mercoledì 30 aprile 2014

MEGAFONO CON LE ORE CONTATE ALL'ARS.

Verso la nascita di un nuovo gruppo moderato. 




Mercoledì 30 Aprile 2014 - 20:51

Coltraro dà l'addio alla compagine crocettiana. Si lavora a un nuovo soggetto moderato. Incontro a Palermo con Faraone.


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PALERMO – Il Megafono, almeno come gruppo parlamentare, sembra avere le ore contate. Dopo i malumori già espressi nei giorni scorsi dal capogruppo Giovanni Di Giacinto e da Nino Oddo, un'altra tegola si abbatte sul gruppo. Giambattista Coltraro, infatti, dichiara “conclusa” la sua esperienza all'interno del gruppo parlamentare. E senza il deputato siracusano, il gruppo scende sotto la soglia minima per la sopravvivenza dei cinque membri.

Coltraro smentisce le voci che lo darebbero in avvicinamento ad Articolo 4, con cui il suo movimento siracusano ha chiuso un accordo elettorale. “Sono interessato ad avviare un nuovo progetto politico di impronta moderata. Alle Europee sosterrò Michela Giuffrida e Marco Zambuto”. Già, Zambuto, ossia il candidato renziano a Bruxelles. E sembra proprio che sia in quella direzione che si muovano i deputati del gruppo fin qui vicino al presidente della Regione.

Oggi c'è stato un incontro a Palermo tra quattro dei cinque deputati del gruppo e Davide Faraone, componente della segreteria nazionale del Pd e luogotenente del premier Matteo Renzi in Sicilia, in un ristorante vicino allo stadio. Il percorso che potrebbe aprirsi nei prossimi giorni è quello della nascita di un nuovo gruppo, di profilo moderato, che faccia direttamente riferimento a Faraone. Nel nome dovrebbero essere presenti i richiami al "socialismo" e al "territorio". Un progetto per certi versi analoghi a quello portato avanti da Salvatore Cardinale con la sua Federazione dei Moderati, battezzata con il “patto dei ricci”, che ha allargato gli orizzonti dei Drs. Ma i “megafonisti” non sarebbero interessati a confluire nella “cosa” di Cardinale, con il quale non ci sarebbe troppo feeling. Qualche giorno fa, anzi, i deputati del Megafono avevano criticato l'eccessivo spazio concesso da Crocetta a Cardinale e Leanza.

E così l'idea che prenderebbe corpo è quella di dar vita a un nuovo gruppo parlamentare, che superi il Megafono ma rimanga ancorato nel centrosinistra, dando corpo a quell'area centrista che dovrebbe affiancare il Pd nel tentativo di Renzi di raggiungere alle prossime elezioni quota 37 per cento, la soglia necessaria per ottenere il premio di maggioranza, nel nuovo schema di legge elettorale.

A scatenare i malcontenti dei deputati del gruppo crocettiano sarebbe stato il rimpasto, con la scelta di Crocetta di imporre al suo gruppo la “adozione” politica di Michela Stancheris. Un “sacrificio” a cui non sarebbe seguita una revisione dell'ufficio di gabinetto dell'assessore. L'ultima goccia che avrebbe portato il gruppo all'implosione. E all'idea di un nuovo progetto politico, al quale potrebbero accodarsi, raccontano, anche altri deputati.  -

Regione, precari assunti al 

Territorio.  La Ragioneria 

"boccia" i contratti.

Mercoledì 30 Aprile 2014 - 06:00


Sono già al lavoro da tre mesi. I loro contratti non erano stati ancora registrati. E ora la Ragioneria generale li ha rimandati indietro. Lo strano caso dei 45 tecnici dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente.


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PALERMO-La faccenda era sembrata subito strana. Ora a certificare l'anomalia amministrativa interviene la Ragioneria centrale che non registra e rispedisce al mittente il decreto e i contratti dei 45 precari dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente. Secondo il dirigente capo Maria Spanò, il primo è “censurabile” e i secondi sono “in contrasto” con le leggi regionali. Si tratta delle stesse osservazioni sollevate da un articolo di Livesicilia del marzo scorso

Il 6 febbraio la vertenza dei precari è arrivata ad una svolta. Sono stati assunti dalla Regione con un contratto triennale da poco più di mille e 900 euro al mese. E hanno iniziato a lavorare senza che il contratto fosse stato registrato in Ragioneria. “Tutto regolare”, avevano tagliato corto dagli uffici di via Ugo La Malfa. Di avviso opposto il dirigente. Che bolla i contratti come in contrasto con le normative vigenti e i decreti come privi dell'indicazione fondamentale del capitolo di spesa su cui gli stessi contratti devono gravare.

Tutto da rifare, dunque. La storia dei precari dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente si complica. Una storia che inizia nel 2003 quando la Regione decide di avvalersi della professionalità di 45 tecnici laureati con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. A loro, in questi anni, sono stati affidati incarichi importanti. Ad esempio, le valutazioni d'impatto ambientale e le analisi di rischio idrogeologico fondamentali per l'avvio dei cantieri pubblici e privati. Di anno in anno si è arrivati alla fine del 2012. Il disegno di legge 58, approvato dall'Ars il 30 dicembre di quell'anno, prevedeva la proroga fino al 30 aprile 2013 anche per i 45 tecnici. Nel gennaio 2013, però, il Commissario dello Stato impugnò l'articolo che li riguardava nella parte in cui non era stato specificato che i contratti di lavoro soggetti a proroga erano quelli subordinati a tempo determinato. E così i 45 Co.co.co, tagliati fuori dalla proroga, agirono contro la Regione siciliana, tentando la conciliazione presso l'Ufficio provinciale del lavoro. L'obiettivo era dimostrare che non erano stati impiegati con contratti di collaborazione, ma assunti a tempo determinato in modo da rientrare sotto l'ombrello della proroga riservata ai precari. L'amministrazione regionale, dopo avere sentito il parere dell'avvocatura dello Stato, decise di conciliare riconoscendo quanto richiesto dai lavoratori. L'amministrazione, però, non ha dato seguito alla conciliazione. I 45 tecnici nel corso del 2013 non hanno firmato alcun contratto. Ciorcostanza che, sulla base degli accordi presi allora, come ricorda oggi il ragioniere centrale, ha fatto perdere efficacia alla conciliazione.

All'appuntamento con l'ultima finanziaria regionale di marzo i 45 precari si sono presentanti senza contratto. L'art. 32 comma 7 doveva servire anche a dare copertura giuridica agli ex Co.co.co., solo che il Commissario dello Stato lo impugnò: “Il comma 7 dispone la proroga fino al 31 dicembre 2016 di contratti di lavoro a tempo determinato già cessati nel 2012 e come tali non più suscettibili di nuova costituzione e prosecuzione triennale”. La Spanò sottolinea ora che quelli dei precari sono nuovi contratti di lavoro a tempo determinato e che pertanto non possono essere stipulati. Un'osservazione che smentisce la scelta della Regione che nel febbraio scorso ha fatto firmare un contratto triennale a 41 precari. Quattro di loro, infatti, hanno rinunciato. Il contratto, però, non era stato ancora registrato in Ragioneria. “Siamo in fase di registrazione - avevano spiegato a Livesicilia dall'ufficio di gabinetto dell'allora assessore Mariella Lo Bello -. Non è stato fatto solo per questioni procedurali e di tempo”. E la Lo Bello, che non ha trovato posto nel rimpasto voluto dal presidente Crocetta, riteneva che la conciliazione avesse “risolto tutto”.

