mercoledì 23 luglio 2014

FURNARI, PROGETTO A BIOMASSA: 

LE AFFERMAZIONI DELLA COMET BIO 

SARANNO VAGLIATE PER GLI ASPETTI 

DI RILEVANZA PENALE.

Pubblicato da  NEBRODI  E  DINTORNI.

La Comet Bio srl ha dichiarato di rinunciare alla Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) presentata al Comune di Furnari, per la realizzazione e l’esercizio di un impianto di cogenerazione a biomassa, affermando “di andare avanti malgrado le falsità, le violenze e la demagogia”. Le affermazioni contenute nel predetto Comunicato Stampa saranno serenamente valutate per gli aspetti di rilevanza penale e civile, in separata sede.

Furnari (Me), 22/07/2014 - Si è appreso che la Comet Bio srl, con nota del suo legale rappresentante, assunta al prot. 7168 del 18.07.2014, ha dichiarato di rinunciare alla Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) presentata al Comune di Furnari al prot. 4122 del 23.04.2014 e finalizzata alla realizzazione ed all’esercizio di un impianto di cogenerazione a biomassa, di potenza inferiore ad un Megawat, da realizzarsi in contrada Marraffino di Furnari.
Al contempo, con comunicato stampa del 18 luglio 2014, la Comet Bio srl dava comunicazione della avvenuta rinuncia alla PAS, affermando “di andare avanti malgrado le falsità, le violenze e la demagogia”.
Le affermazioni contenute nel predetto Comunicato Stampa saranno serenamente valutate per gli aspetti di rilevanza penale e civile, in separata sede.
Ciò a tutela dell’immagine della persona degli pubblici amministratori e della comunità Furnarese, presentata strumentalmente, artificiosamente e falsamente, nei diversi comunicati stampa e nelle dichiarazioni rese dalla società COMET BIO srl o da suoi rappresentanti come località nella quale risiedono soggetti dotati di scarsa educazione e capaci di falsità, violenze demagogia e linciaggi.

Per quanto attiene la sequenza dei fatti che hanno caratterizzato la vicenda, va evidenziato quanto segue:

1. Conformemente alle regole vigenti in un Ente locale, un progetto industriale che incide sull’ambiente e sul territorio, viene sempre esaminato e valutato dal competente Ufficio Tecnico del Comune interessato (organo tecnico), il quale riferisce al Sindaco (organo politico) sui vantaggi e sui rischi del medesimo;

2. Nella fattispecie, l’incontro con il sindaco è avvenuto per mera cortesia istituzionale e senza “convinti assensi” o “entusiasmi” di sorta, soprattutto dopo avere esaminato le note credenziali dell’imprenditore proponente al quale è stato a suo tempo e subito riferito che era doveroso il preliminare passaggio da parte dell’organo tecnico. Pertanto, qualunque diversa eufemistica ed interessata affermazione, è facilmente confutabile dalle altre persone presenti all’incontro;

3. Contrariamente all’avverso assunto la circostanza che il sindaco non abbia più voluto interloquire con l’imprenditore, denota la sensibilità il livello e l’elevato ”concetto di educazione” di un pubblico amministratore il quale, contrariamente all’avverso assunto, con un comportamento concludente e prima di entrare nel merito del progetto, ha solo voluto dimostrare l’assoluta assenza di interesse a proseguire qualunque interlocuzione proprio con quell’imprenditore proponente;

4. Malgrado ciò, il progetto che aveva ed avrebbe la unilaterale pretesa di modificare e di interferire sull’assetto e sull’ecosistema del territorio di Furnari, è stato comunque presentato nell’ indifferenza dell’Amministrazione Comunale e, successivamente, dopo essere stato adeguatamente analizzato e valutato sulla scorta di fondate e reali preoccupazioni, opportunamente attenzionato determinando una ferma e convinta opposizione;
5. Si conferma ancora una volta che la convocazione della Conferenza di Servizi è stata una consapevole scelta ed una iniziativa dell’Amministrazione Comunale per evitare l’approvazione del progetto presentato per silenzio assenso, secondo la vigente normativa regionale, peraltro viziata di illegittimità costituzionale.

