giovedì 30 aprile 2015

Di Matteo a Catania: "Nel rapporto mafia-istituzioni vi è una responsabilità politica".


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di Aaron Pettinari e Savino Percoco - 

28 aprile 2015  -  Pubblicato da www.antimafia2000.it

Ingroia: “Se fossero state rese pubbliche le telefonate Mancino-Napolitano il Presidente forse avrebbe dovuto dimettersi”.

“Deve essere la politica a doversi riappropriare della sua essenziale funzione di prima linea nel contrasto, nel rifiuto e nella denuncia di ogni forma contiguità con la mafia e questo a prescindere di eventuali inchieste penali. Una politica che agisca coinvolgendo e non attaccando la magistratura che spesso è lasciata sola nel contrastare la criminalità organizzata”. Da queste parole il pm Nino Di Matteo, è partito ieri mattina nel suo intervento presso la Sala Conferenze del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, alla conferenza “Mafia, economia e corruzione”. Un evento organizzato dal Movimento Agende Rosse di Catania (Gruppo F. Morvillo) in collaborazione con le associazioni di studenti universitari Orbis e Finestra, la Fondazione La città invisibile, Cultura&Progresso, Movimento Azione Civile Catania, e Antimafia Duemila. Ai tanti ragazzi presenti il magistrato palermitano si è rivolto con passione evidenziando lo “scopo fondamentale” di Cosa nostra, “sempre più interessata a condizionare e controllare la pubblica amministrazione e la politica per inserirsi nel sistema economico grazie anche al fatto che ad oggi non tutte le istituzioni nella componente politica, istituzionale, giudiziaria e amministrativa hanno reciso i rapporti con la mafia. E non si tratta di una semplice sottovalutazione di un fenomeno, ma di un’adesione culturale al metodo mafioso. Dobbiamo comprendere che Cosa nostra oggi è più attenta alla gestione del denaro pubblico, anche dei fondi europei, destinato alla pubblica amministrazione grazie all’ingresso della mafia nei salotti buoni grazie a professionisti, medici, imprenditori, politici e burocrati”. Un sistema criminale vero e proprio che “vede sullo stesso piano la famiglia mafiosa e l’imprenditore che agiscono insieme per condizionare il mercato per interessi comuni”. “La lotta alla mafia e alla corruzione - ha aggiunto Di Matteo - non sono aspetti distinti e separati o diversi come vogliono far credere, bensì sono due facce della stessa medaglia, della stessa condotta criminale. Per contrastarla servono norme utili che fino ad oggi non sono state emanate e non è un dato da poco che su 60mila detenuti solo poche decine sono in carcere per reati di corruzione contro la pubblica amministrazione. E non certo perché l’Italia sia immune alla corruzione, ma solo perché il sistema corruttivo rimane impunito grazie alla prescrizione del reato, che di fatto rappresenta la sconfitta dello Stato”. Concludendo il suo discorso il pm de la Trattativa Stato-mafia ha anche lanciato un appello ai ragazzi: “L’appello che rivolgo ai giovani è di non essere indifferenti alla mafia e alla sua penetrazione nel sistema economico, politico e amministrativo dello Stato perché è costata la vita a magistrati e ad uomini dello Stato. Non si deve voltare la faccia dall’altro lato perché la lotta alla mafia deve essere di tutti e per questo invito voi giovani ad informarvi, a ragionare, ad essere consapevoli e a lottare per la verità, per la legalità e per la giustizia perché solo così si può sconfiggere la mafia e la mentalità mafiosa e soprattutto garantire a voi ed alle prossime generazioni un futuro”.
Ospiti assieme a Di Matteo, moderati dal giornalista Luciano Mirone, Giacomo Pignataro e Giuseppe Barone, il Direttore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni, il Presidente delle Agende Rosse Salvatore Borsellino e l’ex pm oggi avvocato Antonio Ingroia, moderati dal giornalista Luciano Mirone; vuota invece, a sedia della Presidente del Consiglio comunale catanese Francesca Raciti.
Mirone prendendo spunto dai temi di giornata, partendo dall'assunto che l'Italia è tra i Paesi più corrotti del mondo, ha posto una serie di domande a cui si è cercato di dare risposta nei vari interventi. “La mafia - ha spiegato Giorgio Bongiovanni - non è solo quella che spara, ma è quella alla quale viene ordinato di sparare, grazie ad uno Stato che negli ultimi 150 anni non è mai riuscita a sconfiggerla e con la quale ha mantenuto rapporti. Le organizzazioni mafiose oggi fatturano 150 miliardi di euro, oltre a 80-90 miliardi di traffico di droga siamo tra i Paesi più corrotto del mondo, con miliardi di euro strappati ai nostri giovani e con magistrati abbandonati dalla politica. La situazione è così grave che ancora oggi non sappiamo chi sono i mandanti esterni delle stragi mafiose e coloro che indagano sulle stragi a livello di mandanti esterni e sulla famosa trattativa mafia Stato, viene condannato a morte”. E rivolgendosi ai ragazzi ha aggiunto: “Noi dobbiamo fare una scelta di campo e appoggiare i magistrati e farci sentire in tutti sensi, anche politicamente, sostenendo gente onesta che tra i punti in agenda ha la lotta a mafia e corruzione e altrimenti c’è utopia. Utopia che come diceva lo scrittore Galeano appare come l'orizzonte. Camminando non si può mai raggiungere ma intanto ci fa camminare. Ed è per questo che non dobbiamo interrompere questa lotta”.
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Il rapporto mafia-politica e la telefonata Mancino-Napolitano

