martedì 28 febbraio 2012

"CARI PENDOLARI, NON E' COLPA MIA"

di Orazio Carabini

«Lo so, sui treni locali si viaggia come sardine e i bagni sono sporchi.

Ma la responsabilità è delle Regioni.

E anche lo Stato e le aziende dovrebbero aiutarci.
Perché non è vero che pensiamo solo ai Frecciarossa».

L'autodifesa del capo di Trenitalia, Mauro Moretti.

Il sito della Bbc è aperto sul suo computer.

Titolo:
"I prezzi per i pendolari inglesi delle ferrovie sono dieci volte quelli italiani".

Mauro Moretti, 58anni, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, quasi non crede ai suoi occhi.
Un'organizzazione indipendente inglese, Campaign for Better Transport, alla vigilia di un incremento tariffario del 6 per cento, ha messo a confronto il costo di un abbonamento annuale su tratte di lunghezza pressoché identica in cinque capitali.

E così da Woking a Londra si spendono 3.268 sterline (3.963 euro) mentre da Velletri a Roma ne bastano 336 (407 euro).
In mezzo ci sono la Francia (da Ballancourt-sur-Essonne a Parigi 925 sterline),
la Germania (da Strausberg a Berlino 706 sterline)
e la Spagna (da Collado-Villalba a Madrid 653 sterline).
"Questo confronto sarà anche un po' empirico - commenta Moretti - ma spiega perché a molti pendolari italiani non è offerto un servizio soddisfacente".

Dunque i pendolari hanno ragione?

"Sì. Il problema esiste soprattutto nelle aree metropolitane delle grandi città: Milano, il quadrilatero veneto , Genova, Roma, Napoli.
E riguarda sostanzialmente le ore di punta.
L'offerta è inferiore alla domanda del 30-50 per cento.
I treni non bastano e man mano che dalla stazione di partenza il treno si avvicina a quella di arrivo, nella grande città, il malessere cresce con l'affollamento perché si creano problemi di spazio e di igiene: ci si sente schiacciati come sardine e i bagni risentono dell'utilizzo frequente".

Le Ferrovie non possono fare nulla?

"Chi decide qual è il servizio da offrire ai pendolari? Trenitalia o le Regioni?

E' il committente Regione che decide il numero di corse, dove fermano i treni, quante carrozze devono avere, quanti posti in ogni carrozza, persino quanto devono essere vecchi i treni.

Noi presentiamo un "listino prezzi", documentando i costi in modo analitico e i miglioramenti di efficienza che saranno realizzati nel corso del contratto.
Poi la Regione decide in base alle sue disponibilità".

Non sarà che l'efficienza è scarsa?

"Dopo la cura di questi anni la nostra produttività non teme confronti tra le grandi imprese europee. Basta guardare all'Ebitda (il margine operativo lordo, ndr).
E lo dimostrano le condizioni che facciamo alle regioni nostre clienti".

Forse se ci fosse più concorrenza l'efficienza aumenterebbe.

"Intendiamoci, la concorrenza fa sempre bene all'efficienza e alla qualità.
E le liberalizzazioni, quando si fanno, vanno fatte bene.
L'Italia ha già aperto il suo mercato del trasporto ferroviario più di ogni altro paese europeo.
Solo la Germania ha fatto altrettanto.
Le tratte locali già possono essere assegnate sulla base di gare.
Da noi ne sono state fatte sei, in tre regioni: Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto.

Alcune le abbiamo vinte, altre sono andate deserte: nessuno ha presentato offerte.

Quindi non abbiamo mai avversato le gare.
L'unica cosa che non si può chiedere all'ex monopolista è proprio questa:
se non si presenta nessuno, perché la base di gara è insufficiente a coprire i costi, tocca a Trenitalia fare il servizio in condizioni di perdita.

Che liberalizzazione è questa?
I concorrenti devono poter competere ad armi pari e la committenza deve essere responsabile nel fare le gare".

E come mai finisce che queste linee le gestite sempre voi?

"Forse perché solo noi riusciamo a gestire l'incertezza italiana.
Quale altra impresa investirebbe di fronte all'incertezza della reale disponibilità delle risorse e di ritardi anche di anni nei pagamenti?".

Quindi: voi vincete le gare e...

"Un momento. Non le vinciamo solo in Italia: nelle ultime sei che si sono fatte in Germania tre le abbiamo vinte noi con la nostra controllata tedesca Netinera".

Dicevamo: voi vincete le gare ma il servizio non sempre è soddisfacente perché il committente non ha risorse sufficienti.

"Qui c'è una tabella che spiega molte cose.

Per essere chiari: parliamo di servizio universale regionale cioè dei treni che trasportano soprattutto pendolari.
Trenitalia, per ogni passeggero che si muove per un chilometro, incassa 12,9 centesimi di euro, di cui 3,68 è la media di biglietti e abbonamenti e 9,23 sono contributi della regione.

Le società di trasporto su gomma che offrono in Italia gli stessi servizi su bus incassano 17,2 centesimi, Deutsche Bahn 19,5 e Sncf 22,9.

In Germania e in Francia lo Stato, in aggiunta, assicura anche l'acquisto dei treni, per sostituirli quando sono vecchi o per incrementare il servizio.

In Italia dobbiamo provvedere noi con gli stessi 12,9 centesimi che includono, quindi, anche il costo dell'ammortamento dei treni.

Si può capire perché, con circa 20 anni di età media, sono tra i più vecchi".-

Fonte: L'Espresso
_______________________________

L'efficientissimo Governo regionale Siciliano, composto da espertissimi Tecnici, non ha tuttora firmato il famoso "Contratto di Servizio" che dovrebbe regolare i rapporti fra Regione Sicilia (committente del trasporto ferroviario regionale) e Trenitalia (Concessionaria del servizio).
Come giustifica questa macroscopica omissione, unica in Italia?.
Nella Regione Sicilia, qual'è la misura del contributo concesso a Trenitalia e quale la misura concessa alle Società di trasporto su gomma?.
Credo che i Siciliani abbiano il diritto di avere una chiara risposta.-
Antonio Amodeo

LA CORTE DEI CONTI PROMUOVE LE FERROVIE ITALIANE

Pubblicata la relazione sulla gestione finanziaria di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.
Continua trend favorevole del bilancio, avviato nel precedente biennio.

Roma, 27 febbraio 2011

“Nel biennio 2009/2010 risulta confermato l’andamento positivo della gestione, avviato nel precedente biennio, del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il conseguimento degli obiettivi strategici e gestionali definiti nel Piano d'impresa 2007-2011”.
Questo, in sintesi, il giudizio della Corte de Conti nella Relazione sulla gestione finanziaria di FSI S.p.A. per gli esercizi 2009 e 2010.
“Il bilancio consolidato, con il raggiungimento dell'equilibrio economico del Gruppo - aggiunge la relazione - evidenzia un sostanziale miglioramento in entrambi gli esercizi, proseguendo nel trend favorevole iniziato nel 2007”.

La Corte dei Conti si dice ottimista anche per il futuro di Ferrovie dello Stato Italiane.
“Per quanto riguarda le prospettive specifiche delle due realtà operative di maggiore rilevanza del Gruppo, Trenitalia e Rete Ferroviaria italiana, la prima, oltre a risultati economici positivi (rispettivamente, 16 e 73 mln di euro) - si legge - ha fatto registrare per la prima volta nel 2010 un saldo positivo dei flussi di cassa operativi (prima degli investimenti), questo nonostante

il mancato incasso di parte delle risorse non versate da Stato e Regioni a valere sulle prestazioni rese dalla società in base ai rispettivi contratti di servizio".

Anche RFI, quale ente gestore della rete ferroviaria, “ha registrato risultati positivi in entrambi gli esercizi esaminati, pur in presenza della variabilità e del contenimento dei contributi dello Stato in ragione della difficile situazione della finanza pubblica”.

La Corte dei Conti ha segnalato, “il persistere di una strutturale debolezza del settore cargo, prevalentemente dovuta alla situazione economica generale, per rilanciare il quale si sta attuando un impegnativo piano di ristrutturazione, finalizzato a un miglioramento del livello di servizio erogato alle imprese”.

In questo contesto, il rispetto delle condizioni previste dal contratto di programma per il triennio 2011-2013 costituisce “un presupposto essenziale per garantire certezza di risorse e stabilità di condizioni per l'efficacia delle azioni intraprese”.
Resta inoltre in piedi un “contenzioso arbitrale”, innescato anche dalla nota vicenda normativa della revoca, prima, e del ripristino, poi, delle convenzioni di concessione finalizzate alla realizzazione di varie tratte dell'Alta Velocità, e dalle persistenti difficoltà di finanziamento di Trenitalia, “la cui situazione di sottocapitalizzazione obbliga la società a ricorrere al mercato finanziario”.

La Corte sottolinea che, nonostante il successo del sistema di trasporto ad AV/AC, vi è ancora insoddisfazione da parte degli utenti del cosiddetto

Servizio Universale, specialmente di quello a livello regionale, pur se si colgono

segnali positivi dalla stipula dei nuovi contratti con le Regioni che, in quanto di più lunga durata rispetto al passato (sei anni + sei, ma ridotti al solo primo periodo dal decreto sulle liberalizzazioni), dovrebbero consentire almeno parte dei nuovi investimenti necessari.

Al riguardo, la Corte ha infine evidenziato la necessità che le recenti iniziative aziendali mirate ad acquisire quote di mercato sugli scenari internazionali, pur motivate sotto il profilo economico- gestionale e della strategia di Gruppo, non distolgano l'attenzione dall'obiettivo prioritario di fornire sul territorio

nazionale un servizio di trasporto, sia passeggeri che merci, qualitativamente

accettabile, anche attraverso il reperimento di risorse aggiuntive più significative rispetto a quelle finora ad esso dedicate.-

Fonte: FSNews.-

"TRUFFA ALL'EUROPA"

LiveSicilia > Cronaca.

Sequestrato il Kempinski
di Rino Giacalone

martedì 28 febbraio 2012 - 17:05.

Kempinski Hotel Giardino di Costanza, mazara del vallo, sicilia.

Il sogno finisce in frantumi.
Come tante cose belle della Sicilia c’è l’altra faccia della medaglia, quella che dovrebbe farci impallidire dalla vergogna.
A rompersi è stato lo scenario che da qualche anno riempie l’entroterra della campagna mazarese, dove si è insediato un hotel di lusso, con le suite a quasi 5 mila euro al giorno, una struttura arabeggiante e molto lussuosa, il Kempinski Giardino di Costanza.
Sembrava che niente potesse guastare la festa, per quella magnificenza di albergo posto tra verdi colline, vicino al mare, baciato dal sole, nonostante magari la strada per arrivare al Kempinski non sia delle migliori, e strada facendo è facile incontrare qualche discarica abbandonata.
Bazzecole, in confronto al lusso che attende all’arrivo all’albergo:
e infatti è qui che da molti anni i ricconi di mezzo mondo vengono a rifugiarsi.

Superato il cancello è tutta un’altra storia, un’altra atmosfera.
Uno di quegli ambienti che si addicono alla Sicilia, quella più vera, incontaminata. Da qualche ora, però, sono momenti tristi per il super albergo.
La struttura, infatti, è finita sotto sequestro.
Il nucleo regionale di tutela della spesa della Guardia di Finanza siciliana, comandato dal maggiore Fabio Ranieri, per ordine della procura di Marsala ha posto i sigilli all’albergo e alla società proprietaria a seguito di un’indagine con l’accusa di truffa ai danni del Por Sicilia, insomma dei fondi comunitari.
A coordinare l’inchiesta è stato il sostituto procuratore della Repubblica di Marsala, Dino Petralia, e il valore del sequestro è superiore ai 13 milioni di euro. Con il sequestro sono scattati anche 13 avvisi di garanzia con l’accusa di truffa aggravata.

Il “Kempinski Giardino di Costanza” è un resort di 99 stanze, risultato di un investimento fatto dalla società Mediterranea (il gruppo Kempinski, un network turistico che ha 52 strutture in tutto il mondo, è arrivato dopo, e da qualche tempo sembra aver raffreddato i rapporti con la Mediterranea) e che ha usufruito di capitali pubblici quanto privati.
Secondo la magistratura, però, sui fondi pubblici la Mediterranea avrebbe fatto la “cresta”.

Il sequestro rischia di frenare i sogni di sviluppo di Mazara.
Il presidente della Mediterranea, Giovanni Savalle, infatti, ha ipotizzato la realizzazione di un magnifico campo da golf e stava pensando anche a un approdo turistico “dedicato”, un progetto che aveva fatto sognare i mazaresi sulla possibilità di un turismo d’élite.
Il campo da golf mai nato doveva costare 46 milioni di euro (26 dei quali di provenienza privata e altri 20 di natura pubblica): la struttura, sulla carta, doveva occupare una superficie di 120 ettari e accanto al campo da golf dovevano nascere un residence di lusso e un’impresa agricola.

Di recente la società aveva anche aumentato il capitale.
La società per azioni, infatti, era passata da 7 milioni e 646 mila euro a 9 milioni e parallelamente Sviluppo Italia, che di Mediterranea detiene dall’ottobre 2005 il 22%, ha dato il via all’allargamento della propria quota fino al 30%.
Un’altra fetta del capitale, invece, proviene dal Cipe.
Ma Savalle si dice tranquillo: “I fondi – afferma – sono stati regolarmente spesi. Confidiamo nella giustizia, che darà giusta luce ai fatti”.-

DROGA: 33 CHILI MARIJUANA SEQUESTRATI A PALERMO

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

Droga: 33 chili marijuana in auto, arrestato.
Carabinieri lo hanno fermato a Palermo.