Adesso la Ragioneria boccia i contratti firmati dal dirigente generale dell'assessorato al Territorio Gaetano Gullo. Solo che nel frattempo i lavoratori hanno già svolto quasi tre mesi di lavoro.-

I CONTI DELLA REGIONE SICILIANA.

Manovra-bis, 

niente testo all'Ars. 

L'esame slitta a maggio.

Martedì 29 Aprile 2014 - 20:49


Il testo di modifica del governo alla 'Finanziaria due' era atteso per le 20 di ieri sera. Ma l'attesa è stata vana: tutto rimandato a oggi. L'assessore Agnello assicura: "E' tutto pronto". Ma Cracolici attacca: "Una norma prevede la possibilità di ritoccare i contratti dei dipendenti pubblici". E cresce l'allarme stipendi.


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PALERMO - Lo hanno atteso fino alle venti. Un'attesa inutile. Il maxiemendamento del governo alla Finanziaria-bis alla fine non è arrivato. “Ma arriverà domani, è già pronto”, assicura l'assessore Roberto Agnello, al termine di una giornata intensissima che lo ha visto dapprima volare a Roma, per cercare rassicurazioni negli uffici del Ministero dell'Economia, e terminata con un lungo colloquio col presidente della Regione Crocetta, proprio per definire i dettagli del testo che dovrebbe consentire di “chiudere i conti”. Un lungo colloquio, dicevamo, quello tra Agnello e Crocetta. Forse troppo lungo. Visto che, alla fine ci si è accorti che non c'era più il tempo per rispettare i termini fissati dalla commissione bilancio per il deposito dell'emendamento. Così, tutto slitta. Il nuovo termine è fissato per domani alle 16. I deputati avranno tempo per presentare i propri emendamenti entro il 2 maggio. In pratica, si parlerà di Finanziaria-bis in Commissione non prima del 5 maggio prossimo. Uno slittamento ulteriore che si tradurrà in un ulteriore ritardo nell'erogazione degli stipendi dei circa 25 mila siciliani che lavorano in enti regionali, teatri, Fondazioni finanziate dalla Regione. Già superati i termini per i pagamenti degli stipendi di aprile, a rischio adesso sono anche quelli di maggio.

“Siamo qui, con elmetto e baionetta”, diceva così tra il serio e il faceto qualche deputato della Commissione bilancio nel pomeriggio. Una battuta amara, che però rende bene l'idea di quello che potrebbe essere il clima che il governo troverà a Palazzo dei Normanni. Elmetto e baionetta. Per evitare che, sulla scia dell'emergenza e sulla scorta degli appelli alla “responsabilità” del presidente della Regione possa passare qualche norma sgradita ai deputati.

E a dire il vero, qualcuno è già uscito allo scoperto. Antonello Cracolici, ad esempio, ha già lanciato il primo “affondo”. L'obiettivo del deputato Pd è l'articolo 15 del testo attualmente in commissione. In un comma si prevede, in pratica, la possibilità di rivedere i contratti dei dipendenti pubblici attraverso il passaggio a contratti di solidarietà.

“Il governo regionale – ha detto il parlamentare democratico - pensa di applicare tagli ai contratti anche ai dipendenti degli enti pubblici: credo che questo sia un percorso inaccettabile, ho presentato un emendamento per sopprimere il comma 2 dell’articolo 15 della ‘manovra-bis’ che prevede questa opzione. Il governo deve dare risposte a migliaia di siciliani – aggiunge Cracolici - e deve indicare come intende coprire i diversi capitoli sottostimati e gli effetti finanziari previsti dal decreto Renzi. L’assessore all’Economia ha mostrato ottimismo? Vuol dire che potremo finalmente dare buone notizie a chi aspetta di avere pagato il proprio stipendio”.

E la norma è considerata discutibile anche da buona parte della commissione Bilancio. “Bisognerà modificare qualcosa – ha detto il presidente Nino Dina – visto che intervenire su contratti già stipulati può avere chiari contorni di incostituzionalità”. Sul tema, per il momento, l'assessore Agnello sceglie la via della cautela: “Non ho ancora depositato il testo in commissione – ha detto – entreremo nel merito solo dopo questo atto formale”.

Ma il "cuore" dell'emendamento è già stato, in qualche modo, illustrato dal governo. Un meccanismo che consentirebbe, con l'assenso del governo nazionale, di utilizzare le somme ricavate dalle imposte Irpef e Irap come "competenza" e non come "cassa". Un sistema che permetterebbe di ricavare qualcosa come 190 milioni. Somme che verrebbero utilizzate in parte (poco meno di 90 milioni) per "neutralizzare" gli effetti del decreto Renzi attraverso il quale vengono chiesti ulteriori sacrifici alle Regioni a Statuto speciale. Il resto, invece, servirà per scongelare parte delle voci accantonate nell'allegato 2 della Finanziaria-bis impugnata dal commissario (voci che ammontano oggi a circa 320 milioni di euro).

“Ancora una volta il premier Renzi e il suo governo - ha commentato il deputato regionale renziano  Gianfranco Vullo - confermano grande attenzione nei confronti della Sicilia. Oggi il neo assessore al Bilancio del governo Crocetta ha ottenuto il via libera alla manovra finanziaria bis della regione con la condivisione chiara ed inequivocabile di poter inscrivere tra le entrate le anticipazioni per competenza relative ad Irap e Irpef. Con tale procedura vengono coperti i tagli del decreto 118 varato dal governo di Matteo Renzi. Sono soddisfatto che anche con l’assessore Roberto Agnello prosegua il rapporto fattivo e di collaborazione con Roma. Sono certo - ha aggiunto - che la Sicilia abbia intrapreso la via retta per il risanamento dei conti e da un premier come Renzi, attento a ridurre le spese e gli sprechi, non potrà che attendersi adesioni convinte”.

Una lettura completamente opposta a quella dell'opposizione. Secondo il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone, infatti, il decreto di Renzi è una norma "ammazza Sicilia". "Tra l'altro - continua Falcone - non si capisce come si possa quantificare una cifra che non è il frutto di nessun tavolo tecnico. L'unica strada che dovrebbe essere seguita - prosegue - sarebbe l'abolizione dell'articolo 46 del decreto Renzi, e per questo servirebbe la pressione dei deputati siciliani a Roma".

L'assessore Agnello assicura, però, anche in tarda serata, di avere ricevuto buone notizie da Roma. "E' tutto pronto", conferma. Ma il testo alla fine, in commissione non è ancora arrivato. L'esame della Finanziaria-bis slitta ancora. Nonostante gli inviti “a far presto” lanciati anche dal governatore. E nonostante i timori di oltre 25 mila siciliani.-
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Ars, nuova seduta fissata 

al 6 maggio.

Martedì 29 Aprile 2014 - 21:25
Pubblicato da www.livesicilia.it


L'inizio dei lavori è previsto per le 16.


PALERMO - L'Assemblea regionale siciliana tornerà a riunirsi il 6 maggio. Dopo la sospensione di oggi, il presidente vicario, Antonio Venturino, ha chiuso seduta rinviando i lavori al 6 maggio, alle 16. -
Pubblicato: 29/04/2014  -  lasiciliaweb›› Politica.

Via libera alla manovra bis.

Sindacati: 'Profili di 

incostituzionalità'.

Agnello ottiene l'ok dal ministero, già da stasera predisporrà l'emendamento di riscrittura di parte della nuova finanziaria per fare fronte al decreto Irpef per la Sicilia. "Interlocuzione positiva". I rappresentanti dei lavoratori chiedono "con urgenza" un incontro con l'assessore.

