venerdì 23 giugno 2017

Terrorismo, Tusk:

"Accordo tra i Paesi della Ue

sulla lotta ai foreign fighter".

Il presidente del Consiglio europeo: "Eʼ un passo storico la decisione di istituire le cooperazioni per la difesa. Tutti gli Stati membri sono invitati a partecipare".

          
Terrorismo, Tusk: "Accordo tra i Paesi della Ue sulla lotta ai foreign fighter"
I leader degli Stati membri dell'Ue hanno raggiunto a Bruxelles un accordo antiterrorismo per potenziare gli sforzi contro i "foreign fighter". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che ha definito "un passo storico" la decisione di "istituire le cooperazioni per la difesa". "Tutti gli Stati membri sono invitati a partecipare ed entro tre mesi dovranno presentare le liste degli impegni per i progetti militari", ha aggiunto.
Al termine della prima sessione di lavoro del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo apertosi oggi a Bruxelles, Donald Tusk, in una conferenza congiunta con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, rivela: "I leader hanno discusso di terrorismo, che è ancora una minaccia importante, e si sono accordati per mettere in piedi una cooperazione europea permanente nel settore della difesa".

Maggiore controllo online - Tusk ha spiegato inoltre che è stato raggiunto un accordo per una maggiore cooperazione contro la diffusione di materiale radicale online e che i leader Ue "chiedono alle società responsabili dei social media di fare tutto il possibile per evitare la diffusione di materiale terroristico su internet. Questo significa sviluppare nuovi strumenti per rilevare e rimuovere questo tipo di materiali automaticamente".

Tusk: "Determinati a proteggere i nostri cittadini" - "Vogliamo concludere quest'anno i lavori sul nuovo sistema di condivisione delle informazioni alle frontiere - ha aggiunto Tusk - Di fronte alla minaccia del terrorismo siamo determinati a proteggere i nostri cittadini". -
Tgcom24

Brexit, May:

nessun cittadino Ue dovrà

lasciare la Gran Bretagna.

Con la conclusione della Brexit si aprirà anche la battaglia per la ricollocazioni delle Agenzie Ue ad oggi a Londra: lʼItalia vince la sua prima battaglia sulla procedura per le assegnazioni.

           

Brexit, May: nessun cittadino Ue dovrà lasciare la Gran Bretagna
La premier britannica Theresa May ha assicurato ai leader Ue che nessun cittadino europeo dovrà lasciare il Regno Unito quando la Brexit sarà conclusa, e che a tutti verrà data la possibilità di regolarizzare il proprio status. Secondo quanto si apprende, la May avrebbe proposto di dare la residenza piena, con tutti i diritti connessi, ai cittadini europei residenti nel suo Paese da almeno 5 anni.
La premier britannica al vertice dei leader europei ha cercato di celare le ansie per la situazione politica interna col sorriso, ed ha anticipato i principali ingredienti della proposta "made in Uk" per garantire i diritti degli oltre tre milioni di cittadini Ue oltremanica.

La proposta della Gb per i cittadini Ue - La May ha spiegato ai leader europei che intende dare la più ampia certezza possibile ai tre milioni di cittadini Ue che al momento vivono in Gran Bretagna, precisando che il governo non vuole cacciare nessuno e non vuole separare le famiglie. La proposta della May prevede che i cittadini Ue presenti in Gran Bretagna, una volta ottenuta la residenza, possano avere sanità, istruzione, benefit e pensioni come se fossero inglesi. Anche a chi è arrivato nel Paese prima della "data limite" (non ancora specificata), ma non ha ancora i 5 anni da residente, verrà data la possibilità di restare fino al loro compimento per poi chiedere poi il permesso di soggiorno.

Parola d'ordine: reciprocità - La premier ha anche chiarito che gli europei saranno soggetti alla legge Ue fino a che il Paese non sarà uscito. Ma ha avvertito che la reciprocità è vitale: la sua proposta sarà valida solo se gli stessi diritti saranno riconosciuti agli inglesi residenti nell'Ue.

La ricollocazione delle Agenzie Ue in Gb - Con la definitiva uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea si apre anche la partita del ricollocamento delle Agenzie Ue ad oggi presenti a Londra. L'Italia vorrebbe portare a a Milano l'agenzia Ue per il farmaco (Ema) e quella dell'autorità di controllo per le banche (Eba). E una prima vittoria sembra essere arrivata: il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha infatti fatto sapere, attraverso un tweet, al termine della prima giornata del vertice Ue, che è stato raggiunto un accordo sulla proceduta per la scelta delle future sedi.

La procedura e la prima battaglia vinta dell'Italia - La procedura, proprio per l'Ema e l'Eba, prevede la presentazione di tutte le candidature entro il 31 luglio. Entro il 30 settembre la Commissione farà la sua valutazione del livello di soddisfazione dei requisiti concordati. Seguirà una discussione politica basata sulla valutazione della Commissione Ue (come chiesto dall'Italia, che aveva infatti proposto di far valere criteri di merito e non solamente quelli di equilibrio geopolitico, a cui si appellavano invece i Paesi dell'Est), prima della votazione finale, a novembre. -

Tgcom24

Vaccini,

bimbo leucemico muore a

Monza per complicanze da

morbillo | Lorenzin:

"Rispettare la scienza".

