giovedì 31 luglio 2014

OLIVERI : COMMENTO ANONIMO DELLE ORE 22:56 DEL 31 LUGLIO 2014.



Caro anonimo ore 4:37 quanto da te scritto (di parte) merita un approfondimento della storia politica di questo paese che evidentemente sconosci, vuoi per la tua (forse) giovane età o perché di parte o per tuoi limiti oggettivi. Andiamo per ordine:

1) se il Gruppo politico cui fai riferimento è il MCL devi sapere che era l'unico gruppo in buona fede che veramente voleva fare la terza lista per continuare il progetto politico iniziato con Pirrotti cinque anni prima.

2) Probabilmente era qualche altro baby politico viziato che già aveva sotto banco un accordo con altri prova ne è che oggi si ritrova xxxxxxxxx e che è il vero responsabile del fallimento di quella lista: mi riferisco all'xxxxxxxx bamboccione .

 3) Francesco era confuso, impacciato, sembrava forzato e manovrato ( da XXXXX, da xxxxxxx, Da xxxxx, da altri.non ci è dato sapere) Non gli riconosco né capacità politiche né Idee.
Anzi non aveva nemmeno un programma suo. Voleva riproporre il programma di Pirrotti.
Quindi quali grandi idee, quali progetti ,, quale futuro per Oliveri?

Nulla il Paese si può aspettare da uno che non ha avuto il coraggio delle "sue" (??) idee e che ha votato per la seconda volta ,LUI SI PER PARENTELISMO OBBLIGATO ( come dici tu) , una TIZIA  che non necessita di presentazioni o , peggio ancora ( perché peraltro non è manco suo parente) uno come xxxxxxxx che tanti danni sociali , morali ed economici ha causato a questo nostro paese.

Ad Oliveri l'unica guerra che vedo è quella di un  fumantino che è in guerra col mondo intero , che perseguita  tutti quelli che gli sono politicamente avversari.
Istiga, provoca, minaccia, strumetalizza, perseguita, altera i fatti per passare per VITTIMA QUANDO INVECE E' IL PEGGIORE DEI CARNEFICI. COSA DOVREBBERO FARE I CITTADINI ONESTI DI OLIVERI CALARE LA TESTA E SUBIRE IN SILENZIO?

Prima ha insultato, Gregorio, il Prof. Squadrito, il Dr. Di Benedetto, il Sig. Amodeo... poi l'ing. Ravidà, il Geometra Ravidà (oggi suoi grandi alleati) , Frilla che gli voleva sparare, Nicola Bertino .
Poi ha insultato Carmelo Alessandro e suo padre, Piero Bertino e Totò e infine il Dott. Bertino.
QUINDI CARO ANONIMO CHI E' IL FOLLE?? CHI FA LA GUERRA?? CHI E' VITTIMA E CHI E' CARNEFICE?
TU NON SAI DI COSA PARLI. COME PUO' MAI RAPPRESENTARE IL CAMBIAMENTO PER OLIVERI CHI COME FRANCESCO IARRERA HA VOTATO E SOSTENUTO PER DUE VOLTE QUESTO SINDACO ??
Ma di cosa parli, SVEGLIATI PERCHE' CAMBIARE SI PUO'.
MA BISOGNA CAMBIARE SUL SERIO...CON PERSONE VALIDE CAPACI AUTONOME E - SE MI PERMETTI - DI SOSTANZA. -
Pubblicato: 31/07/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.

Trecento chili di marijuana 

nel camper.

Il mezzo preso a noleggio è stato trovato parcheggiato in un centro commerciale di Catania. La droga, proveniente dall'Albania, aveva un valore di due milioni di euro. Sette arresti.

 

CATANIA - Un camper preso a noleggio e parcheggiato in un centro commerciale. È la tecnica per tentare di passare inosservati utilizzata da trafficanti di droga per portare 300 chili di marijuana da Brindisi a Catania. La droga aveva un valore di mercato stimato in 2 milioni di euro.

La scoperta è stata fatta dalla guardia di finanza etnea che ha sequestrato il veicolo e la sostanza stupefacente, arrestando sette persone: un catanese, due albanesi e quattro pugliesi. Questi ultimi erano su una Fiat Grande Punto che all'arrivo degli investigatori aveva fatto perdere le tracce. Sono stati bloccati al termine di un inseguimento.

Secondo le Fiamme gialle i quattro avevano condotto e scortato la partita di droga partita dall'Albania, approdata sulle coste pugliesi e infine portata a Catania su un camper preso a noleggio. La marijuana era poggiata sul divano posteriore nel mezzo e in parte occultata all'interno di diversi scomparti.  -

Pubblicato: 30/07/2014  -  lasiciliaweb›› Economia››.
 
 

"Il Sud è a rischio 

desertificazione".

 

Il rapporto Svimez descrive un'Italia spaccata in due: il Centro-Nord è in lieve ripresa, il Meridione "una terra dove si continua a emigrare, non fare figli e impoverirsi. In 5 anni le famiglie indigenti sono aumentate di due volte e mezza". In Sicilia e Calabria il Pil pro capite più basso.

 

poveri
 

ROMA - Gli effetti della crisi sono pesantissimi, molto più che al Centro-Nord: il Sud è così oggi "una terra a rischio desertificazione industriale", ma anche di una "desertificazione umana"; perché si continua a emigrare, le nascite e il lavoro sono al minimo storico, e c'è sempre più povertà. In cinque anni le famiglie assolutamente povere sono aumentate di due volte e mezzo, da 443 mila a oltre un milione.
Con il rapporto 2014, è ancora più netto l'allarme dello Svimez sul Mezzogiorno che arretra, l'istantanea di un Paese sempre più "spaccato, diviso, diseguale" tra Centro-Nord e Sud: tra disoccupazione, emigrazione, povertà, nascite in caduta libera (180 mila nel 2013, indietro al minimo storico di oltre 150 anni fa) si sfalda anche il tessuto sociale, il Sud sarà "interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili", è "destinato a perdere 4,2 milioni di abitanti nei prossimi 50 anni".
Nella crisi 2008-2013 il Pil del Sud "ha perso il 13,3% contro il 7% del Centro-Nord". Il divario di Pil pro capite è tornato ai livelli di 10 anni fa, e se nel rapporto Svimez si guardano le previsioni per il Centro-Nord è attesa una ripresa e per il Mezzogiorno no: per il 2014 è attesa una crescita in Italia dello 0,6%, sintesi del +1,1% al Centro-Nord e del -0,8% al Sud. Così anche i posti di lavoro: +0,2% la stima 2014 per il Centro-Nord, al Sud un -1,2% che se confermato porterà rispetto al 2007 a quasi 800 mila posti di lavoro in meno, -12%. Con le tendenze di fine 2013 e inizio anno "al Sud si concentra oltre l'80% delle perdite dei posti di lavoro italiani". Mentre con i dati 2013 il numero degli occupati del Sud è sceso "per la prima volta nella storia a 5,8 milioni".
Per Pil pro capite 2013 "nel 2013 la regione più ricca è stata la Valle d'Aosta, con 34.442 euro; Nel Mezzogiorno prima l'Abruzzo (21.845), poi Molise (19.374), Sardegna (18.620), Basilicata (17.006), Puglia (16.512), Campania (16.291), Sicilia (16.152). La regione più povera è la Calabria, con 15.989 euro".
Dallo Svimez anche un indice puntato contro le politiche economiche: "Le manovre pesano di più al Sud", l'impatto dei 109 miliardi delle manovre dei vari governi dal 2010 a oggi sarà pari nel 2015 al 9,5% del Pil al Sud contro il 6% del Centro-Nord, colpa soprattutto dei tagli alla spesa, il doppio.
Quanto ai fondi per la coesione, "se si riuscissero a spendere tutte le risorse tecnicamente disponibili l'impatto potenziale sul Pil nell'area sarebbe nel 2014 dell'1,3%"; con "34.400 posti di lavoro in più nel 2014 e 82.400 nel 2015".
Il Governo ha "una strategia precisa per il Sud", garantisce il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio: "Non esiste un problema di disponibilità ma di capacità di utilizzo delle risorse. Bisogna concentrarsi su pochi progetti di qualità per trasformare alcune disgrazie, e penso ai casi di Gioia Tauro, Bagnoli, Taranto, Termini Imerese, in nostre grandi opportunita. C'è solo un modo di superare i problemi: cominciare e avere coraggio".
Di fonte a "una situazione drammatica", rileva la Cgil con il segretario nazionale Gianna Fracassi, "da soli i fondi non possono bastare: occorre un progetto complessivo che da un lato faccia recuperare efficacia e forza alla spesa ordinaria per investimenti e dall'altro attrezzi un grande piano industriale che faccia del mezzogiorno un punto di forza dell'apparato produttivo italiano". La Cisl, dice il segretario confederale Luigi Sbarra, avverte che "la situazione occupazionale e sociale è drammatica, esplosiva": serve "un vero patto sociale sul Sud".  -

DIARIO DALL'ARS.