Palazzo dei Normanni
 

PALERMO - L'assessore all'Economia, Roberto Agnello, ha ottenuto l'ok dagli uffici del ministero sulla strategia per la definizione della manovra bis, ferma in commissione Bilancio dell'Ars. "L'interlocuzione è stata molto positiva - dice l'assessore in rientro da Roma - Si intravedono gli spazi per potere gestire gli effetti del Dl Renzi sulla manovra bis". Come concordato con la commissione Bilancio, l'assessore Agnello entro stasera predisporrà l'emendamento di riscrittura di parte della manovra bis, alla luce degli 88,4 milioni di euro di accantonamenti imposti dal decreto Irpef alla Sicilia.

Per chiudere la manovra bis ferma in commissione Bilancio dell'Ars, col taglio di 88,4 mln imposto dal Dl Irpef, l'assessore all'Economia, Roberto Agnello, applicherà le disposizioni del decreto 118 sulle armonizzazioni contabili, che consente di iscrivere anticipazioni di entrate per competenza, mentre finora la gestione è stata fatta per cassa. La strategia messa a punto dall'assessore è stata condivisa dagli uffici del ministero dell'Economia, con i quali Roberto Agnello si è confrontato stamani, durante la sua missione a Roma.

A copertura dei nuovi tagli, dunque, l'assessore inserirà nell'emendamento di riscrittura della manovra bis parte delle anticipazioni di Irpef e Irap, che la Regione materialemnte avrà in cassa il prossimo anno. "Eravamo sicuri della possibilità di mettere in campo questa strategia - afferma l'assessore Agnello - Non stiamo facendo altro che applicare una norma dello Stato, ma ci è sembrato corretto confrontarci con il ministero dell'Economia, col quale c'è sintonia". L'assessore non teme problemi con l'ufficio del commissario dello Stato. "E perché dovrebbero essercene  - dice - Quello del commissario è un ufficio tecnico".

Per Agnello si è trattato del primo incontro ministeriale, dal giorno della sua nomina. "Al di là della manovra bis - sottolinea l'assessore - col ministero il dialogo è pieno, abbiamo la necessità di un confronto costante e c'è assoluta disponibilità".

Ma i segretari generali e quelli di categoria dei sindacati Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono "con urgenza" un incontro con l'assessore all'Economia, Roberto Agnello, e un'audizione in commissione Bilancio all'Assemblea regionale siciliana. "La manovra bis, alla quale sta lavorando il governo, mette in discussione i contratti collettivi di tutti gli enti e le società della Regione, oltre che tagliare di oltre il 30% ed, in alcuni casi, fino al 50% i trasferimenti nei confronti degli stessi, con pesanti ricadute sugli stipendi dei lavoratori, che verrebbero ridotti proporzionalmente".

"Dal testo della manovra - proseguono le organizzazioni sindacali - emergono gravi profili di incostituzionalità, mentre altri elementi si prestano ad una più che probabile impugnativa del Commissario dello Stato, come avvenuto recentemente con il ddl 670 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale". Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl ritengono che "prioritariamente si dovrebbe procedere ad una razionale riorganizzazione degli enti e delle società collegati alla Regione, affrontando i veri sprechi ed i veri mali della cattiva burocrazia: le troppe norme, le procedure farraginose, la cattiva organizzazione del lavoro e non colpendo il già ridotto potere d'acquisto delle retribuzioni dei pubblici dipendenti".

Insomma, per i sindacati serve "urgentemente una riforma che tenga insieme la riorganizzazione dei servizi con politiche per il personale coerenti e non vessatorie. Il punto è sgombrare il campo dalle inefficienze, dagli sprechi, dalle consulenze inutili, dagli organici sbilanciati e dal labirinto di leggi complicate e procedimenti ottocenteschi. Il Paese chiede servizi pubblici veloci, innovativi, di qualità".   -

Pubblicato: 29/04/2014  -  lasiciliaweb›› Politica.

Turismo, il piano Stancheris

"Aprire la Sicilia ai mercati 

lontani".

L'assessore punta ai mercati esteri: "Tokyo o San Paolo, oppure Cina e Paesi arabi, ma per fare questo c'è bisogno di un lavoro più strutturato". E in autunno, nei luoghi di Montalbano, la borsa del turismo religioso.

 

PALERMO - "I dati turistici di questa prima parte dell'anno sono confortanti perché mostrano un progressivo rilancio del brand Sicilia nel mercato turistico e che stanno riprendendo ad aumentare le presenze nella regione. Stiamo dimostrando come lavorare sulla programmazione funzioni, e la Regione è affiancata in questa direzione dai principali attori del settore" afferma l'assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris che stamani ha presentato il calendario delle manifestazioni fieristiche e borsistiche del secondo semestre 2014 e le linee guida del piano regionale di propaganda turistica 2015 "ideato al fine di favorire la promo-commercializzazione turistica della Sicilia in Italia e nel mondo".

"In questi mesi, oltre che alle fiere principali, abbiamo portato la Sicilia su mercati appetibili, come Francoforte e Genova, ed è di oggi la notizia che il marchio Sicilia sarà presente all'International Golf Travel Market 2014, l'evento più importante al mondo per l'industria del turismo golfistico, che si terrà per la prima volta in Italia, dal 27 al 30 ottobre, a Cernobbio, in provincia di Como - ha affermato - Germania, Inghilterra e nord Italia continuano ad essere i principali richiedenti per un soggiorno in Sicilia, ma vogliamo puntare forte anche sul mercato interno alla Sicilia. Inoltre, voglio aprire il mercato turistico anche a mercati lontani, come Tokyo o San Paolo, oppure Cina e Paesi arabi, ma per fare questo c'è bisogno di un lavoro più strutturato, perché si scopre come ad esempio i cinesi gradiscano, in albergo, la vasca da bagno anziché la doccia e la visione dei canali televisivi della Repubblica Popolare, e non tutti gli alberghi sono pronti a questo tipo di richieste".

Stancheris ha spiegato che "il mercato russo, invece, si sta destagionalizzando e rendendo autonomo dalle agenzie di viaggi, con organizzazioni sempre più di frequente fatte direttamente dai singoli, e la Sicilia deve puntare su questo tipo di turismo per un forte rilancio del settore; riflettiamo bene sull'opportunità della destagionalizzazione, ma per questo bisogna agire su grandi linee, aiutando gli albergatori a livello nazionale, detassando ad esempio il costo del lavoro nei periodi invernali".

Sempre sul fronte della destagionalizzazione, in autunno in Sicilia ci sarà la Borsa del turismo religioso. Si svolgerà nel Sud est della Sicilia che è attualmente al centro di vari programmi di promozione come i luoghi di Montalbano e i sapori di Montalbano, tutte operazioni che la Regione porta avanti insieme a Enit. "Per destagionalizzare, però, non bastano le fiere e il turismo congressuale, bisogna andare incontro alle strutture - ha evidenziato l'assessore - La Sicilia propone un piano nazionale di aiuti nei confronti di chi resta aperto. Piuttosto che pagare la disoccupazione agli stagionali, si possono usare quelle risorse per sostenere gli albergatori che decidono di restare aperti. Solo così ci sarà un'offerta su cui poi puntare con fiere e promozioni".  -

martedì 29 aprile 2014

OLIVERI : LA TANTO "CHIACCHIERATA" STRADA ROCCA NAVA - BABBO.

Questa strada, resa transitabile, potrebbe congiungere la parte collinare del paese con la SS 113 in corrispondenza del vituperato parco "Valle Olivara".

