Il governo Letta ottiene la fiducia della Camera.

Gli astenuti sono stati 17. La maggioranza richiesta era 304. Il premier: 'Il lavoro e' la priorita' assoluta. Riforme o si torna al voto. Finanziamento a partiti da rivoluzionare'.

29 aprile, 22:17
 
Il tabellone luminoso della Camera.
Il governo Letta ottiene la fiducia della Camera
Il governo di Enrico Letta ottiene la fiducia alla Camera con 453 sì, 153 no e 17 astenuti. I presenti sono stati 623, i votanti 606 e la maggioranza richiesta era di 304 voti.
Il neopresidente del Consiglio Enrico Letta ha presentato il suo programma. L'Imu, l'Iva, il lavoro, le riforme, i giovani, la crescita sono nella sua agenda.

Quando il presidente del Consiglio Enrico ha terminato il suo discorso tutti i deputati degli schieramenti che sostengono il governo, soprattutto Pd e Pdl, si sono alzati in piedi per battere le mani. Sono restati invece immobili al proprio banco i parlamentari del Movimento 5 Stelle, quelli di Sel e parte dei parlamentari del Carroccio. Subito dopo l'applauso, il primo a congratularsi con Enrico Letta, andando ai banchi del governo a stringergli la mano, è stato Beppe Fioroni.

Dalle 20 circa l'appello nominale e il voto di fiducia che arriverà dopo le 21.

Il premier Letta sara' martedi' 30 aprile a Berlino dalla cancelliera Angela Merkel. Letta sara' ricevuto con gli onori militari. Dopo il saluto alle 17.30, e' previsto un un colloquio in un piccolo gruppo, e una conferenza stampa alle 18. E giovedì prossimo il premier sarà a Bruxelles, dove incontrerà il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso "a colazione".

LETTA, SUPERARE SISTEMA IMU, DA GIUGNO STOP PAGAMENTI - Bisogna "superare l'attuale sistema sulla tassazione" per la prima casa "intanto da subito con lo stop sui pagamenti di giugno" per permettere al Parlamento di attuare una "riforma complessiva" del sistema di imposte. Lo ha detto il premier Enrico Letta nel discorso a Montecitorio.

Quella che viviamo e' una delle ''stagioni piu' complesse e dolorose'' della storia repubblicana.

''Di fronte all' emergenza il Presidente della Repubblica ci ha chiesto volonta' di servizio e senso di responsabilita' che ci ha concesso l'ultima opportunita' degni del ruolo che ci da la Costituzione''. Lo afferma il premier Enrico Letta nel suo intervento alla Camera.

''La prima verita' e' che la situazione economica dell'Italia e' ancora grave, il debito pubblico grava come una macina sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti e' stata la premessa della crescita''.

"Si vince o si perde tutti insieme".

"Vogliamo ridurre le tasse sul lavoro: quello stabile, quello sui giovani e sui neo assunti".

Il governo ritiene il lavoro una priorità assoluta per bloccare l'incubo dell'impoverimento. Lo afferma Enrico Letta nel suo intervento programmatico sottolineando che non basta solo il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga.

Bisogna lavorare per arrivare ad una "rinuncia dell'inasprimento dell'Iva".

"Si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli e proposte di incentivi con part time misti e con la staffetta per la parallela assunzione di giovani".

''Il sistema'' di finanziamento pubblico dei partici ''va rivoluzionato'', partendo dalla abolizione della legge in vigore. Allo stesso tempo e' pero' importante ''attuare quella democrazia interna ai partiti'' prevista dalla Costituzione.

Per ridare credibilità alla politica "bisogna ricominciare con la decenza, la sobrietà, lo scrupolo e la banalità della gestione del padre di famiglia. Ognuno deve fare la sua parte e a questo fine il primo atto del governo sarà eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità". Così Enrico Letta nel suo intervento alla Camera.

 ''Nelle sedi europee individueremo le strategie per arrivare alla crescita senza compromettere il risanamento della finanza pubblica, l'Ue e' in crisi di legittimita' proprio quando i cittadini ne hanno bisogno''.

''Parlero' con il linguaggio sovversivo della verita' per avere le spalle larghe e solide per reggere e far fronte al giudizio de parlamento''. Lo ha affermato Enrico Letta nel suo intervento programmatico alla Camera.

