lunedì 30 novembre 2015

La sentenza

Milano, 30 novembre 2015 - 17:10
Pubblicato da www.corriere.it

«Troppi giorni di malattia»:

Atm lo licenzia, reintegrato

dai giudici.

Al dipendente era stato contestato lo scarso rendimento per aver accumulato 52 giorni di assenza. La Corte di Cassazione, però, ha accolto il ricorso perché i giorni di malattia non sarebbero stati tali da esaurire il periodo di comporto

di Redazione Milano online


(Fotogramma)
(Fotogramma)

L'Isis al Carnevale di Viareggio:

carro choc con David decapitato

Fra le opere in concorso che sfileranno sui viali a mare spicca "Barbarians"

Lo Stato islamico arriva anche al Carnevale di Viareggio. Ma non c'è niente da temere.


Tra i carri in gara alla prossima edizione della kermesse sfilerà, infatti, anche un carro ispirato ai tagliagole del Califfato e ai terroristi islamici.

Fra le opere in concorso che sfileranno sui viali a mare il 7, il 14, il 21, il 28 febbraio e il 5 marzo 2016 spicca "Barbarians". Il protagonista deella costruzione progettata e realizzata dal carrista Fabrizio Galli sarà un barbaro che tiene in mano la testa decapitata del David di Michelangelo e calpesta il corpo della statua. Un chiaro riferimento al Califfato e ai tagliagole dello Stato islamico sia per la raccapricciante consuetudine di decapitare gli ostaggi occidentali, che si finiscono nelle loro mani, sia per la scelta di devastare le città d'arte legate alla cultura occidentale e distruggerne i capolavori come nel caso della conquista di Palmira in Siria.

Dopo che la notizia è uscita in agenzia fonti vicine all'organizzazione del Carnevale di Viareggio hanno assicurato che il carro del Maestro Fabrizio Galli non rappresenterà l'Isis ma i mali che ci circondano e che ci spaventano. "In questa rappresentazione ognuno di noi può vederci rappresentata ogni nostra paura, quindi anche quella degli attenti - spiegano - ma non è corretto assolutamente affermare che rappresenta l'Isis". Il bozzetto fu, infatti, presentato alla Fondazione nei giorni successivi alla devastazione della Barcaccia in Piazza di Spagna da parte dei tifosi olandesi.-



Allarme sicurezza nel Mediterraneo ma l’Italia dismette la 6ª nave in pochi mesi: avevamo la 3ª Marina in Europa, ora ci supera anche la Turchia


Nave Maestrale


Nave Maestrale, capoclasse delle omonime fregate missilistiche, sta svolgendo la sua ultima attività: partita da Chioggia fa rotta verso La Spezia, dove sarà dismessa. Nel corso di questo viaggio sta toccando varie città per un ultimo saluto alla popolazione. Nella tappa di Civitavecchia, il “porto di Roma”, la Marina Militare e l’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) organizzano per l’occasione il seminario “La sicurezza marittima dell’Italia nel Mediterraneo: importanza e prospettive” per riflettere sul tema anche alla luce della sesta dismissione di unità navale della Marina nell’arco di pochi mesi. Radio Cusano Campus, la Radio dell’Università Niccolò Cusano parteciperà all’evento, presentato dal Dott. Daniele Scalea (Direttore generale IsAG) ai microfoni della trasmissione “Il Mondo è piccolo” condotta da Fabio Stefanelli.

“Si tratta della sesta dismissione nel giro di pochi mesi -ha affermato Scalea-. La flotta italiana è quella con l’età media più alta tra tutte le maggiori flotte dell’Europa occidentale. Avevamo la terza Marina in Europa, ora siamo quinti e la Turchia sta per superarci. Man mano che le nostre navi vengono dismesse perchè sono obsolete, non le sostituiamo con altre. Per ogni due navi che vengono dismesse, noi ne abbiamo sostituita una nell’ultimo decennio. Nei prossimi anni altre navi andranno in dismissione e i fondi che servono a sostituirle sono molto risicate, in questo settore continuano i tagli. Da qui alla fine di un decennio la flotta della Marina italiana rischia di non poter più essere in grado di svolgere i compiti a cui è chiamata. Già oggi servirebbero 80 navi e ce ne sono 70. Di questo passo si rischia di arrivare a 20″.-

Sicilia, accuse alla Tecnis: ecco le precisazioni dell’azienda


tecnis

Con riferimento alla pubblicazione di notizie concernenti Tecnis, la società precisa quanto segue:

1 L’autorità giudiziaria di Caltanissetta ha sottoposto a sequestro 6 pali su un totale di 2.200 realizzati da Tecnis sulla S.S. 640. Le notizie fornite non lasciano alcuno spazio alla possibilità dell’errore umano nella mera esecuzione del lavoro, rispetto alla dolosa ed infedele esecuzione dell’opera, che non sussiste.

