giovedì 31 gennaio 2019

Diciotti, Salvini avverte i 

pm: "Da loro è invasione 

di campo".

 

Il vicepremier: "Chi legge le 

carte non avrà dubbi: non far 

attraccare la nave è stato un 

atto politico di tutto il governo".

 

pubblicato da www.ilgoirnale.it

Il processo sul caso Diciotti sarebbe "un'invasione di campo senza precedenti". Matteo Salvini avvisa le toghe e manda un messaggio a chi deve vorare sulla richiesta da parte del tribunale dei ministri di Catania di procedere sul vicepremier, indagato anche per sequestro di persona per il blocco della nave della Guardia Costiera carica di migranti davanti al porto della città nissena. 

 


 

Ospite di Porta a Porta, Salvini ha parlato in particolare della lettera inviata al Corriere della Sera in cui ha spiegato il perché non debba andare a processo, nonostante in un primo momento sembrava volesse affrontare i giudici per dimostrare la propria innocenza. "Io ero tranquillo", ha raccontato, "Ma tutti gli amici mi hanno detto che il processo sarebbe stata un'invasione di campo senza precedenti. Il Senato dovrà dire se l'ho fatto per interesse pubblico o mio capriccio personal. So che chi sta leggendo le carte dubbi non ne ha, ma non mi voglio sostituire ai senatori", ha detto il ministro dell'Interno a Porta a Porta, "Chi ha letto le carte sa cosa è successo, che è stato un atto politico. Lascio ai M5s la loro scelta, ma penso che voteranno di conseguenza, avranno le idee chiare".

Una retromarcia che ha portato il governo a schierarsi dalla sua parte. "Avevo avvertito della lettera la Presidenza del Consiglio e il vicepremier Di Maio", ha assicurato Salvini, smentendo di fatto voci di tensioni all'interno della maggioranza. Per difenderlo il premier Conte e i ministri Di Maio e Toninelli invieranno al Senato un documento con il quale ribadiscono il loro ruolo all'interno della vicenda. E oggi lo stesso presidente del Consiglio ha sottolineato come sia sbagliato di parlare di "salva Salvini" riguardo al voto in Giunta per le autorizzazioni: "Si sta consumando un caso di disinformazione", ha detto, "Parlare di immunità è un grande strafalcione giuridico, definire questo voto un salva-Salvini è un falso che rischia di fuorviare il dibattito pubblico".-

Qui naufraghiamo noi.


Conte ammette: "Pil peggio 

del previsto". E' recessione, 

sanità a rischio.

 



Il «boom» preannunciato da Luigi Di Maio è arrivato forte è chiaro, ma non è il «boom economico» cui si riferiva il leader grillino, bensì il suo esatto inverso. 

 

 

 
 
 

Da oggi infatti, come preannunciato ieri dal premier Conte, l'Italia è ufficialmente in recessione, avendo inanellato due trimestri consecutivi a crescita negativa, cioè in decrescita. Almeno in questo i Cinque Stelle sono leali e coerenti: ai loro elettori solo pochi anni fa avevano teorizzato la bontà della «decrescita felice» e oggi possono dire: «fatto», almeno per quanto riguarda la decrescita. In quanto alla felicità rimaniamo perplessi che sia il sentimento prevalente oggi in Italia, soprattutto se pensiamo al futuro.

Come ogni primo ministro che si rispetti, Conte ha precisato che la recessione non è colpa del governo ma di chi lo ha preceduto e - immancabile - del mondo cattivo. Il nostro premier non è neppure sfiorato dall'idea che il «decreto dignità» unito a una manovra tutta assistenzialismo e tasse non abbiano certo agevolato la crescita, semmai prodotto l'esatto opposto. Non riflette, il premier, sul fatto che a furia di dire «non conta nulla» e non contrastarlo, lo spread alto (è costante da mesi sopra i 200 punti) sta infettando oltre che il debito pubblico anche l'economia reale. Non ammette Conte che - in tempi di recessione - di Tav ne andrebbero costruite tre, non chiusa l'unica che abbiamo sottomano.

È vero, piove in mezza Europa, ma proprio per questo gli ombrelli andrebbero aperti, non chiusi perché «così avevamo promesso e così è nel contratto». Se Salvini ha firmato un contratto capestro che ci ha portato in recessione ne prenda atto e faccia le scelte politiche conseguenti. Come già abbiamo scritto, noi gli siamo grati per il suo lavoro sull'immigrazione e gli facciamo pure i complimenti per i successi ottenuti, ma non vorremmo che tenere inchiodata l'attenzione del Paese su ogni barchetta che si profila all'orizzonte fosse una mossa studiata anche per non parlare d'altro e per distrarre l'opinione pubblica dai clamorosi insuccessi in campo economico.

Un Paese in recessione e senza una politica estera chiara (le divergenze nella maggioranza sui casi Venezuela e Afghanistan sono imbarazzanti) non può certo pensare di salvarsi solo perché ha arginato l'immigrazione. Pensavo che lo slogan «prima gli italiani» andasse preso alla lettera. Cioè prima le grandi opere per gli italiani, prima meno tasse per gli italiani, prima la crescita dell'Italia e poi i problemi, nel bene e nel male, dei non italiani. Sta accadendo l'inverso, e il rischio è quello di naufragare noi.-

ARTCOLO 2 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


L'articolo 2 della Costituzione italiana stabilisce che "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo", sia come singolo sia come nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità.

Il richiamo a questi diritti ha la sua radice in una lunga tradizione storica e filosofica.

L'idea di fondo è che esistono dei diritti naturali, dei diritti, cioè, che appartengono per natura all'uomo e perciò precedono l'esistenza stessa dello Stato, che dunque non li crea, ma, appunto, li deve riconoscere e soprattutto garantire concretamente, specialmente attraverso le leggi ordinarie.

Detto in altri termini: il diritto positivo (dal latino: positum=posto), l'insieme delle norme poste dallo Stato, deve conformarsi alle norme del diritto naturale che precedono qualsiasi legislazione positiva.

