lunedì 30 settembre 2013

MELANIA REA : PAROLISI CONDANNATO A 30 ANNI.

ANSA.it > Cronaca > News.

In Corte d'Assise d'Appello sentenza dopo 9 ore camera consiglio.

30 settembre, 20:34

Melania: Parolisi condannato a 30 anni

(ANSA) - L'AQUILA, 30 SET - La Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila ha condannato a 30 anni Salvatore Parolisi per l'omicidio della moglie Melania Rea, avvenuto il 18 aprile 2011.

In primo grado, nell'ottobre 2012, i giudici avevano pronunciato la sentenza di ergastolo nei confronti dell'ex caporalmaggiore dell'esercito. La sentenza è arrivata questa sera dopo nove ore di camera di consiglio.(ANSA)

BERLUSCONI, FINITA ESPERIENZA PDL GOVERNO.

ANSA.it > Top News > News.

Lo ha detto ai parlamentari. 

30 settembre, 19:33

Berlusconi,finita esperienza Pdl governo 
(ANSA) - ROMA, 30 SET - La nostra esperienza di governo è finita. Lo ha detto, a quanto si apprende, Silvio Berlusconi ai parlamentati del Pdl.  (ANSA)

I PIU' FOCOSI SOTTO LE LENZUOLA ? I SICILIANI.

Pubblicato: 28/09/2013  -  Pubblicato da: lasiciliaweb›› Costume››.

Indagine sulla salute sessuale delle coppie italiane: il 34% degli uomini dell'Isola dice di avere almeno tre rapporti a settimana e si dichiara soddisfatto della propria vita intima. Valori molto bassi al Nord.

   
ROMA - L'indagine sulla salute sessuale delle coppie italiane promossa da Siu e Aogoi sembra confermare l''ardore' degli uomini del Sud. Calabria, Basilicata e Sicilia sono infatti le regioni dove gli uomini dichiarano di essere più attivi sotto le lenzuola, mentre i valori più bassi si hanno al Nord. Ecco la mappa che emerge dalla rilevazione.

PIÙ RAPPORTI IN SICILIA. Se in media il 24% del campione dichiara di avere tre o più rapporti a settimana, in Sicilia si supera questa percentuale. Il 34% dice infatti di avere almeno tre rapporti, il valore più alto dopo quello di Sardegna (30%), Marche, Umbria, Abruzzo e Molise (29%), Calabria e Basilicata (28%) e Puglia (26%). Solo a questo punto della 'classifica' si vedono le prime regini del nord: Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta, con il 25%, seguite da Campania (24%), Emilia Romagna e Lazio (23%), Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (22%), Lombardia (21%) e Veneto (20). E se si considerano insieme le persone che dichiarano tre o più rapporti e quelle che ne vantano almeno due (il 27% del campione italiano), a prevalere è sempre la Sicilia con un 60%, mentre in fondo alla classifica ci sono Friuli e Trentino Alto Adige con il 44%.

SICILIANI ANCHE I PIÙ SODDISFATTI. Secondo la ricerca i siciliani sono anche quelli che si dichiarano più soddisfatti della propria vita sessuale, che in media ottiene un voto pari a 7,49 su una scala da 0 a 10, seguiti a breve distanza da sardi e pugliesi. I meno soddisfatti sono invece toscani, friulani e abitanti del Trentino Alto Adige, con un voto di 6,84.

FRIULANI I PIÙ PREOCCUPATI. A temere di più per l'insoddisfazione della partner sono gli uomini del Friuli, stando ai dati raccolti, mentre i meno preoccupati da questo punto di vista sono i siciliani. Quelli che più paventano un tradimento della compagna sono calabresi e lucani, che risultano essere i più colpiti dal problema. In Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise il 40% delle donne ha lasciato un partner a causa dell'eiaculazione precoce, in Sardegna invece il 30% ha tradito un uomo con questo problema.  -

IL CREATORE E IL SUO MONDO (G. GIUSTI)

Messer Domeneddio dopo tant'anni
Mosso a pietà dei nostri lunghi affanni,
Aperto su nel Cielo un finestrino
Fe' capolino;

E con un colpo d'occhio da maestro
Scorse il lato sinistro e il lato destro;
Restò confuso e si rivolse a Pietro
Che avea di dietro,

E disse: "O Pietro! o ch'io non son più Dio,
O che è venuto men l'ingegno mio!
Affacciati e rimira l'Universo...
Oh, tempo perso!"

E Pietro messo il capo al finestrino,
Disse: "Cos'è, Signor, quel burattino
Che in Roma vedi di gran pompa ornato
E imbavagliato?"

E sorridendo a lui disse il Signore:
"O Pietro, Pietro, è il tuo gran successore,
Gli hanno le man, la testa, i piè, legati
I potentati.

"E col filo a vicenda se lo tirano,
Lo volgono, lo piegano lo aggirano;
E il popolo ignorante tutto vede,
Eppur ci crede!

"Ed ei, povero vecchio! la cuccagna
si gode di far niente, e di Sciampagna
Vuotasi la bottiglia senza spesa...
Povera Chiesa!"

Esclamò Pietro: "Ov'è la primitiva
Semplicità che al mondo si fe' viva?
Ov'è quella miseria che provai?
"Cangiata è assai!"

"E quel che è peggio, o Pietro, in nome mio,
Che solo il ben degli uomini desio,
Si vendon gli anatèmi e le indulgenze
Dalle Eminenze.

"Si lucra sul battesimo e la cresima,
E si guadagna ancor sulla Quaresima:
E poi chi può pagar, per quanto n'odo,
Mangia a suo modo.

"Senti quei corvi neri appollaiati
Che urlando van contro gli altrui peccati,
Minacciando ruine e distruzioni,
Come padroni!

"E tutto in nome mio che non so niente,
Che felice vorrei tutta la gente;
Ma lor farò veder che non son schiavo..."
E Pietro: "Bravo!"

"E questi Re, che cinti di splendore
Van gridando: -Siam'unti dal Signore!-
Darò lor l'unto come si conviene".
E Pietro: "Bene!"

"Vantan diritti ed io non ne so nulla,
Eguali li creai fin dalla culla,
E son Re perchè gli altri son balordi:
Pietro, l'accordi?

"Almen se il ben dei sudditi cercassero
Se con i buoni modi comandassero,
Se le leggi facessero da savi,
Direi lor: -Bravi!-

"Se mostrassero al popolo buon cuore,
Per l'arti e per le scienze un vero amore
E vivi affetti, d'onorevol storia
Avrebber gloria.

"Ma invece fanno a chi le fa più belle!
Il mondo per la Torre di Babelle,
Non commetton che stragi ed uccisioni...
Oh, che birboni!

"Rubano a più non posso, e poi fan guerra,
Scavan le prigiorni sotto terra,
Innalzano teatri e insiem patiboli,
Chiese e postriboli;

"E poi, chi n'è l'autor? Se senti i frati,
E' Dio che li castiga dei peccati;
Tutto s'addossa sulle spalle mie:
Anche le spie!

"E il popolo ignorante, oppresso e gramo
Va dicendo che il popolo non amo,
E bestemmia e mi manca di rispetto;
Se mi ci metto!...

"Io che creai, può dirsi, in un momento,
La terra e il mare e tutto il firmamento,
E credeu du far, facendo l'uomo,
Un galantuomo;

"Che mi dètti persino la premura
Di porre a suo servizio la Natura,
Mi veggio in modo tal rimunerato!
Oh, mondo ingrato!"

E Pietro allor; "Signor, non v'affliggete,
Di tanti mali la cagion non siete:
Sono i Principi, i Frati, i Preti, il Papa,
Teste di rapa!"

"Senti, Pietro: il bambin non l'ho mai fatto,
Ma se mi salta un ghiribizzo matto,
Con le mie mani li bastono forte!"
E Pietro: "A morte!"

"Dunque, Pierin, guardami bene in viso,
Tu che il guardaino sei del Paradiso,
Se c'entra un solo, non so se ben mi spiego,
Perdi l'impiego!"

Così dicendo, chiuse il finestrino,
E messo bravamente il nottolino,
Se ne andrò a passeggiare inosservato
Sopra il Creato.