2 Le non conformità che hanno condotto al sequestro erano già note da tempo tanto che la CMC, rilevando nel giugno 2015 le quote che Tecnis possedeva in Empedocle 2, ha trattenuto ben € 500.000 per la risoluzione delle non conformità note, tra cui rientravano le opere sequestrate, e ben € 700.000 per eventuali problematiche che potessero sorgere.
La CMC, quindi, pur dichiarandosi stranamente “vittima” nella vicenda in esame,  nell’atto di acquisizione delle quote di Empedocle2 da Tecnis ha espressamente dichiarato  “…di non aver nulla a che pretendere da Tecnis in relazione ai lavori eseguiti, che vengono pertanto accettati con assunzione di ogni relativo rischio a carico di Empedocle 2, anche in relazione ai ritardi esecutivi fatto salvo quanto previsto omissis…in tema di responsabilità di Tecnis ex artt. 1667 e 1669 c.c. sull’eseguito e/o per qualsiasi conseguenza pregiudizievole dovesse derivare a Empedocle 2 e/o ai soci CMC e CCC in relazione agli esiti del procedimento penale n° 1081/13 avviato dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta …” .  Tanto denota la perfetta conoscenza del problema e la soluzione già adottata.

3) Appare certamente distorto il collegamento della notizia riguardante le somme pagate da Bosco e Costanzo ad alcuni funzionari ANAS con gli ipotizzati collegamenti di questi ultimi con elementi della ndrangheta calabrese. Rispetto a tale problema certamente Bosco, Costanzo e Tecnis hanno sempre avuto atteggiamenti decisamente contrari sino a determinare l’arresto di alcuni esponenti delle cosche calabresi con l’imputazione di estorsione. La notizia sulla vicenda ANAS non si può disgiungere da quanto pubblicato da tutti i giornali nei giorni precedenti e cioè che Bosco e Costanzo furono costretti a pagare per ottenere quanto alla Tecnis spettava di diritto. Null’altro esiste a loro carico nel processo romano.-

Dal clima a Vatileaks,

ecco l'intervista integrale

di Papa Bergoglio di

ritorno dall'Africa

Le parole di Francesco in replica alle domande dei cronisti




Sostegno agli sforzi per la pacificazione in Centrafrica, rapporto con l'islam e contro i fondamentalismi, denuncia del martirio dell'Africa e riconoscimento delle sue bellezze e punti di forza. Parole chiare su Vatileaks 2 e la corruzione in Vaticano, con un forte riconoscimento del ruolo di Benedetto XVI nel denunciarla. Le speranze che la Cop21 sul clima dia nuovi segnali, i prossimi viaggi, il ruolo decisivo di una stampa "libera e professionale". C'è tutto questo e molto ancora nella risposte di papa Francesco a 12 domande dei giornalisti, in volo da Bangui a Roma dopo il viaggio in Kenya, Uganda e Centrafrica, fortemente voluto nonostante i timori di attentati. Ecco i punti principali su cui il Papa ha risposto ai giornalisti:


Domanda: Lei ha incontrato le famiglie povere di Kangemi e ha ascoltato le loro storie di 'esclusione dai diritti umani fondamentali, a causa dell'avarizia degli uomini. Quali sono stati i suoi sentimenti quando ascoltava le lorro storie, cosa bisogna fare per porre fine alle ingiustizie?

Risposta: Su questo problema ho parlato almeno tre volte fortemente, nel primo incontro dei movimenti popolari in Vaticano, nel secondo incontro dei movimenti popolari a Santa Cruz della Sierra, in Bolivia, nella Evangelii gaudium e poi chiaramente e fortemente nella Luadato sii. Io non ricordo le statistiche e vi chiedo di non pubblicarle, perché non so se sono vere, ho sentito...ma credo che l'80% della ricchezza del mondo è nella mani del 17% della popolazione. Non so se è vero, ma se non è vero..se qualcuno di voi conosce la statistica vi prego di dirla per essere corretto... E' un sistema economico dove al centro c'è il Dio denaro. Io ricordo una volta che ho incontrato un grande ambosciatore, parlava francese, mi ha detto qeusta frase... non era cattolico, mi ha detto "non siamo caduti nell'idolatria del denaro" e se le cose continuano così, il mondo continuerà cosi. Lei mi domandava cosa ho sentito con la testimonianza dei giovani e a Kengemi, e io ho parlato anche chiaro li...ho sentito dolore, e io penso come la gente non se ne accorge, un grande dolore. Ieri per esempio sono andato in un ospedale infantile, l'unico pediatrico di Bangui, e del paese, in terapia intensiva non hanno lo strumento di ossigeno, c'erano tanti bambini malnutriti, tanti, la dottoressa mi ha detto la maggioranza moriranno, perchè hanno la malaria forte e sono malnutriti. Non voglio fare una omelia, ma il Signore, rimproverava sempre al popolo di Israele, ma è parola che noi ascoltiamo e accettiamo perché è parola di Dio, l'idolatra... E l'idolatria è quando un uomo o una donna perde la carta di identità di essere figli di Dio e preferisce cercarsi un dio a sua misura, questo è il principio se l'umanità non cambia continueranno le miserie, le tragedie, le guerre, i bambini che muoiono di fame, l'ingiustizia. Cosa pensa questa percentuale che ha in mano l'80% della ricchezza del mondo? E questo non è comunismo, questo è verità, e la verità non è facile vederla. La ringrazio di aver fatto questa domanda perché è la vita.


