Pubblicità

















Anfossi prosegue augurandosi che il bimbo – nato il 27 febbraio, pochi giorni dopo l’approvazione del disegno di legge sulle unioni civili in Senato, orfano della tanto discussa stepchild adoption – “torni nelle braccia della sua mamma” e contesta la modalità con cui Vendola si difende da chi ha opinioni diverse dalla sua. “E se qualcuno osa criticare? - continua il giornalista di Famiglia Cristiana – Basta dargli  dello squadrista, lo squadrista che in questo caso ‘osa turbare la grande felicità che la nascita di un bambino provoca’, come ha scritto Vendola in un tweet, e questo è il solito vecchio riflesso condizionato dei comunisti che davano del fascista a chiunque osava criticarli”.
Binetti: “Quale sarà la decisione dei magistrati?” – All’indomani della polemica politica, arriva anche l’attacco dei Medici Cattolici Italiani che per voce del presidente Filippo M. Boscia sottolineano in una nota “l’assoluto rispetto per la dignità della vita che nasce”. In particolare, proseguono, “ogni modo sostitutivo e unilaterale di intendere la riproduzione va a schiacciare le armonie biologiche che la natura ci ha concesso” e ritiene “intollerabile che il diritto al figlio venga celebrato prima di tutto, oscurando lo sfruttamento delle donne e volutamente ignorando il destino dei più piccoli, innocenti senza voce”. Per i medici cattolici, quindi, “forse la più grande forma d’amore, di un amore certamente molto sofferto e per questo più prezioso, potrebbe essere proprio la rinunzia ad un figlio ad ogni costo”.
Interviene sul caso anche Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd-Udc), che si chiede quale sarà la decisione dei magistrati a fronte di “una eventuale richiesta di adozione da parte di Vendola“. “Legittimeranno per l’ennesima volta questo tipo di adozione – domanda – smentendo definitivamente i gridi allarme sollevati in Senato contro l’utero in affitto, considerato come una pratica barbara che consente la compravendita di bambini e svilisce definitivamente la donna, umiliando profondamente la sua dignità di madre?”.

Pubblicità

















Maternità surrogata: i casi controversi nel mondo – Di fatto, nel mondo, la pratica della maternità surrogata è stata accompagnata però da non pochi scandali, che hanno spinto alcuni Stati a ripensare le proprie leggi. È nota la vicenda di Gammy, nato da surrogata thailandese nel 2014 e abbandonato dai genitori acquirenti australiani perché Down. Dopo il suo caso, il governo di Bangkok ha vietato la surrogazione commerciale agli stranieri.
Altra storia celebre è quella di Baby Manji, nata nel 2008 in India su commissione dei giapponesi Ikufumi e Yuki Yamada. A un mese dal parto la coppia divorzia: il padre vuole tenere la piccola, l’ex moglie no. Né l’ambasciata giapponese né le autorità indiane possono rilasciare alla bimba un passaporto: per legge, il documento può essere emesso solo in base alla nazionalità della madre. Ma nessuna delle tre mamme – la surrogata, l’ex moglie, la donatrice dell’ovulo – intende riconoscere la piccola. Dopo una lunga battaglia legale, l’uomo ottiene un certificato d’identità per tornare in Giappone con la piccola.
Più vicino è il caso dei coniugi Le Roch, francesi. Nel 2010 la coppia vola in Ucraina e da una madre in affitto nascono due gemelle. Dietro suggerimento dell’agenzia, la coppia dice all’ambasciata francese a Kiev di aver partorito lì le piccole, per ottenere i passaporti, ma i funzionari non ci credono e rifiutano la richiesta di rimpatrio. Il padre tenta di scappare di nascosto in Ungheria con le gemelle ma, scoperto, viene accusato dallo stato dell’Ucraina di traffico umano. I coniugi Le Roch sono tuttora a Kiev, con le due bambine, nella speranza di ricevere i passaporti francesi. -