sabato 31 maggio 2014

PALERMO : LE INTIMIDAZIONI E LE ESTORSIONI AL POLICLINICO .

La Rocca: "Una guerra che ho combattuto da solo. 




Sabato 31 Maggio 2014 - 06:00


 

Dopo gli arresti di Marco Tuzzolino e Dario Anzalone della Euroservices srl, parla l'ex direttore generale del Policlinico che fece partire l'inchiesta sulle inadempienze della ditta di pulizie calabrese a cui fu sospeso il contratto.

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Mario La Rocca e un frame del video dell'aggressione.
 
PALERMO - Un inferno iniziato nel 2009, anno del suo insediamento presso il Policlinico universitario del capoluogo siciliano. Una "guerra", come la definisce Mario La Rocca, ex direttore generale della struttura ospedaliera, iniziata quasi subito "con strascichi che perdurano ancora". Gli arresti di Marco Tuzzolino, referente in Sicilia per la ditta calabrese di pulizie "Euroservices srl" e di Dario Anzalone uno dei dipendenti dell'azienda di Lamezia Terme, accusati di interruzione di pubblico servizio ed estorsione, sono soltanto uno degli aspetti che l'ex manager della struttura sanitaria affronta.

"Si è trattato di un percorso duro, complesso, che si è snodato tra pesanti pressioni psicologiche, intimidazioni ed anche alcune delusioni", dice. Anzitutto, sono deluso da chi mi ha lasciato da solo. Come ho già detto, il mio atteggiamento è sempre stato frutto della correttezza con cui sono abituato a lavorare, che dovrebbe essere la normalità. A Palermo, invece, tutto questo era diventato un'eccezione".

"Per ciò che concerne la vicenda del servizio di pulizia - precisa La Rocca - erano emerse troppe irregolarità e non era rimasto altro da fare che accertare tutte le inadempienze che erano già evidenti e denunciare gli illeciti che via via andavano emergendo. L'ho fatto subito dopo che mi sono reso conto che era impossibile andare avanti. D'altronde si cominciava a sussurrare anche delle pressioni subite dai dipendenti per cambiare sindacato. Dalla Fisascat Cisl venivano costretti a passare ad Asia per essere meglio controllati, mentre i servizi di pulizia non effettuati mettevano nel frattempo a rischio diversi reparti dell'ospedale".

Ma in base a quanto racconta l'ex manager del Policlinico, c'erano già stati dei precedenti. "Anche prima della aggressione in aula Ascoli da parte dei dipendenti dell’Euroservices più volte era già stato necessario ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine di fronte alla pressione coercitiva di soggetti che a vario titolo pretendevano di estorcere all’azienda provvedimenti a loro favore", spiega.


"Si erano verificate le proteste dei portieri del bacino Asu - sottolinea - che pretendevano un rinnovo quinquennale dei contratti in carenza di previsione normative". La Rocca  ricorda anche un altro assalto ai locali della direzione generale da parte degli degli addetti alla pulizia: "un giorno mi aspettarono lungo il viale principale dell'ospedale costringendomi ad abbandonare gli uffici". Una situazione, quella trovata dalla data del suo insediamento tesa quindi per la presenza di numerose questioni sindacali irrisolte da anni, e non soltanto per l'atmosfera creata dai dipendenti dell'Euroservices srl, che per scongiurare la rescissione del contratto avrebbero dato vita ad una serie di attacchi e intimidazioni al culmine delle quali fu anche appiccato un incendio ad un container.

"Subito dopo l'aggressione fisica - prosegue La Rocca - ricevetti la vicinanza dell'Ateneo nella persona del rettore Roberto Lagalla. In quei giorni, mi furono solidali anche Addiopizzo e i sindacati Cisl, CGIL e lo Snals, ma non la Uil che diffuse un comunicato stampa contro le sigle sindacali che mostrarono il sostegno nei miei confronti. In realtà si aggiunse al ristretto coro della solidarietà anche l’ex assessore alla Sanità Massimo Russo, ma in concreto mi fece mancare l’appoggio di cui ritengo avessi diritto alla luce della correttezza ed efficacia della mia azione amministrativa, provvedendo anzi a commissionare all’Agenas una valutazione dei manager attraverso una procedura anomala e non prevista dalla legge almeno non nelle modalità in cui fu svolta.  Procedimento valutativo grazie al quale ebbe la possibilità di bollare con marchio di incapacità i manager a lui non graditi tra cui il sottoscritto. La valutazione negativa intervenne nonostante l’impegno profuso nel cercare di migliorare le condizioni dell’ospedale strutturalmente obsoleto , a partire dal reparto di Oncologia".

"Nonostante i problemi - spiega - ho continuato a cercare rendere la struttura più fruibile ai pazienti, che al momento del mio insediamento erano costretti ad effettuare la chemioterapia negli scantinati. Il reparto fu realizzato da zero e fu presentato dall’assessorato come esempio di eccellenza  al forum nazionale della sanità di Arezzo per la sua efficienza e qualità. Nel frattempo - sottolinea – ero anche riuscito a limitare gli sprechi nel settore delle analisi diagnostiche riducendo il numero dei laboratori da trentacinque a cinque, creandone poi uno centralizzato dedicato alla ricerca avanzata. Dal punto di vista amministrativo ricordo di avere posto le basi per una vicenda che solo adesso si sta concludendo con una transazione tra l'azienda e l'Ateneo, relativa ad un credito di quasi 45 milioni finalmente riconosciuto al Policlinico. Per non parlare della gestione del personale, settore in cui furono stabilizzati in quegli anni circa 270 infermieri professionali e furono poste le basi per la corretta gestione delle graduatorie del personale a tempo determinato. Fu messo anche ordine nel settore dell’intramoenia".

L'ex dg del Policlinico si sofferma poi su quello che definisce il "fiore all'occhiello" di quegli anni. "Si tratta della riapertura del  reparto di Cardiochirurgia, avvenuta dopo la sua chiusura dovuta alla rescissione del contratto di Global service con una ditta che in cambio di 40 milioni di euro avrebbe dovuto consentire per 7 anni la perfetta funzionalità del reparto e che puntava esclusivamente al proprio profitto a scapito dei livelli minimi di resa del servizio".

"Insomma - precisa - mi aspettavo un diverso riconoscimento del lavoro svolto, ma sono comunque assolutamente soddisfatto del lavoro svolto e tornando indietro prenderei le stesse decisioni, anche quelle più scomode. Mi rendo conto - conclude - che queste scelte hanno penalizzato la mia carriera, ma non la mia autostima e la considerazione delle tante persone serie con cui ho proficuamente lavorato in quegli anni". -

SCOUT WILLIS.



Pubblicato: 31/05/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia.

Catania, appalti truccati 

al Comune, chiesto giudizio 

per la Li Destri.

L'ex direttore del settore "Ecologia e ambiente" avrebbe alterato documenti necessari per partecipare a una gara sui mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti. L'amministrazione l'aveva licenziata nei mesi scorsi.

 

CATANIA - La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per il funzionario del Comune etneo Annamaria Li Destri (licenziata in tronco dall'amministrazione comunale nei mesi scorsi) per i reati di truffa aggravata, falso ideologico, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, connessi all’assegnazione dell’appalto per la manutenzione dei mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti.

Dalle attività investigative svolte dal Nucleo polizia tributaria di Catania sono emersi elementi che consentono di ritenere che la dott.ssa Li Destri, nella sua qualità di direttore della Direzione ecologia e ambiente del Comune di Catania e in concorso con l’amministratore della "Puntesi Diesel Service S.r.l." (poi deceduto), abbia indotto in errore gli altri componenti della commissione di gara, aggiudicando indebitamente alla citata società i servizi di riparazione e manuntenzione dei veicoli della nettezza urbana, con riguardo al triennio 2010/2013, per un importo di circa 4 milioni e mezzo di euro.

In particolare, la Li Destri ha concorso ad alterare diversi documenti necessari alla partecipazione della gara d’appalto, quali, fra gli altri, un atto pubblico contenente una relazione di stima che attestava falsamente la sussistenza del requisito del volume d’affari previsto dal bando di gara.