Sul rapporto tra politica e magistratura si è soffermato particolarmente l’avvocato Antonio Ingroia, il quale ha posto l’accento sulle “trattative Stato-mafia che hanno permesso alla criminalità di sopravvivere e di mantenere quel sistema di potere politico-economico che vede i magistrati con la schiena dritta in difficoltà. Abbiamo bisogno di una diversa classe dirigente, di un diverso ceto politico e di una diversa cultura politica. Per questo è importante la presenza di un'opinione pubblica che pressi le istituzioni e che le cambi”. “Oggi – ha aggiunto l'ex magistrato – abbiamo un'idea più chiara di quello che è la mafia. E la abbiamo grazie al sacrificio di tanti uomini dello Stato e della società civile. Abbiamo scoperto che si tratta di un'organizzazione di potere che trae forza e potenza dalla relazione stabile con le istituzioni. E la mafia non esisterebbe se non vi fosse stati un certo modo di essere dello Stato, quello Stato che ha modellato il proprio essere secondo un principio e spirito di convivenza e che è poi quello che ha messo in piedi l'oscena trattativa. E questo lo dico senza entrare nel merito di un processo per cui una corte d'Assise valuterà responsabilità penali eventuali. Ma c'è anche un piano culturale e politico che conta”. “Noi – ha proseguito Ingroia – abbiamo bisogno di magistrati con la schiena dritta ma anche di un Csm che non si volti dall'altra parte nei confronti di questi magistrati. Di una politica che sostenga con le leggi il lavoro dei magistrati. Di avvocati che difendano i diritti dei senza diritto. Abbiamo bisogno di una società che si ispiri a modelli virtuosi e soprattutto di cittadini nuovi, ed intransigenti, che non accetti il compromesso”. Rispondendo poi ad una domanda di un ragazzo sul conflitto di attribuzione sollevato da Napolitano nei confronti della Procura di Palermo per la distruzione della telefonata tra Mancino, imputato al processo Trattativa, ed il Presidente della Repubblica ha dichiarato senza remore: “Quel conflitto di attribuzione è stato un caso chiaro di interferenza che la politica ha cercato di esercitare su questa indagine in nome di una ragione di Stato e credo che la conseguenza sia stata un fortissimo rallentamento sulla stessa indagine. Fino a quel momento vi erano state le dichiarazioni di Ciancimino e di pentiti. Vi erano politici che avevano recuperato la memoria. Poi, ad un certo punto, con quell'azione è stata messa una “pietra tombale”. Certo le indagini sono andate avanti. Ma il flusso di quel “torrente” di verità su certi fatti è stato notevolmente rallentato. Al di là di quello che dicono in molti non si può non rilevare l'assoluta correttezza della Procura di Palermo perché non è mai uscita una sola riga di quell'intercettazione che è stata poi distrutta. Nessuno parlerà mai del contenuto di quelle intercettazioni che posso assicurare non sono penalmente rilevanti. Tuttavia, se questo contenuto fosse stato rivelato, se fosse emerso qualcosa, non so quanto sarebbe durata la presidenza della Repubblica di Giorgio Napolitano”.

Il grido di verità di Salvatore Borsellino
Particolarmente toccante e commovente è stata la testimonianza di Salvatore Borsellino: “Io ho lasciato Palermo a 27 anni pensando così di aver risolto i miei problemi con la Sicilia, mentre Paolo è rimasto a lottare la mafia insieme con il suo vero fratello, Giovanni Falcone. Entrambi sono stati uccisi in autentiche stragi di Stato di cui ancora oggi non abbiamo giustizia e verità. Ora dobbiamo portare avanti questa lotta per chiedere questa verità ma anche per fare la nostra parte nel contrasto a questo fenomeno che è iniziato al Sud ma che ha invaso tutta la nostra Nazione. Io vivo al nord e mi rendo conto di certi atteggiamenti. Ho assistito a prefetti e sindaci che hanno detto che la mafia non esiste al Nord e a Milano e subito dopo ci sono stati gli arresti di oltre trecento affiliati di 'Ndrangheta. Alcuni di questi affiliati non prestavano mica giuramento a San Luca ma sempre in Lombardia in una struttura che era dedicata proprio alla memoria di Falcone e Borsellino”. Poi ha concluso, tra le agende rosse alzate al cielo e gli applausi di tutta la platea: “Noi dobbiamo portare avanti questa lotta per cercare verità e giustizia e per evitare che vi siano altre stragi. Non possiamo lasciare soli questi magistrati perché sappiamo che chi viene lasciato solo è come mettere un mirino su quella persona”.-