I diritti naturali, proprio in quanto costitutivi della natura umana, non sono legati a una determinata cittadinanza (italiana, francese, tedesca, albanese, ecc.).

Appartengono agli uomini non in quanto sono cittadini d'Italia, ma in quanto sono uomini.

Il riconoscimento è importantissimo perché obbliga la Repubblica Italiana a garantire a tutti, anche a coloro che non siano cittadini italiani, questi diritti fondamentali. Quali?

Sul piano filosofico le risposte sono state le più diverse.

Sul piano politico e giuridico il riferimento fondamentale è certamente rappresentato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.

È stato giustamente osservato che i diritti cosiddetti naturali sono, in realtà, storicamente determinati. Dipende dalle circostanze storiche che vengano riconosciuti o che ne vengano riconosciuti alcuni piuttosto che altri.

Anche per questo la Costituzione italiana all'espressione diritti naturali preferisce quella meno problematica di diritti inviolabili.

Ciò che conta, in ogni caso, è l'ammissione all'interno dell'ordinamento costituzionale di una sfera di diritti che va oltre quella dei pur importantissimi diritti di cittadinanza. Viene in questo modo evitata la deriva nazionalistica che era stata tipica del regime fascista.

È importante il riferimento dell'articolo 2 alle formazioni sociali in cui concretamente si svolge la vita dei cittadini.

Il riconoscimento e la garanzia dei diritti non vale soltanto per l'individuo singolarmente considerato (questo è l'ambito dei diritti civili), ma anche per l'individuo inserito nei contesti sociali della sua concreta esistenza (questo è l'ambito dei diritti sociali).

Si pensi alle formazioni sociali di tipo istituzionale previste dalla stessa Costituzione, come i Comuni, le Province e le Regioni.

Ma si pensi anche e soprattutto a realtà come la famiglia, la scuola, la fabbrica, l'ufficio e in generale a tutti quei contesti sociali nei quali spendiamo molta parte del nostro tempo.

Si noti, infine, il riferimento agli inderogabili doveri di solidarietà politica, economica e sociale.

Quali essi siano lo si scopre dalla lettura della Costituzione. Qui importa sottolineare l'indissolubilità dei diritti e dei doveri.

Alla cittadinanza sono certo connessi dei diritti e, dunque, in qualche modo, delle prestazioni che io sono tenuto a pretendere dallo Stato; ma lo sono altrettanto dei doveri e dunque degli obblighi che lo Stato è tenuto a richiedermi.

I doveri senza i diritti sono un'inaccettabile forma di schiavitù.

Articoli connessi

Articoli connessi: 13, 16, 17, 18, 21, 24, 27, 29, 30, 31, 52, 53, 54.

L'articolo 13 inventa i diritti civili, detti anche diritti di libertà, tesi come sono a garantire a ogni cittadino una sfera intangibile di libertà dalla quale deve essere esclusa qualsiasi intromissione dello Stato, il cui compito, anzi, deve essere quello di limitarsi a garantire tali libertà individuali dalle minacce che le possono compromettere.

Gli articoli dal 13 al 28 possono essere più o meno inaffidabili date le circostanze ma perciò essere considerati quelli nei quali è particolarmente evidente il contributo della tradizione liberale alla stesura della Costituzione: l'idea dell'intangibilità della libertà individuale, l'idea, come si dice, di uno Stato minimo, che, cioè, si limita a garantire tali libertà ma non interviene attivamente per renderne effettivo l'esercizio, queste e altri consimili idee hanno infatti la loro radice nella cultura liberale.

«La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.»  (Art. 2 Cost.)


Pil giù, Italia in recessione 

nel quarto trimestre -0,2%. 

Giù Piazza Affari.

 

Istat, secondo trimestre consecutivo di contrazione dell'economia.

 

 

L'Italia è in recessione tecnica. L'economia italiana nel quarto trimestre del 2018 - comunica l'Istat - ha registrato una contrazione dello 0,2%. In base a dati provvisori, si tratta del secondo trimestre consecutivo di calo dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre. 

Nel confronto con il quarto trimestre 2017 il Pil è aumentato dello 0,1%. Questa contrazione è per l'economia italiana il peggiore risultato da 5 anni a questa parte. Secondo l'Istat, per ritrovare un calo simile si deve infatti risalire al quarto trimestre del 2013, quando il Pil segnò appunto un equivalente -0,2%.

Il premier, Giuseppe Conte, che già mercoledì aveva anticipato l'andamento negativo della crescita, conferma che il rilancio avverrà nel secondo semestre dell'anno. Mentre Di Maio attacca il precedente governo, sostenendo che ha mentito.  Ed anche secondo il ministro dell'Economia, giovanni Tria, il calo del Pil è un dato atteso. 

 

I commenti


Netto peggioramento industria, servizi ristagnano - Si tratta di "un ulteriore abbassamento del tasso di crescita tendenziale" che nel terzo trimestre era pari a +0,6% e nel secondo a +1,2%. Il quarto trimestre del 2018 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in più rispetto al quarto trimestre del 2017. Nel quarto trimestre del 2018 l'economia italiana ha registrato comunque "un netto peggioramento della congiuntura del settore industriale a cui si aggiunge un contributo negativo del settore agricolo, a fronte invece di un andamento stagnante delle attività terziarie". Dal lato della domanda, il contributo della componente nazionale al lordo delle scorte è negativo al contrario di quello della componente estera netta. 

Nel 2018 la crescita frena all'1% - Nel 2018 il Pil italiano ha registrato un aumento dell'1% in base ai dati trimestrali grezzi, in netta frenata rispetto all'1,6% del 2017. Lo comunica l'Istat, specificando che il dato corretto per gli effetti di calendario mostra una crescita dello 0,8% (nel 2018 ci sono state 3 giornate lavorative in più rispetto al 2017). Le previsioni del governo per il 2018 si attestano all'1%. Il dato pienamente confrontabile sarà però quello che l'Istat renderà noto il primo marzo, calcolato in modo più approfondito e con una diversa metodologia.