Conti sbagliati e abbracci 

atterriti.   Il Palazzo ha 

paura di affondare.

Mercoledì 30 Luglio 2014 - 15:11
Pubblicato da  www.livesicilia.it


La finanziaria. Il dramma dei conti nella lunga diretta di LiveSicilia. Le parole dette pubblicamente. E le parole sussurrate nei corridoi. La paura che qui raccontiamo.


, Politica
PALERMO- La nuova unità del Pd sembra l’unità della disperazione. La nuova unità della maggioranza, l’unità dello sconforto, della paura. Un influente renziano e un noto cuperliano nei corridoi di Palazzo dei Normanni. L’Aula è ferma. Sospesa in una surreale attesa: il presidente della Regione è dal Commissario dello Stato. I conti non tornano. E in effetti, anche dopo quel colloquio, non torneranno. Il renziano si avvicina. Il cuperliano lo guarda in viso e chiede: “Che novità abbiamo?”. Le novità sarebbero appunto quelle provenienti da Piazza Principe di Camporeale. E non sono buone. Il renziano a bassa voce spiega. Sussurra qualche numero smozzicato. Sospira. I due si guardano. L’espressione è la stessa. A metà tra stupore e timore. La stessa. Tra le due anime di un partito diviso. E che sembrano trovare, nei comuni dubbi sull’operato del governo, un motivo nuovo per stare insieme.

E l’unità “disperata” del Pd è anche quella di tutta la maggioranza. Deputati che vivono, è evidente ormai, una crisi di identità. Dovrebbero sostenere un governo che rischia di portali a sbattere. Fare affondare anche loro. Così, se qualcuno della minoranza, quasi sghignazzando, rivendicava il ruolo di “opposizione responsabile” ecco qualche politico a sostegno dell’esecutivo sottolineare il ruolo di “maggioranza responsabile”. Cioè? Una maggioranza che a un certo punto della seduta è sembrata stringersi in un metaforico ed atterrito abbraccio. Come fossero passeggeri di un’automobile pronta allo schianto a causa delle “manovre sbagliate” del guidatore.

Erano appena giunte in Aula le tabella sul cosiddetto “contributo di solidarietà” sulle pensioni. Ma i conti erano sbagliati. Una strafalcione da “scuole medie”. Che i parlamentari di maggioranza, ovviamente, hanno cercato di celare dietro locuzioni più complesse, più “smussate” ed eteree. Lino Leanza (Articolo 4): “Presidente, accantoniamo questo articolo, c’è qualche errore. E non si tratta di decimali…”. Ma Crocetta insisteva. Così ecco Beppe Picciolo (Drs): “C'è un errore nell'essenza matematica della norma". Ma Crocetta voleva andare avanti. E allora ecco Cascio, quello di maggioranza, per intenderci: "Io vorrei votare, ma vorrei che qualcuno mi chiarisca quei numeri". Ma da Crocetta nessuna intenzione di fare passi indietro. Fino all’intervento di Baldo Gucciardi, che nel suo ruolo eterno di “pontiere” ha spesso vestito gli abiti del difensore, tra i democratici, del governatore. Ma anche lui, a un certo punto, ha dovuto chiedere a Crocetta: “Presidente, riportiamo in commissione l’articolo. C’è qualche incertezza tecnica sui calcoli”. Già. I calcoli erano sbagliati. Ma è l’ostinazione del governatore a mettere paura ai deputati, ormai. Quella voglia di andare dritto sempre e comunque. Come nel caso delle norme sui dipendenti pubblici e sui prepensionamenti. Norme che, secondo, lo stesso assessore alla Funzione pubblica Valenti dovevano passare dalla “concertazione con i sindacati”. Una frase buona per attirarsi l’ironia di Crocetta: “La Valenti è una donna generosa. Il cattivo sono io”.



Così, ecco il governatore fiondarsi in una conferenza dei capigruppo per difendere quelle norme che nessun deputato voleva più. Nessuno. Sebbene molti – soprattutto quelli di maggioranza, ovviamente – non lo ammetteranno mai. Crocetta ha anche urlato, scontrandosi con Ardizzone. Ma alla fine si è dovuto arrendere. Di fronte a problemi più grossi. Quelli sulla copertura finanziaria di un ddl nel quale il presidente ha voluto, ancora una volta, inserire norme che poco hanno a che vedere con la materia strettamente finanziaria, appunto. Ma molto più utili dal punto di vista “mediatico”. Dopo che già il presidente dell’Ars gli aveva cancellato dieci articoli, e le commissioni di merito ne avevano smontate altre, di norme, come il “salario minimo”. No, il presidente vuole andare avanti lo stesso. Quasi felice di avere a disposizione la terza norma Finanziaria dell’anno. Utile, domani, a dire che ha cancellato lo “scandalo delle doppie pensioni”, delle “indennità dei Forestali”, della “clausola di salvaguardia”.

E magari anche a raccontare di aver previsto “provvedimenti a favore delle imprese” e “dei poveri”. Di avere, in una parola, salvato la Sicilia. Come se la terza finanziaria non si fosse resa necessaria solo perché il suo governo ne ha clamorosamente sbagliato una, demolita dal Commissario dello Stato. E ha poi lavorato a un’altra che aveva la scadenza di una mozzarella. Già, il presidente va avanti. Anche se il Commissario gli ricorda che “la copertura finanziaria non c’è”. A poche ore dall’arrivo di un agosto che sarà comunque caldissimo per molti lavoratori. Ma che regalerà al Pd e alla maggioranza una nuova armonia, una nuova unità. Quella (af)fondata sulla paura di affondare. -

mercoledì 30 luglio 2014

L'inchiesta "Corsi d'oro", 

indagine a Messina.

Chiuso il secondo troncone.


Mercoledì 30 Luglio 2014 - 21:27
Pubblicato  da  www.livesicilia.it

 

Indagini nei confronti di 24 persone e 8 società coinvolte nell'inchiesta "Corsi d'oro" a Messina che vede indagato anche il deputato del Pd Francantonio Genovese.

 


MESSINA - La Procura di Messina ha chiuso le indagini nei confronti di 24 persone e 8 società coinvolte nell'inchiesta "Corsi d'oro" a Messina, secondo troncone d'indagine sulla formazione professionale che vede indagato anche il deputato del Pd Francantonio Genovese. Sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata alla commissione di peculato, truffa aggravata, riciclaggio, falso in bilancio, reati finanziari e contro la pubblica amministrazione. Raggiunti dal provvedimento, oltre a Genovese, anche Salvatore La Macchia, Roberto Giunta, Domenico Fazio, Elio Sauta, Elena Schirò, Giovanna Schirò, Stefano Galletti, Giuseppina Pozzi, Liliana Imbesi, Concetta Cannavò, Natale Lo Presti, Chiara Schirò, Graziella Feliciotto, Carmelo Capone, Natale Capone, Orazio De Gregorio, il deputato regionale del Pd Francesco Rinaldi, Paola Piraino, Francesco Buda, Salvatore Natoli, Antonino Di Lorenzo, Carmelo Favazzo, Roberta Saglimbeni. Coinvolti anche le società Service srl, Napi Service srl, Caleservice srl, Centro Servizi 2000 srl, Lumen, Enfap, Ancol, Elfi Immobiliare srl.  -

REGIONE SICILIANA : SANITA', APPALTI E INCHIESTE .


L'assessore Borsellino in 

Procura.

Mercoledì 30 Luglio 2014 - 18:52



L'assessore regionale alla Sanità incontra i pubblici ministeri. Ai cronisti si limita a dire di avere portato ”un'integrazione su un'indagine in corso”.


