mercoledì 31 luglio 2013

CATANIA : SABATO 3 AGOSTO RIAPRE AL TRAFFICO VIALE ALCIDE DE GASPERI.

Fonte: www.fsnews.it

L’importante arteria viaria, compresa tra Piazza Europa e Via del Ponte, si sviluppa in superficie sulla nuova galleria ferroviaria di circa 1,5  chilometri costruita per il raddoppio dei binari tra Catania Ognina e Catania
Centrale.

Catania, 31 luglio 2013

Sabato 3 agosto, alle 10, sarà riaperto al traffico stradale Viale Alcide De Gasperi, dopo gli interventi per l’adeguamento della viabilità realizzati da Rete Ferroviaria Italiana nell'ambito dei lavori per il potenziamento ferroviario nel Nodo di Catania.

Alla cerimonia saranno presenti il Sindaco, Enzo Bianco e, per la Direzione Territoriale Produzione di Rete Ferroviaria Italiana Palermo, Salvatore Leocata.

L’importante arteria viaria, compresa tra Piazza Europa e Via del Ponte, si sviluppa in superficie sulla nuova galleria ferroviaria di circa 1,5 chilometri costruita per il raddoppio dei binari tra Catania Ognina e Catania Centrale.

Inoltre, è prevista la realizzazione di tre nuove fermate, Europa, Picanello e Ognina in corrispondenza dei quartieri omonimi, per consentire, entro il 2014, l’attivazione di un servizio di trasporto di tipo metropolitano. Investimento complessivo di 120 milioni di euro.

Con la riapertura della strada si completa la fase di riqualificazione delle aree cittadine prossime a Piazza Europa, che ha visto, tra l’altro, la realizzazione degli impianti di illuminazione pubblica e di una scalinata in muratura rivestita con pietra lavica in armonia con il contesto urbano esistente. -

"Termini, posti per i forestali".


Ma i sindacati frenano.

Mercoledì 31 Luglio 2013 - 15:38




A margine del colloquio di Roma, il governatore Crocetta annuncia la svolta per Termini Imerese.

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ROMA- "Abbiamo messo in campo alcune proposte che dovrebbero coprire con produzioni diverse interamente la fascia attualmente occupata a Termini Imerese''. Così il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, a margine dell'incontro con governo, Fiat e parti sociali al ministero dello Svilippo. In particolare 600 posti potrebbero arrivare dalla svizzera Radiomarelli, una proposta ''concretissima'', per il governatore, ''la prossima settimana rappresentanti del gruppi andranno a visitare gli impianti''.

"Siamo in condizioni di arrivare entro l'anno all'accordo di programma'' per Termini Imerese, annuncia Crocetta. Oltre alla proposta di Radiomarelli, 500 assunzioni potrebbero arrivare da ''aziende italiane che vorrebbero investire nel campo dei biocarburanti'' e che hanno già visitato gli stabilimenti. Queste produzioni potrebbero impiegare, per il governatore, anche ''quei forestali che dicono che abbiamo in esubero''. ''Stiamo già identificando aree della Regione attualmente abbandonate'', spiega Crocetta che aggiunge: ''A settembre ci rivediamo per definire i termini dell'aggiornamento dell'accordo di programma sapendo che questa volta abbiamo un piano di investimenti certi''.

Per Termini Imerese sarebbero ''in stato avanzato'' quattro iniziative imprenditoriali. Così il sottosegretario allo Sviluppo, Claudio De Vincenti, all'incontro con Fiat, istituzioni e parti sociali, secondo quanto si apprende da fonti sindacali. ''Abbiamo messo in pista un'operazione di attrazione di investimenti'', avrebbe detto De Vincenti. Oltre a Newcoop e Biogen sarebbero interessate allo stabilimento siciliano aziende attive nei carburati di seconda generazione, per un investimento che a regime impiegherebbe circa 250 lavoratori tra diretti e indiretti, e Landi, che si occupa di trasformazione di autobus da normali ad ibridi e avrebbe 100 occupati diretti.

La reazione dei sindacati
I sindacati sono prudenti al termine dell'incontro al ministero dello Sviluppo su Termini Imerese con le istituzioni e la Fiat, rappresentata dal direttore per le relazioni industriali, Paolo Rebaudengo. ''C'è la disponibilità della Fiat a un altro anno di cassa, ma ancora nessuna certezza'', afferma il segretario della Fiom, Maurizio Landini, che evidenzia rischi, in particolare, per i dipendenti dell'indotto. ''Questo è il tema centrale da cui partire a settembre: evitare i licenziamenti'', aggiunge sottolineando l'importanza di verificare le proposte perché ''allo stato attuale non c'è nessun impegno''. Il segretario nazionale della Uilm, Eros Panicali, si dice ''un pò scettico perché alcune delle iniziative presentate erano già presenti a dicembre 2010''. ''Perché non sono partite?'' domanda pur riconoscendo come ''importante'' la disponibilità della Fiat a prolungare la cassa. Anche il segretario nazionale della Fim, Ferdinando Uiliano, parla di ''novità positive'' ma ''è stato negativo che ci hanno fatto aspettare sei mesi questo incontro - afferma - sembra che hanno soluzioni per tutti i mali di Termini. Speriamo che si concretizzino''  -
Ultima modifica: 31 Luglio ore 18:53 
Fonte: www.livesicilia.it

EX DIPENDENTE CEFOP SI SUICIDA BUTTANDOSI DAL QUINTO PIANO.