Si sono acquisiti elementi anche in relazione alla turbativa della gara bandita dal Comune di Catania per il triennio 2014-2017 determinata dalla illecita collusione tra il titolare della "Puntesi Diesel Service S.r.l." e la Li Destri. Si contesta, infatti, al funzionario comunale di aver dapprima concordato con l’amministratore della "Puntesi Diesel Service S.r.l." e poi previsto nel bando di gara, a pena di esclusione, requisiti illegittimamente restrittivi (tra l’altro, di aver già effettuato pregressa attività di manutenzione di mezzi destinati alla raccolta Rsu per un importo contrattuale di almeno 1,5 milioni di euro, nonché quella di possedere attrezzature specialistiche), adottati in violazione dell’art. 2 del codice degli appalti e finalizzati esclusivamente a consentire la partecipazione alla gara ad un’unica ditta riconducibile, ovviamente, alla Puntese Diesel. -
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FATTA  LA  LEGGE,  TROVATO  L'INGANNO.
 
TALVOLTA  L'INGANNO  E'  PREVISTO  NELLA  LEGGE.
 
SPESSO  RISIEDE  NELLA  DISONESTA'  DI  CHI  APPLICA  LA  LEGGE.  -
 
Antonio Amodeo.
Pubblicato: 31/05/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia.

Spese pazze all'Ars, 

nel conto bollette, salami 

e 43 chili di cassata.

L'inchiesta della finanza coinvolgerebbe 97 persone, tra ex e attuali deputati regionali, accusati di peculato. Cracolici: "Falso scoop, tutto chiarito davanti ai magistrati".

 

PALERMO - Casse dei gruppi parlamentari dell'Assemblea siciliana usate come bancomat da alcuni deputati regionali che prelevavano i soldi pubblici per pagare le proprie bollette dell'Enel, la Tarsu e il canone Rai, per fare la spesa in macelleria e dal salumiere, per comprare fino a 43 Kg di cassate, per finanziare feste come il musical su Pinocchio a Pettineo (Pa) costato 1.500 euro al Pd e aziende private come "Marlin club" che ricevette 2 mila euro dal gruppo Aps per partecipare al campionato italiano di pesca a traino a Imperia.

Sono solo alcune delle "spese pazze" finite nel rapporto di 1.279 pagine della Guardia di finanza, come scrive la Repubblica di Palermo. Le Fiamme gialle hanno indagato, coordinate dalla Procura di Palermo, sull'utilizzo dei fondi pubblici dell'Ars assegnati ai gruppi parlamentari nella scorsa legislatura.

L'inchiesta coinvolge 97 persone, tra ex e attuali deputati regionali, accusati di peculato. I magistrati nei mesi scorsi hanno ascoltato i 14 ex capigruppo. Nel caso dell'ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, al quale cui viene contestata anche una ricevuta di 15 euro per l'acquisto di mimose, le somme prese dalla cassa del gruppo sono poi state restituite.

"Evidentemente in questo periodo le campagne contro i politici vanno di moda, a prescindere da eventuali reati commessi. Oggi, infatti, ci troviamo di fronte ad un 'falso scoop' di Repubblica in merito all'indagine sulle spese all'Ars: viene tirato fuori un rapporto vecchio di sei mesi, e si fa il titolo su alcune spese che non sono mai neppure state contestate dal magistrato che mi ha già ascoltato. Così, dopo le cialde e l'acqua minerale, ecco che arriva la bistecca: a proposito: non ho la più pallida idea di cosa si stia parlando" replica Cracolici.

Il parlamentare spiega che "alcune spese attribuite al sottoscritto sono personali, effettuate attraverso l'indennità che allora percepivo nella veste di capogruppo; insomma, non ho usato i fondi del gruppo, ma la mia indennità personale, dunque i miei soldi".

"Ho già risposto ai magistrati in merito alla modalità di funzionamento del gruppo Pd della scorsa legislatura, improntata alla massima trasparenza e alla massima economicità: non a caso al termine del mio mandato da capogruppo ho lasciato oltre 800.000 euro di risparmi a chi è venuto dopo di me - aggiunge - Non mi sono mai avvalso della facoltà di non rispondere in questa fase ancora preliminare dell'inchiesta, proprio perché non ho nulla da nascondere".

Inoltre, aggiunge che "altre spese alle quali si fa riferimento non sono neppure state prese in considerazione dal magistrato che mi ha ascoltato in Procura lo scorso febbraio, ed al quale ho risposto in relazione a tutti i punti che mi sono stati sollevati". "È inaccettabile che, con tanta leggerezza, si tenti di infangare la mia storia personale, fatta di onorabilità e rigore", conclude Cracolici.
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NELLA  MENTE  MALATA  DI  MOLTI  AMMINISTRATORI  E  PUBBLICI  DIPENDENTI,  ANCHE  LOCALI,  SI  E'  CONSOLIDATA  LA  FALSA  IDEA CHE  I  SOLDI  AMMINISTRATI,  PROVENIENTI  DALLE  "SALATISSIME" TASSE  CHE  I  CONTRIBUENTI  PAGANO, SIANO  "LORO  SOLDI".
ANCHE  LE  INDENNITA'  PERCEPITE  DAI  CAPI  GRUPPO  SONO "NOSTRI  SOLDI". VANNO SPESI  PER  SERVIRCI  MEGLIO.
GIAMMAI  PER  PROCURARSI  BENEFICI  DI  QUALSIASI  NATURA  E/O  VOTI.  -
Antonio Amodeo

Pubblicato: 31/05/2014  -  lasiciliaweb›› Politica.

Vitalizi d'oro ai condannati.

Ira M5s: "Stato complice 

del sistema".

Interpellanza del deputato Nuti alla Camera dopo il caso Cuffaro: "Il governo nazionale non vuole sapere nemmeno chi sono i soggetti che godono del beneficio".

 

CATANIA - "Governo nazionale complice del sistema mafioso". E’ durissima la replica del presidente del gruppo parlamentare alla Camera del Movimento 5 Stelle all’interpellanza urgente che questi ha rivolto ieri al governo sulla questione vitalizi d’oro.

Il deputato voleva sapere dal governo chi sono i soggetti condannati per reati di mafia che attualmente beneficiano del vitalizio e se fosse intenzione del governo fare qualcosa per bloccare queste erogazioni, modificando l’attuale normativa (la legge del 7 dicembre 2012) che prevede che le Regioni sospendano l’erogazione dei vitalizi solo per coloro che sono stati condannati in via definitiva per delitti contro la pubblica amministrazione.

"La risposta che ci è stata data – afferma Nuti – è a dir poco vergognosa. Lo Stato non conoscerebbe chi sono questi soggetti perché ad erogare i vitalizi sono le Regioni, come se non bastasse chiederlo per scoprilo. Basterebbe poi incrociare questi dati con quelli del ministero della Giustizia per capire chi, tra i beneficiari, è stato condannato anche per mafia. La verità è che il governo in questa direzione non vuole fare assolutamente nulla".

"Del resto ce lo ha anche detto, visto che alla nostra domanda se avesse intenzione di modificare la normativa vigente, inserendo nella cause di esclusione del vitalizio i condannati per reati di mafia, ha risposto che la cosa è all’attenzione del governo. Un modo poco elegante per non dire nulla, quando avrebbe dovuto, per chiarezza, esprimersi soltanto con un semplice si o no".