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L'assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino 
 
PALERMO - Alle 14 Lucia Borsellino entra nella stanza del procuratore aggiunto Leonardo Agueci. Un saluto veloce dopo che per circa un'ora l'assessore regionale alla Sanità si era confrontata con il pubblico ministero Luca Battinieri. Cosa si siano detti resta top secret.

La Borsellino si ferma a parlare con i cronisti, ma si limita a dire di avere portato "un'integrazione su un'indagine in corso". Quale? “Sono diversi i fronti di collaborazione con la Procura. Non posso aggiungere altro”. Poi, lascia gli uffici al secondo piano del Palazzo di giustizia. Cosa c'era di tanto urgente da discutere mentre in un altro palazzo, quello che ospita l'Assemblea regionale siciliana, era in corso l'approvazione della Finanziaria? Luca Battinieri si occupa, tra le altre, dell'indagine sugli interventi eseguiti all'ospedale Villa Sofia di Palermo dal primario Matteo Tutino. È l'inchiesta che nei mesi scorsi portò alle dimissioni del manager Giacomo Sampieri.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ci sono, però, tante altre indagini in corso che riguardano la sanità siciliana. Il pool di magistrati che si occupano di pubblica amministrazione, coordinati dall'aggiunto Agueci, stanno passando al setaccio una serie di appalti. Non solo quello per acquisto dei pannoloni che travolse il magistrato ed ex manager dell'Asp 6 Salvatore Cirignotta. L'assessore Borsellino non si scompone  - “se dovesse servire sarei qui anche a Ferragosto” - ma la sua presenza alle 14 in un palazzo praticamente deserto non poteva e non può passare inosservata. -

Taormina. Si dichiara 

malata per lavorare altrove, 

denunciata 41enne.

Autore: redazione. 
Pubblicato il 30 luglio 2014  da  www.24live.it
 
Taormina. Si dichiara malata per lavorare altrove, denunciata 41enne
Denunciata per truffa ai danni dell’Inps una 41enne, impiegata in un’attività di ristorazione di Taormina. I carabinieri della locale stazione hanno scoperto che la donna, che aveva fatto pervenire al proprio datore di lavoro un referto medico che ne attestava lo stato di malattia per 20 giorni, nel frattempo stava lavorando in una struttura alberghiera di Giardini Naxos, dove era in prova da qualche giorno come addetta ai piani. Oltre alla denuncia, le autorità competenti avvieranno sul suo conto accertamenti di tipo fiscale e tributario.-

Franceschini: 

le 4 mosse per il turismo.

Ministro settore pieno di opportunità, 

Italia deve fare sistema.

 

(ANSA) - ROMA, 30 LUG - Moltiplicare l'offerta turistica, lavorare sulla digitalizzazione, aumentare la qualificazione dell'ospitalità, promuovere l'Italia come sistema Paese e non come singole entità regionali. Dopo 5 mesi di governo e il varo del suo decreto su cultura e turismo, Dario Franceschini condensa in questi quattro punti la sua ricetta per rilanciare il settore e promette velocità: nei prossimi 180 giorni il lavoro da fare con Enit, Regioni e gli altri enti sarà molto, dice, ''ci sarà da correre''.  (ANSA)

Maltempo: evacuati 2 

campeggi in Toscana.

Allerta a Senigallia. 

Bilancio Coldiretti, 'bollettino guerra'.

 

(ANSA) - FIRENZE, 30 LUG - Dopo la Lombardia, maltempo in Toscana, anche se con molti meno danni. Nel Livornese sono stati evacuati due campeggi, con un centinaio di turisti. Nel Pistoiese due anziani sono stati fatti sgomberare da una casa, per precauzione. Nelle Marche, a Senigallia, la piena del Misa ha fatto scattare il piano di evacuazione. L'allerta è rientrata dopo alcune ore. Piogge in Emilia Romagna, ma con disagi limitati. Per i danni del maltempo in Italia, Coldiretti parla di ''bollettino di guerra''. (ANSA)

Papa va a piedi dal dentista 

in Vaticano.

Poi passa davanti alla farmacia vaticana e saluta presenti.

 

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 30 LUG - Mattinata da normale cittadino vaticano oggi per papa Francesco. Bergoglio, infatti, si è recato a piedi dal suo dentista nel borgo vaticano, col quale aveva appuntamento, e, uscendo dalla visita, è andato sull'altro lato della strada per salutare il direttore dalla Farmacia vaticana, situata lì di fronte. Venerdì scorso, in un'altra uscita a sorpresa, il Papa si era recato a mangiare con i dipendenti vaticani alla mensa comune.  (ANSA)

DEPURATORI SEQUESTRATI A PIRAINO

CAPO D’ORLANDO E GIOIOSA MAREA: 

I CITTADINI POSSONO ESIGERE 

UN RIMBORSO.

Pubblicato  da  NEBRODI  E  DINTORNI .

 

L'Associazione Consumatori Omnia interviene dopo il sequestro dei depuratori di Piraino e Capo D’Orlando, quelli recentemente sequestrati presso il Comune di Gioiosa Marea: gli inquirenti hanno scoperto che gli impianti di depurazione dei reflui urbani di Zappardino e San Giorgio di Gioiosa Marea non erano mai entrati in funzione. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 335/2008, ha stabilito che: per i consumatori si apre la strada dei rimborsi, i cittadini possono esigere un rimborso.

 

30/07/2014 - Dopo il sequestro dei depuratori di Piraino e Capo D’Orlando si pone l’attenzione in quelli recentemente sequestrati presso il Comune di Gioiosa Marea. Come si legge dalle pagine della cronaca locale, gli inquirenti hanno scoperto che gli impianti di depurazione dei reflui urbani di Zappardino e San Giorgio di Gioiosa Marea non erano mai entrati in funzione.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 335/2008, ha stabilito che l'utente non è tenuto a pagare per il servizio di depurazione “nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Quindi il gestore del servizio idrico può richiedere il pagamento per il servizio di depurazione solo come corrispettivo dell’effettiva esistenza del servizio.















Di conseguenza, tutto ciò che è stato pagato dagli utenti per il servizio di depurazione dell’acqua è illegittimo e di conseguenza, coloro che hanno pagato possono chiedere la restituzione. Si apre così la possibilità per i dei Comuni interessati di poter pretendere un cospicuo rimborso delle somme versate per il servizio di depurazione. L'Associazione Consumatori Omnia sta promuovendo un'azione collettiva per richiedere e ottenere il rimborso. Invitiamo, pertanto gli utenti interessati a contattare gli sportelli dell'associazioneomnia. -
800 210 825 www.associazioneomnia.it -

DEMOCRAZIA CRISTIANA :

SI SONO SPARTITI LA BALENA BIANCA SPIAGGIATA CON TANGENTOLOPI.

Pubblicato  da  NEBRODI  E  DINTORNI.

30/07/2014 - Nuovo appuntamento con "Report Cult", in onda martedì 29 luglio alle 24.05 su Rai3. Dopo lo spiaggiamento della Balena Bianca in seguito a Tangentopoli , i presunti eredi della DC hanno impiegato soltanto sette anni per dismettere l’intero patrimonio accumulato in più di mezzo secolo grazie ai soldi dei tesserati e delle donazioni. Celati dietro l'alibi dei debiti dei padri da saldare, gli eredi hanno in realtà usato, svenduto, rivenduto e ricomprato cinquecento immobili attraverso patti di spartizione finalizzati anche a finanziare le loro carriere politiche. Inoltre, e per la prima volta, l’inchiesta svela appropriazioni sospette orchestrate a beneficio di alcuni eredi che si sono portati a casa (propria) vecchie sedi DC a prezzi vantaggiosi e parte dei guadagni delle compravendite. -

L'inchiesta sul fotovoltaico.

Indagato un assessore di Messina.

E' accusato  di  falso.

Mercoledì 30 Luglio 2014 - 06:01


Era di Gaetano Cacciola, ingenere dell'Itae Cnr di Messina, il parere che diede il via libera come "sperimentale" al progetto fotovoltaico di Monreale su cui si indaga per un presunto giro di corruzione.