Lʼassessore lombardo al Welfare: "Lʼimmunità di gregge, cioè la copertura vaccinale a tutela di chi non può vaccinarsi, avrebbe potuto salvarlo".

    

Vaccini, bimbo leucemico muore a Monza per complicanze da morbillo | Lorenzin: "Rispettare la scienza"
Un bambino di 6 anni, che da marzo si trovava presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale San Gerardo di Monza, è morto "per complicanze polmonari e cerebrali da morbillo". Lo ha confermato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Il bimbo era affetto da leucemia e per questo era in ospedale. Secondo l'assessore Gallera, "solo la cosiddetta 'immunità di gregge' avrebbe salvato il piccolo".
Bambino contagiato dai fratelli non vaccinati - Il bimbo sarebbe stato contagiato dai suoi fratelli maggiori che non erano stati vaccinati. A confermarlo sono fonti ospedaliere, secondo cui la famiglia avrebbe preferito non far vaccinare i due figli più grandi, nonostante il più piccolo, proprio a causa della leucemia, avesse un sistema immunitario compromesso, e quindi non potesse né essere vaccinato né difendersi contro eventuali infezioni.

"Esempio di come l'immunità di gregge sia fondamentale" - "La storia di questo piccolo affetto da leucemia - ha spiegato l'assessore - è l'esempio di come l'immunità di gregge (cioè la protezione indiretta agli individui che non si possono vaccinare attraverso la vaccinazione del 95% dei bambini, ndr) sia fondamentale per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive".

"Il piccolo - ha proseguito l'assessore - era affetto da una leucemia linfoblastica acuta, malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre 85% dei casi con forme simili. Il 15 marzo, per il sospetto di infezione da morbillo (diagnosi confermata il 16 marzo), è stato trasferito in terapia intensiva per il peggioramento progressivo del quadro polmonare con necessità di assistenza respiratoria. E' stato intubato e successivamente è iniziata l'assistenza mediante ECMO per insufficienza cardiaca o respiratoria, proseguita fino alla data di oggi".

Lorenzin: "Rispettare la scienza" - "È dolorosissimo commentare la morte del bimbo di 6 anni a Monza che si sarebbe probabilmente salvato dalla leucemia ma che il morbillo ha ucciso perché' essendo malato non poteva essere vaccinato". Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. "Non serve aggiungere parole, bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli. Sono vicina ai genitori e al loro immenso dolore".

Iss: "Un morto ogni 3mila casi di morbillo" - "La scienza è inesorabile nella sua capacità predittiva". Lo scrive Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, in un tweet a commento della notizia della morte del bambino. "Ogni otto casi di morbillo un'otite - ricorda Ricciardi -, ogni 15 una polmonite, ogni 1.500 una encefalite e ogni 3mila un morto". -

Tgcom24

Brexit, Tusk:

intesa su criteri per

trasloco agenzie Ue da Londra

     

Brexit, Tusk: intesa su criteri per trasloco agenzie Ue da Londra
Trovato un accordo per stabilire le procedure e i criteri per il trasloco da Londra, dopo la conclusione della Brexit, dell'Ema (l'Agenzia Ue del farmaco) e dell'Eba (l'Agenzia per il controllo delle banche). Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. Prima battaglia vinta dall'Italia che aveva chiesto una valutazione su criteri di merito (che potrebbero avvantaggiare Milano) e non esclusivamente su equilibri geopolitici. -

AEROPORTO DEL MELA.


Panchavaktra "aspetta" la Regione.



foto di Giovanni Isolino

Sulla discussa realizzazione dell'altrettanto discusso Aeroporto del Mela sono intervenuti i membri del Comitato Territoriale di Messina che fin dall'inizio della faccenda, cioè con l'arrivo in Sicilia dell'imprenditore indiano Panchavaktra, si sono fatti promotori dell'incontro tra l'imprenditore e le istituzioni, per fare il punto della situazione sullo stato dell'arte nell'iter di realizzazione dell'infrastrutture e per rispondere ad alcuni sospetti che, giustamente, sono sorti.


Giovedì, 22. Giugno 2017 - 15:47
Scritto da: Marco Celi
Pubblicato da www.tempostretto.it