Lo stop ai vitalizi per i condannati di mafia non ha avuto migliore fortuna anche all’Ars. A sala d’Ercole, giovedì scorso, un emendamento del Movimento 5 Stelle, che mirava a bloccare queste erogazioni, è stato bocciato a larghissima maggioranza. La questione era arrivata in aula preceduta dalle polemiche che erano seguite alla notizia dell’erogazione del vitalizio all’ex presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. Per stoppare i vitalizi per i condannati per mafia il Movimento 5 stelle ha presentato alla Camera anche un disegno di legge (che estende l’esclusione dal vitalizio ai condannati per reati di mafia) e una risoluzione in commissione.  -
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"Il Governo non vuole sapere.......
... NON  VOGLIONO SAPERLO NEPPURE QUELLI CHE  NON PAGANO TASSE E, PER CONVENIENZA, VOTANO QUESTA "CASTA" DOMINANTE.  -
Antonio Amodeo

OLIVERI : COSA PUO' PUBBLICARE UN BLOG "SPAZZATURA" ? ...... SOLTANTO "MUNNIZZA" !





  1. OGGETTO: Relazione sullo stato di attuazione del programma L.R. 7/92 e 17/2004 2° semestre 2009 e 1° semestre 2010. Valutazioni del gruppo consiliare “Uniti per Oliveri”.


    I sottoscritti consiglieri comunali del gruppo “Uniti per Oliveri”, Salvatore Bertino, Giuseppe Calabrese, Sergio Lembo, Filippo Scardino e Laura Scolaro, ritengono che la relazione specificata in oggetto non corrisponda all’attività espletata dall’Amministrazione Pino, essendo quella effettiva assai inferiore a quella dichiarata.

    L’Amministrazione in carica, infatti, si è limitata all’attività di ordinaria amministrazione, provvedendovi, peraltro, in maniera poco soddisfacente.

    Nella relazione specificata, addirittura, l’ordinaria amministrazione viene inserita quale elemento di vanto e di novità: in materia di pubblica istruzione e cultura, per esempio, si legge che si è provveduto ad assicurare i servizi di trasporto degli alunni e la refezione scolastica per tutto l’anno!!! A tali attività, giustamente, si è sempre provveduto, anche nel corso delle passate amministrazioni, e nessun merito particolare a riguardo è attribuibile all’attuale Sindaco e/o all’assessore al ramo, che hanno semplicemente assolto ad un loro preciso dovere.

    Alle stesse conclusioni si perviene con riferimento all’assistenza domiciliare agli anziani, la quale, ancora, a detta del Sindaco, avrebbe comportato un costo minore. Certe affermazioni dovrebbero essere supportate da dati tecnici, insomma dimostrate con i numeri e non con le parole.

    Il Sindaco, ancora, afferma di aver provveduto ad asfaltare le strade che portano al cimitero ed alle case popolari. Ebbene, con riferimento a detti lavori, eseguiti con un finanziamento richiesto in epoca precedente, e non dagli attuali amministratori, si rendono doverose talune precisazioni.

    Lo scopo del finanziamento era quello di regimentare le acque onde evitare che le stesse, riversandosi a valle, creassero danni agli alloggi popolari ivi siti: ebbene, i lavori eseguiti non sono idonei al fine evidenziato. Non è stato realizzato, infatti, il ciglionetto lato valle che avrebbe impedito lo straripamento delle acque piovane.

    Ancora, la somma risultante dal ribasso d’asta del predetto appalto è stata utilizzata per appaltare altri lavori mediante cottimo: benché l’oggetto del primo appalto e del secondo cottimo sia sulla carta il medesimo (manutenzione straordinaria strada di collegamento con le case popolari ed il cimitero), sono stati effettuati lavori anche su una strada differente, precisamente quella che collega il cimitero alla statale 113, lato IPAR. Ora, fermo restando che il problema principale non è stato risolto (arginare il flusso delle acque piovane), occorrerebbe verificare se era possibile procedere a cottimo utilizzando il ribasso d’asta per eseguire lavori su di un sito vicino a quello interessato dal precedente appalto, ma differente. Occorrerebbe verificare le planimetrie del progetto.

    Non sono stati ancora eseguiti i lavori di rifacimento dei marciapiedi lungo il campo sportivo, laddove si è proceduto al discutibile e maldestro taglio di alberi decennali in perfetta salute.
    segue
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  2. Il Sindaco Pino non ha dato corso all’utilizzo delle somme del ribasso d’asta di via Roma e del centro diurno.


    Evidenziamo, poi, che la presenza degli agenti di Polizia Municipale non è stata assicurata proprio in tutte le occasioni: il Sindaco, infatti, ha impedito al gruppo di opposizione di replicare al proprio comizio del 17.7.2010, una delle tante volte, proprio a causa della impossibilità di disporre di agenti a tutela dell’ordine pubblico.

    Non corrisponde al vero che è stata rivolta particolare attenzione alla manutenzione delle strade, della fognatura e della rete idrica: quasi tutti gli interventi sulle strade, anche quelli finalizzati alla semplice eliminazione di buche, sono stati sollecitati dal gruppo consiliare di opposizione, come dimostrano le note introitate al protocollo comunale; non si è provveduto alla pulizia dei pozzetti delle acque bianche, tutti pieni di terra, circostanza questa che comporta l’allagamento del paese ad ogni acquazzone; non si è provveduto nemmeno alla pulizia della Saia Cannitata e della Saia Castello, il tratto che va dalla S.S. 113 a Santo Pietro. Sul punto, considerate anche le calamità verificatesi negli anni passati, gli scriventi si chiedono anche se il Sindaco, a garanzia della salute e dell’incolumità dei cittadini, ha provveduto ad attivarsi per la predisposizione e/o per l’aggiornamento e adeguamento del piano comunale di protezione civile e misure di mitigazione dei rischi naturali ed antropici.

    A sollecitare l’intervento ed il controllo dell’amministrazione Pino non è stata sufficiente nemmeno una lettera del gruppo “Uniti per Oliveri” spedita anche alla Protezione Civile di Messina, già nel febbraio 2010. Forse il Sindaco era troppo impegnato ad organizzare “feste, balletti e salsicciate”!!!!! Era talmente occupato nell’organizzare manifestazioni ludiche da non accorgersi nemmeno che il finanziamento per la realizzazione dei lavori nella via Gaspare Amodeo era stato ottenuto dall’amministrazione precedente!!

    Si rileva la mancanza di pulizia nelle strade del paese (vedi tra tutte via Giacomo Matteotti, via Papa Giovanni XXIII, via Rosate e via Piersanti Mattarella, zona a monte del cimitero, dove si riscontrano rifiuti di ogni genere).

    L’amministrazione Pino scrive di aver sollevato le sorti del turismo di Oliveri partecipando alla BIT di Milano: nulla di più falso! A parte il fatto che alla predetta BIT il Comune di Oliveri partecipa ormai da anni, stranisce che ci si preoccupi del turismo nel mondo, ma poi non si presenti la domanda per l’inserimento di Oliveri tra i paesi a vocazione turistica.

    Il Sindaco Pino non ha presentato la relativa domanda di inserimento alla regione nei termini di legge, e così, come si legge nel decreto assessoriale del 28.8.2010, pubblicato sulla GURS n. 43 del 1.10.2010, Oliveri non è stato inserito nel piano settoriale dei comuni a vocazione turistica.

    Tale dimenticanza, non solo del Sindaco, ma anche dell’assessore Gullo, competente al ramo, ha arrecato grave pregiudizio agli operatori turistici e commerciali di Oliveri, rimasto fuori anche dai finanziamenti europei. Si rileva comunque che il decreto di cui sopra è stato revocato e, pertanto, si invitano il Sindaco e l’assessore, questa volta, a non distrarsi con inutili festeggiamenti ed a non dimenticare scadenze così importanti!!
    RispondiElimina
  3. Forse per colpa delle stesse distrazioni il Comune di Oliveri non ha aderito alla conferenza relativa alla cultura messinese che si svolgerà il 27.11.2010 a Sant’Angelo di Brolo!! Forse una salsicciata avrebbe destato più interesse nei nostri amministratori!!


    Non è vero che il campo di calcetto è stato reso fruibile a tutti mediante gestione diretta del Comune, o meglio, ancora oggi, nonostante ripetute note introitate dagli scriventi al protocollo comunale, non si sa chi detiene le relative chiavi e, soprattutto, non è dato sapere a quanto ammontano gli incassi e chi li riceve; la richiesta di copia delle relative fatture avanzata dagli scriventi è rimasta inevasa!!! È così complicato fornire ai consiglieri comunali le informazioni di cui necessitano per l’espletamento del mandato!??!