Occupazione a livelli pre crisi, top da 10 anni - Il tasso di occupazione a dicembre 2018 si è attestato al 58,8% in lieve aumento di 0,1 punti percentuali. Si tratta, spiega l'Istat comunicando il dato, del livello più alto da prima della crisi, ovvero da aprile 2008, quando era pari al 58,9%. A dicembre 2018 l'occupazione è cresciuta dello 0,9% rispetto a dicembre del 2017, pari a 202 mila unità in più. Lo comunica l'Istat specificando che ad aumentare sono stati lavoratori a termine (+257 mila) e indipendenti (+34 mila), mentre sono diminuiti i dipendenti permanenti (-88 mila). 

Nel confronto tra dicembre e novembre 2018, gli occupati sono stati 23 mila in più (+0,1%). Le dinamiche occupazionali sono state le stesse: 47 mila lavoratori a termine, +11 mila autonomi e -35 mila dipendenti.  Il tasso di disoccupazione è sceso a dicembre 2018 al 10,3% (-0,2 punti percentuali). Lo comunica l'Istat, sottolineando che dicembre è stato il secondo mese consecutivo di calo. Malgrado ciò, la diminuzione non è stata sufficiente ad evitare un aumento della disoccupazione nella media del quarto trimestre, periodo in cui - in base ai dati ancora provvisori - si è registrato un aumento dei disoccupati pari a 63 mila unità (+2,4%). Ad aumentare, seppur lievemente, è invece il tasso di disoccupazione giovanile, pari al 31,9% (+0,1%).

 

I mercati 


La Borsa di Milano approfondisce le perdite e cede l'1,1% in linea col resto d'Europa, tranne Londra, mentre Wall Street apre contrastata. A pesare sul listino milanese dei titoli a maggiore capitalizzazione sono le banche, su cui grava il peggioramento dell'economia italiana entrata tecnicamente in recessione col pil in recessione anche nell'ultimo trimestre 2018. In rosso sono tutte le banche: Bper (-7%), Ubi (-4,8%), Banco Bpm (-4,7%), Unicredit (-4,3%), Intesa (-3,9%), Mediobanca (-3%) e Fineco (-2,8%). Male, fuori dal Ftse Mib, anche Mps (-2,7%). - (ANSA)

A20 e A18 disastrate e in 

condizioni critiche, ieri 

vertice in Prefettura.

pubblicato da www.AMnotizie.it


Effettuare una valutazione congiunta delle problematiche relative alla sicurezza della “A18 Messina-Catania” e della “A20 Messina-Palermo”.

 

Questa la ragione della riunione di ieri mattina indetta e presieduta dal Prefetto Maria Carmela Librizzi e a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco della Città Metropolitana, dirigenti del Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, il Direttore Generale del CAS, rappresentanti della Polizia Stradale e dei Vigili del Fuoco, dell’A.S.P. e della Protezione Civile Regionale.

La riunione, convocata anche alla luce dei recenti tragici incidenti verificatisi sulla A18, è stata occasione per approfondire la situazione ed individuare le fonti di maggiore criticità e pericolo, al fine di stabilire la priorità degli interventi da porre in essere nell’immediato. 

Il Direttore del CAS, oltre ad informare della disponibilità di 35 milioni di euro per lavori di manutenzione ordinaria, ha comunicato che a giorni sarà presentato al Ministero delle Infrastrutture il Programma operativo 2019, evidenziando che sono previsti 9 progetti di intervento sulle due arterie autostradali per complessivi 121 milioni di euro. 

Di questi 6 sono alla valutazione tecnica del Provveditorato Opere Pubbliche e 3 in fase di redazione progettuale da parte dello stesso CAS. Tali interventi riguardano opere di carattere strutturale, quali il rifacimento del manto stradale, la realizzazione dei guad-rail, rivisitazione degli impianti elettrici e riattivazione dei pannelli di segnalazione visiva.

 




Nell’assicurare che le situazioni criticità sono costantemente monitorate, il Direttore Generale del Consorzio ha informato della particolare attenzione rivolta al Viadotto della A20 “Buzza”, in territorio di Caronia, che presenta particolari criticità, in ordine al quale sono in corso attività di osservazione dalle quali dovranno scaturire provvedimenti di sicurezza.

È inoltre emersa la necessità di dotare tempestivamente le gallerie di estintori e di segnaletica di emergenza. Il Prefetto, in conclusione, ha assicurato che la problematica verrà costantemente seguita al fine di verificare la concreta attuazione degli interventi programmati.-

Migranti, Sea Watch 

entrata nel porto di Catania.

 

I 47 migranti saranno accolti dall'Italia e da altri sei Paesi europei.

 

 

E' entrata nel porto di Catania la Sea Watch con a bordo 47 migranti, compresi 15 minorenni non accompagnati. La nave dell'Ong tedesca battente bandiera olandese, salpata dalla fonda al largo di Siracusa, è scortata da motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza.


E sono stati emessi dal Tribunale per i minorenni di Catania, presieduto da Maria Francesca Pricoco, su ricorso della Procura minorile etnea, "provvedimenti di nomina di tutore per ciascuno dei minori presenti sulla Sea Wacth al fine delle attività di tutela previste dalla disciplina interna e dalla normativa internazionale". L'atto è propedeutico allo tutela e allo sbarco dei minorenni non accompagnati che sono sulla nave della Ong tedesca battente bandiera olandese alla fonda al largo di Siracusa.

"Missione compiuta! 

Ancora una volta, grazie all'impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, 

l'Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità. 

Sei Paesi hanno accettato di accogliere gli immigrati a bordo della Sea Watch3, coordinandosi con la Commissione europea: si tratta di Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania", dice il ministro dell'Interno, Matteo Salvini auspicando che, "in base alla documentazione raccolta, venga aperta un'indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong". (ANSA)

Migranti, Sea Watch 

in viaggio verso Catania.

