articolo 3) sanciti dalla Carta costituzionale. Non solo. È la prima volta, infatti, che un ricorso contro la normativa elettorale viene proposto con la procedura d’urgenza prevista dall’articolo 700 del codice di procedura civile.
    Controllo preventivo – Una scelta mirata come spiega Enzo Di Salvatore, professore di diritto costituzionale all’Università di Teramo e consulente dei ricorrenti per la redazione dei tre ricorsi (identici) depositati dall’avvocato Paolo Colasante: “L’obiettivo è quello di ottenere che la Corte Costituzionale venga investita della questione prima che siano celebrate le prossime elezioni politiche”. I ricorrenti puntano, in sostanza, ad ottenere dalla Consulta, un “controllo ‘preventivo’ di costituzionalità delle disposizioni” del Rosatellum prima del suo debutto. Per impedire che si ripeta quanto già accaduto con il Porcellum, dichiarato incostituzionale quando ormai il Parlamento si era già insediato. Un rischio che il ricorso alla procedura d’urgenza, accelerando i tempi, punta a prevenire. Evitando che una eventuale “decisione postuma” di incostituzionalità, pronunciata dalla Corte ad elezioni ormai celebrate, lasci “intatta la composizione di un Parlamento eletto sulla base di una normativa costituzionalmente illegittima”.

    I ricorrenti puntano ad ottenere dalla Consulta un “controllo ‘preventivo’ di costituzionalità delle disposizioni” del Rosatellum prima del suo debutto.


    Tempi stretti –



    Le 39 pagine del ricorso, che analizza analiticamente le criticità e i possibili profili incostituzionalità del Rosatellum, si concludono proprio con la richiesta al giudice civile di rimettere la legge elettorale al vaglio della Consulta. Richiesta che, se l’istanza venisse accolta, aprirebbe scenari difficili da prevedere. “La Corte potrebbe adottare una decisione prima delle elezioni o, se non ci fossero i tempi, rinviarla a dopo le elezioni”, spiega ancora Di Salvatore. Quanto al merito, i pronunciamenti potrebbero essere ancora più disparati. Una declaratoria di illegittimità di alcune norme della legge, renderebbe il Rosatellum applicabile al netto delle disposizioni ritenute incostituzionali. E se la decisione arrivasse dopo il voto, potrebbe spingere il prossimo Parlamento a varare l’ennesima legge, utilizzabile però solo per il futuro, nel giro di pochi anni. Quel che è certo è che non occorrerà attendere a lungo per capire che piega prenderà la vicenda. Il 17 gennaio, infatti, è fissata l’udienza dinanzi al giudice di Firenze che esaminerà il ricorso presentato per conto del deputato Massimo Artini di Alternativa libera. Il 31, invece, la scena si ripeterà al Tribunale dell’Aquila, dove il ricorso è stato invece promosso su mandato di Stefano Moretti, presidente dell’Osservatorio Antimafia Abruzzo. Quindi sarà la volta di Roma (la data non è stata ancora fissata), dove a prendere l’iniziativa è stata la parlamentare Eleonora Bechis.


    Sbarramenti paradossali –



    Ma su cosa vertono, nel dettaglio, le obiezioni sollevate dai ricorrenti? Sotto accusa finiscono, innanzitutto, le soglie di sbarramento fissate dal Rosatellum. In particolare il combinato disposto delle soglie del 3 e dell’1% previste, su base nazionale, per le singole liste. “I voti ottenuti dalle liste che abbiano conseguito meno dell’1% sono dispersi – si legge nel ricorso –. I voti ottenuti dalle liste che abbiano conseguito fra l’1% e il 3% (che non accedono al riparto dei seggi) sono utili ai fini del calcolo della cifra elettorale della coalizione”. A beneficio delle forze politiche che, all’interno della stessa coalizione, hanno ottenuto più del 3% dei voti. Con un effetto paradossale: il voto espresso da un elettore per un partito può finire per essere conteggiato a favore di un’altra lista. Per questo, spiegano i ricorrenti, si configurerebbe una “violazione palese del principio del voto diretto”. Oltre che, per entrambe le soglie (del 3 e dell’1%), una “palese violazione del principio di ragionevolezza e del principio di eguaglianza del voto”. C’è poi la questione dell’applicazione per il Senato “di uno sbarramento determinato a livello nazionale”. Un elemento, sottolinea il ricorso, “inedito nella sua storia” e di “dubbia compatibilità con la previsione costituzionale di un Senato eletto a base regionale (articolo 57)”.

