domenica 31 agosto 2014

Pubblicato: 31/08/2014  -  lasiciliaweb›› Italia››.

"Lotta antimafia è fedeltà 

al Vangelo".

Don Luigi Ciotti sulle minacce di morte di Riina intercettate in carcere: "La criminalità sa fiutare il pericolo, sente che l'insidia viene anche dalla ribellione delle coscienze. Le intimidazioni non sono rivolte a me, ma a tutti i cittadini di Libera".

 

don ciotti
 

ROMA - "Per me l'impegno contro la mafia è da sempre un atto di fedeltà al Vangelo, alla sua denuncia delle ingiustizie, delle violenze, al suo stare dalla parte delle vittime, dei poveri, degli esclusi. Al suo richiamarci a una 'fame e sete di giustizia' che va vissuta a partire da qui, da questo mondo". Così don Luigi Ciotti dopo le minacce di Totò Riina intercettate in carcere nelle quali il superboss accosta la figura del sacerdote a quella di don Puglisi e dice: "Ciotti, Ciotti, putissimu pure ammazzarlo". "È malvagio e cattivo - aggiunge il padrino al boss Lorusso, suo compagno di passeggiate nell'ora d'aria - ha fatto strada questo disgraziato".

"Riguardo don Puglisi, che Riina cita e a cui non oso paragonarmi perché sono un uomo piccolo e fragile, un mafioso divenuto collaboratore di giustizia parlò di 'sacerdoti che interferiscono'. Ecco io mi riconosco in questa Chiesa che 'interferisce'", continua don Ciotti, di cui nelle intercettazioni Riina dice "Questo prete è una stampa e una figura che somiglia a padre Puglisi".

"Le minacce di Totò Riina dal carcere sono molto significative. Non sono infatti rivolte solo a Luigi Ciotti, ma a tutte le persone che in vent'anni di Libera si sono impegnate per la giustizia e la dignità del nostro Paese. Cittadini a tempo pieno, non a intermittenza", sottolinea ancora il sacerdote.

"Solo un 'noi', non mi stancherò di dirlo - prosegue don Ciotti - può opporsi alle mafie e alla corruzione. Libera è cosciente dei suoi limiti, dei suoi errori, delle sue fragilità, per questo ha sempre creduto nel fare insieme, creduto che in tanti possiamo fare quello che da soli è impossibile".

"Le mafie sanno fiutare il pericolo - prosegue - Sentono che l'insidia, oltre che dalle forze di polizia e da gran parte della magistratura, viene dalla ribellione delle coscienze, dalle comunità che rialzano la testa e non accettano più il fatalismo, la sottomissione, il silenzio".

"Queste minacce - aggiunge don Ciotti tornando a parlare di Riina - sono la prova che questo impegno è incisivo, graffiante, gli toglie la terra da sotto i piedi. Siamo al fianco dei famigliari delle vittime, di chi attende giustizia e verità, ma anche di chi caduto nelle reti criminali, vuole voltare pagina, collaborare con la giustizia, scegliere la via dell'onestà e della dignità. Molti famigliari vanno nelle carceri minorili dove sono rinchiusi anche ragazzi affiliati alle cosche".

E ancora: "La mafia non è solo un fatto criminale, ma l'effetto di un vuoto di democrazia, di giustizia sociale, di bene comune, la politica deve fare di più. Ci sono provvedimenti urgenti da intraprendere e approvare senza troppe mediazioni e compromessi. Ad esempio sulla confisca dei beni, che è un doppio affronto per la mafia, come anche le parole di Riina confermano. Quei beni restituiti a uso sociale segnano un meno nei bilanci delle mafie e un più in quelli della cultura, del lavoro, della dignità che non si piega alle prepotenze e alle scorciatoie".

Secondo don Ciotti, "lo stesso vale per la corruzione, che è l'incubatrice delle mafie. C'è una mentalità che dobbiamo sradicare, quella della mafiosità, dei patti sottobanco, dall'intrallazzo in guanti bianchi, dalla disonestà condita da buone maniere".

"La corruzione - tuona il sacerdote - sta mangiando il nostro Paese, le nostre speranze! Corrotti e corruttori si danno manforte per minimizzare o perfino negare il reato. Ai loro occhi è un'azione senza colpevoli e dunque senza vittime, invece la vittima c'è, eccome: è la società, siamo tutti noi". -
 

LA PROVOCAZIONE .


Cari ragazzi, andate via.

La Sicilia è come il Titanic

Domenica 31 Agosto 2014 - 08:27



La tragedia siciliana chiama in causa un ampio spettro di correità. Nessuno può emendarsi. Nessuno può definirsi innocente.


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Caro Giovane Siciliano (affettuosamente in maiuscolo), se hai deciso di rimanere in questa terra, meriti un abbraccio e una pacca sulla spalla.
Perché mostri un coraggio da leone, mentre vai avanti, sotto il peso del disagio, aggravato da parole senza valore, nel deserto di soluzioni.
Tutti parlano di te.
Tutti si preoccupano per te.
 “Giovane”, sostantivo o aggettivo che sia, è il passaggio obbligato di ogni presa in giro travestita da promessa, di ogni naufragio addobbato da approdo, di ogni buonafede soffocata dagli eventi.
Le prove sono pistole fumanti sul tavolo della disperazione.

Il potere momentaneamente al governo ha escogitato un’opzione ‘rivoluzionaria’ per il lavoro e l’ha chiamata, ovviamente, “Piano Giovani”, in omaggio al marketing della palingenesi.
Sappiamo come è andata all’esordio e quale pasticcio sia stato generato dalla presunta rivoluzione scilabriana-crocettiana.
Ecco la pistola fumante più recente, in un mix di incompetenze e aspetti che andranno chiariti, l'ennesima delusione per te, Giovane Siciliano.
Poi c’è il resto.
L’assidua circonvenzione delle aspettative altrui.
I “giovani” sono il fulcro e il cardine di ogni orazione ispirata alla salvezza della Sicilia, carica dell’incenso dell’ipocrisia.
Ripartiamo dai giovani.
Salviamo i giovani.
Bisogna che i giovani non rimangano scottati dalla politica.
Nelle cose che alla fine contano, non esistono però azioni in grado di avanzare sul suggestivo sentiero tracciato dal vocabolario.
E non esistono un po’ per ignavia, un po’ per disinteresse.
I disoccupati, giovani e vecchi, sono il sale del carrierismo elettivo.
Si uniscono nella massa critica che spinge pochi alla gloria sulle ali di un dolore diffuso. Come privarsene, così, a cuore e portafoglio leggero?

Anche il potere momentaneamente all’opposizione ha sulla bocca i giovani traditi, giovani disillusi, i giovani disoccupati. E li cita a più non posso, come se i censori anti-crocettiani piovessero da Marte.  Con dolo dimenticano, gli ex regnanti di ieri, ora appiedati, in attesa che ripassi l’autobus della fortuna, di essere stati i magnifici protagonisti di un orrore consumato sulla pelle dei ragazzi. La tragedia siciliana chiama in causa un ampio spettro di correità. Nessuno può emendarsi. Nessuno può definirsi innocente.

Nel sottofondo delle colpe di tutti, Caro Giovane Siciliano, risultano perfino urticanti le parole che ti cascano addosso. Una beffa. Il meglio è stato svuotato di significato, oppure ha assunto un senso contrario alla sua lucentezza originaria. La parola “antimafia” per citarne una. Giovanissime generazioni sono cresciute e si alimentano con la memoria sacra di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, pensando che chiunque si definisca e si incoroni da sé “antimafioso” sia iscritto per forza nel solco di tali nobili antenati. Oggi, invece, l’antimafia è soprattutto l’anticamera dell'astuzia redditizia, il percorso facilitato per una casta di personaggi che hanno trovato riparo all’ombra di una grandezza che non gli appartiene. Perché gli appartiene il sotterfugio, la ricerca della poltrona, la sicurezza di guadagni e prestigio elargiti sulla scorta di un blasone sedimentato sul sangue degli eroi.



 












E c’è appunto la parola “lavoro”, utilizzata per contrabbandare  una assurda speranza, per perpetuare la bugia di un modo di procedere che si vuole spacciare per cristallino. Nel dizionario corrente della politica, a qualsiasi latitudine, lavoro vuol dire usura agganciata alla fame, perlina colorata nella mano piegata dall'alto verso la mano tesa dal basso in cambio della moneta sonante dei consensi. Non c’è notizia di prescelti che non abbiano sfruttato la fame di occupazione, per mietere preferenze da reinvestire.

