venerdì 30 giugno 2017

La dr.ssa Emanuele

in pensione,

l’area demografica

passa al dr. Colica.


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Gaetanina Emanuele

Capo d’Orlando – Da domani, sabato 1 luglio, va in pensione la dottoressa Gaetanina Emanuele, responsabile dell’area demografica del Comune di Capo d’Orlando, area che sovrintende all’attività dell’anagrafe, dello stato civile e dell’elettorato.
Il Sindaco Franco Ingrillì ha salutato e ringraziato la dott.ssa Emanuele “per l’attività svolta al servizio del Comune sempre in modo impeccabile e professionale”.
L’area demografica, nell’ottica della programmata razionalizzazione e riorganizzazione della struttura interna del Comune, verrà adesso affidata all’area Amministrativa, retta dal dottore Antonino Colica. -

Bruciano i Nebrodi –

L’ultimo giorno di giugno

sarà ricordato a lungo.


da www.canalesicilia.it  








di Lorenzo Scaffidi C. –

L’ultimo giorno di giugno sarà ricordato a lungo da tuttala popolazione per i vasti incendi che stanno divampando, dalle prime ore del mattino, sul territorio dei Nebrodi. Roghi a Naso, Capo d’Orlando, Sant’Agata Militello e Piraino fino a Patti.

Incendi Nebrodi Giugno 2017

Molti incendi stanno causando dei danni incalcolabili, mettendo in serio pericolo la vita degli abitanti del luogo. A Sant’Agata di Militello le fiamme stanno minacciando numerose abitazioni vicino alla circonvallazione ed è stata chiusa al transito la Strada Provinciale 161. Situazione disperata nel pattese dove in queste ore si assiste a delle immagini catastrofiche. La gente fugge dalle proprie abitazioni, urla e, cosa ancora peggiore, rischia, cercando di salvare il salvabile.

Incendi Nebrodi Giugno 2017

La situazione al momento è di assoluta allerta ed il pericolo continua a diventare sempre più preoccupante. Complicata la situazione anche a Piraino, in località Acquarancio, dove sono state evacuate alcune abitazioni. Certo l’alta temperatura di quest’oggi, con le temperature schizzate ben oltre i 40°, alimentata dal forte vento di scirocco, non aiutano di certo i soccorsi, ma è difficile credere nella casualità, anche per la concomitanza e contemporaneità del divampare dei focolai in vari punti del nostro territorio.

Incendi Nebrodi Giugno 2017

Piuttosto sembrerebbe chiara la strategia criminale, che non può essere certamente imputata ad alcune singole menti malate, dietro questi incendi che stanno mettendo in ginocchio il territorio nebroideo. Non crediate che questi incendi siano causati da mitomani solitari, probabilmente dietro questi incendi ci sono delle grosse organizzazioni che hanno grandi interessi perchè tutto ciò avvenga.
Sarebbe da suggerire ai Sindaci del comprensorio, di recarsi a Palermo per chiedere alla Regione di proclamare lo stato d’emergenza per l’area dei Nebrodi e richiedere l’intervento dell’esercito per contrastare questi continui incendi, una guerra in continuo divenire, in cui a perderci è il nostro territorio, il nostro fantastico ecosistema. -

Charlie, concesso più tempo

ai genitori.

L'appello di Papa Francesco.


I genitori accusano, 'abbandonati lungo l'intero percorso'.



"Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d'amore che Dio affida ad ogni uomo". E' il tweet diffuso questa sera da Papa Francesco in cui, senza citarla esplicitamente, fa chiaro riferimento alla vicenda del piccolo Charlie Gard.
Non è quindi chiaro quando sarà staccata la spina al neonato di dieci mesi ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra per una rara malattia che secondo i medici è incurabile e lo fa soffrire troppo. Lo hanno annunciato i suoi genitori, Chris Gard e Connie Yates, che hanno perso la battaglia legale arrivata fino alla Corte europea dei diritti umani per portare a proprie spese il bimbo negli Usa e sottoporlo a una cura sperimentale. Sconvolti e addolorati hanno lanciato uno straziante grido d'accusa contro le autorità giudiziarie.
"Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo - hanno dichiarato i Gard su Facebook - non ci è stato permesso di scegliere se nostro figlio potesse vivere e nemmeno quando e in che luogo dovesse morire". Hanno invece ringraziato i tanti comuni cittadini che hanno dato sostegno allo loro causa, ad esempio donando soldi per raggiungere ben 1,4 milioni di sterline che sarebbero serviti per portarlo negli Stati Uniti e tentare di salvarlo.