    Nel mirino le soglie del 3 e dell’1% previste, su base nazionale, per le singole liste.


    Porte girevoli –



    Ma tra i profili di incostituzionalità, non manca neppure la discussa previsione del Rosatellum che consente al candidato in un collegio uninominale di candidarsi anche nei collegi plurinominali fino ad un massimo di cinque. Una norma che finisce per determinare “una mobilità delle liste di candidati del collegio plurinominale e, perciò, una loro non conoscibilità”. Una disposizione definita nel ricorso “paradossale e irragionevole”, che di fatto consente ad “un candidato sconfitto nel collegio uninominale”, e quindi bocciato dagli elettori, una volta “uscito dalla porta”, di rientrare “dalla finestra”. Grazie, appunto, al paracadute del proporzionale. Ma altrettanto irragionevole, scrivono i ricorrenti, è la previsione che stabilisce che, se il candidato è eletto in più collegi plurinominali, viene proclamato eletto nel collegio nel quale la lista ha preso meno voti. Un’ulteriore violazione “del principio del voto diretto ed eguale”. Che tradisce, secondo i ricorrenti, la malizia del legislatore: “Far scattare il seggio nel collegio in cui il candidato abbia ottenuto la cifra elettorale inferiore implicitamente consente di utilizzare un candidato avente un particolare seguito politico in un certo territorio al fine di consentire l’attribuzione ad altri (che lo seguono in lista) del proprio seggio, mentre costui può andare a collocarsi altrove”. E così, il solito elettore che ha votato per far eleggere il primo della lista si ritrova eletto il secondo.-


    giovedì 18 gennaio 2018

    I VESCOVI SICILIANI CONTRO I PIVILEGI DEI BUROCRATI.



    Elezioni, Berlusconi 

    come De Benedetti: 

    “Renzi? Una promessa in cui 

    ho creduto”. E su Di Maio: 

    “Bel faccino, ma inadatto”.

     

    Elezioni, Berlusconi come De Benedetti: “Renzi? Una promessa in cui ho creduto”. E su Di Maio: “Bel faccino, ma inadatto”


    Il leader di Forza Italia ospite a Quinta Colonna annuncia l'accordo con Lega e Fratelli d'Italia: "Manca solo la firma. Sono soci affidabili". E spiega che tra le proposte del centrodestra ci sarà il vincolo di mandato, per fermare quello "spettacolo disgustoso di 300 parlamentari" che hanno cambiato casacca. La barzelletta su Confalonieri: "Gara di pipì. Se l'è fatta sulle scarpe. Ha vinto lui".

     