Alla sommità delle prese in giro, c’è la parola oscena, dissacrata. “Futuro”. Il traguardo irraggiungibile, additato per distogliere gli occhi dal presente. Tutto si fa, tutto è imbroglio e caos, pur di mantenere un’aristocrazia dell’espediente che esibisce la divisione come fumo di copertura, mentre sostiene l’inciucismo trasversale di chi ha rispetto solo per la propria autoconservazione.

In questo naufragio, sulla nave che procede verso l'iceberg, con l'orchestrina che suona canzonette per distrarre i passeggeri, qual è l’orizzonte per i Ragazzi Siciliani che non sono ascrivibili ai potentati e vorrebbero una Sicilia fondata sul giudizio che premia i più bravi, non sulla vicinanza che salva gli iscritti al club? Semplicemente non c’è. Oppure si esprime con la parola definitiva che deve essere pronunciata, nella sua crudeltà, perché dire altro significherebbe mentire. Una parolina di quattro lettere. Sintetica e straziante. Fuga. Chi può, scappi, semini altrove i propri sogni, sia un vero siciliano d’oltremare in una patria lontana. Chi non può, resti sulla tolda del Titanic, con la forza dei valorosi destinati a soccombere. A contare i secondi che separano la chiglia dall’impatto finale.  -

TOTO' RIINA INVEISCE CONTRO L'INERME DON CIOTTI.


Intercettazione Riina: 

don Ciotti?

Uccidiamolo come Puglisi.

31/08/2014

Pubblicato  da  GAZZETTA  DEL  SUD  online.

"Don Ciotti non è solo e non resterà solo nella battaglia contro i poteri mafiosi". Lo dichiara il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi commentando le intercettazioni.

 

Riina: don Ciotti?
Uccidiamolo come Puglisi
Don Ciotti

"Don Ciotti non è solo e non resterà solo nella battaglia contro i poteri mafiosi".

Lo dichiara il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi commentando le intercettazioni riportate dal quotidiano 'La Repubblica', in cui Totò Riina accosta la figura di don Luigi Ciotti a quella di don Puglisi e dice:" Ciotti,Ciotti, putissimu pure ammazzarlo". "E' malvagio e cattivo - aggiunge il padrino al boss Lorusso suo compagno di passeggiate nell'ora d'aria - ha fatto strada questo disgraziato".

"A don Luigi la mia affettuosa vicinanza e il pieno sostegno della Commissione parlamentare Antimafia - dice Bindi - Le minacce di Riina intercettate nel carcere di Opera lo scorso anno vanno prese sul serio, soprattutto per l'inquietante accostamento al martirio di don Pino Puglisi".
"A don Ciotti - aggiunge - va assicurata tutta la protezione e il sostegno necessari, molti mesi sono passati da quando i magistrati hanno esaminato le intercettazioni e si deve capire che tipo di messaggio vuole inviare il capo di Cosa Nostra mentre inveisce contro un sacerdote così esposto sul fronte della lotta alla mafia".
"So che le raccapriccianti parole di Riina - dice ancora Bindi - non faranno arretrare il suo appassionato servizio cristiano per la giustizia e la promozione della dignità umana e da oggi saremo al suo fianco con più determinazione".
"L'impegno che insieme a tanti con Libera don Ciotti da anni profonde per promuovere la cultura della legalità, la memoria delle vittime innocenti e lo sviluppo solidale nelle terre confiscate alle mafie - prosegue - sono ormai punto di riferimento della coscienza civile del paese".

Ed è proprio il lavoro di Libera che scatena l'odio di Riina, preoccupato per i tanti sequestri di beni alla mafia che poi vengono gestiti dalle cooperative di Libera.
"La scomunica di Papa Francesco - aggiunge Rosy Bindi - ha tracciato una linea invalicabile tra la Chiesa e le mafie che dà a tutti, credenti e non credenti, più forza e coraggio nel combattere la cultura dell'omertà e della sopraffazione.

Ma non possiamo abbassare la guardia, c'è una mafia silente che moltiplica affari e profitti e penetra in ogni settore della vita del paese approfittando della crisi economica. E c'è - conclude - una mafia violenta che continua a tenere sotto scacco con l'intimidazione e la paura buona parte del Mezzogiorno, dove pesano povertà e disoccupazione ma dove sono anche più vitali e preziose le esperienze di libertà e resistenza create da Libera per strappare il territorio al controllo della criminalità organizzata".

Le parole espresse da Totò Riina su Don Ciotti ''sono inquietanti e dimostrano quanto la mafia possa temere il lavoro instancabile e pervicace di un uomo da sempre impegnato contro lo strapotere economico e sociale della criminalità organizzata, da sempre punto di riferimento per tutto il movimento antimafia''.
Lo sottolinea Legambiente in una nota. Legambiente esprime ''solidarietà e vicinanza all'amico presidente di Libera'' e si dice ''al fianco di Don Ciotti per combattere l'illegalità e l'ingiustizia e contribuire a rendere l'Italia un Paese finalmente libero dalle mafie".  -

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Concittadini onesti,
 
Se vi siete convinti che la mafia non merita alcuna attenuante, evitate la frequentazione e l'amicizia con i mafiosi locali e con i loro sostenitori.
 
Sappiate che rivolgendovi ad un mafioso per chiedere favori e/o protezione resterete legati e soggiogati per tutta la vita.
 
Nel malaugurato caso di necessità, rivolgetevi alle Associazione antirachet che sapranno aiutarvi e consigliarvi.
 
PER  IL  VOSTRO  BENE,  DIFFIDATE  DAI  SOGGETTI  IN  ODOR  DI  MAFIA.  -

Antonio Amodeo

OLIVERI NON ORGANIZZA MANIFESTAZIONI ANTIMAFIA

Rometta onora

Graziella Campagna

31/08/2014

Pubblicato da  GAZZETTA  DEL  SUD  online.

L’intitolazione di piazza Stazione alla ragazza vittima della mafia. Un paese, e un comprensorio, seppelliscono un passato di omertà e connivenze.

 

Rometta onora 
Graziella Campagna

 «Nessuno toccherà piazza Stazione  ai Romettesi. Oggi è stato  semplicemente aggiunto un  binario, quello della legalità,  che conduce a una stazione  centrale che si chiama “Giustizia”  ».

Le parole di Piero Campagna  fanno sciogliere in un  lungo applauso la folla che ieri  pomeriggio si è radunata nella  piazza antistante la stazione  Rometta Messinese per la cerimonia  d’intitolazione di questo  luogo storico, riferimento  comune e monumento alla genesi  dell’odierno abitato della  frazione Marea, alla memoria  della sorella Graziella, uccisa  29 anni fa dalla mafia per la  semplice circostanza di trovarsi  nel posto sbagliato al momento  sbagliato.

Una cerimonia  solenne, fortemente voluta  dall’Amministrazione guidata  dal sindaco Nicola Merlino, cui  hanno preso parte molti cittadini  insieme a diverse autorità  ed esponenti del mondo politico  e della magistratura, come il  sen. Beppe Lumia, ex presidente  della Commissione parlamentare  antimafia, l’on.  Giuseppe Laccoto, il pm Francesco  Massara della Procura di  Barcellona, la dott. Ada Vitanza  della Procura generale di  Messina, il sindaco di Messina  Renato Accorinti e diversi primi  cittadini del comprensorio,  il colonnello Stefano Spagnol,  comandante provinciale dei  carabinieri insieme al capitano  Antonio Ruotolo della Compagnia  di Milazzo e ai militari della  locale Stazione, i rappresentanti  della Guardia di finanza e  dalla polizia di Stato e l’attore  Maurizio Marchetti, uno dei  protagonisti del film su Graziella  “La vita rubata” poi andato  in visione, alle 21.30, nella  manifestazione in Villa Martina  organizzata dall’associazione  “Graziella Campagna”.

 «L’aggiunta del binario della  legalità rappresentato dal  nome di Graziella – ha affermato  il fratello Pasquale – fa  onore a tutta la cittadinanza  che ringraziamo di cuore, perché  consentirà di ricordare  una ragazza che dalla vita voleva  un percorso semplice e sereno,  che invece è stato atrocemente  interrotto. Graziella era  una “pendolare”, viaggiava  ogni giorno per andare al lavoro.  Attraverso quest’intitolazione  Rometta fa proseguire il  sogno di Graziella, e dà un contributo  di speranza a tutti i nostri  giovani che partono in cerca  di un futuro migliore».

