sabato 30 novembre 2013

"I MAFIOSI SIEDONO PURE IN PARLAMENTO".

Pubblicato: 29/11/2013  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.
 

Il presidente del tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta, durante un convegno: "Non ci sono soltanto i Riina e i Provenzano, i collusi sono ovunque, anche nelle istituzioni pubbliche. Politica impunita se candida Dell'Utri. Toghe rosse? Sì, del sangue innocente versato da 24 magistrati uccisi".

 

PESCARA - "I mafiosi non sono solo i Riina o i Provenzano. I soggetti collusi con la mafia sono ovunque, sono nelle istituzioni pubbliche, siedono anche in Parlamento". Così il presidente del tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta, al convegno 'La mafia non è solo un problema meridionale', organizzato dall'associazione Espressione Libre.

''In mancanza di sanzioni - ha aggiunto Guarnotta - ma soprattutto in assenza di una autoregolamentazione deontologica, la responsabilità politica rimarrà impunita, nulla più che un pio desiderio, con la conseguenza che si è arrivati a candidare e fare eleggere a Palermo, politici sotto processo per concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, come Marcello Dell'Utri e Calogero Lo Giudice".

Il riferimento a Dell'Utri e Lo Giudice arriva nella parte della relazione di Leonardo Guarnotta, quando parla di lotta alla mafia perché "è indispensabile l'impegno della società civile perché la partita, cioè la lotta alla mafia, che non possiamo assolutamente permetterci di perdere, si gioca nella quotidianità", ha detto il presidente del tribunale di Palermo. Guarnotta poi ha voluto rimarcare che questa lotta si gioca "nelle scelte, individuali e collettive, non escluse le scelte elettorali, cioè le scelte che vengono fatte dai segretari di partito nel selezionare i candidati, da inserire nelle liste e quelle che operano gli elettori nell'esercizio del diritto-dovere di designare i loro rappresentanti al Parlamento e nelle istituzioni".
In merito alla "forte contrapposizione tra potere politico e magistratura che di recente ha avuto un ulteriore rilancio a seguito di alcune decisioni della magistratura milanese su importanti personaggi politici orbitanti nella maggioranza governativa", Guarnotta si è detto "certissimo che se toghe rosse sono, lo sono del sangue innocente versato da 24 magistrati servitori dello Stato, che lo Stato non ha saputo proteggere". Guarnotta si è poi dichiarato "indignato" di fronte alle reazioni per una "sentenza definita da quello stesso rappresentante di un altro potere dello Stato, un 'atto immondo, un assassinio pubblico, un colpo di Stato da parte di una magistratura asservita e pilotata'".
Il presidente del tribunale ha infine parlato di Napolitano: "L'Italia è una Repubblica presidenziale e non più parlamentare. Siamo una Repubblica che dopo l'esito infausto delle ultime elezioni, non riuscendo la nostra classe politica a eleggere il nuovo presidente, si è di nuovo ricorso al presidente Napolitano, il quale mi pare che di tutta evidenza, ha accettato l'incarico solamente se riusciva a fare questo governo delle larghe intese o, forse, è meglio dire delle 'larghe fraintese'. Comunque è chiaro - ha proseguito - che ora debba resistere perché dice 'voi mi avete voluto. Se questo governo va a male io mi dimetto e siete nella confusione più completa'. Il presidente della Repubblica grazie alle sue prerogative ha fatto in modo che dopo tanto tempo la nostra Repubblica, il nostro Paese, avesse riacquistato quella dignità e decoro che negli ultimi tempi aveva perso, in campo nazionale e internazionale. Ognuno può giudicare il presidente come vuole, però ritengo che il presidente Napolitano si sia comportato bene e sia stato un grande presidente della Repubblica".  -

ORARIO TRENI REGIONALI CON FERMATA NELLA STAZIONE DI OLIVERI IN VIGORE DAL 15 DICEMBRE 2013.

Treni in partenza per MESSINA

05:42  Arriva a ME  06:35  da Lunedì a Sabato

06:37  Arriva a ME  07:32  da Lunedì a Sabato

09:43  Arriva a ME  10:40  da Lunedì a Venerdì - Proviene da Patti

10:44  Arriva a ME  11:42  da Lunedì a Venerd' - Proviene da Patti

13:49  Arriva a ME  14:45  da Lunedì a Sabato

17:50  Arriva a ME  18:44  da Lunedì a Venerdì - Proviene da Patti

20:44  Arriva a ME  21:40  da Lunedì a Venerdì - Proviene da Patti


TRENI  PROVENIENTI  DA  MESSINA

07:34  parte da ME  06:41  da Lunedì a Sabato

08:50  parte da ME  07:55  da Lunedì a Venerdì - Fino Patti

10:09  parte da ME  09:15  da Lunedì a Venerdì - Fino Patti

14:18  parte da ME  13:27  da Lunedì a Sabato

17:11  parte da ME  16:15  da Lunedì a Venerdì - Fino Patti

19:04  parte da ME 18:12  da Lunedì a Sabato

20:11  parte da ME  19:15  da Lunedì a Venerdì - Fino Patti

N.B. -  Su questa linea a semplice binario 
NESSUN TRENO CIRCOLA nei giorni di
DOMENICA E FESTIVITA' INFRASETTIMANALI.-

"Al segretario generale dell'Ars 600 mila euro l'anno. Prostituzione nella sede argentina del Ciapi".

Sabato 30 Novembre 2013 - 12:40
Pubblicato da: www.livesicilia.it
  

Show del presidente della Regione Crocetta alla trasmissione "Matrix": "Un usciere arriva a guadagnare sette mila euro al mese. Più di me. Sulla Formazione se ne vedranno delle belle. Tutta la politica siciliana è coinvolta".



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PALERMO - "Questo Parlamento regionale è chiaro che deve rivedere le spese, io alla Regione ho ridotto del 20% le indennità dei dirigenti. All'Ars invece il segretario generale guadagna 600 mila euro all'anno e un usciere riceve fino a 7 mila euro al mese, più del presidente della Regione".

E' il nuovo affondo del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ai costi della politica. Parlando alla trasmissione 'Matrix', Crocetta ieri sera ha sostenuto che "non è tanto il costo del deputato" a incidere sulla spesa dell'Assemblea, ma quello della burocrazia. "Io ho potuto tagliare i costi alla Regione ma non posso farlo all'Ars, perchè ha una sua autonomia", ha aggiunto. Il governatore ha poi fatto cenno allo scandalo della formazione professionale, sottolineando che "se ne vedranno delle belle" quando le indagini avviate da diverse Procure siciliane accerteranno quanto denunciato dalla sua giunta. E come esempio di quanto accadeva nel settore, Crocetta ha citato la sede del Ciapi a Buenos Aires, "utilizzata come luogo di prostituzione". "Quasi tutta la politica è coinvolta nella formazione - ha accusato - anche se non tutti i politici, questo è importante dirlo".  -

GUARDA LA PUNTATA DI IERI DI "MATRIX"

"Migrazione" al Ciapi.
I grillini chiedono i nomi.

Venerdì 29 Novembre 2013 - 20:42 
Pubblicato da: www.livesicilia.it 

Gianina Ciancio: "Voglio gli elenchi e i punteggi". L'attacco a 5 stelle: "La procedura nasconde le consuete magagne 'alla siciliana'".

PALERMO - La vicenda del Ciapi "e della torbida e davvero poco chiara migrazione dei lavoratori dagli Sportelli multifunzionali verso il nuovo ente" finisce nel mirino del Movimento 5 Stelle. 
"La procedura di passaggio al Ciapi - scrivono in una nota i deputati a 5 stelle della V Commissione all’Ars - pare nasconda le consuete magagne 'alla siciliana' e appare come la solita tutela occupazionale e contrattuale di figli e figliocci. Continuiamo a porre le stesse domande al governo: chiediamo ad esempio come sia stato possibile effettuare una selezione sulla base di un albo provvisorio pubblicato lo stesso giorno di scadenza per la presentazione delle istanze”.
I grillini sottolineano come sia stato chiesto agli ex-sportellisti, attraverso una informativa pubblicata sul sito dell’assessorato il 7 ottobre, di presentare domanda, entro l'11 ottobre, per partecipare alla "selezione per titoli di esperti in materia di politiche attive del lavoro e servizi per l’impiego", in cui si era tenuti ad autocertificare l’iscrizione ad un Albo regionale degli operatori della formazione professionale siciliana, non ancora esistente. 
"Gli ex-sportellisti - sottolinea il M5S - avrebbero dovuto affidarsi ad un elenco creato nel 2010, a cui faceva riferimento la circolare assessoriale numero 1 del 15 maggio 2013. Coincidenza vuole che l’11 ottobre venisse pubblicato un albo provvisorio". 
"Altre domande sorgono spontaneamente – commenta la deputata M5S Gianina Ciancio -. Se l'albo provvisorio non era ancora stato pubblicato, come facevano i richiedenti a dichiarare di farne parte? Se nell'albo è presente personale assunto dopo il 2008, a chi competono le opportune verifiche? O, ancora, perché il presidente del Ciapi, Egidio Ortisi, ha dichiarato in commissione V di svolgere le verifiche su un semplice elenco o graduatoria mandatagli dall’assessorato. Di quale graduatoria parlava? Forse quella del 2010, che nulla ha a che fare con l'albo. E come mai l’avviso per partecipare alle selezioni non si trova in nessun sito istituzionale?”. 
“Chiederemo ufficialmente all'assessorato gli elenchi degli ammessi e relativo punteggio – conclude Ciancio - ma una cosa è certa, di trasparenza e legalità in tutta questa vicenda non c'è nulla. 
 