BARCELLONA : IL COMMISSARIO APPROVA IL BANDO PER IL NUOVO PIANO RIFIUTI DELL'ARO.


Autore: redazione. Pubblicato il 30 aprile 2015 da www.24live.it

Il commissario straordinario di Palazzo Longano Fulvio Bellomo ha approvato il bando del piano comunale per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi quelli assimilati, i servizi di igiene pubblica ed altri servizi accessori nel territorio dell’Aro di Barcellona.
Sarà adesso possibile avviare la procedura di gara d’appalto per l’assegnazione della gestione dell’intera attività di igiene ambientale per i prossimi cinque anni, prorogabili fino a sette. Il piano, predisposto dall’amministrazione Collica, era stato approvato dal consiglio comunale il 21 febbraio 2014 ed aveva ottenuto il via libera dell’assessorato regionale all’Energia con il provvedimento del 23 settembre 2014. L’importo complessivo del servizio, comprensivo di spese generali e utile di impresa, è pari a 26.499.299,70 esclusa l’Iva
Nel bando sono previste le risorse per il sistema di raccolta stradale, il servizio di raccolto porta a porta, la spazzamento e la pulizia della strada, il personale addetto con una previsione di 41 autisti, 20 operatori ecologici, 2 sorveglianti ed un amministrativo, la gestione del centro comunale di raccolta con cinque addetti, la pulizia della caditoie e dei pozzetti, la rimozione di carcasse animali e di siringhe, la bonifica delle discariche abusive, la demuscazione, la derattizzazione, la pulizia delle spiagge e quelle delle saie e dei torrenti, il diserbo del suolo pubblico e la potatura del verde pubblico. Per il personale è previsto un costo complessivo di oltre 16 milioni di euro in cinque anni. La società partecipanti avranno l’opportunità di presentare le offerte a ribasso nel momento in cui sarà pubblicato il bando e definito il termine per l’avvio della fase di assegnazione dell’appalto. Il dirigente dell’ufficio tecnico dovrà adesso fissare la data per la presentazione delle offerte.-

PALAZZO DEI NORMANNI


Finanziaria, ecco le nuove assunzioni - 


DIRETTA

 
Dipendenti regionali, sì alla riforma delle pensioni.


Giovedì 30 Aprile 2015 - 12:19
Pubblicato da www.livesicilia.it

Approvati i provvedimenti sui Forestali. Via libera alle prime norme sul personale pubblico: verranno allineate a quelle statali. Ma è polemica. 

Lentini: "Abbiamo leso dei diritti acquisiti. E' una vergogna".


bilancio, finanziaria, partecipate, regionali, Politica
PALERMO - 18.34 Baccei: "La norma è stata fraintesa. I tetti agli stipendi restano uguali per tutti, tranne che per i direttori generali, per i quali è prevista una decurtazione, oltre all'impossibilità di cumulare più incarichi".
18.24 È il momento di un altro tema "caldo", quello delle società partecipate disciplinato dall'articolo 35

18.23 L'articolo 55 è soppresso.Prevedeva il passaggio di competenze dall'assessorato della Funzione pubblica alle Infrastrutture. Salta, inoltre, la possibilità di utilizzare temporaneamente dipendenti della Regione per sostituire personale impiegato a tempo determinato nella società Sicilia e-Servizi

18.20 Ciaccio (M5S): "Mantenere l'internalizzazione del servizio"

18.19 L'aula passa all'articolo 55 sul sistema informativo della Regione

18.14 Approvato l'articolo 58

18.12 L'Ars passa all'esame dell'articolo 58 sul nuovo assetto dell'assessorato all'Economia

18.08 Approvato anche l'articolo 57: prevede l'istituzione della Centrale unica degli acquisti.

18.06 Sì alla riforma delle pensioni dei regionali. La norma prevede una finestra fino al 31 dicembre del 2016 per andare in pensione con la legge 'pre-Fornero'. Esiste anche la possibilità di una seconda finestra, fino al 2020, ma solo in caso di modifica della normativa statale. Per chi andrà in quiescenza entro il 2016, le pensioni non potranno superare il 90 per cento della media degli stipendi degli ultimi cinque anni. Solo in caso dell'attivazione della seconda finestra (quella fino al 2020) il limite massimo sarà quello dell'85% della media stipendiale. Ioppolo (Lista Musumeci): "Non si possono mutare in corsa e in maniera unilaterale i rapporti di lavoro. Queste norme rischiano una marea di ricorsi". Panarello (Pd): "Con questa norma riconosciamo ai dipendenti regionali di andare prima in pensione. Se se la sentono. Altrimenti possono restare in servizio, nel rispetto della normativa vigente in tutta Italia".