Una piastra logistica multimodale per uno scambio bilaterale di merci con l'Asia, un importante punto strategico per il commercio ed un porto marittimo: questa l'idea dell'imprenditore indiano Mahesh Panchavaktra, quindi non solo la realizzazione di un aeroporto commerciale, che ha manifestato interesse per la realizzazione dell'infrastruttura sin dal gennaio di questo anno.
Ed è proprio a gennaio 2017 che iniziano a svolgersi i primi incontri tra il nostro imprenditore, l'assessore regionale alle Attività Produttive, durante una seduta della III Commissione regionale Attività Produttive, ed i membri dei Comitati Territoriali, che nella fattispecie del territorio di Messina sono l'ingegnere Carmelo Di Bartola, l'avvocato Michele Minissale, Domenico Interdonato ed i professori Sindoni e Vermiglio, presenti alla conferenza stampa di questa mattina a Palazzo dei Leoni per fare il punto della situazione, i quali sono stai pienamente legittimati, sia da Panchavaktra che dalla Regione come interlocutori e portavoce delle istanze del territorio, nonché interessati nell'intercettare imprenditori disponibili, nella zona del messinese e dei comuni della zona tirrenica interessati dall'opera, ad avviare delle collaborazioni commerciali ed edilizie per la realizzazione dell'infrastruttura.
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Successivamente a questi accordi di gennaio, durante i quali il signor Panchavaktra è stato invitato a produrre la documentazione societaria della sua azienda e a presentare un piano di massima della struttura, ha deciso di fare rientro in patria. Ma, a differenza di come molti hanno pensato, in tutti questi mesi, non si è minimamente disinteressato dell'opera ed anzi ha continuato ad intrattenere un rapporto epistolare con la Regione e con i Comitati Territoriali, presentando la documentazione societaria richiesta ed addirittura sposando l'idea dei Comitati Territoriali di spostare definitivamente l'area di costruzione dell'aeroporto dalla zona del torrente del Mela alla zona industriale di Milazzo, nei pressi di Giammoro, più adatta agli scopi.
L'ingegnere Di Bartola ha tenuto a precisare, a dispetto delle critiche mosse al progetto, che "gli studi di fattibilità hanno espresso un parere positivo sulla realizzazione dell'opera sia per quando riguarda la situazione dei venti e l'orientamento della pista, sia per quanto riguarda lo spazio di manovra degli aeromobili che non andrà assolutamente ad interferire on le strutture della vicina raffineria di Milazzo".
Panchavaktra, una volta prodotta la documentazione societaria e approvato il macroprogetto, sarebbe dovuto tornare in Sicilia, per come era stato concordato, giorno 20 maggio, per siglare con la Regione un protocollo d'intesa che avrebbe consentito alla Regione e agli organi di controllo di poter verificare la solidità del progetto esecutivo dell'opera e di verificare la veridicità dei dati contenuti nel piano economico finanziario al fine di attestare la solidità del gruppo indiano.
Ma per una serie di motivi, tra i quali anche il pensionamento dell'ambasciatore indiano in Italia,  che avrebbe dovuto presenziare alla stipula del protocollo d'intesa, l'incontro fissato per la data del 20 maggio è saltato a data da destinarsi.  Panchavaktra aveva dato disponibilità per fissare un incontro alla fine di giugno, ma la Regione, che fino a questo momento ha collaborato senza alcun problema, non ha ancora dato risposta all'imprenditore indiano, che comunque non vuol tornare indietro sui suoi passi.
La sigla di un protocollo d'intesa in tempi brevi, anche prima delle prossime elezioni regionali, che gettano parecchie perplessità sul futuro del progetto, sicuramente sbloccherebbe l'iter e consentirebbe a Panchavaktra di poter ottenere i vincoli e le autorizzazioni, acquistare i terreni, fondare una società con sede legale in Italia e dare inizio ai lavori.
Perdere un'occasione del genere, che a detta dei membri del comitato territoriale "potrebbe anche essere solo la punta dell' iceberg" di capitali d'investimento stranieri nella nostra Regione, sarebbe un vero peccato. La Sicilia per ragioni strategiche e di commercio si trova perfettamente al centro tra i flussi commerciali provenienti dall'Asia e diretti in Europa ed America. Infrastrutturare l'area è una grande occasione di sviluppo per tutta la Sicilia e per il suo futuro, per il lavoro e per i giovani.
Tutti documenti sono pronti, ma fino a quando la palla resta in mano alla regione che ancora non ha deciso una nuova  data per la firma del protocollo d'intesa, tutto resta fermo.
Alla conclusione della conferenza i membri del comitato territoriale hanno lanciato un accorato appello alla politica messinese, invitandola ad interessarsi alla vicenda, a fare, se fosse necessario, la voce grossa con chi di dovere affinché il progetto vada a buon fine e che questi importanti capitali privati non vadano persi dal territorio di Messina per finire poi intercettati da altri territori siciliani, davvero molto interessati ad un così cospicuo investimento. -
Marco Celi

SANITA' NEBRODI.



Ieri Oriti parlava di bocciatura, oggi Sottile e

Oieni si dicono soddisfatti e fiduciosi.




Sant’Agata Militello – Se ieri il dottor Oriti si era pronunciato in maniera negativa, dichiarando che la deroga per il piano sanitario del comprensorio drimaneva un miraggio, oggi Sottile e il vice Sindaco di Mistretta Oiena sono di parere assolutamente contrario.