28 febbraio, 15:29

(ANSA) - PALERMO, 28 FEB - I carabinieri hanno arrestato a Palermo Angelo Napoli, 48 anni, che nella sua auto trasportava 33 kg di marijuana.
L'uomo e' statao fermato in viale Michelangelo e nella sua Hyundai sono stati trovati 31 pacchi di cellophane da 1 kg cadauno un pacco da 2 kg e altra marijuana sfusa.(ANSA).

OLIVERI: I SERMONI AUTOADULATORI DEL SINDACO

Il seguente commento è stato postato su questo blog alle ore 13.10 di oggi:

"Ma poi, questi sermoni autoadulatori e vittimisti del Sindaco a cosa sono dovuti?
E soprattutto a chi? Visto e considerato che la vita democratica espressa dal consiglio comunale è morta e sepolta, questo signore a chi si rivolge quando si presenta mezzo ubriaco su tutti i palchi, palchetti contropalcotti di qualsiasi iniziativa organizzata in questo benedetto paese?
Contro chi è rivolta la sua squallida e falsa propaganda?
Contro gli anonimi commentatori del blog di Antonio Amodeo?
Identifica gli anonimi commentatori con il gruppo di opposizione espresso da Bertino, Scardino, Calabrese, Scolaro e Lembo?
Contro sostenitori del gruppo di opposizione?
Contro coloro che Pappalardo definisce collusi ai mafiosi e corrotti come Antonio Amodeo, Piero Bertino e Cicco Alessandro senza uno straccio di prova scritta e certificata (non esistono neanche incertezzazioni al riguardo rese pubbliche, a differenza di altri)?
Contro coloro che Pappalardo definisce voltagabbana, traditori e falliti ( f.lli Pensabene e cugino Pippo Pino)?
Insomma, ci faccia sapere, una volta per tutte, a chi questo signore attribuisce la colpa di screditare la sua portentosa amministrazione, immune per diritto di NASCITA (vedi le famiglie rappresentate in questa compagine) a qualsiasi tipo di critica o di minima opposizione.
E nostro dovere, sign. Michele Pino, farle presente che la politica è fatta di cuore, interessi e intelligenza.
E non tutti i cuori sono sensibili al suo indubbio fascino di galletto seduttore, né tutte le menti sono manipolabili dalla sua dolce e magnetica parlata.
Vede, la gente si misura con le azioni ed i gesti di tutti i giorni.
Lei non può pensare di fare carriera politica pensando che la gente si tenga dentro e taccia a tutte le bastardate che lei, da quand'è che fa politica, non si è risparmiato di fare contro gente del suo paese, suoi concittadini, gente del suo popolo, caro sign. Michele Pino.
Si rassegni all'idea che ad ogni suo ceffone, la gente non è affatto disposta a porgerle l'altra guancia: ad ogni ceffone le saranno corrisposte una serie di "tumpulate" che lei neanche immagina.
La gente non è disposta a farsi calpestare da lei.
Una volta un commentatore le scrisse che lei potrà anche isolare quelle persone che LEI giudica dannose all'immagine di Oliveri: sono perfettamente d'accordo con lui. La gente con un minimo di dignità che non è disposta a vendersi continuerà la sua battaglia.
Parlo a lei, alla sua coscienza, se mai ne avesse avuta una:
Si ravveda! Si limiti nell'arroganza e nell'ipocrisia.
C'è in gioco il futuro delle famiglie di Oliveri e del suo popolo;
questa non è la sua personale battaglia.
Metta da parte il suo ego smisurato e inizi con la politica.
Se ne è in grado, altrimenti torni prestare il suo nome ed a guidare qualche camion".
di Anonimo su OLIVERI: IL SINDACO POMPIERE alle 13.10.-
_______________________________________

Il commento è molto lucido e pertinente.
Ogni ulteriore aggiunta sarebbe superflua.
Col permesso del commentatore, aggiungerei che non trovo giustificato il comportamento di tutti quei sostenitori interni ed esterni i quali si definiscono persone oneste e corrette.
CHI E' TALE, DOVREBBE DISSOCIARSI DA TALUNI ATTEGGIAMENTI DEL SINDACO E DOVREBBE INTERVENIRE PER PORRE RIMEDIO. ANZICCHE' INCORAGGIARLO.-
Antonio Amodeo

LA RELAZIONE ANNUALE DEL PROCURATORE CAPO GUIDO LO FORTE

28 Feb 2012

MESSINA - La relazione annuale del procuratore capo sulle dinamiche mafiose e della criminalità organizzata tra la città e la provincia, sui versanti tirrenico e ionico: Il procuratore Guido Lo Forte, “Rapporti intensi con Cosa nostra. Accordo trasversale tra ‘ndrangheta e gruppi criminali cittadini messinesi (Giostra e Mangialupi).

”Postato da Enrico Di Giacomo - Cronaca da Messina e dintorni.

Cosa nostra tirrenica che dialoga con le famiglie palermitane e catanesi.

La «novità storica» rappresentata dai nuovi pentiti della famiglia mafiosa barcellonese, che ne hanno svelato tra l’altro l’organigramma.
I rapporti coi Lo Piccolo di Palermo e i Santapaola di Catania.
Gli affari della criminalità a Messina e lungo la zona ionica, in primo piano sempre estorsione e traffico di stupefacenti.
Nelle cinquanta pagine che il procuratore capo Guido Lo Forte ha scritto per la relazione annuale sullo stato della giustizia c’è questo e tanto altro, soprattutto sull’evoluzione che la nostra provincia ha avuto sul piano delle dinamiche criminali fino al primo semestre del 2011 e partendo dal luglio del 2010.
E si tratta di un report fondamentale per capire oggi come si articolano le organizzazioni criminali ta la città e la provincia.
Nella fascia tirrenica «le organizzazioni intrattengono rapporti intensi con Cosa nostra sia della provincia di Palermo sia della provincia di Catania», e «hanno assunto una strutturazione e sistemi operativi analoghi a quelli di Cosa nostra palermitana».
Sull’altro versante invece «nel territorio di Messina e in quella che viene definita invece “fascia jonica”, le organizzazioni mafiose intrattengono rapporti più intensi con la ‘ndrangheta calabrese e Cosa nostra della provincia di Catania.
Nello specifico – prosegue il procuratore Lo Forte –, la città di Messina non ha una organizzazione omologa a Cosa nostra, i cui vertici non hanno insediato nella città dello Stretto una famiglia.
Di fatto è realizzato un accordo trasversale sulla spartizione degli affari tra Cosa nostra (palermitana, tirrenica, catanese), la ‘ndrangheta e i gruppi criminali cittadini messinesi (Giostra, Mangialupi ed altri).

LA FASCIA TIRRENICA - È lungo l’area tirrenica e poi sui Nebrodi che si sono ormai insediati gruppi criminali consolidati, spiega il procuratore capo Lo Forte, che cita le indagini “Gotha” e “Pozzo 2″ come «le più importanti ed articolate operazioni antimafia condotte nell’intera provincia di Messina negli ultimi venti anni», che «possono essere considerate unitariamente, in quanto hanno avuto una genesi sostanzialmente comune, trovando il loro fondamento nelle dichiarazioni di alcuni importanti collaboratori di giustizia».
E che «hanno permesso di fare luce sui vertici e sull’attuale organigramma di quel particolare ed agguerrito sodalizio mafioso denominato “dei Barcellonesi”, riconducibile a Cosa nostra siciliana, operante sul versante tirrenico della provincia di Messina».
Lungo tutta la fascia tirrenica spiega il procuratore che «le più recenti indagini hanno rivelato un fenomeno che, ad avviso dello scrivente, era comunque già risalente nel tempo.
La mafia che possiamo chiamare “barcellonese” o “tirrenica” ha assunto una strutturazione e metodi operativi del tutto omologhi a quelli di cosa nostra palermitana».
Sul piano degli affari queste organizzazioni «… in linea con l’operato e le aspettative delle altre “mafie” siciliane» hanno come principali obbiettivi «il controllo, pieno ed incondizionato, del lucroso settore degli appalti pubblici», e proprio l’indagine “Gotha” ha dimostrato come «la mafia barcellonese si sia costantemente “interessata” alle più grandi e rilevanti opere pubbliche realizzate nell’ultimo quindicennio nella provincia di Messina e nei territori limitrofi», per esempio «il raddoppio della linea ferroviaria Messina-Palermo, il completamento dell’autostrada Messina-Palermo, i lavori di realizzazione del metanodotto nella medesima provincia, la realizzazione di alcuni parchi eolici e la ristrutturazione di alcuni centri storici».

I PENTITI - Il procuratore parla nella sua relazione di «novità storica» per quel che riguarda la scelta di collaborare con la giustizia del boss dei Mazzarroti Carmelo Bisognano, di Santo Gullo, di Teresa Truscello (l’ex convivente di Bisognano, n.d.r.) e dell’acese Alfio Giuseppe Castro.
Sono stati in pratica generatori di un flusso di informazioni che con le operazioni antimafia “Pozzo 2″ e “Gotha” hanno in pratica «… portato alla decapitazione della famiglia mafiosa barcellonese, consentendo di svelare l’interro organigramma di tale pericoloso sodalizio criminoso, partire dal suo vertice».


L’ORGANIGRAMMA - Ed eccolo l’organigramma: «… gli attuali esponenti di vertice dell’organizzazione, taluni dei quali costituenti espressione tipica della c.d. mafia “imprenditoriale”, ossia quella mafia che, nel tempo, è stata in grado di reinvestire i propri profitti illeciti in lucrose attività imprenditoriali e commerciali apparentemente “pulite” (Rao Giovanni, Cambria Francesco, Isgrò Giuseppe, Di Salvo Salvatore, Barresi Filippo, Ofria Salvatore): costoro, unitamente allo stesso Bisognano Carmelo, costituivano fino a quel momento una sorta di direttorio, in grado di adottare qualsiasi decisione di rilievo sul territorio».

Il procuratore cita poi i cosiddetti «imprenditori collusi» (Aquilia Mario, Scirocco Francesco, Marino Tindaro, Puglisi Salvatore), i «quadri» (Triolo Giuseppe, Trifirò Maurizio, Calcò Labruzzo Salvatore, Dajcaj Zamir, Mandanici Giuseppe Roberto, Martorana Roberto, Porcino Angelo, Bucceri Concetto).
Il procuratore Lo Forte dà conto anche delle recenti più recenti evoluzioni: «… attualmente l’organigramma della criminalità barcellonese può così delinearsi: un gruppo riconducibile a Rao Giovanni e Barresi Filippo, di cui fanno parte Di Salvo Salvatore, Ofria Salvatore, Isgrò Giuseppe, ed altri ancora, ossia il gruppo dei c.d. “Vecchi”; il gruppo dei c.d. “Mazzarroti”, facente capo a Calabrese Tindaro; un gruppo riconducibile a D’Amico Carmelo, che, secondo le dichiarazioni di Gullo, sarebbe quello più forte sul territorio, almeno dal punto di vista militare».

CALABRESE OSPITO' I LO PICCOLO - C’è anche un retroscena nella relazione annuale del procuratore Lo Forte.
Vale a dire gli “agganci” palermitani ad alti livelli, leggasi famiglia Lo Piccolo, del boss dei Mazzarroti Tindaro Calabrese.
«I collaboratori Bisognano Carmelo e Gullo Santo – scrive il magistrato –, hanno sottolineato i contatti avviati nel 2006 fra il boss barcellonese Calabrese Tindaro e autorevoli esponenti della famiglia Lo Piccolo, fra cui in primo luogo Lo Piccolo Alessandro e Giuseppe.
Il Calabrese avrebbe favorito nel territorio di Montalbano, in provincia di Messina, la latitanza di Lo Piccolo Alessandro; successivamente, anche a seguito di tali contatti, sarebbe stato concluso un vero e proprio accordo a Palermo fra la famiglia Santapaola di Catania, i Lo Piccolo di Palermo, e i barcellonesi D’Amico Carmelo e Calabrese Tindaro.
Tale accordo consisteva nel fatto che da quel momento in poi si sarebbe verificato una sorta di “matrimonio”, nel senso che Santapaola Angelo per quanto riguarda la zona di Catania, Calabrese Tindaro e D’Amico Carmelo per quanto riguarda la zona di Barcellona, dovevano rendere conto direttamente ai Lo Piccolo di Palermo; tale accordo riguardava non tanto i proventi delle estorsioni, che ogni gruppo continuava a gestire autonomamente nell’ambito della propria zona di competenza, ma gli accordi sulle ditte che dovevano lavorare nell’ambito degli appalti pubblici.
In pratica si doveva instaurare un collegamento diretto fra le zone di Catania, Barcellona e Palermo in modo che si potesse individuare di volta in volta, tramite reciproci accordi, la ditta che doveva lavorare nell’ambito di un determinato appalto.
Sempre secondo le dichiarazioni dei collaboratori (in particolare di Gullo Santo), l’arresto dei Lo Piccolo dapprima, e successivamente l’omicidio di Angelo Santapaola, avrebbero determinato un ulteriore processo evolutivo, che costituisce oggetto di attuali, mirate indagini». NUCCIO ANSELMO - GDS

lunedì 27 febbraio 2012

CORTE DEI CONTI, RELAZIONE SICILIA - ENTI LOCALI SICILIANI, E' UN DISASTRO

LiveSicilia > Cronaca.

Troppe consulenze facili e fondi Ue persi.

sabato 25 febbraio 2012 - 13:07.

La situazione finanziaria degli enti locali in Sicilia e’ ”disastrosa”.

L’allarme e’ stato lanciato dal procuratore regionale della Corte dei conti, Guido Carlino, nella relazione di apertura dell’anno giudiziario.