17.32 Cracolici: "Io sono favorevole a questo articolo che punta ad alleggerire la Regione".

17.24 Crocetta: "Noi abbiamo dato la possibilità ai sindacati di avanzare una proposta. Ma i sindacati pensavano di non porre alcun limite temporale per i prepensionamenti. E non si poteva fare. Noi eravamo aperti e disponibili".

17.14 Lentini (Sicilia democratica): "Come mai non è stato rispettato il protocollo d'intesa con i sindacati, che porta la firma anche del presidente Crocetta e dell'assessore Baccei? Stiamo compiendo una ingiustizia nei confronti dei dipendenti regionali. E' gravissimo. Non c'è un ente in Italia che abbia perso i diritti acquisiti".

17.08 Le pensioni in questo caso non potranno superare il 90 per cento della media degli stipendi degli ultimi cinque anni. Solo in caso dell'attivazione della seconda finestra (quella fino al 2020) il limite massimo sarà quello dell'85% della media stipendiale.

17.02 Riprende la seduta. Si riparte dall'articolo sui prepensionamenti dei dipendenti pubblici. La norma prevede una finestra fino al 31 dicembre del 2016 per andare in pensione con la legge 'pre-Fornero'. Esiste anche la possibilità di una seconda finestra, fino al 2020, ma solo in caso di modifica della normativa statale. "Ma su questa seconda ipotesi - ha spiegato in Aula l'assessore all'Economia Baccei - al momento c'è il rischio di una impugnativa dello Stato".

16.20 Aula sospesa.

16.10 Approvato l'articolo 53 sulle pensioni dei regionali. Verranno allineate a quelle statali. La pensione non potrà superare l'85% della media degli stipendi degli ultimi cinque anni.

15.55 Si passa all'articolo sui prepensionamenti dei regionali.

15.52 Approvato l'articolo 51 sul personale regionale che prevede la riduzione dell'organico regionale e l'allineamento con le normative nazionali in tema di pubblico impiego.

15.52 L'emendamento viene dichiarato inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.

15.44 L'emendamento di Cracolici apre ai rinnovi contrattuali nel limite del 50 per cento delle risorse liberate dai prepensionamenti. Secondo l'assessore Baccei l'impatto di questo emendamento non è sostenibile: "Non possiamo utilizzare più del 25% liberato dai prepensionamenti". Cracolici: "Pensare nella stessa legge di andare verso i prepensionamenti e di negare i rinnovi dei contratti è un errore politico".

15.36 Greco (Pds): "L'Aran forse serve per giocare tresette o a briscola in cinque. Deve essere abolito. Lo sappiamo bene chi guida l'Aran: il marito della Monterosso, il segretario generale che è già stata condannata dalla Corte dei conti. E c'è una mozione di censura per la Monterosso all'ordine del giorno da mesi".

15.34 Cracolici (Pd): "Qui stiamo discutendo anche degli aspetti economici riguardanti il personale regionale. Ma questa cosa non spetta a noi. Spetta all'Aran, l'Agenzia che ha il compito di lavorare al rinnovo dei contratti".

15.24 Sia Falcone che Alloro sollevano il rischio di possibili ricorsi a causa di un comma che rivede le pensioni per il personale del Corpo forestale.

15.20 Approvato il subemendamento che apre a nuove assunzioni alla Regione. Si potranno bandire i concorsi per il personale regionale, pari al 10 per cento di quello che andrà in pensione. Tra questi, potranno essere inclusi anche i giornalisti.

15.12 Si discute dell'apertura ai giornalisti per gli uffici stampa delle nuove assunzioni alla Regione. Per i giornalisti non servirà la laurea: il requisito fondamentale sarà l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti.

15.01 Musumeci: "In materia di nuovi profili professionali: vorrei ricordare che questa Regione non ha un ufficio stampa composto da giornalisti iscritti all'albo. Non possiamo affidare la comunicazione alla buona volontà del presidente Crocetta e dei suoi collaboratori. La comunicazione spetta a chi è qualificato- Ho presentato un emendamento che prevede, tra le nuove assunzioni, anche la categoria degli operatori dell'informazione e della comunicazione".