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Il palazzo di giustizia di Palermo
 
PALERMO - Il progetto non aveva la copertura finanziaria necessaria. E rischiava di essere cassato dalla Regione siciliana. A meno che  fosse stato catalogato per sperimentale. E così sarebbe accaduto grazie alla complicità di un ingegnere. Si tratta di Gaetano Cacciola, che ora è indagato per falso ideologico nell'ambito dell'inchiesta che ha acceso i riflettori sull'impianto fotovoltaico realizzato nel 2009 a Monreale. Cacciola è direttore dell'Istituto di Tecnologie avanzate per l'energia del Consiglio nazionale delle ricerche (Itae Cnr) di Messina. Da un anno l'ingegnere è assessore comunale nella città dello Stretto. Il sindaco Renato Accorinti gli ha affidato la delega “energia, mobilità, viabilità e trasporti, comunicazione e innovazione, rapporti con l'Europa e il Mediterraneo”.

Lo scandalo giudiziario svelato da Livesicilia nei giorni scorsi si è concentrato sull'assessorato regionale all'Industria, le cui competenze, nel frattempo, sono state divise fra gli assessorati all'Energia e alle Attività produttive. L'affare finito sotto accusa è quello dell'impianto realizzato dalla Heliospower srl a Monreale, in contrada Scardina, fra il 2009 e il 2010. Una “fattoria solare” autorizzata dalla Regione, costruita e poi venduta ad un gruppo spagnolo a suon di milioni di euro. Sotto inchiesta ci sono l'ex assessore all'Industria Pippo Gianni (è accusato di corruzione perché avrebbe ricevuto in regalo un televisore e un telefonino); Martino Russo e Francesca Marcenò, dirigenti dell'assessorato (per il primo l'ipotesi è di corruzione - anche lui avrebbe ottenuto un televisore - mentre per la seconda si ipotizza l'abuso d'ufficio); Salvador Vittorioso, dipendente dell'assessorato regionale Agricoltura e foreste (associazione a delinquere e corruzione), il commissario della polizia municipale di Palermo, Salvatore Grippi (associazione a delinquere e corruzione); gli imprenditori toscani Luciano e Francesco Meoni e il loro dipendente Sandro Marchesi (sono indagati per associazione a delinquere e corruzione); i faccendieri Franco Barbetta e Ledo Pacchiarotti (concorso in corruzione). Hanno tutti ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini. Non è accaduto per Cacciola. Da qui si deduce la possibilità che la sua posizione possa essere stata stralciata.

Secondo i pubblici ministeri Luca Battinieri e Roberto Tartaglia sarebbero state pagante tangenti per agevolare l'iter di autorizzazione dell'impianto. L'uomo incaricato dagli imprenditori Meoni di seguire la faccenda sarebbe stato Grippi, poliziotto municipale di Palermo. Ed è lui che contattò telefonicamente Cacciola.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel 2009 era stato approvato il piano energetico regionale. Per accedere alle agevolazioni previste bisognava dimostrare che il progetto di Monreale fosse sperimentale, aggirando così la necessità di allegare anche una fideiussione bancaria. Un ruolo decisivo in tal senso avrebbe avuto Francesca Marcenò, dirigente del servizio Risorse minerarie ed energetiche. Grippi alzò la cornetta e chiamò Cacciola. Che in prima battuta rispose: “…Guardi... questa dichiarazione di asseverazione, io non la posso fare... ho già chiesto al dipartimento di Roma e non ho il là.... non sono io a poter fare un'asseverazione di questo genere...”. Poi, però, cambiò idea dopo avere saputo che la richiesta dell'assessorato all'Industria era stata avanzata da "…Marcenò... ah benissimo.. la conosco molto bene la dottoressa Marcenò… vediamo ora se posso… la chiamo anche in giornata, va bene e glielo chiedo….". Infine i due, l'ingegnere e la Marcenò, ebbero modo di parlare al telefono: “…allora professore... io ho visto la lettera... quello che m'interessa è una vostra dichiarazione in qualità di ente di ricerca... circa... non me lo potete dire carattere sperimentale come gli altri? come le altre asseverazioni che ho…?". "…mah si! in fin dei conti… allora facciamo così... gentilmente faccia così... dia alla persona che è davanti…la sua variazione... io gliela faccio fare subito". Grippi telefonò a Meoni e gli disse: “… il dottor Cacciola si è messo a disposizione… la situazione è risolta”. Successivamente fu sempre Grippi a dire all'imprenditore: "….figurati, che sabato sono andato in casa del dottor Cacciola a fargliela firmare, quindi figurati un attimino…". Era appena uscito dall'Istituto con la certificazione in mano.

Cacciola da noi contattato non replica: “Non posso dire nulla su una ricostruzione giornalistica. Non sono a conoscenza dell'indagine”. E la telefonata? “Le ripeto che non ho nulla da dire perché nulla so”.  -
Ultima modifica: 30 Luglio ore 12:49

LA FINANZIARIA DELLA REGIONE SICILIANA .

I "fallimenti" e i conti sbagliati di 

Crocetta.   Per la Sicilia un altro 

giorno di caos.

Mercoledì 30 Luglio 2014 - 06:12
Pubblicato da www.livesicilia.it



La corsa verso gli uffici del Commissario dello Stato è sembrata il simbolo dell’approssimazione. Poco prima e poco dopo, però, ecco gli altri scivoloni del governo. La storia infinita della finanziaria continua il suo cammino nell’incertezza.



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PALERMO - Se non è un fallimento, poco ci manca. La manovra del governo è già una manovra sbagliata. E per poco, la Regione non è andata clamorosamente a sbattere su una quasi certa impugnativa del commissario dello Stato.

La corsa verso Piazza Principe di Camporeale, nel cuore del pomeriggio di ieri, è sembrato il simbolo dell’approssimazione. La scena è parsa a tutti un po’ surreale. La manovra-ter sembrava perfetta. Almeno così era stata presentata. E invece, quando già è arrivato il 29 luglio, il presidente della Regione e l’assessore all’Economia sono stati costretti a incontrare nuovamente il prefetto Carmelo Aronica per chiarire un fatto non proprio marginale: la copertura finanziaria della manovra.

“Scoprendo” quanto forse non era esattamente imprevedibile: ossia che non si poteva fare affidamento su una serie di risorse su cui il governo aveva contato. Così, stamattina al governatore e alla sua giunta toccherà rimettersi al lavoro con matita e pallottoliere. Perché, se il “fallimento” è stato evitato proprio sul gong, resta da capire come uscire da questa situazione.

Il presidente della Regione, dopo oltre tre ore di colloqui col commissario dello Stato ha manifestato, in Aula, una certa tranquillità: “Qualche taglio qua e là, un nuovo mutuo da 40 milioni” e il gioco è fatto. Ma il gioco non è fatto. Stando alle opposizioni, a “mancare” sarebbero oltre 300 milioni di euro. Un errore ampiamente evitabile, a quanto pare, visto che persino gli uffici del Bilancio all’Ars avevano invitato il governo a riflettere attentamente sulla scelta di prevedere quelle somme come copertura delle spese.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Quali somme? Si tratta di quelle che finanziavano i provvedimenti impugnati dal Commissario dello Stato nel gennaio scorso. Somme però che – sempre secondo il prefetto Aronica – vanno riversate nel Fondo per gli equilibri di bilancio. Non possono, insomma, essere “scongelate” e riutilizzate per tutto il resto. Il quadro non è esattamente confortante. Tanto più che la manovra su cui oggi l’Ars torna a lavorare dopo il caos di ieri è in realtà la seconda correzione - non è superfluo ricordarlo - di una finanzaria già fatta a pezzi, che si sarebbe dovuto approvare in teoria entro la fine del 2013.

Poco prima e poco dopo la corsa dal Commissario, però, ecco altri due pesanti scivoloni del governo. Intanto, durante una conferenza dei capigruppo, Crocetta è stato costretto a "rimangiarsi", così come gli avevano anche 'intimato' i sindacati, le norme sul pubblico impiego e quelle sui prepensionamenti (uno dei fiori all'occhiello di questa manovra). Al ritorno in Aula, poi, ecco che saltano fuori persino degli errori di calcolo in un altro degli articoli-chiave: quello che prevedeva il contributo di solidarietà sulle pensioni. Anche in quel caso, l'articolo torna nel cassetto. Se ne parlerà oggi. Insieme a tutte le norme più "complesse" del testo.