Ciò posto e prima di entrare nel merito del progetto, va evidenziato che il Comune di Furnari, con deliberazione di Giunta n. 39 del 11 giugno 2014, ha conferito incarico alla Prof. Patrizia Livreri -- docente presso la Scuola Politecnica dell’Università di Palermo, esperta di Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana, già consulente scientifico dell’Assessore Regionale all’Industria, con delega alla attività produttive, all’Energia e alla Ricerca Scientifica e Tecnologica -- allo scopo di ottenere una valutazione tecnico­ambientale dell’impianto di cogenerazione presentato dalla COMET BIO srl:

Fatto questo opportuno chiarimento, entrando nel merito del progetto e tenuto conto delle criticità emerse dallo studio dello stesso e da una indagine sui luoghi nonché avvalendosi del supporto scientifico di consulenza fornito dall’ Università di Palermo, va evidenziato quanto segue:

1. La collocazione di parte dell’edificio di cui al progetto (veranda) è allocato ad una distanza inferiore ai 30 ml previsto come fascia di rispetto per la linea di metanizzazione realizzata dalla SNAM RETE GAS che attraversa il terreno oggetto di preteso intervento, distanza che potrebbe essere superiore al c.d “corridoio di sicurezza” nel caso di impianto che sviluppa una temperatura di circa 800 gradi centigradi. A questo è da aggiungere che detti impianti hanno una elevata pericolosità ed una certa frequenza di incidenti anche abbastanza gravi, come l’incendio dell’agosto 2013 verificatosi a Sciavez (BZ);
2. A prescindere dalla superiore criticità, ed in funzione della vicinanza al gasdotto, il progetto presentato dalla COMET BIO srl, pertanto, appare assolutamente difforme dal dato reale e, per tale ragione, infedele ed in veritiero dal punto di vista della attestazione del professionista e della ditta committente, con tutte le conseguenze di legge;

3. La COMET BIO srl, come da visura camerale risulta in stato di inattività e pertanto non si è in grado di valutare la capacità tecnica, organizzativa e gestionale. Non si riesce a comprendere come e con quali fondi una società inattiva possa procedere ad acquisto dell’area nella quale è destinato il progetto;

4. Per contro, da un'attenta analisi del documento prodotto dalla COMET BIO srl emerge una evidente contraddittorietà in relazione alle garanzie offerte dall’Istituto di Credito indicato a cofinanziare la predetta iniziativa imprenditoriale, nonché in relazione al relativo impegno in tal e, malgrado espressamente richiesti specifici e dettagliati chiarimenti, questi non sono mai stati offerti. Pertanto non appare sussistere la reale sussistenza dette garanzie fideiussorie. A quanto sopra è da aggiungere che patrimonio sociale effettivamente versato e sottoscritto dal suddetto istituto di credito, pari € 3.889.7OO,OO è assolutamente incompatibile con il l’importo dell’opera realizzanda, pari a €. 5.975.000,00. Per tale ragione ci si riserva di chiedere una adeguata ispezione da parte della Banca d’Italia su questo aspetto della vicenda;

5. Il progetto presentato dalla COMET BIO srl viene sottodimensionato in sede locale con una potenza dichiarata inferiore ad 1 MWe al fine di poter accedere alla procedura semplificata mentre, per contro, si avvale di un finanziamento del competente ministero che finanzia impianti di potenza superiore dalla soglia di 1 Mwe fino a 4 Mwe. Proprio per tale ragione e per l’evidente intento di eludere il dato normativo che lo ha ammesso al finanziamento, appare doveroso ed opportuno segnalare al competente Ministero finanziatore questa grave irregolarità meritevole di esclusione dal programma di finanziamento;