14.59 Picciolo (Pdr): "Anche noi favorevoli alle nuove assunzioni alla Regione".

14.56 Grasso (Grande Sud): "No alla riduzione dell'organico del Corpo forestale".

14.51 "L'Istituto per l'incremento ippico di Catania non verrà soppresso. Lo ha deciso l'Assemblea regionale siciliana votando alla unanimità stamane un emendamento alla Finanziaria voluto dal centrodestra. Il governo Crocetta aveva invece previsto "la fusione per l'incorporazione dell'Istituto per l'incremento ippico e dell'Istituto zootecnico di Palermo nell'Ente per lo sviluppo agricolo." Intervenendo per illustrare l'emendamento, Marco Falcone ha evidenziato come "un ente già in difficoltà come l'Esa non potrebbe occuparsi degli altri due importanti enti", mentre Nello Musumeci ha chiesto al governo di "procedere alla soppressione dell'Esa, al passaggio del personale all'assessorato Agricoltura e a salvaguardare la specificità sia dell'Istituto etneo che di quello palermitano."

14.45 Anche Ciaccio (M5S) si dice favorevole alla norma che apre a nuovi concorsi alla Regione. Il governo sta verificando l'eventuale impatto economico della norma, se dovesse passare l'emendamento.

14.39 Leotta (Assessore alla Funzione pubblica): "Ha ragione Cracolici, la burocrazia regionale ha bisogno di nuove figure professionali, occorre bandire nuovi concorsi"

14.35 Cracolici (Pd): "Sui prepensionamenti avevamo previsto in commissione una norma che permetta di coprire le fuoriuscite di personale con nuove assunzioni"

14.30 La discussione si sposta adesso all'articolo 51 che prevede la riduzione della spesa in materia di pubblico impiego

14.25 L'Ars approva l'articolo 49 su Forestali e Consorzi di bonifica

14.21 Cancelleri (M5S): "Vogliamo risposte dall'assessore Caleca. Se non può essere presente in aula l'argomento non può essere discusso"

14.17 Cordaro (Grande Sud): "L'assessore Caleca ci spieghi in che direzione vanno le norme sui Consorzi di Bonifica"

14.14 Ragusa (Udc): "La scelta più saggia è quella di stralciare le norme sui Consorzi di bonifica"

14.07 Lombardo (Pds-Mpa): "Per la terza volta questo governo affronta la questione dei Consorzi di bonifica in maniera puerile. Si continua a devastare questi enti con una imbarazzante incapacità politica e amministrativa".

14.02 Cancelleri (M5S): "Ai Consorzi di bonifica abbiamo tolto tutto: come fanno a procacciarsi risorse? Non si può fare racchiudere una riforma così delicata in un semplice comma di un articolo. Bisogna lavorare a un ddl autonomo".

14.00 Riprende la seduta.

13.50 La seduta è sospesa.

13.45 Si discute della norma che prevede l'accorpamento di Istituto zootecnico e dell'Istituto incremento ippico nell'Esa.

13.44 Musumeci: "Chiedo all'assessore Baccei di rispettare l'impegno preso qualche mese fa di sopprimere l'Ente di sviluppo agricolo e trasferire il personale a un dipartimento regionale. Vedo che il governo nel frattempo ha cambiato idea".

13.39 Il Movimento cinque stelle chiede di stralciare le norme sui Consorzi di bonifica.

13.36 Barbagallo (Pd) chiede di inserire una norma che prevede per i Consorzi di bonifica la creazione di proprie agenzie di riscossione.

13.34 Baccei apre a una riscrittura che prevede una maggiore gradualità nel taglio dei trasferimenti della Regione ai Consorzi di bonifica.

13.33 Si passa alla norma che prevede in pochi anni l'autosufficienza dei Consorzi di bonifica, ai quali ogni anno la Regione destina milioni di euro. Falcone chiede una maggiore gradualità.

13.28 Fazio chiede l'abolizione della indennità di rischio per i Forestali che non ne hanno diritto e chiede l'applicazione della visita medica preventiva. Approvato con l'ok del governo.

13.26 Si vota allora un altro emendamento sempre di Falcone che sposta al 2017 il trasferimento alla Resais del trattamento economico dei Forestai. Approvato.

13.22 Il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone chiede di bocciare il comma col quale si prevede che sia la Resais a gestire il trattamento economico dei Forestali. Bocciato.

13.16 Milazzo (Forza Italia): "Ieri è successa una cosa gravissima: il deputato che ha sbagliato a votare aveva un grave problema di natura familiare. Ed è ugualmente venuto qui a votare".

13.03 Bocciati gli emendamenti di Figuccia e Cordaro che intervenivano sul rimborso chilometrico e sulla possibilità che i Forestali potessero spingersi non oltre i 20 chilometri dalla sede di appartenenza.

12.52 Figuccia (Forza Italia): "I Forestali devono avere il rango e la dignità di lavoratori. Voi del governo state dimenticando intere categorie, migliaia di persone".