Domanda: Momenti memorabili del viaggio, tornerà presto in continente e quale sarà il prossimo viaggio

Risposta: Se le cose vanno bene credo che il prossimo viaggio sarà in Messico, ancora le date non sono precise, secondo... se tornerò in Africa? Non so, io sono anziano, i viaggi sono pesanti...la prima domanda, momento.. io riflettevo... quella folla, quella gioia, quella capacità di festeggiare, far festa con lo stomaco vuoto, ma per me l'Africa è stata una sorpresa, io ho pensato Dio ci sorprende, ma anche l'Africa ci sorprende...tanti momenti, ma la folla, si sentono visitati hanno un senso dell'accoglienza molto grande, io ho visto nelle tre nazioni che avevano questo senso dell'accoglienza perché erano felici di sentirsi visitati, poi ogni paese ha la sua identità: il Kenia è un pò più moderno, sviluppatoa, l'Uganda ha l'identità dei martiri, il popolo ugandese, sia anglicano che cattolico venera i martiri, io sono stato nei due santuari, quello anglicano prima, poi quello cattolico e la memoria dei martiri è la sua carta di identità. Il coraggio di dare la vita per un ideale. In centrafrica la voglia di pace, di riconcilizione di perdono. Loro normalmente hanno vissuto fino a 4 anni cattolici protestanti, islamici come fratelli...ieri sono andato dagli evangelici che lavorano tanto bene e poi sono venuti a messa la sera, oggi sono andato in moschea, ho pregato in Moschea, anche l'Imam è salito in papamobile per fare il giro al piccolo stadio..questi piccoli gesti che fanno è quello che vogliono..perché c'è un gruppetto credo o cristiano, o si dice cristiano che è molto violento....non ho capito bene quello ... Ma non è l'Isis...è un'altra cosa è cristiano. E vogliono la pace...(gli altri) adesso ci saranno le elezioni hanno scelto uno stato di transizione, hanno scelto il sindaco, questa donna, come presidente dello stato di transizione, e lei farà le elezioni ma cercano la pace, tra loro la riconciliazione, niente odio.


Domanda: Senza entrare nel merito del processo in corso in Vaticano, qual è l'importanza della stampa libera e laica nello sradicamento della corruzione ovunque si trovi

Risposta: La stampa libera, laica ma anche confessionale, ma professionale! Perchè la professionalità della stampa può essere laica o confessionale... l'importante che siano professionisti davvero che le notizie non vengano manipolate, per me è impořtante perché la denunzia delle ingiustizie, della corruzione è un bel lavoro, e poi il responsabile deve fare qualcosa, fare un giudizio, fare un tribunale, ma la stampa professionale deve dire tutto, senza cadere nei tre peccati più comuni: la disinformazione, dire una metà e non dire l'altra metà, la calunnia, la stampa non professionale sporca l'altro e la diffamazione, che è dire cose che tolgono la fama di una persona e cose che in questo momento non fanno male neanche a questa persona...questi sono i tre effetti che attentanto contro la professionalità della stampa. Abbiamo bisogno di professionalità, il giusto..la cosa è cosi, l'altra è cosi....e sulla corruzione, vedere bene i dati, c'è la corruzione qui per questo e questo... poi un giornalista che è un professionalista vero se sbaglia chiede scusa: "credevo ma poi mi sono accorto di no" e così le cose vanno benissimo


Domanda: Lei ha reso omaggio alla piattaforma creata dall'arcivescovo di Bangui, dal pastore protestante e dall'Imam, oggi più che mai il fondamentalismo religioso minaccia il pianeta, lo abbiamo visto anche a Parigi, lei pensa che di fronte a questo pericolo lei pensa che i dignitari religiosi devono intervenire di più.

Risposta: Intervenire nel campo politico se vuol dire fare politica no. Faccia il prete, il pastore, l'imam o il rabbino..questa è la sua vocazione. Ma se fa una politica indiretta con la predica dei valori, e uno dei valori più grande è la fratellanza tra noi siamo tutti figli di Dio, abbiamo lo stesso padre...e in questo si deve fare una politica di unità di riconciliazione, una parola che non mi piace ma devo usarla, tolleranza, ma non solo tolleranza, convivenza, amicizia e così. Fondamentalismo è una malattia che c'è in tutte le religioni, noi cattolici ne abbiamo alcuni, e non alcuni, tanti che si credono con la verità assoluta che vanno avanti sporcando gli altri con la calunnia con la diffamazione e fanno male. E questo lo dico perché è la mia chiesa e...si deve combatterli. Il fondamentalismo religioso non è religioso, perché manca Dio è idolatrico..Fare politica nel senso di convincere a questa gente che ha questa tendenza è una politica che dobbiamo fare i leaders religiosi, ma il fondamentalismo che ferisce è sempre una tragedia, un reato, è una cosa cattiva, avviene in tutte le religioni.

Domanda: Come sono state possibili le nomine di Valleio Balda e la Chaoqui? Crede di aver fatto un errore?