    Un disastro si è rivelata anche la gestione dell’emergenza ATO: non solo nell’ambito della circoscrizione territoriale l’Amministrazione Pino è stata l’unica o quasi ad aumentare le tariffe, come evidenziato dal gruppo di opposizione con precedenti atti pubblici, ma addirittura la stessa amministrazione Pino ha autorizzato in favore dell’A.T.O. un’anticipazione di cassa pari ad € 225.461,00: la Regione, dai fondi che dovrà assegnare al Comune di Oliveri, si tratterrà per l’anno 2010, nonché per gli anni futuri, una somma pari ad € 75.153,00, importo questo ancora nemmeno inserito in bilancio.

    Il Sindaco Pino, ancora, troppo occupato a proporre di assegnare le aree del PIP in maniera illegittima, tanto è vero che dopo mesi di battaglie la delibera è stata revocata, ha dimenticato di inoltrare al competente assessorato la richiesta di finanziamento per l’urbanizzazione dei lotti inseriti nel PIP. Oliveri è rimasto fuori, mentre Comuni viciniori hanno ottenuto i finanziamenti.

    E così anche questo punto del suo programma elettorale, come tutti gli altri, è rimasto inattuato. A proposito di programma, sindaco, attento ai parchi fotovoltaici!!

    In conclusione, dunque, la mala gestione della cosa pubblica da parte del Sindaco Pino è lampante: lo ricorderemo per il taglio degli alberi e per aver blindato la casa comunale, sospendendo e/o eliminando di fatto la democrazia e la trasparenza nell’amministrare la cosa pubblica!!!!
    F.to I Consiglieri Comunali del Gruppo “Uniti Per Oliveri”.  -

    ____________________

    IERI  ERANO  UNITI.

    OGGI   SONO  ANCORA  UNITI ?

    O  SONO - per dirla alla Pappagone  -  

    "SPARPAGLIATI" ?.

    QUESTO  BLOG  VUOLE  ASSUMERE  LA  FUNZIONE  DI  PUBBLICO  STENDITOIO.

    CHIUNQUE  VOLESSE  STENDERE  I  PROPRI  PANNI  -  SPORCHI  O  NITIDI -  PUO'  USARLO  GRATUITAMENTE.

    UN  ANTICO  PROVERBIO  CONSIGLIA  DI  LAVARE  I  PANNI  SPORCHI  IN  FAMIGLIA.
    PERO',  SE  I  PANNI  SONO  "ATTI  E/O  FATTI  PUBBLICI"  E'  DOVEROSO  LAVARLI  IN  UN  PUBBLICO  LAVATOIO  E  STENDERLI  IN  ALTRETTANTO  PUBBLICO  STENDITOIO.

    LA  PRIVACI  DI  MICHILINO  C'ENTRA  COME  I  CAVOLI  A  MERENDA !

    Antonio Amodeo

INTERVISTA A GIANPIERO D'ALIA.

"Non si può fare un rimpasto 

ogni sei mesi.  Il Pd si metta 

d'accordo con se stesso".

Venerdì 30 Maggio 2014 - 20:03


Intervista a Gianpiero D'Alia: "Basta con questo stillicidio di polemiche”. Il centrodestra? "Premiato chi ha cambiato il gruppo dirigente".


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Gianpiero D'Alia
 
PALERMO - “Si può fare un rimpasto ogni sei mesi?”. Gianpiero D'Alia, leader dell'Udc siciliana, invita gli alleati del Pd a evitare richieste “surreali”. E a concentrarsi sulle cose da fare per rilanciare l'azione del governo.

Onorevole D'Alia, partiamo dal vostro risultato alle Europee. Siete soddisfatti per com'è andata in Sicilia?
“La Sicilia ha dato il risultato più alto d'Italia alla lista Ncd-Udc. Il 10 per cento è un risultato positivo e da non sottovalutare”.

Ma non c'era forse la speranza alla vigilia di contendere in Sicilia la leadership dell'area moderata a Forza Italia, che poi ha preso il doppio dei vostri voti?
“C'è un voto di opinione per Berlusconi che in Sicilia è più forte che nel resto d'Italia e nessuno si era fatto illusioni che fosse diversamente. O almeno, io non me ne ero fatte”.

Cosa manca al vostro progetto per ottenere di più rispetto al 4,4 per cento a livello nazionale?
“Gli italiani hanno votato Renzi perché pensano possa rappresentare per il futuro un punto di riferimento. Viene considerato un leader affidabile. E gli elettori hanno premiato quei partiti che si sono rinnovati operando un cambio del gruppo dirigente, come la Lega con Salvini, o Fratelli d'Italia con Meloni. Invece hanno punito forze politiche come i 5 Stelle perché dalla protesta non è passato alla proposta. Anzi, c'è stato un voto di reazione alla follia iconoclasta di Grillo”.

In questo quadro i moderati sono rimasti schiacciati...
“L'area moderata è stata punita perché divisa, senza leadership condivisa e senza progetto per il futuro”.

La leadership condivisa è stata a lungo quella di Silvio Berlusconi.
“Lo è stata fino al 2006. Da allora in poi non più, perché berlusconi ha proposto ricette di governo devastanti. Piangiamo le conseguenze del fatto che non si sia costruito in questi anni un'alternativa. Se Renzi gioca da solo stravince. Bisogna invece costruire una nuova squadra del centrodestra, una missione difficile vista la posizione ondivaga di forza italia che passa dal dialogo con la Lega a quello con i moderati”.

Una leadership nuova in effetti si è proposta, quella di Alfano. Ha raccolto poco più del 4 per cento...
“Alfano si è mosso con generosità. Il risultato della nostra lista è frutto del percorso virtuoso dei due gruppi dirigenti di Udc e Ncd. Ma questa proposta non è stata percepita come risolutiva nel campo dei moderati. È stata premiata con un voto di affetto e di stima senza ulteriore entusiasmo. Ma comunque Alfano non pensava di misurare la sua leadership in questa competzione. Bisogna costruire qualcosa di nuovo”.

Il vostro segretario regionale ha raccolto 35 mila preferenze. Che risultato è?
“Abbiamo dato un contributo alla lista con il segretario Pistorio e con il vicepresidente della regione Valenti: hanno ottenuto numeri importanti e significativi che sottolineano il contributo dato dall'Udc dalla lista”.

E il vostro risultato alle amministrative vi ha soddisfatto?
“Siamo andati bene. A Caltanissetta siamo il primo partito e il motore di questa coalizione con il Pd che ha azzerato i grillini nella terra dove è nato e cresciuto il Movimento 5 Stelle siciliano. Bene anche le liste civiche di ispirazione Udc che ad Acireale sono al ballottaggio con il nostro candidato sindaco. Sono dati significativi che sottolineano la presenza molto forte del partito in Sicilia”.

Come esce da questo voto la coalizione che sostiene il governo regionale?
“Io credo che esca rafforzata. Le forze politiche che sostengono Crocetta hanno preso più voti rispetto alle ultime regionali. Questo voto ci attribuisce una responsabilità in più. Bisogna superare divisioni e polemiche e portare a casa un'agenda di governo. Non possiamo continuare ancora in un dibattito tutto interno ad alcuni partiti. In cui le fibrillazioni continuano, prima, durante e dopo il voto”.

Lei parla di agenda di governo. A cosa si riferisce?
“Parlo di fare cose concrete. Affrontare l'emergenza economica e finanziaria, completare la riforma delle province e delle città metropolitane, programmare l'utilizzo dei fondi strutturali. C'è un calendario di cose importanti da fare su cui tutti dovrebbero concentrarsi, ma questa polemica indebolisce il funzionamento e l'azione del governo”.

Lei pensa che nel Pd qualcuno abbia deciso di staccare spina al governo Crocetta?
“Non sono abituato ad analisi dietrologiche. Il Pd è con noi una delle principali gambe della coalizione, che ha la necessità di garantire stabilità di governo”.

