giovedì 31 agosto 2017



A MONTALBANO ELICONA (ME) FESTIVAL

TEATRALE TRACCE DI MEMORIA.


Di Redazione
giovedì, 31 agosto, 2017
Pubblicato da www.linformzione.eu


Teatro, musica, danza, visite guidate, proiezioni e tavole rotonde. Nel suggestivo borgo di Montalbano Elicona (Messina), uno dei più belli d’Italia, è tutto pronto per l’atteso Festival Teatrale sulle Memorie, in programma da domani fino al 3 settembre.

Chiaraluce Fiorito

Tappa più importante del progetto turistico-culturale: “Tracce di Memoria”, finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Gioventù e del servizio Civile nazionale), e presentato dall’associazione Archi Drama in partenariato con l’associazione l’Aurora e il Comune di Montalbano Elicona, e realizzato con la collaborazione del Club dei Borghi più belli d’Italia.
“Tracce di memoria” rappresenta la sintesi del lavoro di recupero e di rielaborazione delle memorie, un lavoro realizzato durante le fasi del progetto da artisti, ricercatori sociali ed esperti di marketing turistico.
A fare da cornice saranno il castello Federico III d’Aragona e l’antico borgo medievale del piccolo comune dei Nebrodi.

Giuseppe Brancato

Il Festival sarà un’occasione per offrire a un pubblico quanto più possibile trasversale incontri, spettacoli teatrali e racconti condivisi sul tema della “memoria”. Prenderanno parte all’evento ospiti prestigiosi come Mamadou Dioume, Angelo Privitera e Sara Orselli, protagonisti dei quattro laboratori residenziali, tappe fondamentali del progetto Tracce di Memoria, che hanno preceduto il Festival.
Nel corso della prima giornata si avrà la possibilità di visitare gratuitamente su prenotazione il sito megalitico dell’Argimusco con visita guidata a cura dell’archeo-astronomo Andrea Orlando.
Alle 11 ed alle 16, al castello Federico III d’Aragona, verranno messi in scena i primi due spettacoli delle compagnie in concorso nella sezione «Memorie in parola, musica e danza». I primi spettacoli saranno «Nel giardino degli incanti» di e con Chiaraluce Fiorito e «Quel santo di mio padre» di e con Giuseppe Brancato, prodotto dalla compagnia Nave Argo.
Subito dopo, a partire dalle 17,30, nella Sala Arnaldo da Villanova del Castello, si terrà la tavola rotonda sul tema: «Linguaggi teatrali contemporanei come strumento di trasmissione delle memorie alle nuove generazioni: l’esempio del progetto Tracce di Memoria». Relatori Berardino Palumbo, ordinario di antropologia sociale presso l’Università degli studi di Messina, Nilla Zaira D’Urso, critico d’arte e ricercatore sociale del progetto Tracce di Memoria, Andrea Orlando, astrofisico, archeo-astronomo e cultore delle antiche civiltà, Giuseppe Pisciuneri, storico e ricercatore sociale del progetto, Alfio Zappalà e Maria Rita Simone, presidente e vice presidente dell’associazione culturale Archi Drama,  ideatori del progetto.
Alle 21,30 chiuderà la prima giornata del Mario Barzaghi che porterà in scena lo spettacolo di teatro danza classico indiano in stile Kathakali, “Parashurama”, prodotto dal Teatro dell’Albero per la sezione teatro “La memoria dell’altro da sè”.
Tutti gli incontri e gli spettacoli in programma dall’1 al 3 settembre saranno ad ingresso gratuito. Il programma del Festival è consultabile sul sito www.traccedimemoria.net.-

Redazione
 

ELEZIONI SICILIA, CLAUDIO FAVA

CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA?

TUTTO IN ALTO MARE.