Risposta: E stato fatto un errore!. Mons. Vallejo Balda è entrato per la carica che aveva e che ha avuto fino adesso, era segretario della prefettura degli affari economici, e poi...come è entrata lei? Non sono sicuro ma credo di non sbagliare se dico, ma non sono sicuro, che è stato lui a presentarla come una che conosceva il mondo dei rapporti commerciali...e hanno lavorato, quando è finito il lavoro, i membri di quella commissione che si chiamava COSEA, sono rimasti in alcuni posti in Vaticano...Vallejo Balda...e la signora Chaoqui non è rimasta in Vaticano perché è entrata per la commissione e poi non è rimasta. E poi mi dicono che si è arrabbiata per questo...ma i giudici ci diranno la verità sull'intenzioni come l'hanno fatta. Per me non è stata una sorpresa non mi ha tolto il sonno, perché propriamente hanno fatto vedere il lavoro che si è cominciato con la commissione dei cardinali, il C9...cercare la corruzione, le cose che non vanno. Qui voglio dire una cosa, niente Valljo Balda, la Chouqui..poi ci torno...la parola corruzione, credo che l'abbia detta qualcuno di voi...13 giorni prima della morte di San Giovanni Paolo II, in quella via crucis, l'allora card. Ratzinger che guidava la via crucis, ha parlato delle sporcizie della chiesa, lui ha denunziato questo, ma primo. Poi muore papa Giovanni Paolo è diventato Papa, ma nella messa pro-eligendo pontifice, era decano, lui ha parlato dello stesso e noi lo abbiamo eletto per questa libertà nel dire le cose. E dal quel tempo che c'è nell'aria del Vaticano, si dice, corruzione. E su questo giudizio io ho dato ai giudici..le accuse concrete, quelle che importa alla difesa è la formulazione delle accuse, io non le ho lette, le accuse concrete, tecniche...io avrei voluto che questo finisse prima dell'8 dicembre dell'anno della misericordia, ma credo che non si potrà fare, perché io vorrei che tutti gli avvocati che difendono abbiamo il tempo di difendere, che ci sia la libertà di difendere....ma la corruzione viene da lontano


Domanda: Come intende procedere perché questi episodi non si possano più verificare?

Risposta: Ma io ringrazio Iddio che non ci sia la Lucrezia Borgia...e ma non so continuare con i cardinali, con le commissioni a pulire. Ok?


Domanda: Il cambio dei leader politici in Argentina

Risposta: Io ho sentito qualche opinione ma davvero di questa geopolitica, in questo momento, non so cosa dire ma davvero non so.. Ci sono problemi, parecchi paesi su questa linea ma davvero non so come è incominciato, ma non so davvero, perché ci sono davvero parecchi paesi latino americani nel cambio, ma non so spiegare.


Domanda: l'Aids colpisce fortemente in Africa, la cura aiuta più gente a vivere più a lungo, ma l'epidemia continua, soltanto in Uganda ci sono state 135 mila nuove infezioni di HIV, e in Kenya la situazione è anche peggiore, e la più grande causa di morte in Africa, lei ha incotnrato i bambini sieropositivi, ha ascoltato delle testimonianze commoventi, ma ha detto ancora poco sulla questione dell'Aids, sappiamo che la prevenzione è una chiave, sappiamo anche che i preservativi non sono l'unico modo per fermare l'epidemia, ma è una parte importante per la risposta. Non è forse il tempo di cambiare la posizione della Chiesa? E permettere l'uso dei preservativi?

Risposta: La domanda mi sembra troppo piccola, mi sembra anche una domanda parziale, si è uno dei metodi, la morale della chiesa si trova in questo punto davanti a una perplessità: il quinto o il sesto comandamento che nella vita o che il rapporto sessuale sia aperto alla vita, ma questo non è il problema. Il problema è più grande.... questa domanda mi fa pensare a quello che hanno domandato a Gesù una volta, "dimmi maestro è lecito guarire il sabato, è obbligatorio guarire?" questa domanda, "è lecito guarire" ma la malnutrizione, lo sfruttamento della persone, il lavoro schiavo, la mancanza di acqua potabile, quelli sono i problemi. Non parliamo se si può usare tale cerotto o tal cosa per una piccola ferita, la grave ferita è l' ingiustizia sociale, ingiustizia dell'ambiente, l'ingiustizia che .... A me non piace scendere a riflessioni così casistiche, quando muore, la gente muore per mancanza di acqua, per fame, habitat...quando tutti siano guariti, quando non ci siano queste malattie, tragiche, che fa l'uomo, sia per ingiustizia sociale, sia per guadagnare pià soldi, pensa al traffico di armi, quando non ci saranno più questi problemi, credo che si possa fare la domanda.."e' lecito guarire il sabato?". Se continua a trafficare in armi, il traffico di armi, le guerre sono il motivo di mortalità più grande...io direi di non pensare se è lecito o non è lecito guarire il sabato, io dirò all'umanità "fate giustizia", e quando tutti siano guariti, quando non ci sarà più l'ingiustizia, possiamo parlare del sabato


Domanda: Crisi tra Turchia e Russia: qual è la posizione del Vaticano in questo, andrà in Armenia?.

Risposta: L'anno scorso io ho promesso ai tre patriarchi di andare, la promessa c'è. Poi le guerre, le guerre vengono per ambizione, le guerre, aprlo no delle guerre per difendersi giustamente dagli aggressori, ma le guerre sono una industria, nella storia abbiamo visto tante volte che quando un paese il bilancio non va bene allora facciamo una guerra, e finsice lo "sbilancio", la guerra è un affare, una affare... i terroristi, loro fanno le armi? chi gli da le armi per fare la guerra, è tutta uan rete di interessi,ci sono i soldi dietro o il potere, un potere....un potere congiunturale, ma noi da anni stiamo in guerra e ogni volta i pezzi sono più grandi. Cosa penso io? Il Vaticano non so, ma cosa penso io...che le guerre sono un peccato, sono contro l'umanità, distruggono l'umanità, sono la causa degli sfruttamenti, del il traffico della zona, anche un pò... si deve fermare, alle Nazioni Unite due volte ho detto questa parola, sia in Kenia che a New York, il vostro lavoro non sia un nominalismo, che sia effettivo, si faccia la pace. Fanno tante cose, qui in Africa ho visto come lavorano i caschi blu, ma questo non è sufficiente le guerre non sono di Dio, il Dio è il Dio della pace. Dio ha fatto il mondo, ha fatto tutto bello.... poi secondo il lato biblico, un fratello ammazza un altro, la prima guerra, la prima guerra mondiale, è tra fratelli. E' con molto dolore che lo dico


