domenica 30 giugno 2013

ANSA.it > Cronaca > News.

Papa: Ratzinger ha deciso in coscienza.

Bergoglio, Dio gli ha fatto capire passo che doveva compiere.

30 giugno, 12:49
 

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU - Benedetto XVI "ci ha dato un grande esempio'di ascolto della propria coscienza e decisioni prese insieme con Dio": lo ha detto il Papa all'Angelus, spiegando il senso della coscienza come luogo di ascolto di Dio.

"Papa Benedetto XVI, quando il Signore gli ha fatto capire, nella preghiera, quale era il passo che doveva compiere ha seguito, con grande senso di discernimento e coraggio, la sua coscienza, cioé la volontà di Dio che parlava al suo cuore" ha aggiunto Bergoglio. (ANSA)

MICCICHE': "PDL, POLITICI DI CUI LA GENTE NON TOLLERA PIU' NEMMENO I NOMI"

30/06/2013 - “Se nascerà Forza Italia 2.0 questa diventerà il nostro migliore alleato. Non certo questo Pdl che non esiste più come partito, fatto in buona parte di politici di cui la gente non tollera più nemmeno i nomi”. Così il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, nel corso dell’assemblea regionale
campana del partito arancione, svoltasi questa mattina a Napoli in un’affollatissima sala di Palazzo Tiempo al Centro Direzionale.

“Il presidente Berlusconi – ha spiegato Miccichè – mi ha chiesto se saremo al suo fianco in questa nuova avventura. Ho risposto che lo saremo certamente, già in occasione del voto per le regionali in Basilicata; ma ciò accadrà solo se Forza Italia dimostrerà di essere il partito del fare, il partito della gente, un cambio radicale rispetto all’attuale Pdl“.-
Fonte: Nebrodi e dintorni.

TUTTI GLI SPRECHI DEL GOVERNO CROCETTA.


Pubblicato: 29/06/2013 - lasiciliaweb›› Politica››.
 
Il Codacons fa le pulci all'amministrazione regionale: "Inspiegabili le spese per l'ufficio stampa e per la sede di Bruxelles, troppo alti i costi di Palazzo d'Orleans e Gazzetta ufficiale". Per non parlare degli stipendi di assessori e dirigenti .

  PALERMO -   "Da un'attenta analisi dei bilanci 2013, il Codacons ha evidenziato contraddizioni e anomalie nella gestione del governo regionale". Il Codacons fa le pulci all'amministrazione Crocetta ed elenca le sue "criticità". Come l'ufficio stampa: "Il governo, nel bilancio approvato il 30 aprile, dopo aver licenziato 21 professionisti senza alcuna giusta causa, annunciando tagli e risparmi, ha appostato dietro la voce ufficio stampa, poco più di quattro milioni di euro. Molto di più rispetto al bilancio 2012. A quale finalità sono destinate queste enormi risorse?". Un altro centro di spese "insopportabili" per il governatore, a dire del Codacons, è l'ufficio di Bruxelles. "Anche in quel caso - dice il Codacons - tutto il personale esterno in servizio, dopo le elezioni, sembrava dismesso. Il bilancio appena pubblicato, però, conferma in pieno le previsioni di spesa". Il Codacons prende in considerazione anche gli stipendi di presidente e assessori. "Il presidente percepisce, orientativamente, al lordo, il triplo rispetto a un normale deputato regionale".
Non mancano gli appunti alla macchina regionale: "Per garantire un adeguato livello di assistenza, il bilancio prevede, oltre alle spese per il mantenimento della struttura (palazzi e uffici) e degli strumenti (arredi, computer, cancelleria) e le spese del personale, anche una serie di 'commodities'. Le 'spese della corona' - spiega il comunicato - riferite al solo presidente, superano i tre milioni e 200 mila euro. Il costo complessivo delle spese correnti riferite al solo Palazzo d'Orleans lambisce i 4 milioni. Il totale raggiunge la considerevole cifra di 3 milioni 978 mila euro".
Per il Codacons "un altro dato che, tecnologie alla mano, fa impressione è quello legato alle spese di stampa e distribuzione della Gazzetta ufficiale: 420 mila euro l'anno. Mentre gli stessi documenti, su internet, sono ormai da anni disponibili in maniera immediata, gratuitamente. Infine il personale: i componenti degli uffici di staff degli assessorati sono attualmente 180. Nel 212 gli uffici di staff sono costati oltre 713 mila euro. Il costo previsto, nel 2013 è di circa 520 mila euro: un risparmio mensile di 65 mila euro. Il solo trattamento accessorio dei dirigenti regionali costa 5 milioni e mezzo l'anno. Gli stipendi dei dirigenti sforano i 300 milioni l'anno. Le retribuzioni raggiungono 104 milioni 176 mila euro. Gli oneri sociali arrivano a 196 milioni. Il costo complessivo del personale regionale sfiora il miliardo: 867 milioni, 601 mila euro, salvo errori e/o omissioni".-

L'ESERCITO DEI LAVOTATORI "REGIONALI".

Sono cinquantamila e costano più di un miliardo Ecco l'esercito dei lavoratori "regionali"

ECCO L'ESERCITO DEI LAVORATORI "REGIONALI".

Sono cinquantamila e costano più di un miliardo

Sabato 29 Giugno 2013 - 20:02


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Agli oltre ventimila dipendenti della Regione, vanno aggiunti i Forestali e gli assunti nelle società partecipate. Ecco nel dettaglio quanti sono e quanto costano ai siciliani.

 
 
PALERMO - Altro che ventimila. I lavoratori a carico di “mamma Regione” sono più del doppio. E costano oltre un miliardo di euro. I dati che emergono dal rendiconto della Corte dei conti offrono una fotografia oggettiva del “vero” numero degli stipendiati dalle casse dorate di Palazzo d'Orleans. Altro che ventimila, insomma. Era quello nell'immaginario collettivo, il numero già di per sé “eccezionale” riferito ai dipendenti della Regione. In realtà sono molti di più.

Quel numero, infatti, riguarda semplicemente i lavoratori che fanno capo alle strutture direttamente legate alla Presidenza o gli assessorati. Per la precisione, la Corte spiega che tra dirigenti, funzionari e istruttori, il numero dei “regionali” “è pari a 17.700 unità (-1,6 % rispetto al 2011), costituito quasi interamente (96,3%) da dipendenti a tempo indeterminato (-1% rispetto al 2011)”. Ma non finisce qui. “A questi – scrive infatti la Corte - si aggiunge un contingente di 2.513 unità che l’amministrazione indica quale personale 'ad altro titolo utilizzato' (nel 2011 erano 2.293)”. Per il personale in servizio, la Regione ha speso, nel 2012 la cifra ragguardevole (ma comunque in calo rispetto agli anni passati) di 755.932 euro.

Ma, come detto, non è tutto qua. Escluse infatti le uscite per il personale in quiescenza (cifre solo di poco più basse rispetto a quelle riguardanti il 'personale in servizio'), a quelle somme ne vanno aggiunte altre. “Ci si riferisce, in particolare, - scrive la Corte dei Conti - agli oneri per il pagamento delle retribuzioni in favore: del personale avviato all’impiego dal Corpo forestale regionale e dagli uffici periferici del dipartimento Azienda regionale foreste demaniali, del personale in servizio presso organismi societari partecipati dalla Regione, del personale non regionale che presta servizio nell’interesse della Regione siciliana, di quello comandato presso gli uffici giudiziari con oneri a carico della Regione, del personale delle scuole regionali”. Il “lato oscuro” della Regione siciliana, insomma. Quella fetta di lavoro pubblico quasi mai considerato “regionale a tutti gli effetti” perché appartenente a categorie “ibride”.