    Un po’ Carlo De Benedetti e un po’ Orietta Berti. Nel salotto amico di Quinta Colonna, Silvio Berlusconi ammette di aver creduto in Matteo Renzi. Il segretario del Pd, spiega, “è stato una promessa in cui molti hanno sperato, a partire dal sottoscritto, che poi però non si è concretizzata”. Un pensiero identico a quello più volte espresso dall’Ingegnere. Ma il leader di Forza Italia ha anche qualcosa in comune con la cantante, protagonista di una polemica del Pd per l’endorsement a Luigi Di Maio.
    Come Berti, l’ex cavaliere dice che il candidato premier ha “un bel faccino”. Ma le similitudini finiscono qui, perché per Berlusconi “è assolutamente inaccettabile e impresentabile che un ragazzo dal bel faccino ed eloquio pronto possa avere in mano il governo della nazione, essendo giovanissimo, avendo 31 anni, non essendosi mai laureato e non avendo mai fatto seriamente un lavoro”. Un giudizio tranchant pure questo condiviso con De Benedetti. L’attacco a Di Maio è frontale: “Mi hanno fatto una domanda dicendomi in che ruolo lo avrei fatto giocare. Io ho risposto che non lo hanno mai fatto giocare in uno stadio ma gli hanno fatto fare lo stewart, l’unico mestiere di cui ha esperienza non avendo fatto altri lavori”, dice riferendosi all’esperienza in quel ruolo al San Paolo del leader Cinque Stelle.
    Poi fa sua una delle proposte dei pentastellati: “Introdurremo il vincolo di mandato, per non vedere quello spettacolo disgustoso di 300 parlamentari, che non curanti dei cittadini che li hanno eletti, sono passati da destra a sinistra e sinistra a destra”, spiega su Rete 4 l’uomo che lo scorso 12 ottobre la Corte d’Appello di Napoli ha definito un corruttore “con assoluta coscienza e volontà di corrompere” nelle motivazioni del processo di secondo grado sulla compravendita dei senatori.
    Sull’alleanza con Lega e Fratelli d’Italia, Berlusconi annuncia che “abbiamo trovato l’accordo a cui ciascun alleato è vincolato a realizzarlo” e che la firma arriverà tra “stasera e domani”. Nello stesso incontro, dovrebbe essere delineato anche il candidato del centrodestra nel Lazio, che diverse fonti indicano in Fabio Rampelli: una scelta che lascerebbe a bocca asciutta Forza Italia, ‘costretta’ ad appoggiare un leghista in Lombardia e un uomo di Fdi nel Lazio. Ma, per Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono “soci affidabili”, perché la leader di Fdi ha “una grande vivacità” ed “è molto intelligente”. Quanto al numero uno della Lega, l’ex premier ha detto che, al di là dell’apparenza esterna, “al tavolo con me e Meloni è un altro Salvini. Con queste premesse, l’ex presidente del Consiglio alza ancora l’asticella in vista del 4 marzo: “Il 45% è il traguardo minimo che ci siamo dati – afferma – in modo da avere una larga maggioranza per poter governare e realizzare il nostro programma innovativo”.
    Immancabile, il momento amarcord-barzelletta. “Spalla”, questa volta, Fedele Confalonieri. Berlusconi si alza in piedi e racconta: “Abbiamo fatto, qualche tempo, fa una festa con i vecchi compagni di scuola. Poi con Fedele abbiamo fatto due passi e siamo passati davanti alla chiesa in cui suonavamo l’organo – racconta – Siamo entrati, l’organo era lo stesso e Fedele ha fatto un piccolo concerto di 8-10 minuti. Poi siamo andati in sacrestia, era tutto uguale, anche il cassetto delle ostie e abbiamo assaggiato le ostie. Poi siamo passati davanti alla scuola e siamo entrati nel giardino. ‘Venivamo qua a fumare di nascosto’, ha detto Fedele. ‘No, perché io non ho mai fumato’, gli ho risposto. Allora si è ricordato: ‘Venivamo qua a fare la gara a chi faceva la pipì più lontano, perché non la facciamo ancora?’. Allora ci siamo messi a far pipì. ‘Mi son fatto la pipì sulle scarpe’, ha detto poi lui. ‘Allora hai vinto tu’, ho risposto”.-

    Influenza: mai così tanti 

    casi da 2004, quasi 4 

    milioni di italiani gia' colpiti

     

    Contagio aggressivo per un ceppo non presente in tutti i vaccini.

     
     
    Redazione ANSA ROMA
     
     
     

     "La circolazione del virus influenzale quest'anno è molto intensa, superiore anche alla pandemia del 2009/10 e paragonabile solo alla stagione 2004/05".

    Così all'ANSA Antonino Bella del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e curatore del bollettino Influnet. "Il contagio è particolarmente aggressivo - chiarisce - anche perché circola molto il ceppo B non contenuto nel vaccino trivalente. E' quindi coperto solo chi ha fatto il quadrivalente e questo varia da regione a regione". 