 

I 47 migranti saranno accolti dall'Italia e da altri sei Paesi europei.

 

Arriverà in mattinata a Catania la Sea Watch. E' la previsione della capitaneria di porto del capoluogo etneo dopo il guasto al verricello che ha bloccato la nave della Ong tedesca a Siracusa.

"In un colloquio con l'ammiraglio della Guardia costiera di Catania abbiamo appreso che i migranti imbarcati sulla nave Sea Watch 3 saranno fatti scendere a terra". Lo dicono Mauro Del Barba e Roberto Rampi, parlamentari del Partito democratico, che si trovano a Catania in attesa delle operazioni di sbarco. "Siamo stati informati - aggiungono - che i migranti della Sea Watch 3 toccheranno terra in un luogo non accessibile. Abbiamo per questo chiesto l'autorizzazione a poter assistere alle operazioni di sbarco in modo da verificare le loro modalità e controllare le condizioni dei passeggeri".

Si sblocca la situazione della Sea Watch: la nave ha avuto indicazione di dirigersi verso il porto di Catania. La scelta è determinata dalla presenza di centri ministeriali per l'accoglienza di minori - ha fatto sapere il Viminale -. I maggiorenni saranno immediatamente trasferiti all'hotspot di Messina. 

E sono stati emessi dal Tribunale per i minorenni di Catania, presieduto da Maria Francesca Pricoco, su ricorso della Procura minorile etnea, "provvedimenti di nomina di tutore per ciascuno dei minori presenti sulla Sea Wacth al fine delle attività di tutela previste dalla disciplina interna e dalla normativa internazionale". L'atto è propedeutico allo tutela e allo sbarco dei minorenni non accompagnati che sono sulla nave della Ong tedesca battente bandiera olandese alla fonda al largo di Siracusa.

"Fra qualche ora - aveva fatto sapere il premier Giuseppe Conte - inizieranno le operazioni di sbarco della Sea Watch". "Si è aggiunto anche il Lussemburgo e lo ringrazio. Siamo con l'Italia 7 Paesi".

"Missione compiuta! Ancora una volta, grazie all'impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l'Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità. Sei Paesi hanno accettato di accogliere gli immigrati a bordo della Sea Watch3, coordinandosi con la Commissione europea: si tratta di Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania", dice il ministro dell'Interno, Matteo Salvini auspicando che, "in base alla documentazione raccolta, venga aperta un'indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong".

In precedenza fonti del governo avevano fatto sapere che si aspettava la formalizzazione dell'accordo con gli altri Paesi Ue e poi la situazione si sarebbe potuta sbloccare.

"Malta ci sarà come c'è sempre stata. Per noi la parola solidarietà non è un concetto flessibile che si applica solo quando siamo noi a chiederla. E' una costante". Il premier maltese Joseph Muscat, a Cagliari per un incontro del Distretto aerospaziale sardo, aveva confermato la disponibilità da parte di alcuni Paesi ad accogliere i migranti della Sea Watch annunciata dal premier Conte al ritorno dal vertice di Nicosia a Cipro con i capi di Stato dei paesi Ue del Mediterraneo. 

La Germania ha fornito anche nel caso della nave Sea Watch 3 la propria disponibilità a un contributo solidale: "accoglieremo una parte dei profughi in modo che possano chiedere asilo e protezione qui", ha ribadito il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, in conferenza stampa. È chiaro che "serve una soluzione comune e duratura in Europa", ha aggiunto.

"Sto andando al ministero per risolvere la situazione, come sempre: mi pagano per questo", aveva detto nel pomeriggio Matteo Salvini in merito allo sbarco dei migranti della Sea Watch. Anche l'Italia accoglierà una parte dei migranti a bordo? "Fatemi avere certezza di quello che fanno gli altri e poi diremo cosa facciamo noi".

"Sto lavorando a un provvedimento che limiti la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane, intervenendo a monte", ha detto ancora Salvini. Un blocco navale? "No, applicando le norme già esistenti", risponde a chi gli chiede dettagli. Poi il ministro ha spiegato: "Se finalmente dopo dieci giorni, grazie alla nostra presa di posizione ferma, alcuni Paesi europei si sono ricordati di essere Paesi europei vuol dire che abbiamo raggiunto l'obiettivo prefissato", sottolinea.

"In questo paese i prepotenti al governo fuggono dai processi anche quando hanno violato la legge. Noi no - dice il deputato Pd, Maurizio Martina, candidato alla segreteria del partito, indagato a Siracusa per la visita alla Sea Watch 3 -. Non abbiamo violato alcuna legge e siamo saliti su quella nave perché era giusto per quelle persone. Se un paese ci processa per questo siamo pronti a risponderne". 

"La lentezza dell'Europa veramente impressiona", ha detto il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti. "Che in un gigante come l'Europa - ha concluso Bassetti -, dove ci sono le nazioni che hanno maggior benessere del mondo, si debba tergiversare tanto per accogliere 47 poveracci, di cui 11 bambini, è veramente una sofferenza immensa". (ANSA)

mercoledì 30 gennaio 2019

Mamme di Cervelli in Fuga

Il blog delle mamme e delle famiglie dei nuovi expat.

A mio figlio nel giorno del suo ventiquattresimo 

compleanno… lontani ma vicini.

 

Lettera di mamma Valeria


Ventiquattro anni fa io ti aspettavo, esattamente in queste ore i primi dolori, la mia paura, la tua vita nel mio grembo e tra le mie mani. “Eccomi mamma, sto arrivando, sono qua che cerco la strada per venire al mondo!”

E insomma, non è stato proprio semplice convivere con me in quei nove mesi, stretto in quel pancione, mi sembrava ti stesse stretto ma è stato magico, è stato unico, è stato amore, l’amore che prende e stritola il cuore, l’amore che toglie il fiato, l’amore che non conosce orizzonti e nemmeno confini.