 Il sen. Lumia, invece, ha ricordato  come la provincia di  Messina, all’epoca dell’omicidio  Campagna, fosse la terra  del negazionismo (la mafia  non esiste) e del minimalismo  (c’è, ma non fa male): «Dobbiamo  ringraziare la famiglia  Campagna che con la loro lotta  ha abbattuto il muro del negazionismo  e ha aperto la strada  a risultati importanti che oggi  la magistratura sta conseguendo  ».

La conferma viene dal pm  Francesco Massara: «Dall’85 a  oggi le cose sono cambiate in  bene. Molti mafiosi si pentono  e collaborano, e anche la popolazione  è cambiata: le persone  minacciate, offese, ricorrono  finalmente alla magistratura  per denunciare e noi abbiamo  così maggiori strumenti per  debellare questo fenomeno».

 «Graziella non l’ha uccisa la  mafia –afferma invece il sindaco  Merlino – l’abbiamo uccisa  noi, con la connivenza, la complicità  e l’omertà concesse da  tutte le istituzioni del tempo al  “patriarca” della mafia Santo  Sfameni. Fatti messi in luce  dalle indagini della Commissione  parlamentare antimafia  in cui, purtroppo, anche Rometta  ha dato il suo miserabile  contributo. Ricordo bene nelle  comunali dell’83 Sfameni aggirarsi  per i seggi per condizionare  il voto.
Oggi, invece, Rometta  abbassa gli occhi e ricorda  Graziella con un segno tangibile  di solidarietà anche alla  famiglia: Rometta è la città che  onora e si commuove per Graziella  vittima di mafia, non per  Totò Cuffaro».

In conclusione, la scopertura  della stele che immortala  l’omaggio di Rometta a Graziella Campagna.  -
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Desidero rammentare ai miei Concittadini onesti che la mafia ha soppresso vite umane anche nel nostro paese.

I nostri sapientoni Amministratori comunali che continuano a negare l'esistenza della mafia  ne sono informati ?  Sono complici incosapevoli ? o sono talmente ingenui da non conoscere la realtà in cui vivono ? 

Rometta ha reagito. Oliveri continua a negare. Perchè?...... 

Chi ha ucciso Graziella Campagna è stato ospite "indesiderato" di un Comune vicino al nostro.

Costui frequentava Oliveri.

Molti insospettabili nostri concittadini gareggiavano per offrirgli il caffè.

Qualcuno di essi ha ottenuto da tale (ingenua ?) frequentazione enormi benefici economici con grande svantaggio per gli interessi generali della collettività.

La civile Oliveri avrebbe dovuto partecipare alla manifestazione antimafia di Rometta.

INVECE,  NON  C'ERA.

Invito tutti i Concittadini responsabili a volere seriamente riflettere su questo scottante argomento che i nostri figli sconoscono.

Invito, altresì, tutte le Autorità competenti ad esercitare attenta vigilanza su determinati aspetti, vecchi e nuovi, della economia locale.  

Infine, desidero richiamare l'attenzione degli Investigatori sull'attendibilità dei loro informatori.-

Antonio Amodeo

sabato 30 agosto 2014

Bonanni: promessi miracoli,

non avvengono.

Li fanno solo i santi e non ce ne sono in politica.

 

(ANSA) - BOLOGNA, 30 AGO - "Qui si promettono miracoli, ma i miracoli non avvengono: avvengono solo con i santi, ma non mi pare ci siano molti santi in politica". Così Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell'Unità a Bologna.
    Secondo Bonanni, invece, "è bene usare il metodo più tradizionale: rimboccarsi le maniche tutti insieme e non cercare di fare lo scaricabarile uno contro l'altro, a partire da chi governa". (ANSA)
   

Vertice Ue nomina 

Mogherini lady Pesc.

Il polacco Donald Tusk presidente del Consiglio Ue.

 

(ANSA) - BRUXELLES, 30 AGO - Il Consiglio Europeo ha nominato il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini Alto rappresentante Ue per la Politica Estera e la Sicurezza. Lo ha comunicato con un tweet il presidente permanente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Il polacco Donald Tusk è stato invece nominato nuovo presidente del Consiglio.  (ANSA)

Sblocca Italia:

altre 4 opere in stand-by.

Termoli-S.Vittore, CircumEtnea e le metro di Palermo e Cagliari.

 

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - I 3,8 miliardi stanziati per avviare nuovi cantieri entro tempi certi saranno subito riattribuite se l'apertura dei cantieri non rispetterà l'agenda prefissata. E' quanto prevede il decreto Sblocca Italia che mette in stand by, in attesa di revoche, quattro interventi: la CircumEtnea, le metro di Palermo e di Cagliari, il primo lotto della Termoli-S.Vittore. Queste quattro opere rimangono inoltre le prime che potrebbero essere finanziate con altre risorse con la Legge di Stabilità. (ANSA)

SbloccaItalia: Ance, con 

3,8mld manca choc.

Bene impostazione, ma così non riparte l'economia.

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Il decreto "Sblocca Italia ha un'ottima impostazione, ma se non ci mettiamo i soldi e non facciamo ripartire le cose perché l'Europa ci blocca, i problemi restano tutti lì". Così il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, commenta con l'ANSA lo Sblocca Italia, affermando che "3,8 miliardi sono pochi" e non rappresentano "uno choc per l'economia".  (ANSA)

AUTOSTRADE SICILIANE: SCIOPERO 

FINO AL 15 SETTEMBRE CONFERMATO 

DALLE SIGLE SINDACALI CHE LO 

HANNO INDETTO.

Pubblicato  da  NEBRODI  E  DINTORNI.

 

Riunione sindacale del 28 agosto 2014. Il Presidente Dott. Rosario Faraci con nota del 18 agosto ha indetto una riunione con i Sindacati della Funzione Pubblica per discutere le “tabelle di riclassificazione del personale CAS e relativa applicazione”.


Messina, 30-08-2014 - All’incontro di ieri si sono presentati CGIL Trasporti Regionale ed Aziendale; CISL Trasporti Regionale; CUB Trasporti Aziendale; COBAS CODIR Funzione Pubblica Regionale; SADIRS CISAS Funzione Pubblica Regionale; SIAD Funzione Pubblica Regionale; SLA CISAL Trasporti Aziendale. La UIL Funzione Pubblica Regionale e la UGL Regionale (a firma Sub Commissario Sicilia del comparto Dipendenti Regionali) hanno fatto pervenire specifiche note così come la CISL Regionale Funzione Pubblica e Trasporti e la CGIL Trasporti Regionale.

Ciascuno degli intervenuti ha manifestato la propria opinione ed alcuni hanno chiesto al Presidente CAS una riconsiderazione in merito all’applicazione del CCRL ed allargamento del tavolo ai sindacati del settore trasporti. Alcuni hanno quindi richiesto la sospensione dei lavori per consentire una riflessione sul punto.

Lo sciopero fino al 15 settembre è stato confermato dalle sigle sindacali che lo hanno indetto (CUB Trasporti, UGL Trasporti e SLA Trasporti).
Sul sito del Consorzio le presenze ed assenze del personale della settimana 17-22 agosto 2014 che ad ogni buon conto si allega..  -

REGIONE SICILIANA : ENNESIMO TENTATIVO DI TROVARE UN'INTESA .

Pd, vertice lunedì per cercare 

un'intesa. Ma i renziani 

chiederanno di azzerare tutto.

Sabato 30 Agosto 2014 - 17:09

Pubblicato da www.livesicilia.it


Trattative per un disgelo tra partito e governo. Raciti convoca l'incontro. Lupo cerca di mediare. Ipotesi capigruppo in giunta. Sul tavolo potrebbe esserci anche la vicepresidenza dell'Ars. Ma il gruppo vicino a Faraone proporrà di riconsiderare tutto, dalla delegazione in giunta alla segreteria e le presidenze di commissione.


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PALERMO – Certo, il ciclone Piano giovani che ha travolto il governo non aiuta a svelenire il clima. Ma nella maggioranza, e in particolare nel Pd, continua il lavoro sotterraneo per riprendere il filo del discorso con Rosario Crocetta, interrotto dalle ferie estive. Il punto resta quello: mettere mano alla composizione della giunta, sanare la rottura che ha lasciato fuori dal governo un grande pezzo del Pd siciliano, e ripartire per imprimere un cambio di passo all'andatura claudicante della giunta.