Stabilità? Il segretario del Pd Raciti chiede un nuovo governo...
“Un altro ancora? Abbiamo fatto un rimpasto un po' surreale prima delle Europee. Farne un altro dopo mi sembra ancora più surreale. Il problema è chiarire il rapporto tra le forze politiche e il governo. Se il Pd ritiene che questo governo non debba più andare avanti, convochiamo un vertice di maggioranza. Ma basta con questo stillicidio di polemiche”.

Insomma, lei non è d'accordo con Raciti.
“Il Pd deve mettersi d'accordo con se stesso. Hanno preteso di fare il governo politico prima delle elezioni. Hanno imposto un percorso e una squadra. Hanno intrecciato, sbagliando a mio parere, la formazione del governo con al formazione delle liste per le Europee, e oggi chiedono un altro rimpasto. Qual è la logica di tutto questo? Si può fare un rimpasto ogni sei mesi? Se questo governo no va bene lo si dica e ci si assuma la responsabilità. Non possiamo farci governare dalla irrazionalità. Per la prima volta sono d'accordo con Leanza, che mi pare abbia detto cose di buon senso al riguardo. O forse Leanza è d'accordo con me visto ce queste cose noi le diciamo da tempo”.

Con Ncd ormai avete avviato un percorso comune. Ma in Sicilia voi state al governo, loro all'opposizione. Può funzionare?
“È una situazione che non può andare avanti e che va affrontata. Ho parlato con l'onorevole Cascio e con gli altri amici dell'Ncd di questo. Penso che sia necessario vederci per stabilire insieme un percorso comune. Il nostro è un rapporto non legato solo alla contingenza elettorale”.

Percorso comune significa che Ncd entra in maggioranza?
“Io non credo che sia questo il problema. Bisogna fare scelte in maniera condivisa”.

Con la nascita del Crocetta bis il vostro gruppo si è spaccato a metà. Come va adesso?
“Non mi pare che ci siano più motivi di polemica. Ci vedremo dopo i ballottaggi per fare una riflessione”.

I grillini vi hanno attaccato per il voto sul vitalizio concesso anche ai condannati per reati di mafia. Come commenta?
“Che è una vicenda emblematica del fallimento del Movimento 5 Stelle. È noto a tutti che le norme che regolano questa materia sono di competenza esclusiva dello Stato. Attivare queste iniziative sapendo che non hanno sbocco è un modo immorale di condurre la lotta politica”.  -

venerdì 30 maggio 2014

OLIVERI : LA GENTE......


Papa: testimoniate con una 

vita onesta.

Messaggio di Bergoglio su twitter.

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 30 MAG - "Ogni cristiano, nel posto di lavoro, può dare testimonianza, con le parole e prima ancora con una vita onesta". Lo dice Papa Francesco in un messaggio lanciato su twitter dal suo account @pontifex.  (ANSA)

Concordia sarà smantellata 

a Genova.

Gli assicuratori si sono allineati ai piani del Governo.

(ANSA) - GENOVA, 30 MAG - La destinazione finale di Costa Concordia naufragata al Giglio nel gennaio 2012 (32 morti) sarà il porto di Genova. L'ufficialità nei prossimi giorni ma la decisione è presa. Decisa anche la data del rigalleggiamento: il 20 luglio. L'operazione sarà condotta da Titan Micoperi che ha già guidato il raddrizzamento dello scafo. Costa sta lavorando al contratto con San Giorgio, Mariotti e Saipem che eseguiranno la demolizione in collaborazione con l'Autorità portuale di Genova.  (ANSA)

Roma: sequestrato il Salaria 

Sport Village.

La Gdf esegue il provvedimento.

Gli uomini del Comando Provinciale di della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo il sequestro del centro sportivo "Salaria Sport Village", di proprietà dell' imprenditore Diego Anemone, del valore complessivo di circa 200 milioni di euro.
I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alle 11.15 nella sede della Procura della Repubblica di Roma, alla presenza del Procuratore Capo Giuseppe Pignatone. (ANSA)

L'ultimatum del Pd a Crocetta:

"La tregua è finita, 

ora un nuovo governo".

Venerdì 30 Maggio 2014 - 06:00


Il segretario dei democratici: "O il governatore si impegna a ricucire col partito, o le nostre strade si separeranno. La gente non lo ama più, se ne renda conto". Gucciardi: "Il fallimento del presidente sarebbe anche il nostro fallimento".


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PALERMO - “Non è cambiato nulla. E tutto deve cambiare”. La manovrina ha concesso una tregua. A urne elettorali ancora a calde. Mentre le polemiche e le accuse sono freschissime. Ma già da oggi, ricomincia la “guerra fredda” tra il Pd e il “suo” presidente. Tra il partito e quel governatore al quale è giunto persino l'ultimatum di uno dei più stretti collaboratori di Matteo Renzi: “Risposte entro dieci giorni – ha detto Davide Faraone – o meglio andare al voto”. Un po' una novità, la posizione dei renziani degli ultimi giorni. Una posizione che si aggiunge a quella di un'altra area. I “cuperliani” che trovano autorevole rappresentante nel segretario regionale del partito (che in realtà dovrebbe rappresentare tutti) hanno parlato di “titoli di coda vicini”, per usare le parole di Antonello Cracolici. Un concetto ribadito a più riprese. Fino a poche ore fa: “Alla Regione - ha postato Cracolici su Facebook - ultima chiamata. O si riparte da zero cambiando tutto o la storia di questo governo è giunta al capolinea”. Parole fin troppo chiare. E confermate ancora oggi dal segretario regionale del partito, appunto.

“Oggi le possibilità sono solo due – spiega Fausto Raciti – o il governatore ricostruisce il rapporto col Pd, o il Pd sarà costretto a separare i suoi destini da Crocetta. E sia chiaro – aggiunge il segretario – il problema non è certamente quello dell'inserimento di due cuperliani in giunta. Qui bisogna ricostruire da zero un programma di governo. Va rivisto il settore della Formazione, la programmazione europea, l'alta burocrazia e i rapporti col mondo delle imprese. Certamente il Pd non ha nessuna intenzione di rinunciare a esercitare il proprio ruolo”.

Non è cambiato nulla, insomma. Anzi, qualcosa è cambiato. “L'idea di Crocetta di vincere contro il Pd - aggiunge Raciti - è fallita miseramente con queste elezioni europee. Il presidente deve prenderne atto. Dice che hanno perso tutte le correnti del Pd? Io so solo che un professore universitario come Fiandaca è arrivato di gran lunga davanti a una candidata che poteva contare sull'appoggio di un intero governo e di diversi rami dell'amministrazione. Per non parlare di un candidato come la Chinnici che è stato infangato da Crocetta. E abbiamo visto che risultato ha ottenuto...”.

Crocetta, secondo Raciti, adesso è più solo che in passato. “Le posizioni recenti di Davide Faraone e il suo ultimatum, unito alle dichiarazioni di Delrio, passando per la composizione del palco in occasione della visita di Renzi, dove Crocetta non è salito, dicono molto. La verità è che il presidente non gode più di un consenso tra la gente. E questo scontento non può e non deve coinvolgere anche il Pd. Dobbiamo essere sinceri: non sono i contestatori a sbagliare. È stato il governo, finora, a sbagliare”. Così, ecco la soluzione: “Serve intanto un nuovo progetto di governo. E poi, certamente, un nuovo esecutivo. Inutile girarci attorno”.

Una richiesta, quella di Raciti, che ormai sembra condivisa però da gran parte del partito. Ovviamente dai rappresentanti di quell'area “Cuperlo” rimasta fuori dal “Crocetta-bis”. “La manovrina non inganni: la nostra posizione – precisa il deputato generale Filippo Panarello - non è cambiata di una virgola. Le ultime elezioni hanno certificato la vittoria del Pd e la sconfitta del governatore. Adesso serve un cambio di passo, una svolta, e un nuovo governo. Non possiamo proseguire con questo galleggiamento che rischierebbe di logorare il consenso ottenuto anche in Sicilia dal partito. Crocetta faccia mea culpa, si assuma le sue responsabilità. Una volta era osannato, adesso è apertamente contestato. Così non si può andare avanti. E si rischia una fine traumatica di questa legislatura. Anche perché – aggiunge – in queste condizioni il governo non ha i numeri per porre obiettivi e fissare scadenze, sperando di centrare gli uni e le altre”.