Quello che speriamo è che i lavoratori si sveglino e denuncino le irregolarità, facendo nomi e cognomi di politici, sindacalisti e funzionari, opponendosi finalmente ad un sistema marcio, che si sta sgretolando sotto gli occhi dei suoi stessi artefici”.  -

Regione Siciliana: Ddl sui precari, non è fatta.  Crocetta convoca i sindacati.

Venerdì 29 Novembre 2013 - 19:32
Pubblicato da: www.livesicilia.it 

Il vertice lunedì, alle 11, mentre alle 12 ci sarà un incontro con i capigruppo della maggioranza. Successivamente il testo sarà discusso con tutti i capigruppo all'Ars e con le commissioni parlamentari. Incentivi alle imprese private che assumeranno precari. Avviata in giunta la discussione sul bilancio, che dovrebbe essere pronto la settimana prossima.

ADVERTISEME
PALERMO - Prima della definitiva approvazione del ddl sui precari il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha organizzato con gli assessori interessati un incontro con i sindacati in programma lunedì prossimo, alle 11, mentre alle 12 ci sarà un incontro con i capigruppo della maggioranza. Successivamente il testo sarà discusso con tutti i capigruppo all'Ars e con le commissioni parlamentari. Il ddl e' un testo di riordino di tutto il sistema del precariato, prevede la proroga di tutti i lavoratori del bacino dei precari per tre anni e il contestuale avvio delle procedure di stabilizzazione.

E' previsto un albo unico regionale di tutti i precari, lsu, asu e altri, articolato in tre sezioni: la prima in cui sono inseriti lavoratori di categoria a e b, la seconda c e d, la terza i lavoratori asu. Poi ci sarà un ulteriore elenco di lavoratori precari del settore sanità che per il decreto Balduzzi verranno a gravare sul fondo sanitario, per i quali e' prevista una proroga dei contratti per tre anni e l'avvio della procedura di stabilizzazione. Sono previste forme di incentivazione per l'esodo di tali lavoratori. Previste borse di auto impiego e utilizzazioni nell'ambito di imprese dei lavoratori che verrebbero assunti a tempo indeterminato con un incentivo della Regione. Previsto un ulteriore bacino dei precari, quelli della Regione, per i quali è contemplata la proroga per tre anni e l'avvio delle procedure di stabilizzazione.

Oggi nel corso di u na lunga riunione di giunta, il governo è tornato sul tema dei precari e, oltre a proclamare lo stato d'emergenza per l'Etna, ha avviato una ampia discussione sulla legge di bilancio dell'assessore all'Economia Luca Bianchi. Un lungo confronto che continuerà la prossima settimana, quando la giunta approverà il bilancio che poi dovrà approdare all'Assemblea regionale.  -

OLIVERI : DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA MUNICIPALE N° 126 DEL 16.10.2008.

OGGETTO :  RICHIESTA  MIGLIORAMENTI  AL  RILEVATO  FERROVIARIO  ESISTENTE  NEL  TERRITORIO COMUNALE.

Dopo l'inopportuna conferenza di servizio tenutasi a Furnari il 17.07.2008, la Giunta Comunale di Oliveri, presieduta dal Sindaco Nicolò Bertino, adottò la delibera citata nel titolo per disapprovare la proposta avanzata dal Sindaco di Furnari e  richiedere alle FF.SS. l'allargamento dei sottopassi ferroviari esistenti nel Comune di Oliveri ed ogni altro intervento orientato ad una migliore fruizione di tutte le parti del territorio comunale.

Tale tempestivo provvedimento fu il naturale seguito della delibera consiliare n.54/1987 con la quale il Consiglio comunale di Oliveri espresse parere favorevole alla nuova ipotesi di tracciato ferroviario relativo al raddoppio dei binari fra le stazioni di Terme Vigliatore e Patti.

Nonchè della delibera consiliare n.8/1981 con la quale erano state segnalate le necessità territoriali volte alla conurbazione effettiva fra l'insediamento urbano a monte della ferrovia e gli insediamenti turistici ubicati a valle della stessa.

Inoltre, il decreto assessoriale n.1238 del 23.10.1987 con il quale venne approvato il raddoppio, specifica (art. 5 lettera C) che  "l'Ente F.S. unitamente al concessionario resta impegnato a predisporre uno studio di interventi migliorativi nella linea esistente utili per una qualificazione dei terreni urbani attraverasati quali la eliminazione dei P.L., l'allargamrnto dei sottopassi ferroviari ed in genere ogni altro intervento orientato ad un più idoneo inserimento della linea esistente nel territorio".

I miglioramenti prescritti dal citato D.A. vennero realizzati in tutti i Comuni fino a Falcone.

Le Amministrazioni comunali successive non hanno avuto la volontà di continuare l'azione intrapresa dalla giovane Giunta capeggiata dal Sindaco Nicolò Bertino.

Hanno dato la priorità ad altri prevalenti interessi trascurando la realizzazione dell'ampliamento, A COSTO ZERO, dei sottopassi ferroviari che avrebbe definitivamente migliorato la viabilità cittadina rendendo più vivibile il centro abitato che, soprattutto nel periodo estivo, è costretto a subire i disagi di un traffico automobilistico straordinario e disordinato.

Mi auguro che la prossima Amministrazione comunale voglia proseguire l'azione intrapresa dal Sindaco Nicolò Bertino.

Allego fotocopia della delibera n.126/2008 e del citato D.A. -
Antonio Amodeo
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Per ingrandire, cliccare sulle fotocopie.



venerdì 29 novembre 2013

MAFIA E COLLETTI BIANCHI.

Operazione Zefiro, processo a gennaio per l'imprenditore Santi Bonanno.

A giudizio, davanti al Tribunale di Barcellona, un altro "signore del vento" arrestato per le infiltrazioni dei clan nel business parchi eolici. Nel mirino, il lotto Alcantara-Peloritani.

Venerdì, 29 novembre, 2013 - 16:39 
 
Pubblicato da: www.tempostretto.it
 
Processo a partire dal prossimo 9 gennaio per Santi Bonanno, l'imprenditore di Furnari arrestato nel blitz Zefiro, l'inchiesta sugli appalti per la realizzazione del Parco Eolico Alcantara Peloritani, il lotto da 63 pale collocate sul più alto crinale dei Nebrodi, tra Fondachelli Fantina, Francavilla di Sicilia e Antillo. Bonanno, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, aveva lavorato agli scavi per la posa degli aerogeneratori da 5.6 megawatt. Rispetto al complesso dell'inchiesta, la Procura aveva stralciato la sua posizione, chiedendo il rinvio a giudizio. Oggi il Gup Massimiliano Micali ne ha quindi disposto il giudizio a partire dai primi giorni dell'anno nuovo. In aula, l'accusa era rappresentata dal pm della Direzione distrettuale antimafia Camillo Falvo, che si è occupato dell'inchiesta insieme al collega Giuseppe Verzera. Il giudice Micali si è poi riservato la decisione sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai difensori, gli avvocati Nino Favazzo e Carmelo Occhiuto. Qualche settimana fa la Cassazione aveva infatti annullato con rinvio il provvedimento di custodia a suo carico. L'indagine, sfociata negli arresti del febbraio scorso, coinvolge anche il sindaco di Fondachelli, Francesco Pettinato, e un altro imprenditore del movimento terra, Michele Rotella "il Barone". La vicenda risale al 2009: le imprese che inizialmente si erano aggiudicate l'appalto furono sottoposte alla morsa incrociata dei clan e dei tecnici del Comune per far sì che i lavori in loco andassero alle ditte "vicine".  -
ANSA.it > Regioni > Sicilia > News.