OLIVERI : CHI VOLEVA PUNIRE I PROGETTISTI DELLE OPERE PUBBLICHE "INUTILI" HA PUNITO, INVECE, LA COMUNITA' .

Infatti, la comunità di Oliveri è stata punita per i seguenti motivi:

1) La parcella al progettista è stata puntualmente pagata.

2) La strada cui si riferiscono le due foto è rimasta incompleta.

3) La carreggiata stradale, rimasta a fondo naturale, è divenuta intransitabile.

4) Lo stato di totale abbandono ha peggiorato le condizioni di staticità  delle strutture.




5) La Collettività dovrà affrontare nuove e maggiori spese per il risanamento e completamento della utile arteria a servizio dei terreni, pubblici e privati, adiacenti.  -

LE CATECHESI DI DON VINCENZO CARONE .

La Chiesa: Una, Santa, Cattolica, Apostolica.

 

Dio è padrone della vita 

e della morte-

Anche quando tu non ci credi, le tue vie non dipendono da te. La strada che il Signore ti ha tracciato, può essere percorsa da te facendo il bene, oppure facendo il male, la strada però rimane sempre quella. Il Profeta pregava cosi: o Signore, non darmi la ricchezza, e non darmi neppure la povertà, dammi ogni giorno quello che basta alla mia vita. Giobbe disse ai suoi amici: Dio mi ha dato la ricchezza e in questi giorni me l’ha tolta. Lo stesso si dica dei beni spirituali: Dio può dare le consolazioni, o anche dei doni particolari, quando vuole e a chi vuole, e può riprenderle come ha fatto con Giobbe. Non esistono preghiere o formule “magiche” per ottenere i doni di Dio. Si sono registrati molti casi nella storia della Chiesa, molti che avevano ricevuto la Grazia della devozione, vollero fare di più: fecero digiuni e penitenze diverse da quelle proposte dalla Chiesa. Le loro preghiere erano una specie di salto verso l’alto, la loro vita spirituale divenne sterile e in non pochi casi caddero nella depressione e qualche volta anche nella pazzia. Qualunque cosa Gesù Risorto vuole fare di te, persevera in un atteggiamento umile davanti a Dio: distingui chiaramente quello che sei e il dono che non è tuo e non viene da te. Non devi mai seguire l’impulso del cuore, cerca sempre di ragionare secondo verità. “Dio li ha umiliati e li ha abbandonati nella loro miseria”. “Egli riscatterà la tua vita dalla corruzione” (Sal 101, 1). Anche per innalzare il pensiero a Dio, tu trovi forte resistenze da parte della tua natura umana. Quante cose ti richiamano indietro! Quanti ostacoli sul tuo cammino! Quando pensi di essere arrivato a  buon punto, ti trovi a terra, non solo col morale,ma anche con le possibilità di riprenderti. Una folla immensa di fantasie, di illusioni e di progetti irrealizzabili girano continuamente nel tuo cervello, come un documentario a colori. Questo sei tu, questo sono io, questo siamo tutti. Viviamo nella speranza che qualcosa cambi, in realtà non cambia mai nulla, anche quando qualcuno urla come un esaltato, dicendo che lui cambierà il mondo. Quanti sono morti col rimpianoi di quello che non hanno potuto mai realizzare. Le illusioni affiorano nel cuore umano come un brulichio di vermi. Questo fino a quando il Signore non vorrà riscattarci dalla nostra miseria. La miseria più grande si sviluppa in te, quando tu accusi qualcuno come la causa dei tuoi mali.  Socrate, che non conosceva il cristianesimo, diceva: colui il quale è stato la causa dei propri mali, pianga se stesso. Dio ha prescritto per te quello che puoi fare e quello che non devi fare per vivere una vita onesta e per conservare la vita divina in te. Se non hai voluto ascoltarlo per conservare e sviluppare sia la vita umana che la vita divina, ora ascolta quello che ti dice di fare, per ricuperare l’amore di Cristo Risorto che hai perduto. Le conseguenze del tuo peccato sono la vera portata della trasgressione di quello che Dio ti aveva comandato. Le anime sante ci avvertono che Gesù si lamenta sempre di noi. Si lamenta perché Egli è fedele. Nonostante tanti beni che dona al mondo, all’umanità e a tutta la Creazione, non riceve che oltraggi e bestemmie. Pensa cosa prova Gesù nel suo Cuore quando sente bestemmiare il Padre suo e la Mamma sua. Qual è la richiesta di Gesù? È la riparazione degli oltraggi che vengono fatti al suo Cuore, “ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini”. Il dolore più atroce che lacera il Cuore di Gesù, è l’infedeltà di noi sacerdoti e delle anime consacrate. L’infedeltà dei cristiani invece, consiste nel rifiuto dei Comandamenti e nel fare peccati di sacrilegio. È diventata opinione comune: ognuno minimizza i suoi peccati fino al punto da non sentire il bisogno di confessarsi. Facilmente si tralascia la Messa la domenica, e quando si va, si assiste distratti dal mistero che si compie sotto i loro occhi. Quasi tutti vanno alla comunione senza minimamente pensare che quel Pane è il Corpo di Cristo Risorto. Gesù vuole realizzare una relazione di amore con chi è veramente devoto al suo Cuore divino. L’amore di Gesù deve essere conservato nel cuore mediante l’ubbidienza docile e gioiosa alla sua volontà. La nostra ubbidienza deve essere quella di Giobbe: Il Signore mi ha dato, il Signore mi ha tolto quello che mi ha dato, voglio lodare e ringraziare sempre il Signore. Quando comincia a suonare la campana, dobbiamo pregare così: il Signore mi ha dato questa vita, ora se  la riprende. Vuole che io vada da Lui, e io ci andrò.  -
Don Vincenzo

L'ARS TAGLIA I COSTI DELLA CASTA ?.

Sette nuove Bmw per l'Ars.

Ecco a chi toccheranno.

Martedì 29 Aprile 2014 - 06:00
Pubblicato da www.livesicilia

Qualche intoppo, qualche ritardo, ma alla fine ci siamo. Il Parlamento più antico del mondo si prepara a portare a termine il noleggio delle auto blu, anche se i contratti non sono stati ancora perfezionati. Ecco a chi toccheranno.


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PALERMO – Alla fine hanno scelto le Bmw. Sette nuove auto blu che a breve dovrebbero entrare nel parco auto dell’Assemblea regionale siciliana e sostituire le diciotto che lo occupavano fino all’anno scorso. Niente più auto per i presidenti di commissione: d’ora in poi ne avranno una a disposizione “solo” il presidente Giovani Ardizzone, i due vice Antonio Venturino e Salvo Pogliese, i tre questori Paolo Ruggirello, Nino Oddo e Franco Rinaldi. Più una, che resterà a disposizione a seconda delle necessità. Un’asta pubblica partita a giugno dell’anno scorso e andata deserta per ben due volte: la prima ad agosto e la seconda a fine gennaio. Due bandi ai quali, insomma, non aveva risposto nessuno. “Le condizioni erano troppo svantaggiose per le concessionarie”, spiegano i questori di Palazzo dei Normanni. “Condizioni” che, come scritto nei due avvisi, prevedevano un noleggio a lungo termine (quarantotto mesi dalla data di affidamento del servizio) ad un canone mensile di 1.050 euro. Ma dopo i due tentativi andati a vuoto, Palazzo dei Normanni ha dato il via alle trattative private.