Pubblicato: 31/07/2013  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.
 
Riccardo De Lisi, licenziato a dicembre dal centro di formazione, si è lanciato dalla finestra degli uffici di via Imperatore Federico a Palermo. Un collega: "Nessuno ci ascolta, ci ignorano tutti, siamo disperati".
 
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PALERMO - Il quarantenne Riccardo De Lisi, ex dipendente del Cefop (centro di formazione professionale), si è lanciato dal quinto piano dello stabile che ospita gli uffici del Cefop in via Imperatore Federico, a Palermo. E' morto nell'ospedale Villa Sofia, dove era stato portato dopo essere stato soccorso da un medico. E' sposato e con figli.

I dipendenti del Cefop e dell'Anfe, altro centro di formazione, da oltre due settimane protestano, con manifestazioni e sit-in, per il loro licenziamento nel dicembre e gennaio scorsi, chiedendo al governo regionale il reintegro nel servizio. Anche De Lisi era stato licenziato nel dicembre scorso. Al Cefop lavoravano, prima degli scandali e della "rivoluzione" operata dalla Regione nel settore della formazione siciliana, oltre 325 persone.

De Lisi partecipava attivamente alle  proteste insieme ai suoi colleghi chiedendo di riottenere il posto di lavoro. Un sit-in permanente degli ex dipendenti Cefop si svolge davanti alla sede di un altro assessorato quello alla Formazione, che si trova in un'altra zona della città in viale Regione siciliana, per chiedere al governo siciliano risposte sul futuro occupazionale.

Tra un mese, gli ex lavoratori del Cefop non percepiranno più il sussidio di disoccupazione: il primo settembre, dopo 7 mesi, non avranno più accesso al paracadute sociale. "Era stato assunto nel 2005, lavorava come amministrativo - dice un ex dipendente del Cefop, che da giorni protesta davanti alla nuova sede dell'assessorato alla formazione - È il quinto suicidio dal 2011, quando siamo stati messi in casa integrazione, per la prima volta, ad oggi. Nessuno ci ascolta, ci ignorano tutti, siamo disperati".

Falsi invalidi a Trapani.


Indagato il deputato Lo Sciuto.

Mercoledì 31 Luglio 2013 - 11:21

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Inchiesta su una serie di presunti favoritismi nel riconoscimento delle indennità di accompagnamento. Il deputato: "Spiegherò tutto al magistrato. Sono convinto che si renderà conto della mia totale estraneità a questa vicenda". 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Il tribunale di Marsala.
 
MARSALA (TRAPANI) - Una indagine sul riconoscimento di invalidità civili, condotta dal commissariato di polizia di Castelvetrano e coordinata dalla Procura di Marsala, scuote il mondo politico trapanese e colpisce il parlamento regionale. Un avviso di garanzia per truffa è stato infatti notificato nei giorni scorsi al deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, 50 anni, medico, originario di Castelvetrano, appena eletto all’Assemblea regionale siciliana nella lista del Partito dei Siciliani-Mpa. Lo Sciuto, che è anche componente della commissione Antimafia, è toccato da questa indagine per il suo passato di componente di una commissione dell’Asp per il riconoscimento di invalidità civili.

"Io - precisa però il deputato - facevo parte di una commissione di prima istanza. In pratica, noi non facevamo altro che proporre le persone che si sottoponevano alle visite alla valutazione della commissione di verifica di Trapani. Era quest'ultima - aggiunge Lo Sciuto - che definiva il giudizio medico legale e disponeva l'indennizzo al malato. Non capisco, quindi, perché io sia indagato. In quella commissione ero  un medico di parte, che rappresentava il sindacato a tutela dell'ammalato. Spiegherò tutto al magistrato.Sono convinto - conclude il deputato - che si renderà conto della mia totale straneità a questa vicenda".

L’inchiesta avrebbe fatto scoprire una serie di favoritismi in particolare nel riconoscimento delle indennità di accompagnamento. La magistratura avrebbe puntato l’attenzione su una coppia di anziani, genitori di un consigliere comunale di Partanna: persone perfettamente in grado di vivere la loro giornata e che però sono risultati bisognosi di assistenza. Da qui il riconoscimento di una cospicua indennità di accompagnamento. Ma questo secondo l’indagine non sarebbe l’unico caso.

Non è la prima volta che a Trapani le commissioni per il riconoscimento delle invalidità civili finiscono al centro di indagini. Adesso l’avviso di garanzia a Lo Sciuto per truffa, nell’ambito di una inchiesta che sembra ancora tutta da definire e che potrebbe anche portare verso altri scenari.-
Fonte: www.livesicilia.it

"IL GOVERNO CROCETTA E' INCARTATO".