6. Il progetto della COMET BIO srl è in evidente contrasto con le distanze previste dagli artt. 173 e 414 del Regolamento di Igiene e Sanità, approvato con delibera Consiliare del 4 giugno 2014, legittimamente introdotto a difesa dell’habitat naturale della popolazione residente, delle risorse idriche, agricole naturalistiche e biologiche esistenti sul territorio e delle aziende agricole e zootecniche che traggono dallo stesso le loro risorse naturali, dal pericolo derivante dall’introduzione di nuove tecnologie dal dubbia compatibilità con le caratteristiche del sito;

7. Il Comune di Furnari negli anni passati è stato riconosciuto con decreto dell’Assessore regionale al turismo, con apposito D.A. 1430 del 1 giugno 2010 come “ Comune ad economia prevalentemente turistica e città d’arte”. La realizzazione di tale progetto in questa area inciderebbe negativamente sulla sua vocazione che vede la presenza, a poca distanza di importanti alberghi (Blu Hotels, ex Hilton, Baia di Tindari- Alpitour, Complesso Portorosa), di insediamenti turistici ed agri-turistico anche in corso di costruzione. Ancora, l’area sulla quale ricade il progetto è un’area antropizzata (Contrada Consurso, Frassini e Marraffino);

8. La Sovrintendenza dei Beni Culturali ha espresso un parere negativo per la presenza, in loco, di un’area di interesse archeologico, ricadente nel paesaggio locale 7, sottopaesaggio 7°, così definito e sottoposto a livello di tutela 1 del piano paesaggistico dell’Ambito 9, adottato con D.D.G del dipartimento regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, del 4 dicembre 2009 , n.8470. Al contempo, l’area interessata al progetto si trova a poca distanza dal sito di importanza comunitaria (SIC) denominata Laguna di Oliveri-Tindari, Codice ITA 030012, ed i venti del quadrante sud orientale lo attraversano prima di giungere al sito di importanza comunitaria;

9. La Relazione Tecnica Generale e la Relazione Tecnica di Dettaglio presentano alcune inesattezze sul funzionamento dell’impianto che denotano una non perfetta conoscenza del funzionamento dell’impianto da parte del “professionista abilitato”, che le ha redatte. e ancor più’ grave, la forte incongruenza dei dati dichiarati, non permette di conoscere i valori dei rendimenti e delle potenze di progetto;

10. In tutte le relazioni tecniche si dichiara un impiego continuo (nominalmente 24 ore su 24) dell’impianto per la produzione di energia elettrica: in assenza però di una altrettanto continua utenza termica disponibile che impieghi la potenza di scarto di 4.1 MW, il MiSE non poteva approvare il progetto;

11. I dati dichiarati in progetto sono assolutamente incongruenti;

12. Il ciclo termodinamico appare incompleto;

13. In assetto cogenerativo, l’impianto dovrebbe trasmettere, sotto forma di acqua di processo a 80°C, la potenza termica di scarto (che ammonta a 4.1 MW) ad una utenza esterna, rappresentata da un impianto per la produzione di pellet, da realizzare in zona, quindi non disponibile. In assenza attuale di tale utenza (o comunque nelle more della sua realizzazione) la potenza termica di scarto del fluido organico deve comunque essere trasmessa ad un refrigerante, che potrebbe essere acqua di fiume, di lago o di mare: in tal caso, ammettendo di poterne incrementare la temperatura di circa 15°C, la portata di acqua necessaria sarebbe di circa 230 t/h. In assenza di tale ingente portata di refrigerante, la potenza di scarto dovrebbe essere comunque dissipata, per esempio con l’ausilio di una torre evaporativa, di cui però non è fatta menzione in nessuna delle relazioni tecniche. In assenza di tale scambio termico, l’impianto non può funzionare. Mancano pertanto informazioni dettagliate sull’istallazione degli apparati destinati a tale scambio di calore e la fonte di provenienza del refrigerante. In assenza di una altrettanto continua utenza termica che impieghi la potenza di scarto di 4.1 MW, il ciclo termodinamico non può completarsi: anche qui si ravvede la necessità di uno scambiatore che asporti la potenza di scarto in assenza di una adeguata utenza termica esterna. La mancanza di tali informazioni rende impossibile l’approvazione del progetto da parte del Ministero;