Carlino ha parlato di sprechi, inefficienze e diseconomicita’ dell’azione amministrativa, ”con l’aggravante, in molte ipotesi, dell’esistenza di condotte finalizzate al conseguimento di personale vantaggio dall’esercizio delle funzioni istituzionali, con pregiudizio per l’erario pubblico, anche in termini di lesione dell’immagine della pubblica amministrazione”.

Ma la condizione piu’ preoccupante e’ quella degli enti locali.

Ci sono spese costituenti danno erariale ”in quanto non necessarie per il soddisfacimento degli interessi della comunita’ amministrata, prive di adeguata copertura finanziaria, e contrarie ai principi di sana gestione finanziaria”.

Carlino riconduce tutto questo a quella che definisce una ”estensione del fenomeno patologico dei debiti fuori bilancio, indice di incapacita’ gestionale e spesso anche fonte di danno erariale”.
Il procuratore regionale ha pure richiamato ipotesi di ricorso a illegittime operazioni di finanza straordinaria o a strumenti finanziari derivati di dubbia convenienza.
E ha rilevato come numerosi siano stati i danni riscontrati per effetto di ritardi nella definizione di procedimenti amministrativi.

Quindi ha espresso particolare preoccupazione per i danni derivanti da perdita di finanziamenti di derivazione comunitaria.
E’ un tema che in questi giorni e’ stato al centro dell’agenda politica regionale.

Il quadro finanziario preoccupante degli enti locali comprende anche la gestione dei servizi di riscossione di entrate e tributi.

Carlino ha segnalato danni a carico di agenti della riscossione degli enti locali, cui e’ stato imputato il mancato riversamento di somme riscosse per conto dei Comuni ovvero di danni a carico di privati incaricati di riscuotere entrate per conto della pubblica amministrazione.
Sulle entrate la relazione segnala anche ipotesi di manomissioni di sistemi informatici per annullamenti indebiti di crediti dell’erario.

Le consulenze facili sono la pratica piu’ dannosa, e purtroppo piu’ diffusa, nella gestione della pubblica amministrazione in Sicilia.

E’ descritto come un male endemico nella relazione di apertura dell’anno giudiziario.
Il caso estremo sarebbe quello dell’ente Fiera del Mediterraneo di Palermo.
La relazione segnala anche una forte incidenza di casi di corruzione e di malasanita’ e un uso distorto dei contributi comunitari.

Ma mette in rilievo anche la responsabilita’ dei dirigenti dei servizi finanziari degli enti locali – Comuni e Province – per operazioni azzardate oppure per la ‘’sovrastima” di entrate.
Si tratta di pratiche che mettono in crisi i bilanci degli enti perche’ danno via libera a un eccessivo indebitamento.
Questo e’ accaduto, per esempio, al Comune di Catania tra il 2003 e il 2004.

Il dirigente responsabile che aveva preparato un bilancio preventivo fondato su false previsioni di entrata e’ stato condannato per danno erariale.-

OLIVERI: IL SINDACO POMPIERE

Il seguente commento è stato postato su questo blog alle ore 12.57 di oggi:

Compaesani, oggi, giorno 27.02.2012, ore 19 circa.
In Piazza Roma di Oliveri va in onda: “Oggi Le Comiche”.
Il sindaco Pompiere, in verità un po’ alticcio e fuori come un balcone, sale su uno dei carri allegorici e improvvisa, con nostra meraviglia, un’ inopportuno e buffo comizio di carnevale.

Ci dice che è criticato perché si veste a carnevale.
Ma chi lo c…..
Ci dice che lui è uno del popolo.
Ci dice che il popolo lo sostiene.
Ma di quale popolo stai parlando?.
Forse delle sorelle P..... del circolo vizioso “D. R.” che sotto il carro sbraitano e ti battono le mani?.
Che spettacolo desolante.
Se è di quel popolo che parli, allora hai ragione.
Ma ad Oliveri caro Pompiere, c’è un altro popolo, che culturalmente, non ti appartiene.
C’è un altro popolo che non si sente rappresentato da te.
C’è un altro popolo che si “VERGOGNA IMMENSAMENTE” del buffone che sei.
C’è un altro popolo che ha i marroni rotti che ti darebbe volentieri un bel calcio in culo e allontanarti per sempre dal Palazzo comunale.
Infine cari Oliveroti, la ciliegina sulla torta:
segue a ruota il “lecchino di turno”, un certo M......, per chì non lo conoscesse, il figlio di Fulippu .... e/o il nipote du M......., buonanima e onesto uomo, che osanna con la bava alla bocca, il Pompiere e la ciurma chiamata amministrazione, per la buona riuscita del carnevale.
Amici di Oliveri, vedete in che mani siamo finiti?.
Stiamo raschiando il fondo del barile.
Stendiamo un velo pietoso. SI SALVI CHI PUO’.
di Anonimo su LAVORO: STIPENDI ITALIA META' CHE GERMANIA alle 12.57
____________________________________________

Oliveri, governato da pompieri, lecchini vari, pseudo intellettuali, affaristi e traffichini di ogni genere, avrà un radioso avvenire.
Nel futuro, il progresso civile aumenterà con l'ingresso al Palazzo del popolo osannante.-
Antonio Amodeo

domenica 26 febbraio 2012

LAVORO: STIPENDI ITALIA META' CHE GERMANIA

ANSA.it > Top News > News.

Eurostat,retribuzioni lorde annue 2009.Crescita tra piu'basse Ue.

26 febbraio, 12:36

(ANSA) - ROMA, 26 FEB - In Italia un dipendente di un'azienda con almeno 10 persone, ha guadagnato in media nel 2009 23.406 euro lordi: circa la meta' che in Lussemburgo (48.914), Olanda (44.412) o Germania (41.100).
E' quanto emerge da dati Eurostat, pubblicati nel recente rapporto 'Labour market statistics'.
L'Italia e'in basso per livello di salario nell'eurozona.(ANSA)

FURNARI: FOTI, "DA QUELLA DISCARICA PER NOI SOLO VELENI"

26 FEB 2012

Per i carabinieri del Noe i rifiuti non sarebbero pretrattati ma solo triturati e abbancati.

Postato da Enrico Di Giacomo - Cronaca da Messina e dintorni.

I carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico di Catania, avevano chiesto già nell’ottobre del 2009 il sequestro preventivo della discarica di Mazzarrà, l’unico impianto di conferimento dei rifiuti esistente in provincia di Messina.

Per i militari i rifiuti «tal quali» finirebbero in discarica «triturati», senza un pretrattamento e una separazione delle diverse tipologie.

Il Noe ha effettuato ben 5 appostamenti per monitorare cosa avveniva in discarica e persino sorvoli in elicottero per documentare il sistema utilizzato per l’abbancamento e il successivo conferimento, concludendo con la richiesta di «sequestro preventivo» dell’impianto.

A rivelarlo in una conferenza stampa tenutasi ieri nell’aula consiliare del Comune di Furnari, è stato il sindaco avv. Mario Foti, che assieme alla Giunta municipale, si è opposto alla richiesta di archiviazione che la Procura di Barcellona aveva avanzato nei confronti dei gestori dell’invaso che confina con l’abitato della cittadina, dove esistono residence turistici e il noto complesso di Portorosa.

Il sindaco Foti ha definito la discarica di Mazzarrà, «offesa per la cittadinanza di Furnari perché prepotentemente invasiva, sia sul piano geografico, essendo l’invaso a 200 metri dall’abitato, che su quello delle molestie olfattive che non sono mai cessate e che in questi giorni sono riprese con puntualità stagionale.

Quella che impropriamente viene chiamata discarica di Mazzarrà, dovrebbe chiamarsi discarica di Furnari essendo stata realizzata accanto alle nostre case.
Mazzarà incassa l’equo indennizzo e noi subiamo beffa e danni».

Il sindaco ha inoltre sottolineato come di recente «sia stato chiesto, anche dal consigliere provinciale Cerreti, l’istituzione del registro dei tumori e ciò a causa degli effetti nefasti che si registrano sulla popolazione che vive sul territorio».

Nella conferenza di ieri, indetta dal sindaco Foti e alla quale hanno partecipato il legale del comune, l’avv. Nino Belardo, e gli assessori Bartolo Catalfamo, Nino Isgrò e il vice sindaco Nino Giorgianni, è stato annunciato che «l’Amministrazione comunale, intende tutelare gli interessi del Comune, e il patrimonio, storico, sociale, economico di un’antica comunità, nonché il diritto alla salute, alla salubrità dell’ambiente e alla qualità della vita dei suoi cittadini».
E per tale ragione il sindaco ha detto che «qualora dovessero ravvisarsi nella vicenda della discarica, comportamenti ed atti posti in essere in violazione delle leggi dello Stato o di norme comunitarie o, peggio, di omissioni, di ritardi, di compiacenze e negligenze, si tutelerà in tutte le opportune sedi, nazionali ed europee, nei confronti di chiunque si renda responsabile di ulteriori eventi di danno nei confronti della comunità.
Siamo pronti ad avviare una procedura comunitaria di infrazione contro la mancata applicazione delle leggi statali che esistono in Italia».
Il sindaco ha definito «scelta scellerata» quella di realizzare la discarica in un sito alluvionale «a 200 metri dal centro urbano di Furnari e a circa un chilometro dalla foce del torrente che si riversa nel mare su un alveo imbrifero nel quale insistono i pozzi di approvvigionamento idrico del Comune di Furnari, col rischio di avere effetti devastanti sull’intero ecosistema e sulla salute dei cittadini».

Il sindaco e il legale del Comune, l’avv. Nino Belardo, si sono soffermati poi sull’inchiesta del Noe per la quale era stato chiesto il sequestro della discarica.

La Procura di Barcellona ha ritenuto di richiedere l’archiviazione, alla quale si è opposto il Comune.
Per domani è stata fissata l’udienza camerale per stabilire se l’inchiesta dovrà essere archiviata o proseguire.
Nell’indagine risultano indagati i vertici della TirrenoAmbiente per reati ambientali e per una serie di contestate falsità in atti pubblici.
Gli indagati sono: l’amministratore delegato della società mista, Giuseppino “Pino” Innocenti, 58 anni; l’ex presidente del Cda Sebastiano “Nello” Giambò, 63 anni di Mazzarrà Sant’Andrea e l’ingegnere chimico, Maria Elena Fierotti, 34 anni di Palermo, quest’ultima consulente della società che avrebbe rilasciato attestazioni ritenute false sull’idoneità di taluni macchinari utilizzati nel pretrattamento dei rifiuti.
Nei confronti dei tre indagati per la Procura non sarebbero stati raggiunti elementi tali da poter sostenere in giudizio le accuse contestate inizialmente.

Nel ricorso contro l’archiviazione è stato però evidenziato come i carabinieri del Noe che hanno effettuato nel corso del 2009 numerosi sopralluoghi congiunti all’Arpa e al Settore ambiente della Provincia, hanno tra l’altro rilevato «l’assenza di un sistema di vagliatura e deferrizzazione».- Leonardo Orlando - GDS

ALTRA REGIONE..... L'EMILIA ROMAGNA SCARICA TRENITALIA

Sabato 25 Febbraio 2012 16:09

Da giugno bando aperto alle aziende europee.

L'assessore ai Trasporti Peri boccia la gestione dell'emergenza neve e indice una nuova gara per gestire il servizio ferroviario in Regione.

"E anche se a vincere sarà di nuovo Trenitalia il bando prevederà controlli molto più severi degli attuali, nonché l'obbligo di investire per il rinnovo del materiale rotabile"
Niente più linea attendista.
La Regione Emilia-Romagna scarica Trenitalia.
Non prima però di avere bocciato la gestione dell’emergenza neve da parte della società dell’Ad Moretti.
“Quello che è successo – ha spiegato l’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri – l’ho vissuto personalmente.
Non è possibile che le stazioni restino piene di viaggiatori in attesa mentre l’unico messaggio sonoro sia l’invito a non superare la linea gialla.
Serve una comunicazione diretta e reale, assieme a un’assistenza adeguata”.
Tutte cose che per l’assessore non ci sono state, e non solo per lui.

Nelle scorse settimane abbiamo più volte raccontato dei disagi e dell’inefficienza del servizio garantito da Trenitalia sulle tratte locali.
L’azienda dal canto suo si è sempre difesa spiegando che neve e ghiaccio avevano reso difficile garantire un servizio ottimale.
I dati forniti oggi in Regione però sono schiaccianti: nel periodo dell’emergenza sono stati soppressi 2500 treni con una media di 200 nei giorni più critici, e 1 convoglio su 2 da riparare.
Per questo Peri ha annunciato un nuovo bando di gara europeo per l’affidamento del servizio ferroviario regionale, da indire a giugno quando scadrà il contratto attuale con le Ferrovie dello Stato e Fer.
Insomma, un bando aperto alla concorrenza di tutte le aziende ferroviarie europee in grado di gestire il servizio, e che non garantirà più all’ex società monopolista la vittoria assicurata.
E anche se a vincere sarà di nuovo Trenitalia il bando, spiega Peri, prevederà controlli molto più severi degli attuali, nonché l’obbligo di investire per il rinnovo del materiale rotabile.
“Negli ultimi otto anni, nonostante gli annunci e i titoli, non ci sono stati investimenti nazionali in materiale rotabile”.

L’obiettivo è “l’alta affidabilità” di un sistema che ha dato pessima prova di sé nelle scorse settimane.
Nel frattempo, fa sapere Peri, i tecnici di via Aldo Moro stanno ultimando il rapporto sui disservizi che si sono verificati durante le nevicate, e per farlo non si baseranno solo sui dati forniti da Fs, ma anche sulle segnalazioni arrivate dagli utenti via mail, telefono e sms.
Solo a quel punto verranno calcolate le sanzioni che però, parola di assessore, saranno appliacate nella “misura massima”.