Incontri e contatti nelle ultime ore tentano di sbloccare l'impasse, e lunedì pomeriggio è convocato un incontro alla sede regionale del Pd, un vertice in cui il segretario Fausto Raciti farà il punto con le diverse anime del partito. Crocetta, dopo il caos scatenato dal “flop day” aveva frenato sul rimpasto. Ma la necessità di sbloccare lo stallo e far ripartire i rapporti tra governo e maggioranza è sempre più avvertita dal partito, che teme sempre di più per il futuro della legislatura dopo i gravi scivoloni collezionati dal governo.

Nel Pd in particolare cresce la voglia di caratterizzare in modo più politico la giunta, rinunciando a qualche tecnico (o similtecnico) magari per far posto anche a deputati, ipotesi che Crocetta non ha mai accettato. E che invece in passato i cuperliani non hanno disdegnato e che negli ultimi giorni è stata sdoganata anche da Salvatore Cardinale e ora anche da Giuseppe Lupo, che sta cercando di mediare: “Si era già parlato in passato del possibile ingresso dei capigruppo in giunta - dice l'ex segretario -. Non credo che una presenza politica possa essere un problema per il presidente della Regione, semmai rafforzerebbe il rapporto tra maggioranza e governo”. Un'ipotesi, quella di mandare al governo il capogruppo Baldo Gucciardi, che incontra già qualche consenso. Sarà possibile trovare su questo un accordo con il governatore? Presto per dirlo, ma l'ipotesi è sul tavolo.

E a inserirsi nelle trattative potrebbe essere anche la vicepresidenza dell'Ars, lasciata vacante da Salvo Pogliese, trasmigrato a Bruxelles. Il suo successore si voterà a metà settembre. Le opposizioni reclamano per prassi la poltrona, ma non è detto che la maggioranza non scelga di tenerla per sé, utilizzando l'ambita poltrona per un riequilibrio interno alle correnti del Partito democratico.

Ma i renziani doc sarebbero poco propensi a una soluzione fatta di ritocchi. L'ala guidata da Davide Faraone, da tempo impegnato a Roma e meno presente nelle trattative siciliane, è pronta a chiedere un azzeramento totale che coinvolga la giunta ma anche le presidenze di commissione all'Ars (il Pd ne ha tre, tutte in mano all'area Cuperlo) e la composizione della segreteria del partito. Ripartire da zero e ricominciare, con un nuovo patto di coalizione che parta dai contenuti, in particolare da quelli proposti nel suo "decalogo", rimasto lettera morta, dallo stesso Faraone, che lunedì non sarà al vertice. Ci saranno però per l'area Renzi Gucciardi, Zambuto e il vicesegretario Mila Spicola, che oggi in una lunghissima nota ha anticipato l'idea dell'azzeramento. "Azzerare e ripartire? Sono d’accordo - dice Spicola -, ma su tutti i fronti: chiedo a Rosario Crocetta e al Pd tutto, di cui il presidente è dirigente, di agire di concerto con la coalizione per rifare la Giunta, tutta, ma non solo, chiedo di azzerare e rifare i presidenti di Commissione e dell’Assemblea e mettere nello stesso piatto due riforme importanti: primo, una legge elettorale che ridisegni l’assetto istituzionale e i rapporti tra Presidente, Aula, Giunta ed elettori, che ricrei un rapporto di fiducia e credibilità, e una riforma dell’apparato burocratico amministrativo".


Qualsiasi semplice ritocco della giunta finirebbe per intaccare le posizioni delle varie correnti. I renziani di Faraone, ad esempio, hanno due assessori in giunta, che qualcuno nel partito considera eccessivi. Sacrificarne uno creerebbe qualche problema: chi dovrebbe far posto? Ma anche la partita dei cuperliani si scontra con i numeri: complicato farne entrare due in giunta, il posto a disposizione potrebbe essere solo uno.Non troppo interessato a una ricomposizione sembra Antonello Cracolici, che spara ormai a zero sul governo da settimane. Gli assetti attuali, infine, stanno più che bene all'ala più vicina a Crocetta, quella di Beppe Lumia.

Insomma, gli sforzi di Raciti continuano a trovare più di un ostacolo. Il gruppo di Faraone a questo punto prova a sparigliare. Ma è facile prevedere che la proposta di un Big bang che riporti la legislatura all'anno zero incontrerà più di un ostacolo. E viene letta da qualcuno come il tentativo di arroccare la palla in tribuna per mantenere lo stallo. Il segretario Raciti, dal canto suo, sembra sempre dell'idea che la migliore soluzione sia quella di proporre quattro nomi nuovi, politici, e ripartire dai fatti.

Il rischio è che il pantano tra Pd e governo s'infittisca. E l'idea di una fine anticipata della legislatura, magari per un "incidente", comincia a farsi sempre più strada nelle conversazioni di Palazzo.

Tra il dire e il fare, inoltre, c'è di mezzo il caos Piano giovani. La settimana prossima tornerà a riunirsi, dopo la drammatica seduta dei giorni scorsi, la commissione Lavoro dell'Ars. Un passaggio che rischia di acuire ulteriormente le tensioni interne alla maggioranza, dopo il sostanziale abbandono da parte del partito dell'assessore Scilabra.  -
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Per dirla alla Pappagone, le varie anime del PD regionale siculo non sono "vincole" come i consiglieri michiliniani oliveresi.
Quelli sono molto "sparpagliati" e producono "sciarre".
Questi sono molto "vincoli" e producono ricchezza.  -

Antonio Amodeo 

REGIONE SICILIANA : RISCHIO SCANDALO.


"Soldi mai restituiti per 

incarichi aggiuntivi".  

Controlli a tappeto sui 

dirigenti regionali.

Sabato 30 Agosto 2014 - 06:00

Pubblicato da www.livesicilia.it


Un esposto anonimo rilancia il caso sollevato da Livesicilia nei mesi scorsi. Il responsabile della Funzione pubblica regionale chiede dati e cifre di migliaia di pratiche. C'è il sospetto che pochissimi dirigenti abbiano rispettato la legge che impone loro, per qualsiasi incarico esterno, di versare la metà del compenso in un fondo regionale.


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PALERMO - È stato il suo ultimo atto prima di andare in ferie. Al rientro sul tavolo del dirigente generale della Funzione pubblica, Luciana Giammanco, inizieranno ad arrivare i dati. Potrebbero essere le prime conferme su quello che rischia di essere uno dei più grossi scandali della pubblica amministrazione siciliana.

Ai dirigenti regionali che ottengono un incarico aggiuntivo spetta solo la metà del compenso. Il 50 per cento (anche meno se si considerano le tasse) deve restare nelle casse dell'amministrazione. Così non sarebbe accaduto in moltissimi casi. Quanti? Nessuno conosce l'entità del fenomeno, perché nessuno finora aveva deciso di controllare il capitolo dove i soldi devono confluire. Di certo sono migliaia gli incarichi su cui adesso si accenderanno i riflettori.

La Giammanco, che è anche commissario anticorruzione, conferma di avere inviato il 13 agosto una circolare ai dirigenti generali di tutti i "Dipartimenti regionali, degli Uffici speciali e ai Capi di gabinetto degli uffici di diretta collaborazione". Si limita ad aggiungere che "bisogna attendere. Non si possono fare considerazioni affrettate. Il monitoraggio serve a capire come stanno le cose". Non entra nel merito dell'articolo con cui Livesicilia aveva sollevato nei mesi scorsi i dubbi sui compensi aggiuntivi. E neppure sull'anonimo che ha pungolato la burocrazia regionale l'11 agosto, spedendo un esposto al ragioniere generale che lo ha girato alla Funzione pubblica.

Un anonimo piuttosto informato. Fa nomi e cognomi, e racconta circostanze precise. Ed è stato preso in seria considerazione dalla Giammanco se è vero, com'è vero, che l'alto burocrate il 13 agosto scriva che “alla luce dei contenuti dell'esposto anonimo e tenuto conto del lasso di tempo trascorso dalle suddette circolari, si ritiene necessario procedere ad un monitoraggio degli incarichi aggiuntivi”.