Una strada che ha portato, alla fine, all’accordo con la concessionaria Bmw di Palermo. Ma l’azienda, nel frattempo, è finita sotto sequestro: fa parte, infatti, dei beni della famiglia Rappa, una delle più note famiglie di imprenditori palermitani, colpita, alla fine di marzo, da un provvedimento emesso dal tribunale su proposta della Direzione investigativa antimafia. E anche se il sequestro, in realtà, riguarda il capostipite ormai deceduto e la concessionaria, intanto, prosegue la sua attività sotto il controllo di un’amministrazione giudiziaria, l’intoppo ha bloccato la trattativa con l’amministrazione dell’Ars.

Le auto sarebbero dovute arrivare a Palazzo dei Normanni lo scorso 15 aprile, ma dopo la notizia del sequestro i questori del parlamento regionale hanno deciso di sospendere tutto e aspettare pareri legali e certificati antimafia. “In questo momento sono le autorità giudiziarie che stanno gestendo tutto – spiega Paolo Ruggirello – ma è chiaro che, alla luce dei fatti, i tempi si allungheranno”. Finora, infatti, non era stato firmato alcun contratto. “Solo una corrispondenza via email”, aggiunge il questore di Articolo 4. Intanto, sull’esito della gara non c'è stata una pronuncia formale. Anche se dall’Ars qualcuno già azzarda che le trattative andranno a buon fine. “I proprietari della concessionaria non sono neanche indagati – spiega il deputato questore del Megafono Nino Oddo – e so che il tribunale intende che siano rispettati gli accordi presi precedentemente con l’azienda”.

Le Bmw, insomma, arriveranno. Sette auto blu diesel, con carrozzeria berlina a tre volumi, quattro porte e con cilindrata massima di 2.200 c.c., lunghe circa cinque metri e con potenza non inferiore a 170 cavalli. Costo complessivo – e cioè nei quattro anni di noleggio – 352.800 euro più Iva.  -

Pubblicato: 29/04/2014  -  lasiciliaweb›› Sicilia.

Blitz antidroga, 

27 arresti ad Adrano.

Sgominati due gruppi che si contendevano il mercato dello spaccio di cocaina ed eroina. I fermati avrebbero contatti con il gruppo mafioso dei Santangelo e quello emergente all'interno della stessa cosca legato a Rosano. In manette anche Nicola Mancuso, indagato per omicidio con l'accusa di avere inscenato il suicidio di Valentina Salamone.

 

polizia
 

ADRANO (CATANIA) - Ventisette persone arrestate e un'ordinanza cautelare notificata a una già detenuta: è il bilancio di un'operazione antidroga della Polizia che ha sgominato due gruppi che si contendevano il mercato dello spaccio di cocaina ed eroina ad Adrano, nel Catanese.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo l'accusa avrebbero avuto contatti con il gruppo mafioso dei Santangelo e quello emergente all'interno della stessa cosca legato a Rosano.

Tra gli arrestati c'è anche Nicola Mancuso, l'uomo indagato per omicidio con l'accusa di avere inscenato il suicidio di Valentina Salamone, la diciannovenne trovata impiccata in una villetta di Biancavilla nel luglio 2010 con la quale avrebbe avuto una relazione.

Il 18 aprile scorso Mancuso è stato condannato a un anno e 4 mesi di reclusione per spaccio di cocaina dal presidente dei gip di Catania, Nunzio Sarpietro, a conclusione di un processo celebrato con il rito abbreviato. In quel caso, l'uomo era accusato di avere ceduto, la sera della morte della diciannovenne, tre dosi di droga ad altrettante persone.

L'indagine del commissariato della Polizia di Stato di Adrano è stata coordinata dai sostituti procuratori della Dda di Catania, Pasquale Pacifico e Laura Garufi. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip Rosa Alba Recupido.

Ucraina: Mosca, 

truppe lasciano confine.

Ministro difesa russo Shoigu informa omologo americano Hagel.

 

(ANSA) - MOSCA, 28 APR - Le truppe russe impegnate in "manovre" vicino al confine con l' Ucraina sono rientrate alle loro caserme. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu in una conversazione telefonica con il suo omologo statunitense Chuck Hagel. "Non appena le autorità ucraine hanno dichiarato che non avrebbero utilizzato le unità militari regolari contro la popolazione inerme, le truppe russe sono rientrate nelle loro caserme", ha detto il ministro russo.  (ANSA)

COSE DI CASA NOSTRA .

Palermo, il pizzo abbocca 

all'amo. "Tassa" di un euro 

su ogni chilo di tonno.

Lunedì 28 Aprile 2014 - 20:42

Alessandro D'Ambrogio, reggente del mandamento mafioso di Porta Nuova, e Giuseppe Di Giacomo, ultima vittima della guerra di Cosa nostra, si sarebbero inventati una nuova forma di estorsione. E c'è chi pagherebbe tangenti per "liberare" il tonno sequestrato.


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PALERMO - Le carni della femmina del tonno sono le più pregiate. "A tunnina" è un must della cucina palermitana. Ed ha finito per stuzzicare l'interesse della mafia. Le ricette prelibate nulla c'entrano. Stiamo parlando di interessi economici. Di pizzo, in particolare. Un euro su ogni chilo di tonno pescato. Nella mafia di oggi che affronta la crisi economica e si misura con i conti in rosso Alessandro D'Ambrogio e Giuseppe Di Giacomo si sarebbero inventati una nuova forma di estorsione per rimpinguare le casse dell'organizzazione. Una forma di estorsione che porta gli investigatori a confrontarsi, è il proprio il caso di dire, con gli affari più sommersi dell'organizzazione criminale.

Il particolare salta fuori dalle indagini che di recente hanno portato in carcere otto boss - uno è stato scarcerato - del mandamento palermitano di Porta Nuova e hanno stoppato i piani di morte di Giovanni Di Giacomo, killer ergastolano, che si sarebbe messo in testa di vendicare il fratello Giuseppe assassinato a metà marzo. Ed è stato intercettando i due fratelli durante i colloqui in carcere prima del delitto che è venuta fuori la storia del tonno. Il pizzo si sarebbe aggiunto alle tangenti pagate da alcuni pescatori per "liberare", grazie a compiacenze ancora da scoprire, il tonno pescato oltre le quote fissate dall'Unione europea e perciò sequestrato. Questo è un capitolo investigativo tutto da esplorare.

A giudicare dalle parole di Giuseppe Di Giacomo, alcuni pescatori riuscivano a rientrare in possesso del tonno: " ... a tunnina... quella sequestrata... te la portano di nuovo... e te la vendono... allora... siccome ne abbiamo parlato con Carlo”. Carlo era uno dei soprannomi di D'Ambrogio, reggente del clan di Porta Nuova arrestato nei mesi scorsi. Ed ancora: “... scusami... loro... a tunnina la mandano... a mille euro l'uno... e ci prende un euro l'uno in capu... al chilo...”.

Solo che i sequestri rischiavano di mandare all'aria gli affari di D'Ambrogio e Di Giacomo: “... cioè s'ammuccavano... e non dicevano niente... di questa situazione... hai capito”. I fratelli Di Giacomo fanno un chiaro riferimento ai titolari di un importante ingrosso di pesce di Palermo. E, a giudicare dalle parole di Giovanni, non sarebbero neppure gli unici a pagare il pizzo a Cosa nostra e le tangenti a chissà chi per recuperare il pescato sequestrato. "... come quelli che erano infilati al porto”, diceva l'ergastolano.