Pubblicato: 30/07/2013  -  lasiciliaweb›› Politica››.
 
L'attacco del segretario della Cisl Sicilia, Bernava: "Incertezza continua della politica di Palazzo d'Orleans, riesce persino laddove Lombardo non arrivò: in tema di Irpef come su altri fronti viene accumulando in queste ore figuracce su figuracce".
 
crocetta
   
 
 
 
 
 
 
PALERMO - "Il governo Crocetta è autoreferenziale, sulla crisi s'incarta e riesce persino laddove Lombardo non arrivò: in tema di Irpef come su altri fronti, viene accumulando in queste ore figuracce su figuracce".

A dirlo è la Cisl Sicilia con il segretario Maurizio Bernava che, su Twitter, sottolinea "l'approssimazione" e la continua incertezza della politica di Palazzo d'Orleans, che si muove "a passo di danza: uno avanti, due indietro".

Ma un risultato, segnala la Cisl, il governo lo ha conseguito: "la frantumazione dell'alleanza sociale e del fronte degli interlocutori istituzionali nella società. E questa è l'altra faccia della medaglia".  -

Antiparentopoli, passo falso dell'Aula.


L'Ars si impantana, discussione rinviata.

Martedì 30 Luglio 2013 - 19:29

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Non c'è ancora l'accordo in Aula sul disegno di legge che stabilirà le incompatibilità fra parenti di politici e deputati e chi ricopre ruoli di rilievo in società che hanno rapporti con la Regione. Il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone rinvia l'approvazione a domani chiedendo una riscrittura del testo in Commissione.

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PALERMO - Il ddl antiparentopoli non vede ancora la luce e tutto viene rimandato alla seduta di domani. Questa la decisione presa dal presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone che, dopo aver ascoltato i pareri dei diversi capigruppo intervenuti, nel corso dei lavori in Aula oggi pomeriggio, ha dovuto rimandare qualsiasi decisione in merito all'accordo su quelle norme che stabiliranno le incompatibilità fra parenti di politici e deputati e chi ricopre ruoli di rilievo in società che hanno rapporti con la Regione. Ovvero,  quei figli, genitori, mogli e cognati di deputati che, come nei casi finiti di recente nelle inchieste della magistratira e sulle pagine dei giornali, hanno scosso il mondo dell'amministrazione regionale. L'ultima, in ordine di tempo, quella che ha coinvolto i big messinesi del Partito democratico Francantonio Genovese e Franco Rinaldi.

Il ddl tanto caro al governatore Crocetta, quindi, non riesce ancora a diventare legge. Il presidente della Regione nelle settimane addietro aveva espresso la volontà d'arrivare all'approvazione in Aula entro la metà della sessione estiva con un testo quanto più possibile condiviso. Ma l'approvazione del ddl antiparentoli oggi non ha superato lo scoglio del dibbattimento in Aula. A Sala d'Ercole infatti si sono vissuti veri e propri momenti di tensione con le diverse forze politiche intervenute, divise sopratutto sull'ambito che il ddl dovrà coprire. Un punto non chiarisismo che richiederà un ulteriore passaggio in commissione.

Il primo a prendere la parola in aula è Giorgio Assenza, deputato del Popolo delle libertà: "L'emendamento che presentiamo oggi è partito dalla moralizzazione della Formazione professionale ma potrebbe benissimo essere esteso a tutti i settori dell'amministrazione regionale. Detto questo mi auguro che possa trovare il più ampio consenso fra tutte le forze politiche presenti in Aula". L'intervento dell'esponente del Pd Antonello Cracolici segue a ruota quello di Assenza: "Mi trovo d'accordo con l'onorevole Assenza sull'estensione dell'emendamento sull'antiparentopoli anche a settore delle energie rinnovabili e della comunicazione".

In disaccordo con l'estensione ad altri settori Totò Cordaro e Bernadette Grasso di Grande Sud. Per Cordaro: "Lasciare una norma di questo tipo aperta ad una vasta gamma di settori potrebbe portare con certezza ad un'impugnativa da parte del commissario straordinario", mentre per la Grasso "non ha senso estendere un emedamento che all'origine riguardava solo la Formazione. Io mi vergogno in questo caso di far parte dell'assemblea, il cambiamento infatti non passa dall'approvazione di un decreto ma dalle nostre risposte quotidiane sul campo".Tra i firmatari del ddl antiparentoli è intervenuto anche il deputato del Pdl Pietro Alongi, ex vicepresidente della Provincia regionale di Palermo: "In questi ultimi giorni ho potuto apprezzare l'importanza che questa norma rappresenta per l'aula dunque a mio parere chi non ha nulla da temere potrà dare l'ok al suo via". La successiva richiesta di sospensione del dibattito da parte del capogruppo del M5S Giancarlo Cancelleri, con l'intento di portare maggiore chiarezza fra i capigruppo, non ha inveve trovato una felice risoluzione. A darne subito dimensione è il capogruppo Pd Baldo Gucciardi con una breve nota: "Il mio gruppo non ha trovato alcun accordo durante la sospensione con gli altri gruppi parlamentari".