“Le richieste avanzate dal territorio nebroideo per la Sanità, sono meritevoli di essere accolte” Lo ha dichiarato stamattina a Palermo, all’Assemblea regionale Siciliana, l’onorevole Giuseppe Di Giacomo, presidente della Sesta Commissione Servizi Sociali e Sanità, al termine dell’audizione del sindaco di Sant’Agata Militello, Carmelo Sottile convocato, insieme ad altri soggetti interessati, per riferire delle problematiche degli ospedali di Sant’Agata Militello e Mistretta.
All’incontro, i cui lavori sono stati coordinati dal presidente della Commissione, Di Giacomo, oltre ai promotori, i deputati Bernadette Grasso e Giuseppe Picciolo, erano presenti, tra gli altri, i componenti della Commissione regionale: gli onorevoli Santi Formica, Francesco Cappello, Filippo Panarello; il Direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, N. 5 di Messina, Gaetano Sirna  ed una delegazione territoriale dei Nebrodi. Oltre al sindaco santagatese Sottile, sono intervenuti: il vicesindaco di Mistretta, Vincenzo Oieni ed i medici: Salvatore Oriti, Tito Babagiovanni, Umberto Musarra e rappresentanti del comune di Longi.
Dopo ampia  discussione e le audizioni di tutti i partecipanti,  il presidente Di Giacomo nelle  conclusioni  finali della seduta,  ha  dichiarato che “le richieste avanzate dal territorio nebroideo per la Sanità sono meritevoli di essere accolte e si è dimostrato  molto fiducioso  sulla possibilità di realizzare quanto richiesto, in particolare sulla possibilità del reperimento delle risorse economiche necessarie agli investimenti sia strutturali sia alla copertura economica supplementare al di fuori della massa finanziaria in dotazione all’ASP Messina 5,  per i 2 posti di Unità di Terapia intensiva  Cardiologica e di Rianimazione. Nessun problema infine, è stato ribadito per l’ennesima volta, per la Pediatria e per i locali dei PTA (Presidi Territoriali di Assistenza), da adibire parzialmente a servizio delle prestazioni ospedaliere.
“Siamo fiduciosi e soddisfatti per l’esito dell’incontro – afferma il sindaco di Sant’Agata, Carmelo Sottile – abbiamo sollecitato anche la ristrutturazione con messa in sicurezza  del Reparto di Ostetricia e sono già state bandite le gare per l’acquisto dell’apparecchiatura per la Risonanza Magnetica e per i lavori di riqualificazione dei locali utilizzati per il Reparto di Radiologia”. “Una riunione, quella di stamattina – ha concluso Sottile – di grande importanza e fondamentale per ribadire le esigenze del territorio, poichè, a breve, la Commissione Servizi Sociali e Sanitari dovrà dare il parere definitivo e fare le relative osservazioni sulla nuova rete ospedaliera”.
Con riferimento all’ospedale di Mistretta, il vice sindaco Oieni ha ringraziato il Governo Regionale per l’inserimento tra gli Ospedali in zona disagiata ed ha chiesto che venga attivato quanto previsto per questo tipo di struttura.  Ha poi evidenziato l’importanza nei trattamenti di Riabilitazione gestita dagli Istituti Clinici Maugeri che assistono pazienti malati di SLA provenienti anche da fuori Regione. Ha poi riferito di un incontro con l’Assessore Gucciardi che avrebbe sollecitato il direttore Dell’Asp Sirna, ad avviare i lavori, utilizzando fondi di bilancio dell’ASP per attivare i 20 posti SUAP (Unità di risveglio e per speciali unità di accoglienza permanente).  Oieni, infine, ha supportato la richiesta del territorio per attivare, in aggiunta a quanto già previsto, eventuali nuovi posti di riabilitazione cardiologica. -

INAUGURATA A TINDARI UNA NUOVA CAMPAGNA DI SCAVO.

                                  

di - 22 giugno 2017           

Patti – È stata inaugurata la nuova campagna di scavo condotta dall’Università degli Studi di Torino all’interno dell’area archeologica di Tindari, in zona “Cercadenari”.


Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, anche questo secondo ciclo di scavi sarà diretto sul campo dalla prof. Rosina Leone, già protagonista durante gli anni 90, insieme a Monica Viara e sotto la direzione di Umberto Spigo e Giovanna Bacci, di alcune indagini effettuate proprio in contrada “Cercadenari” per conto della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina.
Questa seconda campagna di scavo didattico coinvolgerà diciotto studenti, sei dei quali sono già all’opera da ieri, mentre altri dodici arriveranno a Tindari tra un paio di settimane per concludere l’esperienza il 21 luglio. Le attività di scavo sono regolate da una convenzione, della durata di tre anni, siglata nel 2016 tra il Dipartimento di Studi storici dell’ateneo torinese, la Soprintendenza ai Beni culturali di Messina e il competente assessorato regionale.
Preziosissima, soprattutto sul fronte operativo, si è dimostrata la collaborazione della dott. Gabriella Tigano (dirigente della sezione archeologica della Soprintendenza di Messina) e dalla dott. Maria Ravesi (funzionario responsabile dell’area archeologica di Tindari). Fondamentale, inoltre, il supporto dell’associazione culturale intitolata a Tindaro Sidoti e il sostegno, anche economico, del Dipartimento di Studi storici e  dell’istituto Zonta II di Torino. «Tuttavia – osserva la prof. Leone – le risorse a nostra disposizione sono sempre più ridotte, per cui qualsiasi aiuto, anche sottoforma di sponsorizzazione da parte degli imprenditori locali, sarebbe per noi di fondamentale importanza». La mission, del resto, è di quelle davvero ambiziose: «L’obiettivo di questa seconda campagna di scavo – spiega la prof. Leone – è di proseguire quanto di buono abbiamo fatto lo scorso anno, contribuendo all’accrescimento della conoscenza di un sito che presenta delle potenzialità straordinarie, ma solo in parte esplorate».
All’entusiasmo fanno però da contraltare le oggettive difficoltà a lavorare all’interno di un’area in cui non era stato effettuato alcun intervento di diserbo: circostanza che ha reso particolarmente ardue le prime operazioni di scavo. Fortunatamente la pulizia del sito è stata poi garantita grazie all’impegno economico assunto dall’associazione Tindaro Sidoti. -