Infine c'è un passaggio che rimanda all'esistenza di accordi illeciti. Un passaggio tutto da chiarire e su cui i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo mantengono il più stretto riserbo. È ancora Giuseppe a parlare. “... perché loro dicono... si può fare?... no... si fa... perché... davanti 'a u mignu'... rimane a te... e poi più tardi ci vediamo con te... e ci dai il resto... non c'è bisogno... che ci vuole... hai capito com'è?... e ci da u suverchiu... a questo... proprio a questo gliel'hanno detto... quelli suverchiu che ci devi dare a noi altri... glieli fai avere dov'è che è... per ora se li mettevano 'nna sacchietta iddi... hai capito?... lo sconto c'è...”.  -
Pubblicato: 28/04/2014  -  lasiciliaweb›› Politica.

Comuni siciliani sul piede 

di guerra, la ricetta dei 

sindaci contro i tagli.

Il 5 maggio a Palermo mobilitazione regionale. Negli ultimi quattro anni il fondo per gli enti locali è passato da 900 a 400 milioni di euro. L'Anci: "Ogni euro tolto a noi diventa una tassa per i cittadini". Pronto un documento da sottoporre all'Ars e al Parlamento: "Accorpare gli assessorati e tagliare le consulenze esterne".

 

PALERMO - Con lo slogan "Ogni euro tolto ai comuni è un euro di tasse per i cittadini" stampato in un "avviso alla cittadinanza" i comuni siciliani si preparano alla mobilitazione del prossimo 5 maggio, a Palermo, per fare quadrato contro i continui tagli ai trasferimenti da parte di Stato e Regione che "stanno mettendo in ginocchio le amministrazioni locali, con 190 comuni sopra i 5 mila abitanti non in grado di chiudere i bilanci".

Nel corso dell'assemblea in programma ai cantieri alla Zisa, sindaci e amministratori provenienti da ogni parte dell'Isola lanceranno ufficialmente il documento elaborato dall'Anci Sicilia "I comuni in dissesto tra riforme mancate ed il baratro finanziario": conterrà alcune proposte rivolte al governo e all'Assemblea regionale per cercare di riequilibrare un sistema che sta cadendo a pezzi.

"I comuni sono sostanzialmente tutti in dissesto, la Regione ci costringe a stare nell'incertezza perenne", ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, presentando l'iniziativa del 5 maggio in conferenza stampa, assieme ai componenti dell'ufficio di presidenza dell'associazione.

Orlando ha spiegato che la mobilitazione non ha un colore politico: "Noi abbiamo un solo partito di riferimento, i nostri comuni". "Non possiamo farci travolgere dal sistema politico regionale che oggettivamente è imploso", ha aggiunto Orlando. Il vice presidente dell'Anci, Paolo Amenta, ha ricordato  che negli ultimi quattro anni il fondo per le autonomie lcali è passato da 900 a 400 milioni di euro, "e quest'anno - ha proseguito - c'è stato il capolavoro, il taglio di 100 mln in quota investimenti che ha effetto sulle rate dei mutui per l'ammortamento dei debiti con la conseguenza per i comuni di dovere trovare le risorse nei bilanci".

Inolte, la Regione non ha ancora pagato nè ultima trimestralità del 2013 nè la prima del 2014. "I comuni non sono in condizione di approvare i bilanci di previsione per quest'anno - ha sottolineato Amenta - Ormai l'unica leva di finanziamento sono le imposte già ai massimi livelli come l'Imu, con le quali dobbiamo pagare i servizi e anche gli stipendi del personale".

Intanto oggi l'ufficio di Presidenza dell'Anci Sicilia ha suggerito ufficialemnte alla Regione la linea che dovrebbe adottare.non solo spending review, ma azioni amministrative e proposte di legge da portare in Assemblea. "Accorpare alcuni assessorati come Turismo e Beni culturali eliminando così uffici di gabinetto e relativi compensi, tagliare tutte le consulenze esterne, porre fine all'assunzione dei cosiddetti comandati, abolire il salario accessorio dei dipendenti regionali (Famp)".

"Nei comuni ormai ci sono assessori che hanno in mano fino a dieci deleghe, perché i comuni sono gli unici enti ad avere fatto vera spending review", dice il sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo, componente dell'ufficio di presidenza di Anci Sicilia, che sta elaborando un documento di proposte da sottoporre a Regione e Parlamento. "Per pagare i contrattisti - aggiunge il sindaco di Camporeale, Vincenzo Cacioppo - siamo costretti a ricorrere alle anticipazioni di cassa, su cui paghiamo interessi che vengono considerati un danno all'erario. Io nel mio Comune non posso assumere un ragioniere generale o un ingegnere capo, è impossibile andare avanti così".  -
Pubblicato: 28/04/2014  -  lasiciliaweb›› Politica.

Strada in salita per la 

manovra bis.  L'assessore 

Agnello vola a Roma.

Il testo dovrà essere riscritto alla luce dei nuovi tagli imposti da Roma con il Dl Irpef. Il titolare all'Economia tenta di recuperare almeno 190 milioni di euro per compensare i nuovi tagli.

 

agnello crocetta
 

PALERMO - Strada in salita per la Finanziaria bis. Il testo dovrà essere riscritto alla luce dei nuovi tagli imposti da Roma con il Dl Irpef. E l'ipotesi di una manovra ter non appare nemmeno tanto remota.

"Ci sono tanti fronti ancora aperti - dice Nino Dina, presidente della commissione Bilancio all'Assemblea regionale siciliana -, la nuova finanziaria potrebbe non essere sufficiente. Questa potrebbe essere un primo passo, a cui fare seguire in futuro un nuovo intervento".  Per valutare i margini di manovra imposti dai nuovi sacrifici l'assessore all'Economia, Roberto Agnello domani volerà a Roma e in serata in Commissione dovrebbe approdare la nuova riscrittura del testo.

"Il Governo dovrà concordare l'eventuale copertura dei nuovi tagli imposti dal nuovo dl dell'Esecutivo Renzi" spiega Dina. La proposta che l'assessore Agnello porterà sui tavoli romani è quella di "attualizzare al 2014 gli incassi delle addizionali Irperf ed Irap del 2015". Un escamotage utile a recuperare almeno 190 milioni di euro, che in parte serviranno a compensare i nuovi tagli imposti dal premier, circa 90 milioni di euro.

"Il governo ha chiesto tempo sino a domani sera per depositare in Commissione la nuova riscrittura del testo - conclude Dina -, sino a mercoledì i parlamentari potranno depositare gli emendamenti di modifica e nel pomeriggio comincerà l'esame". Sui tempi del via libera alla manovra il presidente della commissione Bilancio è, comunque, ottimista. "Entro l'8-9 maggio l'Aula potrà esitare la manovra bis".  -

Pubblicato: 28/04/2014  -  lasiciliaweb›› Politica.

Appello di Crocetta ai partiti:

"La situazione è drammatica".

Il presidente della Regione: "Occorre un confronto responsabile, stanno pagando i lavoratori, ma anche l'agricoltura e le industrie. Sono convinto che le posizioni estremiste e sfasciste saranno isolate".

 

PALERMO - Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha lanciato un appello a tutti i gruppi parlamentari affinché, al di là dell'appartenenza politica, siano disponibili a un confronto celere e responsabile per approvare in modo rapido la manovra finanziaria.

"La situazione sociale prodottasi negli enti della Regione dopo l'impugnativa formale di diversi capitoli di bilancio da parte del commissario dello Stato - afferma il presidente - è drammatica. Ci sono migliaia di lavoratori come nei consorzi, all'Esa, i forestali, che non riescono ad essere avviati al lavoro per assenza di risorse ed altri che pur avendo lavorato, come nei teatri e in altri enti, non percepiscono lo stipendio da qualche mese. Occorre fare in fretta".