Domanda: Conferenza sul cambiamento climatico, lei ha fatto un grande sforzo...noi speriamo che possa essere l'inizio della soluzione

Risposta: Io non sono sicuro, ma posso dirle che adesso o mai! La prima credo che è stata Tokyo, si è fatto poca cosa, e ogni anno i problemi sono più gravi. Parlando ad una lezione di universitari, su quale mondo noi vogliamo lasciare ai nostri figli, uno ha detto ma lei è sicuro che ci sarananno figli di questa generazione? Siamo al limite, siamo al limite di un suicidio, per dire una parola forte. E io sono sicuro che quasi la totalità di quelli che sono a Parigi al raduno, hanno questa coscienza e vogliono fare qualcosa. L'altro giorno ho letto che nella Groenlandia i ghiacciai perdono migliaia di tonnellate, nel Pacifico c'è un paese che sta comprando un altro paese, perché entro ventanni non ci sarà più. Ho fiducia in questa gente che farà qualcosa, perché dire che sono sicuro che hanno buona volontà di fare, e mi auguro così e prego per questo


Domanda: Lei ha fatto molti gesti di amicizia e rispetto verso gli Islamici, cosa dicono gli insegnamenti di Mohammed al mondo oggi

Risposta: Loro hanno Valori, tanti valori... questi valori sono costruttivi.
Anche io ho l'esperienza di amicizia, è una parola forte amicizia, con un islamico, un dirigente mondiale possiamo parlare, lui ha i suoi valoiri e io i miei, lui prega e io prego, tanti valori, la preghiera per esempio, il digiuno, i valori religiosi. Anche altri valori.... Non si può cancellare una religione perché ci sono alcuni o molti gruppi in un certo momento della storia di fondamentalisti. E' vero, le guerre tra religioni ci sono sempre state nella storia, anche noi dobbiamo chiedere perdono, la Caterina dei medici non era una santa, e quella guerra dei 30 anni, quella notte di san Bartolomeo, dobbiamo chiedere perdono anche noi degli estremismi fondamentalisti nella guerre di religione.
Loro hanno valori, con loro si può dialogare, oggi sono stato in Moschea, ha pregato anche l'Imam, ha voluto venire con me a fare un giro al piccolo stadio, dove c'erano tanti che non hanno potuto entrare, e sulla papabmile c'era il Papa e l'Imam. Poteva parlare, come dapertutto, c'è gente con valori religiosi, e c'è gente che no, quante guerre non solo di religione, guerre, abbiamo fatto i cristiani, il sacco di Roma non l'hanno fatto i musulmani. Hanno valori, hanno valori


Domanda: Il viaggio in Messico

Risposta: I Viaggi alla mia età non fanno bene, per prima devo visitare la Signora, la madre di America, per questo vado in Messico, se non era per la visita a Gaudalupe, non andrei in Messico. Il criterio se non fosse perché li c'è la Madonna, io non andrei a Città del Messico. Perché il criterio del viaggio: visitare tre o 4 città che non sono mai state visitate dai Papi, ma andrò per la Madonna... poi andrò al Chapas, alla frontiera con il Guatemala, poi ci andrò a Morelia e quasi sicuro nel rientro a Roma farò forse una giornata, forse meno a Ciudad Juareza. Sulla visita ad altri paesi latinoamericani, nel 2017, sono stato invitato ad andare an Aparecida, l'altra patrona d'America di lungua portoghese, perché sono due e di là si potrà visitare qualche altro paese, ma non so non ci sono piani.


Domanda: Grazie perché ha visitato il Kenya e l'africa. E' benvenuto e può tornare in Kenya per riposare non per lavore. Tanti erano preoccupati per la sicurezza, cosa dice al mondo che pensa che l'Africa è solo guerra e distruzione

Risposta: L'Africa è vittima, l'Africa sempre è stata sfruttata da altre potenze, dall'Africa venivano in America venduti gli schiavi, ci sono potenze che solo cercano di prendere le grandi ricchezze dell'Africa, il continente più ricco forse, ma non pensano a far crescre il paese, che possa lavorare, che tutti abbiano lavoro, lo sfruttamento.. L'Africa è martire, martire per lo sfruttamento. Quelli che dicono che dall'Africa vengono tutte le calamità e tutte le guerre non capiscono forse il danno che fanno all'umanità certe forme di sviluppo. E' per questo io amo l'Africa, perché l'Africa è stata la vittima di altre potenze.(ANSA)

'Caso Natale' a Rozzano.