L’assessore ha tentanto anche di fornire una spiegazione sul divario di affidabilità tra Fer (Ferrovie Emilia-Romagna) e Trenitalia.
Per Peri a fare la differenza sarebbe proprio il materiale rotabile, con un’età media di 30 anni.
Altro motivo di inefficienza, e questa volta a parlare è il consigliere regionale democratico Roberto Piva, sono i “durissimi tagli al personale decisi da Trenitalia, tagli che si ripercuotono sull’attività di manutenzione delle linee”.
Piva ha spiegato anche come molti problemi siano nati dalla riduzione del numero dei locomotori di soccorso e da un sistema di comunicazione così arretrato da poter essere definito “arcaico”.

Salvatore Di Ruzza, presidente Cti (Consorzio trasporti integrati) e responsabile della direzione Passeggeri Emilia-Romagna di Trenitalia, ha ricordato come “già la scorsa gara regionale fu indetta su base europea e vinta da Trenitalia assieme a Fer.
Ora aspettiamo fiduciosi le condizioni della nuova gara e sicuramente parteciperemo”.-

Fonte: Pendolaripa.

sabato 25 febbraio 2012

CORTE DEI CONTI SICILIA

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

CORRUZIONE E SPRECHI COSTANO 57 MILIONI.

Il dato emerge dall'attivita' della procura regionale.

25 febbraio, 16:01

(ANSA) - PALERMO, 25 FEB - Corruzione, sprechi, abusi hanno per la Sicilia un costo che si avvicina a 57 milioni di euro.

Il dato emerge dall'attivita' della Procura regionale della Corte dei conti che nel 2011 ha chiesto 134 citazioni in giudizio per 236 dirigenti e amministratori pubblici.

Altri 245 sono stati "invitati a dedurre" per un danno erariale di 34 milioni.

Rispetto al passato c'e' una riduzione dei danni prodotti alle casse pubbliche ma i casi di abusi e corruzione registrano un aumento statistico del 40%. (ANSA).

OLIVERI: L'ATTACO AI "POVERI RAGAZZI"

Un cortese anonimo ha postato ieri il seguente commento:

AnonimoFeb 24, 2012 06:41 AM

Sig. Amodeo, può spiegarci perché Giovanni Pappalardo nel suo volantino scrive:

"Vi informo di alcuni episodi successi negli anni passati quando questo grandissimo Cornuto onesto di Antonio Amodeo amministrava la cosa pubblica; visto che tutti i giorni non fa altro che offendere i cittadini di Oliveri ma quello che ho notato soprattutto che attacca puntualmente questi poveri ragazzi che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco e di prendersi questo grandissimo e grossissimo onere di amministrare in un momento così difficile per tutta l'intera umanità".

Perché lei attacca questi poveri ragazzi?.
___________________________________

Reputo legittima ed interessante la domanda rivoltami dall'anonimo.
Ritengo, altresì, doveroso risponedere, non per un mio personale interesse, ma per fornire ai cittadini utili argomenti al fine di individuare ed isolare un pericoloso anonimo che continua a speculare sulla fiducia immeritata che, inconsapevolmente, gli concedono i cittadini di Oliveri, ignari delle sembianze (umane?) di simile mostro che circola liberamente fra loro.
E' necessario premettere che:

1) - Ho tentato, invano, di ricondurre alcuni di codesti "bravi ragazzi" sulla retta via.
2) - Non hanno gradito i miei suggerimenti perché devono soggiacere al volere di coloro i quali li pilotano per tutelare ben precisi interessi.

3) - NON HO MAI OFFESO SINGOLI CITTADINI DI OLIVERI.

4) - PERSONALMENTE NON ATTACCO ALCUNO. Mi limito a pubblicare documentate verità.

5) - PUBBLICO ALCUNI COMMENTI ANONIMI RITENUTI UTILI PER L'INFORMAZIONE DEI CITTTADINI E/O PER IL RAVVEDIMENTO DI COLORO CHE ASSUMONO ATTEGGIAMENTI SCORRETTI.

6) - SAREBBE OPPORTUNO RIBALTARE LA DOMANDA E FORMULARLA COSI': "PERCHE' GIOVANNI PAPPALARDO, ANONIMAMENTE, RIVOLGE SPECIFICHE ACCUSE ALL'EX SINDACO AMODEO?".

Per fare ciò dovrei pubblicare tutta la serie di accuse rivoltemi dall'anonimo (ma non troppo) Giovanni Pappalardo con una serie di volantini a puntate.
Lo farò prossimamente. Immediatamente, aggiungo qualche altra cosiderazione.
Desidero, anzitutto, precisare che non ho alcun interesse di tutelare la mia immagine di amministratore comunale perchè non ho alcuna ambizione a candidarmi a cariche elettive.
Tuttavia, avverto il dovere morale e civile di fornire ai miei concittadini - soprattutto a quelli che mi hanno sempre stimato - tutte quelle notizie documentabili di cui sono a conoscenza.
Giovanni Pappalardo dichiara che conosce bene la storia di Oliveri perché è un ex amministratore ONESTO.
Afferma che anche l'attuale Presidente del Consiglio conosce il rapporto di certe persone con la malavita.
Invita un non meglio specificato Roberto a rivelare alla Magistratura "tutte le malefatte di questi individui".
A mia volta invito Giovanni Pappalardo, il Presidente del Consiglio, il menzionato Roberto e quanti altri siano a conoscenza di qualsiasi reato commesso da Antonio Amodeo, A VOLERE PRESENTARE LA DOVUTA REGOLARE DENUNCIA SOTTOSCRITTA all'Autorità Giudiziaria competente.

MI DICHIARO PUBBLICAMENTE A DISPOSIZIONE DELL'A.G. PER ESSERE INTERROGATO SUI REATI DI CUI VENGO ACCUSATO ANONIMAMENTE DAL SEDICENTE BENE INFORMATO GIOVANNI PAPPALARDO.

In attesa, mi corre l'obligo di chiarire alle giovani generazioni di Oliveri ed ai graditi recenti immigrati la mia attività ammististrativa svolta, ininterrottamente, dal novembre 1958 fino a giugno 1997.

Per fare ciò, sarà necessario tracciare una breve cronistoria dei principali avvenimenti amministrativi locali.
Lo farò, con la dovuta umiltà e pazienza, nell'interesse di tutta la comunità.
Nel frattempo, Giovanni Pappalardo continuerà, come promesso, a raccontare la sua verità.
Ma, per essere credibile, sarebbe onesto, corretto ed opportuno deporre la maschera dell'anonimato che copre indegnamente e vilmente il suo vero volto.
Con tale gesto di civiltà darebbe ai cittadini di Oliveri la possibilità di giudicare se merita la loro fiducia.

I cittadini onesti, qualora non lo faccia volontariamente, si impegnino a strappaglierla perchè il vile comportamento di Giovanni Pappalardo turba notevolmente la loro civile convivenza.
Quindi, è interesse di tutti - anche dei bravi ragazzi - coalizzarsi per isolarlo e smascherarlo.

CHI NON CONTRIBUISCE A SOSTENERE QUESTA CIVILE INIZIATIVA E' UN COMPLICE DELL'ANONIMO DIFFAMATORE E SOBILLATORE GIOVANNI PAPPALARDO.-

Antonio Amodeo

venerdì 24 febbraio 2012

MESSINA: UN CORSO DI POLITICA CON LO MONTE, D'ALIA, BUZZANCA, DE LUCA E D'ARRIGO

Fonte: Nebrodi e dintorni.

Messina, 24/02/2012 - Partendo dall’esigenza, fortemente colta nel territorio, di una attenta riflessione sul bene comune e di una rinnovata e responsabile partecipazione alla vita pubblica,la nostra associazione organizza un percorso/laboratorio di formazione politica rivolto agli associati ma aperto
anche a tutti coloro che intendono ricevere una panoramica della situazione politica reale e strumenti per leggerla criticamente; inoltre si propone di stimolare la riflessione sui valori e principi dell’etica pubblica per un impegno responsabile nella vita della polis,nelle sue varie dimensioni e livelli.

Gli obbiettivi che intendiamo raggiungere mirano ad aumentare e migliorare l’interesse e l’impegno rivolto al bene Comune,superare l’atteggiamento di rassegnata passività verso il sistema Socio-politico,favorire la partecipazione alla vita della polis,accordare priorità alla politica e dunque alla Formazione politica.

L’obiettivo specifico dell’iniziativa formativa è rendere eticamente consapevoli gruppi di trenta beneficiari – qualunque sia l’ambito di realizzazione di ognuno – del fatto di essere cittadini e di potersi e volersi impegnare per il bene comune di una società cui appartengono.
L’intenzione è, dunque, di avviare un percorso di cittadinanza attiva e di azione politica che investa l’esistenza personale e comunitaria di tutti.

Tra le attività che svolgeremo durante questo corso particolare importanza sarà data alla presentazione delle tematiche attraverso la testimonianza sia di coloro che la possono descrivere con un linguaggio tecnico perché la studiano da professionisti e/o la vivono dall’interno, sia di coloro che la possono esporre secondo la prospettiva di chi ne è attore principale,offriremo strumenti per una conoscenza critica dei fenomeni di cui sopra.


Dibatteremo su questioni importanti che riguardano la città, esporremo le criticità e presenteremo buone pratiche per individuare soluzioni ed opportunità per il territorio.
Un particolare focus sarà dedicato alle questioni connesse al “lavoro e i giovani”, agli aspetti relativi alla loro “vocazione” lavorativa, alle opportunità di dar loro voce e di valorizzare ed educare allo spirito di iniziativa.

Il corso comincerà lunedì 5 marzo all’hotel S. Elia ore 17.30
Interverranno,tra gli altri,l’on. C. Lo Monte (deputato alla Camera), il Senatore G. D’Alia (segr. Reg. UDC), l’on. G. Buzzanca (Sindaco di Messina), L’on. C. De Luca (Pres. Sicilia Vera), il cons. G. D’Arrigo (pres. Naz. ANCI giovani).-

2 commenti:

Anonimo Feb 24, 2012 05:17 AM
Cosa possiamo apprendere da chi della mala amministrazione ne ha fatto rendita politica come i signori onorevoli chiamati alla lectio magistralis sul buon governo?

Anonimo Feb 24, 2012 05:56 AM
patetici...

ASI: GIUNTA NOMINA COMMISSARI LIQUIDATORI PER 10 CONSORZI SICILIANI

Regione Sicilia - Ufficio Stampa Presidenza - ore 11:34.

Palermo, 24 feb (SICILIAE) - La giunta di governo, presieduta da
Raffaele Lombardo, ha nominato i commissari straordinari con
poteri di liquidazione di dieci Consorzi Asi della Sicilia.

Il provvedimento, su proposta dell'assessore regionale alle
Attivita' produttive Marco Venturi, prevede che i commissari
restino in carica per sei mesi.
Dovranno gestire l'ordinaria e la straordinaria amministrazione
e contestualmente dovranno anche porre in liquidazione i Consorzi.

Al termine del mandato i beni, attivi e passivi, confluiranno
nell'Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attivita'
Produttive, Irsap, cosi' come previsto dalla legge approvata
a dicembre dall'Assemblea Regionale Siciliana.

Di seguito a margine di ciascun Consorzio ASI, le qualifiche dei
commissari straordinari designati: Consorzio ASI di Agrigento:
Alfonso Cicero (dirigente Regione siciliana ed attuale presidente
del Consorzio ASI di Caltanissetta); Consorzio Asi del Calatino:
Giuseppe Greco (attuale presidente del Consorzio ASI del
Calatino); Consorzio ASI di Caltanissetta: Alfonso Cicero
(dirigente Regione siciliana ed attuale Presidente del Consorzio
ASI di Caltanissetta); Consorzio ASI di Catania: Giovanni
Spampinato (dirigente Regione siciliana); Consorzio ASI di Enna:
Alfonso Cicero (dirigente Regione siciliana ed attuale presidente
del Consorzio ASI di Caltanissetta); Consorzio ASI di Gela:
Giuseppe Pisanu (attuale presidente Consorzio ASI di Gela);
Consorzio ASI di Messina: Salvatore Lamacchia (dirigente Regione
siciliana); Consorzio ASI di Palermo: Pietro Sciortino (dirigente
Regione siciliana); Consorzio ASI di Siracusa: Salvatore Pirrone
(dirigente Regione siciliana); Consorzio ASI di Trapani: Gaspare
Noto (dirigente Regione siciliana).
Resta da nominare il Commissario del Consorzio Asi di Ragusa.-
swp/mav
241134 Feb 12 NNNN - 24 Feb 2012.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE: SI VOTA IL 6 MAGGIO

LiveSicilia > Politica >.

di Redazione

venerdì 24 febbraio 2012 - 10:39.

Si voterà il 6 e 7 maggio, per il rinnovo degli organi amministrativi, in 148 comuni siciliani, 16 circoscrizioni e 2 province regionali.
L’eventuale ballottaggio è fissato per il 20 e 21 maggio.

Lo ha deciso, su proposta dell’assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica Caterina Chinnici, la giunta regionale riunita a Palazzo d’Orleans sotto la presidenza di Raffaele Lombardo.

Unici capoluoghi coinvolti sono Palermo e Trapani.