Ma non è stato possibile perché uno dopo l'altro i giudici britannici prima ed europei dopo hanno dato ragione ai medici del Regno che di fatto hanno deciso della sorte del piccolo, nonostante l'opposizione dei genitori, e stabilito che deve morire per non soffrire più. I Gard vogliono ora trascorrere le ultime preziose ore con il neonato: "Ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone". Mentre un portavoce dell'ospedale di Londra ha risposto con un freddo linguaggio burocratico che cercheranno di assistere i familiari in questo difficile momento e che da mesi si preparavano all'evenienza di dover staccare la spina al piccolo.



Intanto cresce la polemica nel Paese, con un portavoce della chiesa cattolica in Inghilterra e Galles che critica una decisione "straziante" e prende le difese dei Gard che "comprensibilmente hanno tentato in tutti i modi di salvare il loro figlio". E perfino dall'Italia si sono levate accuse alla linea draconiana adottata dai dottori: "Il caso rappresenta un inquietante salto di qualità di quella cultura della morte che affligge la nostra società", ha affermato in una nota il Forum delle Associazioni Familiari di Milano. "La stessa Corte europea, abituata a intervenire ogni due per tre per sostituirsi alla legittima sovranità nazionale dei Paesi membri - si legge ancora nel comunicato - laddove si tratta di sancire nuovi diritti civili, questa volta dice di non potersi intromettere nelle decisioni dell'autorità britannica". (ANSA)

Mattarella: 'probabile

voto entro inizio primavera'.

Renzi: 'Basta formule, voglio cambiare. Faremo campagna elettorale parlando di contenuti e idee'.




Gentiloni, agganciata crescita, risultati da riforme - "E' importante che abbiamo agganciato il treno della crescita, c'è molto da fare ma le riforme e le decisioni di questi anni hanno prodotto risultati". Lo afferma al Tg1 il premier Paolo Gentiloni. "Noi abbiamo speso molto meno di Germania e di altri paesi europei per il salvataggio delle banche, ma molto, molto di meno, e in fondo siamo orgogliosi di aver tutelato anche con risorse pubbliche il risparmio e l'economia di una Regione importante come il Veneto". "Avere banche più sicure non è un favore ai banchieri - ha poi aggiunto Gentiloni - ma significa assicurare la nostra economia".
Renzi: 'Basta formule, voglio cambiare' - A noi interessa cambiare la vita delle persone, non inseguire le formule della politica del passato. Per questo da oggi è nato un foglio di collegamento digitale (bit.ly/democratica), per questo ci vediamo a Milano tra qualche ora con i circoli, per questo faremo la campagna elettorale parlando di contenuti e di idee. Solo di questo. Avanti, insieme". Lo scrive Matteo Renzi su Facebook a pochi minuti dall'inizio dell'assemblea dei circoli Dem.

IL POST DI MATTEO RENZI

"Oggi ultimo giorno di Equitalia, domani arriva la quattordicesima per chi ha la pensione al minimo: quando annunciai queste due misure in tanti sorrisero ironicamente. Erano promesse, ora sono realtà. Come è realtà la crescita economica del Paese e l'aumento dei posti di lavoro: più 854.000. Vorrei che parlassimo di questo, cercando di migliorare ciò che va migliorato ma senza inseguire polemiche astratte e fumose che interessano solo gli addetti ai lavori", scrive ancora l'ex premier su Fb. (ANSA)

LEGAMBIENTE LONGANO –

Cemento-amianto

a Rodì Milici.



            


La segnalazione dell’associazione ambientalista indirizzata agli organi preposti.

Da recente sopralluogo effettuato nel comune di Rodì Milici e precisamente imboccando Via Trazzera dalla S.P. 93 appena superato il ponticello vicino al campo sportivo si gira a sx e percorrendo la traccia in terra battuta per circa 200 m. sulla dx si scorge la presenza di lastra in cemento/amianto , scendendo ancora in direzione monte/mare dove di recente è stata fatta movimentazione con pala meccanica atta a realizzare una canalizzazione che capta l’acqua del Torrente e utilizzata a scopo irriguo vi è la presenza di tubi in cemento/amianto e di relativi pezzi grossolani di amianto sparsi nel terreno . Il tutto è meglio documentato nel materiale fotografico che rimane dallo scrivente custodito a disposizione.