Inquinamento: indagine su 

Valle del Mela.

Studio accerta presenza metalli pesanti in urine adolescenti.

29 novembre, 17:08

Inquinamento: indagine su Valle del Mela 
 
 (ANSA) - MESSINA, 29 NOV - La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) ha aperto un'indagine sull'inquinamento della Valle del Mela dopo aver acquisito uno studio dell'Università di Messina, a cui ha partecipato l'Organizzazione mondiale della sanità, che accerta la presenza di metalli pesanti nelle urine di 150 ragazzini della zona. I residenti denunciano da anni l'alta incidenza di malattie, imputate ai livelli di inquinamento atmosferico ed elettromagnetico a causa delle industrie del comprensorio. (ANSA)

COMUNICATO STAMPA NUOVO ORARIO FERROVIARIO REGIONALE.

Pubblicato da:  www.pendolaripa.altervista.org.
Giovedì, 28 Novembre 2013 13:41

Ancora una volta annotiamo l'assoluta inesistenza della Regione Sicilia riguardo al trasporto ferroviario in Sicilia.
 
In questo preciso istante Trenitalia ha caricato la nuova offerta senza che le nostre richieste siano state accolte.
Cosa ancora più grave senza alcuna informazione preventiva come concordato nella recente riunione presso l'Assessorato.
 
Dove sono finite le bozze?
 
Siamo stanchi di prese in giro.
 
E' chiaro che alla Regione Sicilia non importa più niente dei pendolari e cosa ancora più grave ha abdicato sul fronte trasporto ferroviario.
 
Mettiamoci una pietra sopra.
 
Giacomo Fazio
Presidente Comitato Pendolari Sicilia

Rifiuti e veleni: è guerra aperta.
Catanzaro querela Marino.

Venerdì 29 Novembre 2013 - 17:25

Giuseppe Catanzaro, numero due di Confindustria in Sicilia, rompe il silenzio e querela l'assessore Nicolò Marino che aveva puntato il dito contro i suoi interessi nel settore dei rifiuti. "Calunniose esternazioni".

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PALERMO - Adesso è guerra aperta. Giuseppe Catanzaro rompe il silenzio e querela l'assessore Nicolò Marino che aveva puntato il dito contro i suoi interessi nel settore dei rifiuti.

“Per rispetto verso le Istituzioni che oggi rappresenta e verso il suo passato di magistrato fino a questo momento non ho riservato particolare valore alle gravi e ripetute affermazioni dell'Assessore Marino - taglia corto il numero due di Confindustria Sicilia -. Le ultime calunniose esternazioni pubbliche hanno superato il limite, esulano dal suo ruolo istituzionale e possono apparire difficilmente conciliabili con i criteri di imparzialità cui deve essere ispirata l'azione della pubblica amministrazione. Ho deciso pertanto di incaricare i miei legali - aggiunge - che hanno già provveduto ad attivare le iniziative utili per tutelare il mio ruolo di imprenditore e di rappresentante di imprenditori ma anche la mia personale onorabilità”.

Le “ultime calunniose esternazioni”a cui fa riferimento Catanzaro sarebbero contenute, a suo dire, nelle parole pronunciate dall'ex pm divenuto assessore nel corso di un incontro avuto nei giorni scorsi con alcuni amministratori dell'Agrigentino. Sulla discarica di Siculiana, gestita da Catanzaro, Marino definì poco chiare "le origini della disponibilità dei terreni con la conseguente gestione privata".  E avrebbe pure sollevato dubbi sull'aggiudicazione della gara. Si tratta delle le ultime frasi in ordine di tempo che Catanzaro considera lesive. Prima c'erano state quelle contenute in un articolo de l'Espresso.

In un reportage di metà novembre il settimanale puntò l'attenzione sui business rifiuti. E Marino lanciò il suo j'accuse: “Fare l'assessore ai rifiuti, acqua ed energia in questa regione può essere pericoloso come indagare sulle stragi di mafia". Marino ce l'aveva con chi "mira ad isolare Crocetta attaccando me, anzi la nostra gestione dell'emergenza rifiuti, che il governatore condivide e difende. Stiamo toccando interessi enormi. Interessi privati di chi pensa di poterci insultare impunemente riparandosi dietro lo scudo di Confindustria Sicilia".

Poi l'attacco. Duro e diretto. "Il problema - spiegava all'Espresso l'assessore ai rifiuti - sta tutto in una mia circolare nella quale lancio una sorta di ultimatum ai gestori delle uniche quattro discariche siciliane". Grazie ai poteri d'emergenza l'assessorato impone ai privati di costruire moderni impianti di trattamento, altrimenti scatta il commissariamento o la chiusura: "Vada a vedere - diceva Marino - chi ci contesta a nome di Confindustria Sicilia".

Il riferimento era a Giuseppe Catanzaro che, con il fratello Lorenzo, è titolare della discarica di Siculiana. 
E non era neppure la prima volta che l'ex pubblico ministero Marino si scagliava contro Catanzaro. L'estate scorsa l'assessore contestò il fatto che "Confindustria e Legambiente hanno avuto l'ardire di chiedere al parlamento italiano di non convertire in legge il decreto col quale veniva dichiarata l'emergenza rifiuti in Sicilia. Devo dedurre - disse in quell'occasione Marino - che queste associazioni non prediligano impianti di riciclo o compostaggio, probabilmente innamorati delle vecchie e care discariche come quella che il dottor Catanzaro gestisce un quel di Siculiana".

Ora la scelta di Catanzaro di non restare più in silenzio. Ha chiesto al suo legale, l'avvocato Nino Caleca, di difendere la sua immagine. Inevitabile che la guerra giudiziaria faccia riesplodere le fibrillazione nel governo di Rosario Crocetta. Fu proprio Crocetta, dopo le prime dichiarazioni di Marino, a gettare acqua sul fuoco: "Voglio ribadire che il governo regionale non ha nessuna ragione di scontro con Confindustria. Ritengo che il dissenso su una singola questione non possa costituire ragione per una rottura che avrebbe conseguenze disastrose". Quattro mesi dopo Marino scelse la ribalta di uno dei periodici più letti d'Italia per rilanciare. Ora dovrà difendersi dalla querela di Catanzaro. -

PRECARI : LE CRITICHE DEL SINDACATO UIL.

La Uil attacca D'Alia: "Incapace, la circolare è bufala".

Venerdì 29 Novembre 2013 - 17:39
Pubblicato da: www.livesicilia.it 

Il segretario regionale Claudio Barone (nella foto): "A questo punto speriamo che con il disegno di legge della Regione si possa almeno avere la proroga dei contratti dei precari ed evitare a breve il loro licenziamento". E la Cgil parla del "fallimento del rapporto politico tra Pd e Udc".

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Il segretario regionale della Uil, Claudio Barone
PALERMO - "La legge D’Alia non ha tutelato in nessun modo i ventimila lavoratori degli Enti locali siciliani, i più deboli della nostra regione. E la 'famosa circolare' del Ministero si è rivelata una bufala. A questo punto speriamo che con il disegno di legge della Regione si possa almeno avere la proroga dei contratti dei precari ed evitare a breve il loro licenziamento. Le norme della legge regionale serviranno solo a questo e difficilmente potrà funzionare il 'fantomatico bacino unico'. C’è da augurarsi che questo escamotage tecnico non crei ulteriori pasticci e danni ai lavoratori". Lo sostengono Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, e Gianni Borrelli della Uil Sicilia, che aggiungono: "Ci auguriamo, comunque, che il Commissario dello Stato non impugni il provvedimento, si finirebbe solo per scaricare sui siciliani l’incapacità del ministro D’Alia. Questo sindacato, comunque, esprime un giudizio fortemente negativo sull’operato del Governo nazionale che ha in maniera immotivata e ingiusta ha penalizzato, ancora una volta, la nostra Isola".

La Cgil dal canto suo parla di fallimento della politica. "Che Crocetta si dica al fianco dei precari siciliani è un bene, perché l'attenzione da parte della politica è certamente un fatto importante. C'è però da dire che quello che sta accadendo mette in evidenza proprio il fallimento della politica rispetto al compito di trovare soluzioni ai problemi". Lo sostengono i segretari generali della Cgil Sicilia e della Funzione pubblica regionale, Michele Pagliaro e Michele Palazzotto. Secondo i due sindacalisti la vicenda precari sottolinea anche "il fallimento del rapporto politico tra due partiti importanti per il governo Crocetta, il Pd e l'Udc, che non riescono a trovare una sintesi su molti questioni, dal caso Humanitas, alla questione del riassetto istituzionale delle Province, alla vertenza precari.  -

Vertenza laboratori d'analisi, occupato l'assessorato.