Intanto, come detto, ecco la compagine tanto discussa dei “Forestali”. Una etichetta con la quale si è spesso inglobato un po' di tutto. Per essere precisi, però, questi dipendenti (non di ruolo) impiegati – per la stragrande maggioranza - per 78, 101 o 151 giornate l'anno, vanno suddivisi in due categorie: quelle che fanno capo al Corpo forestale, e quelli dell'Azienda Foreste. I primi sono in tutto 7.148. Quasi tutti appunto a tempo determinato il cui costo annuo sfiora i 100 milioni. La seconda categoria di “forestali” invece è composta da 18.260 lavoratori (di questi poco più di 1100 a tempo indeterminato). Il loro costo supera i 223 milioni annui. Insomma, si tratta di quasi 25 mila lavoratori. Una cifra spesso rimbalzata sui media come simbolo dello spreco. In realtà, considerate le “turnazioni” il “peso” dal punto di vista retributivo è assai lontano da quello destinato a 25 mila lavoratori. La Corte dei conti ha compiuto allora un calcolo. Nonostante le turnazioni, quei lavoratori costano alla Regione la stessa cifra che verrebbe spesa per pagare 13 mila dipendenti a tempo determinato. La cifra complessiva è di 322 milioni annui. Che aggiunti a quelli spesi per i “regionali regionali” porta la spesa totale già vicina al miliardo di euro.

Ma non è finita qui, neanche stavolta. Se escludiamo infatti le categoria dei comandati e il personale delle scuole regionali (che incidono – in proporzione – assai di meno sulla spesa), resta l'enorme esercito dei dipendenti delle società partecipate. Molte delle quali a totale o quantomeno maggioritaria partecipazione pubblica. In questo caso, il numero dei lavoratori sfiora quota 7.300. Per un costo di 257 milioni annui. Già. Ventimila, alla Regione, non bastano. I siciliani che dipendono da Palazzo d'Orleans sono più del doppio. E costano agli altri siciliani più di un miliardo l'anno.-
Fonte: www.livesicilia.it

sabato 29 giugno 2013

SORVEGLIATO SPECIALE UCCISO NEL SALENTO.

ANSA.it > Cronaca > News.

Un colpo di pistola alla testa,

poi bruciato il corpo.

Indagini Carabinieri.

29 giugno, 19:59

Sorvegliato speciale ucciso nel Salento 
 
(ANSA) - MARTANO (LECCE), 29 GIU - Il corpo carbonizzato di un sorvegliato speciale, che prima di essere dato alle fiamme sarebbe stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa, é stato trovato nel pomeriggio dai carabinieri in un uliveto alla periferia di Martano. Si tratta di Massimo Bianco, di 41 anni, la cui scomparsa era stata denunciata due giorni fa dai familiari.

Un sopralluogo è stato fatto dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce di turno Emilio Arnesano. (ANSA)

INTIMIDAZIONE A SINDACO COMUNE CALABRIA.

ANSA.it > Cronaca > News
 
Trovate sei cartucce fucile vicino casa,a novembre incendio.
 
29 giugno, 19:09

Intimidazione a sindaco Comune Calabria

(ANSA) - BAGNARA CALABRA (REGGIO CALABRIA), 29 GIU - Sei cartucce di fucile sono state lasciate da sconosciuti davanti all'abitazione del sindaco di Bagnara Calabra, Cesare Zappia.

L'intimidazione di stamane e' la seconda in sette mesi nei confronti del sindaco calabrese. Le cartucce sono state trovate da un familiare di Zappia che ha poi allertato il congiunto.

L'episodio e' stato denunciato ai carabinieri. A novembre dello scorso anno il sindaco aveva subito l'incendio della sua automobile. (ANSA)

SBLOCCATE MILLE ASSUNZIONI NELLA SANITA' SICILIANA.

Concorsi e stabilizzazioni per medici e infermieri.

Sabato 29 Giugno 2013 - 12:40 
Fonte: www.livesicilia.it
 
Una circolare dell'assessorato regionale alla Salute sblocca le procedure per l'assunzione e la stabilizzazione di mille unità. Lucia Borsellino: "Con questa prima misura diamo una boccata d’ossigeno a organici già in difficoltà.
 
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L'assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino.
 
PALERMO - In Sicilia si sbloccano mille assunzioni nella sanità. La notizia rappresenta una svolta per una regione che da anni soffre più delle altre la crisi occupazionale. L'assessorato regionale alla Sanità annuncia lo sblocco delle procedure concorsuali e la stabilizzazione a tempo indeterminato per mille posti tra dirigenti medici e comparto nelle diciassette aziende sanitarie della Regione siciliana.

Dopo il blocco dei concorsi per la copertura dei posti vacanti degli organici delle Aziende sanitarie e una complessa istruttoria svolta con la collaborazione delle stesse Aziende per la determinazione dei fabbisogni, con una circolare del 28 giugno 2013 l’assessorato alla Sanità fornisce precisi indirizzi alle direzioni delle aziende sanitarie dell'Isola per colmare le carenze registrate in organico da alcune aree assistenziali per determinati profili professionali."Le misure introdotte - recita la nota dell'assessorato guidato da Lucia Borsellino - coniugano l'esigenza indifferibile di garantire l'uniformità dei livelli essenziali di assistenza e al contempo ridurre in modo razionale e ponderato la proporzione e il peso economico dei rapporti di lavoro a tempo determinato, in tutte le Aziende sanitarie dell'Isola".

Queste le aree interessate dalla direttiva assessoriale: anestesia e rianimazione; medicina e chirurgia di accettazione e di urgenza; area della diagnostica per immagini (radiologia), nonché per l’assistenza diagnostica e terapeutica per la quale è necessario l’utilizzo delle alte tecnologie (radioterapia, fisica medica, medicina nucleare); area materno-infantile; farmacia per la distribuzione del primo ciclo terapeutico e definizione della procedura concorsuale relativa ai Centri Regionali di Farmacovigilanza in capo all’Azienda Policlinico di Messina.Per quanto riguarda, invece, il comparto profili sanitari le aree interessate sono: infermieri (compresi quelli pediatrici); ostetrici; tecnici sanitari di radiologia medica; tecnici della riabilitazione.

Sono circa 1.500 gli altri contratti a tempo determinato interessati dal blocco dei concorsi. Si tratta di professionalità necessarie al miglioramento del sistema sanitario regionale per i quali prosegue il lavoro di determinazione dei fabbisogni tra Assessorato e Aziende sanitarie.

"Continua il percorso di riqualificazione, attestato anche dal giudizio di parificazione della Corte dei Conti. Con questa prima misura diamo una boccata d’ossigeno a organici già in difficoltà, anche in vista del periodo di ferie estive, avendo riguardo al necessario progressivo riequilibrio delle risorse verso il territorio e al continuo miglioramento del trend di tutti gli indicatori di salute. Abbiamo potuto procedere – ha detto l’assessore della Salute, Lucia Borsellino - a seguito del completamento di una fase di rilevazione effettuata dal Dipartimento Pianificazione Strategica che ha verificato una consistente carenza negli organici di alcune discipline e profili professionali sia della dirigenza medica/sanitaria, che del comparto, i cui posti vacanti negli organici aziendali non potranno, comunque, essere del tutto colmati a seguito della riorganizzazione della rete assistenziale prevista dalla legge Balduzzi".