Senza paura, con la forza di uragano sei venuto al mondo, alla fine avrei tanto voluto tenerti un altro po’ con me, mi sei mancato tanto appena ho sentito il ventre vuoto.

Mamma non sapeva che tu avresti cambiato la sua vita, non sapeva che saresti stato nuova linfa nelle sue vene, lei che di tuo fratello aveva fatto icona unica d’amore.

L’amore si divide, se non lo dividi non si moltiplica.

24 anni di noi, 24 anni di madre…

Tu: figlio, famiglia, casa, profumo di talco, profumo di buono, candore di pelle morbida, manine piccine, occhietti furbetti. Sei un vulcano, sei forte, sei spavaldo, sei un orsetto, sei quasi magico, passi dal pianto al sorriso senza passare da pause o intervalli e… nessuno dica che sei secondo a qualcuno!

Ok, ti perdono per aver blindato la mia vita, ti perdono per tutto il sonno che mi hai tolto, ti perdono per ogni capriccio, ogni lamento, ogni lagna che mi fa scoppiare la testa, anche adesso che sei un uomo…sono una mamma e una mamma perdona! E poco importa se lei deve cucinare, stirare, lavorare, tu detti legge e lei davanti a te si sente piccola e a volte impotente.

Sei il figlio che se io non avessi… rifarei! E forse ti rivorrei così, ti rivorrei con tutti i tuoi pregi e difetti…così, così come sei, così come vuoi.

Auguri figlio mio, tanti auguri , io ti auguro il meglio. Non sarà semplice vivere in questo mondo, per te tremo, per te ho paura, per te prego ogni giorno il mio Dio soprattutto adesso che sei lontano.

Auguri figlio mio.

Potrai mettere in discussione tutto a questo mondo con la tua polemica, col tuo fare da Brontolo , con dolcezza o con rompicazzitudine ma mai ti permetterò di mettere in discussione il mio smisurato amore per te.

Ora vivi, ora cresci, ora buon compleanno,

Mamma Valeria


Diciotti, Salvini: 

“Mi aspetto il voto del M5s? 

No, dell’intero Senato. 

Apprezzo le parole di Conte 

ma non le ho chieste io”.

 

Diciotti, Salvini: “Mi aspetto il voto del M5s? No, dell’intero Senato. Apprezzo le parole di Conte ma non le ho chieste io”


Il ministro dell'Interno interviene alla Camera per il question time ma le sue dichiarazioni non possono che essere rivolte a Palazzo Madama, dove in mattinata si è riunita per la prima volta la giunta per le Immunità. L'organo parlamentare presieduto da Maurizio Gasparri ha iniziato a esaminare la richiesta di autorizzazione a procedere arrivata dal tribunale dei ministri di Catania.

 

 

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Dice di aspettarsi non solo il voto del Movimento 5 stelle ma anche “dell’intero Senato”. Le parole di Giuseppe Conte? Non le ha richieste lui, anche se l’intervento gli fa piacere. Matteo Salvini interviene alla Camera per il question time ma le sue dichiarazioni non possono che essere rivolte a Palazzo Madama, dove in mattinata si è riunita per la prima volta la giunta per le Immunità. L’organo parlamentare presieduto da Maurizio Gasparri ha iniziato a esaminare la richiesta di autorizzazione a procedere arrivata dal tribunale dei ministri di Catania per Matteo Salvini. Il senatore del M5s Mario Michele Giarrusso ha anticipato che alla Giunta arriverò una nota del premier, del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro dei Trasporti per dire che nel caso della Diciotti fu tutto il governo a non dare il via libera per cinque giorni allo sbarco dei 177 migranti a bordo della nave della Guardia Costiera. Un atto formale dopo le dichiarazioni di ieri del presidente del consiglio.

“Ho apprezzato le parole del premier Giuseppe Conte sull’assunzione di responsabilità da parte di tutto il governo. È un intervento che mi fa piacere”, ha detto Salvini lasciando Montecitorio. Alla domanda se sia stata una soluzione richiesta dallo stesso vicepremier, nel vertice notturno, il leader della Lega risponde: “Non l’ho richiesto io: del resto è evidente che nei miei atti non si riscontra alcun reato”.

Il ministro dell’Interno dice poi di confidare in un voto del M5s contro il processo ai suoi danni per sequestro di persona aggravato. “Ma non solo”, dice, precisando di aspettarsi un voto a suo favore da parte “dell’intero Senato, perché qui non è in discussione un reato ma il fatto che un governo possa esercitare i poteri che gli italiani gli conferiscono. Lo abbiamo fatto nell’interesse pubblico, sì o no? I senatori voteranno. Salvini lo ha fatto per preminente interesse pubblico e per la difesa nazionale? La risposta mi sembra molto chiara, semplice”, dice.  “Non sono pagato per i se, i forse, i ma”, replica a chi lo incalza sul voto del M5s.

Salvini si è anche detto d’accordo con Gasparri: dopo la nota dell’esecutivo, infatti, il senatore di Forza Italiaha spiegato che l’unico interlocutore della Giunta resta il titolare del Viminale. “Gasparri ha assolutamente ragione: sono io l’interlocutore della Giunta per le autorizzazioni a procedere. Non ho ancora letto tutte le carte: ora lo farò, e mi confronterò con la Giunta”, dice il ministro. La vicenda Diciotti, tra l’altro, non ha fatto cambiare idea al ministro. “Lo rifarò, lo rifarò. Se mai arrivasse un altro barcone illegalmente in acque territoriali italiane rifarò esattamente quello che ho fatto con la Diciotti e con la Sea Watch“.