Confiscati beni per

170milioni di euro ad un

noto imprenditore gioiosano


da www.canalesicilia.it

  

Gioiosa Marea - Guardia di Finanza

Beni mobili ed immobili, partecipazioni e numerose società, per un valore complessivo di stima di circa 1 70 milioni di euro, sono stati confiscati dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma nei confronti di un noto imprenditore siciliano, attivo nel settore degli appalti di opere pubbliche su scala nazionale, dedito alla commissione di reati fallimentari e al trasferimento fraudolento di valori.
Il provvedimento del Tribunale capitolino – Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, eseguito dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, giunge al termine di complesse indagini di polizia economicofinanziaria, avviate nel febbraio 2015 su delega della Procura della Repubblica della capitale, nel cui ambito sono state confermate e rafforzate evidenze investigative, in precedenza acquisite nel corso di altra indagine di polizia giudiziaria, in ordine alla esistenza di una struttura delinquenziale, gerarchicamente organizzata e capeggiata da MOLLICA Pietro Tindaro, classe 1961, conosciutissimo imprenditore di origini siciliane il quale, dietro lo “schermo” di numerose società formalmente amministrate da una vasta platea di “prestanome”, è riuscito, nell’ultimo ventennio, ad assicurarsi un elevato numero di commesse pubbliche in tutta Italia.
In particolare, i Finanzieri hanno accuratamente ricostruito le vicende di mala gestio che hanno condotto al crack del consorzio romano AEDARS SCARL, dichiarato fallito con sentenza del Tribunale di Roma del 12 maggio 2015, appurando che, nel corso del decennio 2003-2013, l’ente si era aggiudicato una serie di importanti appalti pubblici su scala nazionale, tra cui spiccano le commesse, poi giunte alla fase esecutiva, indette dall’Ufficio del Commissario Straordinario Delegato per il rischio idrogeologico nella Regione Calabria, dall’ADR – AEROPORTI DI ROMA S.p.A., dall’ANAS S.p.A. – Sicilia, dalla Regione Sardegna, dalla Provincia di Reggio Calabria, dalla Provincia di Siracusa, dal Comune di Sessa Aurunca (CE), dal Comune di Rosarno (RC) e dal Comune di Ciampino (RM), per un valore complessivo degli appalti, all’epoca già vinti, pari a circa 120 milioni di euro.
In tale ambito, il 10 marzo 2015, il MOLLICA è stato sottoposto a due distinte misure cautelari personali ed associato al carcere di Regina Coeli, nell’ambito dell’operazione di polizia convenzionalmente denominata “VARIANTE INATTESA”. Nel presente contesto, particolare rilevanza è stata attribuita ai documentati stretti rapporti – personali e d’affari – intercorsi, nel tempo, tra il MOLLICA Pietro ed alcuni soggetti legati a diverse consorterie malavitose, anche di matrice mafiosa, tra i quali, in particolare, spiccano gli imprenditori:
  • SCIROCCO Francesco, classe 1965, ritenuto intraneo al clan messinese di Cosa Nostra detto dei Barcellonesi, tra i soci fondatori dello stesso CONSORZIO AEDARS;
  • D’ORIANO Vincenzo, classe 1965, pregiudicato mafioso e presunto affiliato al clan camorristico dei Cesarano, amministratore di fatto di una delle consorziate dell’ente.
Pertanto, recependo le direttive della Procura della Repubblica di Roma, le Fiamme gialle del G.I.C.O. hanno sviluppato laboriosi accertamenti patrimoniali, sul conto di 1 5 tra persone fisiche e giuridiche, operanti per lo più  nel settore edile, con l’obiettivo di aggredire le ricchezze illecitamente acquisite. Le investigazioni hanno consentito di accertare come, grazie alle attività delittuose poste in essere nel tempo, il proposto e la holding criminale a lui riconducibile avessero accumulato un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, del tutto incongruente con la capacità contributiva dei soggetti coinvolti.
L’odierno provvedimento del Tribunale, che fa seguito al sequestro di prevenzione del giugno 2015, confermando la solidità dell’impianto accusatorio, dispone la confisca dei seguenti beni:
  • patrimonio aziendale e relativi beni di 10 società, con sede a Roma;
  • quote societarie di 4 società, con sede a Roma (2), Venezia e in provincia di Messina;
  • 40 unità immobiliari (11 fabbricati e 29 terreni) ubicate a Roma, Varese e in provincia di Messina;
  • 11 auto/motoveicoli;
  • rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni, per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro.
Avuto riguardo alla pericolosità sociale del proposto, presupposto essenziale della confisca, il Giudice della prevenzione – che ha applicato al MOLLICA anche la misura della sorveglianza speciale di p.s., con obbligo di
soggiorno nel comune di residenza per due anni – così si esprime: “Si è visto […] come l’attività di gestione del Consorzio Stabile Aedars sia stata caratterizzata nel tempo:
  • da un’imponente attività di finanziamento illecito […];
  • da una gestione “occulta” del Consorzio e delle altre società che nel corso degli anni erano riconducibili a Mollica […] effettuata ovviamente attraverso il ricorso a prestanome e amministratori del tutto formali, a familiari senza
    alcun potere decisionale;
  • dall’aver agito in tal modo, sia per poter continuare a contrattare con la Pubblica Amministrazione che per poter accedere al finanziamento bancario, possibilità che gli erano precluse per via delle condanne e dei procedimenti
    pendenti, ma, soprattutto, per evitare l’applicazione di misure di prevenzione a suo carico che il proposto aveva ragione di temere da lungo tempo […];
  • dall’aver intrattenuto, nell’ambito delle dinamiche economiche del Consorzio, relazioni e rapporti d’affari con soggetti indagati o condannati, o ritenuti gravitanti nell’ambito di società criminali organizzate campane (e siciliane),
    anche sottoposti a misure di prevenzione;
  • dall’aver fatto un ampio quanto sistematico ricorso al compimento di attività delittuose quali delitti di falso, emissione di fatture per operazioni inesistenti, bancarotte, truffe, ricorso abusivo al credito […]”. -

