“Accuse e illazioni gravi, infondate, manipolate”. La Cisl Sicilia replica al presidente della Regione siciliana e alle parole da questi usate ieri all’indirizzo del sindacato. Parlando alle agenzie di stampa, Crocetta aveva sollevato dubbi e insinuazioni sul passaggio di mano dell’ente, nel settembre 2011. Un passaggio avvenuto “senza nulla in cambio”, ripete la Cisl. E aveva negato che l’ente avesse corrisposto gli stipendi 2011 ai dipendenti.
Il segretario generale regionale, Maurizio Bernava, alza la voce: “Attendiamo ancora una rettifica. Ma se la correzione di tiro non arriva, se il presidente non chiarisce, saremo obbligati a querelarlo per diffamazione a tutela della onorabilità dell’organizzazione e del suo gruppo dirigente. In ogni caso – aggiunge Bernava – mi recherò personalmente dal procuratore della Repubblica con tutta la documentazione in nostro possesso per chiedere l’apertura di un’inchiesta e perché sia doverosamente fatta chiarezza”.
“Le somme che lo Ial Cisl ha ricevuto dalla Regione per il 2011, sono state utilizzate esclusivamente per pagare i lavoratori – ripete Bernava -. Abbiamo la coscienza e le carte a posto”.
Siamo rammaricati e preoccupati per l’assoluta mancanza di rispetto che Crocetta mostra nei confronti di una grande forza sociale, qual è la Cisl. Le accuse e le illazioni di Crocetta – continua il segretario – sono di una gravità inaudita. Il presidente non sa cosa dice nonostante che io stesso lo abbia doverosamente informato e documentato”.
Bernava continua: “Siamo ancora disponibili, per rispetto dell’istituzione che il presidente incarna, a spiegare e a documentare ulteriormente la regolarità e la correttezza della procedura attraverso cui la Cisl uscì dalla gestione della formazione. Ma se il presidente non rettifica quanto avventatamente detto, non avremo alternative: dovremo difenderci e difendere la Cisl in sede giudiziaria”.
Bernava aggiunge quindi: “Ci spiace arrivare a tanto ma la verità e la dignità da salvaguardare, ce lo impongono. Ci auguriamo che il presidente la smetta con le facili esternazioni non supportate da fatti oggettivi che, oltre a offendere, esasperano un clima di tensione che non aiuta certo un percorso difficile ma necessario per ristrutturare e riformare il settore”. -