14. Ai fini della valutazione della reperibilità delle risorse primarie, occorre partire da dati certi di progetti non disponibili. Sulla base di dati tecnici forniti nelle relazioni (assunti come veri ma come detto in precedenza non tali per la mancanza di unicità del dato) stesso si presume che il consumo di biomassa vegetale vergine risulta pari a circa 2564 kg/h: il che, considerando il ciclo produttivo di 8000 h/anno, comporta un flusso di legname di circa 56 t/giorno, cioè 1686 t/mese ovvero 20511 t/anno. La relazione riporta invece un dato pari a 15.000 tonnellate/annue. Questo scostamento conferma ancora la inattendibilità dei dati numerici dei parametri forniti. L’ENEA ha pubblicato i dati di produzione di cippato in tutta la Regione Sicilia e provincia per provincia. In totale la Provincia di Messina produce 55.084,36 tonnellate annue di residui di potature. Il consumo di biomassa dell’impianto di cogenerazione della COMET BIO srl, richiesto sul solo territorio di Furnari, pari a 20.511 t/annue, rappresenta quasi il 50% della biomassa vegetale vergine disponibile su tutto il territorio della Provincia di Messina. Da tali dati si deduce una disponibilità di biomassa vergine disponibile su tutto il territorio della Provincia di Messina, ma non si riesce ad affermare che la materia prima sia disponibile per una filiera corta, o peggio, ancora nel raggio di 30­40 Km, come affermato nelle relazioni a firma del progettista.

15. Gli impatti ambientali diretti e indiretti dei processi applicativi comportano emissioni di sostanze nocive per l’uomo e si rivelano dannose anche per la vegetazione dei terreni circostanti, come si rileva dallo studio scientifico svolto dall’Università di Palermo ed in possesso del Comune di Furnari. In generale, basta qui appena evidenziare che, attraverso gli scambi gassosi con l’atmosfera, le piante assorbono tutte queste sostanze considerati importanti agenti fitotossici che incidono negativamente, oltre che sulle pregiate colture esistenti, anche sugli allevamenti che insistono sul territorio;

16. Non sono peraltro fornite relazioni geologiche, geotecniche, idrologiche e sismiche di prima approssimazione delle aree interessate, né tanto meno sono stati calcolati gli effetti della realizzazione dell’intervento e del suo esercizio sulla salute dei cittadini e sulla biocenosi.

17. L’approvvigionamento del combustibile riguarda anche la viabilità e la sostenibilità energetica complessiva del processo. Tale consumo di biomassa comporta ovviamente un certo flusso di automezzi per il suo trasporto: considerando di impiegare camion con rimorchio con portata utile di 32 t, ne risulta un traffico di circa 53 camion/mese ovvero 640 camion/anno. Tale flusso di automezzi pesanti ha ripercussioni non indifferenti sull’inquinamento sia atmosferico sia acustico nella zona circostante, soprattutto se si considera il limitrofo centro abitato di Condurso a 500 mt di distanza. A ciò va ad aggiungersi la difficoltà di percorrere strade dissestate già affette da frane, ed oggetto si specifiche ordinanze comunali interdittive del traffico e di ordinanze provinciali limitative del transito di automezzi pesanti;

18. E’ assente ogni valutazione dell’impatto acustico del traffico, degli impatti da polveri e gas di scarico.
19. Il vettoriamento dell’energia prodotta avverrà mediante elettrodotto aereo e cabina di trasformazione. Manca una valutazione dell’inquinamento elettromagnetico introdotto in un territorio vergine;

20. La realizzazione dell’opera pregiudica lo sviluppo socio­economico del Comune di Furnari ma anche quello del comprensorio adiacente, basato su coltivazioni di uliveti e vigneti per la produzione di prodotti d’eccellenza. Ogni impianto di cogenerazione può’ garantire un posto di lavoro a tempo determinato, facendone perdere a centinaia per i danni ambientali prodotti sul territorio. L’attitudine dell’impianto è unicamente remunerativa per la ditta che realizza l’impianto;

Per tutte le superiori considerazioni e rilievi, il progetto in questione non è compatibile con il territorio e con le produzioni autoctone d’eccellenza costituisce un concreto pericolo alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari locali ed incide negativamente sulla tutela della biodiversità e, pertanto, non poteva avere l’approvazione da parte del MiSE.
Ci si riserva comunque di segnalare tutte queste anomalie ed irregolarità al competente Ministero al fine di valutare se ricorre il caso di escludere la società richiedente dal programma di finanziamento.