Il Torrente Patrì e i suoi canali di apporto idrico rimangono una delle mete preferite per lo smaltimento illegale . La problematica sanitaria e ambientale non è ancora oggi una priorità visto il continuo ritrovamento nel Comune di Rodì Milici come degli altri i cui confini comuni ricadono nell’asta fluviale del Torrente . Più volte abbiamo messo in evidenza che vi è una forte carenza in termini di formazione e di informazione nei cittadini.
Le mancate conoscenze in merito al da farsi portano le persone ad atteggiamenti deprecabili quali l’abbandono dei rifiuti con conseguenze per la salute e l’ambiente.
Di fronte alla mancata conoscenza nonché alla mancata offerta , il cittadino preferisce risolvere facilmente il problema dello smaltimento dei rifiuti abbandonandoli incautamente dove capita , senza conoscere le conseguenze ambientali che penali a cui va incontro.
Legambiente ritiene che, in assenza di efficaci iniziative per contrastarlo, il fenomeno di proliferazione delle micro discariche all’interno del torrente ha assunto rispetto anche al recente passato, dimensioni sempre maggiori e preoccupanti. Aree che possono essere volano di percorsi di interesse naturalistico ambientale vengono profondamente alterate e ridotte, a posti di estremo degrado, cagionando danni ambientali e paesaggistici assai rilevanti.
Legambiente del Longano invita l’Amministrazione comunale e gli organi in indirizzo ad intervenite rapidamente alla bonifica dell’area . Fin quando non si faranno adeguati controlli sul territorio, la dovuta informazione e non si attuerà il Piano Comunale Amianto con il relativo censimento capillare sulla presenza in abitazioni , magazzini etc… questo malcostume di abbandonare i rifiuti continuerà tranquillamente senza conseguenze e con oneroso aggravio per le già magre casse comunali. -

NUOVA POLITICA –

Fabio Granata e la

“Patria. Idee oltre il ‘900”.



            


Una discussione sul futuro della politica e sui concetti di nazione e cultura partendo dal confronto sull’ultima fatica letteraria di Fabio Granata Patria. Idee oltre il ‘900.

A organizzare nei giorni scorsi a Messina l’evento, che ha riscosso un ottimo successo di pubblico, l’associazione regionale Nuova Politica. “Questa presentazione - ha spiegato aprendo i lavori il presidente Pierangelo Grimaudo alla folta platea presente - è un ulteriore approfondimento per sviluppare un percorso di Nuova Politica che è sì culturale ma anche politico. Il libro di Granata propone un patriottismo di tipo repubblicano, fondato su valori che poi sono quelli della tradizione italiana: identità, nazione, che per noi hanno un significato particolare. L’identità non è monoculturale né tanto meno etnica e nazione è soprattutto cultura. Una cultura dell’innovazione, capace di recepire anche apporti che vengono da altri. Il problema dell’immigrazione, per esempio, deve essere visto nella giusta maniera, costruendo una cittadinanza fatta di diritti, condivisione dei nostri valori, libertà e uguaglianza. L’Italia potrà avere un futuro solo se saprà partire dalla propria storia millenaria -ha aggiunto ancora Grimaudo. Oggi si può fare politica con un grande orizzonte che non sia esclusivamente di breve respiro e di distribuzione delle risorse che, sia chiaro, verranno se solo sapremo reinterpretare noi stessi. Ed è bene sottolineare che la globalizzazione non è un’emergenza ma può invece essere un’opportunità”.
Subito dopo l’apertura dei lavori del presidente di Nuova Politica sono intervenuti i docenti Fulvia Toscano e di Daniele Tranchida, che hanno poi ceduto la parola a Granata. “Credo che sia doveroso avere la consapevolezza di cosa siano l’Italia e la Sicilia -ha puntualizzato l’ex parlamentare. Il termine patria è utilizzato ovviamente provocatoriamente per dare questo senso di appartenenza rispetto a quella che è la più grande stratificazione storica, artistica, culturale, paesaggistica e ambientale del pianeta. E il precipitato di questa stratificazione è la nostra Sicilia. Quindi, un manifesto per certi versi per una nuova politica che sia in sintonia con la difesa dei beni comuni, degli interessi collettivi e della comunità nazionale”. -
Immagini evento e interviste Pierangelo Grimaudo e Fabio Granata al link https://we.tl/JITQeapp5x

SLALOM –

Sono 83 gli iscritti al 9°

Slalom Città di Castelbuono.



