La Rocca: "Una guerra che ho combattuto da solo.
Sabato 31 Maggio 2014 - 06:00 di Monica Panzica
Pubblicato da www.livesicilia.it
Dopo gli arresti di Marco Tuzzolino e Dario Anzalone della Euroservices srl, parla l'ex direttore generale del Policlinico che fece partire l'inchiesta sulle inadempienze della ditta di pulizie calabrese a cui fu sospeso il contratto.
PALERMO - Un inferno iniziato nel 2009, anno del suo insediamento presso il Policlinico universitario del capoluogo siciliano.
Una "guerra", come la definisce Mario La Rocca, ex direttore generale
della struttura ospedaliera, iniziata quasi subito "con strascichi che
perdurano ancora". Gli arresti di Marco Tuzzolino, referente in Sicilia
per la ditta calabrese di pulizie "Euroservices srl" e di Dario Anzalone
uno dei dipendenti dell'azienda di Lamezia Terme, accusati di
interruzione di pubblico servizio ed estorsione, sono soltanto uno degli
aspetti che l'ex manager della struttura sanitaria affronta.
"Si è trattato di un percorso duro, complesso, che si è snodato tra pesanti pressioni psicologiche, intimidazioni ed anche alcune delusioni", dice. Anzitutto, sono deluso da chi mi ha lasciato da solo. Come ho già detto, il mio atteggiamento è sempre stato frutto della correttezza con cui sono abituato a lavorare, che dovrebbe essere la normalità. A Palermo, invece, tutto questo era diventato un'eccezione".
"Per ciò che concerne la vicenda del servizio di pulizia - precisa La Rocca - erano emerse troppe irregolarità e non era rimasto altro da fare che accertare tutte le inadempienze che erano già evidenti e denunciare gli illeciti che via via andavano emergendo. L'ho fatto subito dopo che mi sono reso conto che era impossibile andare avanti. D'altronde si cominciava a sussurrare anche delle pressioni subite dai dipendenti per cambiare sindacato. Dalla Fisascat Cisl venivano costretti a passare ad Asia per essere meglio controllati, mentre i servizi di pulizia non effettuati mettevano nel frattempo a rischio diversi reparti dell'ospedale".
Ma in base a quanto racconta l'ex manager del Policlinico, c'erano già stati dei precedenti. "Anche prima della aggressione in aula Ascoli da parte dei dipendenti dell’Euroservices più volte era già stato necessario ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine di fronte alla pressione coercitiva di soggetti che a vario titolo pretendevano di estorcere all’azienda provvedimenti a loro favore", spiega.
"Si erano verificate le proteste dei portieri del bacino Asu - sottolinea - che pretendevano un rinnovo quinquennale dei contratti in carenza di previsione normative". La Rocca ricorda anche un altro assalto ai locali della direzione generale da parte degli degli addetti alla pulizia: "un giorno mi aspettarono lungo il viale principale dell'ospedale costringendomi ad abbandonare gli uffici". Una situazione, quella trovata dalla data del suo insediamento tesa quindi per la presenza di numerose questioni sindacali irrisolte da anni, e non soltanto per l'atmosfera creata dai dipendenti dell'Euroservices srl, che per scongiurare la rescissione del contratto avrebbero dato vita ad una serie di attacchi e intimidazioni al culmine delle quali fu anche appiccato un incendio ad un container.
"Subito dopo l'aggressione fisica - prosegue La Rocca - ricevetti la vicinanza dell'Ateneo nella persona del rettore Roberto Lagalla. In quei giorni, mi furono solidali anche Addiopizzo e i sindacati Cisl, CGIL e lo Snals, ma non la Uil che diffuse un comunicato stampa contro le sigle sindacali che mostrarono il sostegno nei miei confronti. In realtà si aggiunse al ristretto coro della solidarietà anche l’ex assessore alla Sanità Massimo Russo, ma in concreto mi fece mancare l’appoggio di cui ritengo avessi diritto alla luce della correttezza ed efficacia della mia azione amministrativa, provvedendo anzi a commissionare all’Agenas una valutazione dei manager attraverso una procedura anomala e non prevista dalla legge almeno non nelle modalità in cui fu svolta. Procedimento valutativo grazie al quale ebbe la possibilità di bollare con marchio di incapacità i manager a lui non graditi tra cui il sottoscritto. La valutazione negativa intervenne nonostante l’impegno profuso nel cercare di migliorare le condizioni dell’ospedale strutturalmente obsoleto , a partire dal reparto di Oncologia".
"Nonostante i problemi - spiega - ho continuato a cercare rendere la struttura più fruibile ai pazienti, che al momento del mio insediamento erano costretti ad effettuare la chemioterapia negli scantinati. Il reparto fu realizzato da zero e fu presentato dall’assessorato come esempio di eccellenza al forum nazionale della sanità di Arezzo per la sua efficienza e qualità. Nel frattempo - sottolinea – ero anche riuscito a limitare gli sprechi nel settore delle analisi diagnostiche riducendo il numero dei laboratori da trentacinque a cinque, creandone poi uno centralizzato dedicato alla ricerca avanzata. Dal punto di vista amministrativo ricordo di avere posto le basi per una vicenda che solo adesso si sta concludendo con una transazione tra l'azienda e l'Ateneo, relativa ad un credito di quasi 45 milioni finalmente riconosciuto al Policlinico. Per non parlare della gestione del personale, settore in cui furono stabilizzati in quegli anni circa 270 infermieri professionali e furono poste le basi per la corretta gestione delle graduatorie del personale a tempo determinato. Fu messo anche ordine nel settore dell’intramoenia".