“Dobbiamo lavorare all'unità del partito – l'invito invece dell'ex segretario Giuseppe Lupo – e a ricomporre la frattura col presidente Crocetta. Ce lo chiedono i siciliani, che hanno bisogno di riforme, di sviluppo, di lavoro. In questi mesi – aggiunge – non ho fatto altro che lanciare messaggi di pace, e continuerò in questa direzione. Certamente non possiamo stare chiusi in un fortino a litigare. Serve una fase nuova, sulla scia dell'ultima grande vittoria elettorale. Serve un cambio di passo. Dobbiamo 'resettare' tutto, incontrarci in direzione regionale e trovare il modo di superare finalmente le divisioni”.

Un invito lanciato anche dal capogruppo all'Ars Baldo Gucciardi, che però precisa: “I problemi del Pd non si risolveranno mai con un semplice rimpasto. E dobbiamo stare in guardia: il fallimento di Rosario Crocetta sarebbe anche il fallimento del Pd siciliano. Adesso la politica faccia la sua parte, nei luoghi deputati: cioè gli organismi del partito”. Dove però la questione del nuovo governo, terrebbe banco: “Il governo – incalza Mario Alloro, deputato vicino a Mirello Crisafulli e tra i più critici nei confronti del governatore – è più debole dopo queste elezioni, che rappresentavano un vero e proprio referendum pro o contro Crocetta. E che ha rivelato un fatto che noi conoscevamo da tempo: la gente non lo ama più. Il presidente non è oggi nelle condizioni di governare. Ieri si è brindato all'approvazione della manovrina. Ma vorrei ricordare che ci abbiamo messo tre mesi, per un intervento da 130 milioni: in pratica, quanto viene speso dalla Sanità siciliana in una settimana. Sfiduciare il presidente? Non si troveranno mai - aggiunge Alloro - 46 deputati pronti a firmare. Vincerebbe l'istinto di conservazione. Serve invece un nuovo, serio governo, e una vera maggioranza. Faraone ha detto che finora abbiamo perso un anno e mezzo, e ha ragione. Adesso – ha concluso Alloro – abbiamo davanti il tempo per riprenderci. O per farci travolgere. E in quest'ultimo caso la responsabilità sarebbe tutta del governatore”.  -
Pubblicato: 30/05/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia.

Catania: sequestrati beni 

per 2 mln ad esponente 

del clan dei Santapaola.

Operazione della Dia: il provvedimento riguarda impianti sportivi, un pub e due ville riconducibili a Roberto Vacante, condannato per mafia.

dia
 

CATANIA - La Direzione investigativa antimafia di Catania sta eseguendo un decreto di sequestro di beni ritenuti riconducibili a Roberto Vacante condannato definitivamente per associazione mafiosa perché ritenuto affiliato al clan Santapaola.

Il provvedimento riguarda un'impresa di gestione di impianti sportivi, tra i quali diversi campi di calcio in pieno centro, un pub, e due ville tra Catania e Tremestieri Etneo. Il patrimonio ha un valore stimato in circa 2 milioni di euro.  -

PROCESSO A CARICO DI ANTONINO RUGGERI PER ABUSO D'UFFICIO .


Le promozioni lampo di una dipendente Ato.

Rinviato a giudizio al 24 settembre prossimo l'ex capo di Gabinetto Antonio Ruggeri, gia' sotto processo per altre due vicende legate alla sua gestione dell'Ato 3.

Giovedì, 29 maggio, 2014 - 14:17
Alessandra Serio
Pubblicato da www.tempostretto.it

Terzo processo all'orizzonte per Antonio Ruggeri, dirigente comunale reintegrato in servizio dopo gli arresti domiciliari, gia' capo di Gabinetto dell'ex sindaco Giuseppe Buzzanca. Ruggeri stamane è stato rinviato a giudizio dal Gup Monica Marino per omissione di atti d’ufficio e abuso d’ufficio. Il processo comincerà il prossimo 24 settembre e riguarda vicende relative al periodo in cui Ruggeri era a capo dell'Ato 3.
La decisione del giudice era attesa una settimana fa ma Ruggeri, difeso dall'avvocato Laura Autru, ha chiesto la parola, rilasciando dichiarazioni spontanee. Il dirigente pubblico ha ricostruito la vicenda, difendendo il proprio operato e la regolarita' delle operazioni contestate. Adesso saranno i giudici del Tribunale a chiarire se ci sono o meno responsabilita' penali nella gestione Ruggeri della societa' d'ambito.
La vicevda è quella relativa alle “promozioni” della dipendente dell’Ato 3 Giovanna Restuccia, che tra il 2008 e il 2010 passò dal 4° all’8° livello, con funzioni dirigenzializi.
L’abuso d’ufficio secondo l’accusa sarebbe stato commesso da Ruggeri nella duplice veste di amministratore delegato prima, e presidente del cda poi.
L'omissione di atti d'ufficio gli viene invece contestata perché impedì l'ispezione degli allora consiglieri comunali Nello Pergolizzi e Giuseppe Melazzo, che sulla promozione chiesero di visionare gli atti. L'accusa mossa era infatti che la dipendente non avesse "le carte in regola" per ottenete le promozioni. Walter Militi e Alfonso Polto sono gli avvocati che assistono i due consiglieri.
Ruggeri è già sotto processo per l'autoliquidazione dell'indennità di fine rapporto all'Ato e i viaggi tra Messina e Falcone con l'auto di servizio. Nessuna responsabilita' penale, invece, per la presunta incompatibilita' tra le sue funzioni negli uffici comunali, in particolare per il maxi credito vantato nei confronti del Municipio, e gli altri suoi incarichi. -

MAFIA

Gotha 4, 29 nuove leve del clan di Barcellona 

scelgono il processo abbreviato.

Saranno giudicati a partire dal prossimo 11 giugno gli imputati del maxi sui nuovi reggenti della cupola mafiosa barcellonese. Solo in 5 hanno scelto il rito abbreviato. Archiviata l'indagine sulla "talpa".

Pubblicato da www.tempostretto.it
Giovedì, 29 maggio, 2014 - 20:23
Alessandra Serio.  

Udienza filtro, stamane, davanti al Gup Daniela Urbani per le 34 persone coinvolte nell'operazione Gotha 4, scattata poco meno di un anno fa, che ha portato alla ennesima retata ai danni del clan di Barcellona. In manette, dopo una sapiente indagine del Ros dei Carabinieri, le più recenti nuove leve e i reggenti della cupola mafiosa, decimata dalle operazioni antimafia e i pentimenti dei boss di primo piano, registrati tra il 2010 ed oggi.  Quasi tutti, in 29, hanno deciso di essere giudicati col rito abbreviato, quindi processati "allo stato degli atti" e giudicati direttamente dal Gup, che ha fissato prossima udienza l'11 giugno per dare la parola all'accusa e ai numerosi difensori. Soltanto in 5 hanno deciso di andare avanti col rito ordinario.
Infine l'arresto, all'inizio del 2013, del boss latitante Filippo Barresi.
Con un eccellente lavoro di intelligence che ha permesso agli investigatori di piazzare cimici nelle "basi operative" dei nuovi reggenti, come la sede di una delle imprese coinvolte, gli investigatori scoprirono come il clan aveva serrato le fila, decimato dai molti arresti, e affidato a vecchi nomi e nuovi "colletti bianchi" il compito di curare le estorsioni, tenere la cassa, curare i rapporti con le famiglie dei detenuti, occupandosi del loro sostentamento.
Tra i nomi di spicco emersi, quello di un "insospettabile" imprenditore barcellonese, Francesco Aliberti, e l'allevatore Giuseppe Treccarichi.
Nel corso delle indagini emerse l'esistenza di una "talpa" tra gli appartenenti alle forze dell'Ordine che passava notizie sulle indagini in corso ai membri del clan.
Gli accertamenti e le perquisizioni effettuate non hanno però permesso di identificarlo. -
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Se tutti i Cittadini onesti scegliessero incorruttibili amministratori locali e collaborassero con i sani Tutori dell'ordine, gli "insospettabili" e le "talpe" non troverebbero copertura e potrbbero essere facilmente identificate. Soprattutto nelle piccole comunità dove ci si conosce singolarmente e si sa tutto di tutti. Per tale motivo le indagini e gli accertamenti risultano più agevoli se ottengono adeguata collaborazione.
Se ciascuno di noi, per omertà e/o falso pietosismo, NON PARLA,  NON  VEDE  E  NON  SENTE, l'illegalità e la disonestà diventa predominante e rimarrà impunita e premiata.  -

Antonio Amodeo

IMPIEGATO DELL'INPS DISTRATTO .