UNIVERSITA' DI MESSINA : ARRESTATI 2 PROFESSORI.

Operazione Gdf. Eseguita un'ordinanza nei confronti di un Direttore di Dipartimento dell’Ateneo e di un ordinario.

Postato da: www.messinaoggi.it  -  30.09.2013 / 08:52
di Davide Gambale.

 MESSINA | L'inchiesta della Guardia di Finanza è scattata per caso e alla fine ha permesso di scoprire un concorso "pilotato".
Il "prescelto" era il figlio di un professore di Farmacia che ha preso parte ad un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Clinica.

Fatti che si riferiscono alla precedente gestione Tomasello (comunque estraneo ai fatti venuti oggi a galla).
I finanzieri della Compagnia di Messina al termine di un’indagine, coordinata dal Procuratore Aggiunto, Ada Merrino, e dal Sost. Proc., Diego Capece Minutolo, hanno arrestato due docenti dell’Università di Messina responsabili di aver gravemente inquinato un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Clinica, allo scopo di pilotarne l’esito.
L’operazione, ribattezzata “Pacta servanda sunt”, è il risultato di indagini protrattesi per mesi e che hanno messo in luce un vero e proprio sistema deviato delle procedure concorsuali che regolano l’accesso al mondo accademico non solo messinese.Le ordinanze di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, firmate dal GIP dott. Massimiliano Micali, sono state eseguite nei confronti di un Direttore di Dipartimento dell’Università di Messina nonché professore ordinario presso il medesimo dipartimento, e di un altro professore ordinario dello stesso Ateneo.
Indagati per i medesimi fatti, altri tre docenti, che svolgono la loro attività anche in altre Università.In sostanza è stato accertato che sia la commissione giudicatrice, che il vincitore del concorso, venivano stabiliti a monte dagli arrestati, con la collaborazione dei loro colleghi.
Nel concorso oggetto delle indagini, nonostante l’accurata pianificazione della procedura, che avrebbe dovuto chiudersi con la nomina a ricercatore di un parente di uno degli arrestati, la presenza di un candidato con un punteggio più elevato aveva creato qualche problema alla consorteria criminale che - per portare a termine il piano – è giunta a costringere il concorrente meritevole a ritirarsi consentendo la proclamazione del candidato predesignato.
“Pacta servanda sunt”. I patti vanno rispettati, così in una intercettazione telefonica i due arrestati concordano circa la necessità che il candidato (potenziale vincitore del concorso) debba rispettare i patti, ovvero ritirarsi, dietro la promessa di una sua successiva sistemazione in altra procedura concorsuale per ricercatore.
L’indagine è scaturita da una denuncia per una falsa fattura utilizzata presso il Dipartimento ove operava uno dei destinatari delle misure cautelari e ha consentito di accertare l’appropriazione di somme da parte di quest’ultimo dalla gestione del “fondo economale” del Dipartimento con il concorso di un dipendente della medesima facoltà.  -

INTERVISTA A D'ALIA.

“Il Pd e Crocetta non pensino al congresso. 

Chi fa cadere Letta la pagherà alle urne”.

Lunedì 30 Settembre 2013 - 06:00

Intervista al ministro Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc siciliana: “Lavoriamo per ricucire tra Pd e Megafono: la priorità è approvare la legge di bilancio. Sarebbe folle sostituire Bianchi”. La crisi a Roma?  “C’è chi gioca una partita personale sulla pelle del Paese.

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Gianpiero D'Alia
 
PALERMO - Gianpiero D’Alia, ministro della Funzione pubblica e leader dell’Udc siciliana deve guardare contemporaneamente a due crisi, senza averne voluta nessuna delle due. A Roma come a Palermo il governo vive ore drammatiche e cruciali. Sul futuro dell’esecutivo di Enrico Letta pochi scommettono dopo l’ultima mossa di Berlusconi. Ma anche dalle parti di Rosario Crocetta non si respira una bella aria, con  lo scontro quotidiano con il Partito democratico che non accenna a placarsi. In mezzo si ritrova l’Udc, al governo a Roma come a Palermo.

La crisi tra Rosario Crocetta e il Partito democratico, vostri alleati alla Regione, sembra difficilmente superabile. La rottura secondo lei è definitiva?
“Io mi auguro di no. Noi stiamo lavorando perché si ricomponga la solidarietà tra le forze che sostengono il governo Crocetta pensiamo che sia prioritario in questo momento fare le leggi di riforma per le quali ci siamo impegnati e affrontare il tema del bilancio 2014 che non sarà una passeggiata visti i rilievi che già sono stati mossi.  Non possiamo paralizzare tutto per questioni difficilmente comprensibili dai siciliani”.

Ma lei trova infondate le questioni poste dal Pd? Sull’esigenza di una maggiore collegialità rispetto alla gestione solitaria dell’attività di governo anche voi avete detto cose simili, seppur con toni più sereni, a Crocetta.
“La questione che pone il Pd ha un risvolto interno e uno esterno. Quello interno è legato al dibattito precongressuale che incide sui rapporti col governo. L’altro è quello di un’esigenza di cambiare il profilo del governo da tecnico a politico. Io penso che in questo momento le questioni che riguardano il profilo politico del governo sono certo importanti ma la priorità è quella della legge di bilancio e di quelle scadenze che il governo regionale deve affrontare e che dovrebbero assorbire le energie di tutti”.

I partiti vogliono poter dire la loro, però…
“Noi auspichiamo che questo vertice di maggioranza si faccia in modo che ciascun partito avrà modo di dire al governatore quali sono le cose che non vanno e qual è il contributo che ognuno dà in termini progettuali. Ma penso che questa sia una discussione che va separata da quella congressuale del Pd, che altrimenti rischia di diventare una miccia accesa sulle emergenze della Sicilia”.

Insomma, rientrerà o no questa crisi?
“Noi ci auguriamo di sì, lavoriamo per questo. Il nostro segretario regionale anche a seguito dell’incontro che abbiamo fatto sabato a Catania è impegnato n un’opera di ricucitura col Partito democratico e col movimento del Megafono di cui è leader il presidente Crocetta”.

Lei ha detto che sarebbe grave perdere Luca Bianchi in questo momento. Perché?
“Per me Bianchi è il migliore degli assessori ed è una garanzia per la tenuta dei conti pubblici siciliani. Ha fatto salti mortali in passato e oggi è chiamato a governare un processo di riqualificazione della spesa regionale. Sarebbe una follia se venisse sostituito in questo momento particolarmente delicato”.

Prima di passare all’altra crisi, quella romana, restiamo un attimo in Sicilia. Come ha accolto la notizia delle dimissioni da presidente dell’Udc di Giulia Adamo?
“Sono rammaricato. Voglio bene a Giulia Adamo e la stimo. Penso che la sua decisione sia stata dettata dal non voler avere impegni politici e dedicarsi interamente alla sua attività d sindaco. So che farà bene il sindaco di Marsala, e resto convinto che abbiamo fatto bene a sostenerla”.

Andiamo alla crisi del governo Letta. Prima le dimissioni dei parlamentari, ora l’uscita dei ministri del Pdl. È finito il tempo delle larghe intese?
“Le dimissioni dei parlamentari del Pdl sono atto di sfiducia verso governo e parlamento. Letta ha fatto quello che era inevitabile per persone responsabili, cioè chiedere la fiducia  per stanare tutti quelli che sulla pelle del Paese vogliono giocare una partita personale. I guastatori che stanno del Pdl, ma anche nel Pd, vanno stanati”.

Poi però sono arrivate le dimissioni dei ministri…
“È prevalsa nel Pdl la logica del conflitto su quella istituzionale. Il punto centrale è uno: i doroteismi qua non servono. Berlusconi è stato smascherato nel suo tentativo di coprire a sua vicenda giudiziaria con le polemiche sulle tasse”.

Sembra però che nel Pdl qualcuno non ci stia.
“C’è una discussione interna al Pdl anche riguardo al modo a cui si è arrivati a questa decisione. Non tutti sono d’accordo”.