Cei: "Ideologico". Lega:

"Fuori di testa, chi nega

nostre tradizioni"

Tre camionette forze dell'ordine in attesa presidio Lega e FI




Redazione ANSA ROZZANO (MILANO)
News

"Se qualcuno ritiene di favorire i nostri bambini, negando quelle che sono le nostre tradizioni, è fuori di testa": così il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, al suo arrivo a Rozzano davanti ad una delle sedi dell'Istituto comprensivo Garofani, al centro del caso del presunto rinvio del concerto natalizio. Salvini si è augurato che il preside dell'istituto, "vada a fare un altro lavoro nella vita". "Abbiamo rimesso al suo posto Gesù Bambino e ribadito che i Canti di Natale non danno fastidio a nessuno ma bambini, insegnanti e genitori si meritano una scuola migliore", prosegue Salvini che sottolinea: "Renzi, se ci sei batti un colpo" e "vieni a visitare la scuola di Rozzano. Dov'è finita la tanto decantata buona scuola? E i soldi per la messa in sicurezza? Di certo qui a Rozzano non sono mai arrivati. Tetti crollati abbandonati in cortile, buchi nei bagni tappati con nastro adesivo per pacchi nel tentativo di fermare i topi".
Prima di visitare l'interno della scuola il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini impugnando un megafono, ha invitato "tutte le mamme e tutti i papà, di tutte le religioni, a spiegare ai loro bambini che la convivenza è bella ma il 25 dicembre rimane la festa di Natale". "Penso che anche i bambini di altre religioni siano contenti di festeggiare il Natale - ha proseguito il leader della Lega Nord -, e se non ci penserà il preside a farlo, ci pensino le mamme e i papà". "Ora, però - ha esortato - occupiamoci di soffitti, lavagne e muri che sono le cose più importanti, non le canzoni di Natale". Davanti alla scuola Salvini è stato applaudito da militanti ma anche da cittadini rozzanesi.
Alfano, presepe in Prefetture per identità forte - La difesa della propria identità cristiana passa anche attraverso la tradizione millenaria come il Presepio che il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, vuol far allestire nelle Prefetture italiane. "Chiederò - ha detto il ministro - che il Presepio venga fatto anche nelle Prefetture d'Italia. Di fronte a chi pensa che cancellare le nostre identità serva a favorire il dialogo, oggi rispondiamo facendo fare la benedizione del nuovo commissariato di Jesolo al patriarca di Venezia". "Abbiamo una posizione molto chiara - ha precisato Alfano -. L'incontro, il dialogo funziona di più ed è più vero se c'è un'identità forte. Se si cancella l'identità, non si dialoga, non si incontra, ma si fa solo confusione". Alfano ha ricordato infine che "quest'anno si farà il Presepio al Viminale perché è un segnale molto importante che lo si realizzi nel ministero che rappresenta anche il luogo dell'unità del Paese".
Genitori dell'istituto Garofani e abitanti di Rozzano discutono del preside della scuola, accusato di aver vietato la festa di Natale. Marco Parma ha precisato di non aver vietato la festa ma di essersi opposto al fatto che due mamme insegnassero canti religiosi natalizi ai bambini. Ci sono anche due camionette della Polizia e una dei Carabinieri.
Rozzano; i genitori, 'via le bandiere, vergogna' - Ha creato ben più di un malumore la presenza di bandiere di partito di Fratelli d'Italia e una della Liga Veneta, con alcune italiane, davanti alla scuola primaria di Rozzano dove da giorni si discute del presunto rinvio del concerto di Natale. "Via le bandiere, non c'entrano nulla", hanno detto alcuni dei genitori presenti mentre altri hanno gridato: "Vergogna". Al presidio è arrivato anche l'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Davanti a scuola FI canta 'Tu scendi dalle stelle' - Esponenti di Forza Italia, con il coordinatore lombardo, Mariastella Gelmini, hanno intonato "Tu scendi dalle stelle" davanti alla sede di via Milano, e non in quella di via Garofani, dell'istituto comprensivo di Rozzano, al centro del caso del concerto natalizio che sarebbe stato rinviato dal preside, mentre l'insegnante lo nega. Gli esponenti di Forza Italia hanno anche esposto uno striscione 'orgogliosi delle nostre tradizioni', 'Il Natale non si tocca'. 'Non ci può essere accoglienza se manca l'orgoglio delle nostre radici e della nostra storia'.
Critica la Cei: cancellare il Natale per 'rispetto'? Ideologico - E' "pretestuosa" e "tristemente ideologica" la scelta di chi dice di volere rispettare gli altri cancellando, o camuffando, il Natale. Lo sottolinea il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino in un editoriale su 'Vita pastorale'. "Misericordia e accoglienza", sottolinea mons. Nunzio Galantino, sono le parole chiave di questo Natale. "E lasciatemelo dire! Se questo è il Natale, trovo pretestuosa e tristemente ideologica - scrive mons. Galantino su 'Vita Pastorale' - la scelta di chi, per 'rispettare' altre tradizioni o confessioni religiose, pensa di cancellare il Natale o di camuffarlo scadendo nel ridicolo". Sempre sul Natale di quest'anno, il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana mette in evidenza che "avremo la possibilità di viverlo nell'alveo di un altro evento ecclesiale di particolare valore: il Giubileo Straordinario della Misericordia che Papa Francesco ha fortemente voluto e proposto alla Chiesa intera".(ANSA)

IL PAPA: "CLIMA, ACCORDO ORA O MAI PIU'. SIAMO SULL'ORLO DEL SUICIDIO ECOLOGICO".