Tra gli altri centri maggiori che andranno al voto: Marsala, Misterbianco, Paternò, Alcamo, Sciacca, Barcellona Pozzo di Gotto, Caltagirone, Avola e Castelvetrano. Gallodoro, in provincia di Messina, e’ invece il comune piu’ piccolo con 389 abitanti.
Oltre che negli enti il cui rinnovo era già fissato per scadenza naturale, si voterà anche a Campobello di Licata, Sciacca, Aci Catena, Militello Val di Catania, Palagonia, Tremestieri Etneo, Fiumedinisi, Altavilla Milicia, Scicli e Salemi, dove i sindaci si sono dimessi o sono stati sfiduciati.
Interessati al voto sono poco piu’ di 2 milioni e mezzo di siciliani, compresi coloro che andranno alle urne per il solo rinnovo delle province regionali di Ragusa e Caltanissetta.
Entrambe, in attesa del completamento dell’iter legislativo del disegno di legge sui liberi consorzi, infatti, sono inserite nell’elenco.
Si vota anche in 16 circoscrizioni comunali di 5 centri: Nicosia (circoscrizione Villadoro), Villarosa (Villapriolo), Lipari (Vulcano, Panarea, Stromboli e Filicudi-Alicudi), Palermo (tutte le 8 circoscrizioni) e Melilli (Villasmundo e Città Giardino).
Saranno ricompresi nell’elenco, ovviamente, anche tutti quei Comuni nei quali gli organi amministrativi dovessero cessare dalla carica anticipatamente e la cui definizione dei provvedimenti dovesse avvenire prima della firma, da parte dell’assessore Chinnici, del decreto di indizione dei comizi elettorali, ovvero tra il 60mo e il 55mo giorno antecedenti le elezioni.-

giovedì 23 febbraio 2012

ALTRI TEMPI !

Ho letto questo post sul blog del concittadino Antonio ADORNO "CIAO FAMIGLIA!".
Mi è piaciuto. Desidero segnalarlo ai miei cortesi lettori.

LUNEDÌ 21 NOVEMBRE 2011

Altri tempi……

C’e una cosa che in particolare mi fa pensare con preoccupazione al presente: il sentirmi dire che “…con i tempi di oggi non si può più credere a certe cose!”.
Quali sono queste “certe cose”?

A ben guardare riguardano tutte la dimensione non utilitaristica della persona, la dimensione della vita interiore ( sentimenti, fede, principi, ecc.).

Sembra che non ci si possa più neanche permettere di dire ad alta voce come la si pensa senza correre il rischio di venire tacciati di oscurantismo.

Che tristezza!!!!!!!

Invece i sentimenti della persona e i cardini su cui si poggia sono sempre gli stessi, dai primordi ad ora.

Amare qualcuno, essere amati da qualcuno, poter contare su alcune certezze, avere un porto sicuro dove tornare in caso di tempesta, guadagnarsi di che vivere con serenità….

Si potrebbe continuare, ma scopriremmo che se non sono diversi i bisogni, sono cambiati e molto i linguaggi e gli strumenti per soddisfarli.
Si ha ancora così tanto bisogno d’amore che si moltiplicano le occasioni di vivere una storia, ritenendola – a volte superficialmente .- “quella giusta”, ma senza aver messo la basi per farla essere tale e riconoscerla.

Si ha così tanto bisogno di trascendenza che si la ricerca nelle forme più esotiche: viaggi in Tibet, meditazioni Yoga, New Age e la riscoperta di Angeli e Demoni , e via di seguito.
Ma guai a dire che esiste, come conseguenza di tutto ciò, un impegno a vivere coerentemente le proprie scelte, magari operando delle rinunce.

Tutto questo mi sembra peggiore di una aperta persecuzione verso chi si impegna e vuole “testimoniare” in senso lato.

Sono pietre che non si vedono, ma che vengono lanciate a lapidare una convinzione e uno stile di vita, chiodi che apppendono a una croce invisibile della diversità e della inadeguatezza.
Cosa ci darà la forza di continuare a credere, senza lasciarci andare alla deriva del non pensarci?
Che sia questa l’ultima trovata del demonio, per indebolire i suoi concorrenti e sfoderare “l’ultima tentazione”?.-

Pubblicato da Ciao Famiglia! a 08:49
__________________________________________

Purtroppo, la cultura prevalente, anche nel nostro bel paesino, è questa:

I SOLDI E LA RICCHEZZA. ALTRO NON ESISTE.

SOPRATTUTTO NON ESISTE L'AMORE PER LA FAMIGLIA, PER I FIGLI E PER LA COLLETTIVITA'!.

PREVALE L'EGOISMO INDIVIDUALE.- Antonio Amodeo

PA: PER MANGANELLI STIPENDIO AL TOP

ANSA.it > Top News > News.

Ministro Patroni Griffi consegna liste a Parlamento.

23 febbraio, 16:02

(ANSA) - ROMA, 23 FEB - Il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi ha consegnato alla Camera un primo elenco dei manager della P.A. che guadagnano piu' di 294 mila euro.
In base a questa prima ricognizione, lo stipendio piu' alto e' quello del capo della polizia Antonio Manganelli, di 621.253,75 euro.(ANSA).

NON SI SPENDONO I FONDI EUROPEI.....

LiveSicilia > Politica.

... Tranquilli, però: c'è il consulente.

di Accursio Sabella

giovedì 23 febbraio 2012 - 08:08.

La Sicilia non riesce a spendere i fondi comunitari.
E rischia di perdere milioni di euro a causa di ritardi, inefficienze, errori.
Eppure la Regione, per facilitare proprio la spesa di queste somme, da anni, continua a nominare persino un consulente.
Dal maggio del 2009, per l’esattezza, da quando, cioè, Giuseppe De Santis ha ricevuto il primo incarico di consulente del presidente Lombardo, sempre in qualità di “di esperto nella programmazione dei Fondi strutturali comunitari e statali”.

De Santis, in questi due anni e mezzo di “collaborazione” ha incassato oltre 110 mila euro.
Accumulati mese dopo mese, proroga dopo proroga.

L’ultimo contratto, pubblicato ieri sul sito della Regione siciliana prevede una collaborazione di circa un mese e mezzo, per la cifra di 5.365,40 euro.

A qualcuno sfugge, però, anche a causa della mancata pubblicazione delle relazioni finali dei consulenti, che dovrebbero, per legge, essere sul sito, l’effettiva utilità di un consulente per la spesa dei fondi comunitari.

Visto che, dal 2007 a oggi (e quindi per un periodo in gran parte “coperto” anche dalla consulenza di De Santis), la Regione ha speso appena il 12,7% dei Fondi Fesr, ha ricevuto le “bacchettate” del premier Monti, e ha spinto lo stesso governatore Lombardo a chiedere verifiche più stringenti sull’attività dei dirigenti generali.

Problemi, quelli relativi alla spesa dei fondi europei,che sono rimasti tali e quali, nonostante la presenza del consulente del presidente.
A cui è stato per l’ennesima volta prorogato il contratto.

Un dirigente in pensione, invece, darà una mano all’assessore Mario Centorrino in qualità di “consulente sulle problematiche della pubblica istruzione alla luce della normativa statale di riforma del settore”.

Si tratta del siracusano (ma residente a Catania) Giuseppe Italia, 67 anni compiuti circa un mese fa.
Per lui, un incarico di tre mesi (dal 16 gennaio al 15 aprile 2012) per un corrispettivo di 6.197.49 euro.
Nello stesso assessorato, poi, due incarichi a titolo gratuito a Giovanni Morale e Maurizio Arcigli.

Con questi quattro incarichi, le consulenze tutt’ora vigenti sono 56.
Proprio contro queste consulenze ancora in corso, non più tardi di un mese fa, alcuni deputati del Pd, tra cui il segretario Giuseppe Lupo, avevano puntato il dito, chiedendone l’immediata revoca.
Lombardo, in quell’occasione replicò assicurando che “avrebbe tenuto conto della richiesta degli alleati”.
Ma le consulenze non si sono fermate.-

Commenti

scritto da daca
23 feb 2012 08:51 am
Ma e’ mai possibile che Arraffaele continua imperterrito a dare consulenze e nominare esperti e i partiti che lo sostengono non fanno niente per impedirglielo.
FLI e PD farete una botta elettorale alle prossime amministrative, affrontate subito le varie problematiche dall’utilizzo dei fondi comunitari alle cose chieste dal movimento dei forconi, dai fondi per agricoltura e pesca a quelli della formazione.
Mandate a casa gli assessori tecnici, lecchini di don Arraffaele, e mettete politici anche ladri ma incisivi.

scritto da anna77
23 feb 2012 09:14 am
Quando ci sono troppi consulenti…
quando le procedure di controllo e gestione della spesa sono troppo complesse…
quando si cambiano istruttori delle pratiche ogni 6 mesi…
quando cambiano i dirigenti regionali ogni anno…
…diventa impossibile spendere i soldi pubblici.
In alcuni casi si arriva all’assurdo che per definire una procedura (ad esempio dall’erogazione dell’acconto al saldo) passano 10-15 anni !
Dopo anni la regione, interpretando “sempre in modo restrittivo” le normative, comincia a chiedere documentazione a fiumi (spesso senza senso).
Ogni motivo diventa buono per ritardare l’erogazione dei fondi.
Questa è la verità !
Se le procedure fossero chiare e semplici, se venisse dato il giusto ruolo a Enti locali, progettisti e direttori dei lavori, gravandoli di onori e oneri, la maggior parte dei fondi verrebbe spesa bene e in tempi ragionevoli.
Dopo decenni che si lavora ad una opera, nonostante le difficoltà e la burocrazia, non è piacevole sentirsi dire dal “solerte” tecnico regionale frasi del genere: secondo me l’incarico che lei ha ricevuto 10 anni fa non è legittimo !
Secondo me la lettera di nomina del RUP del Comune non è corretta !
…roba da matti !!!! E ad ogni modo me lo dici dopo 10-15 anni ?
Il nostro sistema Paese non tutela affatto chi rischia in proprio.
Non abbiamo futuro!

scritto da luca
23 feb 2012 09:58 am
eh eh ma non dimenticate il superconsulentemegaesperto Armao, lui sì che ci sa fare………

mercoledì 22 febbraio 2012

REDDITI DEI MINISTRI ON LINE, LE CIFRE E I BENI

Martedì 21 febbraio 2012

Prossime azioni un tetto per dipendenti pubblici e manager.
Paola Severino batte Passera 7 e 3,5 milioni di euro.

ROMA - L’operazione trasparenza vede la luce.
La pubblicazione dei redditi di ministri, vice e sottosegretari è da oggi consultabile online.

Non solo. Nella lotta contro i privilegi della casta, Monti e il ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi hanno imposto ai dipendenti pubblici un tetto massimo di compensi di 305mila euro.

Il ministro ha chiesto inoltre a tutte le amministrazioni pubbliche "di divulgare con tempestività informazioni precise circa i trattamenti economici corrisposti a dipendenti e collaboratori che superano il limite del trattamento spettante al primo presidente della Corte di cassazione, pari ad euro 304.951,95 per l'anno 2011.

Risposte che – ha sottolineato - dovranno pervenire tempestivamente e comunque non oltre il 23 febbraio".

Ma il premier non si ferma qui.
Entro maggio, fa sapere ancora Patroni Griffi, il governo varerà un decreto per regolamentare le retribuzioni dei manager delle società partecipate dallo Stato (Enel, Eni, Poste, Ferrovie, etc.).
Dunque un tetto anche per i super manager.
Spiega Patroni Griffi: "Sulle società c'è un'altra norma, un altro atto del governo le regolerà, un decreto che verrà emanato entro il 31 maggio", riferendosi a misure di trasparenza su stipendi e patrimoni.
Misura quest’ultima che ha fatto storcere il naso a più di una persona.

Da oggi comunque beni, compensi e azioni dell’esecutivo sono alla portata di tutti.

Dopo Profumo, Patroni Griffi, Barca, Peluffo e Catricalà, consultabili già dalla scorsa settimana, rispondono all’appello tutti i ministri.

Tra i membri del governo Monti, il più ricco del 2011 è il ministro Corrado Passera (Sviluppo economico) che ha percepito un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro, su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse.
Da ministro, il compenso scenderà a 220mila euro circa.
I beni immobili indicati nella dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi al 100%.
Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata nel 2010.

Più corposa la voce relativa agli strumenti finanziari.
Passera possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni.
Tra gli altri depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni.

Paola Severino (Giustizia).
Il ministro della giustizia Severino ha totalizzato nel 2011 (redditi riferiti al 2010) un imponibile netto di 7.005.649,00 milioni di euro ed ha versato tasse, contributi ed imposte per 4.017.761,00 di euro.
Il compenso annuo lordo per l'attività ministeriale sarà pari a 195.225,20 euro. L'incarico da Guardasigilli avrà un impatto non da poco sulle finanze di Paola Severino: come titolare della Giustizia riceverà quest'anno 195.255,20 euro.
Il ministro si aggiudica la palma di più ricca del governo.
Il ministro della Giustizia possiede poi tre appartementi.
Il 100% di una casa a Roma di 85 e il 50% di un altro appartamento a Roma da 180 mq con anessi cantina e due garage.
Inoltre il 100% di un appartamento di 150 mq a Cortina d'Ampezzo gravato di mutuo. Due le auto di proprietà di piccola cilindrata.
Inoltre una barca (Aqua 54) da 17 metri in leasing.
Il portafoglio finanziario del ministro si compone di 4.576 azioni Generali e 500 azioni Gbm, 1,6 milioni di euro in Btp e quasi 2,9 milioni in obbligazioni societarie.

Patroni Griffi (Pubblica Amministrazione).
Per il 2010 il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi ha dichiarato un reddito complessivo di 504.367 euro pagando un'imposta netta di 208.743 euro.
E' quanto si legge nella dichiarazione dei redditi 2011 del ministro pubblicata sul sito.
Nel 2012 il reddito con l'incarico da ministro dovrebbe dimezzarsi dato che il compenso annuo lordo sarà di 205.915 euro.
Il ministro, secondo quanto si legge sulla posizione patrimoniale pubblicata sul sito, ha piena proprietà solo di un fabbricato a Roma di tre vani mentre per altri tre fabbricati e un terreno ha una nuda proprietà condivisa.