     



Tutto pronto, senza alcun tipo di retorica, nell’imminenza del 9° Slalom Città di Castelbuono, sesta prova stagionale per la Coppa Aci Sport sesta zona della specialità nonché ottavo appuntamento per il 2017 con il Cas, Campionato automobilistico siciliano Aci Sport Slalom.

L’evento motoristico consegnerà al tempo stesso ai suoi protagonisti altrettanti punti “pesanti” per le classifiche provvisorie dello Challenge Palikè 2017 (serie approdata alla 19a edizione), giunto, qui a Castelbuono, alla terza uscita dall’inizio della stagione.
La nuova sfida sportiva tra i birilli entrerà nel vivo domani, sabato 1° luglio, con le verifiche tecniche e sportive per i concorrenti e le vetture articolate nella centrale e suggestiva piazza Margherita, ricca di riferimenti storici e culturali. Il cronometro, per le tre manche che decideranno le sorti dei protagonisti in gara, verrà attivato domenica 2 luglio, a partire dalle 9.00, quando sarà l’A112 Abarth del madonita Giovanni Grisanti a lasciare con il numero 1 sulle fiancate e perciò per prima la pedana


di partenza, tra le Autostoriche.
A curare nel ‘cuore’ delle Madonie gli aspetti logistici e tecnici dello Slalom Città di Castelbuono numero nove sarà come tradizione annuale vuole il Team Palikè Palermo, con al timone Annamaria Lanzarone, Nicola, Dario e Roberto Cirrito, coadiuvato da vicino dal Motor Sport Club Castelbuono, associazione composta da un folto gruppo di appassionati di motori locali che oramai da nove edizioni, con la guida dell’instancabile presidente “Santino” Fiasconaro, affianca con entusiasmo nelle fasi organizzative sul territorio il sopraccitato Team Palikè (oltre a promuovere diverse iniziative a sfondo sportivo e sociale, in paese).
Le fasi organizzative dello slalom automobilistico di casa sono tuttavia seguite e sostenute con estrema condivisione dal Comune di Castelbuono e dalla nuova amministrazione appena eletta, rappresentata dal neo sindaco Mario Cicero, il quale non dovrebbe far mancare, anche per quest’anno, il patrocinio del Comune da lui stesso coordinato alla kermesse motoristica. Quanto mai prezioso l’appoggio della Presidenza della Regione siciliana e dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, entrambi in seno alla Regione siciliana.
Sono nel frattempo 83 i piloti siciliani che hanno voluto aderire al progetto varato per il 9° Slalom Città di Castelbuono. Sarà presumibilmente una sfida a quattro a caratterizzare lo scontro per la supremazia assoluta, sulle Madonie, tra le tre Radical affidate ai trapanesi Giuseppe Castiglione e Giuseppe Virgilio ed al messinese Francesco Schillace e l’Elia Avrio condotta, invece, dal catanese Mimmo Polizzi. Il ventisettenne Giuseppe Castiglione, campione siciliano Slalom 2015 e 2016, attuale leader provvisorio in seno al Campionato italiano Slalom 2017 ed al Regionale di specialità, sempre per quest’anno, punta decisamente al “poker” di successi, qui a Castelbuono, dopo le sue vittorie colte di fila nel 2014, nel 2015 e nel 2016. Il “figlio d’arte” trapanese, così come già accaduto in tutti gli altri appuntamenti stagionali sin qui sostenuti, guiderà la Radical SR4 Suzuki messagli a disposizione dalla Santoro Corse, ma iscritta dalla scuderia Armanno Corse Palermo, sodalizio campione siciliano Slalom in carica. Castiglione vanta anche quattro affermazioni, quest’anno, conseguite negli Slalom di Salice Messina, Sant’Andrea di Bonagia Valderice (TP), San Cataldo (CL) e Campobasso, quest’ultimo valido per il Tricolore.
A contrastargli il passo proverà sicuramente il plurititolato quarantenne catanese Mimmo Polizzi, già da troppo tempo lontano dalle competizioni agonistiche e dall’affetto dei suoi tanti sostenitori negli ultimi mesi, tornato in gran spolvero domenica scorsa nello Slalom Sciacca Terme, concluso al secondo posto assoluto ad una manciata di millesimi di secondo dal vincitore. Il forte specialista di Adrano, in trionfo a sua volta a Castelbuono per tre anni di fila, dal 2011 al 2013, fresco della sua adesione alla Catania Corse, avrà a disposizione la versione riveduta e corretta della Elia Avrio ST09 “Evo”, con propulsore Suzuki da 1.400 c.c.
Saranno tuttavia da tenere d’occhio per il gradino più alto del podio il giovane “figlio d’arte” messinese Francesco Schillace, Under 23, salito domenica scorsa agli onori della gloria per la sua affermazione sul filo di lana a Sciacca, con la Radical SR4 Suzuki 1.4 per la scuderia Tm Racing Messina, nonché l’altro giovane talento trapanese Giuseppe Virgilio, anche lui al volante di una Radical SR4 Suzuki 1.4 (con la quale si è aggiudicato, nel maggio scorso, la Coppa Città di Partanna TP), anch’essa per i colori della scuderia Tm Racing Messina.