Enrico Letta ribadisce, nel suo intervento programmatico, la scelta europea ed europeista del suo governo è annuncia a breve la vista a Bruxelles ed in altre capitali europee.

''La riduzione fiscale senza indebitamento sara' un obiettivo continuo e a tutto campo'' di questo governo.

"Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari".

''Basta sacrifici per i soliti noti: questo significa ferrea lotta all'evasione, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente''.

"Ho pensato molto al personaggio biblico di Davide nella valle delle nostre paura davanti al Golia di sfide gigantesche". E' la metafora che usa il premier Enrico Letta invitando a "spogliarci della spada e del"armatura che ci appensantirebbero. Ci servono il coraggio di mettere da parte prudenza politica e la fiducia".

"La legge elettorale è legata alla forma di governo, ma dobbiamo qui assumere l'impegno che quella dello scorso febbraio è stata ultima consultazione elettorale con la legge vigente".

"La Convenzione deve avviare i lavori sulla base degli atti di indirizzo del parlamento. L'unico sbocco possibile è il successo. Tra 18 mesi verificherò se il progetto delle riforme si avvia verso un porto sicuro. Se invece si impantana tutto ne trarrò le conseguenze".

Letta nella replica si rivolge al M5S: "Sono rimasto colpito e dispiaciuto del fatto che i partiti non della maggioranza non abbiano ripreso alcun riferimento alla 'Costituente': la rilancerò perché sono sempre più convinto di quello 'scongelatevi' perché le riforme dobbiamo farle insieme".  'Sono state sbagliate le riforme fatte a maggioranza semplice''.
Quanto all'Europa, Letta ha detto: "Abbiamo tutti chiara l'idea che il destino nostro può essere il destino che vogliamo solo se le scelte dell'Europa saranno diverse da quelle fatte fino adesso. Dobbiamo spingere per un'Europa che faccia correre le opportunità dei cittadini. Solo questo le può dare un futuro", aggiunge.
Il premier ha concluso ribadendo che il governo è  ''di servizio al paese, avevo detto che il governo non si doveva fare a tutti i costi e non ho intenzione di sopravvivere e di vivacchiare a tutti i costi":

ALFANO,DA LETTA MUSICA PER NOSTRE ORECCHIE  - La prima parte del discorso di Enrico Letta "é stata musica per le nostre orecchie". Lo ha detto il segretario Pdl Angelino Alfano uscendo dall'Aula. "Tanti dei valori per i quali ci siamo battuti non solo sono stati accolti ma hanno trovato piena cittadinanza".

BERSANI,CI SONO LE CONDIZIONI PER AIUTARE IL GOVERNO - ''Mi pare che ci siano le condizioni perche' il voto di fiducia non sia solo formale a l'intenzione di aiutare tutti quanti il governo a camminare di fronte ai problemi enormi che ha il Paese''. Cosi' Pier Luigi Bersani apprezza ''l'impostazione giusta'' del discorso del premier Enrico Letta.

MARONI, BENE LETTA SU SENATO REGIONI - "Bene Letta anche su Senato delle Regioni e riforma federale da attuare con la Convenzione entro 18 mesi. La Lega sarà protagonista": lo scrive Roberto Maroni su twitter.

M5S CONTRO LETTA E ALFANO, CAOS AULA
- M5S contro il governo ma soprattutto contro Enrico Letta e Angelino Alfano. A parlare nel corso del dibattito in Aula alla Camera è il grillino Andrea Colletti, che accusa il governo di essere "una mano di vernice su un muro irrimediabilmente rovinato dalla muffa" e poi attacca la scelta di Alfano al ministero dell'Interno richiamando la "trattativa stato mafia e il bavaglio alla magistratura" e il rapporto di parentela tra Enrico Letta e lo zio Gianni, esempio di "intreccio familistico". Parole che generano il caos. L'intervento del deputato grillino Colletti viene accolto da diverse proteste di Pd e Pdl, che richiamano il regolamento di Montecitorio e rimproverano al vicepresidente di Montecitorio, il cinque stelle Luigi Di Maio che stava presiedendo la seduta, di non essere stato imparziale come avrebbe dovuto. - (ANSA)