"Vogliono indietro i soldi, sarà fallimento".

Venerdì 29 Novembre 2013 - 13:09

La Regione ha inviato ieri una mail ai laboratori con la quale viene quantificata la somma che i centri dovranno restituire per aver continuato a utilizzare il tariffario regionale al posto del "Bindi". Oggi, la protesta: "Il nostro fallimento è certo. Ma dopo i cittadini come faranno?".

 
 
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PALERMO - “Da qui non ci muoviamo”. I rappresentanti dei laboratori d'analisi siciliani hanno occupato l'assessorato di Piazza Ziino. Una sala, in particolare, dove stamattina sono stati ricevuti dal capo di gabinetto dell'assessore Borsellino. Ma l'assessore, ecco un altro dei motivi alla base della clamorosa forma di protesta,  “anche stavolta è sfuggita al confronto. E adesso, credo che il futuro sia inevitabile”.

E futuro fa rima con “fallimento”. Questo lo spettro richiamato oggi dai rappresentanti di circa 80 laboratori. Alcuni di questi tra i più rappresentativi in Sicilia. Motivo della visita in assessorato, una mail di posta certificata inviata ieri ai dirigenti dei centri. In poche parole, la lettera dà notizia della quantificazione delle somme che i laboratori dovranno restituire per l'utilizzo del tariffario regionale nonostante l'entrata in vigore del “Bindi”. Un'entrata in vigore in Sicilia, a dire il vero, congelata inizialmente per effetto di alcuni ricorsi al Tar.

Ma i giudici amministrativi nei mesi scorsi hanno sancito la legittimità di quel tariffario. E spinto l'assessorato ad attivare il recupero delle somme “indebitamente percepite”. Così, ecco la richiesta piovuta ieri, con la quantificazione delle somme che verranno trattenute sotto forma di “conguaglio” che scatterà tra un mese esatto.

“Ma da mesi – spiega Fabio Nicolosi, uno dei rappresentanti dei laboratori – chiediamo all'assessore un confronto, un tavolo per la rivalutazione tariffaria di quelle somme. Anzi, è stato proprio il vertice dell'assessorato a proporre una soluzione del genere. Utile a limitare i danni”.

Da qualche mese, però, spiegano i direttori dei centri, “l'assessore sfugge al confronto. Come oggi. Ma da qui non ce ne andremo finché non riceveremo una risposta”. E la domanda è chiara. E parte da una premessa drammatica: la certezza dell'immediato fallimento dei laboratori. “A quel punto – ecco il quesito – come intende, la Regione, assicurare ai cittadini l'assistenza territoriale?”.

In attesa della risposta, però, i laboratori proseguiranno con la protesta in assessorato. “Da qui non ci muoviamo”. Quella di oggi è solo l'ultima manifestazione di protesta dei rappresentanti dei centri. Appena quattro giorni fa, infatti, datori di lavoro e dipendenti hanno protestato insieme, davanti alle prefetture delle nove province siciliane. I lavoratori a rischio sono circa settemila. Anche loro attendono una risposta alla domanda: “Si può evitare il fallimento?”.  -

NUOVA ERUZIONE DELL'ETNA, MESSINA RICOPERTA DI CENERE LAVICA.

Pubblicato da: www.infomessina.it
Venerdì 29 Novembre 2013 08:44

Strade, terrazze, balconi ed auto sono ricoperti di cenere nera che può provocare irritazioni agli occhi ed ottura tubazioni e scarichi.


 













Sull'Etna, da ieri, e' in corso una nuova attività stromboliana progredita poi in una vera e propria fontana di lava che fuoriesce dal nuovo cratere di Sud Est. A differenze delle eruzioni dei giorni scorsi, quello in corso non è un fenomeno visibile dalla città di Catania a causa delle nuvole che coprono la sommità del vulcano. Dal cratere è fuoriuscita anche una nube di cenere vulcanica ha invaso la zona jonica fino a Messina.

Stamane, infatti, i messinesi hanno trovato strade, balcone, terrazze ed auto, ricoperti dalla sabbia vulcanica. Cenere e lapilli, sospinti lateralmente dai venti dominanti, hanno formato una specie di ombrello dal quale iniziano a cadere depositandosi a terra. Ed è ciò che si è verificato anche nella città dello Stretto. La ricaduta di lapilli e cenere può causare ingenti danni al territorio e alle popolazioni che vi abitano.

Oltre agli ormai noti danni alle turbine degli aerei, che costringono alla chiusura degli aeroporti, ceneri e lapilli formano uno strato continuo su strade ed autostrade dello spessore variabile da pochi mm fino ad alcuni centimetri, causando pericolo alla circolazione stradale. Nei centri urbani la sospensione delle particelle vulcaniche più fini (dimensioni inferiori a 10 micron) può causare fenomeni irritativi agli occhi, cute e vie respiratorie delle popolazione.

La Sac, in merito all'attività stromboliana del vulcano Etna, ha informato che, "dopo attenta valutazione della situazione, l'unità di crisi ha deciso di riaprire i settori 3 e 4 dello spazio aereo sopra la città di Catania, nonché lo stesso scalo di Fontanarossa, mentre permangono chiusi i settori 1 e 2". I sismografi dell'Ingv di Catania hanno registrato sull'Etna due piccole scosse sismiche a 37 secondi di distanza l'una dall'altra. Le scosse di intensità 2.2 non sono state avvertite dalla popolazione e sono state localizzate in alcuni centri abitati del versante Sud del vulcano, Andrano, Biancavilla, Paternò, Santa Maria di Licodia e Ragalna. Secondo gli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, le due scosse di terremoto sono da ricondurre all'attività dell'Etna. Nella tarda serata di ieri l'attività eruttiva del nuovo cratere era in forte diminuizione, ma la situazione è costantemente monitorata dall'Ingv.   -
 

SELEZIONE LAVORATORI DEGLI SPORTELLI : DUBBI E SOSPETTI.

Sportelli multifunzionali, l'ultimo mistero
"Come sono stati selezionati i lavoratori?".

Venerdì 29 Novembre 2013 - 06:00

Circa 200 lavoratori degli Sportelli, assunti dopo il 2008, sono rimasti fuori dal progetto Spartacus. Al loro posto sono arrivati dipendenti di vari enti di formazione, che svolgevano mansioni diverse ma erano iscritti all'Albo unico. E non mancano i dubbi e i sospetti.

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PALERMO - Chi è subentrato al posto di quei duecento lavoratori lasciati fuori dalla porta? L'ultimo giallo attorno agli sportelli multifunzionali riguarda il personale. E getta ombre sulle modalità di selezione dei lavoratori trasferiti al Ciapi. Ombre che non sono state diradate nemmeno ieri, quando in commissione Lavoro all'Ars si è atteso, invano, l'arrivo della dirigente Anna Rosa Corsello. “Ma come al solito, non si è presentata”, ha commentato amaro il presidente della Commissione Marcello Greco.

Così, alla vista del dirigente del Ciapi di Priolo Luciana Rallo, i deputati hanno fatto qualche domanda di rito. Dopodiché si sono alzati e sono andati via. I dubbi, “quei “ dubbi, non potevano essere sciolti dalla direttrice dell'ente che ha preso in carico 1.800 nuovi lavoratori. Lavoratori inseriti nel cosiddetto progetto “Spartacus”, che costerà alla Regione qualcosa come 36 milioni di euro l'anno. Ottomila euro l'ora.

Ma cosa avrebbero voluto chiedere i parlamentari alla Corsello? L'ultimo dubbio riguarda la selezione dei lavoratori trasferiti al Ciapi di Priolo. Il bando prevedeva il passaggio di circa 1.780 dipendenti. Il numero complessivo dei lavoratori degli sportelli multifunzionali fino al 30 settembre scorso. Al Ciapi di Priolo ne sono arrivati effettivamente circa 1.760. Eppure, più di duecento sono rimasti fuori. Insomma, i conti non tornano. E adesso deputati di maggioranza e di opposizione vogliono vederci chiaro.

“Chiediamo – affermano ad esempio i deputati del Partito dei siciliani Giovanni Greco e Giovanni Lo Sciuto – chiarimenti sulla tutela dei dipendenti degli Sportelli assunti dopo il 2008, esclusi dal progetto Spartacus, in quanto non in possesso del requisito dell’iscrizione all’albo della Formazione e sostituiti dai lavoratori provenienti dall’ambito degli interventi formativi. In merito chiediamo lumi in relazione ai criteri di scelta di quest’ultimi. Si tratta – proseguono – di circa 200 persone il cui destino è in bilico. Molti dei quali madri e padri di famiglia che hanno prestato servizio per anni e che adesso si ritroveranno senza un lavoro. Per questo – concludono – chiediamo al presidente Crocetta di agire per come ha sempre professato 'tutelare i lavoratori e le loro famiglie'”.