Di Luciano Mirone
giovedì, 31 agosto, 2017
Pubblicato da www.linformazione.eu


Potrebbe essere Claudio Fava il candidato alla presidenza della Sicilia del centrosinistra per le elezioni regionali del prossimo 5 novembre? Chissà. Ieri il coordinamento regionale di Art.1-Mdp (il movimento di Bersani e D’Alema) lo ha scelto all’unanimità votando compattamente anche per la ricomposizione delle forze di sinistra. “Sono a disposizione – dichiara il deputato nazionale e componente della Commissione parlamentare antimafia – . E se ci sarà una condivisione ampia e convinta di tutta la Sinistra, con una partecipazione alta e coerente di tutte le componenti, a quel punto, ma soltanto a quel punto, sarò pronto a fare la mia parte”.
Fava detta le sue condizioni e si dichiara “a disposizione”, solo se la coalizione si stringe in modo coeso attorno al suo nome. Ma il centrosinistra siciliano è pronto a marciare unito per evitare di finire alle spalle del Movimento 5 Stelle e del centrodestra? La coalizione di Berlusconi – dopo sofferte trattative – negli ultimi giorni ha trovato la quadratura del cerchio attraverso il ticket Nello Musumeci-Gaetano Armao per la presidenza della Regione Sicilia. Il centrosinistra  invece è ancora in alto mare.
E da quello che si coglie in giro riteniamo che difficilmente potrà riprendersi nei prossimi due mesi, anche perché non si vedono candidati in grado di rianimarla. L’unico avrebbe potuto essere il presidente del Senato, Pietro Grasso, ma rifiutando la candidatura come governatore, l’inquilino di Palazzo Madama ha mandato in fumo i sogni di chi sperava in un rilancio e in una riaggregazione del centrosinistra siciliano, che secondo molti paga gli errori del governo Crocetta e le alleanze con Cuffaro prima e con Lombardo successivamente.


Il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari

Intanto va ricordato che lo stesso Crocetta ha deciso di correre per conto proprio, un giorno presentando il suo movimento e il giorno dopo proponendo le primarie di coalizione; il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari tre giorni fa ha ufficializzato in una conferenza stampa la sua candidatura per conto del Pd e di Alternativa popolare di Alfano, auspicando l’allargamento a Mdp e Sinistra italiana; l’editore Ottavio Navarra è in campagna elettorale da un mese assieme alle liste che lo sostengono (Rifondazione comunista, Possibile di Pippo Civati, Azione civile di Ingroia, Partito comunista italiano e Risorgimento socialista) e che si pongono in alternativa alla politica del Pd e di Crocetta.
Una situazione molto frastagliata e confusa che difficilmente potrà essere ricomposta. In caso contrario Claudio Fava – uno dei pochi nomi spendibili per riunire il Pd, i centristi e la sinistra radicale, magari con l’auspicio del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ex retino come Fava – resterà a Roma fino alle elezioni nazionali. -

Luciano Mirone
 


MUORE LA PROTAGONISTA DE

“LA TERRA TREMA” DI VISCONTI.


Di Luciano Mirone
giovedì, 31 agosto, 2017
Pubblicato da www.lifomazione.eu

È morta Nella Giammona, protagonista assieme alla sorella Agnese de “La terra trema”, uno dei primi film del neorealismo girato interamente in dialetto siciliano da Luchino Visconti nel 1947 nel borgo marinaro di Acitrezza, vicino Catania. Nella Giammona aveva ottantasei anni e da tempo era malata. Con lei se ne va un pezzo dell’Acitrezza del mito, di quell’Acitrezza che il regista lombardo volle immortalare attraverso questo capolavoro girato senza attori professionisti e tratto da “I Malavoglia” di Verga.