 












Le “suddette circolari” furono emanate nel 2009 ed applicavano in Sicilia la legge 2 del 6 febbraio 2008. Una legge che riguarda “qualsiasi incarico conferito ai dirigenti dalla Regione o su designazione della stessa”. La procedura è semplice: l'ente presso cui il dirigente ha espletato l'incarico liquida alla Regione l'intero compenso; quindi la Ragioneria generale paga il 50 per cento della somma al dipendente e la restante metà viene trasferita in un fondo a cui poi si attingerà per pagare le indennità di risultati e quelle variabili previste nei contratti dei dirigenti. In molti casi l'ente avrebbe pagato l'intera somma direttamente al dirigente, saltando il passaggio dal Bilancio. C'è chi si sarebbe messo (quanti?) tutti i soldi in tasca. I dirigenti regionali sono poco meno di 1.800. Ciascuno di loro può essere chiamato a ricoprire incarichi altrove. Presidenti e consiglieri di amministrazione di enti, commissari straordinari, responsabili unici dei procedimenti nelle gare d'appalto: si parla di migliaia e migliaia di incarichi.

La Funzione pubblica ora chiede dati e cifre. E non si potrà bluffare perché basterà confrontare l'elenco degli incarichi con quello delle operazioni transitate sul fondo. I dirigenti saranno "costretti" a dire la verità e, secondo alcuni di loro, a mettere mano al portafogli. Se così fosse si tratterebbe di uno scandalo a sei cifre.-

Pubblicato: 30/08/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.

Belpasso: ex soci imponevano 

il pizzo, imprenditore edile 

li fa arrestare.

 

Angelo Monaco e il genero Paolo Mirmina Spatalucente, originari di Noto, sono stati fermati mentre si facevano consegnare cinque assegni non intestati da diecimila euro l'uno. La vittima subiva l'estorsione da sei anni.

 

pizzo belpasso
 

PATERNÒ (CATANIA) - Esasperato da anni di continue vessazioni un imprenditore edile di Belpasso (Catania) ha denunciato una estorsione ai suoi danni che durava dal 2008 e ha fatto arrestare dai carabinieri due suoi ex soci in affari, Angelo Monaco, di 59 anni, e il genero, Paolo Mirmina Spatalucente, di 34. Entrambi sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I due, di Noto (Siracusa), sono stati bloccati dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Paternò mentre si facevano consegnare dalla vittima cinque assegni non intestati da 10mila euro l'uno. L'imprenditore sei anni fa si era avvalso, nell'ambito di un appalto pubblico, della società di edilizia di Monaco per alcuni lavori in subappalto. Monaco, all'epoca già condannato per associazione mafiosa, era stato poi arrestato nel luglio del 2008 e la vittima era stata costretta a interrompere il rapporto di collaborazione con la ditta subappaltante.

Da quel momento l'altro socio, Mirmina Spatalucente, avrebbe cominciato a chiedere denaro all'imprenditore nonostante quest'ultimo avesse già saldato l'importo dovuto per le opere compiute fino a quel momento. Dalla scarcerazione di Monaco, avvenuta a metà del luglio scorso, i due avrebbero cominciato a chiedere più denaro alla vittima, minacciando ritorsioni in caso di rifiuto. I due arrestati sono stati associati nel carcere di Bicocca.  -

Pubblicato: 29/08/2014  -  lasiciliaweb›› Politica.

Il "bando della Corsello" 

in Gurs, nuova bufera sul 

Piano Giovani.

L'avviso da 70 milioni per 20 mila tirocini porta la firma dell'ex dirigente dei dipartimenti Formazione e Lavoro.

 

PALERMO - Il "bando Corsello" sui tirocini finisce nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, nonostante gli assessori Nelli Scilabra e Giuseppe Bruno lo avessero sconfessato perché non coinvolti nella stesura e nonostante il governatore Crocetta lo avesse "congelato" in attesa di approfondimenti. L'avviso da 70 milioni per 20 mila tirocini porta la firma dell'ex dirigente dei dipartimenti Formazione e Lavoro, Anna Rosa Corsello, che due giorni fa è stata sostituita dal governatore Rosario Crocetta, che ha accolto le sue dimissioni sull'onda delle polemiche per il flop del click day (il 5 agosto scorso), col sistema informatico andato in tilt e 50mila giovani rimasti esclusi dalla selezione on line.

Il nuovo bando fu pubblicato dalla Corsello il 19 agosto scorso sul sito dell'assessorato alla Formazione e venne subito ripudiato dagli assessori Scilabra e Bruno che accusarono la dirigente di non avere concordato con loro l'avviso. Sulla questione intervenne anche il governatore Crocetta, dicendo di voler "congelare il bando", ipotizzando eventuali modifiche.

Sul flop day e sugli affidamenti diretti fatti dall'amministrazione a Italia Lavoro e alla società ligure Ett la Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali ipotesi di reato contro la pubblica amministrazione; lo stesso ha fatto la Procura presso la Corte dei Conti per eventuali danni all'erario.

La vicenda del flop day martedì è approdata in commissione Lavoro all'Ars, dove oltre alla dirigente Anna Rosa Corsello che ha illustrato con una relazione finita agli atti dei pm i passaggi legati agli affidamenti diretti a Ett e Italia Lavoro, sono stati ascoltati anche gli assessori Scilabra e Bruno. La commissione tornerà a riunirsi sull'argomento mercoledì prossimo.  -
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INCREDIBILE !...

Antonio Amodeo
 

Messina, Riesame: Genovese

torni in carcere.

Sentenza non esecutiva.

30/08/2014

Pubblicato da  GAZZETTA  DEL  SUD  online.

Il Tribunale del riesame di Messina, accogliendo il ricorso della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il deputato Pd Francantonio Genovese. I giudici hanno annullato l'ordinanza del Gip che scarcerava il parlamentare.

 

Riesame: Genovese
torni in carcere

Il Tribunale del riesame di Messina, accogliendo il ricorso della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il deputato Pd Francantonio Genovese. I giudici hanno annullato l'ordinanza del Gip che scarcerava il parlamentare indagato per associazione per delinquere truffa e frode fiscale sulla formazione in Sicilia disponendone gli arresti domiciliari. L'ordinanza non è esecutiva fino al momento in cui lo diventerà per termini o sentenza della Cassazione.  -

REGOLE DI CIVILE CONVIVENZA PUBBLICATE DA FACEBOOK.
























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A chi mi chiede se i nostri Amministratori comunali conoscono queste sane regole RISPONDO: SICURAMENTE LE CONOSCONO.

A chi mi chiedesse se le osservano RISPONDEREI:

NON  MI  RISULTA.  -

Antonio Amodeo








venerdì 29 agosto 2014

TINDARI : IMPORTANTE FINANZIAMENTO.


Percorsi naturalistici iTi.n.da.ri, 


ammesso a finanziamento

il progetto.

  • Scritto da  Cinzia Bonsignore
  • Pubblicato da www. pattionline.it  in ATTUALITA

     