Che poi ha annunciato di voler bloccare l’accesso nelle acque italiane. “Sto lavorando a un provvedimento che limiti la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane, intervenendo a monte”. In che modo? Con un blocco navale? “No, applicando le norme già esistenti”, ha risposto esprimendo poi un desiderio irrituale. “Se dovessi esprimere un desiderio, ma lo faccio sottovoce rispettando le prerogative altrui, se ci fosse qualcuno interessato ad aprire un fascicolo per verificare eventuali irregolarità commesse da queste ong, sarei contento”.-

Pil: Conte, mi aspetto un

ulteriore contrazione.

 

'Nel primo semestre dell'anno soffriremo, poi recupereremo'. Il premier annuncia anche il Piano nazionale per la sicurezza delle infrastrutture.

 

 


"Abbiamo dati congiunturali che non sono favorevoli - ha spiegato - Non dobbiamo girare la testa, il dato positivo è che non dipende da noi: la Cina, la Germania, che è il nostro primo Paese per l'export".

 "Se nei primi mesi di quest'anno stenteremo, - ha aggiunto Conte - ci sono tutti gli elementi per sperare in un riscatto, di ripartire con il nostro entusiasmo, soprattutto nel secondo semestre, lo dice anche l'Fmi". "Abbiamo una economia che crescerà - ha detto - dobbiamo lavorare insieme, progettare gli strumenti per far crescere l'economia in modo robusto e duraturo''.

"Abbiamo elaborato una manovra economica che ci ha spinto in una zona molto rischiosa, siamo andati vicino a un procedimento di infrazione, siamo riusciti a scongiurarlo ed è stato importante per il sistema Paese" ha ricordato il premier. La procedura "ci avrebbe creato dei seri problemi, per fortuna è alle spalle".

"A metà febbraio possiamo rendere operativo il piano nazionale per il riammodernamento e la sicurezza delle infrastrutture, con vari miliardi, attraverso la protezione civile" ha annunciato il premier Giuseppe Conte agli imprenditori di Assolombarda. Conte ha parlato di "sonori miliardi freschi per mettere in sicurezza il territorio e le regioni che hanno dichiarato lo stato di emergenza. Ne approfitteremo per il sistema viario, per ammodernare le infrastrutture".

E il ministro dell'Economia Giovanni Tria invita a "non drammatizzare", perché anche in caso di recessione tecnica, assicura, "non cambia molto per la situazione italiana". Il verdetto arriverà tra poche ore, quando l'Istat renderà noto il dato sugli ultimi 3 mesi dell'anno, insieme ad una prima stima su tutto il 2018 calcolata come media annua sui dati trimestrali. Dopo le ultime indicazioni di netta frenata sia delle esportazioni che della produzione industriale, a novembre in preoccupante calo dell'1,6% su ottobre, gli analisti indicano per il periodo ottobre-dicembre una forchetta compresa tra 0 e -0,2%. (ANSA)

OLIVERI: DOVE I CONSIGLIERI COMUNALI CURANO GLI INTERESSI DEI CITTADINI, ARRIVANO SOPRALLUOGHI E FINANZIAMENTI. DOVE I CONSIGLIERI CURANO I LORO AFFARI PRIVATI NON ARRIVERANNO NE' SOLDI, NE' SOPRALLUOGHI.


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Galati Mamertino, 

arriva la Protezione Civile.

 

pubblicato da www.AMnotizie.it



L’emergenza c’è i soldi no.


In fondo è l’esito che ci si attendeva dal sopralluogo che Genio Civile e protezione civile hanno svolto a San Basilio, dove un vasto movimento franoso interessa la zona a ridosso dell’acquedotto, rischiando di mettere in ginocchio Galati Mamertino, ma si avvicina anche ad alcune abitazioni.

Il Genio Civile, in particolare, ha preso atto della situazione manifestando la piena disponibilità alla predisposizione delle procedure di intervento precisando che in questo momento il capitolo del bilancio regionale è a secco.

 Toccherà quindi anche all’amministrazione comunale darsi da fare per reperire i fondi o affiancare le procedure facendosi carico di predisporre i carotaggi.-

OLIVERI: DESIDERO INFORMARE I CORTESI LETTORI DI QUESTO BLOG CHE "NESSUN COMMENTO" E' PERVENUTO. IL POPOLO SOVRANO PREFERISCE AFFIDARSI ALLE SOLITE RIUNIONI FRA COLTI CANDIDABILI O AFFIDARSI AL CIVILE E DEMOCRATICO CONFRONTO PUBBLICO NEGATO DALL'AUTORITA' COMPETENTE ???...



MICHELE   PINO                                                                                                                                                                      E    LE    SUE    LACRIME  DI    COCCODRILLO !!!

 
Michele PINO si presenta sul palco il 18 Novembre scorso
 e con mesto atteggiamento vorrebbe spiegare la sospensione 
di mio fratello Roberto dal servizio e comunicare il suo 
rammarico  ! 

Lacrime di  coccodrillo

Ci voleva convincere che è stato costretto a  farlo…che era 
un  provvedimento imposto dal Tribunale…..e nei giorni 
successivi ha mandato in giro i suoi discepoli e finanche le
 sue muse ( con carte in mano per i  “ muccalapuna “ ) per 
spiegare ai cittadini !
  
FALSITA’  E   IPOCRISIA  che solo Michele PINO  sa  
 mescolare  e diffondere .
 La sospensione non era affatto un atto dovuto …….IMBROGLIA !

E’ stato tutto organizzato  con  bieca premeditazione….. e ve lo spiego .       

Nel mese di Gennaio 2016 a Michele PINO viene comunicato da parte di funzionari della Regione Siciliana, che le procedure di gara di appalto dei lavori  relative al finanziamento della scuola media presentavano realmente diversi profili  di illegittimità ; venne quindi avvisato che sarebbe stato adottato un provvedimento di sospensione del finanziamento.
Verso la fine del mese di Gennaio ,probabilmente con l’aiuto di un amico/parente avvocato, Michele PINO chiede ed ottiene dal Tribunale di Barcellona copia della sentenza di condanna in I° grado di mio fratello.