L'ex dg del Policlinico si sofferma poi su quello che definisce il "fiore all'occhiello" di quegli anni. "Si tratta della riapertura del reparto di Cardiochirurgia, avvenuta dopo la sua chiusura dovuta alla rescissione del contratto di Global service con una ditta che in cambio di 40 milioni di euro avrebbe dovuto consentire per 7 anni la perfetta funzionalità del reparto e che puntava esclusivamente al proprio profitto a scapito dei livelli minimi di resa del servizio".
"Insomma - precisa - mi aspettavo un diverso riconoscimento del lavoro svolto, ma sono comunque assolutamente soddisfatto del lavoro svolto e tornando indietro prenderei le stesse decisioni, anche quelle più scomode. Mi rendo conto - conclude - che queste scelte hanno penalizzato la mia carriera, ma non la mia autostima e la considerazione delle tante persone serie con cui ho proficuamente lavorato in quegli anni". -
"Si è trattato di un percorso duro, complesso, che si è snodato tra pesanti pressioni psicologiche, intimidazioni ed anche alcune delusioni", dice. Anzitutto, sono deluso da chi mi ha lasciato da solo. Come ho già detto, il mio atteggiamento è sempre stato frutto della correttezza con cui sono abituato a lavorare, che dovrebbe essere la normalità. A Palermo, invece, tutto questo era diventato un'eccezione".
"Per ciò che concerne la vicenda del servizio di pulizia - precisa La Rocca - erano emerse troppe irregolarità e non era rimasto altro da fare che accertare tutte le inadempienze che erano già evidenti e denunciare gli illeciti che via via andavano emergendo. L'ho fatto subito dopo che mi sono reso conto che era impossibile andare avanti. D'altronde si cominciava a sussurrare anche delle pressioni subite dai dipendenti per cambiare sindacato. Dalla Fisascat Cisl venivano costretti a passare ad Asia per essere meglio controllati, mentre i servizi di pulizia non effettuati mettevano nel frattempo a rischio diversi reparti dell'ospedale".
Ma in base a quanto racconta l'ex manager del Policlinico, c'erano già stati dei precedenti. "Anche prima della aggressione in aula Ascoli da parte dei dipendenti dell’Euroservices più volte era già stato necessario ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine di fronte alla pressione coercitiva di soggetti che a vario titolo pretendevano di estorcere all’azienda provvedimenti a loro favore", spiega.
"Si erano verificate le proteste dei portieri del bacino Asu - sottolinea - che pretendevano un rinnovo quinquennale dei contratti in carenza di previsione normative". La Rocca ricorda anche un altro assalto ai locali della direzione generale da parte degli degli addetti alla pulizia: "un giorno mi aspettarono lungo il viale principale dell'ospedale costringendomi ad abbandonare gli uffici". Una situazione, quella trovata dalla data del suo insediamento tesa quindi per la presenza di numerose questioni sindacali irrisolte da anni, e non soltanto per l'atmosfera creata dai dipendenti dell'Euroservices srl, che per scongiurare la rescissione del contratto avrebbero dato vita ad una serie di attacchi e intimidazioni al culmine delle quali fu anche appiccato un incendio ad un container.
"Subito dopo l'aggressione fisica - prosegue La Rocca - ricevetti la vicinanza dell'Ateneo nella persona del rettore Roberto Lagalla. In quei giorni, mi furono solidali anche Addiopizzo e i sindacati Cisl, CGIL e lo Snals, ma non la Uil che diffuse un comunicato stampa contro le sigle sindacali che mostrarono il sostegno nei miei confronti. In realtà si aggiunse al ristretto coro della solidarietà anche l’ex assessore alla Sanità Massimo Russo, ma in concreto mi fece mancare l’appoggio di cui ritengo avessi diritto alla luce della correttezza ed efficacia della mia azione amministrativa, provvedendo anzi a commissionare all’Agenas una valutazione dei manager attraverso una procedura anomala e non prevista dalla legge almeno non nelle modalità in cui fu svolta. Procedimento valutativo grazie al quale ebbe la possibilità di bollare con marchio di incapacità i manager a lui non graditi tra cui il sottoscritto. La valutazione negativa intervenne nonostante l’impegno profuso nel cercare di migliorare le condizioni dell’ospedale strutturalmente obsoleto , a partire dal reparto di Oncologia".