Una legge che ha disposto la riduzione dello standard di posti letto ospedalieri già accreditati a carico del Sistema sanitario regionale ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza, introducendo una serie di misure che comportano, a seguito della riduzione dei posti letto ospedalieri, il riassetto organizzativo delle aziende del servizio sanitario regionale, che comporterà il coerente adeguamento degli organici dei presidi ospedalieri pubblici e la riduzione delle unità operative complesse e semplici, nonché delle relative posizioni organizzative e di coordinamento. Pertanto, nelle more della definizione dei provvedimenti applicativi della legge Balduzzi a livello nazionale e regionale, l’Assessorato aveva dovuto disporre un blocco delle procedure di assunzione.

Le direzioni aziendali hanno rappresentato più volte la necessità di provvedere all’urgente immissione in servizio di personale a tempo indeterminato, giustificate dalla indifferibile esigenza di garantire la costante ed efficiente erogazione dei servizi sanitari e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza, altrimenti compromessa da una persistente e cronica carenza di personale sanitario. Tale situazione aveva determinato nel tempo il ricorso a rapporti di lavoro a tempo determinato, in quanto ritenuti indispensabili per non compromettere l’assolvimento ed il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza.

Sull’argomento è intervenuta anche la Corte dei Conti, Sezione Controllo per la Regione Sicilia, la quale aveva evidenziato talune criticità in ordine al mancato rispetto da parte delle aziende sanitarie regionali del limite di spesa in materia di assunzioni di personale a tempo determinato, di contratti di collaborazione coordinata e continuativa e convenzioni e per il quale l’assessorato si è subito attivato per fornire una manovra correttiva entro i 90 giorni previsti. La stessa Corte dei Conti, con il giudizio di parificazione appena pubblicato aveva anche precisato che “tale obbligo di riduzione non può tuttavia colpire i rapporti di lavoro che, in ragione dell’elevato livello di specializzazione e/o dell’infungibilità della prestazione resa, risultano essenziali e funzionali”.

Con questa prima misura correttiva, le Aziende sanitarie, possono procedere, in relazione alle discipline e ai profili professionali sopra indicati all’immissione in servizio dei vincitori delle procedure di mobilità e delle procedure concorsuali a tempo indeterminato già esistenti, definite e non utilizzate, procedendo contestualmente a una riduzione in pari misura dei rapporti a tempo determinato. Queste assunzioni a tempo indeterminato, oltre a colmare le croniche carenze di organico registrate, consentiranno di rendere più efficienti talune attrezzature specialistiche ad alto contenuto tecnologico, soprattutto in ambito radiodiagnostico, acquistate dalle aziende sanitarie mediante l’impiego delle risorse finanziarie del P.O. FESR 2007/2013, così come richiesto dalle disposizioni comunitarie.

Per quanto attiene le discipline dell’anestesia e della rianimazione, della medicina e chirurgia di accettazione e di urgenza, dell’area della diagnostica per immagini (radiologia), nonché per l’assistenza diagnostica e terapeutica alle malattie oncologiche (radioterapia, fisica medica, medicina nucleare), per le discipline e profili professionali strettamente connessi ad una migliore efficienza della alte tecnologie nonché per i tecnici sanitari di radiologia medica, le Aziende sanitarie potranno inoltre fare ricorso, oltre che all’immissione in servizio dei vincitori, anche allo scorrimento delle graduatorie di mobilità e concorsuali a tempo indeterminato già definite, per procedere alla copertura dei posti già esistenti in dotazione organica, resisi vacanti e attualmente coperti con incarichi a tempo determinato, con contestuale riduzione in pari misura di questi ultimi.

Con riferimento, inoltre, alle procedure di mobilità dei c.p.s. infermieri, già definite in sede di Bacino occidentale ed orientale, le Aziende sanitarie potranno procedere allo scorrimento delle relative graduatorie, anche mediante utilizzo degli idonei per la copertura dei posti vacanti e disponibili nella dotazione organica aziendale – attualmente coperti da assunzioni a tempo determinato, in scadenza e non più prorogabili – e prevedere contestualmente una pari riduzione del numero degli incaricati a tempo determinato. Qualora non fosse possibile procedere alla utilizzazione delle graduatorie esistenti secondo le modalità indicate, le Aziende potranno prorogare fino al 31 dicembre 2013 gli incarichi a tempo determinato, comprese le collaborazioni coordinate e continuative per l’espletamento delle attività dei progetti obiettivi di Piano Sanitario Nazionale, relativi anche a discipline e figure professionali differenti da quelli sopra indicati.

Per quanto attiene, poi, la definizione delle procedure di stabilizzazione del personale precario ex l.s.u., titolare di un contratto quinquennale di diritto privato, le Aziende potranno procedere alla relativa immissione in servizio dei candidati risultati vincitori, qualora il relativo posto in dotazione organica risulti tuttora previsto e vacante, previa valutazione dell’impatto economico conseguente all’assunzione della specifica tipologia di lavoratore.

Tutte le sopra indicate misure (assunzioni a tempo indeterminato, proroga dei contratti a tempo determinato, scorrimento della graduatoria di mobilità degli infermieri, conferimento degli incarichi di direttore di struttura complessa) possono essere adottate nei limiti del budget negoziato con la Regione per l’anno finanziario in corso, previa attestazione formale della direzione strategica aziendale, dalla quale risulti l’effettiva necessità del ricorso ai suddetti istituti, per assicurare il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza e l’efficiente erogazione dei servizi sanitari.

Infine, le Aziende sono tenute a trasmettere, con cadenza mensile, report dai quali possano emergere gli effetti economici, in termini di riduzione del costo del personale a tempo determinato nell’anno 2013 rispetto agli anni 2011 e 2012 in conseguenza della trasformazione dei suddetti rapporti a tempo indeterminato e, nel contempo, gli oneri che graveranno, per gli anni 2013/2015, per le assunzioni di personale a tempo indeterminato disposte in esecuzione della direttiva.-

DIRIGENTI, LA CORTE DEI CONTI: TROPPE ROTAZIONI, TROPPI ESTERNI.

Sabato 29 Giugno 2013 - 06:59


Secondo i giudici contabili gli eccessivi cambi ai vertici dei dipartimenti (anche quelli del governo Crocetta) hanno danneggiato l'amministrazione. Forti critiche anche per i direttori provenienti dall'esterno (ecco quanto guadagnano) e su alcune norme del contratto dei Regionali: "La clausola di salvaguardia va abolita".

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PALERMO - “Troppe rotazioni, troppi esterni, spesa troppo alta”. La Corte dei conti spara cannonate sulla “casta” dei dirigenti della Regione siciliana. E sui politici che l'hanno guidata finora. Lo fa attraverso poche ma illuminanti pagine del rendiconto per l'esercizio finanziario dell'anno 2012. E la “tirata di orecchi” è un po' per tutti. Per i governi passati, per quello attuale, e per gli stessi dirigenti, destinatari, secondo quanto emerge da quelle pagine, di troppi e incomprensibili privilegi.