Tra questi ci sarebbero queste “colombe” che potrebbero essere il vostro interlocutore naturale verso la creazione della sezione italiana del Partito popolare europeo?
“È chiaro che con quest’area abbiamo avuto un rapporto sempre più cordiale e più sereno, non è una cosa nuova. Intanto aspettiamo il dibattito interno”.

Con Alfano avete parlato?
“Ho un buon rapporto con lui, ma non so quello che vorrà fare. Vediamo”.

Per capirsi, voi dell’Udc con una nuova Forza Italia potreste tornare a stare?
“Il fatto che il Pdl torni a chiamarsi Forza Italia non significa nulla. Il punto è se vogliono esser e un partito populista e di destra e o se viceversa vogliono concorrere a dare una rappresentanza efficiente al’area moderata del paese”.

Quanto si è visto nelle ultime ore non sembrerebbe far propendere per la seconda opzione…
“Sì, le dimissioni non sono una scelta molto intelligente da quel punto di vista. Deve essere molto chiaro:  se cade il governo, il Paese ne ha un danno economico micidiale, perché lo spread torna a salire  questo significa decine di miliardi di maggiori interessi sul debito pubblico tolti dalle tasche delle famiglie italiani. Chi fa cadere il governo si assume la responsabilità e la pagherà davanti agli elettori. Prima di tornare al voto, comunque, si dovrebbe approvare la legge di stabilità, altrimenti la  fa l’Europa per noi, commissariandoci, e la riforma della legge elettorale perché non possiamo rischiare di andare a voto con una legge elettorale già dichiarata incostituzionale”.  -

IL CAMMINO DI CROCETTA, DAL MODELLO SICILIA AL "MODELLO LOMBARDO".

Più passano i mesi più il governatore somiglia a quel predecessore dal quale vuole prendere sempre le distanze. Sono tante le analogie tra il Crocetta degli ultimi mesi e l'ex Lombardo, dagli sponsor al divide et impera, dal vizio delle nomine al sogno della supergiunta, dalla parabola di un governo iniziato nel 2008 con un colore e finito, rocambolescamente, sul fronte opposto.

 
Domenica, 29 settembre, 2013 - 08:29
Rosaria Brancato- Pubblicato da: www.tempostretto.it
 
Ci sono figli che trascorrono tutta la vita cercando di dimostrare di essere diversi dai genitori, salvo accorgersi, in piena maturità, di essere “sputati” come due gocce d’acqua. Fenomeni analoghi accadono anche in politica. Prendiamo Crocetta, salutato un anno fa come il “rivoluzionario che piace ai 5 Stelle” e che adesso, in piena guerra con il Pd, si trova a ripercorrere passi con le stesse scarpe del predecessore dal quale ha preso le distanze, Lombardo. Iniziato come l’applaudito Modello Sicilia, il governo Crocetta rischia di tramontare come Modello Lombardo, (non mi riferisco alla regione, ovviamente). Nato “grillino in salsa sicula”, crescendo si sta tramutando nell’odiato avo, avviandosi verso una maturità da lombardiano. Messo all’angolo dal Pd dovrà scegliere e cercare quella maggioranza in Aula che lo possa fare governare, secondo un film già visto. Le analogie tra i due sono tante, dagli sponsor alle giunte, dal metodo divide et impera al vizietto delle nomine, dai ribaltoni alla spiccata inclinazione al controllo di uomini e cose. Un anno fa, era il 2 novembre, negli studi di La7, il neo governatore ascoltava le dichiarazioni di Cuffaro dal carcere: “Di amici eletti ne ho in tutte le liste- diceva l’ex presidente- comprese  quelle di Grillo. Crocetta invece i miei amici non li aveva nella lista dell'Udc, li aveva addirittura nel listino”. Immediata la risposta:  “Nelle mie liste non ci sono Cuffariani perché  l'Udc in Sicilia è ormai un partito 'decuffarizzato'”. E alla  Santanché, che in studio lo accusava di dover fare gioco-forza il mercato delle vacche,  il neo eletto replicava sdegnato: “voglio autoconvincermi che, al di là dei partiti, troverò tante persone per bene che sono disponibili a questo, altrimenti ce ne andiamo a casa”.
Nell’arco di un anno, a piccoli passi, si è registrato il passaggio dal Modello Sicilia al Modello Lombardo  ed è apparso quel mercato delle vacche che fin quando lo ha fatto Lombardo erano becere ma diventano  sacre quando lo fanno altri.
Vediamo le analogie. Lombardo fu eletto nel 2008 grazie ad un’alleanza con Pdl-Udc che doppia con il 60% dei voti il Pd. Quattro anni dopo, nel luglio 2012 Lombardo si dimette dopo aver cambiato quattro giunte, ben 30 assessori, e dopo liti con gli alleati, riappacificazioni, nuove alleanze. Dal Pdl-Udc iniziale passa a giunte di varie sfumature e nell’ultima volata una sorta di monocolore Lombardo  con i fedelissimi. Nel 2009, un anno dopo l’elezione, rompe con il Pdl approfittando delle divisioni interne tra lealisti e non, ma pochi mesi dopo litiga anche con Miccichè. Con  l’Udc, battibecca, poi fa pace, ma alla fine divorzia. Dal 2008 al 2012, in un turbinio di assessori e “tecnici d’area” (eufemismo usato dal Pd per piazzare suoi uomini), Lombardo conclude la parabola con il Pd di Lumia e Cracolici e con Fli (gli ex finiani).
E andiamo a Crocetta. Il governatore è un tesserato Pd. Si è autocandidato mentre il Pd guardava altrove. Ci ha pensato l’Udc di D’Alia,, lo stesso partito che ha candidato Lombardo, a sposare la causa, seguito a ruota dal Pd. Sponsor democratici di Crocetta sono gli stessi Lumia e Cracolici che hanno sostenuto a spada tratta gli ultimi due anni lombardiani, nonostante le polemiche interne al partito. In sostanza Crocetta è il candidato degli stessi ex alleati di Lombardo. Gran parte degli uomini che l’appoggiano oggi sono gli stessi che hanno sostenuto il predecessore tra i quali il leader di Articolo 4, Lino Leanza braccio destro di Lombardo, e due ex giunta 2008, Michele Cimino e Pippo Gianni, mentre un altro ex assessore, Titti Bufardeci è stato scelto da Crocetta quale componente del Cga. L’attuale assessore in quota Udc, Cartabellotta è stato uno dei dirigenti più vicini a Cuffaro e Lombardo, l’assessore Patrizia Valenti è stata a capo della segreteria tecnica dell’ex presidente, la Borsellino dirigente generale dell’ex assessore Massimo Russo. Per restare a Messina, gli ultimi 2 anni di giunta lombardiana hanno visto assessore Mario Centorrino, su indicazione di Francantonio Genovese, lo stesso che ha voluto Bartolotta. Se un anno dopo l’elezione Lombardo ha rotto l’alleanza col Pdl oggi Crocetta, ad un anno dalla sua elezione, rischia di dovere fare con il Pd le stesse scelte dell’ex. E così come Lombardo potè contare su Miccichè, il governatore spera di fare leva sulle divisioni interne al Pd, renziani in testa.   Come ha fatto il predecessore anche  Crocetta dovrà cercarsi la maggioranza all’Ars e potrà contare, ad esempio sugli Articolo 4 di Leanza e sul Drs di Beppe Picciolo, entrambi ex Mpa. Infine, così come Lombardo anche lui sta usando la strategia dei “tecnici di area”, puntando su assessori a “sua immagine e somiglianza” che siano fedelissimi più a lui che ai partiti che li hanno messi lì. Ma Crocetta sta affinando le doti del predecessore, forte di una sorta di immunità mediatica. Se Lombardo avesse nominato Orietta Berti  assessore sarebbe stato in prima pagina per mesi. Invece Crocetta nomina uno scienziato che ha corpo e anima nel supermondo, un artista in tournee, una studentessa fuoricorso, sostituisce Battiato  con la sua segretaria e nessuno batte ciglio. Crocetta affina l’arte del predecessore. E forse, quando pensa ai suoi rimpasti, ha l’occhio all’ultima giunta dell’ex, il Superlombardo.  Ci sono poi  altre analogie. Lombardo  ha creato l’MpaCrocetta  il Megafono con il quale ha messo radici in Senato  ed in tutti i Consigli comunali dell’isola. Lombardo è stato il papà del nominificio al punto che nell’agosto 2012,  quando da dimissionario era riuscito a sfornare 120 nomine in 3 mesi l’Ars votò il decreto bloccanomine.  Ma se il buon Raffaele i consulenti  li sceglieva tra gli alleati, Rosario si fida solo dei suoi. In 10 mesi ha totalizzato 100 nomine, ha commissariato il commissariabile, comprese le Province e si appresta a fare di più con Ato e manager sanità.
Oggi Crocetta è come Lombardo nel 2010, e da qualche parte i voti in Aula dovrà prenderli, con qualcuno in giunta dovrà governare. A meno che non ceda al Pd e molli Megafono e ambizioni. All’Ars può contare sui voti di Megafono, Udc, Art.4 e Drs e di volta in volta sui grillini, alleati della prima ora che però gli hanno dato fiducia fino a dicembre. Se dovesse ampliare la giunta a Art 4 e Drs rischierebbe di trovarsi fianco a fianco gli stessi ex assessori di quel predecessore al quale non vorrebbe mai somigliare.
In quella intervista di un anno fa, dal carcere, Cuffaro disse  “li voglio vedere tra un po’”. E’ trascorso un anno e il Modello Sicilia è lontano al punto che se Crocetta dovesse riutilizzare quel termine i grillini lo denuncerebbero per millantato credito.  Come ha detto il giornalista Pierangelo Buttafuoco “quello di Crocetta non è più un programma politico ma un palinsesto”. E’ come se fosse ancora in quello studio di LA7 nel quale ha annunciato, un anno fa, i primi due decreti, quello sui tagli alle indennità e quello sull’incandidabilità per gli indagati per associazione a delinquere e corruzione. “Se non li faccio entro tre mesi ce ne andiamo tutti a casa”. Poi però è andata in un altro modo.
Rosaria Brancato