    Dal 8 al 14 gennaio 2018 il numero degli italiani colpiti dall'influenza è stato pari a circa 832.000 e gli italiani messi a letto dal virus sono quasi 4 milioni, piu' precisamente 3.883 mila, emerge dal nuovo rapporto epidemiologico Influnet a cura dell'Istituto superiore di sanità e relativo alla seconda settimana del 2018. Piu' colpiti i bambini. (ANSA)

      

    Maltempo, 

    tre morti in Olanda e quattro 

    vittime in Germania. 

    Un morto anche in Belgio.

     

    Bufera anche in Gran Bretagna.

     

     

    Il maltempo flagella l'Europa del centro-nord facendo vittime in Olanda, Germania e Belgio. È salito a quattro il numero dei morti in Germania: fra le vittime anche due vigili del fuoco, impegnati nei soccorsi. Particolarmente colpito dall'uragano Friederike è il Land del Nordreno-Vestfalia, che ha il bilancio più grave, con tre vittime. La quarta è un vigile del fuoco della Turingia. "I soccorritori resteranno impegnati anche nelle prossime ore e la situazione resta rischiosa", ha affermato il ministro dell'interno della Vestfalia, Herbert Reul.
    Tre le vittime per il maltempo in Olanda: sono tutti uomini di oltre 60 anni colpiti da rami o da alberi sradicati dal vento, mentre un altro uomo di 34 anni è rimasto gravemente ferito nel crollo di una costruzione.
    E l'aeroporto Schiphol di Amsterdam ha sospeso oggi tutti i voli e le ferrovie nazionali olandesi hanno bloccato tutti i treni a causa della violenta tempesta sul Paese. Lo scalo ha annunciato in un tweet che i voli sono sospesi "fino a nuovo avviso" in seguito al maltempo. La Klm aveva giù annullato oltre 200 voli prima dell'arrivo della tempesta.
    Bufera anche in Gb, 50.000 case senza corrente - Ha spazzato anche la Gran Bretagna in queste ore la bufera di vento che imperversa in Europa centro-settentrionale. Nel Regno risulta essere stata colpita in particolare l'Inghilterra orientale con raffiche che nel Norfolk, a nord di Londra, hanno superato nella notte i 130 chilometri all'ora, ma danni e disagi si registrano anche in Galles e un po' in tutto il Paese: aggravate nel nord, specialmente in Scozia, anche dalla neve che cade copiosa da alcuni giorni. In totale si contano quasi 50.000 case senza corrente elettrica, con alcuni comunità rurali isolate, oltre ad alberi abbattuti, case e veicoli danneggiati, capannoni scoperchiati. Disagi si registrano poi al traffico automobilistico, con avvisi alla massima cautela lungo diverse strade, e a quello ferroviario, con qualche linea temporaneamente interrotta. L'allerta del Met, l'ufficio meteorologico nazionale, si estende in talune aree per l'intera giornata di oggi, ma con una tendenza al miglioramento già in atto a partire da est.
    Un morto in Belgio, schiacciato da albero in auto - I forti venti che stanno battendo il Nord Europa hanno provocato una vittima anche in Belgio. Ne danno notizia i media locali. A perdere la vita è stata una donna sulla quarantina che stava viaggiando con la sua auto su una strada di Grez-Doiceau, a sud-est di Bruxelles, quando un albero si è abbattuto sul suo mezzo. La circolazione dei treni ad alta velocità Thalys dal Belgio verso Olanda e Germania è stata interrotta, per l'intera giornata, a causa del maltempo. Una cinquantina di treni regionali sono stati cancellati, e sono stati accumulati ritardi per oltre 20 ore sulla rete ferroviaria del Paese. Inoltre si sono registrati una ventina di incidenti ferroviari a causa dei detriti finiti sui binari. Si legge sugli online dei media del Paese. Ad Anversa si contano almeno 4 feriti tra cui una donna grave. (ANSA)