Paga le pensioni due volte.

Ma nessuno sconto per 

l’errore.  Multa da 3 milioni 

per aver sbagliato pratiche.

 
di Angelo Perfetti
 
Se sbagli paghi. Non serve essere condannati dalla magistratura ordinaria per dover dare conto allo Stato dei propri errori e pagarne salatissime conseguenze. Se fino a oggi infatti per vedersi chiedere soldi di risarcimento era indispensabile essere prima condannati per truffa o per frode, la Corte dei Conti – sezione giurisdizionale della Calabria – ha rivoluzionato il concetto. E così un dipendente dell’Inps è stato condannato a risarcire l’Ente per un importo di 3 milioni e 261 mila euro per aver indotto l’Inps a pagare più volte, e indebitamente, pensioni maturate e non riscosse. Insomma, anche in assenza di dolo conclamato (il processo è ancora in corso e a tutt’oggi  non c’è stato nessun rinvio a giudizio), per lo Stato basta essere poco diligenti per essere licenziati e per doverne pagare di tasca propria. Intendiamoci, qui non si tratta di una singola distrazione. Secondo i giudici contabili, gli “errori” si sono protratti per 4 anni (dal 2008 al 2012) fino ad arrivare a 604 casi, tanto da far lievitare le indebite erogazioni ad un importo di quasi 5 milioni di euro. Sempre secondo la ricostruzione effettuata dalla Procura contabile, veniva inizialmente erogata una prima liquidazione di pensioni maturate e non riscosse, correttamente ed integralmente effettuata, con la quale venivano soddisfatte le spettanze di tutti gli eredi del dante causa; poi arrivata una seconda indebita erogazione, sulla medesima prestazione, in favore di beneficiari privo di una effettiva relazione di parentela. Per fare questa operazione venivano prodotti certificati anagrafici  contraffatti. Infine venivano retrodati dei verbali di visita medica con l’intento di giustificare le rilevanti somme liquidate. Non potendo accertare il dolo, la linea difensiva ha puntato sulla impossibilità per l’impiegato di controllare tutta la mole di documenti arrivata e necessaria per la liquidazione. Ma anche qui la Corte dei Conti ha fatto muro: secondo quanto scrivono i giudici, infatti, “la procedura telematica prevista per la liquidazione delle rate di pensione maturate e non riscosse pone in risalto,  sin dal momento dell’acquisizione di una nuova domanda,  tutte le precedenti istanze  presenti nell’archivio centrale relative al codice fiscale del dante causa, evidenziando la matricola dell’operatore medesimo e, nella parte relativa alle posizioni in archivio storico, ulteriori elementi identificativi (categoria di prestazioni, numero di certificato, sede di produzione, codici fiscali degli eredi, progressivo delle liquidazioni, nome e cognome e data di nascita degli eredi, data di elaborazione della liquidazione). Tale sistema è predisposto proprio al fine di evitare errori che possano determinare  doppie liquidazioni di ratei”. Dunque, niente sconti.  -

giovedì 29 maggio 2014

IOVINE VUOTA IL SACCO DI GOMORRA.


“E’ un sistema, la camorra 

non è l’unica responsabile”.

E aggiunge: “So benissimo 

quali sono i miei delitti".

dalla RedazioneArrivano le prime dichiarazioni del boss dei Casalesi Antonio Iovine, che da poco ha deciso di collaborare con la gisutizia.

“So benissimo di quali delitti mi sono macchiato” ha detto.

 “Sto spiegando un sistema di cui la camorra non è l’unica responsabile”.

I verbali sono stati depositati in un processo in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Oltre a depositare i verbali, il pm ha chiesto di interrogare Iovine, che dovrebbe riferire vicende legate ai suoi rapporti con imprenditori. Il collegio ha accolto la richiesta e fissato l’interrogatorio per sabato 7 giugno.

"C'erano sldi per tutti  in un sistema che era completamente corrotto", soldi anche per sindaci. 
   
Lo ha detto il boss dei Casalesi Antonio Iovine in un interrogatorio reso nei giorni scorsi. “Non aveva alcuna differenza il colore politico del sindaco – ha aggiunto – perché il sistema era ed è operante allo stesso modo”.

”In questo ambito naturalmente – ha aggiunto Iovine – si deve considerare anche la parte politica ed i sindaci dei comuni i quali avevano l’interesse a favorire essi stessi e alcuni imprenditori in rapporto con il clan per avere dei vantaggi durante le campagne elettorali in termini di voti e finanziamenti. Non aveva alcuna differenza il colore politico del sindaco – ha concluso Iovine – perchè il sistema era ed è operante allo stesso modo".

”Generalmente io ero del tutto indifferente rispetto a chi si candidava a sindaco nel senso che chiunque avesse vinto automaticamente sarebbe entrato a far parte di questo sistema da noi gestito”.

Lo ha detto il boss dei Casalesi Antonio Iovine al pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro in interrogatorio del 17 maggio scorso.

”Devo però anche dire – ha aggiunto – che altre persone del clan potevano avere passione per la politica e comunque un interesse per un candidato piuttosto che per un altro”.  -

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IL  POPOLO  SOVRANO  DI  OLIVERI,  CON   LA

SUA  INEQUIVOCABILE  SCELTA,  HA  

DICHIARATO  DI  PREFERIRE  IL  SISTEMA  

INDICATO  DAL  BOSS  DEI  CASALESI .  -

Antonio Amodeo

OLIVERI : NELL'INCHIESTA DI FALCONE COINVOLTO PURE IL SINDACO MICHELE PINO.


Pubblicato da www.stampalibera.it il 29.05.2014,  19:22

Michele Pino avrebbe attestato falsamente nell'atto 
notorio presentato il 02 gennaio 2009 al Comune di 
Falcone, di non avere carichi giudiziari pendenti, 
circostanza risultata non vera. -


OLIVERI : SIGNIFICATO DEL COMMENTO ANONIMO POSTATO ALLE ORE 17:52 .


Il commentatore intende affermare:

"MICHELINO  NON  HA  IL  CORAGGIO  DI

DIRE  CHE  E'  UNO  DI  LORO".  -

Antonio Amodeo

OLIVERI : TRADUZIONE DEL COMMENTO ANONIMO POSTATO ALLE ORE 16:47.

Il commentatore desidera comunicare il seguente messaggio:

"CHI  ELEGGE  UN  INDEGNO  SI  ASSUME  UNA  

GRAVE  COLPA  PERCHE'  DIVIENE  COMPLICE". -  

Antonio Amodeo

OLIVERI : RISPOSTA AL COMMENTO ANONIMO DELLE ORE 15:59 .

Il Consiglio comunale neo eletto, nelle sua prima riunione, deve obbligatoriamente esaminare le condizioni di eleggibilità ed incompatibilità di ciascun componente.
Eventuali casi di impedimento vanno esaminati in quella sede.
Ritengo utile segnalare che nel neo eletto Consiglio, oltre al Presidente, siedono validi Professionisti idonei a trattare con competenza tale delicato argomento. -
Antonio Amodeo

I grillini contro Ardizzone: 

"Si dimetta".  Il presidente 

dell'Ars: "Moralisti".