Qualche chance almeno da podio la nutre comunque anche il messinese Giovanni Greco (vincente quest’anno nello Slalom di Monterosso Almo RG), alla guida di un’ennesima Radical SR4 Suzuki, per l’Armanno Corse Palermo.
Tra i tantissimi outsider, vanno certamente tenuti in doverosa considerazione i trapanesi Michele Poma (di Erice), capofila provvisorio tra gli Under 23, in seno al Campionato italiano Slalom 2017, con l’agile monoposto Ghipard Ghi008 Honda, Vincenzo Pellegrino (di Custonaci), su Radical SR4 Suzuki, Claudio Bologna (di Marsala), “nipote d’arte”, con la nuova Formula Gloria C8F Suzuki e Girolamo Ingardia (di Mazara del Vallo), alla guida della potente Fiat Cinquecento Suzuki iscritta dalla Trapani Corse, quindi gli agrigentini (entrambi originari di Sciacca) Nino Di Matteo, con la Formula Gloria C8F spinta da un propulsore Suzuki e Francesco Puleo, su Formula Gloria B4 Yamaha schierata dalla scuderia Project Team Agrigento (il nuovo sodalizio presieduto dall’ex “salitaro”, ora rallysta favarese Luigi Bruccoleri). Proverà ad attaccare per inserirsi nelle posizioni di vertice, inoltre, il palermitano di Termini Imerese Ninni Rotolo, con la Formula Gloria C8P Suzuki della scuderia S.G.B. Rallye San Piero Patti, in provincia di Messina.
Non mancherà la battaglia sportiva anche nel novero dello Challenge Palikè 2017. Al comando, dopo le tappe già in archivio di Sant’Angelo Muxaro e di Sciacca, è il plurititolato agrigentino (proprio originario della città rinomata per il pesce azzurro) Ignazio Bonavires, portacolori della Armanno Corse Palermo, con 36 punti conseguiti al volante della sua Peugeot 106 Gti 16v, gli stessi di cui dispone il preparatore agrigentino (questa volta di Alessandria della Rocca) Giuseppe Cacciatore, su Renault Clio Rs Light per la Project Team (il quale ha però a suo svantaggio una discriminante di punteggio, rispetto al capofila provvisorio).
Sono tre le ‘Lady’ pronte a darsi battaglia sportiva sui 3,5 km del tracciato deputato ad ospitare il 9° Slalom Città di Castelbuono. Si tratta della messinese (nata a Novara di Sicilia) Angelica Giamboi, con la sua immancabile Fiat X1/9 inserita nel gruppo Speciale, della palermitana Enza Allotta, a sua volta originaria di Belmonte Mezzagno e primadonna nella graduatoria provvisoria dello Challenge Palikè 017 Femminile, al volante della Fiat 126 Special di classe S1 per i colori di Armanno Corse Palermo e della locale Nicoletta Cannizzaro, al suo esordio quest’anno nelle corse automobilistiche, con la Peugeot 106 Gti 16v Racing Start schierata dalla Project Team.
Lo Slalom di Castelbuono avrà oltretutto una decisa connotazione “verde”, grazie alla presenza di ben cinque Under 23 al via, più precisamente Filippo Leo (Fiat 127 Sport), Dario Salpietro (su Peugeot 106 Gti 16v), Gianfranco Barbaccia (Fiat 126 Suzuki) ed i già citati Emanuele Schillace

