giovedì 25 gennaio 2018

Villaggio Le Rocce: 

Presti non si abbatte e la Città 

Metropolitana pensa al futuro

 
 


Burocrazia contro operosità: una contrapposizione alla quale non dovremmo assistere, ma che invece si verifica a discapito di chi investe il proprio tempo e le proprie energie per fare qualcosa di costruttivo.

Un’amara verità che si è abbattuta su Fiumara d’Arte del mecenate Antonio Presti che dopo un cinquantennio di abbandono ha deciso di dare nuova vita al Villaggio Le Rocce di Taormina per riconsegnarlo alla cittadinanza e renderlo fruibile. Purtroppo, però, il Villaggio è stato “strappato” alla gestione di Fiumare d’Arte dalla recente sentenza della Cga.

Quest’ultima ha annullato di fatto l’accordo siglato questa estate tra la Città Metropolitana di Messina e Antonio Presti, col quale la prima concedeva il sito in comodato d’uso al secondo. Secondo i giudici amministrativi, la corretta procedura è bandire una gara così dopo tanto interesse ed impegno Fiumara d’Arte ha visto revocato l’accordo.

Antonio Presti, da sempre attento al patrimonio culturale e paesaggistico del territorio messinese, sul Villaggio le Rocce ha investito tempo e risorse, ma con vero spirito di servizio e passione. Lo conferma il fatto che all’indomani della sentenza ha dichiarato di non voler chiedere alcun risarcimento, nemmeno un centesimo, pur essendoci le condizioni per poterlo fare. Infatti, Fiumara d’Arte ha riaperto i cancelli de Le Rocce, ma solo dopo aver messo in sicurezza il sito, ripulito dai rifiuti e dalle erbacce, creato un percorso in sicurezza con segnaletica e banner esplicativi che raccontano la storia de Le Rocce e dopo aver restaurato uno dei locali per ospitare mostre e manifestazioni culturali, come è avvenuto in concomitanza con G7 di Taormina. Eppure, in una recente intervista, Presti ha dichiarato:

“Lo spirito che anima il dono è l’amare e lo spirito dell’amare non conosce mai fine. La fondazione Fiumara d’Arte non chiederà nessun risarcimento. È stato solo un dono”.

Il comodato d’uso concesso a Fiumara d’Arte lo scorso 27 luglio doveva avere la durata di 99 anni, riconoscendo l’attività di salvaguardia e recupero di un meraviglioso scorcio di Taormina sprofondato nell’oblio per mezzo secolo. Negli intenti di Antonio Presti vi era l’intenzione di creare un polo attrattivo per artisti di tutta Europa, creare tra i ruderi di quel villaggio abbandonato un Museo della bioarchitettura e poggiare le basi per fare in modo che il sito, una volta avviato, venisse gestito dalle associazioni di ragazzi down che si occupano del loro inserimento nel mondo del lavoro. Ecco, questo è esattamente uno di quei casi in cui la burocrazia si contrappone all’operosità… Ma le sentenze vanno rispettate.

“Accetto la sentenza serenamente e rispettosamente”, ha dichiarato il presidente di Fiumara d’Arte.

Presti ricorda con quanta difficoltà è riuscito a fare accettare la presenza dell’associazione nel territorio dei Nebrodi, resistendo in 40 anni ad intimidazioni mafiose, indifferenza della comunità civile e solitudine istituzionale. Dopo anni di impegno sincero ciò che più di altro amareggia il mecenate è l’idea che la Cga abbia annullato il contratto di comodato ritenendo, forse, che dietro le attività di riqualificazioni vi fossero da parte di Fiumara d’Arte intenti speculativi. Fiumara d’Arte non è un’impresa, non lo è mai stata, come Antonio Presti non è un imprenditore, ma è presidio di civiltà, di cultura, di salvaguardia del nostro patrimonio di bellezze e conoscenze.

Ieri alla Città Metropolitana si è tenuto un incontro per fare il punto della situazione e capire adesso quali scenari si apriranno per il Villaggio Le Rocce. Il commissario Calanna in una nota stampa ha dichiarato:

“L’affidamento del Villaggio Le Rocce rappresenta un passo imprescindibile per lo sviluppo dell’intero comprensorio taorminese e le scelte dovranno scaturire da un confronto con il governo regionale e con gli enti del territorio, da qui deriverà la linea da seguire che, naturalmente, rispetterà la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa. Analizzeremo con estrema attenzione quanto emergerà dalle proposte condivise sulla base di un progetto ad ampio respiro e decideremo ciò che sarà più utile per valorizzare un sito di straordinaria bellezza, togliendolo dallo stato di abbandono che per troppi anni lo ha caratterizzato”.-

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