Ad infiammare notevolmente gli animi il successivo intervento del deputato Roberto Di Mauro dell'Mpa in merito alla richiesta di chiarificazioni sul comma 4, inerente l'esclusione dall'incandidabilità di dirigenti e direttori sanitari a deputati regionali. La questione, aperta da Antonio Malafarina del Megafono, riguarda le norme che escluderebbero dalla legge antiparentopoli i dirigenti e i direttori delle Asp. A quel punto Ardizzone, trovando appoggio in Marco Forzese presidente della Commissione Affari Costituzionali, ha deciso per un rinvio dela seduta a domani: "Tutti i capigruppo sono giunti alla finalità di esitare questo decreto legge - ha affermato il Ardizzone - dunque la presidenza dell'Ars, sulla base di una richiesta di formulazione dell'Aula e della stessa presidenza della prima Commissione, richiede il rinvio del decreto alla stessa Commissione, affinche venga riformulato il testo e reso maggiormente comprensibile in alcuni passaggi".

Prima della chiusura della seduta Pippo Gianni, deputato del Centro democratico, ci va giù pesante rivolgendosi all'Aula: “Io non voterò questa legge che a mio parere è incostituzionale. Non permetterò che mio figlio debba subirne le conseguenze. Se vengo eletto e votato dei cittadini, ho il diritto di espletare il mio mandato. Altra cosa è chi è ladro: chi delinque risponderà alla legge”.  -
Fonte: www.livesicilia.it

martedì 30 luglio 2013

DIVIETO DIMORA PER CONSIGLIERE CALABRIA.

ANSA.it > Top News > News.
 
Accusato di associazione per delinquere e corruzione elettorale.  
 
30 luglio, 17:06

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 30 LUG - I giudici del tribunale di Reggio Calabria hanno emesso una misura cautelare del divieto di dimora in Calabria per Antonio Rappoccio, il consigliere regionale rinviato a giudizio per associazione per delinquere, corruzione elettorale aggravata, truffa e peculato. I giudici hanno accolto l'istanza della Procura di Reggio Calabria che aveva chiesto gli arresti domiciliari oppure il divieto di dimora nella provincia di Reggio Calabria.  (ANSA)

AL VIA PROGETTO UE GIOVANI AREA PENALE.

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.
 
Capofila Fondazione Falcone,ripulita riserva Isola delle Femmine.  
 
30 luglio, 17:11

Al via progetto Ue giovani area penale 
 
(ANSA) - PALERMO, 30 LUG - Offrire un modello di vita differente a giovani provenienti dall'area penale, provando a insegnare loro la tutela ambientale. È uno degli scopi del progetto europeo Daphne. A Isola delle Femmine (Pa), 5 ragazzi stranieri e 4 italiani hanno ripulito la riserva naturale gestita dalla Lipu. In contemporanea, altri 18 ragazzi hanno lavorato alle riserve naturali di Gela e Priola. Capofila e' la fondazione Falcone insieme a Confindustria, Centro di giustizia minorile e altri partner.  (ANSA)

GdF CATANIA SEQUESTRA BENI PER 30 MILIONI.

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.
 
Indagini del Gico della polizia tributaria su imprenditore etneo.  
 
30 luglio, 13:25
 
 (ANSA) - CATANIA, 30 LUG - Beni di 10 societa' per un valore stimato dagli investigatori in circa 30 milioni di euro sono stati sequestrati da militari del Gico della polizia tributaria della guardia di finanza di Catania a Emanuele Gaetano Caruso.

Nell'ambito dello stesso provvedimento, emesso dal Gip su richiesta della Procura, sono indagate 21 persone per intestazione fittizia di beni. Per i pm l'imprenditore avrebbe cercato di 'disfarsi' formalmente delle sue imprese continuando ad esercitarne la titolarità.  (ANSA)

OLIVERI : DETERMINAZIONE AREA RAGIONERIA N° 33 DEL 26.06.2013 - PROGRAMMA PAGAMENTI NELL'ANNO 2013 DEBITI PREGRESSI (Pag. 5)..

La pagina n. 5 contiene debiti fatturati dal 29.10.07 al 21.09.09.
Per ingrandire, cliccare sul post. -

MESSINA : DISCARICA ABUSIVA IN FIAMME, INCENDIO SFIORA CASE.

Pubblicato: 30/07/2013  -  11:26
Fonte: www.lasiciliaweb.it
 
MESSINA - Un incendio è divampato stamani nel rione di Camaro S. Paolo a Messina: erba secca e una discarica abusiva hanno preso fuoco. Le fiamme hanno lambito le abitazioni della Cooperativa Andromeda II ma non ci sono state ripercussioni per i residenti e le case. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme.  -

DUE INCARICHI OGNI TRE GIORNI. ECCO TUTTI GLI AVVOCATI DELL'IRDAP.