In data 4.2.2016 (giovedì pomeriggio giorno di rientro pomeridiano per gli impiegati del Comune)  Michele PINO torna da Palermo che sembrava una pentola a pressione… gli avevano notificato il provvedimento di sospensione del finanziamento  in attesa di un più profondo esame delle gare di appalto da parte dell’Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della Regione Siciliana.

Quel pomeriggio Michele PINO si chiude nella sua stanza con i collaboratori e la mattina successiva, 5.2.2016 , notifica a mio fratello Roberto la sospensione dal servizio con effetto immediato chiedendogli di sgomberare la sua scrivania! 

COINCIDENZA ??  Ma quale COINCIDENZA……..nella mia logica l’atteggiamento di Michele PINO si chiama solo PUSILLANIMITA’……. nelle  logiche  di  altri  ambiti  VENDETTA  TRASVERSALE !  Voleva  colpire me e invece ……! 

Si è accanito contro un funzionario del Comune che se fosse rimasto al suo posto, con la sua largamente riconosciuta competenza professionale ,gli avrebbe evitato di fare le altre fesseria amministrative che poi ha perpetrato …..e forse avrebbe anche recuperato quel finanziamento ! 

Se come racconta Michele PINO era un atto obbligato… 
perché non lasciava difendere mio fratello che aveva fatto ricorso contro il provvedimento di sospensione ?
  
Perché invece Michele PINO ha messo la mani nelle nostre tasche per prelevarci 6.500 euro da versare al suo solito avvocato di Brolo e costituirsi in giudizio . 

 Ma come…da un lato quasi quasi augurava il buon fine della vicenda personale e dall’altro lato con molta enfasi si vantava che mio fratello avrebbe dovuto pagare al Comune 10.000 euro di spese legali per il suo ricorso ! 

VERGOGNOSA   COMMEDIA ! 

 Sta sereno Michele PINO ( ma in politica questa frase porta male……)…non dichiararti vincitore del giro d’Italia solo perché hai vinto una tappa……….non indossare la maglia rosa  prima della fine del giro! 

Ma non finisce qui …. !   L’apologia della sua IPOCRISIA… e della PERVICACE  RICERCA  DI  VENDETTA …. si  concreta con un’altra spregevole  azione …….e sapete che fa ?? 

In data 3.6.2016 – quattro mesi dopo la sospensione di mio fratello – Michele PINO, già forse presagendo la definitiva revoca del finanziamento ( avvenuto poi il 12.7.2016),  su carta  intestata del Comune di Oliveri , con sua firma quale Sindaco ,quindi ,quale rappresentante della nostra comunità …di tutti noi cittadini ……invia al Sindaco di Patti, alla Polizia Municipale di Patti, all’Ufficio Tecnico di Patti, al Commissariato di P.S. di Patti, UNA  DENUNCIA per un canile che egli presume abusivo a Marinello cioè nel  Comune di Patti …… gestito sapete  da chi?

Dalla signora Francesca GRECO  …la madre di mio nipote Daniele……. figlio di mio fratello Roberto ….!

( copia della denuncia riprodotta sul retro! )
UN  ATTO  INGNOBILE  emanato  a nome di noi tutti… a nostra insaputa ! 

Perché  MICHELE  PINO  hai usato i cittadini per quella denuncia ??

Che cosa c’entra  la signora  Greco ?

Non potevi farlo da soggetto privato invece che sottoscriverti come Sindaco ???
CHE  INFIDO  Michele  PINO !
Ti riconosco  UNA CAPACITA’  COSMETICA  DA  FAR  INVIDIA AL  MIGLIORE CENTRO ESTETICO….. UNA  RARA  ARTE  DI  INDOSSARE MASCHERE  DIVERSE  ADATTE  PER OGNI CIRCOSTANZA…. MASCHERE INOSSIDABILI…. INATTACCABILI PERSINO   DALL’ACIDO  MURIATICO !
QUESTO E’ MICHELE PINO…………

NON ALTRO !

…NON  LASCIATEVI  ABBINDOLARE  DALLE  PACCHE  SULLE  SPALLE  CHE  D’ORA  IN  AVANTI  PROFONDERA’


A PIENE  MANI  IN  VISTA  DELLE  PROSSIME  ELEZIONI AMMINISTRATIVE !


SE  QUANTO SOPRA RIFERITO NON E’ VERO  INVITO A SPORGERE  QUERELA  PER FALSO…DIFFAMAZIONE E  QUANT’ALTRO !


OLIVERI (ME) 27.Gennaio. 2019                                                                                                                     
Salvatore    RAVIDA’

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PEDARA (CATANIA) :

 

AGENTE IMMOBILIARE DETENEVA 7 CHILI DI ECSTASY. VALORE 1 MILIONE.


Di Barbara Contrafatto| mercoledì, 30 gennaio, 2019
pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it
 
 

Deteneva sette chili di ecstasy nella sua villa posta nei boschi di Pedara (Catania), sette chili di ecstasy che, assieme a 50 grammi di cocaina rinvenuti nello stesso luogo, avrebbero potuto fruttare un milione di Euro.  


L’arrestato è un agente immobiliare di 34 anni originario di Siracusa ma residente a Catania, scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Catania Fontanarossa, coadiuvati dai colleghi della Stazione di Pedara, che lo hanno beccato nella flagranza, in quanto ritenuto responsabile di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

La complessa attività info-investigativa svolta dagli uomini del Nucleo Operativo di Fontanarossa, supportata da numerosi servizi di osservazione e pedinamento, ieri sera ha raggiunto l’epilogo.

I militari, seguendo l’uomo in macchina dalla via Pacinotti nel quartiere Nesima di Catania, fino ad una villetta isolata ubicata in zona “Tarderia”, nel comune di Pedara, al momento opportuno hanno potuto fare irruzione nell’immobile dove, previa perquisizione, hanno rinvenuto e sequestrato 7 chili di ecstasy (MDMA) non raffinata, 50 grammi di cocaina, nonché del materiale comunemente utilizzato dagli spacciatori per confezionare le dosi di stupefacente da porre in commercio.