Nella Giammona (foto Orietta Scardino).
Sopra: Nella e Agnese Giammona ne “La terra trema” di Visconti

La incontrai alcuni anni fa, quando per il quotidiano “La Repubblica” andai a intervistarla per un reportage su quella pellicola – che adesso, assieme ad altri tredici film, fa fatto parte del recente libro “Il set delle meraviglie” (L’Informazione editrice) – che l’avrebbe resa immortale. Quella volta la vidi a casa della sorella Agnese, più piccola di lei di alcuni anni, e mi accorsi immediatamente che entrambe erano esattamente come le aveva descritte la stampa del tempo: più estroversa e inquieta Agnese, più saggia e tranquilla Nella, o Nelluccia, come tutti in paese la chiamavano, ma tutt’e due entusiaste di raccontare questa storia che per otto mesi fece sognare gli abitanti di Acitrezza .
Immaginate questo borgo povero e popolato da pescatori che dall’alba al tramonto sono a mare. Siamo subito dopo la guerra, la fame si taglia col coltello ed è la stessa fame che Verga aveva descritto sessant’anni prima col suo romanzo, la fame di quelli che non ce la faranno mai, di quelli che non si riscatteranno dalla loro condizione sociale: perché “i vinti”, secondo la concezione verghiana, sono i derelitti, i condannati alla povertà eterna.
Oggi è cambiato tutto, ma negli anni Quaranta sembrava davvero che le cose dovessero rimanere immutabili. Anche quei paesaggi omerici che rapirono Visconti e lo portarono ad allungare i tempi di lavorazione: “La Sicilia di Verga mi era apparsa davvero l’isola di Ulisse, un’isola di avventure e di fervide passioni”.
Quando Visconti si recò a Trezza si accorse che non solo non era cambiato nulla dai tempi di Verga, ma non era cambiato nulla dai tempi di Omero, i Faraglioni, il lavatoio, la Casa del Nespolo, la scogliera, le colline verdi, le pecore che pascolavano nelle strade, la gente che aveva conservato la semplicità di sempre e non si era fatta contaminare dallo “sviluppo senza progresso” degli anni successivi.
Per questo il regista milanese si innamorò perdutamente di questo luogo. Se fosse dipeso da lui avrebbe dilazionato i tempi di preparazione chissà per quanto. La sera – dopo massacranti ore di lavoro – si sedeva su uno scoglio e osservava le stelle, mentre le barche a vela scivolavano sul mare, la brezza accompagnava un leggero profumo di alghe e i pescatori intonavano i canti dei loro avi. Poesia, ma anche la consapevolezza – colta da un intellettuale raffinato come lui – di avere scoperto una realtà primordiale nella quale l’uomo viveva in simbiosi con le armonie, le asprezze e le ingiustizie della natura. Di tutto questo si conversava nella terrazza di Agnese, mentre quest’ultima sembrava un fiume in piena e Nella pesava con un po’ di flemma le parole.

Agnese e Nella Giammona negli anni Duemila

Tutto cominciò nella primavera del ’47, quando accompagnato dai fedelissimi aiuto registi Franco Zeffirelli e Francesco Rosi (ancora giovanissimi), Visconti si reca in una piccola trattoria situata nella piazza principale. Il locale è quello della famiglia Giammona, padre, madre e tre figlie che il regista guarda dalla testa ai piedi studiandone anche i piccoli movimenti.
“Signor Giammona, sto realizzando un film sulla vita dei pescatori, posso fare recitare le sue figlie?”. “Le mie figlie non perderanno mai l’onore con il cinematografo”. Dopo giorni e giorni di insistenze Alfio Giammona capitola. Le ragazze potranno recitare, a patto che sul set siano accompagnate dalla madre. Agnese che ha tredici anni, interpreterà Lucia, Nelluccia che ne ha sedici, farà Mara. Il problema si presenta quando alla sorella maggiore, Carmelina, di ventisette anni, viene proposta la parte di Nedda, che ad un certo punto deve baciare ‘Ntoni. Su questo i Giammona non transigono e Nedda viene trovata a Catania: si chiama Rosa Costanzo. La difficoltà di reclutare le attrici dura parecchie settimane.
Primo ciak, il 15 ottobre 1947. “Tutto il paese si trasformò in un immenso set. Il primo giorno non lo dimenticherò mai: una folla incredibile, mai vista, neanche nella festa di San Giovanni Battista. Io e mia sorella, per paura, ci nascondemmo: lei nel bagno, io in soffitta. Dopo ore di discussioni Visconti ci convinse, ci prese per mano e ci portò a girare la prima scena in una antica costruzione dove aveva ambientato la Casa del Nespolo”.
Nella e Agnese osservano il mare: “A quel tempo una ragazza che faceva l’attrice era considerata una poco di buono. Immaginate le malelingue… Queste ragazze sono perdute, resteranno per sempre a casa, chi le prenderà in moglie?… Un giornale nazionale raccolse quelle voci, pubblicò le nostre foto, e titolò a caratteri cubitali: ‘Queste sorelle non si sposeranno mai’. In casa successe il finimondo, i nostri genitori ci volevano ritirare dal film, fu Visconti a dissuaderli. A noi diceva sempre: ‘State facendo una cosa bellissima. Un giorno ve ne renderete conto”.