Martedì 30 Luglio 2013 - 06:00
Fonte: www.livesicilia.it

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un centinaio di incarichi legali in circa sei mesi sono stati conferiti dal commissario straordinario Cicero (una decina dal direttore generale). Tra questi, nomi noti. Eccoli tutti. Ma sul sito dell'ente mancano curricula e compensi. Una dimenticanza che potrebbe rendere nulle quelle consulenze. 
 
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PALERMO - Secondo l'assessore alle Attività produttive Linda Vancheri, la notizia riguardante le 97 consulenze affidate in sei mesi all'Irsap e raccontata da Live Sicilia sarebbe “falsa”. E in parte ha ragione. Le consulenze sono di più, in effetti, visto che a quelle frutto di determine del commissario straordinario Alfonso Cicero, che abbiamo descritto in quell'articolo (LEGGI), andrebbero aggiunte quelle volute dal direttore generale dell'ente, Francesco Barbera. Un esterno, che, per conto dell'ente che ha inglobato le undici Asi siciliane ha scelto di affidare una decina di incarichi esterni ad avvocati siciliani. Insomma, le consulenze, in appena sei mesi, sono più di cento. Quasi venti al mese. Due ogni tre giorni. Incarichi ad esterni dei quali, però, l'Irsap non pubblica l'importo. Rendendoli, di fatto, “privi di efficacia”. La pubblicazione dell'importo, infatti, si legge anche in una circolare del presidente Crocetta è "condizione per la liquidazione dei relativi compensi".

E tra quegli incarichi, un ristretto gruppo di professionisti gioca la parte del leone. Il “re” degli incarichi all'Irsap è l'avvocato Nicola Piazza. Nove le consulenze affidate da Cicero all'ex presidente di Sviluppo Italia, due quelle del direttore generale Barbera. A ruota segue l'avvocato catanese Antonella Baiunco: 8 incarichi in otto mesi dal commissario. Alle media di un incarico al mese da gennaio a oggi, invece, si sono fermati gli avvocati Annalisa Petitto e Massimiliano Marinelli: sei le collaborazioni. Antonino Gambino è stato chiamato cinque volte, mentre a quota quattro si fermano, oltre all'avvocato Rossano Foti, anche due nomi non di certo sconosciuti. Andrea Ciulla, infatti, è consulente dell'assessore Linda Vancheri, e lo sarà almeno fino alla fine dell'anno. Non certo una novità per lui, che della Vancheri era stato collega-consulente, ma per l'assessore Venturi, allora nel governo Lombardo.

Stefano Polizzotto, invece, è stato il capo della segreteria tecnica di Rosario Crocetta fino a poche settimane fa, quando ha deciso di dimettersi. Dimissioni coincise anche con la pubblicazione di notizie riguardanti i numerosi incarichi legali del professionista. “Torno a fare il mio lavoro”, disse allora. Per poi, in realtà, essere richiamato come consulente del governatore. Durante quell'esperienza a capo dell'ufficio di staff di Crocetta, come detto, Polizzotto è stato chiamato quattro volte a fornire la sua professionalità all'Irsap.

Sono una quarantina in tutti i legali che si sono divisi la torta delle consulenze nell'ente regionale. Tutti i nomi potere trovarli qui. Tra questi, spicca il nome di Alfredo Galasso, a lungo indicato come uno dei “papabili” al ruolo di assessore tecnico della giunta Crocetta. Per lui, tre incarichi all'Irsap. Ma in alcuni casi, le consulenze soffrono anche un po' di... schizofrenia. Succede infatti, che negli stessi giorni, lo stesso avvocato sia impegnato a difendere l'Irsap, e a difendere chi fa ricorso contro l'Irsap. Andrea Scuderi, il 24 aprile scorso viene chiamato per difendere l'ente in un ricorso presentato al Tar da un gruppo di associazione di artigiani. Il 30 aprile, però, lo stesso Scuderi perde una causa proprio contro... l'Irsap. Aveva difeso, infatti, di fronte alla Procura della Corte dei conti, l'ex direttore generale dell'Asi di Catania Raffaele Gulino, accusato di aver promosso a dirigente, in maniera illegittima, un dipendente dell'Asi sprovvisto di laurea. Insomma, Scuderi da una parte, e l'Irsap dall'altra. Sarà l'ente ad avere la meglio, ottenendo la restituzione di 120 mila euro. Una sconfitta solo “a metà”, in fondo, visto che Scuderi, già da una settimana stava fornendo la sua collaborazione professionale proprio all'Irsap. Paradossi.

Ma sia la consulenza di Scuderi, sia tutte le altre, rischiano di risultare nulle. Nonostante, infatti, l'Irsap, persino nel proprio Statuto, pubblicato pur non essendo ancora stato formato un cda, sottolinei come “l'alta vigilanza in tema di trasparenza e legalità”, siano, insieme ad altri, principi “fondamentali cui si uniforma l'attività dell'IRsap”, ecco che proprio in tema di consulenze, l'ente dimentica di essere del tutto trasparente. Rischiando di rendere quelle nomine illegittime.