(Radical) e Michele Poma (Ghipard).
A partire da quest’anno, lo Slalom Città di Castelbuono viene abbinato ai due Memorial “Pietro Antista” ed “Enzo Capuana”, grandi appassionati locali degli sport motoristici, rispettivamente collaboratore del Motor Sport Club Castelbuono ed uno tra i soci fondatori del vecchio Ferrari Club Castelbuono (e dopo anch’egli attivo collaboratore del sodalizio castelbuonese presieduto da ‘Santino’ Fiasconaro), entrambi scomparsi nel corso di questi primi mesi del 2017.
Sostanzialmente invariato nelle proprie peculiarità tecniche il selettivo percorso di gara deputato ad ospitare la nona edizione dello Slalom Città di Castelbuono. Il Comitato organizzatore, alcuni giorni fa, ha deciso di apportare solo piccole modifiche al tracciato “semi-montano” della lunghezza complessiva di 3,5 km, adesso reso più ‘lineare’ con l’abolizione del passaggio delle auto da corsa attraverso due incroci dislocati nella parte iniziale e centrale, sia pur con l’adozione di una nuova collocazione di birilli. Diciannove le postazioni di rallentamento per i concorrenti, in punti “cruciali” del serpentone d’asfalto. Direttore di gara l’esperto palermitano Marco Cascino.
Il 9° Slalom Città di Castelbuono si svolgerà pertanto domenica 2 luglio, lungo la strada statale 286. Lo start sarà localizzato all’altezza di contrada Fiumara, proprio alle porte dell’abitato di Castelbuono, dal km 9+800, mentre l’arrivo è individuato nei pressi di via Mazzini, all’ingresso del paese, di fronte al locale Istituto agrario, ad un centinaio di metri dallo stadio comunale, in una zona pertanto facilmente raggiungibile e fruibile da parte degli spettatori. Tre le manches cronometrate, da regolamento. Non è prevista alcuna ricognizione del percorso, a sua volta chiuso al transito veicolare da parte delle autorità locali dalle ore 7.00 di domenica 2 luglio.
La cerimonia di premiazione, coordinata dal Team Palikè e dal Motor Sport Club Castelbuono, si terrà sempre domenica 2 luglio dopo le 15.30 (ad apertura di parco chiuso, allestito nella via Mazzini, a 200 metri dallo striscione d’arrivo), in piazza Margherita.
La competizione automobilistica entrerà però come già detto nel vivo nel pomeriggio di domani, sabato 1 luglio, con le tradizionali verifiche sportive e tecniche, previste nella centrale e caratteristica piazza Margherita, dalle 14.30 alle 19.30 (nei locali della Pro Loco) e dalle 15 alle 20 (nel piazzale antistante piazza Margherita). Il tutto all’ombra della Trecentesca Matrice Vecchia di Castelbuono, di fianco alla Secentesca palazzina che ospita l’ex Banca di Corte, l’ex Carcere e la Torre dell’Orologio, in definitiva a poche centinaia di metri dall’Arco di Sant’Anna, porta d’ingresso alla città e dallo splendido Castello dei Ventimiglia, vero e proprio simbolo medievale di Castelbuono. -

CAPITALE MESSINA –

Nel mondo di Accorinti

qualcuno comincia a

comprenderne limiti

ed errori.



            


Su Messinaservizi ragionevole la posizione di Conti Nibali. Irragionevole, ma non è la prima volta, quella di Ialacqua”. Documento di CapitaleMessina a firma di Gianfranco Salmeri.