“La terra trema”. Le barche a vela con le lampare

Trascorrono alcune settimane. “Visconti questa pellicola voleva realizzarla a tutti i costi. Si indebitò fino al collo, impegnò perfino l’oro e i gioielli di famiglia, e quando i soldi finirono salì a Roma per cercare un produttore. Trovò Salvo D’Angelo, patron della Universalia. Tornò a Trezza con una equipe di cinquanta persone che ogni giorno mangiavano nella nostra trattoria. Portò cineprese, luci, microfoni sofisticati, e coronò il suo desiderio. Il film fu girato in presa diretta, senza doppiaggio per imprimere alle scene quella patina di realismo desiderata da Visconti”.
Ad Acitrezza, da quel momento, si sogna davvero in grande, viene scritturato quasi tutto il paese. ‘Ntoni (Antonino Arcidiacono, il protagonista del film) percepisce mille lire al giorno, gli altri attori ottocento, le comparse quattrocento.
“Il film allora era visto come un’occasione per sfamare molte famiglie. E siccome le persone scartate non si rassegnavano a morire di fame, disturbavano le riprese soffiando dentro quei conchiglioni che producono quei suoni strani che turbavano il silenzio voluto dal Maestro. Visconti ci rimaneva male. ‘Se volete che smettiamo’, dicevano i disturbatori, ‘ci dovete pagare”.
“Con quelli della troupe, Visconti si arrabbiava di brutto. Rosi e Zeffirelli avevano una gran paura di lui: una volta li trattò malissimo. Con noi era un vero signore, sia sul set che nella vita: provava e riprovava, se qualcosa non gli andava a genio, ci parlava con gentilezza. Grazie a lui riuscivamo a ridere o a piangere con naturalezza. Lui stesso ci suggerì di chiamare il nostro ristorante ‘La terra trema’, ma siccome la pellicola era stato bollata come comunista, mio padre evitò polemiche”.
Nel giugno del 1948, dopo otto mesi e dieci giorni di riprese, viene dato l’ultimo ciak. Al botteghino ‘La terra trema’ batte la fiacca, al Festival di Venezia è un trionfo: il film si aggiudica il Premio Internazionale (il Leone d’oro va all’Amleto con Laurence Oliver) ed entra nel mito.
Quei giovani attori che non hanno mai varcato lo Stretto vivono il loro sogno: “La Universalia ci offrì il viaggio in aereo, noi preferimmo il treno, avevamo paura. Andammo a Venezia con nostra madre. Accaddero delle cose incredibili: macchine con autista, conferenze stampa, giornalisti, fotografi. Con un motoscafo facemmo il giro della laguna e poi entrammo direttamente all’hotel Excelsior. Il giorno della premiazione eravamo con gli attori più famosi del mondo, Ingrid Bergman, Greta Garbo, Anna Magnani. Fummo assaliti dai produttori che ci proponevano di fare altri film. Rifiutammo per paura dei pettegolezzi dei paesani”.