Stamattina, con un ritardo di sette mesi pieni, si dovrà riprendere il cammino alla ricerca del bandolo della matassa. L’auspicio è che le soluzioni anticipate ieri dal governatore siano effettivamente sufficienti per chiudere una volta e per tutte la partita. Al quadro generale di incertezza si aggiungono i passi falsi del governo, andato sotto in Aula già un paio di volte nel cammino di questa manovra ter, passaggi sintomi di qualche smagliatura in una maggioranza che non è mai stata granitica (vedi anche il mezzo stop per le norme su pensioni e prepensionamenti), e che ha fatto registrare ieri l’ennesimo, aspro scontro interno, stavolta tra Crocetta e il presidente della commissione Sanità Pippo Digiacomo. In questo contesto, una volta portata a casa la manovra ter, governo e Pd dovrebbero lavorare, secondo le intese raggiunte agli stati generali di sabato scorso, a un aggiustamento della giunta. Sarà sufficiente un ritocco per dare vigore al cammino incerto di questi mesi, ben rappresentato dalla corsa di ieri negli uffici del commissario dello Stato?-
 
Ultima modifica: 30 Luglio ore 11:07

Pubblicato: 30/07/2014  -  lasiciliaweb›› Politica››.

Ars, salta norma sui 

prepensionamenti.

L'articolo era stato presentato nei giorni scorsi da Crocetta come un aspetto cardine della manovra ter. Soddisfatti i sindacati: "Basta atteggiamenti punitivi nei confronti dei dipendenti pubblici siciliani". Nuovi tagli alla finanziaria dopo il colloquio con il commissario dello Stato.

 

crocetta
 

PALERMO - Salta dalla manovra ter la norma che avrebbe consentito a una parte dei dipendenti della Regione di andare in pensione anticipata, in alcuni casi anche già a 58 anni. La norma era stata presentata nei giorni scorsi dal governatore Rosario Crocetta come un aspetto cardine della manovra, "in questo modo - aveva detto il presidente - risparmieremo e snelliremo l'organico come chiesto dalla Corte dei Conti".

"La norma ormai è stata incardinata al testo e non possiamo stralciarla, quindi non è opportuno sopprimerla - ha detto il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone - la soluzione trovata a grande maggioranza dalla capigruppo è stata di rispedirla in commissione". Di fatto la norma scompare dalla manovra.

Soddisfatti i sindacati. "Alla fine i nostri reiterati richiami hanno sortito l'effetto sperato di stralciare le norme punitive nei confronti dei dipendenti pubblici siciliani", dicono Michele Palazzotto, Gigi Caracausi e Enzo Tango, segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl.

"Non possiamo fare a meno di notare che, di fronte a un atteggiamento ostinato del governo, le nostre richieste siano state accolte anche da diversi deputati regionali. È sicuramente un risultato che premia l'iniziativa del sindacato confederale", aggiungono i tre sindacalisti, che invece manifestano preoccupazione per l'esito complessivo della manovra alla luce dei dubbi sollevati sulla copertura finanziaria.

"Se il governo non riesce a dissipare la nebbia sulla copertura finanziaria, sono a rischio gli stipendi di migliaia di lavoratori", proseguono. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl insistono, poi, sulla "necessità di aprire subito dopo l'approvazione della manovra un tavolo di confronto su riforme e contratto che riporti al centro della discussione il rilancio della pubblica amministrazione e la valorizzazione delle professionalità".

Il governo ha rivisto anche i conti della manovra ter. In aula Crocetta ha annunciato un taglio lineare dell'8% sull'intero importo della finanziaria (366 mln) per un totale di 29 milioni e l'accensione di un nuovo mutuo per 40 milioni. Il governo presenterà un emendamento. La decisione dopo il colloquio del governo con gli uffici del commissario dello Stato, alla luce di una sentenza della Consulta che si è espressa su alcune entrate nel bilancio della provincia autonoma di Bolzano.  -

Barcellona: Mafia, il boss 

D’Amico fa luce su 45 omicidi.

30/07/2014

Pubblicato da  GAZZETTA  DEL  SUD  online.

Le nuove clamorose rivelazioni del collaboratore di giustizia. Ad alcune spedizioni punitive avrebbe partecipato personalmente, altre le avrebbe organizzate.

 

Mafia, il boss D’Amico 
fa luce su 45 omicidi


Sarebbero 45 gli omicidi di cui ha parlato il boss Carmelo D’Amico, molti dei quali vissuti in prima persona. Il pentimento del capo del braccio armato della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi” che agli inizi degli anni 90 è riuscito a costituire un gruppo di fuoco che successivamente ha rappresentato un temibile esercito del terrore, apre una pagina di orrori che troppo in fretta è stata rimossa dalla memoria collettiva per far spazio alle celebrazioni della “mafia degli altri”, quella degli omicidi eccellenti eseguiti a Palermo lontano dall’orrori che han no invece interessato la Città del Longano. Carmelo D’Amico che grazie al fragore delle armi che hanno causato i più efferati delitti è riuscito a controllare il racket delle estorsioni e la gestione di discoteche e locali di intrattenimento sparsi da Milazzo a Capo d’Orlando, sta vuotando il sacco attribuendosi, così pare, in alcuni casi sparizioni con il sistema della lupara bianca ed omicidi che prima e dopo il delitto del giornalista Beppe Alfano, il cui sacrificio ha rappresentato uno spartiacque nella lotta alla mafia, hanno insanguinato le strade di Barcellona e dei paesi dell’hinterland. Tra i 45 omicidi di cui racconta D’Amico si chiamano in causa anche numerosi componenti del gruppo di fuoco oltre ai mandanti della cupola mafiosa, ai quattro casi di lupara bianca per i quali continua la campagna di scavi tra le contrade di Barcellona e lungo il torrente Patrì; e c’è anche l’uccisione di tre giovani di Barcellona fatti sparire a Belpasso in provincia di Catania. -

I particolari potete leggerli sul nostro giornale.

Viaggio Papa Sri Lanka  -

Filippine 12-19 gennaio 2015.

La sala stampa vaticana ha annunciato oggi le date del viaggio che si svolgerà dal 12 al 19 gennaio 2015.

 

La sala stampa vaticana ha annunciato oggi le date del viaggio di papa Francesco nello Sri Lanka e nelle Filippine, che si svolgerà dal 12 al 19 gennaio del prossimo anno.
Il Pontefice, è stato comunicato, "accogliendo l'invito delle autorità civili e dei vescovi", "compirà un viaggio apostolico in Sri Lanka dal 12 al 15 gennaio e nelle Filippine dal 15 al 19 gennaio 2015".
Il programma del viaggio "sarà pubblicato prossimamente".   (ANSA)
Pubblicato: 29/07/2014  -  lasiciliaweb›› Politica››.

"All'Ars costi ridotti 

per 71 mln di euro".

Il presidente Ardizzone alla tradizionale cerimonia del Ventaglio: "Abbiamo fatto tagli come mai era avvenuto. Penso che questo Palazzo abbia fatto in pieno il proprio dovere, eppure siamo continuamente sotto tiro".

 

ardizzone
 

PALERMO - "Questa legislatura ha varato una riduzione dei costi pari a 40 milioni di euro per le spese dei deputati e a 27 milioni sul fronte del personale interno. Abbiamo fatto tagli come mai avvenuto all'Assemblea regionale, con costi di funzionamento ridotti di oltre 71 mln". Cosi il presidente dell'Assemblea siciliana, Giovanni Ardizzone, in occasione della tradizionale cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare tracciando un bilancio della legislatura in corso.

"Abbiamo applicato il contributo di solidarietà per i deputati e i vitalizi dal gennaio 2014. Stesso discorso per pensionati e dipendenti dell'Assemblea" ha detto Ardizzone. Il contributo è del 6 per cento per redditi tra i 91 mila euro e i 130 mila euro, del 12 per cento fino a 195 mila euro, del 18 per cento oltre i 195 mila euro. Per un risparmio dal 2014 al 2017 di 8,9 milioni di euro. Dalla prossima legislatura i deputati eletti scenderanno da 90 a 70, con un ulteriore risparmio di 13 milioni per le spese dei deputati e di 19 milioni per le spese dei gruppi. "Abbiamo ridotto del 50 per cento lo stipendio del segretario generale - ha concluso - questa è la risposta di chi ci definisce difensori della casta".

