giovedì 31 dicembre 2015

Un anno in Sicilia

Crocetta, Crisafulli, gli alfaniani

Tutti gli Oscar della politica 2015


Giovedì 31 Dicembre 2015 - 13:07        
Pubblicato da www.livesicilia.it      


Il film di Ncd che non è in maggioranza, l'epopea del risveglio di Miccichè, il taxi di Cardinale e le poltrone di Puglisi. Tutti i premi ai protagonisti della politica siciliana.




















PALERMO – L'anno della politica siciliana volge al termine, e meno male. È stato un anno di interpretazioni memorabili, sospese tra farsa, commedia e tragedia. Ma anche di effetti speciali e flop al botteghino. Insomma, sul grande schermo dei palazzi del potere siciliano lo spettacolo è stato abbondante. E va premiato con degli Oscar speciali, fatti su misura per cotanti protagonisti.

L'oscar alla migliore scenografia (inutile) va all'Assemblea regionale siciliana per il film “Non ti muovere”. L'Aula ha lavorato una manciata d'ore (17 minuti al giorno negli ultimi due mesi), ha prodotto ben poco in termini di leggi, ma Palazzo dei Normanni continua a pesare sui bilanci pubblici per circa 150 milioni all'anno. Applausi.

L'oscar per la migliore sceneggiatura dell'anno va a “Il magnifico scherzo”, brillante farsa con Fausto Raciti (vittima) e Rosario Crocetta (burlone), per l'impareggiabile performance del presidente della Regione che inviò a sorpresa un elenco di assessori non concordato col segretario del Pd dopo qualche centinaio di ore di riunioni. Crocetta ritira anche l'oscar per la migliore fotografia, per “Il sirenetto”, remake del fortunato classico d'animazione Disney, ambientato sulla spiaggia di Tusa in risposta alla frase di Vecchioni.

Oscar alla carriera a Gianni Puglisi, protagonista di “Dieci poltrone per uno”, remake del fortunato classico natalizio “Una poltrona per due”. Il Prof collezionista di incarichi, plurirettore, pluripresidente, pluritutto, anche quest'anno ha consolidato la sua collezione. Oscar per i migliori costumi alle numerose e variopinte casacche indossate nella legislatura da Alice Anselmo, neocapogruppo Pd e star di “Transformer 7” (il numero sta per i gruppi da cui è passata). Mentre per gli effetti speciali ha sbaragliato la concorrenza il blockbuster di fantascienza con protagonista Gianfranco Miccichè “Star Wars - Il risveglio della Forza (Italia)”, pellicola epica in cui un cavaliere jedi dimenticato riappare dopo un lungo periodo di oblio e letargo e in un bar galattico arruola compagni di viaggio dal passato burrascoso per lanciarsi in un'impresa disperata.

Oscar per la migliore colonna sonora per il ritornello (disco rotto) dei renziani siciliani nel film “La grande illusione”, secondo la quale il governo Crocetta è il Male e quello Renzi, che ci rifila una mancia girandoci solo una parte di quanto ci aveva tolto, è il Bene. L'oscar per il migliore attore non protagonista va al sempreverde Mirello Crisafulli, per “Vacanze rumene”: osteggiato da tutti, il suo personaggio va avanti con ostinazione e un pizzico di spavalda incoscienza fino alla meta finale. L'ambita statuetta per il miglior regista va a Totò Cardinale col suo “Taxi driver”, che narra con impressionante realismo della sua infaticabile attività di trasporto di transfughi verso le sponde del Pd sui nuovi partiti-taxi. Migliore attrice protagonista Patrizia Monterosso (e chi sennò?) per l'interpretazione di segretario generale in “Da qui all'eternità”.

L'Oscar per il miglior film non può che andare al film surreale degli alfaniani siciliani che stanno al governo ma non sono in maggioranza. “Figli di nessuno”, il titolo che rende omaggio al classico strappalacrime degli anni Cinquanta con Amedeo Nazzari: protagonista l'assessore Carlo Vermiglio e la sua poltrona la cui paternità politica tutti in Ncd disconoscono, mentre s'affannano a ingolfare il suo gabinetto (ufficio di) con amici e protégé. Una farsa tragicomica che ha sbaragliato la concorrenza. -

Sale l'allerta per Capodanno:

fermi e un arresto per Parigi

L'Occidente si prepara a festeggiare l'arrivo del 2016 con la paura del terrorismo. Da Roma a New York, veglione blindato

Il 2015 si chiude così come si era aperto: con l'incubo del terrorismo islamico. Da Mosca a New York, passando per le capitali europee quello delle prossime ore sarà un veglione blindato, all'insegna dei divieti per i botti e per gli eccessi.