Secondo i giudici contabili, gli eccessivi turnover al vertice dei dipartimenti, soprattutto a cavallo tra le due ultime legislature, ha causato numerosi problemi all'amministrazione regione. “Nel corso del 2012 e nei primi mesi del 2013 – si legge nel rendiconto - si sono verificati numerosi avvicendamenti tra i titolari delle strutture di massima dimensione, anche in dipendenza dell’insediamento della nuova giunta regionale. I frequenti interventi sui titolari degli organi di vertice intervenuti dal 2009 ad oggi, - prosegue la Corte - accompagnati dall’ingresso nell’amministrazione di un consistente numero di soggetti esterni alla struttura regionale (ultimamente in via di contenimento), hanno avuto delle ripercussioni negative sulla funzionalità degli uffici regionali”. E la Corte indica in particolare un aspetto dell'azione amministrativa “danneggiato” dalle eccessive rotazioni: “L’azione dell’amministrazione si è infatti mantenuta discontinua con gravi ripercussioni – spiegano i togati - soprattutto sulla spesa afferente le risorse comunitarie e nazionali, criticità questa che nel 2012 si è ulteriormente aggravata suscitando allarme sia presso il governo centrale sia in ambito comunitario”.

E la Corte fa riferimento, in quel passaggio, all'utilizzo dei cosiddetti “esterni”. Un utilizzo che doveva essere – stando a un parere dell'Ufficio legislativo e legale del 2011 – disciplinato da apposite norme regionali. “Sul punto, l’amministrazione regionale, - scrive però la Corte - non ha reso noto se sia stata o meno disciplinata la procedura del conferimento degli incarichi dirigenziali a soggetti esterni”. Insomma, il conferimento di questi incarichi, che – stando alla legge Brunetta – dovrebbe comunque seguire dei passaggi obbligati, primo fra tutti la verifica delle risorse interne alla Regione, non è mai stato, scrive la Corte “procedimentalizzato”. E così, anche il numero di soggetti esterni consentiti rimane, oggi, più alto di quanto stabilito dalle norme nazionali: “Un altro intervento necessario – scrive infatti la Corte - consiste nel riportare entro i più ristretti limiti previsti dalla normativa nazionale la possibilità di ricorrere a professionalità esterne all’Amministrazione regionale”. Per intenderci, mentre a livello nazionale la percentuali di “esterni” consentita oscilla tra l'8 e il 10%, la normativa regionale prevede un tetto del 30%. Un numero esagerato, anche per la Corte dei conti, che anzi, nel rendiconto afferma: “A fronte di oltre 1.800 dirigenti di ruolo, è poco plausibile ritenere che non siano già disponibili idonee professionalità all’interno della Regione”. Insomma, che motivo c'è di chiamare nuovi esterni?

Esterni che – tra l'altro – costano pure parecchio alla Regione. “La mancata valorizzazione delle risorse interne – si legge sempre nel rendiconto - è in definitiva la causa dei costi sostenuti per retribuire i dirigenti esterni, per i cui emolumenti, come già evidenziato nel paragrafo precedente, è previsto un tetto massimo il cui importo è di gran lunga superiore alla retribuzione massima dei dirigenti generali interni”. Ma quanto costano i dirigenti della Regione? Intanto partiamo dal numero. Stando ai calcoli della Corte dei Conti, i dirigenti di ruolo sono 1.832. La spesa totale per gli stipendi di questi dirigenti è di oltre 144 milioni. In media, quasi 80 mila euro lordi per ogni dirigente. Ma questa “media” non deve ingannare. Esistono dirigenti e dirigenti. Un altro calcolo, infatti, svela l'altra verità. Solo per i dirigenti generali (quelli, per intenderci, coinvolti dalle “dannose” rotazioni volute dai governi regionali) l'amministrazione spende qualcosa come 5,1 milioni annui. Ed essendo 27 questi capi dipartimento (o almeno, tante sono le postazioni a disposizione), la spesa media per ciascuno di loro è pari a 189 mila euro l'anno. Uno “stipendione” insomma.

E la Corte dei Conti fa notare come, negli ultimi anni, a fronte di una spesa “complessiva” in diminuzione, in realtà le retribuzioni medie dei dirigenti siano aumentate. “Il motivo di tale crescita – scrivono i giudici contabili - potrebbe porsi in relazione con la maggiore presenza nel 2011 e nel 2012, rispetto al 2009, di dirigenti esterni all’Amministrazione regionale posti a capo delle strutture di vertice.

Infatti, mentre gli emolumenti spettanti ai dirigenti generali interni all’Amministrazione regionale sono quelli previsti dal contratto collettivo regionale di lavoro del personale dirigenziale17, quelli attribuiti ai dirigenti a contratto della Regione sono invece oggetto di libera determinazione all’interno di un limite massimo, pari a 250.000 euro”. A dire il vero, di dirigenti generali esterni ne sono rimasti “appena” tre. Ma di tutto rispetto. Patrizia Monterosso, capo della burocrazia regionale, stando al sito ufficiale della Regione, riceve un compenso lordo annuo lordo di circa 178 mila euro. Più “corposo” lo stipendio di un altro esterno, il dirigente generale dell'Ufficio legislativo e legale Romeo Palma. Per lui, infatti, ecco una retribuzione complessiva lorda di quasi 220 mila euro annui. Di Marco Lupo, il terzo esterno, a capo del dipartimento “Acque e rifiuti”, invece, non è dato sapere il compenso. Sul sito ufficiale, nonostante le tante norme sulla trasparenza (con tanto di sezione del sito interamente dedicata), del dirigente si può reperire solo il curriculum.

Ma la crescita delle retribuzioni medie dei dirigenti, secondo la Corte riguarda anche i “dirigenti semplici”, cioè chi guida le Aree e i Servizi. E in questo caso, i giudici si scagliano contro una delle norme contenuta nel Contratto collettivo dei dirigenti regionali: la cosiddetta clausola di salvaguardia. Una norma che – per semplificare – obbliga l'amministrazione che ha deciso di sollevare un dirigente da un incarico, di conferire a quello stesso dirigente un incarico equivalente dal punto di vista della retribuzione. Una norma incomprensibile, secondo la Corte dei Conti: “L’applicazione di tale clausola – scrive la Corte - impedisce al percorso di riorganizzazione intrapreso dalla Regione di conseguire le auspicate economie nella componente della retribuzione dei dirigenti”. Nel frattempo, nel resto d'Italia già un decreto legge del 2010 ha vietato la presenza di clausole simili. A dire il vero, l'ultimo governo ci aveva anche provato, inserendo l'abolizione della clausola di salvaguardia già nell'ultima Finanziaria. Ma l'Ars ha bocciato la norma. “E' inutile che raccontiamo bugie – ha spiegato il presidente della Regione Rosario Crocetta – ogni dirigente è legato a questa o a quell'area politica. Per cui, durante la finanziaria, i deputati hanno subito il 'pressing' dei loro dirigenti. E infatti, la norma non è passata”. Ma la Regione dovrà riprovarci. Almeno stando alle indicazioni della Corte dei conti: “La Corte – si legge nel rendiconto - torna ad esprimere il proprio avviso in direzione della pronta soppressione di tale strumento di salvaguardia con allineamento alla normativa statale”. Come dire, cari dirigenti, basta con questo sicilianissimo privilegio.-

MESSINA, IL SINDACO TOGLIE I TORNELLI E AL COMUNE ENTRA UN CANE.

Il primo cittadino, Renato Accorinti, fa disinstallare i tornelli a Palazzo Zanca, dove è entrato anche un cane al guinzaglio. 
 
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Un cane negli uffici del Comune di Messina.
 
MESSINA - "Se Accorinti entra al Comune con il cane, io ci porto il cavallo". Siamo soltanto all’inizio, ma già si annuncia un clima surreale a Palazzo Zanca, dove il nuovo inquilino fa già discutere per alcune decisioni assunte. L’atro ieri, il sindaco Renato Accorinti, ha deciso di eliminare le barriere di vetro (i tornelli d’ingresso), che impedivano il libero accesso al Comune, e negli uffici è entrato anche un cane.