"Nonostante i problemi - spiega - ho continuato a cercare rendere la struttura più fruibile ai pazienti, che al momento del mio insediamento erano costretti ad effettuare la chemioterapia negli scantinati. Il reparto fu realizzato da zero e fu presentato dall’assessorato come esempio di eccellenza al forum nazionale della sanità di Arezzo per la sua efficienza e qualità. Nel frattempo - sottolinea – ero anche riuscito a limitare gli sprechi nel settore delle analisi diagnostiche riducendo il numero dei laboratori da trentacinque a cinque, creandone poi uno centralizzato dedicato alla ricerca avanzata. Dal punto di vista amministrativo ricordo di avere posto le basi per una vicenda che solo adesso si sta concludendo con una transazione tra l'azienda e l'Ateneo, relativa ad un credito di quasi 45 milioni finalmente riconosciuto al Policlinico. Per non parlare della gestione del personale, settore in cui furono stabilizzati in quegli anni circa 270 infermieri professionali e furono poste le basi per la corretta gestione delle graduatorie del personale a tempo determinato. Fu messo anche ordine nel settore dell’intramoenia".
L'ex dg del Policlinico si sofferma poi su quello che definisce il "fiore all'occhiello" di quegli anni. "Si tratta della riapertura del reparto di Cardiochirurgia, avvenuta dopo la sua chiusura dovuta alla rescissione del contratto di Global service con una ditta che in cambio di 40 milioni di euro avrebbe dovuto consentire per 7 anni la perfetta funzionalità del reparto e che puntava esclusivamente al proprio profitto a scapito dei livelli minimi di resa del servizio".
"Insomma - precisa - mi aspettavo un diverso riconoscimento del lavoro svolto, ma sono comunque assolutamente soddisfatto del lavoro svolto e tornando indietro prenderei le stesse decisioni, anche quelle più scomode. Mi rendo conto - conclude - che queste scelte hanno penalizzato la mia carriera, ma non la mia autostima e la considerazione delle tante persone serie con cui ho proficuamente lavorato in quegli anni". -



OGGETTO: Relazione sullo stato di attuazione del programma L.R. 7/92 e 17/2004 2° semestre 2009 e 1° semestre 2010. Valutazioni del gruppo consiliare “Uniti per Oliveri”.
I sottoscritti consiglieri comunali del gruppo “Uniti per Oliveri”, Salvatore Bertino, Giuseppe Calabrese, Sergio Lembo, Filippo Scardino e Laura Scolaro, ritengono che la relazione specificata in oggetto non corrisponda all’attività espletata dall’Amministrazione Pino, essendo quella effettiva assai inferiore a quella dichiarata.
L’Amministrazione in carica, infatti, si è limitata all’attività di ordinaria amministrazione, provvedendovi, peraltro, in maniera poco soddisfacente.
Nella relazione specificata, addirittura, l’ordinaria amministrazione viene inserita quale elemento di vanto e di novità: in materia di pubblica istruzione e cultura, per esempio, si legge che si è provveduto ad assicurare i servizi di trasporto degli alunni e la refezione scolastica per tutto l’anno!!! A tali attività, giustamente, si è sempre provveduto, anche nel corso delle passate amministrazioni, e nessun merito particolare a riguardo è attribuibile all’attuale Sindaco e/o all’assessore al ramo, che hanno semplicemente assolto ad un loro preciso dovere.
Alle stesse conclusioni si perviene con riferimento all’assistenza domiciliare agli anziani, la quale, ancora, a detta del Sindaco, avrebbe comportato un costo minore. Certe affermazioni dovrebbero essere supportate da dati tecnici, insomma dimostrate con i numeri e non con le parole.
Il Sindaco, ancora, afferma di aver provveduto ad asfaltare le strade che portano al cimitero ed alle case popolari. Ebbene, con riferimento a detti lavori, eseguiti con un finanziamento richiesto in epoca precedente, e non dagli attuali amministratori, si rendono doverose talune precisazioni.
Lo scopo del finanziamento era quello di regimentare le acque onde evitare che le stesse, riversandosi a valle, creassero danni agli alloggi popolari ivi siti: ebbene, i lavori eseguiti non sono idonei al fine evidenziato. Non è stato realizzato, infatti, il ciglionetto lato valle che avrebbe impedito lo straripamento delle acque piovane.
Ancora, la somma risultante dal ribasso d’asta del predetto appalto è stata utilizzata per appaltare altri lavori mediante cottimo: benché l’oggetto del primo appalto e del secondo cottimo sia sulla carta il medesimo (manutenzione straordinaria strada di collegamento con le case popolari ed il cimitero), sono stati effettuati lavori anche su una strada differente, precisamente quella che collega il cimitero alla statale 113, lato IPAR. Ora, fermo restando che il problema principale non è stato risolto (arginare il flusso delle acque piovane), occorrerebbe verificare se era possibile procedere a cottimo utilizzando il ribasso d’asta per eseguire lavori su di un sito vicino a quello interessato dal precedente appalto, ma differente. Occorrerebbe verificare le planimetrie del progetto.
Non sono stati ancora eseguiti i lavori di rifacimento dei marciapiedi lungo il campo sportivo, laddove si è proceduto al discutibile e maldestro taglio di alberi decennali in perfetta salute.
segue