12.44 Ardizzone: "Riprendiamo dall'articolo 49". Si tratta del discusso articolo che prevede interventi nei confronti dei Forestali e dei Consorzi di bonifica.

12.42 Il vicepresidente dell'Ars Venturino (che ieri presiedeva la seduta in occasione del voto contestato, ndr): "Io ho solo applicato il regolamento. La votazione può essere ripetuta solo in caso di dispositivo non funzionante: e il dispositivo funzionava, ma Alongi ha sbagliato a pigiare".

12.42 Ardizzone: "Il regolamento prevede che una volta soppresso un articolo non può essere votato nuovamente".

12.39 Cordaro: "Ieri sull'articolo 15 (quello che prevede l'assunzione degli ex dipendenti del Coinres nelle società per la raccolta rifiuti, ndr) è successa una cosa gravissima: il deputato Alongi ha votato a favore e la sua 'astensione' è il frutto solo di un errore tecnico. Quel voto avrebbe fatto approvare l'articolo. Chiedo adesso che il danno venga riparato".

12.36 Intanto, nella sala del governo a Palazzo dei Normanni sono vivacissime le "trattative" tra deputati per trovare una intesa politica sulla Finanziaria. Il deputato Formica: "Quello è un suk. Un mercato in cui non c'è però nulla più da vendere".

12.30 Inizia la seduta.

Il cuore della Finanziaria è ancora tutto lì. Le norme sui Forestali, sul personale regionale e sugli ex Pip, la riforma delle Partecipate e la ex Tabella H. Saranno i veri nodi da sciogliere nel corso dell’esame che riparte oggi, con l’obiettivo di chiudersi entro la giornata.

Mentre fuori dal Palazzo dei Normanni cresce la folla dei manifestanti (previsto il ritorno dei sindacati del pubblico impiego, ma anche dei precari di Emergenza Palermo e di alcuni sindaci), a Sala d’Ercole si attende l’inizio della seduta. Prevista per le 11, l’inizio è già in ritardo.

E sarà una corsa contro il tempo. Ieri, infatti, sono stati approvati 25 dei 102 articoli della manovra. Poco meno di un quarto, quindi. E tra le norme approvate, ecco il nuovo mutuo da 145 milioni destinato Comuni e Province. In particolare, una quota di 30 milioni sarà destinata esclusivamente alla cura delle strade secondarie. Un articolo sul quale si è scatenata ieri una polemica furiosa attorno alla scelta del soggetto (assessorato alle Infrastrutture o ex Province) che dovrà gestire il Piano degli interventi.

E a suscitare la protesta in Aula, anche una norma bocciata. Quella che prevedeva il transito di 180 ex dipendenti del Coinres nelle nascenti società per la raccolta dei rifiuti. Oggi quindi si ripartirà dall’articolo 6, che prevede i trasferimenti e le riserve ai Comuni, verranno recuperati quelli al momento accantonati. Tra questi, l’articolo che estendeva agli inoccupati l’esenzione del ticket sanitario destinato attualmente ai disoccupati. Discussione “stoppata” dopo l’arrivo in Aula di una nota del ragioniere generale Salvatore Sammartano che ha messo in dubbio l’effettiva “sostenibilità economica” del provvedimento. L’articolo 19 della Finanziaria, nato da un originario emendamento del Movimento 5 Stelle che aveva avuto il via libera in commissione Bilancio, è stato infatti accantonato dopo aver corso il serio pericolo di venire stralciato. “Si può arrivare anche a 20 milioni di euro – dice Giancarlo Cancelleri – basta volerlo”.

Con l’ok all'articolo 19 si porrebbe fine ad una grave ingiustizia sociale, ovvero la disparità di trattamento tra inoccupati (coloro che non hanno mai lavorato) e disoccupati, coloro che hanno perso il lavoro. “Si tratta di persone – afferma la prima firmataria dell’emendamento originario, Vanessa Ferreri - svantaggiate allo stesso modo e che sarebbe profondamente ingiusto continuare a trattare in maniera diversa. Nelle altre regioni a statuto speciale questa differenza è stata abolita. La Sicilia non può essere da meno”. Non cambia il giudizio del M5S sulla manovra, giudicata impresentabile, e su un governo ed una maggioranza che non perdono occasione per mostrare la loro inadeguatezza. “Il ritorno alle urne – dicono i deputati Cinquestelle – non può essere più rinviato”.-

Messina: domani la XIV edizione della Festa della Primavera.