Annamaria Cancellieri (Interno).
Il ministro dell'Interno indica come reddito 183. 084,35 euro.
Ha due appartamenti a Milano, uno a Roma.
A Milano due box e un magazzino in comproprietà, e poi diversi terreni agricoli e relativi fabbricati in condivisione a Palazzolo Acreide (Siracusa).
Possiede una Toyota Land Cruiser e ha 100 azioni della Banca Popolare di Vicenza per un totale di 6.227 euro.

Giampaolo Di Paola (Giustizia).
Il ministro Di Paola dichiara un reddito di 199.778,25 euro, a decorrere dal 16.11.2011.
Per il 2011 ha percepito 25.179,17 lordi.
Non ha altri incarichi o rapporti di lavoro dipendente con pubbliche amministrazioni.
Per quanto riguarda i beni immobili, l'abitazione principale è una casa di proprietà a Livorno di 130mq, con quota di titolarità del 50%.
Ha due autovetture, una Mercedes Classe B 180 CDI del 2009, e una Volkswagen Polo CV. Riguardo gli strumenti finanziari, il ministro ha 398 azioni Enel, 68 Finmeccanica, 14 quote Deutesche Telekom.

Elsa Fornero (Welfare).
Il ministro del Welfare Elsa Fornero ha percepito nel 2010 un reddito di 402.138 euro su cui ha pagato un'imposta Irpef di 166.089 euro.
E' proprietaria di una Toyota Aygo, immatricolata nel 2011 e tra gli immobili ci sono tre abitazioni a Torino, Courmayer e San Carlo Canavese e due portinerie.
Il pacchetto azionario comprende 227 azioni della Pirelli, altrettante della Prelios e 630 Parmalat.

Renato Balduzzi (Salute).
Il ministro della Salute dichiara 199.778,00 euro.
Dispone di diversi terreni e fabbricati di cui è unico proprietario e in alcuni casi comproprietario.
Il portafogli azionario è ricco e vario.
Atlantia (controvalore 1.370,60 euro), Banca Carige (20.068,34 euro), Beni stabili (245,71), Enel (1.733,39), Eni (31.284,00), Fiat Industrial (1.610,70), Fiat (969,78), Finmeccanica (426,25), Generali Assicurazioni (4.771,02), Impregilo (1.265,00), Industria e innovazione (31,00), Intesa Sanpaolo (8.545.05) e molti altri ancora.

Piero Gnudi (Turismo).
Il ministro e tributarista Gnudi, ha percepito nel 2010 un reddito lordo che ammontava a 1.717.187 con imposte per oltre 700mila euro.
Come ministro Gnudi ha dichiarato tra indennità e stipendio circa 199mila euro lordi. Il responsabile dello Sport possiede due auto, un gozzo e partecipazioni azionarie, ma non risulta proprietario di immobili.
Ricco invece il portafoglio azionario, tra cui 342mila titoli Intesa Sanpaolo, 207mila titoli Unicredit (di cui è stato consigliere), 337mila azioni Telecom risparmio, 152mila titoli Enel, 100mila di Enel Greenpower e 14mila di Eni.
Gnudi inoltre possiede Ctz per 1,22 milioni.

Andrea Riccardi (Cooperazione Internazionale).
Il ministro ha dichiarato un reddito da ministro di 199 mila euro lordi e 81.154,58 la pensione da docente.
Tra le proprietà possiede una casa in Umbria, un terreno di 72 are e 90 centiare, un appartamento a Roma occupato dalla madre, un deposito titoli da 78 mila euro circa e il 25 per cento di un altro portafoglio obbligazionario di 50 mila euro.

Giulio Terzi di Sant'Agata (Esteri).
Il ministro percepirà nel 2012 un compenso annuo lordo di 203.653,44 euro.
Nel 2010 il suo reddito è stato di 123.643.
Fra i beni posseduti, oltre ad una Golf del 2012 e una Ford Focus del 2004, una Harley Davidson 883 immatricolata nel 2005.
Nessuno strumento finanziario dichiarato, mentre sono diverse le proprietà immobiliari, come terreni agricoli a Curno e Brembate, una villa a Brembate di sopra, un garage a Bergamo.
Proprietà di cui è titolare al 100%, mentre è comproprietario al 75% di un appartamento romano e al 50% di un appartamento a New York.

Francesco Profumo (Istruzione).
Il reddito lordo dichiarato nel 2011 dal ministro dell'Istruzione Profumo ammonta a 227.512 euro.
Profumo è inoltre proprietario o comprorpietario di otto immobili: due ad Albissola Mare (Savona), uno a Savona, quattro a Torino e un appartamento al 50% a Salina.
C'è poi il pacchetto azionario con investimenti in Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi, De Longhi, Enel, Telecom Italia, Unicredit, Delclima e Finmeccanica.
Il ministro ha inoltre una Lancia Lybra del 2001.

Mario Catania (Politiche agricole).
Il ministro delle Politiche agricole Catania ha dichiarato un reddito 2010 (dichiarazione 2011) pari a 213.700 euro, del lavoro da dipendente presso il ministero.
La retribuzione annua lorda del 2011, precedente alla nomina di ministro, ammontava a 280.600 euro.
Per effetto della nomina la retribuzione annua lorda è scesa a 211.047,46 euro.

Corrado Clini (Ambiente).
Clini ha dichiarato che percepirà nel 2012 per l'incarico da ministro 199.778,25 euro lordi.
Nel 2010 come direttore generale del ministero ha percepito un compenso di 173.383,00 euro.
Risulta essere proprietario di una Fiat 500 immatricolata nel 2010 ma non è proprietario di alcun immobile così come non ha partecipazioni azionarie.

Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento).
Il ministro Giarda denuncia 262.288,00 euro nel 2010, esclusi i redditi di pensione. Giarda guadagna 31.145 euro da lavoro autonomo, 4.224 dal possesso di alcuni fabbricati, mentre i compensi per gli incarichi in due consigli di amministrazione e un collegio dei revisori ammontano a 226.919,00 Euro.
Nella situazione patrimoniale del ministro risultano 10 immobili, la gran parte dei quali sono baite (cinque) e pascoli (due) sulle alpi, ad Alagna Valsesia.
Giarda possiede inoltre un appartamento a Milano, con box, da 175 metri quadri e denuncia come beni mobili una Seat Ibiza del 2002.
Tra le attività finanziarie il ministro annovera azioni in 14 società quotate in borsa per l'ammontare di 405mila 306 euro, obbligazioni per 44mila euro, titoli di Stato e depositi per 51mila 987 euro.

Enzo Moavero Milanesi (Affari europei).
Il ministro per gli Affari europei Milanesi percepiva, nel suo incarico al tribunale dell'Unione europea, 222.804 euro netti.
Attualmente, il suo compenso da ministro è di 199.788,25 euro lordi.
Moavero possiede un appartamento (11,5 vani) a Roma e di essere comproprietario di alcune pertinenze condominiali.
E' inoltre conproprietario di un appartamento (3,5 vani) e box auto a Monte Argentario, di una casa (17 vani) con rustico e giardino a Cavenago d'Adda (Lodi) e di un appartamento (13 vani) e box auto a Roma.
Il ministro possiede infine due appartamenti contigui (abitazione della famiglia) a Bruxelles.
Sempre insieme con la sorella, ha ricevuto in eredità nel 2010 la "Gerundo srl" (che ha come attività la locazione di 2 locali commerciali propri, sotterranei a uso autorimessa) del valore, per la sua parte, di, 213.556 euro. Proprietario inoltre di una Lancia Y del 2001.
Infine, ha acquistato 100mila euro di Btp e investito nei fondi comuni di investimento Jb Absolute Return p (51.367 euro), GS Glob High Yeld (41.304 euro), Kainos Intl Long-short (26.801 euro), UBS Energy Eco (24.247 euro) e altri (54.304), per un totale di 198.023 euro.

Fabrizio Barca (Coesione territoriale).
Il ministro per la Coesione Barca guadagnerà nel 2012 199.778,25 euro, mentre nel 2011 ha dichiarato circa 40mila euro in meno, e per la precisione 160.484,00 euro. Barca, che allega anche la dichiarazione dei redditi della moglie Clarissa Botsford (24.004 euro), ha la proprietà di un fabbricato a Roma di tre vani (70 metri quadrati) e uno a Roccagorga, in provincia di Latina (35 metri quadrati), in comproprietà al 50% con la moglie.
La moglie è proprietaria di 3 vani (70 metri quadrati) a Roma.
In comunione di beni con il coniuge, il ministro dichiara inoltre polizze vita per 117.203 euro, obbligazioni per 112.510 euro e altri strumenti finanziari per 9.735 euro.
Sempre in comunione di beni c'è l'auto di famiglia: una Renault New Kangoo del 2010 (di proprietà della moglie).-

DA 51 SENATORI SI' A REDDITI ON LINE

ANSA.it > Top News > News.

Solo un sesto favorevole a pubblicità dati su internet.

22 febbraio, 19:13

(ANSA) - ROMA, 22 FEB - Sono in tutto 51 i senatori che hanno autorizzato la pubblicazione on-line dei loro redditi.
Un sesto, dunque, dei 315 membri di Palazzo Madama.
Mancano all'appello, tra gli altri, anche le dichiarazioni patrimoniali del presidente del Senato Renato Schifani, del leader dell'Api Francesco Rutelli e degli ex ministri Sandro Bondi e Roberto Calderoli. (ANSA)

DISASTRO TRASPORTO FERROVIARIO....

Fonte: Pendolaripa.

Martedì 21 Febbraio 2012 15:07

All’Assessore Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità
c.a. Assessore Pietro Carmelo Russo

Al Dipartimento delle Infrastrutture e della Mobilità
c.a. Dirigente Generale Avv. Vincenzo Falgares

Agli Organi di Stampa

Ci chiediamo ogni giorno di più dove vivono i nostri politici regionali.

Stanno assistendo impassibili alla MORTE del trasporto ferroviario in Sicilia.

Oramai le soppressioni sono costanti e continue su tutte le principali linee e dove non si è in presenza di soppressioni registriamo ritardi paurosi.
Abbiamo subito il 50 % di soppressioni sulla tratta per Termini Imerese. Ma non è bastato.
Giornalmente il numero di treni soppressi e in ritardo sulla tratta Palermo-Messina, Palermo-Agrigento e Palermo-Punta Raisi sfiora percentuali aberranti!!!

Dov’è la politica regionale? Politica capace solo di slogan e proclami.

E i poveri pendolari costretti a subire. Però l’abbonamento si DEVE pagare ed in anticipo!!!!
E dire che il numero di passeggeri che hanno lasciato l’auto per servirsi del servizio ferroviario è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi.
Il tutto a causa della crisi.

Ma ai nostri politici poco importa, affannati come sono a mantenere gli scandalosi privilegi che li contraddistinguono.

Del resto a loro importa il trasporto su gomma, li si che c’è ritorno elettorale….
Che vergogna!!!!

Cordialmente

Palermo, 21 Febbraio 2012

Giacomo Fazio
Presidente Comitato Pendolari Sicilia
Patto Pendolari Italiani
___________________________________

Caro Giacomo,
E' intollerabile osservare giornalmente come un rilevante numero di autobus - "foraggiati" dalla Regione - viaggino vuoti, senza viaggiatori, col solo autista a bordo.
CIO' AVVIENE SU PERCORSI SERVITI DA DOPPIO BINARIO, COME IL MESSINA-PATTI E VICEVERSA.

Tale sperpero che pesa come un macigno sulle nostre tasche, potrebbe essere tollerato su percorsi non serviti dal trasporto ferroviario regionale.

Tu credi che la politica regionale privilegi il gommato solo per il "ritorno elettorale"?.
FOSSE SOLO QUESTO, RIENTREREBBE NELLA QUASI NORMALITA'! TEMO VI SIA ALTRO!.

DOBBIAMO RASSEGNARCI ?. CERTAMENTE NO!. Essi godono. Noi godiamo per loro.

LI ASPETTIAMO TRANQUILLAMENTE AL VARCO!.-

Antonio Amodeo

MAFIA: LOMBARDO: LIGA UN BOSS? MAI SAPUTO

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

Governatore citato a deporre nel processo a presunto boss.

22 febbraio, 11:19

(ANSA) - PALERMO, 22 FEB - "Tutto mi sarei potuto aspettare tranne di apprendere delle accuse fatte a Liga. E' una cosa incredibile.
Ne' io, ne' il Movimento Cristiano Lavoratori lo avremmo potuto sospettare".
Nega di avere mai saputo che l'architetto Giuseppe Liga era ai vertici di cosa nostra il presidente della Regione Raffaele Lombardo.
Citato a deporre al processo al presunto capomafia di San Lorenzo, Lombardo ha parlato dei suoi rapporti con Liga e con il Movimento a cui l'architetto apparteneva.(ANSA).

SPRECOPOLI ALLA REGIONE SICILIA

22 FEB 2012
Lo sterminato parco di auto blu, esagerazioni pure nei Parchi.
Messina ha 79 auto di cui 9 uguali o superiori a 1900 cc.

Postato da Enrico Di Giacomo - Cronaca da Messina e dintorni, Mondo News.