LETTA, CON PORCELLUM NON SI DEVE VOTARE.

ANSA.it > Top News > News.

Al Senato non ci sarebbe maggioranza, tornerebbero larghe intese.

29 settembre, 22:30

Letta, con Porcellum non si deve votare

(ANSA) - ROMA, 29 SET - "Con il Porcellum non si può votare, non si deve votare" perchè al Senato "non ci sarebbe maggioranza". Lo ha detto Enrico Letta, a "Che tempo che fa", invitando, chi invoca il voto perché contrario alla maggioranza Pd-Pdl, a riflettere che se oggi si andasse alle elezioni "queste darebbero larghe intese". Dobbiamo evitarlo", ha aggiunto. "Siamo di fronte - ha proseguito - a un momento drammatico e di svolta" e ha invitato il "centrodestra a svilupparsi in un centrodestra europeo".  (ANSA)

ATTERRAGGIO EMERGENZA A FIUMICINO.

ANSA.it > Cronaca > News.

Sul velivolo Alitalia, proveniente da Madrid, 151 passeggeri.

29 settembre, 23:20

Atterraggio emergenza a Fiumicino

(ANSA) - ROMA, 29 SET - Un Airbus dell' Alitalia proveniente da Madrid, ha avuto una avaria al carrello ed è atterrato intorno alle 20:40 a Fiumicino leggermente piegato su un fianco.

Nessun ferito tra i 151 passeggeri a bordo. I passeggeri hanno applaudito l' abilità del pilota. L'Agenzia per la Sicurezza al Volo ha disposto una inchiesta.  (ANSA)

OLIVERI : DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE AREA TECNICA N° 93 DEL 26.09.2013. (per ingrandire, cliccare sul post)

Con questa determina viene liquidata la somma di € 2.541,00 alla ditta Cosstruzioni Generali di Barcellona per intervento urgente con auto espurgo (secondo intervent0).-

OLIVERI : DETERMINAZIONE N° 92 DEL RESPONSABILE AREA TECNICA. (per ingrandire cliccare sul post)

Con questa determina viene liquidata la somma di € 1.694,00 alla Ditta Costruzione Generali di Barcellona per intervento urgente con auto espurgo.

domenica 29 settembre 2013

LUPO REPLICA A CROCETTA :

"Fa annunci senza fatti".

Domenica 29 Settembre 2013 - 15:23
Pubblicato da: www.livesicilia.it

Il segretario regionale del Pd risponde alle dichiarazioni rilasciate stamani da Crocetta. Alla convention organizzata da Articolo 4 a Giardini Naxos, il Governatore ha detto: "Lupo e' come Berlusconi".

"Crocetta continua a fare il cabarettista facendo battute offensive per il Pd e i suoi militanti. Lui piuttosto si comporta come Berlusconi, ovvero come un uomo solo al comando che tenta di rovesciare la frittata, usando il suo Megafono, per fare una politica di annunci senza fatti". Lo dice il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, replicando alle dichiarazioni di Crocetta che ha detto: "Lupo e' come Berlusconi".

"Chiediamo a Crocetta e alla sua giunta -aggiunge Lupo- di aprire gli occhi e rispondere ai mille problemi della Sicilia. La smetta di occuparsi di assegnare poltrone ai suoi amici del Megafono e pensi ai lavoratori che rischiano il posto di lavoro o lo hanno gia' perso come quelli della Fiat di Termini Imerese. Ascolti anche i sindaci dei Comuni che rischiano il fallimento e si scordi di aumentare le tasse ai siciliani".-

CROCETTA AL CONTRATTACCO :

"Lupo come Berlusconi". 

Domenica 29 Settembre 2013 - 13:53
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Alla convention di Articolo 4 il governatore replica duro al segretario del Pd:  “Non vado a Roma ad elemosinare, la soluzione della crisi deve trovarsi qui a Palermo. Da Lupo attacchi volgari". E Leanza incalza: in giunta elementi che non hanno funzionato. Noi non ci stiamo a fare i figli di nessuno. La cronaca della convention organizzata da Articolo 4 a Giardini Naxos.

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GIARDINI NAXOS. Dal “De amicitia” di Cicerone parte il lungo affondo che il Presidente della Regione Rosario Crocetta, ospite stamani della convention organizzata da Articolo 4 all’Hilton di Giardini Naxos, riserva al segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo. I temi del lavoro rimangono al margine dell’intervento, che si concentra sugli scontri in corso con i dirigenti del Partito Democratico. “Noi probabilmente troveremo qualche amico che non ci tradisce per denaro – dice il Governatore citando lo scrittore latino – ma quanti amici troveremo che non ci tradiscono per un incarico di potere o per un ruolo di prestigio”. Una citazione per nulla casuale che Crocetta utilizza per sottolineare il diverso atteggiamento mostrato dagli alleati presenti in sala. “L’articolo 4 ha il diritto di chiedere il proprio spazio di governo – sottolinea il Presidente della Regione - e il proprio ruolo all’interno della maggioranza. Ma non l’ha fatto. Ha preferito non tradire il Presidente ed il progetto politico, portando avanti il progetto politico”.

Da Giardini Naxos si rinsalda quindi l’alleanza con il movimento di Lino Leanza, mentre si fanno sempre più aspri i toni rivolti al segretario Lupo. “Qualche dirigente del mio partito – prosegue Crocetta - pensa che attraverso gli aut aut, gli ordini che si danno al Presidente e agli alleati, si possa riaprire il dialogo? Il dialogo non si apre dalle macerie o producendo lo scontro sistematico per assetti di potere. Se il Partito Democratico ha problemi congressuali non li può trasferire al Governo o al Megafono”.

Il Governatore torna quindi ad affrontare il “caso Megafono”, portando ad esempio l’esperienza della giunta Bianco. “Io vorrei capire perché – tuona Crocetta – il gruppo del Megafono di Catania si dovrebbe sciogliere e non deve farlo invece il gruppo consiliare del sindaco Bianco. Ed è un paradosso, visto che quest’ultimo è composto anche da dirigenti del Partito Democratico. Allora si capisce che c’è qualcosa di pretestuoso e di arrogante”. E’ nella parte finale del discorso, durato poco più di mezz’ora, che Crocetta usa i toni più duri. “Succede che una sera si riuniscono Lupo, Cracolici, Crisafulli, Cocilovo e decidono. Poi – prosegue il Governatore - leggo dai giornali che non chiedono assessorati.