L’azione è stata plateale al punto che un consigliere comunale, appena eletto, ha chiesto al Comandante dei vigili urbani se vi fosse un provvedimento di giunta. Il consigliere del Pdl, Giuseppe Trischitta, ha battibeccato con il comandante Ferlisi al punto che oggi è arrivato il chiarimento da parte del consigliere. "Non ce l’avevo col sindaco, ho solo chiesto se vi fosse un provvedimento e il comandante dei vigili mi ha risposto in maniera sgarbata". Dopo l’eliminazione dei tornelli a Palazzo Zanca è entrato di tutto, anche un cane. "Se Accorinti entra con i cani – ha detto Trischitta – allora vorrà dire che mi sento autorizzato a entrare con un cavallo".-
Ultima modifica: 29 Giugno ore 12:50

RIFONDAZIONE AZZURRA. DOPO IL FLOP, COMMISSARIAMENTO IN VISTA PER IL PDL MESSINESE.

BENVENUTO COMMISSARIO.
Dato che, complici le vicende nazionali, quasi sicuramente non si andrà a
congresso, ci si attende una riorganizzazione cittadina attraverso la
nomina di un commissario che prenda il posto degli organi statutari che
non sarà possibile rieleggere: commissario che andrebbe a sostituirsi
allʼattuale “numero uno”cittadino Enzo Garofalo. 
Da lì in poi inizierebbe la conta delle forze in campo:
Giovanna Crifò sbaraglia tutti, forte delle sue roccaforti elettorali
conquistate con anni di incessanti fiancheggiamenti a precari
e contrattisti.
Daniela Faranda e Nicola Crisafi sono nuove entrate che 
varcheranno la porta dellʼaula consiliare come candidature
di partito che, oltre ai loro personali, in dote portano anche
parecchi voti di Germanà.
Pippo Trischitta è storia a sè e si bea di un exploit costruito porta a
porta, sul giovane Pierluigi Parisi si sono concentrati gli strali di parte
del partito.
Parisi rappresenta però la “linea verde” del partito, quella che scalpita
e che si prepara a ricevere il testimone. 
O a strapparlo, se necessario. 
Come? Con i numeri. 
Oltre ad avere eletto Pierluigi Parisi,  il gruppo che lo sostiene, forte
di novecento voti in consiglio, ha preso consiglieri in tutte e sei le
circoscrizioni, parecchi dei quali under 30:
Giovanni Caruso, primo del Pdl al quarto quartiere, per esempio,
di voti ne ha presi oltre 500. 
Tra chi si metterà bene in vista nel prossimo consesso e farà la voce
grossa cʼè Piero Adamo, giovane esponente di “Vento dello Stretto”
che nella lista Siamo Messina non è andato lontano dai mille voti, e
che rappresenta un agguerritissimo movimento giovanile (che ha
sostenuto Ferdinando Croce alla presidenza del quinto quartiere)
e “si candida” a guidare il partito in aula.
E domani anche nella segreteria. (A.C.)
Fonte: www.centonove.it

L'EDITORIALE DI CENTONOVE.

Voltiamo pagina
E' UNA MESSINA che volta pagina quella che si presenta oggi agli occhi dei cittadini-utenti. 

Accorinti a mani e piedi nudi che conquista Palazzo Zanca; 
alla Provincia un commissaro-viceprefetto, Filippo Romano, chiamato a fare da levatrice, deve fare nascere i consorzi dei Comuni; 
 all'Università il rettore Franco Tomasello, dopo anni di polemiche, lascia lo scettro al giovane economista Pietro Navarra, in Tribunale c'è la staffetta con un nuovo presidente, Todaro. 

Sembra quasi che il mondo voglia cambiare. 
E in un attimo folate nuove di vento attraversano lo Stretto. 

Ma nei gorghi del cambiamento, tremano anche i Palazzi del potere economico: dopo anni dai "Report" documentati da questo settimanale , l'arrivo di una semplice proroga di indagini per l'onorevole Francantonio Genovese e il presidente dei deputati questori, Franco Rinaldi, diventa materia da inviati. 

Ma questi acchiappanuvole finora dove sono stati? 

Se la galassia Genovese-Franza, ora viene passata al setaccio, bisogna vedere quanto miopi si mostreranno i giudici finora distratti chiamati a fare chiarezza. 

Il sistema formazione professionale è stato di recente terreno di pascolo di Genovese e Rinaldi, ma anche di giornali fino a ieri compiacenti, di tutti gli onorevoli transumanti, nessuno escluso, che oggi appaiono "quartiati" sotto le protezioni crocettiane. 

Come una una serie di magistrati, i cui figli, risultano misteriosamente assunti, in questi enti, per volontà divina. 

E' successo a Sicilia-e-servizi, è successo a Banca Nuova. Paghiamo, salate, queste complicità e questi ritardi d'azione. 

Perché le indagini, spesso, sono bi-direzionali: come i traghetti e come la Revolution di Crocetta. 

O sono cadenzate a orologeria. O sono a scoppio ritardato.

GAROFALO : "LA METROMARE NON SARA' SOSPESA".

Il deputato messinese del Pdl ha seguito da vicino la vicenda. L'annuncio lo ha dato prima su Twitter manifestando grande soddisfazione.
















Enzo Garofalo, deputato messinese del Pdl.

MESSINA | Questa volta la buona notizia da Roma è arrivata. Il servizio Metromare non sarà sospeso domani. Lo annuncia l'on. Garofalo del Pdl.

“La NLG di Nello Aponte  ha rinunciato all'appalto per il collegamento rapido tra Messina e Villa San Giovanni.

Sarà la Blufferies, la seconda compagnia ad aver presentato un'offerta e che, fino ad oggi, ha gestito il servizio insieme con Ustica Lines, ad occuparsene”.

Lo annuncia il deputato messinese Enzo Garofalo che, al termine dell'ennesimo pressing sul Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha ottenuto pochi minuti fa rassicurazioni anche in merito alla tratta Messina- Reggio Calabria.

“Secondo quando mi hanno comunicato- spiega Garofalo- il collegamento veloce tra Messina e Reggio verrà garantito, da domani e fino a dicembre prossimo, dalla Ustica Lines. Oggi - conclude Garofalo- abbiamo ottenuto un primo importante risultato e continueremo a lottare a Roma affinchè il Ministero reperisca i 26 milioni di euro che servono a garantire il collegamento veloce, fondamentale per la continuità territoriale costituzionalmente garantita, anche per il triennio 2014/2016”. -

Fonte: www.MessinaOggi.it

venerdì 28 giugno 2013

SICILIA : PERSONALE 1/3 REGIONI ITALIANE.

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

Rapporto dirigenti-personale 

e' doppio rispetto media 

nazionale. 

28 giugno, 15:13

Sicilia: personale 1/3 regioni italiane

(ANSA) - PALERMO, 28 GIU - Nel 2012 in Sicilia la consistenza numerica del personale regionale e' pari a circa un terzo (il 29,5%) di quello di tutte le regioni italiane sommate insieme.

Il numero dei dirigenti e' quasi il doppio rispetto alle altre regioni a Statuto speciale ed il rapporto tra il numero di dirigenti e quello del personale e' 1 su 8,64 a fronte di una media nazionale di 1 ogni 15,89. Emerge dalla relazione al giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione 2012 della Corte dei conti. (ANSA)

SICILIA : CORTE CONTI, 20.213 DIPENDENTI.