I deputati chiedono “lumi” sui criteri di scelta, appunto. Il meccanismo, di per sé, è semplice: il trasferimento dei lavoratori al Ciapi presupponeva l'iscrizione nell'albo degli operatori della Formazione. Un albo unico, che non fa distinzione tra coloro i quali lavoravano nelle attività formative e quelli che lavoravano negli Sportelli. Così, alla fine, “sportellisti” con tanto di iscrizione nell'albo, ne sono saltati fuori meno dei 1780 previsti. Il resto dei posti, invece di essere ricoperto da chi, fino al mese scorso, faceva quel lavoro, è stato coperto da altri lavoratori. Presi da enti di Formazione, dove svolgevano, magari un altro ruolo, come quello di formatore.

“Si tratta – dice infatti il presidente della commissione Lavoro, il deputato di Drs Marcello Greco – si una impropria invasione del settore della Formazione in quella che è, invece, una questione che riguarda l'assessorato al Lavoro. Il peccato originale – prosegue Greco – sta nella predisposizione di un bando che, inserendo il requisito dell'appartenenza all'albo dei formatori, confonde le idee. E su questo fatto chiederemo spiegazioni all'assessore. Una cosa è certa: dobbiamo fare in modo che gli 'esclusi' trovino posto negli Sportelli, magari attraverso i fondi del Piano giovani. Perché quei lavoratori al momento sono fuori solo perché al loro posto sono arrivati quelli della Formazione”.

Ma chi è arrivato al posto degli “esclusi”? E come è stato selezionato? Anche su questo tasto, i dubbi sono tanti. E tra le voci che si inseguono tra i corridoi dei Palazzi, ecco quella che parla di lavoratori individuati non proprio in maniera 'oggettiva'. Si parla persino di ex direttori di enti, in alcuni casi sponsorizzati da qualche sindacato.

“Questo non so dirlo – puntualizza il deputato del Pd Mariella Maggio – abbiamo richiesto al governo l'elenco dei lavoratori trasferiti al Ciapi di Priolo. E ancora attendiamo una risposta. E ne attendiamo più di una, a dire il vero. Il bando degli Sportelli, infatti, non faceva che 'fotografare' una situazione. E avrebbe dovuto portare quelli che fino al giorno primia svolgevano il lavoro agli sportelli alla prosecuzione di quelle mansioni. Una scelta politica, però ha disposto che rimanessero fuori quelli assunti dal 2008 in poi. Senza verificare, magari, che tipo di contratti avessero in atto questi lavoratori. Così – prosegue l'ex sindacalista Cgil – le maglie si sono allargate e sono entrati altri, al posto loro. E qui, ecco i nostri dubbi. Secondo quale criterio è stato integrato l'elenco dei 1780 lavoratori?”. Come sono stati scelti, insomma, i formatori da inserire nell'elenco degli “sportellisti?”.  -

SONDAGGIO SULL'EFFICACIA DEI GOVERNATORI.

CROCETTA  NELLA  TOP  TEN. 

Venerdì 29 Novembre 2013 - 10:34 
Pubblicato da: www.livesicilia.it 

Ottimo piazzamento del governatore nel rilevamento della Swg.

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Rosario Crocetta 
 
PALERMO- Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia è al primo posto tra i governatori italiani per la "capacità di governo regionale". Il dato è contenuto nel settimanale "Scenari di un'Italia che cambia", redatto dalla società di sondaggi Swg. Luca Zaia risulta il governatore più efficace d'Italia per il 52% del campione, seguito col 46% da Debora Serracchiani del Friuli Venezia Giulia e col 43% da Vasco Errani, presidente dell'Emilia Romagna. Nella top ten Enrico Rossi (Toscana), Claudio Burlando (Liguria), Roberto Cota (Piemonte), Catiuscia Marini (Umbria), Roberto Maroni (Lombardia), Rosario Crocetta (Sicilia) e Nichi Vendola (Puglia).

La domanda posta al focus era: "lei ritiene molto, abbastanza, poco o per niente efficace l'operato del presidente della Regione?". Nel rapporto Swg, tra l'altro, il 54% degli italiani ritiene il federalismo ancora attuale.  -
Pubblicato: 28/11/2013  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.

Spettacolo Etna, disagi a Fontanarossa.

Nuova attività stromboliana dal cratere di sud-est, fontane di lava nella zona sommitale del vulcano. Un volo proveniente da Fiumicino è stato dirottato a Palermo, poco dopo la Sac ha deciso di riaprire due dei quattro settori dello scalo.

 

Etna
   
 
 
 
 
 
 
 
 
È in atto dalle 16.02 una nuova attività stromboliana che è progredita, alle 16.47, poi in una vera e propria fontana di lava che fuoriesce dal nuovo cratere di Sud Est dell'Etna. Gli strumenti dell'Ingv di Catania hanno registrato un rapido incremento del tremore vulcanico nell'area sommitale dell'Etna, indicativo dell'inizio di un nuovo episodio di fontana di lava.

A differenza delle eruzioni dei giorni scorsi, quello in corso non è un fenomeno ben visibile - così come riferito dall'Ingv -  a causa delle condizioni meteorologiche: le nuvole infatti coprono la sommità dell'Etna. Dal cratere fuoriesce anche una nube di cenere vulcanica che sospinta dal vento si dirige verso i paesi la zona jonica. Un volo Alitalia proveniente da Roma Fiumicino è stato dirottato.

La chiusura totale dell'aeroporto è durata circa un'ora. "Dopo attenta valutazione della situazione, l’unità di crisi ha deciso di riaprire i settori 3 e 4 dello spazio aereo sopra la città di Catania (permangono chiusi i settori 1 e 2), nonché lo stesso scalo di Fontanarossa".  -

LA GAFFE DI CROCETTA.

Precari, Letta risponde a Crocetta: "Hai visto una vecchia versione della legge".

Giovedì 28 Novembre 2013 - 19:57

Con una nota ufficiale, la presidenza del Consiglio dei ministri risponde al presidente della Regione siciliana: "Nella legge di stabilità nessuna stabilizzazione. Il comma cui fa riferimento Crocetta non è mai stato approvato".

 
 
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PALERMO - La lettera, Letta l'ha letta. E ha risposto: il presidente Crocetta si è confuso. Questo, in sintesi, il botta e risposta tra Palazzo d'Orleans e Palazzo Chigi. Un dialogo a distanza, e di natura epistolare, a dire il vero. Iniziato questa mattina con la accorata e “indignata” missiva del governatore siciliano al premier: “Perché discrimini la Sicilia? Perché il governo ha deciso di stabilizzare i precari calabresi e ha detto di no a quelli siciliani?”.

Una interpretazione della legge di stabilità smentita seccamente oggi con una nota pubblicata sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Una nota sintetica ma molto chiara: “Con riferimento alla lettera inviata dal governatore della Regione Siciliana Rosario Crocetta al presidente del Consiglio Enrico Letta, - si legge infatti - di cui si apprende dagli organi di informazione, si precisa che nel maxiemendamento alla legge di stabilità non esiste alcuna norma che stabilizza i lavoratori socialmente utili della regione Calabria”.

Semmai, spiega Letta, esistono una serie di interventi destinati non solo alla Calabria, ma anche, ad esempio, alle città di Palermo e Napoli, per affrontare alcune emergenze: “Nel testo approvato in Senato – prosegue il comunicato - è contenuta una norma, al comma 132 dell’articolo unico, che stanzia per un solo anno, e non dunque a regime, 110 milioni di euro finalizzandoli a interventi a favore del comune di Napoli, della provincia di Napoli e del comune di Palermo, che saranno erogati con provvedimento del Ministero dell’Interno sulla base di apposite relazioni predisposte dagli enti locali; nel limite di un milione di euro - continua la nota - per ampliare il fondo del Ministero del Lavoro previsto dalla legge Finanziaria 2008 per concedere un contributo ai comuni con meno di 50.000 abitanti per l’inserimento stabile nelle amministrazioni dei lavoratori socialmente utili con oneri a carico del bilancio comunale da almeno otto anni; per far fronte all’eccezionale necessità di risorse finanziarie da destinare a Lsu, a Lpu della Regione Calabria nonché ai lavoratori di cui alla legge della regione Calabria 13 giugno 2008, n°15”.