L'Irsap, infatti, in quanto ente pubblico non economico, è soggetto alle norme sulla trasparenza. La più recente delle quali è quella contenuta nel decreto legislativo numero 33 del 14 marzo 2013: “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. Un decreto, del resto, richiamato dallo stesso presidente della Regione Crocetta, attraverso una nota pubblicata anche nella sezione del sito della Regione che riguarda proprio gli incarichi di consulenza. “Si raccomanda – scrive Crocetta – la puntuale e scrupolosa osservanza della presente, considerata la rilevanza che il decreto legislativo ascrive alle predtte disposizioni, sia in termini di 'trasparenza' che di 'condizioni di efficacia' per il pagamento di compensi a soggetti 'esterni' alla pubblica amministrazione”.

E l'ultimo passaggio è quello che potrebbe condurre alle maggiori conseguenze. Il rispetto delle norme sulla trasparenza, infatti, è la condizione necessaria affinché quel determinato incarico sia del tutto valido. Che possa, insomma, essere liquidata la parcella all'avvocato.

Quali sono, allora, i criteri da rispettare per essere “in regola e trasparenti”? Si trovano tutti all'articolo 15 del decreto: “Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza”. La pubblica amministrazione, insomma, è obbligata a pubblicare sul proprio sito, e con evidenza e facilità di accesso, “gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico; il curriculum vitae; i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attivita' professionali; i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato”.

Molti di questi obblighi sono stati aggirati dall'Irsap, che sul sito Internet si è limitata a pubblicare il motivo della controversia e in molti casi (nemmeno in tutti) il destinatario dell'incarico (in una decina di casi, infatti, non appare nemmeno il nome del legale incaricato). Non c'è traccia, insomma, né di curriculum vitae né tantomeno del compenso. “In caso di omessa pubblicazione di quanto previsto – si legge nel decreto - il pagamento del corrispettivo determina la responsabilità del dirigente che l'ha disposto, accertata all'esito del procedimento disciplinare, e comporta il pagamento di una sanzione pari alla somma corrisposta, fatto salvo il risarcimento del danno del destinatario”. Il rischio, insomma, è che alla fine gli avvocati costino persino il doppio.

"Tutto falso", ha tagliato corto l'assessore alle Attività produttive, che ha aggiunto di "non essere tenuta a dare spiegazioni" al nostro giornale. Il commissario Cicero, invece, ha formalmente chiesto di non essere più contattato da Live Sicilia. In caso contrario, ha fatto sapere, "si rivolgerà all'autorità giudiziaria". In quel caso, servirà un avvocato. -
Ultima modifica: 30 Luglio ore 10:28

PAPA : NO AD OGNI LOBBY, NON GIUDICO I GAY.

ANSA.it > Politica > News.
 
Il Pontefice parla del caso Ior:  riforma necessaria, dovrà basarsi su criteri di trasparenza e onestà.
 
30 luglio, 00:44
 
Papa: no ad ogni lobby, non giudico i gay
Papa Francesco.

ROMA - La lobby gay non va bene, perché non vanno bene le lobby. Circa i gay ''io non giudico, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?''. ''Non ho trovato carte d'identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby''.Lo ha detto il Papa in volo da Rio a Roma.

Essere gay, ha aggiunto il Papa ''è una tendenza, il problema è la lobby, la lobby non va bene, quella gay, quella politica, quella massonica. E la ringrazio tanto per avermi fatto questa domanda'', ha concluso. La domanda riguardava mons. Ricca e la lobby gay.

Ior, abbiamo monsignore in galera, e fa molto male - ''Abbiamo questo monsignore che è andato in galera - ha detto il Papa in aereo parlando della Curia alludendo a mons. Nunzio Scarano, arrestato per ipotesi di reato che coinvolgono anche l'uso dei conti presso lo Ior - pensate che sia andato in galera perché somigliava alla beata Imelda? E' uno scandalo, una cosa che fa male''.

''Nei confronti di mons. Ricca ho fatto quello che il diritto canonico dice di fare: ho fatto la 'investigatio previa' e in questa non c'è niente di ciò di cui lo accusano, non abbiamo trovato niente''. Lo ha detto il Papa in volo da Rio sul direttore di S.Marta da lui nominato prelato dello Ior e accusato dalla stampa di comportamenti immorali.

''In generale - ha aggiunto - vedo che tante volte nella chiesa si va a caccia dei peccati di se un prete ha fatto un peccato, il Signore perdona, il Signore dimentica, e questo è importante, il Signore dimentica, se noi non dimentichiamo, corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi di noi. San Pietro ha fatto uno dei peggiori peccati, rinnegare Cristo, e con questo lo hanno fatto Papa. Questo in generale, ma in particolare su avermi fatto questa domanda'', ha detto papa Francesco dopo aver parlato anche della cosiddetta lobby gay.