Dalla Residenza Municipale lì 22 luglio 2014

IL SINDACO
Avv. Mario Foti

GERMANA': “I PARCHI SICILIANI SONO 

ILLEGITTIMI, LO DICE LA CORTE 

COSTITUZIONALE”.

 

Pubblicato da NEBRODI E DINTORNI.

 

 

Nota del deputato regionale NCD, On. Nino Germanà, circa la sentenza della Corte Costituzionale in merito alla legge regionale sui parchi e le riserve: “sono illegittimi, lo dice la Corte”.


Palermo, 22/07/2014 - "La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della legge regionale sui Parchi e Riserve n.98 del 1981, in violazione dell’art. 117 della nostra Carta, da ulteriore conferma di quanto sostengo da tempo", dichiara il deputato regionale del Nuovo CentroDestra, On. Nino Germaná.

"La mia posizione non è mai stata animata da ragioni settoriali o posizioni ex ante.
Bisogna guardare all'interesse di quanti vivono grazie al primario, a partire dai consorzi dei nostri prodotti dop che, sin dall'inizio hanno portato avanti la lotta contro questo becero sistema di imposizione di regole che non tengono conto delle esigenze del territorio.
Da vicepresidente della commissione attività produttive dell'Ars e da uomo di buon senso, quale mi reputo, mi rendo conto dell'esigenza di tutelare agricoltori, pastori e il mondo venatorio, che vivono della propria attività e che ogni giorno devono già fare i conti con non poche difficoltà .
Abbiamo l'esigenza di proteggere l'ambiente e agire senza lederlo ed è giusto istituire nuovi parchi - se ve ne sono le condizioni e se vantaggiosi per le zone interessate, ovviamente - ma dobbiamo cambiare modo di pensare: area protetta non significa area tabù. È una deviazione tutta nostrana". -

martedì 22 luglio 2014

OPERAZIONE "INGANNO".

Indagati cinque imprenditori e due funzionari della Provincia per appalti irregolari.

I Carabinieri di Patti hanno notificato sette avvisi di conclusione delle indagini nell'ambito dell'operazione "Inganno". Indagati cinque imprenditori edili e due funzionari della Provincia per irregolarità in alcuni appalti pubblici nella zona dei Nebrodi.

Giovedì, 14 luglio, 2011 - 14:09

Funzionari della Provincia di Messina avrebbero certificato, come regolarmente eseguiti, dei lavori che in realtà non sono risultati a norma. In altri sarebbe stato utilizzato cemento depotenziato, in altri ancora sarebbero stati interrati rifiuti pericolosi.
A conclusione delle indagini, coordinate dal sostituto della Procura di patti, Rosanna Casabona, i Carabinieri hanno notificato i relativi avvisi con contestuale informazione di garanzia a cinque imprenditori e due funzionari della Provincia di Messina.
I reati, vario titolo, sono: frode nelle pubbliche forniture e falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici.
Gli avvisi sono stati notificati agli imprenditori Pippo Pizzo, 50 anni di Montagnareale, Rocco Greco, 50 anni di Gela, Antonino Sidoti, 71 anni ex sindaco e imprenditore di Montagnareale, Umberto Armeli, 48 anni di Rocca di Capri Leone, Basilio Buzzanca, 59 anni di Montagnareale.
Indagati anche due funzionari della Provincia originari di Capo d’Orlando. Si tratta di Gino Castanò, 44 anni e Antonino Letizia 55 anni. Le indagini hanno preso in considerazione un arco di tempo che va dal 2001 al 2006.
Diversi gli appalti monitorati dai carabinieri.