Fa piacere che nell’eterogeneo mondo dei sostenitori dell’esperienza Accorinti, qualcuno cominci a comprenderne limiti ed errori e che realizzi come il dogmatismo ideologico nelle scelte strategiche di una amministrazione locale crei solo mostri.
Colui che da sempre è considerato uno degli strateghi della elezione di Accorinti, il principale “consigliere del principe”, Elio Conti Nibali, assume una posizione che appare di complessiva dissociazione dalle politiche della Giunta. In particolare critica, a ragione veduta, l’atteggiamento ambiguo tenuto in occasione della votazione “Messinaservizi”, dove la Giunta ha paventato il rischio di licenziamento dei lavoratori, mentre invece era noto, il capo dell’Ispettorato del Lavoro lo sosteneva da tempo, che tale rischio non c’era. E si è rivelata strumentale la minaccia dell’improrogabilità del servizio di Messinambiente, cosa anche questa smentita dai fatti.
Inoltre invita l’Amministrazione a valutare la proposta di alcuni consiglieri comunali di aprire la società Messinaservizi a partner esterni.
La posizione di Conti Nibali è ragionevole. Noi sosteniamo da tempo che le cose le debba fare chi ha dimostrato di saperle fare meglio.
Non si tratta di esaltare il ruolo del privato tout court, ma di rivolgersi a chi, pubblico o privato che sia, abbia il know-how, l’esperienza per rivoluzionare il sistema dei rifiuti a Messina, altrimenti destinato all’ennesima gestione fallimentare.
E irragionevole invece, ma non è la prima volta, la posizione di Ialacqua. “La gestione da noi immaginata” dichiara l’assessore “è pubblica e locale. Perché cercare partner esterni?”
Perché, è la risposta, un buon amministratore dovrebbe, nell’interesse della città, ricercare la collaborazione ed il contributo di partner con esperienze di successo nel ramo di interesse, a prescindere dalla loro provenienza.
D’altro canto l’Amministrazione Accorinti, in questi anni, ha ripetutamente reclutato amministratori, Ciacci, Rossi, Foti, Eller, Cuzzola, lo stesso Le Donne, provenienti da altre realtà. Ed è giusto che sia così.
Noi non condividiamo l’irrigidimento ideologico sulla natura pubblica della società di servizi, quando anche il segretario del partito comunista cinese inneggia al libero mercato, ma ancora meno riusciamo a comprenderne il pregiudizio geografico. -

BASTARDI –

Nel segno di un diabolico

piano, i Nebrodi bruciano.



            


E’ l’inferno! Situazioni al limite del collasso. Vasti incendi a Sant’Agata, Naso e Capo d’Orlando, evacuato un asilo mentre sembra che sia a Piraino l’area a maggior rischio con alcune case già evacuate. E’ difficile credere nella causalità, anche per la concomitanza e contemporraneità del divampare dei focolai che si registrano anche a Patti.



Alimentati dal forte vento di scirocco le fiamme la stanno facendo da padrona in quest’afoso pomeriggio nebroideo.
Il bollettino dei roghi che punteggiamo il territorio racconta di:
A Sant’Agata di Militello la situazione è grave. Qui le fiamme stanno minacciando numerose abitazioni vicino alla circonvallazione ed è stato evacuato un asilo.
Risulta chiusa al transito la Provinciale 161.
A Capo d’Orlando arde un’area a ridosso della Contrada Catutè.



A Naso, in Contrada Brucoli, le fiamme lambiscono la statale 113.
A Piraino, nella zona di Acquarancio evacuate alcune abitazioni

PATTI: DISTRIBUTORE GAS METANO ORMAI AVVOLTO DALLE FIAMME.





Minacciate “La Porticella”

e “Villa Rica”!


Il distributore di metano che si trova all’incrocio tra lo svincolo autostradale e la superstrada Patti-San Piero Patti e la frazione Moreri è ormai avvolto dalle fiamme. Nell’inferno di fuoco e fumo la gente scappa ma rischia cercando di salvare il salvabile.


Si aggrava la situazione sul versante orientale del nostro hinterland a causa delle fiamme che stanno ancora espandendosi sulle colline del pattese. Completamente interdetta al traffico veicolare la superstrada che collega Colla a Patti.
L’incendio che è cominciato in contrada Scarpiglia diventa sempre più ampio e, per precauzione, è stata evacuata la Pieco, società di raccolta rifiuti. Le fiamme purtroppo minacciano adesso un canile e la situazione per l’Agriturismo La Porticella rimane molto preoccupante. Il rogo lambisce ormai la sala ristorante. Sembra che, dalle prime testimonianze, il fuoco abbia già interessato le stalle della struttura e purtroppo alcuni animali sono rimasti intrappolati dalle fiamme.
Anche Villa Rica, altra struttura ricettiva, è minacciata dalle fiamme in maniera molto preoccupante.
La gente fugge dalle proprie abitazioni, urla e, cosa ancora peggiore, rischia cercando di salvare il salvabile. La situazione al momento è di assoluta allerta ed il pericolo continua a diventare sempre più preoccupante.
Il fuoco si è propagato adesso nelle contrade Sisa e Maddalena. A destare grande preoccupazione è anche la zona industriale.
Seguiranno aggiornamenti.-

La fuga perfetta di Igor.