Se Lupo non deve entrare in giunta, come ha detto, allora cosa vogliono? Chiudiamo la crisi e discutiamo di programmi. Siamo di fronte ad uno stalinismo bieco. Noi invece siamo per un pluralismo politico. Mi hanno anche accusato di cercare alleanze con il Pdl. Loro che hanno governato con Raffaele Lombardo, fino all’ultimo momento, e gli hanno tenuto il respiratore artificiale in mano, accusano me di tradimento. Non sono io che ho tradito, sono loro che hanno tradito me ed il popolo siciliano”. La crisi con i vertici regionali del Pd appare sempre più profonda. -

BISIGNANO: SULLA RETE DEGLI STRETTI EUROPEI LE PROVINCE DI MESSINA E REGGIO C. SI INCONTRINO.

Pubblicato da: NEBRODI  E  DINTORNI.

Messina, 28/09/2013 - Ho appreso che il commissario straordinario della Provincia di Messina ha inviato una nota al presidente del consiglio generale del Pas-de-Calais, capofila della Rete europea degli Stretti che vede insieme 25 realtà istituzionali, territoriali che si affacciano sulle sponde di 12 importanti Stretti o Canali continentali. Con tale nota, nel comunicare che la Provincia non può più partecipare per difficoltà finanziarie al progetto settoriale Nostra, viene
confermata l’intenzione di continuare a far parte dell’iniziativa European Straits - o rete Esi - per la quale, mesi fa, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra le Provincie di Reggio Calabria e Messina.

E’ quindi auspicabile che si creino le condizioni per un raccordo fra i rappresentanti dei due enti locali, al fine di una sinergia progettuale già in parte sperimentata e avviata, che veda il coinvolgimento pieno e fondamentale del Comune di Messina e di tutte le realtà territoriali e sociali che hanno già dato ufficialmente la loro disponibilità.

Tale sinergia dovrebbe avere come obiettivo finale il riconoscimento dell’identità dello Stretto europeo, facendo leva sulla presenza di importanti realtà territoriali e istituzionali di altri Paesi europei nell’ambito delle politiche comunitarie e nazionali, e l’inserimento di tale specificità di “Area vasta” nella programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020.

Tale iniziativa, per la cui concretizzazione va assolta tutta una serie di adempimenti, ritengo possa considerarsi (in un contesto di irresponsabilità politico-istituzionale regionale e nazionale) una delle poche possibilità reali di interventi infrastrutturali e strategici per l’area dello Stretto e per l’hinterland della città di Messina che, è bene ricordarlo, a breve perderà il ruolo di capoluogo; ciò anche alla luce delle prime anticipazioni sul nuovo piano dei trasporti elaborato dalla competente commissione dell’Unione Europea che, per il corridoio Helsinki-La Valletta, prevede una direttrice Napoli-Bari, tagliando fuori la Calabria, la Sicilia e in particolare il naturale nodo di passaggio costituito dallo Stretto di Messina.  -

Michele Bisignano
già assessore provinciale all’Area dello Stretto
e alla Pianificazione strategica.

GOVERNO : MONTEZEMOLO, IMPRENDITORI TRADITI.

ANSA.it > Top News > News.

Alfano e altri non seguano deriva populista e irresponsabile.

28 settembre, 22:10

Governo:Montezemolo,imprenditori traditi

(ANSA) - ROMA, 28 SET - "Spero che persone come Lupi, Quagliariello, Sacconi, Gelmini, Lorenzin e Alfano, riflettano bene prima di decidere di assecondare, fino alla fine, una deriva populista e irresponsabile che riporta il paese sul ciglio del baratro e che non corrisponde al sentire di milioni di elettori moderati". Così Luca Cordero di Montezemolo.

"Per gli imprenditori che combattono sui mercati internazionali è un vero e proprio tradimento" da parte di chi "dovrebbe rappresentarne più di altri le istanze".  (ANSA)

MONTI, PRONTI A SOLUZIONI DI GOVERNO.

ANSA.it > Top News > News.

Per un esecutivo di legislatura su impegni precisi.

28 settembre, 22:10

Monti, pronti a soluzioni di governo 
 
(ANSA) - ROMA, 28 SET - "Aspetteremo ora con rispetto le decisioni del Primo Ministro Enrico Letta e poi del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Scelta Civica non mancherà di dare il proprio contributo a soluzioni di governo credibili, proiettate sull'intera legislatura e caratterizzate da impegni precisi nei contenuti e nel calendario di attuazione". Così Mario Monti, leader di Scelta civica.  (ANSA)

GRILLO, ORA AL VOTO PER VINCERE.

ANSA.it > Top News > News.

"I prossimi mesi saranno per cuori forti. In alto i cuori".

28 settembre, 22:11

Grillo, ora al voto per vincere

(ANSA) - ROMA, 28 SET - "Bisogna andare al voto per vincere e salvare l'Italia. E' l'ultimo treno. Napolitano non si opponga.

I prossimi mesi saranno per cuori forti. In alto i cuori". Beppe Grillo suona la carica del Movimento 5 Stelle dal suo blog. E invoca le elezioni subito. Il leader stellato torna a chiedere le dimissioni di Napolitano: "E' a lui che dobbiamo questa impasse, alle sue alchimie va attribuito lo sfacelo istituzionale attuale".  (ANSA)

LE DIMISSIONI A "METà" DI BIANCHI E LE STRATEGIE DEL PD PER FAR CADERE CROCETTA,

Un esponente del Pd sostiene: "Si vota a ottobre 2014". Ecco perché.