Eccoli i lavoratori calabri. Che, però non saranno stabilizzati, come spiega successivamente la Presidenza del consiglio: “Si tratta, in sintesi, di un intervento che affronta, con risorse finanziarie per il solo anno 2014, situazioni di emergenza generale: tra queste, anche quella relativa ai rapporti convenzionali in essere attivati dall’Ufficio Scolastico provinciale di Palermo per le funzioni di collaboratori scolastici (commi 522 e 523)”.

Le presunte assunzioni, invece, erano previste in un altro comma della legge, il numero 137. Questo, infatti, esplicitamente prevedeva le “stabilizzazioni” per i precari calabresi, prevedendo anche uno stanziamento (che sarebbe stato erogato dal Ministro dell'Economia) pari a 40 milioni di euro per il 2014 e di 30 milioni a decorrere dal 2015. Ma il “comma dello scandalo”, in realtà, era presente solo in una versione provvisoria del testo della legge di stabilità. “I successivi commi fino al 137 – si legge infatti nella nota di Palazzo Chigi - risultano contenuti in stesure del provvedimento non approvate in via definitiva dal Senato”.

Quel comma che ha suggerito la lettera del governatore al premier, insomma, era già stato bocciato. E, giusto per rafforzare il concetto, la presidenza del Consiglio specifica: “I percorsi di inserimento stabile dei lavoratori rimangono, sotto l’aspetto ordinamentale e finanziario, quelli previsti dalla normativa vigente e in particolare dal dl 101/2013, adottato dal governo per far fronte al tema del precariato nelle pubbliche amministrazioni”. La legge di stabilità non ammette deroghe. Né, precisa il premier, compie discriminazioni. Quella legge il governatore l'ha letta. Ma ha letto la versione sbagliata.  -

giovedì 28 novembre 2013

GIANCALO CANCELLERI :

"Ecco i privilegiati della legge sull'editoria".

Giovedì 28 Novembre 2013 - 17:17

Il capogruppo, ieri, è stato l'unico deputato a sollevare dubbi sulla norma discussa in Aula: "Nessun sostegno a piccole e medie imprese. I requisiti sembrano fatti apposta per dare una mano alle società che guidano il Giornale di Sicilia e La Sicilia".

PALERMO - La seduta di ieri, incentrata sulla discussione del disegno di legge sull’editoria è andata avanti in un clima sereno, di grande armonia. Ma qualcuno ha vestito i panni del guastafeste. Giancarlo Cancelleri ha parlato di una legge “cucita su misura per qualcuno”. E quel “qualcuno”, oggi, non è più un mistero. “Il mio riferimento – dice in effetti il capogruppo del Movimento cinque stelle – mi sembrava chiaro già in Aula. Mi riferisco ai più grossi gruppi editoriali siciliani”.

Onorevole, possiamo fare nomi e cognomi?
“Se vuole, li facciamo. Ma credevo fosse già evidente ieri. Mi riferivo ai gruppi editoriali che guidano i due più grossi quotidiani in Sicilia: La Sicilia e Il Giornale di Sicilia”.

Eppure, la norma ha ricevuto finora l’apprezzamento di quasi tutta Sala d’Ercole.
“A dire il vero, abbiamo anche sentito dire che questa norma colmerà una lacuna che aveva solo la Sicilia, rispetto al resto d’Italia”.

Non è così?
“Non è così. Abbiamo verificato le norme analoghe in altre Regioni. E abbiamo visto che le leggi sull’editoria sono molto diverse da quelle che il parlamento siciliano vorrebbe approvare”.

Vale a dire?
“Intanto sono norme molto snelle: di quattro o cinque articoli. E hanno come obiettivo solo quello di erogare un contributo per lo switch-off. Per il passaggio, insomma, al digitale terrestre. Nessun riferimento viene fatto a passività onerose o ad altri aspetti di natura finanziaria ed economica”.

Eppure, la legge è stata presentata – devo dire con un accordo sostanziale tra maggioranza e opposizione – come una norma a favore delle piccole e medie imprese.
“Credo sia sempre una questione di punti di vista. Quando parlano di piccole e medie imprese, forse, i deputati prendono come termine di paragone i grossi gruppi editoriali nazionali e internazionali. Di fronte a quelli, certamente i maggiori gruppi editoriali siciliani appaiono ‘piccole e medie imprese’”.

Quindi secondo lei si tratterebbe di una norma a favore dei “grandi”.
“Lo dice la stessa legge quando fissa, ad esempio, il requisito minimo, per le televisioni, di una copertura regionale del 10% o del 20% dei residenti. Stiamo parlando di un bacino di un milione di siciliani. Questa legge, insomma, non aiuterà di certo le piccole aziende di provincia. Anche perché stabilisce dei limiti ferrei sul numero di giornalisti assunti nelle redazioni. Non conosco un’azienda ‘piccola’ che presenti ad esempio tre giornalisti assunti. Mi pare evidente che a potersi permettere almeno quel numero sono, anche in questo caso, le grosse aziende”.

A far discutere anche una richiesta di riscrittura avanzata dal deputato Cimino. Vorrebbe imporre il divieto di pubblicazione di commenti anonimi agli articoli sul web.
“Questa è davvero una follia. Che, tra l’altro, non fa che confermare la scarsa dimestichezza dell’onorevole Cimino con i moderni mezzi tecnologici. Un commento ‘anonimo’ non è mai ‘anonimo’, visto che esiste ed è sempre rilevabile un indirizzo del computer dal quale è partito quel commento”.

Intanto, la sua voce ieri è stata l’unica “contro”. In parlamento, invece, si parla di “larghe intese”, di dialogo tra maggioranza e opposizione. Parte del centrodestra ha già ‘aperto’ nei confronti di Crocetta. Un nuovo ‘modello Sicilia’?
“Credo che in quel caso il presidente Crocetta e i partiti che sostengono il suo governo dovranno poi spiegare questa operazione ai propri elettori. Si tratta di un’operazione solo ‘numerica’, per garantire una maggioranza, senza alcun progetto politico alla base. Noi rimaniamo al nostro posto. Dove siamo sempre stati. Pronti a giudicare le cose nel merito. Anche perché nei prossimi mesi, l’Assemblea dovrà affrontare temi delicatissimi”.  -

OLIVERI : UTILI COSIGLI PER GLI ASPIRANTI CANDIDATI ALLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI

Desidero sottoporre all'attenzione ed alla riflessione dei candidati alle prossime elezioni comunali di Oliveri il seguente brano della lettera inviata al Presidente della Regione Siciliana dal compianto On. Ferdinando Latteri, deputato nazionale dell'MPA:

"Voglio aggiungere altre considerazioni per evidenziare quelli che considero gravi errori di prospettiva.

Credo che le alleanze con la sinistra, non siano solamente considerate impercorribili dalla maggioranza del nostro elettorato, ma siano peraltro anche difficilmente applicabili sul territorio.
Pensare che basti proporre nuove alleanze per vederle ripercuotere sul piano locale, dimostra ingenuità e superficialità.
Per decenni in ciascuna realtà locale, la lotta e la partecipazione politica sono state giocate su schemi solo in parte ideologici, in realtà espressione genuina di conflitti, di tensioni, di simpatie e antipatie originate anche da specifici ambienti sociali.
Spesso scelte di diverso orientamento politico sono state il risultato, e contemporaneamente il prodotto, di contrapposizioni, di conflitti (anche familiari), di confronti di mentalità che interpretavano anche le posizioni ufficiali della politica.

Non sapremo mai con precisione se i conflitti sono tra Guelfi e Ghibellini o tra Montecchi e Capuleti.
Tanto intenso e pervasivo è il conflitto di interessi reali e particolari che agita le realtà locali.
Sarebbe un grave errore, però, sottovalutare le radici profonde di queste situazioni e pretendere di rimescolare le carte CON UN SEMPLICE ORDINE DALL'ALTO.
Non otterremmo risultati e verremmo travolti dalla realtà.
Altro grave errore sarebbe sottovalutare l'immagine negativa che la nostra INESISTENTE VITA DEMOCRATICA INTERNA consegna agli elettori.

Coloro che hanno avuto esperienza di vita politica ai tempi dei grandi partiti possono ancora ricordare l'INTENSA E REALE DEMOCRATICITA'.
Il conflitto interno e i percorsi di mediazione e conciliazione erano sotto gli occhi di tutti e consentivano di leggere nell'immagine della vita di partito la proposta reale di democrazia che veniva trasmessa alla società e alle istituzioni.

Chi, come noi, ha vissuto quelle esperienze ricorda, con un certo rimpianto, i tempi nei quali proposte, lotte, composizioni avvenivano sotto gli occhi di tutti.