Le sorelle Giammona in una famosa scena del film

Dopo Venezia, i protagonisti de ‘La terra trema’ tornano al loro paese: gli uomini continuano a stare a mare (anche se qualcuno, negli anni successivi, farà qualche particina nel ‘Gattopardo’ e in ‘Senso’, altri due film di Visconti), le donne sbrigano le faccende di casa. Le sorelle Giammona tornano nel loro ristorante. Da allora il paese è cambiato per sempre: la scogliera ha lasciato il posto al lungomare, la casa del Nespolo è stata demolita, il grande lavatoio è stato distrutto, la collina del famoso bacio fra ‘Ntoni e Nedda, allora piena di viti, di ulivi, di fichidindia, di mandorli, con lo sfondo dell’Etna innevata, è stata riempita dal cemento.
È accaduto ciò che Visconti temeva: “Avvertiva che i tempi stavano cambiando, intimamente sperava che il paese restasse com’era, ingenuo, allegro, primitivo. Non è mai voluto tornare”.
“Molti giornalisti e studenti ancor oggi vengono a intervistarci per degli articoli o per delle tesi di laurea. Ogni volta riviviamo quei momenti stupendi”.
Agnese qualche rimpianto ce l’ha: “Ah, se avessi firmato quei contratti…”. Per Nella va bene così: “Mi sono fatta una famiglia, sono contenta”. Una cosa è certa: “Con questo film siamo entrate nella leggenda. È la cosa più bella che ci potesse capitare”. Ciao Nella. E’ stato bello averti conosciuta.-

Luciano Mirone

Ennesima tegola sulla casa:

bloccati i soldi di chi vende.


Chi compra può congelare la cifra versata per l'acquisto. E gli interessi vanno allo Stato. L'ira dei proprietari.


Pubblicato da www.ilgiornale.it


È l'ennesima stangata sui proprietari di immobili. Una tassa, non nel senso classico, ma sicuramente negli effetti, che tanto piacciono al sempreverde partito della patrimoniale: soldi allo Stato e disagio ai contribuenti.



Nella legge concorrenza, seminascosta, c'è una norma che realizza uno degli incubi di chi deve vendere casa. E anche degli agenti immobiliari, che infatti hanno denunciato «l'abominio» contenuto nella norma entrata in vigore martedì. Si chiama «deposito del prezzo al Notaio».
In sintesi, spiega Paolo Righi, presidente nazionale della Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari, le parti o anche una di loro potrà richiedere al notaio di trattenere la cifra versata dal compratore che poi verrà depositata su un conto corrente fino alla trascrizione del trasferimento dell'immobile. Per legge, il tempi massimo per una trascrizione è di 30 giorni, la media è di 15 giorni. Non molto, ma quanto basta per creare problemi. Anche grandi. «Si interrompono le vendite a catena, cioè la vendita di un immobile e l'immediato acquisto di uno nuovo, che sono quelle più diffuse in Italia», spiega Righi. «Sarà quasi impossibile per chi vende casa impegnarsi all'acquisto di un nuova abitazione, non potendo contare sul denaro proveniente dalla vendita del proprio immobile».
Un compratore, dopo un preliminare, potrà ad esempio bloccare la vendita perché ha rilevato delle irregolarità. «Il compratore si troverà a passare da proprietario a debitore. Con un immobile trasferito e senza i soldi». Tocca poi alla giustizia civile dirimere il contenzioso. Con i tempi che tutti conosciamo. «È un arma nelle mani del compratore, che potrà a questo punto usare la sua capacità coercitiva», commenta il presidente Fiaip. In altre parole, il compratore si potrà trovare nella condizione di «ricattare» chi vende casa.
Che, vista la situazione, nella maggior parte dei casi non è privilegiato. La stangata fiscale sulla casa e il conseguente crollo dei prezzi del mattone hanno penalizzato i proprietari oltre ogni misura. La legge sulla concorrenza ci aggiunge un carico.
Ma poi c'è il risvolto «esilarante», segnalato dagli agenti immobiliari. Gli interessi del conto corrente dove verranno depositati i soldi, vanno allo Stato. Che, secondo la legge, li destinerà alle Piccole e medie imprese. «Nemmeno la cortesia di reinvestire nello stesso settore, magari finanziando l'edilizia nelle aree terremotate», commenta Righi.
La norma e stata concepita nel 2013, ma la sua attuazione è slittata fino a ieri per le resistenze di notai e del settore immobiliare. Il governo si aspettava di ottenere qualche entrata extra. Oggi, spiega Flavia Fiocchi, presidente del Consiglio del notariato dell'Emilia Romagna, le banche non danno interesse pertanto la norma non porterà alcun beneficio fiscale, ma solo costi per il notariato. Quando i tassi aumenteranno lo Stato potrà sperare di incassare qualcosa. L'interesse sulla cifra della singola compravendita è poca cosa. Ma il dato complessivo è potenzialmente di tutto rispetto. Ogni anno ci sono circa 500mila compravendite per un importo medio di 100 mila euro.-