L’ecstasy sequestrata, sostanza stupefacente sintetica, dopo la lavorazione e la trasformazione in pasticche (circa 50mila), avrebbe potuto fruttare al dettaglio una cifra vicina al milione di euro.  L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato associato al carcere di Catania Piazza Lanza.-

Barbara Contrafatto

Quei giudici più pericolosi 

degli immigrati.

 



C'è un pericolo maggiore dell'immigrazione fuori controllo. È quello della giustizia fuori controllo, male antico e purtroppo persistente. 

 

Prova ne è che ieri Magistratura democratica corrente di sinistra delle toghe italiane ha annunciato di aderire all'iniziativa «Noi non siamo pesci», l'ultima trovata, direi carnevalata, di politici e intellettuali di sinistra per contestare nelle piazze Matteo Salvini e le sue politiche su immigrazione e sicurezza. La cosa più inquietante è che i magistrati che stanno inquisendo il ministro dell'Interno per i fatti della Diciotti fanno parte proprio di quella corrente. L'adesione rappresenta quindi un pregiudizio politico inconciliabile con l'indipendenza, fattuale e ideologica, che un buon magistrato dovrebbe avere nei confronti dei fatti sui quali indaga o giudica.

Magistratura democratica ha fatto suo uno dei motti attribuiti a Palmiro Togliatti, storico leader del Partito comunista e primo ministro della Giustizia della Repubblica: la giustizia sosteneva il Migliore si interpreta per gli amici e si applica ai nemici. Di questo, cioè di fare politica attraverso i codici. Gli aderenti a questa corrente non hanno mai fatto mistero. Anzi, lo hanno teorizzato pubblicamente e messo per scritto nelle relazioni conclusive dei loro congressi nelle quali hanno sostenuto la necessità di usare la giustizia per correggere in senso proletario e socialista le derive borghesi della politica e del potere legislativo.

Parliamo delle famose «toghe rosse», che puntualmente scendono in campo quando a loro avviso la sinistra politica appare incapace di contrastare le destre. Per vent'anni e passa hanno fatto opposizione a Silvio Berlusconi buttandogli addosso accuse di ogni genere e grado ed eccoli ora, puntuali come un orologio svizzero, a occuparsi del caso Salvini.

Tutto insomma, dentro e fuori le carte della procura (che oggi pubblichiamo), lascia pensare che si voglia celebrare per l'ennesima volta un processo politico che anche se non porterà da nessuna parte mina la tenuta del governo e la credibilità dell'Italia sul piano internazionale. Con buona pace dei grillini che su questi magistrati e sulle loro deliranti tesi hanno costruito buona parte della loro fortuna.-

Sbarchi, così Salvini blocca 

le Ong: "Limiterò l'accesso 

alle nostre acque".

 

Il vicepremier leghista sta lavorando a un provvedimento che limiti ai migranti la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane: "Pronto a rifare quello che ho fatto con Sea Watch e Diciotti".

 

pubblicato da www.ilgiornale.it


Matteo Salvini ora si è messo al lavoro per provare a risolvere il problema a monte. 

 

 
 

Mentre il tribunale dei ministri vuole processarlo per gli immigrati bloccati la scorsa estate sulla Diciotti e la sinistra vorrebbe far aprire un'altra indagine per aver bloccato la Sea Watch 3 al largo di Siracusa, il vicepremier leghista tira dritto e pensa già a un nuovo provvedimento che limiti ai barconi e alle navi delle Ong la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane. 

"Se mai arrivasse un altro barcone illegalmente nelle coste italiane rifarò esattamente quello che ho fatto con la Sea Watch e la Diciotti". Salvini non si pente per quanto fatto sin qui. E, uscendo dall'Aula della Camera dopo il question time, pensa già al prossimo passo da fare per riuscire a risolvere una volta per tutte l'emergenza immigrazione. 

Certo, la stretta che ha impartito non appena è arrivato al Viminale ha subito dai i suoi frutti. Basta dare un'occhiata al report sugli arrivi del mese di gennaio diffuso nei giorni scorsi dal Viminale. Al 28 del primo mese dell'anno scorso, infatti, erano arrivati in Italia ben 3.176 clandestini. Certo, meno del 2017. 

Ma comunque tanti. Con la "cura Salvini" il contatore si è fermato a 155 immigrati approdati sulle coste nostrane. Nonostante questo ottimo risultato, persistono i problemi con le organizzazioni non governative che continuano a operare illegalmente al largo delle coste libiche e a provare a scaricare le persone recuperate nei nostri porti nonostante questi gli siano stati interdetti da mesi. 

Il caso della Sea Watch 3, che probabilmente verrà risolto nelle prossime ore dopo il via libera dell'Unione europea a distribuire i 47 stranieri che sono a bordo, è la dimostrazione che serve un passaggio successivo per evitare che episodi come questo avvengano di nuovo.

L'idea di Salvini è di usare le leggi già esistenti per limitare l'ingresso alle navi straniere "nelle acque territoriali italiani". Non si tratterebbe di un blocco navale, perché verrebbero appunto usate normative già in vigore, ma sarebbe sufficiente a evitare altre scorribande da parte delle organizzazioni non governative. 

La documentazione su irregolarità addebitate ad alcune Ong, che operano nel Mar Mediterraneo, è già oggetto di approfondimento da parte dell'autorità di pubblica sicurezza e dell'autorità giudiziaria. 

Sono incardinati tre procedimenti, uno nella procura di Trapani, un altro nella procura di Catania e uno nella procura di Ragusa.  

"Da otto mesi difendo la sicurezza - ha ribadito Salvini nel corso del Question time alla Camera - di chi parte e muore e viene usato da trafficanti di esseri umani, che grazie al loro traffico comprano armi e droga. Io complice dei trafficanti non lo sarò mai, da ministro e cittadino italiano".-