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

Dato emerge da relazione 

giudizio parificazione 

rendiconto 2012. 

28 giugno, 13:19

Sicilia: Corte conti, 20.213 dipendenti

(ANSA) - PALERMO, 28 GIU - ''Sono oltre 20 mila i dipendenti regionali. Il numero di quelli in servizio presso i vari rami dell'amministazione si e' attestato a quota 17.700 unita' (-1,6% rispetto al 2011) ai quali si sommano 2.513 unita' che la Regione indica come personale ad 'altro titolo utilizzato'''. .

Lo ha detto il consigliere della Corte dei conti Anna Luisa Carra durante la relazione introduttiva sul giudizio di parificazione sul Rendiconto generale della Regione siciliana per l'esercizio 2012. (ANSA)

SICILIA, DEBITO DI OLTRE 5 MILIARDI.

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

Relazione Corte conti per 

giudizio parificazione 

consuntivo 2012. 

28 giugno, 13:12
 

(ANSA) - PALERMO, 28 GIU - La Regione Sicilia ha un debito di 5 miliardi e 385 milioni: in pratica ogni siciliano e' esposto nei conti regionali per 1.077 euro. Il dato, lievemente superiore a quello dell'anno scorso, emerge dalla relazione della Corte dei conti per il giudizio di parificazione del consuntivo della Regione per il 2012. La Corte esprime critiche su alcune operazioni finanziarie in derivati e sulle condizioni dei rapporti con le banche destinate a peggiorare. (ANSA)

FRASI RAZZISTE SU FB, ESTROMESSA DA PD.

NSA.it > Top News > News.

Ma per consigliera Prato 

non e'espulsione, 

non tesserata da 2011. 

28 giugno, 22:09

Frasi razziste su Fb, estromessa da Pd 
 
 (ANSA) - FIRENZE, 28 GIU - Caterina Marini, la consigliera di circoscrizione del Pd a Prato che su facebook aveva pubblicato un post dai toni razzisti, "non potrà più rappresentare, né a livello politico né a livello istituzionale, il Pd". Lo ha deciso la commissione dei garanti del partito nonostante lei si fosse poi scusata e avesse rimosso il post. "Non si tratta di un'espulsione formale - e' stato spiegato - visto che Marini non aveva più rinnovato la tessera dal 2011".  (ANSA)

CASO SCARANO : S. SEDE PRONTA A COLLABORARE.

ANSA.it > Cronaca > News

P.Lombardi,  finora nessuna 

richiesta.  Vaticano l'aveva 

già sospeso. 

28 giugno, 18:10
 

(ANSA)-ROMA,28 GIU- La Santa Sede non ha finora "ricevuto alcuna richiesta dalle autorità italiane" per le indagini su mons.Scarano "ma conferma la sua disponibilità alla piena collaborazione".Così il portavoce vaticano padre Lombardi dopo l'arresto questa mattina dell'alto prelato che già da maggio il Vaticano ha sospeso - dopo l'avvio dell'inchiesta da parte della magistratura di Salerno - dall'incarico di revisore della contabilità analitica dell'Apsa (l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica). (ANSA)

PAPA AD ASSISI, CIRCA 300MILA PELLEGRINI.

ANSA.it > Cronaca > News.

Tra le iniziative, convocata 

la prossima marcia 

Perugia-Assisi. 

28 giugno, 16:38

Papa ad Assisi, circa 300mila pellegrini

(ANSA) - PERUGIA, 28 GIU - C'e' anche la convocazione di una Marcia per la pace Perugia-Assisi per l'autunno 2014 tra le iniziative - presentate oggi - in vista della visita del Papa ad Assisi il prossimo 4 ottobre, quando gia' si stima la presenza di circa 300mila persone.

In tutta Italia verra' promossa una settimana in nome della pace. Il 2 ottobre sara' celebrata la Giornata della non violenza e il 4 la Giornata della pace, della fraternita' e del dialogo. Previste due marce della pace a Forli' e a Lodi. (ANSA)

OGNI SICILIANO HA DEBITI PER 1.077 EURO.

Pubblicato: 28/06/2013  -  lasiciliaweb›› Cronaca››.

Secondo i dati della Corte dei conti la Regione è esposta per oltre 5 miliardi, cifra lievemente superiore all'anno precedente. "Pesano gli ultimi rating e le previsioni economiche negative". Sparito il "serbatoio" liquido creato per le emergenze nel 2001.
 
soldi
 

 
 
 
 
 
 
 
PALERMO - La Regione Sicilia ha un debito di 5 miliardi e 385 milioni: in pratica ogni siciliano è esposto nei conti regionali per 1.077 euro. Il dato, lievemente superiore a quello dell'anno scorso, emerge dalla relazione della Corte dei conti per il giudizio di parificazione del consuntivo della Regione per il 2012.

La Corte esprime critiche su alcune operazioni finanziarie in derivati e sulle condizioni dei rapporti con le banche destinate a peggiorare. Le agenzie internazionali hanno infatti declassato, a partire dal 2011, i rating assegnati alla Regione. Hanno pesato, dice la Corte, il "deterioramento della performance operativa della Regione" e le "previsioni negative sull'andamento economico nazionale e regionale".

Con questo andamento alla Corte appare "indispensabile l'adozione di idonei strumenti di protezione sin qui non predisposti".

"Mi sembra una relazione molto puntuale che riconosce, oltre ai problemi che vengono dal passato, che già nel 2013 ci sono delle azioni che vengono da questo governo che rendono sicuri e attendibili i bilanci" puntualizza il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta.

"La flessione della spesa per il personale della Regione siciliana nel 2012 è imputabile da una parte al calo del dato occupazionale e dall'altro al contenimento della dinamica retributiva che risente della mancata definizione della contrattazione collettiva e delle relative misure legislative" spiega il consigliere delle sezioni Riunite della Corte dei conti in sede di controllo per la Regione siciliana Anna Luisa Carra durante la relazione introduttiva.

"Sono oltre 20 mila i dipendenti regionali - ha aggiunto - il numero di quelli in servizio presso i vari rami dell'amministazione   si è attestato a quota 17.700 unità (-1,6% rispetto al 2011) ai quali si sommano 2.513 unità che la Regione indica come personale ad 'altro titolo utilizzato".

"Altri consistenti e ulteriori oneri che più o meno direttamente gravano sul bilancio regionale - ha sottolineato - sono quelli per il personale stagionale avviato dal Corpo forestale della Regione e dell'Azienda regionale foreste demaniali, che ammontano a 322 milioni di euro, nonchè i costi del personale delle società partecipate regionali che superano la cifra di 257 milioni di euro, in gran parte afferenti a società totalitarie o maggioritarie (200 milioni)".

Poi, ha aggiunto, "si consideri anche tra i costi indiretti più rilevanti la somma che la Regione trasferisce agli enti locali quale contributo per il pagamento delle retribuzioni del personale precario stabilizzato, che ammontano a 229 milioni di euro. Nonostante la flessione degli ultimi anni il fattore occupazionale resta quello preponderante tra quelli che nel tempo hanno determinato - ha concluso- l'innalzamento e l'irrigidimento della spesa". -

FORMAZIONE IN SICILIA : "UN INGEGNOSO MECCANISMO CON L'UNICO SCOPO DEL CONTINUO LATROCINIO".