Si tratta di un progetto portato avanti dal Comune insieme ai comuni viciniori e a privati per riscoprire i sentieri naturalisti del territorio.
Il progetto “iTi.n.da.ri” – Itinerari Naturalistici da Riscoprire, presentato dal Comune di Patti quale ente capofila, a seguito di un avviso denominato "Progettazione e realizzazione di itinerari per la valorizzazione del turismo naturalistico" per la realizzazione di attività finalizzata alla creazione di itinerari turistici dedicati al segmento "natura" nell'ambito del progetto di eccellenza, dell’Assessorato regionale al Turismo, è stato inserito nell’elenco dei progetti ammessi senza riserva.
Attraverso questo progetto il Comune di Patti, insieme ai comuni di Gioiosa Marea, Montagnareale, Librizzi e San Piero Patti, e a diversi partner privati, intende realizzazione un’offerta turistico - culturale dedicata allo sviluppo e alla promozione del patrimonio naturalistico dell’area ricadente nel territorio di Tindari e dei comuni limitrofi.
L’obiettivo principale è il posizionamento del territorio di Tindari sul mercato turistico legato alla motivazione di viaggio “natura” e/o “religioso”, nella specifica eccezione di “natura e turismo attivo”, attraverso varie azioni mirate di specializzazione e di diversificazione territoriale. L’ambito territoriale di riferimento del progetto “iTi.n.da.ri”, si estende in un’area di 158,03 km.
“E’ una notizia che ci fa particolarmente piacere, ha detto il primo cittadino Mauro Aquino, perché è una conferma della bontà del lavoro svolto in sinergia con i comuni viciniori, e che ci consentirà, qualora il progetto dovesse essere finanziato, di diversificare ulteriormente l’offerta turistica dei nostri territori, con un’attenzione particolare ad un segmento di turismo, quello naturalistico e del trekking in generale, in enorme crescita soprattutto con riferimento ai paesi del centro e nord Europa.
Significa, inoltre, poter aprire finalmente alcuni scorci incantevoli del territorio alla fruizione anche dei residenti. Il pensiero va immediatamente alla Grotta di donna Villa o al sentiero di Rocca Femmina, vere perle del nostro territorio comunale – ha concluso Aquino, purtroppo non adeguatamente conosciute e apprezzate anche dai residenti”.
La rete complessiva dei sentieri naturalistici previsti nel territorio del Comune di Patti si sviluppa per un totale di circa 8,7 km, così di seguito dettagliata:
1° itinerario: strada comunale Via del Sole, che si snoda su due diversi itinerari, il primo, circa 1,8 km completamente pianeggianti, verso e attorno ai Laghetti di Marinello, il secondo, di circa 2,0 km, attraverso la strada comunale Tindari-Coda di Volpe, che s’inerpica fino al colle di Tindari passando dal livello del mare a una quota di circa 200 metri, proprio ai piedi del Santuario della Madonna Nera.
2° itinerario: strada comunale Rocca Femmina, di circa 1,3 km di lunghezza, si snoda tra continui saliscendi lungo tutto il promontorio di Tindari fino a giungere alla grotta di Donna Villa.
3° itinerario: strada comunale Patti-Sorrentini-Gioiosa Guardia, lungo circa 3,6 km, che dalla frazione collinare di Sorrentini, (400 metri circa sul livello del mare), giunge fino alle rovine dell’antica Gioiosa Guardia (860 metri sul livello del mare), in territorio di Gioiosa Marea.  -
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L'Amministrazione comunale di OLIVERI è molto impegnata nella realizzazione della iniziativa privata denominata "IL FEUDO DI OLIVERI".
Iniziativa meritevole del più ampio sostegno al fine di perpetuare le nostre origini feudali. -
Antonio Amodeo

COMUNE DI TERMINI IMERESE : RACCOLTA DIFERENZIATA .

 Comunicato fotocopiato dal sito ufficiale del Comune.

14/10/ 2011

Continua l’impegno per la 

raccolta differenziata che si 

estende anche al quartiere 

Fonte Pirr .

Si estende a un altro quartiere la differenziata porta a porta. Si tratta della zona Fonte Pirr che riguarda le vie comprese tra piazzetta Gorizia, via Diaz, piazza San Carlo, via Stesicoro, via Barratina ecc. Al fine di contribuire a minimizzare il rischio di gravi crisi nel settore dello smaltimento dei RSU, cercando di ridurre la quantità dei rifiuti stessi, è partita nei mesi scorsi la raccolta differenziata “porta a porta” in altre zone della città. Presso il quartiere ora interessato i cittadini dovranno deporre i rifiuti sull’uscio di casa (compresi i  condomini) dal lunedì al sabato, tranne la domenica e i festivi, il servizio sarà effettuato dagli operatori dalle ore 7,00 alle 9,00. I rifiuti saranno differenziati secondo i giorni della settimana.
Nello specifico, le giornate di lunedì, giovedì e sabato saranno dedicate alla raccolta dell’umido organico; quelle di martedì e venerdì al secco indifferenziato; per la giornata di mercoledì è prevista la raccolta di carta, cartone, plastica. Mentre il vetro e le lattine, considerati materiali pericolosi, potranno essere deposti negli appositi contenitori dei punti di raccolta più vicini, presenti in città. Chi non può effettuare la differenziata con il metodo del porta a porta, potrà conferire i rifiuti differenziati presso l’Isola Ecologica sita nei pressi dello stadio Crisone.
Pertanto a partire dal 17 ottobre 2011 tutti i cittadini presso le cui abitazioni è attivata la raccolta dei rifiuti solidi urbani col metodo del “porta a porta” e in particolare, quelli le cui abitazioni rientrano nel quartiere Fonte Pirr, sono tenuti ad attivare la raccolta differenziata dei rifiuti medesimi, secondo le indicazioni tecnico-operative della società Ecologia e Ambiente s.p.a. che disimpegna il servizio. Chiunque continuerà a smaltire i rifiuti in modo indifferenziato o a conferirli in luoghi diversi dalla propria abitazione, sarà passibile di sanzione amministrativa pecuniaria da € 25,00 a € 500,00 ai sensi dell’art 7 bis del D. Lgs. 267/2000, oltre alle eventuali sanzioni previste per disposizioni di legge specifiche.
“Sono soddisfatto – ha dichiarato il sindaco Totò Burrafato – per la disponibilità della società Ecologia e Ambiente che progressivamente persegue l’obiettivo di coprire nuove aree così da eliminare dal centro storico tutti i cassonetti”.

Ultima modifica: 14/10/2011 a cura di Maria Alderuccio.
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Qualcuno è pregato di spiegarci se questa informzione è scorretta e se è finalizzata a denigrare l'immagine di quella Oliveri che potrebbe essere migliore ma non lo è a causa della megalomania di Amministratori comunali che hanno tutte le caratteristiche per conseguire brillanti risultati in molti altri settori, ma non nel delicato compito di "servire" civilmente i Cittadini.
Dovrebbe, cortesemente, anche spiegarci quando e dove ha scoperto che è scomodo stare  seduti su una morbida poltrona senza preoccupazioni e senza responsabilità.
Infine, dovrebbe spiegare ai Cittadini per quale motivo viene eletto dal Popolo sovrano un candidato che propone agli elettori un bel programma non realizzato nel corso dei cinque anni di totale disamministrazione. 

DETTO  CON  GRANDE  RISPETTO  PER  LA  SOVRANITA'  DEL  POPOLO.  -

Antonio Amodeo


   

Messina: Disponibili 

3 milioni e mezzo per la 

raccolta “porta a porta”.

29/08/2014

Pubblicato da GAZZETTA  DEL  SUD  online.

Confermato ieri a Palermo il finanziamento. L’emergenza rifiuti e la crisi idrica al centro del vertice tra il Comune, i dirigenti e funzionari della Regione siciliana.

 

Disponibili 3 milioni e mezzo per la raccolta “porta a porta”


Nero su bianco, c’è la firma sul decreto regionale di finanziamento del progetto di raccolta differenziata porta a porta per la città di Messina. La fumata bianca è arrivata in occasione dell’incontro che si è tenuto ieri a Palermo: da una parte il sindaco Renato Accorinti e gli assessori Daniele Ialacqua e Sergio De Cola, dall’altra il direttore del Dipartimento Acqua e Rifiuti, Marco Lupo, il dirigente Natale Zuccarello che ha seguito da vicino il piano sottoposto dall’Amministrazione messinese, e il capo di gabinetto dell’assessorato, Maurizio Pascucci. Il foglio consegnato brevi manu al primo cittadino, porterà in dote circa 3,5 milioni di euro (un milione sarà anticipato del Comune) che serviranno ad avviare le attività di raccolta nei quartieri periferici. Come si ricorderà, infatti, si tratta di un vecchio progetto dell’Ato, rispolverato, che punta proprio a servire i villaggi collinari e periferici a nord e a sud, immaginato su un campione iniziale di 60 mila persone che a regime può raggiungere anche un bacino di 100 mila abitanti. Un percorso che, nel giro di pochi mesi, potrebbe generare un doppio beneficio: accrescere il livello di raccolta differenziata e rafforzare il servizio di raccolta “meccanica”in altre zone, spostando cassonetti ed organizzando diversamente i turni con i mezzi a disposizione di Messinambiente. Insomma, se tutto andrà come si spera, i benefici si avvertirebbero subito. Il condizionale, nonostante l’atto già varato, è d’obbligo perché i passaggi burocratici non si sono ancora conclusi. Il decreto, come è prassi, dovrà infatti passare al vaglio della Corte dei conti che nell’arco di un mese si esprimerà. Nel frattempo, però, il Comune non starà con le mani in mano ma lavorerà sulla predisposizione della gara d’appalto. Se i tempi verranno rispettati, nei primi mesi del 2015 il servizio potrà divenire operativo, facendo di Messina città pilota in Sicilia per il porta a porta in scala. Nel corso del tavolo palermitano si è discusso anche di Pace, dell’avvio di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti organici e il trattamento dell’umido all’interno del depuratore di Mili e del trattamento delle discariche post mortem per le quali Messina spende annualmente circa 800 mila euro. I rappresentanti del governo cittadino avrebbero incassato la disponibilità ad individuare percorsi condivisi. I dettagli, in questo senso, saranno illustrati questa mattina nel corso di una conferenza. Altro punto del quale si è discusso è l’emergenza idrica in città, che continua a generare disagi nonostante l’Amam predichi ancora calma e sangue freddo. Ialacqua, come annunciato, ha insistito sulla necessità di riportare verso lo Stretto scorte d’acqua della condotta “Alcantara”, un impianto nato per servire la zona jonica e la città, ma che oggi non può essere utilizzato neppure in situazioni di emergenza, soprattutto per le esose tariffe imposte da Siciliacque Spa. Anche in questo caso gli organi regionali hanno fatto sapere di essere pronti ad ascoltare le richieste di Messina, evidenziando di avere già incontro più volte il Forum acqua pubblica che insiste per cambiare lo status gestionale della risorsa idrica nell’Isola.  -
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Se tutti gli Amministratori comunali avessero osservato le leggi vigenti, oggi avremmo a disposizione un servizio di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta bene organizzato e tutti i Cittadini avremmo potuto beneficiare di un servizio più economico e più igienico.
Gli Amministratori, invece, per finalità che solo essi riescono a concepire, hanno preferito consentire l'illecito arricchimento di alcune ditte specializzate, sovente collegate con la mafia.
Occorre anche evidenziare la corresponsabilità di quei Cittadini che hanno preferito eleggere, per fini personali, Politici ed Amministratori comunali corrotti e collusi. -