"Siamo sottoposti a un attacco concentrico dalla stampa nazionale, non credo a complotti e strategia ma è evidente che siamo sotto tiro. E io non ci sto", ha dichiarato Ardizzone annunciando una querela al Corriere della Sera. "Penso in coscienza che questo Palazzo abbia fatto in pieno il proprio dovere - ha detto Ardizzone - nonostante tutte le difficoltà, tutte le resistenze e tutti gli sguardi di sfida anche da parte di colleghi parlamentari".

Ardizzone ha aggiunto: "Siamo stati criticati per il costo del segretario generale, ma il decreto Renzi è di febbraio e sappiate che noi siamo andati oltre le norme nazionali, potevamo arrivare a uno stipendio di 360 mila euro, invece abbiamo confermato il tetto a 240 mila euro nel corso di questa legislatura avremo un risparmio di 71 milioni di euro".

"Abbiamo ridotto del 50 per cento lo stipendio del segretario generale - ha sottolineato - questa è la risposta a chi ci definisce difensori della casta".  -

martedì 29 luglio 2014

OLIVERI : IL DISCORSO DI PERICLE CUI FACEVA RIFERIMENTO IL NOSTRO CONCITTADINO STEFANO NAPOLI NEL SUO COMMENTO .

Fonte:  INTERNET. -

Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.
Pericle
Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

___________________________________

 QUI  AD  OLIVERI  NOI  FACCIAMO  COSI' ? .-

Antonio Amodeo


Pubblicato: 29/07/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.

Palermo, 

la Madonna s'inchina al boss.

Pure a Ballarò l'omaggio della processione a uno dei nuovi padrini di Cosa nostra, Alessandro D'Ambrogio. Una sosta di 5 minuti davanti all'agenzia di pompe funebri dove il padrino organizzava i summit. Il prete: "Fermata anomala".

 

madonna
 

PALERMO - Ancora il caso di una processione shock. Dopo la vicenda di Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria, questa volta la statua della Madonna si è inchinata al covo di un padrino di mafia, tra i vicoli del quartere Ballarò, a Palermo. Si tratta, secondo quanto riporta il quotidiano "La Repubblica", del boss Alessandro D'Ambrogio, che è in carcere a Novara, ma domenica scorsa la sfilata del Carmine gli ha reso onore davanti a un luogo ritenuto simbolo di Cosa nostra.
Dopo i casi registrati in Calabria e in Campania, non poteva non mancare la Sicilia. La processione della madonna del Carmine si sarebbe fermata, mentre la banda continuava a suonare, davanti all'agenzia di pompe funebri della famiglia del capomafia Alessandro D'Ambrogio, uno dei nuovi capi carismatici di Cosa nostra palermitana.
Una sosta di circa cinque minuti, tra la gente in festa. Nell'agenzia di pompe funebri, dove la processione si è fermata, come riporta il quotidiano, il boss organizzava i summit con i suoi fedelissimi, ripresi dalla telecamera che i carabinieri del nucleo investigativo avevano nascosto da qualche parte.
Ecco perché questo luogo è un simbolo per i mafiosi di tutta Palermo, il simbolo della riorganizzazione di Cosa nostra, nonostante la raffica di arresti e di processi. "E' stata una fermata anomala", ammette padre Vincenzo, rettore della chiesa del Carmine Maggiore. "Da qualche tempo, la Curia si sta muovendo in modo deciso - aggiunge -; sono stati chiesti gli elenchi dei componenti delle confraternite, e poi il cardinale ha inviato suoi rappresentanti alle processioni". Anche domenica pomeriggio, a Ballarò, secondo quanto riporta il quotidiano, c'era un ispettore inviato dal cardinale Paolo Romeo.  -

OLIVERI : "UN SEMI DISCORSO DI PERICLE RIVISITATO IN CHIAVE PERSONALE".


 Il concittadino Stefano Napoli,  nel suo commento postato su questo blog,  fa riferimento ad "Un semi discorso di Pericle rivisitato in chiave personale".

Per meglio capire detto commento, ho preferito rinvigorire le mie conoscenze su Periche, ormai molto affievolite nella mia memoria a causa del consistente tempo trascorso dall'epoca dei miei studi.

Ho, quindi, preferito consultare l'enciclopedia telematica Wikipedia che mi ha fornito le seguenti notizie: 

Pericle (in greco antico Περικλῆς, traslitterato in Periklēs, "circondato dalla gloria"; Cholargos, 495 a.C. circa – Atene, 429 a.C.) è stato un politico, oratore e militare ateniese durante il periodo d'oro della città, tra le Guerre persiane e la Guerra del Peloponneso (431 a.C. – 404 a.C.).
Discendente da parte di madre dalla potente e influente famiglia degli Alcmeonidi, Pericle ebbe una così profonda influenza sulla società ateniese che Tucidide, uno storico suo contemporaneo, lo acclamò come "primo cittadino di Atene". Pericle fece della Lega delio-attica un impero comandato da Atene con altre città alleate, durante i primi due anni della Guerra del Peloponneso.
Pericle favorì lo sviluppo delle arti e della letteratura e questa fu la principale ragione per la quale Atene detiene la reputazione di centro culturale dell'Antica Grecia. Promosse, allo scopo di dare lavoro a migliaia di artigiani e cittadini, un ambizioso progetto edilizio che portò alla costruzione di molte opere sull'Acropoli (incluso il Partenone), abbellì la città, esibì la sua gloria.[2] Inoltre, Pericle sostenne la democrazia (nell'accezione aristotelica) a tal punto che i critici contemporanei lo definiscono un populista, specialmente a seguito dell'introduzione di un salario per coloro che ricoprivano gli incarichi politici e ai rematori della flotta.-

Considerata l'ora e la stanchezza, preferisco interrompere le ricerche impegnandomi a proseguirle - compatibilmente con altri imprevisti - dopo il necessario recupero energetico.  -
Antonio Amodeo


lunedì 28 luglio 2014

ARS :  Manovra ter, il governo va 

subito ko.  Sì alle norme su minori, 

disabili, Consorzi ed Eas.

Lunedì 28 Luglio 2014 - 16:20
Pubblicato da www.livesicilia.it


La maggioranza "scivola" su un emendamento tecnico: mancano i numeri. Poi Sala d'Ercole va avanti piano: via libera solo a 11 articoli. Ma i più complessi devono ancora arrivare. Si riparte domattina a mezzogiorno.


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PALERMO - Pronti, via: e il governo va subito sotto. Se è un segnale, è un pessimo segnale. Un brutto presagio. All’inizio dell’esame della manovra ter, partita questo pomeriggio a Sala d’Ercole, l’esecutivo di Crocetta non ha i numeri. E così un emendamento presentato dall’assessore Agnello viene bocciato dall’Aula. Uno scivolone evidenziato da quello che accade subito dopo: l’approvazione di un emendamento presentato da Forza Italia.

In quei minuti, Rosario Crocetta era appena giunto a Palazzo dei Normanni. Ignaro del ko della sua maggioranza. Ma, informato del primo "problemino", ostentava tranquillità: “E’ un fatto fisiologico. Il problema non è politico, ma genetico. Certo, però, i deputati dovrebbero mostrare maggior senso si responsabilità”.

Il clima, da lì in poi, sarà un po’ più sereno. Non troppi gli scossoni durante un esame andato avanti ancora a ritmi blandi. Sono stati approvati, infatti, solo 11 degli oltre 50 articoli previsti. Un numero che potrebbe anche apparire non così deludente, se non si trattasse, in fondo, degli articoli meno “problematici”.

Accantonati, infatti, quelli riguardanti i Forestali (“Troppo complesso per essere affrontato stasera”, ha detto in Aula il presidente della Commissione bilancio Nino Dina) e quello sulle pensioni integrative ai dipendenti pubblici. Il governo ha previsto l’abolizione della “doppia pensione”. "Il nostro - ha detto Crocetta - è un provvedimento di buon senso. In Sicilia in passato alcune persone hanno ricevuto le pensioni integrative senza nemmeno una legge che le garantisse. La nostra, anzi, è praticamente una sanatoria". Ma se ne parlerà da domani.