La Sicilia ha uno sterminato parco di auto blu.
Per fare il conto totale ci vorrebbero ore.
Le macchine (che si mescolano a quelle di servizio) sono ovunque dai comuni, alle Asl perfino gli istituti zooprofilattici sperimentali ne hanno 18.
L’Asp di Palermo, 102 tutte Fiat tranne una marca Ferrari.
Un’auto con una cilindrata compresa tra 1600 e 1900 (forse una vecchia “Tema-Ferrari”).
L’Asp smentisce di avere la fuoriserie e sostiene che farà «accertamenti per scoprire chi abbia fornito le informazioni false».
I dati sono visionabili sul sito del governo italiano alla voce «auto blu: censimento 2011 e nuove azioni di risparmio». I numeri sono “stratosferici”.

Tra i comuni Catania e Palermo guidano la classifica con 109 auto a testa.
Palermo ne ha 3 di cilindrata uguale o superiore a 1900, Catania una.

Messina ha 79 auto di cui 9 uguali o superiori a 1900 cc, Siracusa ne ha 35 (5 di cilindrata superiore a 1900), Trapani 63 (17 di 1900 di cilindrata), il comune di Agrigento ne ha 37, Caltanissetta 19, Ragusa ha 49 auto e chiude Enna con 5 auto tra cui una Bmw e due con cilindrata superiore a 1900.
Un auto blu quindi non si nega a nessuno nei comuni siciliani dove i costi fanno lievitare il rosso dei bilanci.

In Danimarca i nuovi ministri del governo sono andati a giurare in biciclettta.

La Regione siciliana ha a disposizione 117 auto di cui 25 con cilindrata superiore a 1900; l’Assemblea regionale ne ha 17 di cui 15 di grossa cilindrata; l’Asp di Messina 92, l’azienda “Garibaldi” di Catania 95, l’Asp di Agrigento 36, l’università di Palermo 35 (di cui 17 con cilindrata superiore a 1900) quella di Messina 23 e quella catanese 36.
Le auto sono per oltre il 50% Fiat ma ci sono anche Mercedes, Mistsubishi, Chrisler, Rover, Bmw, Ford, Suzuki, anche qualche Smart.

C’è da rilevare che sul sito tra i principali casi di decremento (dal 2010 al 2011) delle auto blu sono citate la Regione siciliana (meno 20 auto) e l’università di Palermo (meno 17 auto).

La provincia regionale di Siracusa ha 8 auto, quella di Messina ben 52 di cui 10 con più di 1900 di cilindrata, Ragusa 36 (tre sono Bmw), Trapani ne ha 20, Palermo ne ha 29, di cui 19 di grossa cilindrata, Enna ne ha sette, Catania 40, tra cui tre Mercedes, Caltanissetta 21, Agrigento ne ha 40.

I dati segnalano che il comune di Marsala ha ben 82 auto tra Lancia, Peugeot, Fiat, Alfa Romeo, tra cui 12 con più di 1900 cc di cilindrata, Palma di Montechiaro 32, Ribera ne ha 15, SantàAgata di Militello ne ha 15 e Corleone 10.

Ma tutti i comuni, anche i più piccoli, hanno un parco auto: si contano sulle dita delle mani quelli che non ne hanno.

L’ente parco fluviale dell’Alcantara ha tre macchine di cui due di grossa cilindrata, il parco dell’Etna 10, il parco dei Nebrodi addirittura 24 di cui 17 con più di 1900 cc, il consorzio del Plemmirio sette, l’Ente di sviluppo agricolo 80, l’autorità portuale di Palermo 8.-
Ruggero Farkas - GDS

GIOIOSA MAREA: SINTESI DEL PRIMO INCONTRO CITTADINI ATTIVI "OLTRE LE CHIACCHIERE..."

Fonte: Nebrodi e dintorni.

Gioiosa Marea (Me), 21/02/2012 - "Oltre le chiacchiere..", questo il titolo dell’evento, ha visto la partecipazione di più di cento persone tra cui alcuni dei futuri candidati alle prossime elezioni amministrative.
Presentate le motivazioni che hanno spinto alla creazione del gruppo e sottolineata l’importanza di un’azione politica che punti alla pianificazione, sono emerse alcune delle problematiche che da anni soffocano la crescita del paese:
mancanza di progetti e di investimenti a medio e lungo termine; scarso coinvolgimento dei cittadini/elettori alla vita politica; approccio critico e poco collaborativo tra pubblico e privato. Di seguito i punti salienti dell’incontro:

 Nascita del gruppo Cittadini Attivi: motivazioni e obiettivi
 Pianificazione e sviluppo: proposte e case study
 Riflessioni a confronto

A conclusione dell'incontro, dopo un interessante dibattito, è emersa la possibilità che il presidente del movimento “Cittadini Attivi Gioiosa Marea”, l’architetto Piero Papa (mobile 338 1452486), possa impegnarsi in prima persona in politica candidandosi alla carica di sindaco.

ESTRATTO DEI PUNTI DISCUSSI NEL CORSO DELL’INCONTRO

1. Nascita del gruppo Cittadini Attivi: motivazioni e obiettivi
La scelta di creare un movimento “attivo” che coinvolgesse quanti più cittadini interessati alle sorti di Gioiosa Marea è nata da un’esigenza di comune condivisione: rispondere a domande dirette e fondamentali sullo status del paese.

Perché il territorio di Gioiosa Marea è così degradato e non ha avuto lo sviluppo che ci si aspettava?
Per quale ragione i turisti dovrebbero venire nella nostra cittadina?
Quali stimoli ricevono i giovani per restare a Gioiosa?
Perché non ci sono infrastrutture degne di questo nome?
Cosa hanno fatto i nostri amministratori in questi anni e cosa avrebbero dovuto fare per risollevare le sorti del paese?

È davvero colpa degli Amministratori se il nostro Comune non ha avuto lo sviluppo sperato?

E non siamo anche noi cittadini almeno un po’ colpevoli?

Ci siamo mai attivati veramente affinché le cose cambiassero?
Abbiamo mai fatto proposte concrete al di là delle critiche sterili?
Abbiamo mai riflettuto sul perché chi ci rappresenta (a tutti i livelli) non riesce a rispondere alle esigenze della collettività?

Non basta quindi lamentarsi per cambiare le cose, non basta criticare, indignarsi, ma occorre attivarsi e proporre un nuovo modello di sviluppo ispirandosi ad un modello di democrazia diretta e partecipata.

È per questo che abbiamo deciso di presentare idee e proposte specifiche, nel tentativo di risvegliare tutti noi dal letargo in cui siamo caduti da anni.

2. Pianificazione e sviluppo: proposte e case study.

A seguito di queste riflessioni, in una logica costruttiva, abbiamo sentito l'esigenza di dare il nostro contributo.

Ciò che proponiamo è un modello di crescita fondato sul concetto di pianificazione e programmazione, valorizzazione del territorio ed innalzamento della qualità dei servizi.
Riteniamo fondamentale, per uno sviluppo sostenibile, creare le condizioni di base che consentano di innescare quel meccanismo virtuoso in base al quale il territorio genera ricchezza, occupazione e, di conseguenza, servizi migliori per i cittadini.

Ad oggi stiamo lavorando ad alcune proposte che, qualora condivise da cittadini, operatori economici ed amministratori, potrebbero rappresentare un valido strumento di supporto per l’elaborazione di un piano strategico di sviluppo di più ampio spettro.

A tal fine, partendo dall’analisi dello stato di fatto abbiamo individuato quelli che, a nostro avviso, sono i fattori che possono ostacolare o favorire lo sviluppo del territorio.

Sulla base delle criticità e delle potenzialità sono state individuate le linee di intervento che dovrebbero guidare l’azione degli amministratori e dei privati nella definizione di una corretta politica di sviluppo in ambito comunale.

Le nostre proposte sottendono una convergenza di obiettivi tra pubblico e privato, una condivisione di intenti e di risorse, una piena collaborazione tra operatori economici e soggetti pubblici coinvolti.
In sostanza, non si può immaginare un vero rilancio del paese di Gioiosa Marea senza una condivisione di obiettivi e senza la consapevolezza che anche i privati devono fare la loro parte per aiutare lo sviluppo.
Senza questa condivisione, nessun modello, piano o programma, potrà essere realizzato.

Si chiede pertanto a tutti gli operatori economici, prima che ai soggetti pubblici, una maggiore responsabilità, una nuova visione di sviluppo, basata su una collaborazione fattiva tra cittadini, amministratori, commercianti e imprenditori.

Quindi per dimostrare che solo con una visione unitaria ed organica dello sviluppo è possibile realizzare idee e progetti che altrimenti resterebbero inattuati, abbiamo considerato uno dei tanti esempi concreti di ipotesi progettuale di valorizzazione del centro storico.
Una programmazione tempestiva consentirebbe inoltre di accedere a risorse regionali e/o nazionali che altrimenti andrebbero inutilizzate e di poter pensare ad una realizzazione a stralci di tutti i progetti a partire da quello preso ad esempio sul centro storico di Gioiosa Marea.

Una volta individuata l’esigenza di una pianificazione generale, si scenderà poi nel dettaglio di un piano per il centro storico che dovrà essere sviluppato, naturalmente, insieme al piano commerciale: non vi può essere una ripresa urbanistica ed edilizia del centro storico di Gioiosa Marea senza avere all’interno fiorenti attività economiche.

La domanda è: perché un cittadino/una famiglia deve venire a comprare a Gioiosa Marea?
Ad oggi non vi è nessun motivo valido: ci sono pochi negozi di qualità, manca un’offerta differenziata, assenti i negozi in franchising, i prezzi non sono quasi mai competitivi.
Quindi bisogna individuare una serie di azioni efficaci per una rinascita commerciale di Gioiosa.
Per fare ciò occorre puntare sulla qualità paesaggistica del paese ed aggiungere servizi e qualità urbana; quest’ultima si può ottenere con un progetto unitario che differenzi e ri-qualifichi, dal punto di vista cromatico, dei materiali di qualità (pavimentazioni in pietra etc), dell’arredo urbano, il centro storico stesso.

Il progetto vuole aggiornare ed evidenziare le vie e il sistema di piazze del centro tramite un’apposita pavimentazione e dei nuovi arredi urbani, individuando un’area pedonale, delle aree a parcheggio e un ripensamento degli accessi a mare.

La qualità urbana, l’area pedonale e l’eliminazione delle barriere architettoniche possono diventare così punti di forza di Gioiosa; elementi di qualità che non solo rendono diverso il nostro paese, ma lo rendono attraente anche solo per una passeggiata o per lo shopping.

Aggiungere agevolazioni comunali per chi ha intenzione di aprire una nuova attività nell’area pedonale potrebbe essere un ulteriore punto di forza di una ‘nuova realtà territoriale’.
E non dimentichiamoci dell’aumento, vitale per i commercianti, dei possibili clienti. Migliorando la qualità dei servizi offerti anche i turisti presenti in alberghi e villaggi verrebbero motivati a “visitare” il centro storico o invogliati a soggiornarvi direttamente.

PROPOSTA POLITICA PUBBLICA

Da questi ragionamenti nasce la nostra idea di politica, che ci porta a fare una proposta pubblica che superi la logica dei gruppi e dei personalismi, perché a noi interessa come sarà il paese tra 10 anni non chi sarà il sindaco tra tre mesi.

Proponiamo e vogliamo un rinnovamento.
Ci piace pensare che possa esistere un nuovo modo di fare politica, fatto di Amministratori scelti dai cittadini sulla base delle loro capacità e competenze e, soprattutto, sulla base di idee, proposte e progetti concreti.

Il nostro sentire chiede alla società civile di attivarsi ed ai politici di cambiare; e se questa idea di politica - che basa ogni sua azione di governo sulla pianificazione - è condivisa dai cittadini e se i cittadini parteciperanno attivamente, alcuni di noi sono pronti e disposti ad impegnarsi in prima persona in rappresentanza e con l’aiuto del Gruppo Cittadini Attivi Gioiosa Marea.-
______________________________________

Considero utile sottoporre all'attenzione dei Cittadini onesti di Oliveri lo schema di ragionamento proposto dai Cittadini Attivi di Gioiosa Marea, in occasione delle prossime elezioni amministrative.
Giudico tale metodo operativo interessante, valido e - con gli opportuni adattamenti - esportabile in altre comunità.
Desidero evidenziare che la costituzione di un gruppo di "Cittadini Attivi" è un valido mezzo per potere interrompere e sconfiggere il coacervo di interessi privati rappresentato e tutelato dai soliti noti ignoti.
Non è un efficace rimedio lamentarsi continuamente per lunghi anni senza opporre un minimo di resistenza ben organizzata.
Vale per tutti l'inquietante interrogativo: "Ci siamo mai attivati veramente perché le cose cambiassero"?.
Se veramente questa Comunità avverte la necessità di un cambiamento, si deve organizzare per attivarlo, senza aspettare che siano gli altri a cominciare.
Ciascuno deve offrire spontaneamente il proprio contributo di idee.-
Antonio Amodeo

martedì 21 febbraio 2012

OLIVERI: PROFILO DEL "SINDACO IDEALE"

In alcuni Comuni della nostra Provincia prossimamente verranno rinnovate le Amministrazioni comunali.
In detti Comuni si è aperta la caccia al... "Sindaco ideale".
Ho letto sui vari blogs locali alcuni resoconti sui dibattiti in corso con relativi commenti.
Ho ritenuta "universalmente valida" la seguente conclusione di un ragionamento:

"E allora il problema di un sindaco campagnolo o marinoto è un falso problema.

Il vero problema è eleggere un sindaco indisponibile a perpetuare il rito della manicolata di catrame davanti alla porta;

indisponibile a giocare con le lampadine, con le ruspe, con gli appalti, con i piccoli favori, con la ferrea legge della ragion di partito (o di contrapartito).

E non perché l’asfalto o la lampadina davanti alla porta, il lavoro o il certificato, non siano necessari,

ma perché quelle cose sono un diritto,

sono cose legittime da non spacciare per favori,

negandole invece a chi non è della marrella , a chi non cala le corna.