"Le variazioni di bilancio presentate dal governo - aggiunge il governatore - non rappresentano un indirizzo politico amministrativo di parte, ma vogliono risolvere i problemi dei siciliani. Ci sono costi enormi che stanno pagando i lavoratori, ma anche l'agricoltura e le industrie. Sono convinto che sulle variazioni di bilancio si determinerà lo stesso spirito di responsabilità che ha portato all'approvazione del dl pagamenti per le imprese, poiché l'Ars nei momenti cruciali ha sempre dimostrato di fare prevalere le ragioni della responsabilità rispetto a chi vuole operare nella direzione di una politica sfascista".

"Sono convinto - conclude il presidente - che le posizioni estremiste e sfasciste saranno isolate ancora una volta e che in Assemblea prevarrà un solo interesse: l'amore per la Sicilia".  -

lunedì 28 aprile 2014

OLIVERI : AREA COMUNALE GRAVATA DA USI CIVICI ?.







Le 5 superiori foto rappresentano un unico lotto di terreno incolto e recintato.
Questo terreno dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) appartenere al cosidetto demanio comunale gravato da usi civici.
Lato sud confina con l'incompiuta ed intransitabile strada Rocca Nava - Babbo.
Ad est confina con strada rurale (privata o pubblica ?) dalla quale si accede al detto lotto attraverso un cancello chiuso con lucchetto.
L'Amministrazione comunale ha provveduto a censire detto terreno al fine di accertare se appartiene al demanio pubblico o se trattasi di proprietà privata ?.
Un Sindaco imparziale dovrebbe usare uguale trattamento per tutti i Cittadini amministrati. -
Antonio Amodeo

'Ndrangheta: latitante 

arrestato a S.Domingo.

E' Nicola Pignatelli, 43 anni, nell'elenco del Viminale dei 100 latitanti più pericolosi.


La polizia ha arrestato a Santo Domingo Nicola Pignatelli, latitante della 'ndrangheta inserito nell'elenco del Viminale dei 100 latitanti più pericolosi, ritenuto elemento di vertice della cosca Mazzaferro e legato alle famiglia Ursino ed Aquino. Pignatelli, 43 anni, era latitante dal 2011 ed era ricercato per 416 bis e reati di droga e deve scontare una condanna a 13 anni e 6 mesi. Pignatelli è stato arrestato dagli uomini della Mobile di Reggio Calabria, da quelli del servizio centrale operativo e dall'Interpol.
Pignatelli è stato individuato dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria e da quelli dello Sco, che da qualche giorni si trovavano a Santo Domingo, in un bar nei pressi del residence dove si era stabilito da mesi.
Completamente trasformato rispetto alle foto segnaletiche, gli investigatori non escludono che la presenza del latitante a Santo Domingo fosse collegata anche all'intenzione delle 'ndrine di Gioiosa Ionica di aprire un nuovo canale per il traffico di droga che dal centro e sud America avrebbe raggiunto l'Europa passando per il porto di Gioia Tauro.
Pignatelli, secondo quanto si apprende, si trova già detenuto in una caserma della polizia di Santo Domingo e l'Interpol italiana ha già avviato le procedure per ottenere la sua immediata espulsione o l'estradizione. L'arresto si inserisce nell'ambito del piano voluto dal ministro dell'Interno Angelino Alfano per contrastare con maggiore efficacia la 'ndrangheta che prevede, tra l'altro, la caccia ai latitanti, il sequestro dei patrimoni delle organizzazioni criminali e la lotta alle infiltrazioni nell'economia legale. (ANSA)

Per la Sicilia tre miliardi in 

meno di nuovi fondi Ue.

Sprint per non perdere 

le vecchie risorse.

Lunedì 28 Aprile 2014 - 06:00
Pubblicato da www.livesicilia.it


Della nuova programmazione 2014-2020, la Regione gestirà direttamente “solo” cinque miliardi e 300 milioni, contro gli otto e mezzo del 2007-2013. E la dotazione potrebbe ancora diminuire se non si riusciranno a spendere i soldi della tranche precedente. Ma la Sicilia è pronta a dare battaglia. Direttiva di Crocetta agli assessorati: fate presto o sarete responsabili dei danni.

PALERMO - Tre miliardi e duecento milioni in meno. Un passo indietro che grava sulle speranze di rilancio della Sicilia. La somma è la differenza sui soldi della programmazione europea assegnati direttamente la Sicilia nella precedente programmazione (2007-2013) e quella che la Regione gestirà per la nuova programmazione 2014-2020. Cinque miliardi e trecento milioni contro otto miliardi e mezzo, un ridimensionamento consistente. Che potrebbe farsi ancora più severo se la Sicilia dovesse perdere, per non averle spese in tempo, parte delle risorse della precedente programmazione. Se si dovesse arrivare al disimpegno, che al momento non è ancora scongiurato, l’Europa imporrebbe anche sui “nuovi” fondi una ulteriore cura dimagrante. A oggi dei vecchi fondi 2007-2013 c’è ancora un miliardo in ballo.

Insomma, anche se il tema sembra essere assolutamente assente nel dibattito politico, il quadro che si presenta sul fronte dei fondi comunitari - risorsa fondamentale per una Regione dai conti asfittici e boccheggianti - non offre premesse incoraggianti. C'è il rischio che anche questa nuova tornata di finanziamenti si trasformi in una occasione sprecata e non riesca a permettere alla Sicilia quelle trasformazioni strutturali a cui fondi europei sarebbero destinati. Questo anche perché la Sicilia attinge ormai da anni ai fondi europei anche per pagare quella che è in buona sostanza spesa corrente, dalla formazione ai forestali, insomma stipendi. E non è da escludere che delle risorse a disposizione per i prossimi sette anni (in realtà si potranno spendere in nove anni, fino al 2023), cioè 4 miliardi e mezzo per il Po Fesr e 832 milioni per la formazione, un’ulteriore parte venga spostata dalla Regione dalla spesa per investimenti a quella per la formazione, che almeno fin qui di investimento ha avuto poco o nulla.

Alla Sicilia nella programmazione 2014-2020 toccano 6,8 miliardi. Di questi, però, più del quaranta per cento – percentuale nettamente più alta di quella, ad esempio, della Puglia (dove non si sono mai insediate le task force Stato-Regioni che operano in Sicilia) - li gestirà direttamente lo Stato. E senza vincolo territoriale. Cioè, per quella quota i soldi della Sicilia, così come quelli delle altre regioni del Sud, finiranno in graduatorie nazionali (per progetti relativi all’edilizia scolastica, all’occupazione o ad altri rami di intervento) e non è affatto detto che in quelle graduatorie la Sicilia riesca a “riprendersi” la sua parte.

Si tratta di una scelta che Sicilia, Campania e Calabria non hanno digerito, tanto da ipotizzare persino di uscire dalla conferenza delle Regioni. Con il precedente governo si era parlato di una forchetta tra il 30 e il 38 per cento, e invece si è arrivato a un 40,7 di gestione diretta dello Stato che “punisce” le Regioni che hanno speso meno nella precedente programmazione. “Si tratta di un dato non definitivo, sul quale stiamo battagliando – dice l’assessore alle Attività produttive Linda Vancheri -. In conferenza Stato-Regioni ho fatto presente che se si vuole usare un criterio di premialità per chi ha speso i fondi 2007-2013 allora si vada a vedere quanto ha fatto la Sicilia nell’ultimo anno, molto più di quello che era stato realizzato nei cinque anni precedenti. Non solo, ho anche fatto presente al sottosegretario Del Rio – aggiunge l’assessore – che siamo indietro proprio sui Pon interregionali, quelli gestiti dallo Stato”.