Giovedì 29 Maggio 2014 - 10:46

Conferenza stampa dei grillini per chiedere le dimissioni del presidente dell'Ars. Al centro dello scontro il vitalizio all'ex governatore, Totò Cuffaro, accesosi ieri in Aula (leggi qui). Cappello: "Ha usato il parlamento per regolare un conto aperto con il Movimento 5 Stelle e Giancarlo Cancelleri". La risposta di Ardizzone: "Regalerò ai deputati una copia del libro 'il grillo parlante'".

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La conferenza stampa del Movimento 5 stelle all'Ars (Foto B.)
 
PALERMO -  Tra il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone e i deputati del Movimento 5 Stelle ormai è guerra aperta. La storia del vitalizio all'ex presidente della Regione Toto' Cuffaro ha scatenato un putiferio, con i grillini che chiedono all’Assemblea di intervenire per abolirlo e la presidenza che ieri in aula ha spiegato di non poter far nulla.

Una bugia, per i parlamentari Cinquestelle, dovuta al fatto che – secondo loro – il presidente del parlamento non sarebbe più “super partes”. Per questo oggi i grillini in conferenza stampa hanno chiesto le dimissioni di Ardizzone: “Il presidente ci ha messo sotto accusa – dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle Francesco Cappello – perché abbiamo sollevato il problema anche sulle tv nazionali, e ieri ha usato tutto il parlamento per regolare un conto aperto con noi. Ardizzone non ha più il primato morale – continua Cappello – e inoltre non sa di che parla: la questione del vitalizio non è di natura penale, ma economica”.

Come spiegano i Cinquestelle, infatti, è stato proprio all’inizio dell’anno che, con l’approvazione della legge sulla spending review, è stata introdotta una norma che prevede la sospensione all’erogazione del vitalizio per chi nel frattempo abbia commesso reati contro la Pubblica amministrazione. “Perché allora non estendere questa norma anche a quelli per mafia?”, si chiede il capogruppo grillino, che aggiunge: “Avevamo chiesto di farlo fin dall’inizio, da quando la commissione stava mettendo a punto il testo di legge, ma la proposta è stata bocciata, così come è successo ieri in aula”.

Ma i motivi per i quali chiedere le dimissioni per i grillini sono tanti, e non si fermano certo alla storia di Cuffaro. Allora interviene Giorgio Ciaccio, che spiega: “Sono mesi che chiediamo agli uffici dell’Assemblea di sapere chi prende i vitalizi e che vengano rese note le buste paga dei dipendenti dell’Ars e soprattutto del segretario generale. Ma le nostre richieste non hanno mai avuto seguito. Sono dati a noi inaccessibili: Ardizzone si riempie la bocca della parola trasparenza e poi ci impedisce di avere informazioni che essendo deputati siamo più che titolati ad avere”.

Sullo sfondo, la vicenda della Corte dei Conti. Ieri i magistrati contabili hanno deliberato sui conti dei gruppi dell’Ars, “scagionando” il Movimento 5 Stelle da ogni irregolarità. “Ci piacerebbe – ha detto l’ex capogruppo Cinquestelle Giancarlo Cancelleri – che la stampa desse lo stesso risalto alla notizia che i nostri conti sono a posto, allo stesso modo di quando è passata la notizia – falsa – che noi fossimo indagati. Ma ieri il presidente Ardizzone ha preferito fare avere la deliberazione dei giudici a qualche agenzia di stampa prima che a noi. Solo ad una, in effetti. Si vede che esistono agenzie di serie A e altre di serie B”. Una mozione di sfiducia al presidente Ars, però, tecnicamente non esiste. Ma i grillini assicurano: “Lavoreremo per dare un seguito alla cosa, non ci fermiamo”.

Intanto, arriva su Facebook la risposta del presidente Ardizzone: “Alla prima occasione regalerò ai deputati grillini una copia del libro 'il grillo parlante', edito nel 1983 da un autore contemporaneo come Roberto Gervaso, sottolineandogli l'aforisma: ‘la morale ci dice quello che dobbiamo fare. Il moralismo quello che gli altri facessero’”.

Di seguito, la diretta testuale della conferenza stampa di stamattina.

Fine della conferenza stampa.

12.02 "Sin dall'inizio - continua il capogruppo dei grillini - abbiamo portato avanti una battaglia per tagliare anche sul personale dell'Ars. Ne abbiamo parlato fin da quando si è iniziato a parlare di spending review. E subito abbiamo detto che lasciare intatto il collegamento con Senato era inaccettabile. Così come si commenta da sola anche la differenza che c'è tra il Palazzo dell'Ars e quello della Regione".

11.58 L'ex capogruppo, poi, parla della delibera della Corte dei Conti, che ieri non ha riscontrato irregolarità nei conti del gruppo Cinquestelle all'Ars: "Si chiude per noi il problema con la Corte dei Conti, come avevamo detto noi, abbiamo speso tutto solo per fini istituzionali. Non ci prenderanno mai con le mani nella marmellata, ora mi aspetto che la stampa dia lo stesso risalto a questa notizia, almeno quanto ne ha dato alla notizia che noi, secondo notizie false, fossimo indagati dalla Corte dei Conti".

11.52 Ancora Cappello: "Tecnicamente non esiste una mozione di sfiducia al presidente dell'Ars, ma stiamo studiando i metodi per portare questa questione in aula. Non ci fermeremo qui. Lavoreremo per dare seguito alla richiesta di dimissioni che stiamo facendo oggi ad Ardizzone".

11.49 Parla Cancelleri: "Ieri abbiamo avuto i nomi di chi ha votato contro il nostro emendamento per togliere il vitalizio ai condannati per mafia. C'erano anche assenti-presenti: in aula, ma che hanno deciso di non pigiare il bottone".

11.45 "Non riusciamo ad ottenere nemmeno una copia delle buste paga dei dipendenti o del segretario generale - continua il capogruppo dei Cinquestelle - . E' uno scandalo, siamo parlamentari e non abbiamo accesso ai documenti di questo Palazzo". Prende la parola anche Giorgio Ciaccio, che ha chiesto più volte nelle scorse settimane di sapere quanto guadagnano le cariche più alte dell'amministrazione di Palazzo dei Normanni: "Volendo chiedere a questo palazzo a chi vengono dati i vitalizi, non si può sapere. Ci hanno detto che tutto deve passare dalle mani del segretario generale. Per noi è un dato inaccessibile, Ardizzone si riempie la bocca della parola trasparenza e poi non ci permette di avere delle informazioni lecite".

11.40 Parla il capogruppo Cappello: "Ieri si è consumata una delle pagine più tristi di questa Assemblea. Il presidente dell'Ars ha usato questo parlamento per regolare un conto aperto con il Movimento 5 Stelle e Giancarlo Cancelleri, che era andato in tv a parlare dello scandalo del vitalizio all'ex presidente Cuffaro"


La conferenza stampa del Movimento 5 Stelle sta per iniziare. Nel frattempo, il capogruppo Francesco Cappello, parlando con i cronisti, spiega le ragioni della loro richiesta: "Chiediamo le dimissioni di Ardizzone perché abbiamo rispetto per le istituzioni, e il problema sono gli uomini che le interpretano. Il presidente Ars non ha più primato morale, deve essere super partes e garantire tutti i parlamentari. Noi siamo stati messi sotto accusa perché abbiamo difeso l'onestà dei cittadini siciliani in tv e il nostro diritto di accedere agli atti - prosegue -. Attaccare Cancelleri non gli ha fatto onore. La questione del vitalizio non è di natura penale ma economica. È l'Ars che eroga il vitalizio a Cuffaro, ed è l'Ars che può decidere se toglierli o meno. Si possono stabilire le cause di esclusione o di sospensione. Se ne introducano altre per fattispecie penali".  -

 
Ultima modifica: 29 Maggio ore 13:30