Allo stesso modo, erano evidenti e trasparenti processi di ricomposizione e di formazione di nuovi indirizzi.

Uomini politici di grande peso e carisma GUIDAVANO il confronto ACCETTANDO i risultati in un quadro di testimonianza della TUTELA DELL'INTERESSE GENERALE E DI VALORIZZAZIONE DI SPECIFICI E LEGITTIMI INTERESSI SOCIALI ED ECONIMICI.

Nella vecchia D.C., ad esempio, ci si scontrava duramente, si determinavano posizioni che contribuivano alla formazione dell'INDIRIZZO POLITICO GENERALE, ma, sempre e comunque, permaneva il messaggio del RISPETTO PER LA PERSONALITA' DI CIASCUNO E DELLA CONDIVISIONE DEI VALORI FONDAMENTALI DELLA SOCIETA' E DELLO STATO.

LA MAGGIORANZA REGGEVA IL PARTITO, RISPETTANDO LA MINORANZA E I RAPPORTI CON GLI ALTRI PARTITI.

Quando la linea non riscuoteva più il consenso del Paese, la MAGGIORANZA NE TRAEVA LE LOGICHE CONSEGUENZE, nel rispetto delle REGOLE e della SERIETA'.

ERA NORMALE, CHE I SEGRETARI SI DIMETTESSERO quando i risultati non erano quelli auspicati.

Non era un dramma per nessuno e si continuava a lavorare a confrontarsi, a misurarsi con nuovi PROGETTI (POLITICI = PROGRAMMI n.d.r.) e nuove alleanze.

FORSE DOVREMMO PRENDERE PIU' ESEMPIO DA QUELLA STORIA.

Altro errore mi sembra proporre una forma di organizzazione politica basata su partiti regionali che assumomo ognuno le proprie scelte e che potrebbero quindi assumere posizioni diverse a macchia di leopardo".-

---------------------- OMISSIS --------------------
on. Ferdinando Latteri
___________________________________________

Non voglio rovinare la lucida esposizione dell'On. Latteri con inutili commenti personali.

DESIDERO SEMPLICEMENTE ESORTARE TUTTI I CANDIDATI A VOLERE INSTAURARE NELLA POLITICA LOCALE IL DIBATTITO ED IL CONFRONTO ADOTTATO DAI VECCHI PARTITI.

E' ILLUSORIO CREDERE CHE UNA CONCEZIONE VERTICISTICA DELLA POLITICA POSSA RISOLVERE LE ATTUALI ESIGENZE SOCIO-ECONOMICHE DEL NOSTRO PAESE.

Concezione molto gradita e preferita da alcuni miopi ed egoisti protagonisti della vita politica locale.
Ma, sicuramente, non efficace e conveniente per gli interessi generali dei cittadini di Oliveri.-

Antonio Amodeo

P.S. Analoga sollecitazione ho rivolto ai giovani amministratori comunali uscenti con il post, pubblicato su questo blog venerdì 8 aprile 2011, titolato: DEDICATO AI NOVELLI POLITICI DI OLIVERI.
Consiglio agli interessati di rileggerlo per verificare se il messaggio sia stato accolto o respinto dagli Amministratori in carica. -
Pubblicato: 28/11/2013  -  lasiciliaweb›› Politica›.

"Caro Enrico ti scrivo: cosa racconterò ai precari siciliani con il loro sogno?".

Lettera di Crocetta al premier Letta sulla stabilizzazione dei lavoratori degli enti locali: "Trattamenti diversi a Calabria e Sicilia, comprendo le mobilitazioni contro l'iniquità del governo nei nostri confronti".

 

crocetta
 








PALERMO - Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha scritto al premier Enrico Letta per lamentare l'esclusione dei precari siciliani dalla stabilizzazione. "I provvedimenti di legge o sono uguali per tutti o sono iniqui. Ma ieri al Senato è stato approvato un emendamento sui precari calabresi che io apprezzo perché risolve il dramma di migliaia di famiglie povere del Sud. Solo che la Regione siciliana di intesa con il ministero della Funzione pubblica aveva concordato un emendamento che era sostanzialmente uguale a quello approvato per la Calabria, senza addirittura alcuni costi aggiuntivi per lo Stato e soprattutto aveva la caratteristica generale, cioè, non prefigurava privilegi per la nostra Regione ma si applicava a tutto il Paese".
"Cosa racconterò, Enrico - prosegue Crocetta -, ai precari siciliani che aspettano da 25-30 anni di risolvere il loro sogno, che c'è un governo che ai loro colleghi calabresi dà di più? Che rende immediatamente possibile la stabilizzazione senza costi per la regione Calabria, mentre in Sicilia dovremo fare gli acrobazie attraverso una legge regionale che stiamo elaborando, ispirata a una circolare del ministero della Funzione pubblica, che potrà far assumere i precari siciliani in numero ridotto rispetto ai calabresi e lo farà a spese della Regione? Questo dopo aver effettuato ulteriori tagli per 350 milioni e dopo un miliardo e mezzo di risparmio già fatto nel 2013".
"Sinceramente - conclude il governatore - ci sembra un modo assurdo di trattare una Regione che sta facendo in questo momento sacrifici enormi e portando avanti una politica di rigore sulla spesa pubblica. Presidente, la Sicilia chiede di essere trattata come le altre regioni d'Italia, non accetta discriminazioni e io allo stato attuale comprendo le mobilitazioni siciliane contro il trattamento iniquo che il governo sta praticando nei confronti della nostra Regione. Da presidente non ho mai condiviso le proteste di piazza, ritengo che non sia questo il ruolo di un uomo delle istituzioni, ma credimi, quando si deve combattere contro le ingiustizie formali e sostanziali, è giusto che ognuno di noi riprenda il ruolo di cittadino per esprimere la propria indignazione".  -
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Il Presidente Crocetta deve avere il coraggio e la dignità di raccontare ai Precari siciliani  LA  VERITA'.
Antonio Amodeo

Leanza: "Troppi errori sui precari.
Ora approvare subito il bilancio".

Giovedì 28 Novembre 2013 - 06:00

Il leader di Articolo 4 critica il governo nazionale e bacchetta l'Udc. Ma ne ha anche per la gestione del governo regionale: "A cosa sono serviti i viaggi della speranza a Roma? Approviamo subito il bilancio e le proroghe: da questi due passaggi dipenderà il nostro rapporto col governo".  
E il presidente della Regione scrive al premier: "In Senato approvato un emendamento per i precari calabresi, Sicilia discriminata".

 
PALERMO - Lino Leanza, leader di Articolo 4, sbotta. E parla di “inutili viaggi della speranza a Roma” che non hanno portato a nulla, criticando il governo regionale e quello nazionale nella gestione della vicenda precari. E prendendo di mira l'Udc, suo ex partito, che esprime "il ministro e i due assessori competenti". Leanza, da sempre in prima linea su questo tema, invita tutti, governo e Ars, a rimboccarsi le maniche e approvare entro fine anno il bilancio e le proroghe, per scongiurare l'eventualità che 20 mila persone finiscano per strada. Altrimenti, dice senza mezzi termini, Articolo 4 è pronta a sganciarsi dalla maggioranza.

Onorevole Leanza, i sindacati sono in allarme e hanno proclamato una protesta regionale. Sono davvero a rischio i 20 mila precari siciliani o come ha assicurato il governo la situazione è sotto controllo?
“Rispetto a prima cos'è cambiato? È questa la domanda che una persona normale si deve fare. E la risposta è: nulla. Nel 2010 venne fatta una deroga, e allora non c'erano ministri siciliani, e sono state fatte le proroghe per legge. Oggi, invece non c'è stata nessuna deroga, nessuna apertura alla Sicilia”.

I margini per le proroghe ci sono, a suo modo di vedere?
“Ovviamente delle stabilizzazioni quasi non si parla più, perché non so come si potrà praticamente fare sulla base di queste norme. Mi auguro che almeno si possano dare i tre anni di proroga. E anche per questo bisogna comunque inventarsi qualche cosa. A questo punto almeno cerchiamo di garantire le proroghe e dopodiché speriamo che cambino gli interlocutori e che questi capiscano che la Sicilia ha bisogno solo di alcune deroghe e di una buona mano d'aiuto per fare un atto di giustizia”.

Lei sta lamentando scarsa attenzione del governo nazionale verso la Sicilia. Ma si poteva fare diversamente?
“Guardi, leggo adesso, non so se è vero, che nella legge di stabilità hanno dato 115 milioni agli Lsu della Calabria, prorogandoli al 2014. Tanto per fare un esempio. Noi abbiamo perso il primo treno della legge sulla pubblica amministrazione e il secondo treno della legge di stabilità: non penso che la politica nazionale ci abbia voluto molto bene”.