Festa PrimaveraVenerdì primo maggio, al Parco Ecologico San Jachiddu, a Messina, si terrà la quattordicesima edizione della Festa della Primavera, dalle ore 9.00 in poi. “La concomitanza della Festa della Primavera con l’apertura dell’Expo Milano 2015 potrà essere occasione per riflettere, in armonia con la natura, su nuovi stili di vita e prospettive alternative rispetto al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Si tratta di una giornata per vivere in armonia con la natura in un clima di fratellanza e condivisione reciproca nella splendida cornice del Parco Ecologico San Jachiddu.  Aspettiamo cittadini, famiglie e amici”, sottolinea Lucia Guarino, del Parco.
Alle 11.30 è in programma una conversazione con Giuseppe Li Rosi, agricoltore custode, sul tema “La biodiversità occasione di sviluppo”. Alle 13.00 c’è il pranzo tradizionale e, alle 16.00, è prevista una passeggiata a cura di Alessandro Crisafulli (Orto Botanico di Messina) sul tema “Alla scoperta delle erbe spontanee alimentari del nostro territorio”. Durante la giornata, sarà possibile passeggiare liberamente lungo i “Sentieri del giardino” del Parco e verrà allestito, all’interno del Forte, un laboratorio dimostrativo sulla lavorazione della ceramica. Interverranno i maestri dell’arte fabbrile dell’associazione “Efestus”.-
Per informazioni: www.parcosanjachiddu.it, 349 3285076, info@parcosanjachiddu.it.

Villaggio Le Rocce di Taormina, la nuova visione utopica e rivoluzionaria di Antonio Presti.

Arte che crea paesaggio, arte che crea bellezza. Nel mirino della visione rivoluzionaria di Antonio Presti di cancellare il degrado attraverso la bellezza sono finiti gli spazi verdi dell’oasi naturale “villaggio Le Rocce” di Taormina.



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Arte che crea paesaggio, arte che crea bellezza. 
Nel mirino della visione rivoluzionaria di Antonio Presti di cancellare il degrado attraverso la bellezza sono finiti gli spazi verdi dell’oasi naturale “villaggio Le Rocce” di Taormina. L’artista-mecenate e fondatore di  Fiumara d’Arte, si fa avanti per rilevare la gestione de “Le Rocce” come contenitore della sua collezione privata ed essere così aperto al pubblico.  “Le Rocce”, famosa spina di verde che si affaccia sul mare, negli anni cinquanta sarebbe dovuta diventare un marchio turistico di qualità per Taormina. Sono passati oltre  cinquant’anni e questo splendido paradiso tra cielo e terra non è altro che un sito degradato e abbandonato.  «Dopo anni di ferite e di abbandono», dichiara Presti «il primo pensiero che si deve restituire a questo luogo è quello dell’anima e non aggiungerei nient’altro. Arte, bellezza e cultura è l’unica risposta al degrado e motore di innovazione sociale per questo straordinario sito».  Mentre la città Taormina da sempre si mostra contraria al project financing indetto dalla Provincia di Messina, ecco la proposta a sorpresa, l’idea che potrebbe rivelarsi perfetta per tradurre in realtà il desiderio collettivo di un sito da recuperare non per farne un albergo, ma per esaltarne la sua storica vocazione naturalistica. Ma conoscendo Presti, non sarebbe solo questo, bensì altro, molto altro. «Questo magnifico posto va restituito alla bellezza – continua Presti -, va riqualificato e riconsegnato alla gente. Le Rocce è un luogo da aprire al pubblico. Ho avuto modo di vederlo e me ne sono innamorato, deve tornare ad essere condiviso da tutti. Sono pronto a donare la mia collezione di Fiumara d’Arte e le stanze del museo-albergo Atelier sul Mare, realizzare altre opere e dar vita ad un museo sul mare, un giardino con l’arte e le opere ma anche le piante e le essenze botaniche». Presti punta su quel connubio di bellezza, sacralità e conoscenza che ha fatto la storia di Fiumara d’Arte e ha fatto innamorare tanti turisti giunti a Tusa da ogni parte del mondo. Ora quel capolavoro vuole trasferirlo a Taormina. “Bisogna puntare sul recupero dell’intera area – spiega l’artista -, le attività di conservazione e restauro, il design, i laboratori, fare de Le Rocce un centro di vera cultura viva 12 mesi l’anno. Sono pronto a portare qui le opere contemporanee e disponibile ad installazioni per la città. Voglio rigenerare la bellezza a Taormina, trasferirmi li tra Taormina e l’Etna”. Le Rocce è la grande scommessa che Presti è pronto a fare: “una scommessa culturale, voglio rianimare quel villaggio, fare un’accademia, una scuola di restauro della bellezza”. Il forte e sincero desiderio del maestro Presti è di far nascere a Taormina un grande centro culturale internazionale, occasione imperdibile per la città. La disponibilità data dal mecenate ha riscosso l’immediato gradimento dei residenti. L’iniziativa viene sostenuta in particolare dal comitato “La Voce del Mare” che esprime proprio la posizione degli abitanti della zona litoranea di Mazzarò. «La proposta del maestro Presti è bellissima – afferma il presidente de “La Voce del Mare” Giovanni Aucello -. Bisogna prendere atto di questa sua disponibilità e fermare l’attuale project financing. L’idea di Presti è giusta, coincide perfettamente con la richiesta che da tempo ormai fa La Voce del Mare, affinché Le Rocce abbia una destinazione d’uso pubblica, aperta alla gente, sia ai turisti che ai residenti stessi. La proposta di un Museo sul mare sposa la volontà dei cittadini di rivedere in vita Le Rocce non con una struttura ricettiva ma con una possibilità di utilizzo collettivo. Il progetto dell’artista Presti è in grado di far diventare Le Rocce un luogo del mondo, cioè quello che noi taorminesi vogliamo. Ci siamo battuti e stiamo continuando a lottare nella piena convinzione che il project financing della Provincia regionale di Messina non sia la soluzione opportuna per il villaggio Le Rocce». La proprietà de Le Rocce al momento è della Provincia, che dovrà quindi decidere, nella persona del suo commissario Filippo Romano, se proseguire, nonostante il non consenso di una larga  parte dei Taorminesi, l’attuale project financing per un albergo, o se, invece, va considerata degna di nota l’idea di un Museo sul Mare lanciata da un personaggio di livello internazionale come Antonio Presti.-