Comando Provinciale
Guardia di Finanza Roma

Agricoltura –

180 milioni per lo sviluppo

rurale nei comuni siciliani.


da www.canalesicilia.it  

Agricoltura


“Con la  pubblicazione della graduatoria definitiva dei Gal (Gruppi di azione locale), parte la nuova programmazione sulle strategie di sviluppo locale nei territori dell’Isola, che prevede lo stanziamento di 180 milioni di euro per lo sviluppo rurale nei comuni siciliani. Ammesse a finanziamento 23 aggregazioni territoriali, costituite in partnership tra enti pubblici ed aziende private”. Lo dice l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.
 Ogni Gal potrà gestire dai 3 a 7 milioni di euro per investimenti sulla diversificazione agricola (agriturismi, B&B, fattorie didattiche, interventi in tecnologie della comunicazione e dell’informazione, attività extra agricole), ripristino di piccole infrastrutture rurali (strade, muretti a secco, borghi rurali) e ancora, attività di cooperazione e programmi di agricoltura sociale per soggetti svantaggiati.  Queste strategie previste  nel Psr  andranno ad integrarsi con interventi infrastrutturali finanziati con il Po Fesr: collegamenti viari, interventi ambientali e di recupero monumentale. Giovedì 29 giugno si terrà un incontro a Palermo in Assessorato Agricoltura con tutti i sindaci e i rappresentanti dei partenariati dei Gal, per fare il punto sull’avvio della nuova strategia di sviluppo locale.
“Sono previste più risorse per  comuni ed aziende e misure per favorire la cooperazione e la creazione di nuove attività imprenditoriali – continua Cracolici.  Abbiamo incrementato la dotazione finanziaria dei gal con 62,8 milioni di euro per opere infrastrutturali. Siamo la prima regione italiana ad applicare l’integrazione tra  i fondi del Po Fesr per lo sviluppo regionale e i fondi Feasr per lo sviluppo rurale.
Verranno finanziati nuovi investimenti nelle aree rurali che aiuteranno le imprese ed i comuni a promuovere azioni di sviluppo dal basso. I gal possono diventare la vetrina delle eccellenze siciliane nel mondo. Promuovere cultura, identità, accoglienza e produzioni di qualità, mettendo in rete il meglio dei nostri territori in una strategia di sviluppo condivisa, rappresenta la vera sfida per il futuro. I gal avranno più autonomia rispetto al passato per programmare interventi più in linea con le vocazioni dei territori, nel rispetto dei regolamenti Ue.” -

giovedì 22 giugno 2017

Sfida ai ballottaggi,

Berlusconi:

"Centrodestra unito vincerà"

Il Cavaliere tira la volata per la sfida di domenica: "Con noi meno tasse, meno burocrazia e più sicurezza".

Pubblicato da www.ilgiornale.it

"Noi, Lega e Fratelli d'Italia vinceremo insieme fin da domenica, perché gli elettori sanno bene che tutti i nostri sindaci sono tenuti a garantire meno tasse, meno burocrazia, meno multe inutili, più sicurezza, pulizia e e cura del verde, e sostegno a chi ne ha bisogno".


Lo ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, intervistato dal Tg1. "Noi siamo -dice il leader Fi- rispettosi degli accordi presi con le altre forze politiche. Ma con questa occasione dico agli elettori delle 111 città di andare assolutamente alle urne, nel loro stesso interesse". Il Cavaliere ha poi parlato delle indiscrezioni su un colloquio tra M5S e Lega Nord: "Salvini non ha istinti suicidi, sa benissimo che con il Movimento 5 stelle non c’è futuro. I grillini - aggiunge - sposano qualsiasi idea per cambiarla subito dopo, non avendo valori radicati e seri in cui credere. I loro elettori sono certamente in buona fede, se ne accorgeranno presto". Berlusconi inoltre auspica che dopo i ballottaggi si riprenda il dialogo in Parlamento sulla legge elettorale. "Mi auguro di sì - afferma -, noi siamo rispettosi degli accordi presi con le altre forze politiche". Infine sulla leadership del centrodestra afferma: "Non appassiona gli italiani, il partito della coalizione con più voti indicherà il leader del centrodestra". -

Una storia infinita.