Ma la politica nazionale, come la chiama lei, è fatta anche da siciliani, no?
“Al Senato all'inizio i parlamentari siciliani avevano fatto una battaglia, che poi è andata scemando. A un certo punto hanno perso di vista la Sicilia, lavandosene le mani. Non ho capito a cosa sono serviti i viaggi della speranza di sette, otto, nove fra dirigenti, assessori regionali e altro a Roma”.

Cosa ha sbagliato la Regione?
“Secondo me se un errore commesso da Crocetta è quello di aver creduto che la Regione poteva farcela con l'aiuto dello Stato. Col cerino in mano adesso ci resta la Regione, bisogna fare una grande lotta, una grande protesta, perché il tema entri nell'agenda del governo nazionale”.

Qual è l'obiettivo per l'immediato?
“Intanto fare tutto il possibile per le proroghe. Oggi litigano tutti, anche all'interno dello stesso partito. Quindi, primum vivere. Applichiamo la circolare ministeriale e scriviamo il meno possibile in questa norma. E poi capiamo cosa si può stabilizzare e non umiliamo più i lavoratori. Dopo tutto questo, mi auguro con tutto il cuore che la soluzione si trovi nei prossimi anni”.

Ma servirebbero normative diverse, perché a detta dei sindaci sulla base di queste norme le stabilizzazioni sono una chimera.
“La lotta bisognava farla a Roma. Il governo ha creduto a Roma e non ha avuto risposte”.

Sta accusando il ministro D'Alia?
“Guardi, io dico questo: viaggi, rassicurazioni, incontri con i sindacati... Non penso che a Roma, sette-otto persone capivano tutti il contrario di quello che gli veniva detto. C'è qualcosa che non ha funzionato in questo rapporto”.

La Sicilia però ha perso del tempo. E dal 2010 a oggi avrebbe potuto far qualcosa, no?
“Il governo nazionale dice che dopo le proroghe non s'è fatto nulla. Vorrei ricordare che nel 2011 diverse migliaia di precari, 4.500 per l'esattezza, sono stati stabilizzati, in tanti Comuni”.

Ancora il governo nazionale...
“C'è un'anomalia: in questa vicenda ci sono due assessori e un ministro che fanno parte dello stesso partito. E questo non si può non notarlo. Ad ogni modo, il governo Crocetta venga in Aula il prima possibile a dirci quello che c'è da fare. Tutti insieme dobbiamo trovare la soluzione perché il 31 dicembre tutto può succedere tranne che 20 mila persone utili e importanti per la pubblica amministrazione restino a casa”.

A questo punto è necessario approvare il bilancio entro il 31 dicembre?
“Questa emergenza ci deve indurre tutti quanti ad approvare subito il bilancio e risolvere questa emergenza come altre. Qui si è persa una grande occasione. Si fa finalmente una legge nazionale per uscire dal precariato, c'è un ministro che conosce bene la vicenda siciliana, e alla fine si partorisce il topolino, e la proroga passa già come un grande miracolo. Ci sono forze politiche super rappresentate nel governo, io penso che oggi devono dar conto di quello che è stato fatto. Intanto, però, approviamo legge di stabilità, proroga per i precari, decreto Monti e riforma delle province. Rimbocchiamoci tutti le maniche”.

Questa vicenda può avere dei risvolti nei rapporti politici all'interno della maggioranza?
“Noi di Articolo 4 guarderemo a questo ddl sui precari e alla legge di stabilità, che deve essere di rigore e di sviluppo, come una verifica nei nostri rapporti col governo. O arrivano i risultati o siamo pronti alla lotta. Su questi temi non facciamo sconti a nessuno”.  -

OLIVERI : DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA MUNICIPALE N° 221 DEL 25.11.2013.

OGGETTO : ANTICIPAZIONE  DI  CASSA  ESERCIZIO 2014.

Con la suddetta delibera la Giunta autorizza il Sindaco ad accettare le condizioni che saranno poste dal Tesoriere comunale per la concessione di un'anticipazione di euro 612.518,11 pari ai tre dodicesimi delle entrate accertate afferenti ai primi tre titoli di entrate del bilancio consuntivo 2012, ammontanti complessivamente ad euro 2.450.052,45.
Segue fotocopia della citata delibera, seconda pagina.
Per ingrandire, cliccare sulla fotocopia.

mercoledì 27 novembre 2013

Precari, ecco i paletti della circolare.

Mercoledì 27 Novembre 2013 - 20:21

Il documento del ministro D'Alia ribadisce i vincoli severi previsti dalla legge per procedere a proroghe e stabilizzazioni. Ecco i possibili varchi per la Sicilia.

Intervista al segretario della Cisl: "Bianchi non si lasci contagiare dalle cattive abitudini dei politici siciliani".

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PALERMO - L'attesa circolare ministeriale alla fine è arrivata. Ma come già i più smaliziati avevano previsto non ha certo fornito particolari appigli alla Sicilia alle prese con la bomba a orologeria dei ventimila precari in scadenza il 31 dicembre. La circolare del ministro Gianpiero D'Alia fornisce una serie di chiarimenti sul decreto legge sulla pubblica amministrazione dello scorso agosto (convertito in legge a ottobre) con particolare riguardo ai processi per “il superamento del precariato”. Si tratta delle norme con le quali deve vedersela la Regione per varare l'atto normativo che dovrebbe assicurare per lo meno le proroghe del personale impiegato in gran parte negli Enti locali. Perché di proroghe ormai si parla, viste che le condizioni per procedere alle stabilizzazioni, così come previste dalla nuova normativa nazionale, sono severissime e non alla portata, almeno per il momento, della Sicilia. Nei giorni scorsi il governo regionale aveva annunciato che l'ipotesi di legge per la stabilizzazione dei precari era sostanzialmente pronta e attendeva solo la cricolare del governo centrale. “Come temevamo la “fantomatica circolare D’Alia” sembrerebbe proprio non risolvere i problemi sulla stabilizzazione dei precari e porrebbe anche forti dubbi sulle proroghe dei contratti”, ha detto oggi il leader della Uil siciliana Claudio Barone.

In effetti, le norme nazionali impongono una via molto stretta e rigorosa. Anche per la stessa proroga, che tre anni fa fu concessa in modo più largo dal governo nazionale. Le nuove norme parlano di “proroghe finalizzate” e impongono, per potervi ricorrere, “comunque non oltre il 31 dicembre 2016” una serie di presupposti. Tra questi la “previsione nella programmazione del fabbisogno relativa al quadriennio dell'avvio di procedure concorsuali di reclutamento speciale”, il “rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente in materia di controllo della spesa del personale”, il “rispetto dei limiti massimi della spesa annua per la stipula dei contratti a tempo detemrinato” e la “coerenza con il proprio effettivo fabbisogno, con le risorse finanziarie disponibile e con i posti in dotazione organica vacanti indicati nella programmazione triennale, anche alla luce delle cessazioni del servizio che si prevede si verifichino nel corso del quadriennio”. La circolare si sofferma in particolare su un comma dell'articolo 4 della legge che prevede possibili deroghe “limitatamente alla proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato stipulati dalle regioni a statuto speciale (come la Sicilia, ndr) nonché dagli enti territoriali compresi nel territorio delle stesse, a valere sulle risorse finanziarie aggiuntive appositamente individuate dalle medesime regioni attraverso misure di revisione e razionalizzazione della spesa certificate dagli organi di controllo interno”. È questa la porta stretta attraverso la quale dovrà passare la Sicilia, individuando spese da tagliare per garantire il budget necessario per procedere alle proroghe (300 milioni all'anno). I tagli, secondo l'assessore Luca Bianchi, sono già stati individuati e saranno introdotti nel bilancio.

Più complesse le norme che disciplinano le eventuali stabilizzazioni, che devono passare dall'indizione di bandi di concorso che prevedano che almeno il 50 per cento dei posti da assegnare siano accessibili da esterni. Ma questa è un'altra storia. A cinque settimane dalla scadenza, ormai la priorità è trovare il modo di garantire le proroghe.

Il governo regionale domani dovrebbe varare il ddl sulle proroghe. Nell’ipotesi della giunta, tutti i lavoratori verrebbero prorogati fino al 2016 ed iscritti in un unico bacino regionale del precariato diviso in tre sezioni: una che conterrà i lavoratori A e B per i quali è prevista l’assunzione per chiamata diretta, la seconda con i lavoratori C e D per i quali è prevista l’assunzione tramite procedura concorsuale, la terza per gli Asu (lavoratori socialmente utili). -