Non sa ancora quale forma avrà lo Ior ma comunque dovrà basarsi su ''trasparenza e onestà'', intanto si fida del lavoro della commissione che sta studiando il problema. Lo ha detto il Papa in volo da Rio a Roma rispondendo a domande dei giornalisti. Ha anche precisato che voleva affrontare la ''questione economica'' della riforma della curia il prossimo anno, ma poi ''le cose che sapete sono accadute'' lo hanno indotto a procedere subito.

In mia valigia non c'è chiave bomba atomica  - ''Non c'era la chiave della bomba atomica''. Così ha risposto il papa circa il contenuto della valigia che si è portato da solo sull'aereo. ''L'ho portata perché lo faccio sempre - ha detto in volo da Rio a Roma - faccio cosi' quando viaggio, c'è il rasoio, il breviario, l'agenda, un libro da leggere, era su santa Teresina".

"L'ho sempre portata - ha ribadito il Papa parlando della sua borsa di cuoio nera - è normale, dobbiamo essere normali è un po' strano quello che mi chiede: è normale, dobbiamo abituarci alla normalità della vita''. ''Questo aereo - ha detto in risposta a un'altra domanda - non ha allestimenti speciali, c'è una bella poltrona, ma comune, una poltrona comune, ho fatto una chiamata telefonica per dire che non volevo allestimenti speciali''.  (ANSA)

lunedì 29 luglio 2013

FIAT : CROCETTA, AUTO MED A TERMINI IMERESE.

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

Per governatore si potrebbe produrre e vendere in Medio Oriente.
 
29 luglio, 13:13

Fiat:Crocetta,auto Med a Termini Imerese 
 
(ANSA) - PALERMO, 29 LUG - ''Lo stabilimento della Fiat di Termini Imerese e' chiuso, ma e' in ottime condizioni. Perche' la Fiat non pensa di produrre e vendere nei paesi dei Medioriente? Perche' a Termini Imerese non facciamo una macchina del Mediterraneo?''. Lo ha detto il governatore della Sicilia Rosario Crocetta durante l'incontro tra i rappresentanti dei governi di Italia e Libia, in corso a Palazzo D'Orleans a Palermo.  (ANSA)

"CHINNICI HA DATO TUTTO PER IL PAESE".

Pubblicato: 29/07/2013  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.

Il ministro della Giustizia Cancellieri a Palermo per il trentesimo anniversario dell'uccisione del magistrato: "La sua morte ha segnato un momento importante, ma soprattutto ha lasciato un modo di contrastare la mafia che è molto utile".
 
PALERMO - Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha deposto una corona di fiori in via Pipitone Federico, a Palermo, dove nel 1983 fu ucciso il magistrato Rocco Chinnici, assieme ai carabinieri Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta e al portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. Alla cerimonia hanno partecipato anche il questore Nicola Zito, il procuratore di Palermo Francesco Messineo, il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, il presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli. Presente anche il ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D'Alia.

"È un ricordo di una persona che ha sacrificato la propria vita coscientemente perché sapeva il rischio a cui andava incontro e aveva chiarissimo il tipo di pericolo a cui si esponeva - ha detto la Cancellieri -. Però è un uomo che ha dato tutto se stesso per il Paese, ma non lo ha fatto invano. La sua morte ha segnato un momento importante, ma soprattutto ha lasciato un modo di contrastare la mafia che è molto utile, quindi ricordiamo un eroe perché tale è. Non appena gli era possibile incontrava i giovani per sensibilizzarne le coscienze. Anche per questo fu così temuto dalla mafia". -

Irpef, Crocetta si arrende all'aumento.


Poi dice: "Nessun ripensamento".

Lunedì 29 Luglio 2013 - 12:02




Il presidente della Regione: "Ci siamo resi conto che non c'è scelta. L'aumento dell'Irpef rimane. Il rischio, infatti, sarebbe stato quello di non poter erogare circa un miliardo alle imprese". I democratici restano contrari e domani incontreranno Bianchi.

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Il governatore, Rosario Crocetta.
 
PALERMO - Inversione a "U". Il presidente della Regione Rosario Crocetta completa la sua manovra pericolosa sulla strada che porta all'aumento dell'Irpef. Aumento prima deciso in giunta e annunciato pubblicamente. Poi, smentito poche ore dopo, con tanto di protesta dell'assessore Bianchi che aveva persino messo in discussione, in caso di annullamento del disegno di legge approvato poche ore prima dall'esecutivo, la sua posizione nel governo. Oggi, come detto, la manovra si completa col ritorno al principio: "Abbiamo portato avanti nelle scorse giornate - spiega Crocetta ci cronisti, a margine della conferenza stampa con le autorità libiche e col ministro D'Alia - fitti colloqui col ministero. Alla fine, ci siamo resi conto che non c'è scelta. L'aumento dell'Irpef rimane. Il rischio, infatti, sarebbe stato quello di non poter erogare circa un miliardo alle imprese. Quei soldi serviranno a questo. Mi auguro - aggiunge Crocetta - che si possa trattare di una misura temporanea, che possa essere ridotta o eliminata in seguito alle risultanze del tavolo sul piano di rientro della Sanità, che potrebbe portare nuove entrate per le casse della Regione".