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Un esponente del Pd siciliano, ex deputato, grande sconfitto delle parlamentarie del Pd di dicembre, ama passeggiare nei corridoi del Transatlantico. E fermarsi a chiacchierare con i giornalisti. In queste ore convulse in cui il governo Letta sembra sempre più in bilico, il suo pensiero va comunque alla Sicilia. E profetizza: “Si andrà a votare nell’ottobre del 2014″. Due anni esatti dall’elezione del presidente Rosario Crocetta e poco più di un anno ancora da questa condizione di stallo che le “dimissioni” dell’assessore all’Economia Luca Bianchi lanciano ormai verso una irreversibile china.
Perché a leggere bene la posizione espressa dall’ex vicedirettore dello Svimez, le dimissioni sono una bomba ad orologeria in una crisi che si sostanzia in queste ore di continui rimpalli velenosi fra la dirigenza Pd e il suo presidente. Luca Bianchi, bersaniano di ferro, lo aveva detto nella conferenza stampa convocata dai quattro assessori del governo regionale: “Non parteciperò mai ad un governo che non sia sostenuto dal Pd”. E poi aveva chiarito: “Un appoggio esterno non è sufficiente a garantire la mia posizione in una fase così delicata come quella che dovremo affrontare: la predisposizione del Def 2014″.
E anche nella lunga lettera a cui Bianchi consegna la “remissione” del suo incarico nelle mani del governatore e in quelle del suo partito (che potrebbero rifiutarle entrambi o a parti inverse), il responsabile della delega all’Economia – il volto spendibile della Sicilia nei palazzi romani della Finanza – il passaggio è ribadito. Con una scansione temporale che c’è da giurarlo sarà rispettata. D’altronde Bianchi non è un politico di lungo percorso, piuttosto un tecnico che milita fra i democratici e che dalla Sicilia, evidentemente, attendeva risultati futuribili per una carriera che lo avrebbe riportato verso lidi romani.
Una dimissione a metà, dunque, ma a tempo ben determinato. Lì dove Bianchi auspica che “la politica ritrovi le condizioni per rilanciare, in un clima condiviso di responsabilità e in una rinnovata armonia con la maggioranza voluta dai cittadini siciliani alle ultime elezioni, l’opera di moralizzazione, risanamento e rilancio dello sviluppo della Sicilia”. Tuttavia nel passaggio successivo della lettera, l’assessore – quasi ex – offre uno spiraglio: “La prossima settimana, dopo aver depositato all’Ars il disegno di legge di variazione del bilancio 2013, darò incarico ai miei uffici di predisporre tutti gli adempimenti necessari alla chiusura del mio mandato di Assessore per l’Economia”.
Il tempo rimasto, dunque è poco. E le dichiarazioni di benevolenza nei confronti di Bianchi devono trasformarsi presto in una soluzione che Pd e Crocetta dovranno trovare insieme. Diversamente non basterà lo scioglimento del Megafono annunciato dal governatore per risanare una condizione di crisi che ancora non ha trovato sponda nei palazzi romani del Pd.
La prossima settimana – è il rumor insistente in queste ore – il segretario Guglielmo Epifani interverrà sul caso siciliano. E la linea non dovrebbe essere favorevole a Crocetta. D’altronde i due tentativi di interlocuzione, andati a vuoto, del governatore col leader del Pd dimostrano una certa sufficienza della segreteria nazionale nei confronti del governatore. E l’addio di Bianchi, fedele alle scelte del partito (come la tradizione “comunista” della struttura Pd renderebbe obbligato per tutti ma evidentemente non per tutti gli assessori del governo siciliano), rischia di essere una dimostrazione plastica del fatto che il presidente siciliano sia stato scaricato dai Democratici. A nulla rischiano quindi di servire le dichiarazioni guerresche sulla sua candidatura alle primarie nazionali.
D’altronde in questo contesto, serpeggiano ancora quelle dichiarazioni dell’esponente del Pd siciliano, ex deputato, grande sconfitto delle parlamentarie del Pd di dicembre, che ama passeggiare nei corridoi del Transatlantico.La data, così precisa, dell’ottobre 2014 è compatibile con una strategia parlamentare. Già attuata per concludere la legislatura del governo Lombardo. Con l’accordo pieno del Pd.
Il prossimo passo del governo è l’approvazione del bilancio: l’ostruzionismo in aula potrebbe far slittare oltre il 31 dicembre l’approvazione obbligando il governo a presentare e il Parlamento ad approvare l’esercizio provvisorio. Alla data del 30 aprile, se il bilancio non dovesse essere ancora votato si andrebbe al commissariamento della Regione per grave violazione dello statuto autonomistico. Le strade a questo punto sarebbero due: Crocetta potrebbe concordare la sua uscita di scena – come fece Lombardo – e dimettersi subito dopo il voto in aula sul documento finanziario. Oppure andare allo scontro, visto il climax a cui è avvezzo il governatore, e rischiare la decadenza con la nomina di tre prefetti da parte del Ministero degli Interni che governano l’Isola in ordinaria amministrazione fino a 180 giorni. Il calcolo è presto fatto: da fine aprile a ottobre 2014 sarebbero 180 giorni più o meno esatti. E la Sicilia avrà un altro governatore.  -

RIFIUTI, ADDIO AGLI ATO. ECCO LE SRR.

L'annuncio dell'assessore regionale all'Energia. 

Marino: “Vigileremo nel percorso”.

nicolò marino
La Sicilia svolta nei rifiuti. Da lunedì a mezzanotte gli Ato, gli ambiti territoriali ottimali, non esisteranno più, “ma nel percorso noi dobbiamo vigilare”. Lo ha detto l’assessore all’Energia della Regione siciliana Nicolò Marino.

“In passato – spiega – gli Ato sono serviti a riempirli di personale spesso in esubero, assunto senza selezione pubblica o in violazione di legge”. La nascita delle Srr, le società di regolamentazione del servizio di gestione rifiuti, “serve ad evitare che i Comuni sforino il patto di stabilita’ per effetto di questi costi”.

La legge, ha spiegato, non permette di far transitare nelle Srr il personale assunto dopo il 2009 e senza concorso. E’ stato cosi’ dato vita a un bacino nel quale fare confluire questi lavoratori: “Quando le Srr avranno bisogno di personale ad esempio con l’avvio della differenziata, dovranno prenderlo da là”.

Marino ha poi annunciato interventi di riforma per il sistema delle discariche: “Prediligeremo quelle pubbliche naturalmente ma avremo rispetto dell’imprenditore onesto che ha investito e che, rispettando la legge, ha diritto al guadagno lecito. Per questo stabiliremo canoni minimi e massimi per il conferimento dei rifiuti in discarica dividendo le discariche per tipologia”.  -
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Malgrado ogni sforzo sovrumano, non sono riuscito a verificare la costituzione di una SRR.
L'Assessore Marino ce le indica con grande disinvoltura: "Ecco le Srr".
Ma io non riesco a vederle. Sono cieco ?.
Chiunque incontrasse una Srr è pregato di volermela presentare.
Ringrazio anticipatamente. -
Antonio Amodeo

sabato 28 settembre 2013

OLIVERI : LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE ACCOGLIE IL RICORSO PRESENTATO DAL TECNICO COMUNALE, GEOM. ROBERTO RAVIDA', AVVERSO L'ORDINANZA N° 626 DEL 10.08.2012 EMESSA DAL TRIBUNALE LIBERTA' DI MESSINA.


Con ordinanza del 10.08.2012 il Tribunale di Messina rigettava la richiesta di riesame avanzata da Ravidà Roberto nei cui confronti era stata emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere ad opera del GIP del Tribunale di Messina, in data 18.07.2012, per il reato di cui all'art. 416 bis C.P.-
Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione il difensore del prevenuto per dedurre:

1. Violazione dell'art. 416 bis c.p., essendo necessario sul piano della causalità accertare un contributo ex post, laddove l'ordinanza avrebbe fatto riferimento al contributo relativo alla turbativa delle gare, senza peraltro indicare quali gare.

2. Mancanza di riscontri alle chiamate di correità:  Ravidà non fu mai tecnico comunale di Randazzo, ma faceva parte dell'Ufficio PRUSST Valdemone, senza avere potere decisionale, avendo avuto il solo compito di istruire i progetti dei vari comuni aderenti al PRUSST, che dovevano essere valutati preliminarmente alla conferenza dei servizi.

Considerato in diritto.

Il ricorso è fondato e merita accoglimento.

L'ordinanza impugnata deve quindi esser annullata con rinvio per un nuovo esame al tribunale di Messina.

A cura della cancelleria va trasmessa copia del provvedimento al Direttore dell'Istituto penitenziario, ai sensi dell'art. 94 c. 1 ter, disposiz. attuazione cpp.

p.q.m.

Annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Messina.
Dispone trasmettersi a cura della cancelleria copia del provvedimento al Direttore dell'istituto penitenziario.

Così deciso in Roma, il 17 luglio 2013.

Il Consigliere estensore (firma illegibile)
Il Presidente (firmato P. Bardovagni)

DEPOSITATA  IN CANCELLERIA  il 06 SET. 2013
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Copiato da fotocopia del documento originale pervenutami per Email. -
Antonio Amodeo

GOVERNO : FASSINA, C'E' ALTRA MAGGIORANZA.

ANSA.it > Top News > News.

Eviteremo le elezioni. Approvare legge stabilità ed elettorale.

28 settembre, 19:19

Governo: Fassino, c'è altra maggioranza 
 
(ANSA) - ROMA, 28 SET - "Non si andrà ad elezioni perché troveremo una soluzione in Parlamento: sono sicuro che in Parlamento c'è una maggioranza in grado di evitarlo". Così il viceministro Stefano Fassina al TgLa7. "Dobbiamo approvare la legge stabilità e la legge elettorale perché se non lo facciamo vuol dire fare del male molto seriamente all'Italia".  (ANSA)

ALFANO, MINISTRI PDL SI DIMETTONO.

ANSA.it > Top News > News.

Lo fa sapere il vicepremier dopo il messaggio di Berlusconi.

28 settembre, 18:42

Alfano, ministri Pdl si dimettono 
(ANSA) - ROMA, 28 SET - "I ministri del Pdl rassegnano le proprie dimissioni". Lo fa sapere il vicepremier Angelino Alfano, dicendo di parlare a nome di tutta la delegazione del Popolo della Libertà. Il passo indietro dei ministri del Popolo della libertà rispetto al governo Letta, arriva dopo una dura nota in cui Silvio Berlusconi aveva auspicato che valutassero le immediate dimissioni. (ANSA)

S. ANGELO DI BROLO, ORDINANZA DEL SINDACO PER PREVENIRE FENOMENI DI DISSESTO IDROGEOLOGICO.

Pubblicato da: NEBRODI E DINTORNI.
 