Antonio Amodeo

OLIVERI : A QUALE LIBERO CONSORZIO ADERIRE ?..... QUESTO E' IL DILEMMA !.

Bruno Pancaldo ha condiviso un link.
 
Ad un mese esatto dalla scadenza, Oliveri a quale libero consorzio aderirà?
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Carissimo Bruno, 


Se Ti interessa sapere a quale libero consorzio aderiranno, partecipa alle affollatissime riunioni che i nostri espertissimi Amministratori hanno organizzato per dibattere lo scottante tema con i Cittadini, presente il Sindaco Cetto Laqualunque al quale importa una "BEATA MIn..IA".

Per i dettagli, Ti suggerisco di telefonare al portaborse o al portavoce.  -

Affettuosità.

Antonio Amodeo 

COMUNE DI TORRENOVA : ORDINANZA SINDACALE n.33 DEL 19.05.2014


OGGETTO: Disposizioni per la raccolta differenziata dei rifiuti e per il servizio porta a porta.

Con tale provvedimento il Sindaco

ORDINA

Che il conferimento dei rifiuti e la raccolta differenziata degli stessi, provenienti da utenze domestiche e non domestiche quali attività commerciali, artigianali ed uffici, dovrà avvenire esclusivamente secondo le modalità riporate nel calendario allegato alla presente ordinanza.

E' fatto obbligo alle utenze domestiche e non domestiche di esporre i rifiuti urbani nella immediate vicinanze della propria attività ufficio o residenza, dalle ore 21.30 alle ore 06.30 dei giorni indicati nel calendario.

Ordina altresì agli utenti la perfetta chiusura dell'involucro contenente i rifiuti, in modo da evitare possibili e fastidiose esalazioni.


E' vietato conferire rifiuti domestici nei cestini stradali. In tali contenitori sono da inserire solo ed esclusivamente quei rifiuti che vengono prodotti da cittadini che percorrono le strade.

E' vietato conferire rifiuti al circuito di raccolta del comune per i soggetti non residenti e per le attività non domestiche non insediate nel territorio comunale.

Avverte
I rifiuti collocati in violazione delle caratteristiche qualitative e delle tempistiche prescritte dal presente atto, saranno lasciati sul posto. Dopo il passaggio degli operatori, il produttore avrà l'obbligo di ritiro immediato dei medesimi dagli spazi pubblici.  -
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Va evidenziato che l'organizzazione della raccolta differenziata rientra nei compiti istituzionali che la vigente Legge conferisce ai Comuni.
La prolungata inerzia non è giustificata da alcun valido impedimento.
Va anche evidenziato che i nostri Amministratori comunali, oltre a manifestare la loro incapacità, dimostrano di non saper copiare i provvedimenti adottati da altri Amministratori.
Sanno, però, copiare le ordinanze emesse per favorire gli amici degli amici. - 

Segue fotocopia della suddetta ordinanza.







giovedì 28 agosto 2014

IL COMUNE DI CAPO D'ORLANDO ESEGUE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI.

Nel sito ufficiale del Comune mamertino è pubblicato il seguente avviso:

Calendario raccolta differenziata in distribuzione presso l'URP

E' in distribuzione il calendario per la raccolta differenziata. Così come negli ultimi due anni, la guida facile e immediata per ricordare come una corretta raccolta differenziata porta a porta aiuti a risolvere il problema legato allo smaltimento dei rifiuti.
Nel calendario sono riportati i giorni nei quali è possibile depositare, fuori dalla propria abitazione e negli appositi contenitori, i rifiuti.
Nel calendario sono riportati i mesi fino a settembre 2014, da ottobre 2014 infatti la raccolta differenziata potrebbe subire delle variazioni.
Si invitano quindi i cittadini ad attenersi scrupolosamente ai giorni di conferimento.
Per ritirare gratuitamente il calendario, basta recarsi all'URP presso la sede municipale.  
Allegati:
Scarica questo file (Calendario Rifiuti 2014.pdf)Calendario Rifiuti 2014.pdf[ ]3336 kB   

OLIVERI : LETTERA INDIRIZZATA AL SIDACO DAL SIG. ALESSANDRO ARENA . (Pubblicata su Facebook)


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FORMAZIONE SICILIA: LA REGIONE AVVIA 

IL DOPO CORSELLO E DÀ IL VIA LIBERA 

ALLO SBLOCCO DEL PIANO GIOVANI.

Pubblicato da NEBRODI  E  DINTORNI.

Giunta regionale nomina nuovi direttori generali Lavoro e Formazione. Preso atto della richiesta di risoluzione del contratto da parte della dott. Corsello; il nuovo dirigente è il dott Gianni Silvia, su proposta dell'assessore Scilabra.

 

Palermo, 28 ago. 2014 - Nella seduta di ieri sera, su proposta dell'assessore Bruno, la giunta regionale ha approvato la nomina quale direttore generale del dipartimento Lavoro, precedentemente occupato ad interim dalla dottoressa Corsello, del dott. Lucio Oieni e nella seduta di oggi alle ore 14:00, preso atto della richiesta di risoluzione del contratto da parte della dott. Corsello quale dirigente generale del dipartimento della Formazione e dell'Istruzione, ha nominato quale nuovo dirigente il dott Gianni Silvia, su proposta dell'assessore Scilabra.

Il ruolo di capo di gabinetto è stato assegnato al dott. Giulio Guagliano, precedentemente capo della segreteria tecnica. "Con tali nomine - afferma Crocetta - si potenzia la macchina burocratica di importanti dipartimenti che non possono sicuramente essere retti da una sola persona per il notevole carico di lavoro e si dà il via libera allo sblocco del Piano giovani, per dare una risposta occupazionale al bisogno di formazione e lavoro dei giovani siciliani".-

Pubblicato: 28/08/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.

Scafisti traditi dai selfie 

in mare.

Fermati sette egiziani ritenuti i responsabili dello sbarco di 442 migranti a Pozzallo, quella traversata avrebbe fruttato nelle tasche dell'organizzazione un milione di euro.

scafisti selfie
 

POZZALLO (RAGUSA) - Sono stati fermati la notte scorsa sette egiziani ritenuti gli scafisti che hanno condotto in Italia 442 migranti, salvati da un mercantile che è arrivato a Pozzallo, compresi un centinaio di palestinesi in fuga da Gaza. Il provvedimento è stato eseguito da polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza su disposizione della Procura di Ragusa.

A tradire l'equipaggio i selfie che i sette si sono scattati sorridenti sulla plancia sul vecchio yacht sul quale hanno raccolto i passeggeri, impiegando 13 giorni per riempirlo, e poi lasciato alla deriva, dichiarando avaria, dopo il soccorso prestato nel Canale di Sicilia da una nave mercantile. Secondo stime degli investigatori il viaggio avrebbe permesso all'organizzazione di incassare un milione di dollari.