E dopo che nei giorni scorsi in Belgio, in Italia e in Turchia sono stati arrestati potenziali terroristi sospettati di preparare attacchi, atti dimostrativi e attentati proprio in vista della notte più lunga dell'anno, a Bruxelles l'allerta resta alta e questa mattina la polizia ha arrestato a Molenbeek un'altra persona, la decima, coinvolta negli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre. L'uomo, identificato come Ayoub B, è di nazionalità belga ed è nato nel 1993. E' stato accusato di omicidi terroristici e partecipazione ad attività di un gruppo terroristico. Circa dieci cellulari sono stati sequestrati durante le perquisizioni, ma non sono stati trovati esplosivi o armi.

In altre operazioni anti terrorismo sono state poi fermate altre sei persone, sospettate di preparare attacchi nelle prossime ore. Si aggiungono ai due membri di una gang musulmana di motociclisti chiamata Kamikaze Riders arrestati nei giorni scorsi dopo le perquisizioni nella regione di Bruxelles, nel Brabante fiammingo e a Liegi, e che resteranno in carcere per un mese. -



Smog, ordinanza di De

Magistris: stop alle auto per

sei giorni. Vietato superare

18 gradi in ufficio.

di | 31 dicembre 2015 

Smog, ordinanza di De Magistris: stop alle auto per sei giorni. Vietato superare 18 gradi in ufficio
           

Divieto di circolazione sull'intero territorio dalle 9 alle 17 del 2, 4, 5, 7 e 8 gennaio e dalle 9 alle 12 del 3 gennaio.

Stop alle auto per sei giorni e vietato superare i 18 gradi in ufficio. E’ questa la “cura” adottata dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris contro lo smog. Visto che anche Napoli, come Roma, Milano e altre città a causa delle condizioni meteo anomale, sono stati abbondantemente sforati i livelli di polveri sottili. A dirlo sono i bollettini Arpac della rete regionale relativi ai giorni dal 24 al 28 dicembre, che indicano “il persistere delle condizioni meteoclimatiche favorevoli all’accumulo delle Pm10“.

L’ordinanza prevede il divieto di circolazione sull’intero territorio dalle 9 alle 17 del 2, 4, 5, 7 e 8 gennaio e dalle 9 alle 12 del 3 gennaio. Sono comprese nel divieto anche le auto con classe di emissione Euro 4. Inoltre, fino al 6 gennaio, è prevista la riduzione degli ambienti riscaldati a 18 gradi negli edifici civili e a 17 gradi negli edifici industriali. Viene indicata la riduzione dell’orario di accensione del riscaldamento a un massimo di 9 ore. Allo stesso tempo, il provvedimento emesso oggi revoca il divieto di circolazione precedentemente programmato per l’1 gennaio, Capodanno, e per il 6, giorno dell’Epifania. Lo stop alle auto è stato adottato, come è scritto nel provvedimento, nell’obiettivo di consentire “un’ulteriore azione di contrasto delle misure atte a mitigare gli effetti nocivi delle polveri sottili“.  L’ordinanza poi stabilisce una serie di deroghe al divieto di circolazione.

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La decisione di De Magistris arriva a 24 ore dal vertice che si è tenuto al ministero dell’Ambiente tra il ministro Gian Luca Galletti, i presidenti di Regioni e Anci. Nell’incontro è stato dato il via libera per lo stanziamento di 12 milioni di euro ai comuni per sconti sul trasporto pubblico locale e per il potenziare la mobilità condivisa. In caso di sforamento per più di 7 giorni consecutivi dei limiti di smog, le amministrazioni possono decidere di far abbassare le temperature del riscaldamento di 2 gradi negli uffici pubblici e nelle case, oltre a limitare la velocità di circolazione a 30 chilometri orari nei centri urbani.

“Un decalogo condiviso” da governo, sindaci e governatori, che però, come ha precisato subito il ministro, “non ha alcun valore giuridico” e “la titolarità – per applicarlo – spetta ai sindaci“. Il vertice al ministero per discutere le misure anti smog è stato convocato mentre a Milano e Roma terminava il blocco del traffico e il provvedimento delle targhe alterne. Misure che non hanno avuto gli effetti sperati. -