Gli imprenditori Pizzo e Greco avrebbero effettuato i lavori per la bonifica della ex discarica di Sant’Agata di Militello, vicino al torrente “Inganno”.
Secondo quanto emerso dalle indagini avrebbero interrato rifiuti pericolosi e non pericolosi, ed il funzionario della Provincia, Castanò avrebbe emesso il certificato di regolare esecuzione dei lavori. Così gli imprenditori avrebbero attestato falsamente l’ultimazione dei lavori stessi e la loro esecuzione a regola d’arte.
Un reato analogo viene contestato dalla Procura a Pizzo, Sidoti e Castanò per i lavori per la bonifica del torrente di Brolo.

Altro reato sarebbe stato commesso dall’imprenditore Pizzo e da un ingegnere della Provincia, nel frattempo deceduto, perché sarebbe stato utilizzato cemento depotenziato per realizzare 15 alloggi popolari in contrada S. Nicolella di Montagnareale.
Mentre al cimitero dello stesso comune nebroideo sarebbero state realizzate delle cripte utilizzando marmo di qualità inferiore rispetto a quella stabilita dal capitolato d’appalto.
Per questa vicenda è sempre indagato l’imprenditore Pippo Pizzo.
Dinanzi alle contestazioni del direttore dei lavori che gli faceva rilevare la scarsa qualità del marmo l’imprenditore edile sporgeva denuncia ai Carabinieri sostenendo che ignoti avessero danneggiato il marmo. A lui viene contestata l’ipotesi di simulazione di reato.
Infine problemi identici sono stati rilevati dai Carabinieri nei lavori di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici di contrada S. Nicolella a Montagnareale ed in quelli di messa in sicurezza della strada agricola di collegamento della frazione Serra dell’Aria a San Salvatore di Fitalia.  -

OLIVERI : L'AMMINISTRAZIONE DEI PINI CONOSCEVA L'OPERAZIONE "INGANNO" ?.

 

Operazione “Inganno”, 

sei rinvii a giudizio.

L'inchiesta del 2007 sugli appalti pubblici.

 

 

6 luglio 2013 10:50

Pubblicato  da  www.amnotizie.it


Due anni dopo la conclusione delle indagini, arrivano i rinvii a giudizio per i sei indagati nell’ambito dell’operazione “Inganno” che, nel Luglio 2011, fece luce su presunte frodi nelle forniture pubbliche ed attestazioni fasulle in merito ad alcuni lavori pubblici nell’area tirrenico nebroidea.
Il gup Ines Rigoli ha disposto la comparizione a giudizio per il prossimo 15 Novembre per  4 imprenditori dell’area nebroidea Pippo Pizzo, di Montagnareale, Antonino Sidoti, ex sindaco di Montagnareale, Umberto Armeli, di Rocca di Capri Leone, Basilio Buzzanca, anch’egli di  Montagnareale e  due funzionari della Provincia residenti a Capo d’Orlando, Gino Castanò e Antonino Letizia. 
L’operazione “Inganno”, condotta dai Carabinieri della compagnia di Patti, prese il via dopo i lavori di bonifica del torrente di Brolo ed hanno preso in esame il periodo che va dal 2001 al 2006.
Sotto esame finirono anche la bonifica dell’ex discarica di Sant’Agata Militello, nei pressi del torrente Inganno, il completamento di 15 alloggi popolari e la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici nella frazione Santa Nicolella di Montagnareale, la messa in sicurezza della strada agricola di collegamento della frazione Serra dell’Aria di San Salvatore di Fitalia e infine la costruzione di cripte nel cimitero di Montagnareale.
Da quanto ricostruito dagli inquirenti, lavori spesso dati in sub appalto abusivamente durante i quali sono stai interrati rifiuti raccolti durante la bonifica di torrenti, realizzate rifiniture di alloggi popolari con cemento depotenziato, costruite strade di collegamento agricolo sui Nebrodi, con quantitativo di cemento inferiore a quello fatturato, svolti lavori con l’ausilio abusivo di imprese in sub appalto.
Ai dipendenti della provincia viene contestato di aver rilasciato i certificati di regolare realizzazione degli interventi.
A destare sospetti fu soprattutto il fatto che ad aggiudicarsi i lavori erano sempre le stesse ditte di Montagnareale.  -

MESSINA : ARRIVATO IL PRIMO AUTOBUS DELLA Gtt TORINESE .