Stallo contrattazione

decentrata, i dipendenti

comunali attendono.



Oggi si è svolta l’ennesima riunione di Contrattazione Decentrata al Comune di Taormina e si è conclusa con un nulla di fatto. “La Fp Cgil -dichiara Francesco Fucile, segretario provinciale AA.LL.-, esprime enorme preoccupazione per la lentezza con cui procedono i lavori e per il totale stallo della situazione che determina da mesi l’impossibilità di pagare il trattamento accessorio al personale dipendente.
Il Comune di Taormina -prosegue il sindacalista- non può essere unicamente lo scenario per il G7 e per tutti quelli che hanno fruito di tale vetrina, ma è assolutamente necessario che i dipendenti del Comune diventino nuovamente i protagonisti della macchina amministrativa e non solo lo strumento per raggiungere obiettivi di rilevanza internazionale.
Il tempo trascorso non è più accettabile -conclude Fucile- e per questo la Fp Cgil chiede con forza di serrare i tempi della trattativa per arrivare entro qualche mese all’erogazione del salario accessorio a tutti i dipendenti aventi diritto”. -

Frattura con una testata

il naso a un poliziotto,

arrestato “Pippo Bibita”.



E’ successo ieri intorno alle 21.50 in Piazza Lo Sardo. Nella zona centrale di Messina un  sovrintendente di Polizia ed il fratello hanno subito un’aggressione da parte di un pluripregiudicato, Giuseppe Cambria di 63 anni, più noto come “Pippo Bibita”. Una Volante allertata dal poliziotto è intervenuta in soccorso del fratello, trovato sanguinante perché poco prima colpito al volto con un casco. I tentativi di allontanamento dell’aggressore non hanno sortito l’effetto desiderato, ed infatti nonostante la presenza degli agenti di Polizia e la consapevolezza che una delle vittime fosse un pubblico ufficiale, Cambria all’improvviso ha colpito con una violenta testata all’altezza del naso il sovrintendente, che ha riportato una frattura pluriframmentata guaribile in 30 giorni. Bloccato dai poliziotti il pluripregiudicato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. -


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In fiamme l’aliscafo

Masaccio, i Vigili del

Fuoco domano l’incendio.



Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 9.15. L’aliscafo Masaccio si trova a deposito su un’area demaniale in Via Acqueviole, di fronte alle vecchia stazione ferroviaria. Il mezzo ha preso fuoco all’improvviso. Sul posto si sono portate le squadre di Vigili del Fuoco di Milazzo, terrestri e portuali, con APS (autopompaserbatoio) ABP (autobottepompa) e MBP Raff (Motobarca).
Il Masaccio era in disuso dal 16 giugno dello scorso anno. Dopo un incidente avvenuto a Stromboli, era stato ritenuto inutilizzabile e quindi ne era stata disposta la demolizione, alla quale si stava lavorando. Sul posto si sono portati anche gli uomini della Capitaneria di Porto di Milazzo, agli ordini del comandante Fabio Rottino, i quali hanno avviato le indagini per risalire alle cause del rogo a bordo del “Masaccio”. -

Inquinamento nel torrente

Nasari: la popolazione

di Santo Bordonaro

esasperata e indignata.



“Non credo sia più tollerabile il fatto che da quasi 3 anni scorra una fognatura sull’alveo del torrente Nasari di Santo Bordonaro che sta facendo esasperare centinaia di famiglie e ancora codesta azienda non sia intervenuta per risolvere questa grave situazione igienico-sanitaria, certamente al limite di un potenziale reato visto che la Procura della Repubblica di recente aveva anche aperto un’inchiesta sull’inquinamento generale di gran parte dei torrenti cittadini”.
Torna a esprimere il suo disappunto il consigliere comunale Libero Gioveni, in merito all’annosa situazione del torrente Nasari denunciata da anni. L’esponente politico in una recente commissione consiliare ha ricordato gli esposti  trasmessi all’Amam, al sig. sindaco, all’Asp e al Genio Civile, dal 2014 al 2016, tramite i quali denunciava l’elevato inquinamento ambientale del torrente,  in cui scaricano  liquami fognari che rendono impossibile la vita ai residenti.
Una grande fetta di popolazione di Santo Bordonaro, in particolare quella che dimora nelle abitazioni confinanti col torrente che attraversa tutto il villaggio, è costretta a inalare le cattive esalazioni frutto, appunto, di scarichi fognari che inizialmente si era pensato fossero abusivi, ma che invece presumibilmente derivano dallo schiacciamento di una condotta che quindi scarica nel limitrofo letto del torrente.
“Adesso che è già giunta la stagione estiva e le piogge saranno sempre più rare -tuona Gioveni-, il danno sarà ancora maggiore perché il letto del torrente, asciugandosi di acqua piovana, conterrà i soli liquami che non potranno che peggiorare le condizioni ambientali”. -

Operazione “Bocca di rosa”,

arrivano dodici condanne

e due assoluzioni in

secondo grado.