"Il governo - ha aggiunto il governatore - non ci fornisce alcuna alternativa. Incrementare l'addizionale è una scelta del governo nazionale, non di quello regionale e mi
pare molto difficile che il governo nazionale cambi impostazione su questo. Ne ho parlato stamattina con il sottosegretario Fassina, la tesi della segreteria generale dello Stato è che i trasferimenti alle Regioni sono trasferimenti incerti e quindi non può passare una manovra finanziaria su un dato incerto, quindi non vediamo alternativa, rispetto a questo''. ''Decidano le forze economiche - ha aggiunto - Non possiamo permetterci di rifiutare un miliardo di euro cash, che producono dei risultati enormi nell'economia siciliana''.

Il presidente della Regione, poi, ha affrontato il tema del futuro dei lavoratori degli stabilimenti ex Fiat: " ''La Fiat - ha detto Crocetta - ha liquidato molto velocemente la vicenda di Termini Imerese, dicendo che non c'erano le condizioni sociali in Sicilia per fare accordi sindacali avanzati. Ne ho parlato coi sindacati e sono pronti a fare contratti diversi, con la flessibilità del lavoro e legati alla necessità economica del momento Fiat che si vive in Sicilia. Ho visto molta apertura da parte dei sindacati e dei lavoratori e a questo punto il re è nudo. La Fiat - ha sottolineato il governatore - deve dirci se di fronte al fatto che si possono trovare investitori in Sicilia, che c'è un governo regionale che sostiene il progetto, che ci sono dei sindacati disposti ad accordi avanzati, tutto ciò che diceva Marchionne può trovare realizzazione in Sicilia, in modo inedito persino in Italia. Non capiamo se questo modello Marchionne è vero oppure è un modello per scapparsene dall'Italia''. Poi il governatore ha detto: ''Per me la Fiat è un interlocutore. Lanciamo anzi una sfida a Marchionne: vuoi fare il Modello Marchionne? Bene in Sicilia lo puoi fare. Se non lo vuoi fare allora è pretestuoso. Abbiamo già fatto a Fiat questa  proposta, in questi giorni li incontrerò''.

In mattinata, la presidenza della Regione Siciliana ha ospitato il tavolo di confronto ''Costruire la democrazia: le sfide della Pubblica amministrazione'', alla presenza del Ministro del lavoro libico, Muhammed Elfituri Ahmed Swelem, su invito del ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D'Alia. Nel pomeriggio Crocetta e i vertici dell'Eni annunceranno un piano di investimento denominato "progetto Gela, una nuova  Raffineria". L'investimento, per un ammontare di circa 700 milioni di euro,  vuole superare le debolezze strutturali del sito, con un adeguamento e un  potenziamento degli impianti al fine di migliorare la tutela dell'ambiente e  della sicurezza.

IL COMUNICATO: "SULL'IRPEF NESSUNA MARCIA INDIETRO"
“In merito alle notizie diffuse dalla alcune agenzie di stampa secondo cui il governo avrebbe fatto marcia indietro sulla contrarietà all'aumento dell'Irpef per il finanziamento del decreto di pagamento delle imprese, voglio precisare che questa notizia è totalmente infondata. Nel corso della conferenza stampa ho detto che la ragioneria generale dello Stato ha rifiutato la proposta della Regione Siciliana di riduzione dei trasferimenti dello Stato a favore della medesima e che tale ragioneria ritiene più adatta la misura dell'irpef. Il Parlamento regionale in atto non può che trovarsi di fronte a una decisione: dover scegliere tra incremento dell'irpef o pagamento alle imprese. Per quel che mi riguarda continuo a trovare insieme all'assessore all'Economia, completamente assurda la misura di implementazione Irpef, per cui, il fatto che il nostro ddl permanga nei termini in cui è stato presentato non vuol dire affatto che abbiamo rinunciato alla speranza di modificarlo, tant'è che proprio mercoledì prossimo, insieme all'assessore all'Economia e al segretario regionale del PD, incontrerò il sottosegretario Fassina, per tentare di trovare una soluzione alternativa all'aumento dell'addizionale irpef. Trovo assurdo, infatti, aumentare l'Irpef in questa fase di grande difficoltà economica, in una regione a cui è stato già imposto di aumentare al massimo tale tassazione. Il ddl presentato è tecnicamente quasi obbligatorio, la permanenza di tale proposta legislativa non vuol dire, affatto, che il governo regionale la guardi con entusiasmo. Tale misura ci viene chiesta dal Governo nazionale e noi cercheremo di cambiarla fino in fondo. Valuteremo assieme a Bianchi e ai gruppi parlamentari, tutte le soluzioni possibili per evitare l'incremento dell'Irpef”.

Il Presidente della Regione Siciliana
Rosario Crocetta
Fonte: www.livesicilia.it