Patti: partiranno nei prossimi giorni gli interventi di scerbatura e disinfestazione dell’intera area archeologica di Tindari, ma non solo.

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L’amministrazione comunale di Patti si prepara alla bella stagione. Sono stati infatti programmati diversi interventi di manutenzione del verde pubblico al fine di rendere sempre più pulita ed accogliente la città. Innanzitutto partiranno nei prossimi giorni gli interventi di scerbatura e disinfestazione dell’intera area archeologica di Tindari, teatro compreso. L’ammontare della spesa per tali interventi è di 12.000 euro. Nei giorni scorsi l’Amministrazione ha sbloccato la convenzione con la Soprintendenza ai Beni culturali di Messina per l’effettuazione, in via sostitutiva, di interventi di scerbatura e cura del verde. La convenzione, che ha la durata di tre anni, permetterà al Comune di Patti di usufruire di un introito del 30% proveniente dalla vendita dei biglietti di accesso alle aree archeologiche e ai musei. Allo stesso tempo il Comune garantirà la manutenzione ordinaria e straordinaria della Villa Romana, di Villa Amato e del sito archeologico tindaritano. Inoltre sarà compito del Comune organizzare eventi culturali per la promozione della risorse museali, anche attraverso la realizzazione di prodotti editoriali e multimediali ai fini del marketing turistico.-

Sicilia, la Regione pronta a siglare il contratto di servizio con Trenitalia: cambia la strategia di FS.

Rinnovare il parco mezzi e rendere i collegamenti più veloci tramite alcuni accorgimenti: ecco le nuove linee guida.

Pubblicato da www.strettoweb.it
trenitaliaL’intesa di massima sul contratto di servizio c’è già: è un accordo-quadro da 112 milioni di euro che prevede due livelli di servizio per i collegamenti “veloci” fra i capoluoghi, con una maggiore integrazione fra le tre grandi metropoli siciliane (Messina, Catania e Palermo).
FS, però, si è voluta spingere oltre, presentando a Crocetta investimenti pari a 150 milioni per l’acquisizione di 15 complessi elettrici e 15 diesel, necessari per rinnovare il parco rotabile. La bozza dell’accordo fra Trenitalia e la Regione, che secondo la Gazzetta del Sud sarebbe stata chiusa lo scorso 2 aprile, dovrebbe tramutarsi presto in progetto esecutivo.

Ma cosa cambia? In linea generale l’idea di fondo è quella di aumentare la velocità dei mezzi spezzando le corse. Un treno che deve percorrere il tratto fra Messina e Catania impiegherà sempre un’ora e venti minuti con cinque fermate, ma se ad esso si affiancano nuove corse fra Messina e Taormina si risparmierà in termini di tempo agevolando l’utenza. E proprio questo sembra essere il criterio-guida nella designazione delle tratte: sulla linea Palermo-Messina, ad esempio, raddoppierebbero le corse regionali fra Messina e Patti e aumenterebbero quelle da Palermo a Termini (da 19 a 21).

Sullo sfondo resta il progetto della Metroferrovia per Giampilieri: l’Amministrazione comunale preme in tal senso, ma Fs deve trovare un’intesa con l’Atm per l’integrazione dei servizi, impresa tutt’altro che semplice.
Per quanto concerne la linea Palermo-Catania, le 7 coppie di regionali veloci sono la vera novità: una scelta obbligata se si considera lo stato generale della rete autostradale e la volontà di rispondere in qualche modo alle criticità denunciate dai passeggeri.-