Sant'Angelo di Brolo, 26/09/2013 - Per sensibilizzare e responsabilizzare i privati, il Sindaco di Sant’Angelo di Brolo, Basilio Caruso, ha emanato una ordinanza con la quale, per prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico e mantenere il territorio in condizioni di sicurezza, obbliga i possessori di terreni ad assicurare la manutenzione dei loro fondi.

“Considerato che negli ultimi anni il nostro paese è stato interessato da eccezionali eventi meteorologici, che hanno arrecato danni alle cose e creato situazioni di rischio per le persone – si legge nell’ordinanza sindacale – si ribadisce che tutti i possessori di fondi privati, condotti a qualsiasi titolo (proprietari, affittuari, usufruttuari, etc.), ricadenti nel territorio comunale, sono obbligati a provvedere immediatamente, a propria cura e spese, alla esecuzione delle seguenti opere a tutela del territorio:
- il ripristino e la pulitura di solchi e fossati ed altre opere simili, anche se in precedenza arbitrariamente aboliti, con rimozione di qualsiasi ostruzione, anche temporanea che impedisca il regolare deflusso;
- profilatura, ridimensionamento e pulitura del fondo e delle sponde dei fossati e corsi d’acqua in genere adiacenti le strade comunali e vicinali, in maniera tale da consentire la sezione e le pendenze normali.

In caso di inosservanza o semplice ritardo nei predetti adempimenti, i trasgressori potranno essere sanzionati e rispondono penalmente e civilmente per danni a persone o cose dipendenti dalla inottemperanza all’Ordinanza”.
Il provvedimento sindacale trova applicazione anche nei confronti di enti pubblici, prima tra tutti la Provincia regionale, che è obbligata alla manutenzione delle strade di sua competenza.
Il Servizio di Polizia municipale, come avvenuto negli anni scorsi, che ha elevato numerose contravvenzioni, ha già predisposto un piano di lavoro per vigilare ed eventualmente sanzionare i soggetti inadempienti, senza escludere, per i casi più gravi, la predisposizione dell’intervento in danno da parte del Comune.

"IL GOVERNATORE LA SMETTA DI VANEGGIARE SI OCCUPI DELLE EMERGENZE DELLA SICILIA".

Pubblicato: 28/09/2013  -  lasiciliaweb›› Politica››.

Nuovo attacco del segretario regionale del Pd, Lupo, a Crocetta: "Ha preferito il suo Megafono tradendo il partito democratico, attribuite decine di poltrone ai suoi amici".

  PALERMO - "Crocetta sia serio e si occupi dei problemi della Sicilia piuttosto che perdere tempo ad attaccare il Pd". Non si placano le polemiche tra il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, e il governatore Crocetta.

"Ci sono mille emergenze da affrontare - continua Lupo- e il presidente della Regione non può permettersi il lusso di vaneggiare pensando al suo Megafono. Crocetta pensi piuttosto ad evitare il fallimento dei comuni. Non gli consentiremo di aumentare l'Irpef ai cittadini come aveva già deciso. Nei prossimi giorni si deciderà a Roma, in Parlamento, il futuro di 24.000 lavoratori precari dei comuni siciliani e Crocetta non ha ancora saputo dare loro una risposta rassicurante sulla loro stabilità occupazionale".

"Intervenga - aggiunge Lupo - con il governo nazionale facendo valere l'autonomia siciliana prima che sia troppo tardi. Crocetta sa bene che il Pd non ha mai proposto nomi di assessori al posto degli attuali". "Dica piuttosto che è stato lui a proporre a me Gucciardi e Cracolici di sostituire gli assessori Bianchi e Sgarlata senza ricevere il nostro assenso - prosegue - Abbiamo preso atto in direzione che il presidente della Regione ha deciso di preferire il suo Megafono tradendo il Partito democratico che ha contribuito in maniera determinante alla sua elezione. Il presidente ha attribuito in questi mesi decine di poltrone di sottogoverno ai suoi amici del Megafono".

Secondo Lupo "non ha quindi le carte in regola per criticare il Pd che non ha nessuna poltrona di sottogoverno e ha deciso di lasciare libere anche le poltrone in giunta". "Dopo la decisione della commissione Berlinguer sul Megafono - conclude Lupo - chiederò un incontro alla commissione regionale di garanzia per difendere il mio partito dagli attacchi del presidente che pensa di trasformare il Pd in una succursale del Megafono".  -

OLIVERI : SULL'ARGOMENTO "RIFIUTI" ANCHE IL COMPIANTO MAURIZIO PIRROTTI HA DATO IL SUO VALIDO CONTRIBUTO.

Il compianto Maurizio Pirrotti, già candidato Sindaco, ha notevolmente contribuito al dibattito cittadino sull'argomento "RIFIUTI" come si evince chiaramente dal seguente post pubblicato sul suo blog:
Antonio Amodeo
 
sabato 6 marzo 2010.

Oliveri ed il compostaggio: la mia proposta.


Oliveri Libera ha dedicato numerosi post ad uno degli argomenti piu' dibattuti in paese in questi giorni:
" L'impianto di compostaggio sa da fare oppure no?
"
L'argomento interessa l'intera comunità e nasce da una vivace seduta del Consiglio Comunale, il 19 febbraio scorso, durante la quale, si e' votato su un istanza per l'assegnazione, in concessione, di una parte dell' area artigianale, per realizzare, ad Oliveri, un impianto di compostaggio. Avevo scritto il 20 febbraio (leggi quì) che la maggioranza bene avrebbe fatto a dare, prima della votazione, maggiori informazioni per fugare i numerosi e legittimi dubbi, non solo dell'opposizione ma, anche, di gran parte dei cittadini presenti in consiglio comunale. Un impianto di compostaggio ricicla una grande quantità di rifiuti organici, rifiuti solidi urbani della cui "profumata fragranza", come cittadini, faremmo volentieri a meno. Desiderando dare un contributo positivo al dibattito, in un altro post del 24 febbraio (leggi quì) Oliveri Libera ha evidenziato, con un filmato, la palese differenza che esiste tra compostaggio domestico e compostaggio industriale.
Nel compostaggio domestico nessun problema e nessun cattivo odore. Nel compostaggio su larga scala (industriale) le perplessità, suscitate dal filmato, riguardano l'esigenza di conferire e stoccare, in situ, grandi quantitativi di "scarti umidi" e resti di cibo in attesa di essere trattati, con tutti i problemi che questo comporta, cattivi odori compresi.
I rifiuti possono perdere il connotato di “cosa sporca e inutile” per diventare non piu' un costo per i cittadini ma, una vera e propria risorsa ( leggi: le Ato vanno abolite ) attraverso vari sistemi come la raccolta differenziata, il riciclo ed anche il compostaggio ma, occorre garantire ai cittadini che cio' venga fatto non a loro danno. Faccio una proposta:a Castelbuono c'e' un impianto di compostaggio. Andiamo a visitarlo così ci rendiamo conto, di presenza, se e' vera o meno l'equazione: COMPOSTAGGIO = SPAZZATURA = PUZZA. Credo sia interesse dei tutti i cittadini, oltre che della maggioranza e dell' opposizione, chiarire e risolvere definitivamente la questione.

Maurizio Pirrotti

Ps.
In Sicilia sono numerosi gli impianti di compostaggio ed Oliveri Libera ne ha pubblicato una mappa con la loro ubicazione (quì). Scelga l'Amministrazione Comunale quale visitare, insieme ad una delegazione di cittadini di Oliveri. L'idea è quella di organizzare una "bella" gita in pullman . Confesso che quest'idea del pullman non e' mia ma, mi piace!. -

MAFIA E AFFARI, INCHIESTA CHOC A PORTO EMPEDOCLE.




Indaga la Dda.  Sequestrato cantiere del rigassificatore.