27/06/2013 - Le indagini della procura della Repubblica di Palermo e della Guardia di Finanza hanno fatto emergere ciò che da tempo cerchiamo di chiarire: gli onorevoli regionali che con forza contrastano il progetto del Governatore Crocetta e dell’Assessore regionale alla P.I. Scilabra, sono gli stessi che hanno tratto benefici dall’impiego illecito delle risorse che la UE ha destinato alla formazione professionale privata.

Naturalmente, poiché le scuole statali non pagano tangenti, né regalano viaggi o abbonamenti in tribuna VIP del Palermo calcio, le scuole statali, con motivi risibili, sono state ostacolate nella attribuzione dei finanziamenti. Mentre le scuole cadono a pezzi e i Vigili del Fuoco si divertono a sanzionare i presidi che non possono adeguare alle norme le strutture scolastiche, la Regione finanzia il Ciapi che oggi la Guardia di Finanza mette alla sbarra per le risorse che, anno dopo anno, il centro di formazione professionale, è riuscito ad aggiudicarsi con il paravento di creare occupazione. Il sistema sarebbe stato messo in piedi una decina di anni fa. Il Ciapi è stato guidato per più di dieci anni dall’avvocato Francesco Riggio. Figlio di un senatore dc degli anni ‘60, Riggio è stato collaboratore di Salvo Lima, l’eurodeputato democristiano ucciso nel marzo del 1992.
Passato sotto le bandiere del Pd, è legato all’ex ministro Totò Cardinale, esponente di punta dei democratici in Sicilia. L’amministrazione siciliana tra il 2007 e il 2011 ha speso per la formazione professionale quasi 20 milioni di euro per servizi di assistenza tecnica (Price Waterhouse e altre società). La formazione costava oltre 280 milioni di euro l’anno e creava pochissimi posti di lavoro.

Sullo sfondo delle due inchieste c’è una pletora di parlamentari nazionali e regionali di ogni colore politico che risultano denunciati per finanziamento illecito o corruzione. Tra loro il senatore del Pdl, Francesco Scoma (accusato di corruzione), l’ex presidente dell’assemblea siciliana Francesco Cascio (accusato di finanziamento illecito). Sono indagati per corruzione anche gli ex assessori al Lavoro e alla formazione in Sicilia Carmelo Incardona (An) e Santi Formica (Pdl), l’ex consigliere comunale di Palermo Gerlando Inzerillo (Grande Sud), sono chiamati in causa per corruzione. Mentre di finanziamento illecito ai partiti devono invece rispondere Lino Leanza (ex assessore al Lavoro, deputato regionale), Gaspare Vitrano (ex deputato regionale del Pd) e Salvino Caputo (ex deputato regionale Pdl, decaduto la settimana scorsa dall’assemblea regionale siciliana dopo una condanna definitiva per tentato abuso d’ufficio).
Grazie alla collaborazione di due ex partner di Giacchetto, la Procura di Palermo ha ricostruito il sistema di corruzione a favore dei politici. A deputati nazionali e regionali venivano regalati oggetti preziosi, orologi di valore, vacanze in Tunisia e negli Stati Uniti e denaro contante. Ai più esigenti veniva offerto anche un comodo servizio “escort”: i politici ne potevano usufruire utilizzando gli appartamenti che Giacchetto metteva a loro disposizione nel centro di Palermo.
L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, dottor Luigi Petrucci, sulla richiesta di applicazione di misure cautelari “personali e reali” della Procura della Repubblica di Palermo, si compone di 674 pagine.
Quarantuno persone indagate, diciassette sottoposte a custodia cautelare. 84 i capi di imputazione, che coinvolgono a vario titolo trentasette persone fisiche e sette enti.

I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, evasione fiscale, false fatturazioni, falso in atto pubblico, operazioni immobiliari fittizie ed altro, falsi documentali e finanziamenti occulti.
I fatti, riguardano il sistema organizzato da Fausto GIACCHETTO per drenare denaro pubblico, attraverso il progetto CO.OR.AP. gestito dal CIAPI per conto della Regione siciliana, mediante la corruzione dei funzionari/incaricati di pubblico servizio coinvolti nel procedimento amministrativo di concessione del contributo ed una cospicua produzione di false fatture sia per giustificare gli esborsi, sia per trasferire il profitto illecito dai fornitori del CIAPI alle persone fisiche autrici della truffa o soggetti qualificati corrotti, anche sotto forma di pagamento di spese personali.

L’ipotesi accusatoria descrive
somme pubbliche destinate al soddisfacimento di pubblici interessi, attraverso l’utilizzo dello schermo sociale rappresentato dell’ente di formazione CIAPI di Palermo”. Tale “sistema” è stato progettato, diretto e realizzato da Faustino GIACCHETTO, apparente anonimo imprenditore nel campo della comunicazione. Il CIAPI, Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato, è una associazione senza fini di lucro nata nel 1970 su iniziativa della Cassa per il Mezzogiorno, con la partecipazione societaria della FIAT, dell’Ente Minerario Siciliano, dell’Istituto Roosevelt e del C.I.A.P.I. di Siracusa. Con delibera del C.I.P.E., è passata sotto il controllo del Socio di maggioranza Regione Siciliana (Legge Regionale 6 marzo 1976 n. 25).
Il GIACCHETTO avrebbe creato “un vero e proprio “sistema criminale” che, attraverso continui favoritismi ed elargizioni erogate a funzionari pubblici, politici, soggetti a vario titolo operanti nel settore della comunicazione e della pubblicità, riusciva, da un lato, a far ottenere al CIAPI, che gestiva in piena autonomia, cospicui finanziamenti nell’ambito di diversi progetti autorizzati (CO.OR.AP., INFOA, Carovana per l’Orientamento, LABOR, FORMISPE, Attività Formazione Personale Enti Locali, FORUM per la LEGALITÀ), ciò in forza delle pratiche di corruttela, dall’altro, a incamerare personalmente una cospicua parte di tali provvidenze, che utilizzava per bisogni personali, ovvero proprio per le pratiche di corruttela e per alimentare quel complesso sistema di favoritismi e scambi che nulla hanno a che fare con quella che è l’oggetto dell’amministrazione dei pubblici bisogni e del “fare politica””.

Si può schematizzare il contenuto di questa indagine avendo come punto di riferimento l’organo della Regione Siciliana, ed in particolare l’allora Assessorato Regionale al Lavoro e Formazione Professionale e l’Agenzia Regionale per l’Impiego e la Formazione Professionale, quindi il CIAPI, ed infine GIACCHETTO Faustino quale punto di contato tra la Regione Siciliana ed il CIAPI, principale dominus e soggetto di collegamento di tutti i protagonisti del sistema.

In particolare, è stato accertato che a fronte di provvedimenti emessi da alcuni dei soggetti politici o del LO NIGRO, questi ricevevano regalie varie (sotto forma di mazzette in denaro contante, concessioni in uso gratuito di appartamenti, viaggi, sponsorizzazioni, abbonamenti allo stadio “Renzo Barbera”, etc.) ed anche illeciti contributi per scopi elettorali.

Da non credere che oggi, alla Regione Siciliana, alcuni onorevoli, vicini ai centri di formazione professionale, esercitano pressioni per rifinanziare il CIAPI, mentre le scuole statali rimangono prive di certezze sui fondi assegnati e i piani di edilizia scolastica rimangono specchietti per le allodole.

Roberto Tripodi
Preside ITS A.Volta, Palermo
Presidente regionale ASASI
Fonte: www.nebrodiedintorni.it

METROMARE. BUONE NOTIZIE DA ROMA.