L’operazione denominata “Bocca di rosa” scattò nel febbraio 2014, al termine delle indagini che ebbero la durata di circa due anni. A far insospettire le forze dell’ordine fu la scoperta di una “casa si appuntamenti” in via Salandra. Fu scoperto un vasto giro di prostituzione a Messina all’interno di sei diverse “case” che, come in passato, erano denominate in modo particolare in base al “gestore” dell’attività di meretricio che offriva prestazioni sessuali in cambio di denaro.
Arrivano adesso le dodici condanne di secondo grado della Corte di d’assise d’appello , nei confronti di quattordici imputati, e due assoluzioni. Lucia Mazzullo è stata condannata a 4 anni e 10 mesi e 1.100 euro di multa; in primo grado era stata condannata a 5 anni. Sconto di pena anche per Giuseppa Pulejo (primo grado 4 anni e 2 mesi) e Santina Fazio (3 anni) condannate rispettivamente a 2 anni e 400 euro di multa. Sono rimaste inalterate, invece, rispetto a quelle di primo grado, le condanne per Antonio Barrile, 5 anni e 6 mesi e 1000 euro di multa; Carmela Comandè, 6 anni e 4 mesi e 1.400 euro di multa; Michele Ferro, 5 anni e 10 mesi e 1.400 euro di multa; Vincenzo Inuso, 5 anni e 2 mesi e 1.100 euro di multa; Alfredo Pascale, 3 anni e 600 euro di multa; Antonino Gumina, 2 anni e 8 mesi e 600 euro di multa; Antonino Micale, 1 anno e 4 mesi e 200 euro di multa; Giovanni Cisco, 2 anni e 6 mesi e 400 euro di multa; Cirino Oriti, 1 anno e 4 mesi. Assolti Arachchige Malikawati Edirisingha,per non avere commesso il fatto”; e Giuseppe Bonsignore, “perchè il fatto non sussiste”. -

Approvato il bilancio di

esercizio 2016, con un utile

netto di circa 700mila euro.




Chiude con un utile netto di circa 700 mila euro il bilancio unico di Ateneo di esercizio 2016, approvato nelle sedute di ieri all’unanimità dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole dei revisori dei conti.
Ancora una volta, le procedure contabili sono state improntate alla massima trasparenza: “Così come fatto lo scorso anno – spiega la prof.ssa Daniela Rupo, delegata del Rettore al Bilancio – l’Ateneo, proseguendo nella scelta di massima trasparenza e affidabilità dei dati contabili, ha deliberato di sottoporre a revisione volontaria i propri documenti di bilancio, tenuto conto che dal 2016 si rende obbligatoria la redazione del bilancio consolidato dell’Ateneo con i propri enti e società. Nell’attuale fase di transizione, la revisione sul bilancio di esercizio d’ateneo è quindi propedeutica alle verifiche riguardati il bilancio consolidato, la cui redazione è in corso di svolgimento, e che contiamo di porre in approvazione prima della pausa estiva”.
Il conto economico per il 2016 evidenzia proventi per 220 milioni di euro e costi operativi per 218,5 milioni. “Anche quest’anno – commenta il Direttore Generale dell’Ateneo, prof. Francesco De Domenico – l’Università di Messina presenta un bilancio con risultati molto positivi. Ciò avviene, tra l’altro, dopo un’ampia riorganizzazione delle strutture e dopo la revisione delle procedure informativo-contabili, attuata in ossequio al cambiamento delle disposizioni normative in materia. L’adozione della contabilità economico-patrimoniale da parte dell’Ateneo pone già in evidenza la maggiore chiarezza del bilancio, consentendo una lettura più immediata dei risultati gestionali.
Al di là dell’utile di esercizio, ci danno grande soddisfazione i tanti investimenti a favore degli studenti, e gli accantonamenti a carico del bilancio 2016 per ulteriori progetti di miglioramento delle strutture e dei servizi dell’Ateneo. In particolare, abbiamo previsto accantonamenti per 7,4 milioni di euro da destinare all’acquisto degli arredi didattici dell’ex Facoltà di Scienze, dove stiamo effettuando una ristrutturazione radicale (a cui sono stati destinati già più di 20 milioni per edilizia). Oltre alle opere murarie, quindi, verrà garantito anche l’adeguamento tecnologico di tutti gli spazi didattici. A ciò si aggiungono gli investimenti per il potenziamento tecnologico a favore dei Dipartimenti di medicina e dell’A.O.U., finanziati per 8,5 milioni di euro con risorse del bilancio di esercizio 2016.
Un sentito ringraziamento va a tutto il personale che, con i propri sforzi, ci ha consentito di raggiungere questi traguardi.
Ci fa particolarmente piacere, poi, che i risultati della nostra gestione, ispirata al miglioramento della qualità e della soddisfazione degli studenti, siano stati recepiti dalla collettività e si siano tradotti in un significativo aumento delle immatricolazioni (+13%): sicuramente un buon viatico in vista del prossimo anno accademico”.
I dati di bilancio restituiscono un trend di miglioramento anche degli indicatori di qualità della ricerca, che ha permesso di mitigare il taglio del FFO previsto dall’ateneo, come da tutte le altre università italiane. Nel 2016, infatti, rispetto a una previsione di circa 3 milioni di riduzione di FFO, il bilancio di esercizio ha registrato una diminuzione di circa 1 milione, grazie alla quota premiale assegnata all’Ateneo messinese. -