Gentiloni eroe per caso.

Gentiloni è bravo quanto basta e molto fortunato a essere al posto giusto nel momento giusto. Quello che teme Renzi.

Pubblicato da www.ilgiornale.it

«Eroe per caso» è un famoso film di inizio anni Novanta. Racconta la storia di un uomo qualunque, tale Bubber, che per una serie di coincidenze ed equivoci viene indicato dai media come il misterioso signore, poi svanito nel nulla, che con eroismo salvò i passeggeri di un aereo precipitato in una notte di tempesta.



Non era così, ma a Bubber non sembra vero di uscire dall'anonimato e senza fare lo sbruffone, pur ingannando tutti, interpreta la parte alla perfezione, fino a diventare un simbolo nella nazione. Non me ne voglia il presidente del Consiglio che stimiamo e di cui conosciamo l'ironia - ma questa è più o meno la storia di Paolo Gentiloni, l'uomo a cui è attribuito il merito di aver fermato l'immigrazione, di aver rilanciato l'economia (ieri un nuovo dato positivo del nostro Pil, che resta comunque fanalino di coda in Europa) e salvato i poveri con un sussidio.
Proprio come Bubber con l'aereo, Gentiloni non ha fatto nulla di tutto questo ma lui non forza, la fama e i presunti meriti li lascia scorrere: si limita a non smentire, tenendo un basso profilo, tattica vincente per non essere scoperto. Lui lo sa bene che il Pil si è mosso un pochino non per il lavoro del governo ma soltanto perché tutto il sistema Europa è ripartito; sa che l'immigrazione è stata arginata perché in Francia non c'è più Hollande ma Macron e perché a breve si voterà anche in Germania dove gli elettori della Merkel sono molto sensibili al tema; sa che la ricetta libica non è sua e neppure di Minniti ma è il copia-incolla di quella adottata con successo da Silvio Berlusconi al tempo di Gheddafi (paghiamoli a casa loro e non se ne parla più); sa, Gentiloni, che è provvisorio, che Renzi vorrebbe farlo cadere malamente e per questo sta fermo per non fornire l'alibi.
Gentiloni un impostore? No, non proprio. È bravo quanto basta e molto fortunato a essere al posto giusto nel momento giusto, a incrociare congiunture se non favorevoli almeno non avverse. Tutto sommato è quello che ci voleva, il meno del male per dirla meglio, per traghettare questo strano Paese verso le elezioni.
Chi ha visto il film sa che fine ha fatto Bubber: da «eroe per caso» a «eroe per sempre». Proprio quello che teme Matteo Renzi.-

Incidente in enduro per

Valentino Rossi: sospetta

frattura di tibia e perone.