Sabato 28 Settembre 2013 - 13:35
 - Pubblicato da: www.livesicilia.it

Alcuni subappalti sono in odore di mafia. Due avvisi di garanzia. Ma ci sono anche dei pizzini del boss Gerlandino Messina.

AGRIGENTO - I magistrati della Dda di Palermo, Rita Fulantelli, Emanuele Ravaglioli e Geri Ferrara hanno disposto il sequestro del cantiere del rigassificatore di Porto Empedocle (Agrigento), un'opera da 650 milioni di euro. I sigilli sono stati apposti a causa di una ditta che avrebbe avuto alcune opere in subappalto, il cui capocantiere sarebbe un esponente della locale famiglia mafiosa. Due le persone indagate. Si tratta di funzionari di Nuove Energie. L'ipotesi di reato è frode nelle pubbliche forniture con l'aggravante di aver favorito la mafia. L'area sequestrata è quella dove viene conferito il pietrisco, il cui utilizzo è previsto per il compattamento del suolo e per la realizzazione della scogliera posta a protezione del rigassificatore. L'inchiesta sarebbe però molto più ampia perchè i magistrati della Dda starebbero riscontrando alcune dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sulla costruzione del rigassificatore, quelle fatte dall'ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, e il contenuto dei pizzini sequestrati a Gerlandino Messina, ex numero due di Cosa Nostra Agrigentina, al momento della cattura.
L'inchiesta dei poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento è legata al materiale di scarsa qualità utilizzato per il compattamento del suolo e per la realizzazione della scogliera posta a protezione del terminale del rigassificatore. Materiale, pietrisco per la precisione, che proverrebbe da una ditta "controindicata" perché vi lavorerebbe una persona vicina alla famiglia mafiosa. La Questura di Agrigento ha precisato che non si tratta dunque del capo cantiere per la costruzione dell'impianto. L'inchiesta, al momento, è, infatti, per frode nelle pubbliche forniture, con l'aggravante di aver favorito le organizzazioni criminali. Circa la scarsa qualità del pietrisco utilizzato, la polizia - su mandato della Dda di Palermo - ha acquisito oltre alla documentazione cartacea relativa alle forniture del materiale stesso, anche alcuni campioni di roccia. Campioni sui quali verranno effettuate delle analisi a cura di un consulente tecnico nominato dall'Autorità Giudiziaria.
Nuove Energie, intanto, ha diramato una nota per dichiararsi "completamente estranea alla vicenda che ha portato alle contestazioni mosse dalla Procura e al sequestro di un’area del cantiere dove sorgerà il terminale di rigassificazione di Porto Empedocle". L'azienda, che fa parte del Gruppo Enel e che dalla società elettrica è controllata al 90%, specifica di essere parte lesa e "offre la propria piena collaborazione alla magistratura - si legge nella nota - ricordando di aver siglato volontariamente con la prefettura di Agrigento un Protocollo sulla legalità e la trasparenza proprie per le gare di appalto". -

monti peloritani.

Dalla Regione stop al progetto Centrale Eolica: "Impatto ambientale intollerabile".

Pubblicato da: www.tempostretto.it
 

Ieri la conferenza dei servizi indetta per discutere del progetto di installare una centrale eolica sui Monti Peloritani, nella zona compresa tra il comune di Messina e quello di Saponara, ha espresso parere negativo. La zona è tutelata da diversi vincoli paesaggistici e ambientali.

 
Sabato, 28 settembre, 2013 - 09:17
Eleonora Corace
 
La centrale eolica sui Monti Peloritani non può essere realizzata per i vincoli ambientali che tutelano l’area interessata dal progetto. L’ha stabilito la conferenza dei servizi svolta ieri a Palermo, come ci racconta il dirigente provinciale dell’Azienda Forestale, architetto Giuseppe Aveni. Dal vincolo paesaggistico a quello idrogeologico, passando per la classificazione dell’area come sito di importanza comunitaria e d’interesse mondiale per l’importanza delle rotte migratorie che si verificano al suo interno. Il progetto della Centrale Eolica prevedeva, invece, l’istallazione di cinquantaquattro aereo generatori nella zona dei Peloritani compresa tra Messina e Saponara. L’impatto sull’ecosistema del luogo è stato giudicato, però, devastante. Aveva già espresso parere contrario al progetto l’azienda Forestale, proprietaria del terreno demaniale su cui sarebbe dovuta sorgere la centrale. Un no senza possibilità d’appello era stato pronunciato anche dall’amministrazione comunale e dal Genio Civile.
"La finalità di utilizzare l’energia del vento si scontra con un impatto ambientale tanto notevole quanto inaccettabile”. Aveva dichiarato l’assessore all’ambiente Daniele Ialacqua alla vigilia dell’incontro. La zona in questione, infatti, è considerata un sito protetto, sia dal punto di vista paesaggistico, sia perché investita dal più importante fenomeno migratorio dei Peloritani, per il quale è stata istituita la Zona di protezione speciale, successivamente dotata di un Piano di gestione. Il progetto, sebbene proponga un tipo di energia considerata “pulita”, sarebbe in ogni modo altamente invasivo e deleterio per l’ecosistema in cui si vuole inserirlo. Infrangerebbe, inoltre, il Piano Paesaggistico siglato nel dicembre del 2009, che stabilisce il maggior livello di tutela paesaggistico-ambientale per i Monti Peloritani. A fare notare tutto questo le associazioni ambientaliste WWF e Man – Associazione Mediterranea per la Natura.
A confermare l’impossibilità di un mega impianto eolico sui Peloritani ci pensano il tavolo dei servizi promosso dall’assessorato regionale dell’Energia, che oltre al Comune di Messina, Genio Civile e Azienda Forestale comprende anche molti altri enti, dal sindaco di Saponara agli assessori regionali, dal Corpo Forestale all’Azienda Ferroviaria Italiana, oltre ad Enel, Anas, Enva, Snam, Terna, passando per la Provincia Regionale di Messina. Tutti insieme per discutere di un progetto che, a ben vedere, era stato già messo da parte. Solo la vittoria del ricorso al Tar di Palermo della ditta Anima Energy ha permesso, infatti, alla Regione di indire un nuovo tavolo dei servizi e riaprire la partita. Il progetto è stato presentato nel 2005 dalla società Anima Energy, per un investimento complessivo di 170 milioni di euro. Finora è stato sistematicamente bocciato nel corso delle due precedenti conferenze dei servizi che hanno avuto luogo tra il 17 settembre e il 22 dicembre del 2008. Ieri ha incassato il terzo no. Non vengono, dunque, lasciate sole le associazioni ambientaliste che fin dal primo momento si sono opposte al progetto, definendolo una vera e propria “follia”.-

MESSINA : IL COMUNE PATROCINA LA SAGRA DEL PESCESTOCCO.

  • Pubblicato da: www.messinaoggi.it
    27.09.2013 - 17:52 di Redazione

    Il ricavato della manifestazione sarà devoluto in beneficenza. Organizzazione curata dal Corpo Volontati Gerosolimitano.

    MESSINA | La “Sagra del pesce stocco Solidale”, iniziativa di solidarietà promossa e organizzata dall'Associazione “Corpo Volontari Gerosolimitano – Onlus”, è stata illustrata stamani a palazzo Zanca, alla presenza del sindaco, Renato Accorinti. “La solidarietà è un aspetto fondamentale della nostra esistenza – ha sottolineato il sindaco – che deve incidere sulle nuove generazioni per trasformare eventi simili in normale quotidianità. Alla luce del fatto che oggi poveri non sono più gli stranieri, ma anche cittadini appartenenti alla nostra comunità messinese, stiamo lavorando al recupero nei supermercati del cibo prossimo alla scadenza, ma in cantiere ci sono anche altre iniziative”. Obiettivo dell'evento è la raccolta di fondi per sostenere l'attività assistenziale della Mensa dei Poveri di S. Antonio e contribuire all'acquisto di attrezzature di soccorso destinate agli usi di protezione civile. La sagra si svolgerà domani, sabato 28, con inizio alle ore 20, a piazza Lo Sardo, con la degustazione dello stocco cucinato secondo le tradizionali ricette messinesi. L'evento, che si concluderà in nottata, sarà anche animato da canti, suoni e balli. -