Sala d’Ercole invece ha dato il via libera ad altre norme. Tra queste, l’articolo 3, appunto, che prevede il ripianamento del disavanzo dell’anno scorso, quello sul quale il governo è caduto in apertura di seduta. È stata necessaria una “riscrittura” dell’assessore Agnello che alla fine ha convinto le opposizioni. Sì anche all’articolo sugli accantonamenti tributari e sul recepimento di alcune norme nazionali.

Non è mancata la polemica, invece, sull’articolo che prevede la soppressione di consigli, comitati e organismi regionali. “Questa – ha attaccato il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone - è solo una norma spot: dice che sopprimerà organismi, ma non dice quali. Il governo venga a spiegare quali commissioni e collegi vuole davvero sopprimere. Altrimenti stiamo solo vendendo fumo". "Il governo porti avanti – l’invito di Nello Musumeci - una seria ricognizione dei comitati e delle commissioni in tutti i rami dell'amministrazione. Ci dica quali sono quelli onerosi e quali quelli gratuiti. Solo allora questo parlamento avrà elementi per votare. Altrimenti è la classica norma annuncio".

"Noi – ha replicato Crocetta in Aula - l'elenco lo abbiamo pronto. Se volete, possiamo aggiungere un subemendamento con questo elenco. Pensavamo però di agire con maggiore prudenza. Ma di sicuro non possiamo tenere gente che rilascia pareri su tutto e tutti". Alla fine, il sì alla norma, anche dopo l’intervento del deputato Pd Antonello Cracolici che ha sottolineato come l’articolo – riscritto in commissione rispetto all’ipotesi iniziale del governo – preveda già una scadenza: entro 60 giorni il parlamento dovrà approvare un ddl che specificherà nel dettaglio quali siano i cosiddetti “enti inutili”.

Passa il taglio da 25 milioni alla spesa sanitaria. Una riduzione frutto di un accordo con lo Stato, che però è stato messo in discussione da diversi deputati, dal grillino Ciaccio ai deputati di centrodestra Falcone, Formica, Figuccia e Ioppolo. E per restare in tema, ecco il via libera anche all’articolo sull’integrazione socio-sanitaria. Una norma prevista già nella prima Finanziaria, ma cassata dal commissario dello Stato.

"L'approvazione di questo articolo – ha spiegato Crocetta in Aula - consentirò alla Sicilia di evitare di perdere circa 39 milioni di euro. Non bloccate una cosa così importante. Ci sarà tempo per fare le leggi perfette. Non si rinvii ancora, passerebbe troppo tempo, mentre i Comuni non hanno più le risorse per soddisfare queste esigenze". L’appello, alla fine sarà raccolto.

Passano anche i finanziamenti da 12,8 milioni per i ricoveri destinati ai minori e quello da 14 milioni per le comunità alloggio per disabili psichici. Un finanziamento non sufficiente, però, secondo molti deputati di centrodestra, da Alongi (Ncd) a Milazzo (Forza Italia). Sì anche ai Fondi per i Consorzi di bonifica, quelli per altre attività riguardanti la forestazione e quelle per i dipendenti dell’Eas distaccati in altri enti.

Ma siamo solo all’inizio. Domani si riparte, da mezzogiorno. I deputati hanno davanti le “montagne” più difficili da scalare. A cominciare dall’articolo 27, la cosiddetta “ex tabella h”. Che secondo il presidente della Regione non esiste più, ma sulla quale – guarda caso – sono piovuti la bellezza di 140 degli 800 emendamenti complessivi. Ma probabilmente quell’articolo “slitterà” verso la fine dell’iter complessivo della manovra. Non mancheranno però anche domani i “test” per la maggioranza. Una maggioranza che già da mezzogiorno dovrà capire se quello che è accaduto oggi, al via della maratona, è stato solo un semplice, fisiologico, "genetico" scivolone.

LA DIRETTA DELLA SEDUTA

21.02 Approvato anche l'articolo 15. L'Aula si ferma qui. Riprenderà domattina alle 12.

20.52 Si passa all'articolo 15, sugli stanziamenti destinati al personale Eas distaccato in altri enti.

20.50 Approvato anche l'articolo 14, che prevede lo stanziamento di 3 milioni sempre nel settore della "manutenzione del territorio e del paesaggio rurale".

20.43 Approvato l'articolo 13 che destina 5 milioni ai Consorzi di bonifica.

20.40 Polemica su un emendamento di Articolo 4 che riduce di un milione le somme destinate ai consorzi. L'assessore alle Risorse agricole Reale: "Quella cifra serve per chiudere una transazione con l'Enel". Ma viene ritirato dallo stesso Leanza.

20.34 Si passa all'articolo 13: prevede i contributi per i lavoratori dei Consorzi di bonifica.

20.32 Approvato l'articolo 11. Accantonato il 12, che si occupa dei Forestali. "E' un articolo troppo complesso per essere affrontato stasera", spiega il presidente della commissione bilancio Nino Dina.

20.22 Milazzo (Forza Italia): "Chiede un segnale di ulteriore attenzione, aumentando di un milione lo stanziamento per i disabili psichici". Anche Figuccia e Formica chiede di impinguare il contributo.

20.07 Alongi (Ncd): "Con un nostro emendamento chiediamo che sia impinguato il Fondo".

20.06 Il capitolo 11 prevede il finanziamento da 14 milioni per le comunità alloggio per disabili psichici.

20.05 Approvato anche l'articolo 10.

20.00 L'articolo 10 riguarda il finanziamento da 12,8 milioni per i ricoveri destinati ai minori.

19.59 Approvato l'articolo 9 sulla integrazione socio-sanitaria.

19.55 Crocetta: "L'approvazione di questo articolo consentirebbe alla Sicilia di evitare di perdere circa 39 milioni di euro. Non bloccate una cosa così importante. Ci sarà tempo per fare le leggi perfette. Non si rinvii ancora, passerebbe troppo tempo, mentre i Comuni non hanno più le risorse per soddisfare queste esigenze".

19.40 Critiche del deputato cinquestelle Zito e del parlamentare di Grande sud-Pid Bernadette Grasso: "Esiste già una legge che disciplina questo settore - ha detto quest'ultima - il governo regionale ha inserito in Finanziaria una norma che non aveva motivo di esistere".

19.36 L'articolo 9 riguarda l'integrazione socio-sanitaria.

19.34 Approvato l'articolo 8 sui "risparmi nel settore sanitario".

19.32 Leanza: "In commissione bilancio abbiamo avuto ampie rassicurazioni sia dall'assessore Borsellino che dal direttore Sammartano".

19.27 Si discute sulla norma che prevede un taglio alle spese sanitarie di 25 milioni, grazie alla riduzione della compartecipazione con lo Stato, frutto di un accordo che però viene messo in discussione da diversi deputati, dal grillino Ciaccio ai deputati di centrodestra Falcone, Formica, Figuccia e Ioppolo.

19.16 Approvato l'emendamento del governo e l'intero articolo 3 sul "ripianamento del disavanzo 2013".

19.14 Intanto arriva una nuova "versione" dell'emendamento del governo, bocciato dall'Aula all'inizio della seduta: "Noi - spiega l'assessore all'Economia Agnello - con questo emendamento vogliamo 'ripulire' il bilancio, così come ci ha chiesto la Corte dei Conti".

19.10 Intanto si discute ancora dell'articolo 7 sulle pensioni integrative. "Il nostro - ha detto Crocetta - è un provvedimento di buon segno. In Sicilia alcune persone hanno ricevuto le pensioni integrative senza nemmeno una legge che le garantisse. La nostra, anzi, è praticamente una sanatoria".

19.05 L'articolo 8 prevede nuovi tagli da 25 milioni nel settore sanitario.



19.04 L'articolo 7, che dispone il divieto per le pensioni integrative, oggetto di una riscrittura del governo, è stato per il momento accantonato.

19.03 Approvato l'articolo 6 sulla soppressione di comitati e collegi.

19.03 Anche Bernadette Grasso chiede un elenco dettagliato degli enti e degli organismi da chiudere.

18.59 Falcone: "Continuiamo a legiferare con norme di rinvio. E diamo in pasto all'opinione pubblica questi annunci".

18.58 Leanza: "Quello che chiede Musumeci è previsto all'interno dell'articolo".

18.56 Cracolici: "Il governo con questa norma si impegna a presentare entro 60 giorni un ddl con la previsione di quali enti vadano sciolti e quali devono restare in piedi".