Il governo regionale, insomma, spera che i numeri possano cambiare. Ma se così non sarà, alla diretta gestione della Regione rimarranno quindi poco più di quattro miliardi dell’Europa. Che vanno cofinanziati dallo Stato e dalla Regione (che dovrà sborsare in tutto 400 milioni dal suo sofferente bilancio). In tutto fanno poco più di 5 miliardi e 300 milioni, dei quali 4 e mezzo per il Fesr (il fondo che finanzia i progetti infrastrutturali, gestito dalla Programmazione) e 832 milioni per il Fse (gestito dalla Formazione). I fondi 2007-2013, alla loro prima approvazione, ammontavano invece dopo il cofinanziamento a 6 miliardi e mezzo per il Fesr e due per il Fse: complessivamente tre miliardi e 200 milioni in più rispetto a oggi.

La ripartizione 2014-2020, però, potrà essere rivista dalla Regione, che potrebbe decidere di spostare somme dal ricco Fesr al più povero Fse, cioè alla formazione professionale e ad altri interventi che fin qui hanno avuto più il sapore dell’ammortizzatore sociale. Una scelta di quel tipo – se la formazione non fosse completamente riformata, come più volte annunciato da Crocetta - impoverirebbe ulteriormente le risorse a disposizione per fare sviluppo autentico.

Questo il quadro relativo alla nuova tranche di fondi strutturali. Su cui però grava l’ipoteca della precedente programmazione. Per recuperare il ritardo sulla spesa dei vecchi fondi 2007-2013, la Regione ha operato una forte revisione del programma di spesa, decimando i fondi di alcuni assessorati dove l’impiego delle somme procedeva a rilento. La Programmazione è riuscita insomma a mettere il turbo, malgrado non ci sia ormai da quasi un anno l’assistenza tecnica (i contratti non sono stati rinnovati dalla Regione e nessuno è subentrato nel servizio). Ciò non di meno, nel periodo fra il febbraio 2013 e il febbraio 2014, la spesa registrata ha fatto segnare un incremento record dal 18,52 al 41,7 per cento. Insomma, si corre. Anche se per farlo, e non buttar via i soldi perché inutilizzati, si sta lavorando molto sui “retrospettivi”. In sostanza si tratta di progetti già avviati, ad esempio quelli sull’edilizia scolastica, che avrebbero dovuto attingere da altri fondi (per esempio fondi Cipe) e che invece saranno finanziati con i fondi europei. In questo senso il presidente della Regione Rosario Crocetta ha inviato nei giorni scorsi una direttiva, firmata anche dal dirigente generale della Programmazione Vincenzo Falgares, indirizzata a tutti gli assessori e i dirigenti generali che chiede proprio uno sprint sui “retrospettivi”, “per concorrere al raggiungimento degli obiettivi di spesa fissati per una positiva chiusura del programma, a partire da target per l’imminente scadenza del 31 maggio”. La direttiva si chiude con un ammonimento: “Non è superfluo ricordare – si legge nel documento – come tali adempimenti siano direttamente collegati agli obiettivi assegnati per l’utilizzo dei Fondi strutturali 2007-2013, il cui mancato raggiungimento oltre a comportare un grave danno all’economia della Regione avrebbe inevitabili refluenze sui profili di responsabilità amministrativa e contabile ascrivibili ai dipartimenti in indirizzo”.

L’obiettivo è quello di imputare alla spesa europea quanti più interventi possibili anche tra quelli già avviati e di farlo prima del prossimo comitato di sorveglianza - in programma come sempre a luglio - che dovrà fare il punto sulla precedente e sulla nuova programmazione. È chiaro, però, che imputare al programma europeo progetti già realizzati in altri ambiti certo salva i target di spesa ma dimostra ancora una volta un deficit di strategia e pianificazione iniziale nella spesa stessa. E la totale distrazione fin qui mostrata dal Parlamento regionale rispetto al tema della nuova programmazione europea, fa temere che questo deficit strategico possa ripetersi puntualmente anche sui nuovi, e più modesti, fondi da spendere da qui al 2023. Su questo, però, il governo ostenta fiducia: “Ci stiamo impegnando con grande dedizione al tema della programmazione – dice l’assessore Vancheri -. Il presidente gli dedica grande attenzione. Anche se alla fine dovessimo avere meno risorse, di certo la nuova programmazione punterà più sugli obiettivi che sulle azioni, come invece è successo per la precedente”.  -

BARCELLONA P.G., IL TAR ANNULLA LA DELIBERA DEL PARCO COMMERCIALE.

Pubblicato da www.infomessina.it

Cronaca - News
Sabato 26 Aprile 2014 16:38

La realizzazione del Parco commerciale più grande della Sicilia era stata affidata ad una società riconducibile all'avvocato Cattafi.


Il Tar di Catania ha annullato la delibera del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto 59 del 19 Novembre 2009, con la quale si approvava il Piano regolatore particolareggiato della zona territoriale omogenea d.2.3. – Parco commerciale” e le conseguenti approvazioni della Commissione edilizia che autorizzavano la Di.be.ca. Sas la realizzazione del Parco commerciale.

La società sarebbe collegata all'avvocato Rosario Pio Cattafi, rinchiuso in regime del 41 bis, considerato dagli inquirenti il “capo dei capi” della mafia Barcellonese. La tesi dei magistrati è stata confermata anche da diversi collaboratori di giustizia che lo hanno indicato come il boss della mafia del Longano. L'arresto dell'avvocato barcellonese, scaturì al termine delle attività d’indagine sviluppate dal Ros e le convergenti dichiarazioni rese da più collaboratori di giustizia, tra i quali Carmelo Bisognano e Santo Gullo, che consentirono di ricostruire la “carriera mafiosa” del penalista.

I magistrati della Dda hanno sempre sostenuto con fermezza l’appartenenza alla mafia del noto avvocato barcellonese, ritenendo Cattafi come soggetto apicale dell’organizzazione barcellonese e collettore fiduciario dei proventi illeciti conseguiti dai membri di spicco e storici delle due organizzazioni mafiose gestite dal catanese Nitto Santapaola e dalla famiglia palermitana dei Lo Piccolo.  -
 

USURA ED ESTORSIONE, CINQUE MISURE CAUTELARI A MESSINA .

Pubblicato da www.infomessina. it
Cronaca - News
Lunedì 28 Aprile 2014 08:13

Operazione Locusta. Usura ed estorsione, cinque le persone raggiunte da misura cautelare.
















E’ in corso l’esecuzione di ordinanza di misura cautelare a carico di cinque soggetti resisi responsabili dei reati di usura ed estorsione. La complessa attività investigativa scaturisce dal tentato suicidio di un artigiano, rinvenuto privo di sensi a bordo della sua autovettura. Disperato, l’uomo confidò al personale della Squadra Mobile di essere finito nella morsa degli usurai.

Successivamente scattarono le indagini per risalire al gruppo di persone che cedevano denaro a tasso usuraio e che stavano per procurare una tragedia. Al termine dell'inchiesta, oggi le misure cautelari della operazione di Polizia denominata "Locusta".

Alle ore 11.30, presso la sala riunioni della Questura, si terrà una conferenza stampa durante la quale verrà illustrata l’attività di Polizia condotta dalla locale Squadra Mobile da cui è scaturita l’ordinanza di misura cautelare, nella quale verranno forniti tutti i dettagli. -