In ritardo di un mese rispetto alle previsioni per consentire tutti i necessari interventi di manutenzione. Nei prossimi giorni arriveranno gli altri 6. Risalgono al 1994 ma sono in buone condizioni e possono trasportare fino a 120 passeggeri ciascuno.

L'autobus della Gtt davanti alla sede dell'Atm
 
Martedì, 22 luglio, 2014 - 11:29
Pubblicato  da  www.tempostretto.it
 
Dovevano arrivare a fine giugno ma c’era ancora da fare qualche piccolo intervento di manutenzione. Poi, invece, si è saggiamente scelto di ritardare di un mese e di mandare a Messina i 7 autobus previsti, già pronti per andare in strada.
Oggi è arrivato il primo, dopo un lungo viaggio in nave da Genova a Palermo e poi a Messina su un grosso mezzo trasportatore. Gli altri sei arriveranno nei prossimi giorni, alla spicciolata.
Si tratta di bus 490 Iveco, da 12 metri, risalenti al 1994 e dismessi dalla Gtt a seguito della riduzione recentemente avvenuta del servizio nella città di Torino, causa i tagli sul TPL nella Regione Piemonte.
Bus non certo nuovi ma acquisiti al costo simbolico di 1 euro, pagando solo le spese di riparazione, che ammontano a qualche migliaio di euro. Possono trasportare fino a 120 passeggeri e rappresenteranno una boccata d’ossigeno per un parco mezzi, quello dell’Atm, ridotto all’osso.  -

MESSINA : CODE E PROTESTE .

Una trentina di tir sbarcati alle 10 e multati ad uno ad uno. 

Accorinti in prima linea.

Fascia tricolore sopra la maglietta rossa "Free Tibet". Il sindaco è accanto alla Polizia Municipale che multa tutti i tir sbarcati dalla Cartour. E' il primo vero banco di prova dell'ordinanza anti tir.

 

 
Martedì, 22 luglio, 2014 - 10:37
Pubblicato  da  www.tempostretto.it
 
Il primo tir è sbarcato alle 10, otto ore dopo la partenza da Salerno. Sulla nave erano una trentina e tutti sono stati fermati ad uno ad uno per essere multati dalla Polizia Municipale. Si è così fermata una lunga coda in via San Raineri, dal molo Norimberga fino all’incrocio col cavalcavia.
In prima linea il sindaco, Renato Accorinti, che ha voluto essere presente al primo vero banco di prova della nuova ordinanza anti tir, con la fascia tricolore indossata sopra la maglietta rossa “Free Tibet”. Se ieri lo sbarco è avvenuto poco dopo le 7 e gli effetti sul traffico cittadino sono stati limitati, non altrettanto oggi, in piena mattinata.
Qualche momento di tensione, con i camionisti arrabbiati poiché ignari del divieto. Molti hanno affermato di non essere informati e che, viceversa, avrebbero seguito altre rotte. -
Pubblicato: 22/07/2014  -  lasiciliaweb›› Politica››.

Ars, 

approvata la manovra ter.

Arriva l'ok della commissione Bilancio, sblocca la situazione un maxi emendamento che aumenta le risorse per gli enti dell'ex Tabella H. Adesso la parola passa a Sala d'Ercole.

 

PALERMO - La commissione Bilancio dell'Ars al termine di una maratona notturna ha approvato la Finanziaria ter.

A sbloccare la situazione, dopo un lungo tira e molla, un maxi emendamento del Governo Crocetta, con cui sono state aumentate le risorse per gli enti della "ex Tabella H". La manovra dovrà adesso passare al vaglio di Sala d'Ercole.  -