Con i 7 di stanotte, salgono a 109 gli scafisti arrestati a Pozzallo. Gli ultimi fermi riguardano Abdel Aziz Hani Solah, 26 anni; Said Mohammad Abdallah, 24 anni; Mahmoud Marzok Fattoh, 45 anni; Hussam Bassam, 24 anni; Gabir Mohammad Hamiss, 27 anni; Hassan Rostum, 26 anni; Hani Mohammed, 26 anni, tutti egiziani. I 442 migranti da loro trasportati su un barcone provenivano dalla Siria, dalla Palestina e in minima parte dall'Egitto, quasi tutti minori non accompagnati e qualcuno ha 10 anni.  -

Crocetta e le signore della 

burocrazia.  Cosa cambia 

dopo lo strappo.

Giovedì 28 Agosto 2014 - 08:00


La rottura tra Crocetta e Corsello colpisce uno dei due pilastri, l'altro è Patrizia Monterosso, della pubblica amministrazione nell'era di Saro. E restringe il cerchio magico del governatore.


, Politica
 
 
PALERMO - “Io non mi fido di nessuno”. Il solco, da ieri, è più ampio. Da un lato la politica (quella buona, onesta, rivoluzionaria), dall'altro la burocrazia. Da un lato la giunta, dall'altro la pubblica amministrazione. Lo strappo tra il presidente Crocetta e la dirigente Corsello segna una scissione significativa nella storia con la “s” minuscola della Regione siciliana. E apre, piaccia o non piaccia, un'altra stagione.

“Non mi fido di nessuno”, ribadisce Crocetta, scaricando sulla dimissionaria dirigente generale sostanzialmente tutte le colpe del flop del Piano giovani. È lei ad aver affidato direttamente a Ett l'incarico per la gestione informatica, è lei ad aver voluto coinvolgere Italia Lavoro, è lei ad aver sbagliato tutto. Ma la colpa più grande della dirigente è quella di avere invaso il terreno della politica buona. Di essere andata al di là di quelle che sono le azioni consone al ruolo di burocrate. La dirigente, in effetti, in commissione Lavoro è entrata nel cuore del “sistema Crocetta”. Ne ha macchiato, a torto o a ragione lo decideranno altri, l'apparente purezza. Ne ha incrinato la asserita limpidezza della facciata. Anna Rosa Corsello lo ha fatto attraverso due o tre frasi. Piazzate lì, a sottolineare con la penna rossa, il tentativo dei due assessori (oltre alla Scilabra anche di Bruno) di utlizzarla come capro espiatorio del flop. Un paio di frasi, buone a far vacillare l'immagine moralizzatrice di questo governo. Che al volto pulito della “giovane assessore” come l'ha definita la Corsello e alla lotta contro la Formazione deviata, quella delle escort e degli scandali, aveva affidato la propria essenza, la propria anima, appunto.

Crocetta nei giorni scorsi era stato zitto. Anzi, nelle poche occasioni in cui ha deciso di esternare il proprio pensiero, ha cercato di salvare tutto. “La dirigente doveva coinvolgere gli assessori – aveva detto ad esempio – nella redazione del nuovo bando, ma ne aveva parlato con me qualche giorno fa”. Oppure aveva scaricato sui computer della Ett la responsabilità politica di un governo che poche ore dopo il flop day già si insultava a tutti i livelli. Assessore contro direttrice, direttrice contro ex pm e via dicendo.

Ma stavolta il presidente non poteva tacere. Quelle frasi della Corsello, espresse in un luogo “solenne” come l'Assemblea regionale, con tanto di frasi che non potranno più sfuggire alla memoria perchè “messe a verbale” e calate nei pochi fogli di in una relazione durissima, hanno acceso la miccia che il governatore aveva tenuto spenta finora, per questioni, diciamo così, di “opportunità politico-amministrativa”. La Scilabra, secondo la Corsello, aveva ad esempio fatto ricorso a Italia Lavoro perché “temeva una diminutio della sua visibilità” e per questo, “colei che si definisce paladina di tanti giovani ha sacrificato quei ragazzi sull'altare di una gara di velocità”. C'è tutto lì. C'è l'attacco politico della burocrate. C'è l'affondo nel cuore della rivoluzione crocettiana.

Ma lo strappo tra il presidente e la Corsello non è un fatto come gli altri. Non si tratta, con tutto il rispetto per i tanti dirigenti e funzionari regionali, della solita maxi-rotazione, magari condita da qualche processo sommario e accusa vaga nei confronti della burocrazia nella quale – come spiegò lo stesso Crocetta – si annida mafia e malaffare. No, la lite tra il governo e la dirigente è tutta un'altra cosa. È la rottura di un rapporto assai più profondo di quanto sembri. Quello tra l'esecutivo della rivoluzione e la burocrazia “buona”. Quella coraggiosa, quelle delle denunce, quella, insomma, che pur avendo ricoperto incarichi importanti anche in passato ha deciso di sposare l'ideologia crocettiana per impegnarsi nella (apparente) demolizione di quel passato.

La rottura tra Crocetta e Anna Rosa Corsello, insomma, è l'atto che rischia di condizionare l'equilibrio finora precario tra la politica della “discontinuità” e la burocrazia rappresentata da Patrizia Monterosso che quel ruolo svolge, in fondo. Quello di “capo della burocrazia”. La stessa figura che sulla burocrazia regionale in passato ha puntato il dito, con coraggio (in tutte le declinazioni che il termine “coraggio” può rivestire). Una rottura che certo sarebbe mitigata dalla nomina al posto della Corsello di Gianni Silvia, altro grand commis del lombardismo salvato dal governatore, altro esponente della burocrazia ritenuta "buona" dal governatore.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
È questa, insomma, la prima vera svolta di Rosario Crocetta. La somma delle deportazioni di massa da un assessorato all'altro, infatti, non pesa quanto questa decisione, quanto questa rottura. Giusto per ricordarlo brevemente, infatti, ad Anna Rosa Corsello in questi mesi è stato affidato il compito di demolire “concretamente” il mondo della Formazione. È lei a firmare i decreti di revoca degli accreditamenti, è lei a togliere le somme a quegli enti, è lei quasi sempre ad affrontare l'ira di lavoratori e sindacati. È stata lei, da bi-commissario a gestire le delicatissime liquidazioni di società come Multiservizi e Biosphera (e non sono mancate le tensioni in quei casi e persino i 'corpo a corpo'). È stata lei a dover affrontare la scivolosissima questione delal vendita del Cefop. È stata la stessa dirigente a impegnarsi nel tentativo di far estinguere il danno erariale a carico, tra gli altri, proprio del Segretario generale Patrizia Monterosso, bloccando i finanziamenti agli enti di Formazione a scopo “compensativo”. Ed è lei, come dirigente del Lavoro ad aver gestito tutta la questione rigurdante ad esempio gli ex Pip.

Tutti i nodi più stretti, le questioni più scottanti di questa legislatura sono passate dalle mani di Anna Rosa Corsello. Il simbolo della “burocrazia buona”, della “burocrazia del cambiamento”. Un'immagine che aveva retto persino di fronte a un rinvio a giudizio per peculato a carico della Corsello. Per l'uso disivolto delle auto blu, il simbolo di tutto ciò che Crocetta afferma di voler combattere. L'immagine di burocrazia buona insomma aveva retto anche di fronte ai provvedimenti della Procura contabile (nei confronti di Patrizia Monterosso) e quella ordinaria nei confronti della dirigente generale dimissionaria.

Un'immagine sepolta in quaranta minuti di conferenza stampa. Già, perché la dirigente stavolta ha puntato il dito contro il bluff del governo regionale. Ne ha, dal di dentro stavolta, svelato le contraddizione, la necessità di apparire che spesso supererebbe le emergenze più concrete, reali.

E la reazione è stata immediata. Fortissima. Violenta. Condita da qualche inquietante “avvertimento”, “Siamo ai limiti del licenziamento”, oppure “Capisco che la dirigente, qui da tanti anni, conosce tante cose dei politici. Ma le conosciamo anche noi”, ha detto Crocetta in conferenza stampa. La “burocrazia buona”, insomma, non esiste più “Non mi fido di nessuno”, ha ribadito il governatore che aveva già segnato un solco, in questi venti mesi di governo, tra sé e la “politica dei politicanti”, dove si annida il marcio, ovviamente. Adesso le ombre si allungano anche sui burocrati che lui aveva tanto amato. Col rischio che il “bene”, adesso, sia rintraccabile solo lì. Sono nella cerchia sempre più ristretta del presidente e dei “suoi” assessori.-
 
Ultima modifica: 28 Agosto ore 11:33