Il viaggio in Africa



Mimmo Muolo, inviato a bordo dell'aereo papale

  • Pubblicato da www.avvenire.it






Il pensiero e il cuore sono ancora in Africa. L'Africa che lo ha sorpreso con la sua gioia di vivere, lo ha addolorato con le sue povertà. L'Africa “sempre sfruttata dalle altre potenze”. Ma l'occhio del Papa non perde di vista il mondo. E così, mentre l'aereo del ritorno a Roma si alza nel cielo terso del Centrafrica, il pensiero di Francesco va già al Cop 21 di Parigi. “Accordo ora o mai più. Siamo sull'orlo del suicidio” ecologico.

Del resto, i temi ambientali sono stati ben presenti nel viaggio che lo ha portato anche in Kenia e Uganda. E allora l'appello che lancia rispondendo alle domande dei giornalisti, è una sorta di appendice della visita.

Poi nelle altre domande della conferenza stampa a bordo dell'Airbus Alitalia trovano posto anche altri temi. Vatileaks, con l'ammissione che nella scelta di Vallejo Balda e Francesca Chaouqui “è stato commesso un errore”, la lotta all'aids e l'uso del preservativo (“il problema dell'Africa è molto più grande di questa particolare questione”), la guerra, la pace e il rapporto con i musulmani: “Non si può cancellare una religione perché ci sono i fondamentalisti. Con gli islamici si può dialogare”. E infatti oggi non solo ha dialogato, ma ha fatto salire l'imam della moschea centrale sulla papamobile, fatto senza precedenti.

La conferenza stampa dura in tutto un'ora, con oltre una decina di domande, alle quali il Papa risponde con prontezza, non sembrando neanche stanco, nonostante l'intenso programma dei suoi giorni africani. E raccogliendo il caloroso applauso dei giornalisti che suona come un riconoscimento al suo coraggio e alla sua determinazione nell'intraprendere un viaggio alla vigilia così rischioso e poi rivelatosi un successo.

Il clima. “Si arriverà finalmente a qualcosa di concreto?”, gli chiedono in relazione al vertice parigino. “Io non ne sono sicuro - è la risposta -, ma posso dire: adesso o mai. Dalla prima conferenza di Tokyo, ogni anno i problemi sono più gravi. In una riunione di docenti universitari che aveva per tema 'quale mondo vogliamo lasciare ai nostri figli', qualcuno mi ha detto: 'Ma è sicuro che ci saranno figli?'. Siamo al limite di un suicidio e sono sicuro che quasi la totalità di quelli che partecipano al Cop 21 hanno questa coscienza”. Il Papa fa riferimento allo scioglimento dei ghiacciai e all'innalzamento degli oceani. “Ma io ho fiducia - afferma - che questa gente farà qualcosa e prego per questo”.

Vatileaks. Due le domande sul processo attualmente in corso in Vaticano. Domande franche, con risposte dello stesso tenore, specie quando la giornalista di Tv2000, Cristiana Caricato, gli chiede: “Perché le nomine di monsignor Vallejo Balda e di Francesca Chaouqui. Come è stato possibile che nel processo di riforma da lei avviato due persone di questo tipo siano potute entrare in una commissione? Crede di aver fatto un errore?”. “Io credo che è stato fatto un errore - risponde Francesco -. Vallejo Balda è entrato per la carica che aveva come segretario della Prefettura degli Affari economici. Come è entrata lei non sono sicuro, ma credo che l'abbia presentata Vallejo Balda come una donna che conosceva il mondo dei rapporti commerciali”. Quindi il Papa prosegue: “Hanno lavorato. Quando è finito il lavoro, i membri di quella commissione che si chiamava Cosea sono rimasti in alcuni posti in Vaticano. La signora Chaouqui non è rimasta in Vaticano, perché era entrata per la Commissione e dicono che si sia arrabbiata per questo. I giudici ci diranno la verità sulle intenzioni, come l'hanno fatto. Per me - sottolinea - non è stata una sorpresa, non mi ha tolto il sonno perché hanno fatto vedere il lavoro che è cominciato in Vaticano con la commissione dei cardinali C9: cercare la corruzione”.

Legge Stabilità: bloccati

imbarchi Sicilia e statale 106

Dai manifestanti che partecipano alla mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil contro la legge




VILLA SAN GIOVANNI (REGGIO CALABRIA), 30 NOV - Gli imbarchi dei traghetti per la Sicilia di Villa San Giovanni sono stati bloccati dai manifestanti che partecipato alla mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil contro la Legge di Stabilità.
    A Crotone è stata occupata, invece, la strada statale 106. A Cosenza Nord era già stato occupato lo svincolo Autostrada A3.(ANSA)

Francesco: "Eleggemmo

Ratzinger perché parlava

contro la corruzione"

Di ritorno dal Centrafrica, il Papa parla di tolleranza e dei progetti per il futuro, ma anche degli scandali Vaticani

È impegnato nel suo viaggio africano Papa Francesco, in una visita che lo ha portato nella Repubblica Centrafricana, luogo segnato da una guerra tra fazioni diverse, che si riconoscono in religioni diverse, dove il Pontefice ha voluto sottolineare la vicinanza con la comunità musulmana.