L'assessore Bartolotta ha incontrato il ministro Lupi per la questione del servizio di trasporto veloce per Reggio e Villa.
Fonte: www.messinaoggi.it


 

MESSINA | Buone notizie. L’assessore regionale ai trasporti Antonino Bartolotta, insieme al collega calabrese Luigi Fedele, ha incontrato a Roma i vertici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per discutere delle problematiche connesse all’attraversamento dello stretto di Messina. Nel corso della riunione di coordinamento con i rappresentanti ministeriali, alla quale ha preso parte anche il sindaco di Villa San Giovanni, Rocco La Valle, sono state messe al vaglio le diverse opzioni da attuare al fine di non permettere in alcun modo l’interruzione del servizio di trasporto marittimo veloce di passeggeri tra le città di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni alla luce dell’imminente scadenza della convenzione che regola i servizi espletati da ‘Metromare’. L’assessore Bartolotta, unitamente a Fedele, al termine della lunga giornata di riunioni ha fatto sapere, quindi, che “il problema è completamente risolto per quanto concerne la tratta Villa San Giovanni – Messina”. “Abbiamo registrato – ha dichiarato l’assessore della giunta Crocetta – la vittoria della ‘NGL’ ai bandi di gara per l’espletamento dei servizi della tratta Villa – Messina. Per cui il servizio continuerà senza subire alcun tipo di disagio. Si presentava, invece, più complessa la situazione legata al trasporto marittimo tra la città di Reggio Calabria e quella di Messina. Ai bandi pubblicati dal Ministero non ha partecipato, infatti, nessuna Società di trasporto che intendesse realizzare i collegamenti tra le due sponde. Perciò, dopo aver segnalato i gravi disagi e le enormi conseguenze per l’utenza legate all’interruzione di un servizio di fondamentale importanza per la mobilità dell’Area dello stretto, i vertici del Ministero, su input anche del Ministro Lupi, hanno individuato una Società di grande rilievo che dovrebbe, da qui a breve, garantire la continuità del servizio. Sulla base di queste garanzie, quindi, siamo fiduciosi che l’intera situazione possa evolversi in senso positivo già dalle prossime ore. Ci troviamo, infatti, in una grave condizione di emergenza che ha messo in allarme il gran numero di pendolari, studenti, turisti e passeggeri che usufruiscono quotidianamente di un servizio divenuto ormai indispensabile per le due provincie dirimpettaie. Inoltre, nel corso della giornata capitolina, insieme al collega Fedele, con il quale abbiamo da subito perorato la causa, abbiamo avuto anche la possibilità di incontrare il ministro Lupi al quale abbiamo chiesto di fissare la data per un ulteriore appuntamento che avesse come finalità quella di approfondire la generale situazione dei trasporti dell’area integrata dello Stretto con l'intento, una volta superata la fase dell'attuale emergenza,di definire gli interventi per garantire la continuità dei servizi per i prossimi anni. Il ministro Lupi, oltre a dimostrare molta sensibilità per le criticità connesse alla questione Metromare per la quale da tempo aveva dato mandato ai suoi uffici, si è dimostrato assolutamente disponibile a rendere concreta, già nelle prossime settimane, la proposta da noi avanzata".-

ASSE MAFIA - CAMORRA - NDRANGHETA PER LA GESTIONE DELLE SALE DA GIOCO.


Pubblicato: 27/06/2013

Maxi operazione contro il gioco d'azzardo, 55 arresti e sequestri per oltre 450 milioni di euro. Coinvolti imprenditori vicini al clan Santapaola di Catania.
 
NAPOLI - Sale bingo e gioco d'azzardo nelle mani del clan camorristico dei Casalesi anche grazie ad un asse con la mafia e la 'ndrangheta: è anche questo uno degli aspetti al centro della cosiddetta Operazione rischiatutto che oggi ha portato all'arresto di 55 persone (57 le ordinanze di custodia cautelare) e al sequestro di beni per un valore di 450 milioni di euro emessi dalla procura di Napoli.

In quello che rappresenta ormai uno degli affari più redditizi della camorra campana - ovvero la gestione della distribuzione degli apparecchi da gioco delle sale bingo, della raccolta delle scommesse su eventi sportivi e non, e del gioco d'azzardo online - secondo quanto oggi spiegato da inquirenti e da forze dell'ordine, entrano dunque a pieno titolo anche le altre organizzazioni della criminalità organizzata.

Ingentissimi gli investimenti che i clan, in questo settore, hanno fatto in tutta Italia. Due, in particolare, le regioni al centro di questa operazione: Emilia Romagna e il Lazio, in particolare l'area del frusinate. Imprenditori, quelli coinvolti, vicini a clan come la famiglia mafiosa capeggiata da Nitto Santapaola. Operazioni, quelle sul gioco d'azzardo, finalizzate a riciclare i soldi sporchi della criminalità organizzata.

Affari per milioni di euro che erano nelle mani del clan dei casalesi capeggiato da Nicola Schiavone dopo l'arresto di suo padre, il cosiddetto Sandokan. Realizzati, tra l'altro, collegamenti clandestini con siti per la gestione del gioco online i cui server erano fisicamente dislocati nella maggior parte dei casi in Romania.

Nel maxi sequestro rientrano ben 347 immobili, tra terreni e fabbricati, 148 aziende, 280 autovetture, tra cui una Ferrari 550 Maranello e una Ferrari 'F 355'. E poi anche 247 rapporti bancari e quote societarie per un valore pari circa 1 milione di euro.  -

Pubblicato: 27/06/2013

M5s: "Spariti 100 miliardi 

di lire per la bonifica delle 

coste siracusane".

Esposto alla Procura dei deputati Ars a 5 stelle sul mancato risanamento di 30 chilometri: "Inghiottiti i soldi stanziati dallo Stato. Le industrie massacrano il territorio, tra polveri e mercurio".
 

CATANIA - I deputati del gruppo parlamentare Movimento 5 stelle all'Ars hanno reso noto di avere presentato un esposto alla Procura di Siracusa per "accertare eventuali responsabilità sul mancato risanamento della costa tra Augusta e Siracusa e sul buco nero che sembra aver inghiottito i cento miliardi di lire stanziati da Stato e Regione per i lavori di bonifica della zona".
L'esposto alla Procura arriva all'indomani della trasferta siracusana della commissione Ambiente dell'Ars. "Trenta chilometri di costa e 43 milioni di metri quadri di territorio - afferma il presidente della commissione, Giampiero Trizzino - sono stati sacrificati all'industria pesante. In uno spazio compreso tra Augusta e Siracusa si sviluppano, impianti petroliferi, petrolchimici e vecchie strutture abbandonate al degrado. Tra queste la famigerata Eternit, i cui resti sono ancora sotto gli occhi dei passanti. Mercurio, polveri sottili, depauperamento delle falde massacrano un territorio che ha voltato le spalle allo sviluppo sostenibile e che oggi ne paga il prezzo. Il punto di partenza potrebbero essere proprio quei cento miliardi di lire che dovevano tamponare parecchie falle nella zona, ma che sembrano spariti nel nulla".
"La qualità della salute nella zona nord del Siracusano - afferma Stefano Zito, vice presidente della commissione Sanità dell'Ars - non è solamente legata alla questione ambientale, ma anche a una lenta e frammentaria risposta sanitaria. Occorre dunque potenziare e velocizzare la fase diagnostica e terapeutica, congiuntamente all'avvio delle bonifiche del territorio".  -