Chi facesse questo, infatti, non sarebbe un campagnolo o un marinoto ma un pigmeo".-
_________________________________________

Cittadini onesti di Oliveri, ricordate bene:

"CHI FACESSE QUESTO SAREBBE UN PIGMEO".

Quanti illustri politici ed Amministratori comunali nostrani si sono comportati e continuano a comportasi da pigmei?.

Quanti Burocrati si sono comportati da pigmei, o in proprio o per conto dei pigmei politici?.
Quante volte è capitato a ciascuno di voi di avere ottenuto un vostro "diritto" spacciato come "favore"?.

Quante volte, costretti dal bisogno impellente, abbiamo "calato le corna" fingendo di non avere capito il raggiro?.

E' una prassi costante disinvoltamente usata in molti uffici pubblici.
Soprattutto quando i pubblici dipendenti sono legati ai politici e/o ai poteri "forti" per qualsivoglia motivo di interesse privato.

Se vogliamo essere rispettati come liberi cittadini, gravati da doveri, ma anche titolari di fondamentali diritti, dobbiamo spezzare questa assurda catena che ci lega al guinzaglio come quei cagnolini costretti a sollazzare le voglie dei dispotici padroncini.
NON E PIU' TEMPO DI INVOCARE FAVORI. DOBBIAMO PRETENDERE IL RISPETTO DEI DIRITTI UGUALI PER TUTTI.

In un Paese civile e democratico, i Cittadini non possono e non devono essere suddivisi in due categorie:

- quelli della "marrella" protetti e tutelati in tutto e per tutto;

- quelli che "non calano le corna" sempre maltrattati e perseguitati.

Amministratori e Burocrati sono pagati dai Cittadini per gestire i servizi necessari che garantiscono la civile convivenza di tutta la comunità.

Dunque, NON SONO LAVORATORI AUTONOMI. SONO LAVORATORI DIPENDENTI A SERVIZIO DI TUTTI I CITTADINI.
Chi non accetta questo elementare principio democratico, DEVE CAMBIARE MESTIERE!.

COMINCIAMO, DA SUBITO, AD INDIVIDUARE ED ESCLUDERE DALLA GARA I "PIGMEI".

E' necessario eleggere un Sindaco "NON DISPONIBILE A PERPETUARE IL RITO DEI FAVORITISMI".-

Antonio Amodeo

lunedì 20 febbraio 2012

MORTO A 102 ANNI PROF. ATTILIO BASILE

ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

Opero' fino a 90 anni.
Decano a Catania, era vice Presidente mondiale dei Chirurghi.

20 febbraio, 10:55

(ANSA) - CATANIA, 20 FEB - E' morto, a 102 anni, a Catania il prof. Attilio Basile, ex vice presidente dell' associazione mondiale dei chirurghi.
Ha compiuto interventi addominali e toracici fino a 90 anni.
Il suo segreto era ''una vita sana e regolare'' e ''lavorare come fosse il primo giorno''.
Tra le cose piu' belle della sua vita citava la 'specializzazione' in chirurgia con il prof. Benk a Vienna;
la piu' esaltante il primo trapianto di reni;
tra le piu' tristi la perdita di un paziente.(ANSA).

EOLIE: IL PACCHETTO "BASSA STAGIONE"

LiveSicilia > Cronaca.

lunedì 20 febbraio 2012 - 11:04

E’ stato presentato alla Bit di Milano il pacchetto ideato da Federalberghi Isole Eolie per scoprire e godere delle isole in bassa stagione.
Una proposta promozionale a condizioni più che vantaggiose, valida per i mesi di aprile e ottobre.

“L’obiettivo – ha dichiarato il presidente Christian Del Bono – è quello di dimostrare a turisti e operatori del settore quanto le isole possano essere più affascinanti nei mesi di bassa stagione”.
La proposta scaturisce dalla “lettura per itinerari” del territorio, già illustrata a Roma nello scorso mese di dicembre alla stampa estera e riproposta in BIT agli addetti ai lavori, che ha come scopo quello di valorizzare e offrire una permanenza consapevole delle valenze naturalistiche, storiche e culturali del territorio.

Il pacchetto base prevede un minimo di tre notti di pernottamento con trattamento di camera e colazione, tour guidato attraverso alcuni tra i più suggestivi sentieri delle Eolie e la degustazione di una cena tipica a base di ricette e prodotti eoliani.

Nella versione web, tra gli altri servizi, su richiesta, saranno resi disponibili in convenzione: il trasferimento dai principali aeroporti, le visite guidate ai musei, l’ascesa allo Stromboli e le escursioni in barca.
L’acquisto del pacchetto mediante Tour Operator convenzionato consentirà invece di ottenere anche la prenotazione del volo e di altri servizi accessori.-

domenica 19 febbraio 2012

OLIVERI: LETTERA APERTA AI REDATTORI DEL "PUNGIGLIONE"

Pubblicata dal cittadino Antonio Amodeo in data 15 ottobre 2009.

----------------- omissis ----------------------

"Così sono venuto in possesso di una fotocopia dell'articolo intitolato "Cattedrali nel deserto", postato sul vostro blog.
Condivido alcune delle vostre informazioni.
Devo, però, correggere un enorme errore relativo al parco "valle olivara", da voi definito una "creatura" dell'Ing. RAVIDA'.
Detto parco, invece, è una creatura di tutta l'AMMINISTRAZIONE AMODEO democraticamente eletta dal POPOLO SOVRANO.
Anche da quella parte di POPOLO che, successivamente, per LIBERARSI democraticamente di Amodeo, fece ricorso alle più assurde e catastrofiche alleanze elettorali per affidare la guida del nostro Comune a quei Personaggi ora tanto criticati dal Pungiglione.
Se potessimo conoscere i vostri volti, forse, scopriremmo che anche qualcuno di voi - se non tutti - ha contribuito a creare simile disastro amministrativo!.
Sarebbe anche interessante conoscere il vero motivo!. QUALE?.

Non è neppure vero che il parco sia stato progettato dall'Ing. Salvatore Ravidà.

L'opera è stata progettata dall'Ing. Angelo LEMBO.

Al quale la Giunta comunale aveva conferito tale incarico.
Il progetto venne approvato dalla Giunta con delibera n.533 del 22.12.1990.
Nessun cittadino propose ricorso, nè la C.P.C. rilevò vizi di legittimità.
Inoltre, desidero rammentare che detto progetto venne sottoposto ai prescritti visti, pareri, controlli da parte di tutti gli Organi amministrativi competenti ad approvarlo e finanziarlo (Giunta e Consiglio comunale, Commissione Provinciale di Controllo, Assessorato Regionale, Genio Civile, Commissariato usi civici, Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali, ecc.).
Va detto, infine, che ha pure attraversato, indenne, le "forche cautine" della Magistratura Ordinaria (Procura della Repubblica e Tribunale di Patti) e della Magistratura Amministrativa (TAR di Catania) a causa dei seguenti esposti:

PRIMO ESPOSTO:
diretto alla Procura della Repubblica di Patti, protocollato in data 04.03.1993 indirizzato anche ai seguenti Uffici:
- Commissione Regionale Antimafia di Palermo;
- Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente di Palermo;
- Prefetto di Messina;
- Lega Ambiente di Patti.

L'atto di accusa venne redatto in un noto Studio Tecnico "proletario" locale.
Venne sottoscritto da 38 (trentotto) sedicenti "poveri braccianti agricoli".
Molti dei suddetti firmatari, notoriamente, non avevano tale qualifica e non svolgevano alcuna attività agricola.
Solo una mezza dozzina erano "intestatari" dei lotti sui quali doveva costruirsi la nuova opera. Nessun lotto veniva coltivato perchè il terreno era franoso.

Molti affittuari, non soggetti al rilascio dell'appezzamento in loro possesso, firmarono l'esposto perchè venne fraudolentemente presentato come richiesta di assegnazione definitiva del lotto posseduto.

SECONDO ESPOSTO: (collegato al primo?)
Trattasi di una DENUNCIA presentata dal SINDACO del Comune di OLIVERI, dr. Giovanni GREGORIO, al Procuratore della Repubblica di Patti in data 16.02.94.

Detto Sindaco aveva chiesto ed ottenuto dal Consiglio comunale (delibea n.46/1993) "di agire per vie legali contro eventuali responsabili della mancata approvazione del Piano Regolatore Generale".

Vi chiedo: chi mandò allora sugli scanni municipali quei Consiglieri? con quale mandato? qualcuno di voi ha contribuito? SE NO, perchè nessuno ha ritenuto di doverne parlare sul vostro Pungiglione? quanti di voi erano convinti che Amodeo meritasse di essere giustiziato per reati non commessi? a chi conveniva, in quel tempo, che nella civilissima Oliveri si verificassero tali nefandezze e si commettessero simili misfatti?.

SCRUTATE LE VOSTRE COSCIENZE!. Non vi chiedo una risposta.

Quindi, il Sindaco GREGORIO approfittando (o abusando?) dell'autorizzazione ottenuta (con raggiri?) dal Consiglio - dimenticando di avere approvato, quale consigliere di maggioranza, alcuni provvedimenti relativi al progetto del parco, insinuò che l'Amministrazione del tempo "aveva fatto progettare e finanziare opere per svariati miliardi, per le quali vi sono seri dubbi sulla legittimità del visto di conformità allo strumento urbanistico vigente".
Tali opere sono:
a) strada di interesse turistico Roccanave-Babbo, importo complessivo di circa cinque miliardi, opera in costruzione;

b) progetto verde attrezzato valle olivara, importo complessivo di circa cinque miliardi, opera appaltata ma senza contratto stipulato;

c) progetto Autoparco comunale, importo complessivo di circa due miliardi, opera non appaltata;

d) progetto Centro diurno (per anziani), importo complessivo circa settecento milioni, opera non appaltata.

Si presume che tale situazione, relativa ai visti di conformità non legittimi, l'Amministrazione precedente pensava di sanarla inserendo le zone relative nel PRG".

Dopo tanta denuncia e tanto clamore , è normale che si avvii una complessa attività di indagine "a tutto campo" con il coinvolgimento dell'ANTIMAFIA.
Non è altrettanto normale che, a conclusione dell'indagine, venga rinviato a giudizio soltanto il Sindaco Antonio Amodeo.

Il Pretore di Patti, con sentenza n.31/96 del 26.2,96, assolve il Sindaco Antonio Amodeo dal fatto contestatogli (apposizione falso visto di conformità sul progetto del parco "valle olivara") perché lo stesso non costituisce reato.

Senonché il Sindaco Gregorio, spalleggiato dai suoi spavaldi sostenitori interni ed esterni all'Amministrazione Comunale - non pago degli atti di eroismo politico fino ad allora compiuti - continuò imperterrito nella sua donchisciottesca battaglia ai suoi presunti avversari politici causando ingenti danni al Comune di Oliveri ed a privati cittadini.
Malgrado l'evidenza dei fatti, taluni suoi "lecchini" si ostinano ancora a "predicare" (inutilmente) di avere sostenuto il migliore Sindaco della storia amministrativa di Oliveri.

Il 04.02.2000 avviene un fatto clamoroso:
una nuova tempesta giudiziaria - come un fulmine a ciel sereno - si abbatte in capo all'ex Sindaco Antonio Amodeo.
Il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Patti, dr Giuseppe Gambino, letti gli atti del procedimento n.148/93 RGNR mod. T.21, DISPONE:

"procedersi a nuova iscrizione a carico di Amodeo Antonio per il reato per cui deve essere esercitata l'azione penale (art.479 c.p.) e l'inserimento nel relativo fascicolo di copia della relazione C.T. in atti, trasferendo dal presente fascicolo gli allegati relativi ai due lavori di cui alla parte motiva del provvedimento.

NESSUN COMMENTO!. Stendo anche un velo pietoso sulla relazione di C.T.-

Con provvedimento n.316/2000 RNR n.2290/2000GIP, il G.I.P. presso il Tribunale di Patti, Dr. Vincenza Randazzo, in data 10.01.2001 "DISPONE L'ARCHIVIAZIONE DEL PROCEDIMENTO ED ORDINA LA RESTITUZIONE DEGLI ATTI AL P.M.".-
In quei giorni i Redattori del Pungiglione su quale sponda erano abbarbicati e per quali interessi? Il Pungiglione perché non ha mai parlato di questi "strani" fatti?
Perché preferisce parlare sempre di Michele Pino, del Buon Uomo, del Magnifico, dell'Ing. Ravidà, del Sindaco Carini, del Sindaco Iarrera, saltuariamente del Sindaco Amodeo? GLI ALTRI AMMINISTRATORI NON ESISTONO? I vice Sindaco, gli Assessori, i Consiglieri non sono amministratori responsabili tanto quanto il Sindaco?.

Ho voluto rammentare questi fatti agli smemorati cronici ed in particolare al Pungiglione per dimostrare che il parco "Valle olivara", ha avuto una storia "tutta particolare" che meriterebbe un ulteriore accurato approfondimento.
Tuttavia non si può disconoscere che quell'opera, tanto vituperata, è stata giudicata ed assolta da tutti i possibili Organi Istituzionali TERRENI.
Attendo sereno e fiducioso il giudizio DIVINO che sicuramente ed inesorabilmente arriverà sul capo di tutti i DIFFAMATORI di turno.

Non voglio tediare ulteriormente i cortesi lettori. Chiudo ringraziandoli per la loro paziente attenzione ed esortando i Redattori del Pungiglione a continuare civilmente la loro opera di censura e stimolo, molto utile e meritoria, per la crescita democratica della nostra amata Oliveri.-

OLIVERI, 15 OTTOBRE 2009.

Cordiali saluti.
Antonio Amodeo