Papa Francesco e Tidiani Moussa Naibi, imam di una moschea a Bangui

"Sono stato nella moschea, ho pregato in moschea; sono stato sulla papamobile con l'imam". Segni di fratellanza, come li definisce lui stesso, rivolgendosi alla "gente che ha valori religiosi" e che è dappertutto e presente, come presente è chi "è fondamentalista".

Sul volo che da Bangui lo riporta verso Roma, Francesco parla dei suoi programmi per il futuro. Non è certo di potersi permettere un nuovo viaggio in Africa. "Io sono anziano - dice ai giornalisti - i viaggi sono pesanti". Ma se tutto procede come dovrebbe ha già in programma una visita in Messico, tuttavia "la data non è ancora precisa". e C'è anche la promessa fatta ai patriarchi di un viaggio in Armenia, tutto da ancora da definire.

Spazia tra vari argomenti, Francesco. E così parla dell'Africa e della sua missione pastorale, ma pure dello scandalo VatiLeaks, che nelle ultime settimane ha fatto molto discutere. Assicura che continuerà "l'opera di pulizia iniziata" e parla di un errore nella scelta di monsignor Balda, aggiungendo che "lui ha scelto la donna", la Chaouqui, da oggi sotto lo scrutinio dei pm anche a Roma.

Infine un riferimento al suo predecessore, il cardinale Joseph Ratzinger. "Tredici giorni prima che morisse Wojtyla, Ratzinger ha parlato della sporcizia nella Chiesa", ricorda Francesco, e lo ha fatto ancora, nella messa "pro eligendo pontifice". E per questo, spiega fu scelto lui per guidare la cristianità cattolica, "per questa sua libertà di dire le cose: è da quel tempo che in Vaticano c'è la corruzione, e su questo giudizio io ho dato ai giudici le accuse concrete".-



Attentati Parigi,

l’intelligence francese:

“Salah è in Siria”, ma lo

si cerca anche a Bruxelles


di | 30 novembre 2015 
Pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it/Mondo



Attentati Parigi, l’intelligence francese: “Salah è in Siria”, ma lo si cerca anche a Bruxelles
           

La "primula dell’Islam" da 19 giorni è avvistato ovunque, ma sfugge sempre. Le ultime dai sevizi informativi lo danno ormai tra le dune del Califfato. Ma basta uno scherzo per far scattare la caccia all'uomo in Belgio

Salah il fuggitivo ormai è fuggito, o forse no. Forse è già troppo lontano per esser preso. Forse non è più così vicino da costituire un pericolo, con la cintura esplosiva che si trascina per l’Europa dopo il 13 novembre. Ma forse no. Le ultime lo danno in Siria. Secondo l’intelligence francese Salah Abdeslam, il ricercato numero uno per gli attentati di Parigi, avrebbe ormai lasciato il Vecchio Continente grazie ad amici e coperture varie. Lo riferisce la Cnn citando una fonte “vicina alle indagini” e un’altra fonte dell’antiterrorismo. Si rafforza così l’indiscrezione di due giorni fa, fornita dalle fonti di Het Laatste Nieuws, che davano Salah ormai in Siria. Un’ipotesi che cozza però con ripetute segnalazioni, allerte e ricerche da un capo all’altro dell’Europa. L’ultima, nella tarda serata di ieri, ha messo a soqquadro il quatiere Bruxelles di Molenbeek dove la caccia all’uomo è ripresa come se Salah fosse nei paraggi. Ma alla fine si è scoperto che era solo uno scherzo, l’ennesimo di pessimo gusto. La polizia federale si è presentata in due indirizzi del quartiere, rue de l’Indépendence e rue de la Campine, a seguito di indicazioni provenienti da un abitante del comune secondo cui Salah si nascondeva all’interno di una casa disabitata. L’operazione è scattata ma la polizia non ha trovato nessuno. Quindi le forze di sicurezza si sono recate dal responsabile della “soffiata”. L’uomo è stato arrestato per essere ascoltato e probabilmente dovrà sostenere i costi legati all’operazione.

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Ma la notizia ha un suo valore perché dimostra come effettivamente, a distanza di 20 giorni, la caccia al ricercato numero uno sia tutta per aria. Tanto da poter essere dato al tempo stesso sotto i vessilli del Califfato e a 200 metri da un Mc Donald in Belgio. Al di là delle schegge impazzite, delle allerte improvvise e dei falsi allarmi sembra che l’indagine internazionale sia ancora ferma all’ultimo dato certo, la testimonianza diretta dell’ultimo che ha visto l’ottovo kamikaze. Si tratta dell’amico Ali Oulkadi, l’uomo che ha portato in macchina Salah dalla zona di Laeken a quella di Schaerbeek, all’interno di Bruxelles, attorno a mezzogiorno del 14 novembre.
Secondo Ali, Salah non sembrava indossare una cintura esplosiva. Il viso “pallido e segnato”, non ha parlato del suo ruolo negli attentati, ma ha chiesto quante persone erano morte. E alla domanda su come stava il fratello Brahim (che si era fatto esplodere la sera prima al Comptoir Voltaire), Salah ha risposto che era stato ucciso da alcune persone. “Fermati, aspetta cinque minuti finchè non me ne sono andato. Non mi rivedrai più”, ha detto Salah quando è sceso dall’auto in una strada di Schaerbeek. E da allora se ne sono perse le tracce, nonostante presunti avvistamenti, soffiate infruttuose, certezze smentite dalle intelligence di mezzo mondo.-