Si sospetta la frattura di tibia e perone. Il campione di Tavullia ricoverato all’ospedale di Urbino. Carriera e mondiale a rischio.

Bruttissima tegola per Valentino Rossi. Il campione italiano, mentre si allenava facendo enduro, è caduto in circostanze ancora da chiarire.



Per lui si sospetta la frattura di tibia e perone. Il campione di Tavullia è ricoverato all’ospedale di Urbino e stanotte potrebbe essere operato. Il mondiale e la carriera ora sono a rischio. Rossi è al momento quarto nella classifica di Moto Gp quando mancano sei gare alla fine del campionato. Il pilota si era già fratturato la stessa gamba nel 2010 in un incidente al Mugello.
Nel maggio del 2017 Valentino Rossi aveva avuto un altro incidente, quella volta facendo motocross, nel quale però aveva riportato solo un lieve trauma toracico-addominale.
"L'ho sentito, la gamba gli fa molto male e Valentino non è ottimista... è un casino", ha dichiarato papà Graziano Rossi, al telefono con l'Ansa. "Vi dovrebbe arrivare un comunicato della Yamaha. So che gli devono ancora fare una lastra e temono che ci sia una frattura. Per fare la radiografia dovranno tagliare lo stivale e Valentino mi ha detto che sente molto male".-

Occupati tornano ai livelli

2008, oltre 23 milioni.


A luglio +59.000 occupati mese, +294.000 anno.




A luglio 2017 l'Istat stima gli occupati in crescita dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila) e dell'1,3% rispetto a luglio 2016 con una crescita di 294 mila unità. "Il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell'inizio della lunga crisi".
Gli occupati sono a luglio 23,063 milioni di persone, il massimo a partire da ottobre 2008 (quando erano 23,081 milioni). La soglia era già stata oltrepassata a giugno, precisa l'Istat, a seguito della revisione dei dati provvisori. Il tasso di occupazione a luglio sale al 58% (+0,1 punti percentuali).
Il tasso di disoccupazione sale a luglio all'11,3%. L'Istat segnala un aumento di 0,2 punti percentuali da giugno. Anche il tasso di disoccupazione giovanile aumenta a luglio e si attesta al 35,5%, in crescita di 0,3 punti da giugno. Il tasso di disoccupazione si accompagna a una crescita dell'occupazione grazie all'aumento delle persone attive nel mercato. Tocca infatti il minimo storico il tasso degli inattivi, che scende al 34,4% (-0,3%), il livello più basso dal 2004.
A crescere soprattutto gli occupati over 50 anche grazie all'aumento dell'età per l'accesso alla pensione, mentre l'aumento della disoccupazione nell'ultimo mese coinvolge esclusivamente le donne (+4,6%) a fronte di una stabilità tra gli uomini. Il tasso di disoccupazione maschile si attesta al 10,3% (-0,1 punti percentuali), mentre quello femminile sale al 12,8% (+0,5 punti).
"Gli italiani occupati superano 23 milioni, un record. Ancora molto da fare contro disoccupazione ma effetti positivi da #jobsact e ripresa". Cosi' su Twitter il premier Paolo Gentiloni commenta i dati Istat sull'occupazione.
"L'Italia è composta da tanti versanti e sono tutti confortanti, speriamo", commenta anche il capo dello Stato Sergio Mattarella."C'e' la ripresa, lo dicono tutti i dati, dal pil all'occupazione, alla fiducia. Quindi si sta consolidando un quadro di ripresa che da ciclica deve diventare strutturale e il Governo continua a lavorare in questo senso". Lo ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in una intervista alla Rai. (ANSA)

Regionali Sicilia, agli

Alfaniani non piace Micari.