E un pm ha distrutto il

Dna del killer sparito.


Nessuna speranza di ritrovarlo. E ora non si potrà più contare neppure sulla pista genetica.


Pubblicato da www.ilgiornale.it

L' è andè via d'un pez: non c'è più, ha tagliato la corda. Igor Vaclavic non è più a Budrio, non è a Molinella né a Campotto né a Comacchio, ha lasciato la grande pianura tra Bologna e l'Adriatico dove per settimane lo Stato gli ha dato la caccia.



La caccia è fallita. Lascia dietro di sé delusioni e polemiche. E la domanda se davvero lo Stato abbia fatto tutto il possibile per proteggere la gente di queste terre dalle imprese del guerriero-ninja.
Ebbene: non tutto è stato fatto. Errori sono stati commessi negli ultimi tre mesi, quelli iniziati con l'assassinio a Riccardina del barista Davide Fabbri. Ma errori più marchiani sono stati commessi prima, quando le imprese di Igor sono state sottovalutate a lungo: al punto che le prove di uno dei delitti più brutali di Igor, il sequestro e l'aggressione a un artigiano di Villanova di Denore, sono state distrutte su ordine del magistrato che indagava. Lì, per la prima volta, c'erano impronte e Dna di Igor. Da lì si poteva partire per dare almeno una identificazione certa al bandito, che continua a chiamarsi Igor Vaclavic per una Procura e Norbert Feher per un'altra, russo per la prima, serbo per la seconda. Tutto è stato buttato in discarica.
È il 26 luglio del 2015 quando Alessandro Colombani ritorna da una serata con gli amici nella sua casa a Villanova, tra Ferrara e il delta del Po. Lo aspettano in quattro, lo legano e lo massacrano di botte. «Più di una volta ho pensato: questi qua mi ammazzano», racconta oggi. È la prima impresa di Igor, uscito da pochi mesi dal carcere dove ha scontato otto anni per una prima serie di imprese. Con lui ci sono Ivan Pajdek e Patrik Ruszo. «Tutto questo è iniziato quando è uscito dal carcere Igor», racconterà poi Pajdek, «prima eravamo solo dei ladri da due soldi. Igor invece voleva fare qualcosa di più grosso, e ci ha portato in quella prima rapina a Villanova».
Sull'aggressione a Colombani viene aperta una inchiesta che non arriva da nessuna parte. E che non viene messa in collegamento con l'altra sfilza di imprese che subito dopo la banda inizia a mettere a segno. Quattro colpi, uno dopo l'altro. L'ultimo, il 9 settembre ad Aguscello: il pensionato Pier Luigi Tartari viene catturato nella sua casa, tenuto prigioniero per due giorni, seviziato ininterrottamente. Quando sono stufi, Igor e i suoi compari lo buttano ancora vivo in un fosso. Muore così, una agonia lenta e terribile.
Il prossimo 13 luglio si apre il processo ai complici di Igor in quelle imprese. Ed è nelle carte di quel processo, come ha raccontato ieri la Nuova Ferrara, che emerge la incredibile storia dei reperti fatti distruggere dopo che l'indagine era stata archiviata «a opera di ignoti», senza far confluire tutto in un unico fascicolo. Eppure tra Villanova e Aguscello ci sono solo diciassette chilometri, e le analogie tra le due imprese sono impressionanti.
Prima e dopo, altre inefficienze hanno segnato la saga di Igor. Le prime quando viene liberato a pena scontata e né il decreto di espulsione firmato dal questore di Rovigo né la pena accessoria disposta dal giudice di Ferrara vengono eseguite: e su queste sta scavando Giorgio Bacchelli, l'avvocato di Maria Fabbri - la vedova del barista di Budrio - per capire se chiedere i danni allo Stato che ha fatto finta di espellerlo. A valle ci sono le magagne dei mesi scorsi, quando dopo il delitto di Budrio parte la caccia all'uomo, in modo così maldestro che Igor torna ad uccidere: una caccia gestita come una operazione militare anziché investigativa, cercando Igor tra gli argini e non nella sua rete d'appoggio, tra i complici che gli stessi inquirenti oggi sono sicuri che l'abbiano aiutato.-