18.54 Musumeci: "Il governo porti avanti una seria ricognizione dei comitati e delle commissioni in tutti i rami dell'amministrazione. Ci dica quali sono quelli onerosi e quali quelli gratuiti. Solo allora questo parlamento avrà elementi per votare. Altrimenti è la classica norma annuncio".

18.50 Crocetta: "Noi l'elenco lo abbiamo pronto. Se volete, possiamo aggiungere un subemendamento con questo elenco. Pensavamo però di agire con maggiore prudenza. Ma di sicuro non possiamo tenere gente che rilascia pareri su tutto e tutti".

18.49 Falcone (Forza Italia): "Questa è solo una norma spot: dice che sopprimerà organismi, ma non dice quali. Il governo venga a spiegare quali commissioni e collegi vuole davvero sopprimere. Altrimenti stiamo solo vendendo fumo".

18.49 Si passa all'esame dell'articolo 6, che prevede la soppressione di Comitati, collegi e commissioni.

18.46 Passa anche l'articolo 5 che prevede il recepimento di alcune norme nazionali. 

18.37 Approvato l'articolo 4 sugli "accantonamenti tributari".

18.31 Riprende la seduta.

17.59 A Sala d'Ercole regna la confusione. Aula sospesa.

17.58 E viene approvato un emendamento di Forza Italia. Il governo è già in grande difficoltà.

17.54 Il governo va subito ko. Aula contraria all'emendamento dell'esecutivo sulle modalità di utilizzo delle somme derivati dalle impugnative.

17.50 Falcone (Forza Italia): "Noi siamo contrari. Assessore, ci pensi bene".

17.48 In Aula arriva un emendamento del governo. "La norma - spiega l'assessore all'Economia Agnello - prevede che le somme frutto delle impugnative vadano direttamente trasferite nel Fondo sugli equilibri di bilancio".

17.45 Si parte dall'articolo 3, la norma che prevede il ripianamento del disavanzo. Una parte di questo "ripianamento" viene compiuto attraverso l'utilizzo delle somme frutto dell'accordo tra Regione e Stato sulla rinuncia dei contenziosi. Il capogruppo Ncd D'Asero ritira gli emendamenti soppressivi.

17.30 Il deputato Vinciullo (Ncd) solleva una serie di problemi tecnici legati alla decisione del Cga di far ripetere le elezioni in alcune sezioni di Pachino e Rosolini. "Il mio partito di allora non esiste più. E in occasione delle elezioni l'Ars, per legge, deve chiudere. Quindi dal 7 settembre all'8 ottobre il Parlamento non lavorerà?".

17.27 Riprende la seduta.

17.13 L'Aula ancora non riprende. Il governo però è a Palazzo dei Normanni.

16.25 Arriva in sala stampa il nuovo segretario generale dell'Ars Fabrizio Scimè: "Il Palazzo deve tornare ad aprirsi all'opinione pubblica". Queste le sue prime parole.

16.10 Inizia la seduta d'Aula. Ma è subito sospesa. Riprenderà alle 16.55.

Cinquanta articoli. E ottocento emendamenti. Saranno queste due cifre a scandire i ritmi della maratona che prenderà il via tra poco, a Sala d’Ercole. C’è da approvare la cosiddetta “manovra-ter”. La terza Finanziaria dell’anno. Già oggetto di pesanti rimaneggiamenti, dal suo approdo a Palazzo dei Normanni. Modifiche ratificate nei giorni scorsi in Commissione bilancio, E alle quali si aggiungeranno quelle operate dal transito attraverso l’Aula. Dove non mancheranno le possibili “trappole” e i nodi da sciogliere.

I primi articoli (dall’1 al 5) sono quelli di natura più strettamente finanziaria. Si tratta delle “entrate”, della copertura del disavanzo e del recepimento di norme nazionali in materia di bilancio. Articoli sui quali pioveranno una serie di emendamenti soppressivi (molti di questi sono del Nuovo centrodestra). I dubbi maggiori sono legati all’utilizzo, per coprire queste poste, di parte delle entrate derivate dal contestato accordo tra Regione e governo nazionale sulla rinuncia ai contenziosi.

La seconda parte della finanziaria (dall’articolo 6 al 9) contiene le “misure di contenimento della spesa”. Tra questi la “soppressione Comitati, Commissioni, Consigli, Collegi operanti all’interno dell’amministrazione regionale”, l’abolizione delle pensioni integrative, gli ulteriori tagli (da 25 milioni) nel settore sanitario, la legge sulla integrazione socio-sanitaria.

Quindi si passerà al “finanziamento degli interventi di spesa”. Tra questi, i 12,8 milioni per il “ricovero minori”, i 14,4 milioni per le comunità alloggio per disabili psichici, i finanziamenti per i Forestali (articolo sul quale, regolarmente, l’Ars finisce per impantanarsi), per i consorzi di bonifica, per i comandati dell’Eas, per la gestione degli impianti idrici (anche in questo caso non mancheranno le polemiche sul trattamento riservato ad Aps e non ad altre realtà simili in Sicilia). E ancora, ecco le norme che prevedono una convenzione da 130 mila euro per tre anni con l’Agenzia delle Entrate per la velocizzazione dei tempi di riscossione delle tasse automobilistiche, la ricapitalizzazione della società Interporti.

L’articolo 20 prevede invece le norme per lo “svuotamento” del bacino dei Pip, attraverso incentivi ai privati che intendano assumere quei precari. Quello successivo le norme per l’iscrizione agli albi per l’esercizio delle professione turistiche. Anche qui non mancheranno le polemiche: il contributo da 150 euro infatti va versato a prescindere dall’esito positivo dell’esame che bisognerà sostenere con l’amministrazione regionale. L’articolo 22 invece è quello riferito alle “misure per contrastare le condizioni di povertà e di esclusione sociale”: si tratta della norma che inizialmente il governo aveva destinato alle famiglie con un Isee inferiore ai 5 mila euro e poi modificato dagli interventi dei parlamentari in un provvedimento destinato all’occupazione.

Poi si passeranno a due articoli molto discussi: quello sul “Contributo di solidarietà”, che prevede nuove tasse alle pensioni. Una norma, secondo molti, già a rischio-impugnativa. E quello sui pensionamenti anticipati dei regionali che potranno contare sul sistema cosiddetto “pre-Fornero”.

Ma il vero scoglio sarà rappresentato dall’articolo 27. Si tratta di quello che tanti deputati e addetti ai lavori hanno ribattezzato “la nuova Tabella h”: un elenco di finanziamenti a enti e associazioni considerate “meritevoli” dal governo. Un articolo composto dalla bellezza di 38 commi. E che probabilmente verrà approvato solo al termine dell’esame degli altri articoli. In commissione bilancio, su questa norma erano piovuti circa 100 emendamenti. Ma l’Aula ha fatto di meglio: gli emendamenti giunti a Sala d’Ercole saranno 140. Ci sarà davvero da faticare, per approvare questo l'articolo delle prebende.

Scorrendo il testo, si incontra anche l’articolo che prevede l’impiego dei fondi inutilizzati dell’Ircac, una delle norme riproposte rispetto alla prima Finanziaria. Un articolo che in quel caso fu bocciato dal Commissario dello Stato.

La quarta “sezione” del ddl prevede una serie di “disposizioni varie”: la soppressione e la liquidazione dell’Iridas (ente destinato all’integrazione dei disabili), le norme sulla trasparenza e la pubblicità dell’attività amministrativa (che prevede l’obbligo di comunicare attraverso i giornali cartacei i bilanci di regione e società partecipate), i contributi per le spese di viaggio e soggiorno dei pazienti delle isole minori, e soprattutto il “pacchetto partecipate”. Tra i provvedimenti previsti, la creazione dell’Ufficio speciale delle società in liquidazione, l’obbligo di pensionamento per chi ha raggiunto i requisiti anagrafici e la possibilità di operare selezioni tra il personale interno per coprire “ruoli intermedi”.

Rimangono nel ddl alcune norme inizialmente previste in un contestatissimo maxi emendamento del governo. Tra queste, la modifica delle tariffe per le estrazioni dalle cave. Si parte nel pomeriggio di oggi. L’obiettivo, approvare la norma entro domani. Più probabile, invece, l’ok definitivo entro la fine di luglio.-
Ultima modifica: 28 Luglio ore 21:39