E al Pd chiedono le primarie.

di | 31 agosto 2017 
Pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it

        
Regionali Sicilia, agli Alfaniani non piace Micari. E al Pd chiedono le primarie

Politica

Per cercare di sciogliere un nodo che rischia di mandare all'aria la stessa intesa con i dem il ministro degli Esteri è arrivato a Palermo per partecipare a un vertice con i suoi colonnelli. "Il rettore è un candidato degnissimo ma non scalda i cuori di alcuni deputati", dice l'eurodeputato La Via, papabile candidato.
Dopo Rosario Crocetta ecco anche gli Alfaniani. Ennesimo colpo di scena sul fronte delle elezioni regionali siciliane. Alcuni deputati di Alternativa popolare, infatti, hanno espresso tutto il loro malumore ad Angelino Alfano: non sono felici di appoggiare Fabrizio Micari come candidato governatore dell’isola, indicato da Leoluca Orlando e sostenuto dal Pd. Nessun dubbio, per il momento, sull’alleanza con i dem di Matteo Renzi. Il problema, semmai, è la candidatura del rettore: per questo motivo hanno iniziato a sostenere l’idea di indire le primarie. La stessa richiesta lanciata ieri dal governatore uscente Crocetta, completamente snobbato dal suo partito fino a questo momento. 
Per cercare di sciogliere un nodo che rischia di mandare all’aria la stessa intesa con il Pd Alfano è arrivato a Palermo per partecipare a un vertice con i suoi colonnelli. In un albergo del capoluogo il ministro degli Esteri ha incontrato i coordinatori regionali del partito, Giuseppe Castiglione e Francesco Cascio, l’ex sottosegretaria Simona Vicari, l’eurodeputato Giovanni La Via, l’ex senatore Pino Firrarello, e diversi consiglieri regionali come Nino D’Asero, Nino Germanà. “Come faccio a dire ai miei elettori di centrodestra di votare per un uomo di sinistra?”, è la domanda che si pone più di un esponente di Ap.
“Le primarie potrebbero essere l’unica strada per fare uscire il centrosinistra dall’impasse“, è invece l’auspicio di La Via, indicato come papabile candidato degli alfaniani. “Se la coalizione deciderà di farle – ha spiegato – Ap sceglierà il candidato migliore”. Ma quando? “Il 17 settembre è l’unica data utile, dal momento che dopo si dovranno presentare le liste”, dice La Via che poi conferma lo scarso appeal della candidatura di Micari. “Il rettore è un candidato degnissimo ma non scalda i cuori di alcuni deputati”. -

OLIVERI: MESSAGGIO DI SALVATORE PRESTI.

Salvatore Presti ha aggiornato la sua immagine del profilo.
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Ciao a tutti, voglio concludere questo mese condividendo con voi questo video. Anche in questo caso si tratta di un top di gamma, ed ho l'orgoglio di curarne l'assistenza per tutta la provincia. Si tratta delle cappe Bora, che aspirano i vapori di cottura in maniera molto più efficace delle cappe tradizionali.
In questo video Willi Bruckbauer, l'inventore, mostra tutta la praticità della cappa Bora. Perchè sceglierla? Libera dalle costrizioni imposte dalle cappe tradizionali:... nessuno spigolo o angolo sulla testa, nessuna schiena piegata, nessun vapore molesto, nessuna limitazione della visuale.
Le cappe Bora sono più silenziose delle cappe tradizionali, offrono una libertà di progettazione infinita come cucinare davanti alla finestra o sotto a tetti spioventi.

In più la pulizia che per una cappa aspirante è un problema con le cappe Bora è facilissima. Tutti i componenti mobili possono essere smontati a mano senza bisogno di ricorrere ad attrezzi vari, e basta lavarli semplicemente a mano o nella lavastoviglie.
https://www.youtube.com/watch?v=_9LO-GFLpqQ
Per saperne di più: www.bora.com

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