mercoledì 28 febbraio 2018


  • PALERMO, GUARDIA FINANZA PRELEVA
  • DOCUMENTI DALL’IRCAC.
  • VORAGINE 400 MILIONI.





Di |
mercoledì, 28 febbraio, 2018
pubblicato da www.linformazione.eu


La Guardia di finanza ha prelevato a Palermo dalla sede dell’Ircac, l’ente regionale che finanzia le cooperative, documenti e pratiche sui finanziamenti erogati e su crediti in incaglio. Vi sarebbe una “voragine di 400 milioni di euro” per crediti non riscossi e per un contenzioso di decine di milioni con l’Agenzia delle entrate. La procura regionale della Corte dei conti guidata da Gianluca Albo – scrive il quotidiano – ha aperto un fascicolo e dato mandato al nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza coordinato dal colonnello Francesco Mazzotta di avviare accertamenti.-
Ansa


  • SICILIA, DOPO GLI SCANDALI

  • RIPARTE LA FORMAZIONE.

  • 110 MILIONI STANZIATI.










Di Redazione|
mercoledì, 28 febbraio, 2018
pubblicato da www.linformazione.eu

Riparte la formazione professionale in Sicilia. Il nuovo Avviso, la cui pubblicazione dovrebbe avvenire entro la prima decade di marzo, stanzia 110 milioni di euro e altri 18 dovrebbero essere recuperati per la diaria dei discenti. Per gli 8.500 iscritti all’albo dei formatori (la cifra va decurtata del 10, 12% dei fuorusciti dal bacino per varie ragioni), numero che comprende anche i cosiddetti sportellisti, c’è l’impegno della Regione per il loro reinserimento al lavoro, come ha detto l’assessore alla Formazione Roberto Lagalla.
“La tutela di questi lavoratori – ha detto l’assessore – andrà oltre il loro assorbimento negli enti di formazione, con interventi come l’esodo anticipato e la riqualificazione professionale. Con l’avvio del bando stiamo raccogliendo delle schede conoscitive per confermare o variare la posizione dei formatori all’interno dell’albo. Dobbiamo conciliare le esigenze primarie con l’equità sociale”. Gli enti finora accreditati sono oltre 450.-
Ansa

OLIVERI: ALCUNI SINDACI LAVORANO ATTIVAMENTE PER USCIRE DAL DISSESTO. ALTRI PER ENTRARE.


  • IL COMUNE DI SANTA VENERINA

  • ESCE DAL DISSESTO FINANZIARIO.






Di Redazione
mercoledì, 28 febbraio, 2018
pubblicato da www.linformazione.eu


Dallo scorso 1 gennaio il Comune di Santa Venerina (Catania) è fuori dal dissesto finanziario. A distanza di cinque anni dalla delibera di consiglio comunale (la n. 9 del 12 marzo 2013) con cui il Comune fu costretto a dichiarare il default a causa del debito con il concessionario cui era stato affidato il servizio di trattamento delle acque, si incomincia a tirare un sospiro di sollievo. “Da ora  – afferma il sindaco Salvatore Greco – possiamo guardare al futuro con uno stato d’animo diverso che ci consente di programmare la crescita”.
Salvatore Greco, sindaco di Santa Venerina (Ct). Sopra: il centro etneo
L’argomento è stato affrontato nel corso di un incontro pubblico con i cittadini voluto dal sindaco, svoltosi  nella Casa del Vendemmiatore di via Trieste. Il primo cittadino ha ripercorso le fasi salienti della vicenda che ha portato il Comune a dichiarare lo stato di dissesto.
Nell’ottobre 2002, qualche giorno dopo il sisma del 29 ottobre, il Comune sottoscrisse una convenzione trentennale con la società “Ingegneria & Appalti” per l’affidamento del servizio di trattamento delle acque per uso umano. Nel 2008, l’ente, resosi conto dell’eccessiva onerosità del contratto, effettuò una rescissione unilaterale del contratto. Sulla questione si aprì un contenzioso deciso con un lodo arbitrale che sancì la condanna del Comune al pagamento della somma di oltre 5 milioni 600mila Euro a favore della società. L’origine dei problemi inizia da qui.
Il lodo arbitrale veniva impugnato dinanzi alla Corte d’Appello di Roma che ridimensionava il calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria riducendo il debito a poco meno di 5milioni, con un risparmio di circa 800 mila euro. Nonostante l’ottenimento di due contributi a fondo perduto dallo Stato (oltre un milione di Euro) e di un ulteriore contributo dalla Regione (450 mila Euro) spalmato in dieci anni, fu subito chiaro che questo non sarebbe stato sufficiente per far fronte al debito.“Allora comprendemmo  – spiega il primo cittadino –  che sarebbe stato impossibile uscire dal dissesto senza un’anticipazione straordinaria di liquidità”.
Greco volle giocarsela tutta e partecipando all’assemblea dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) svoltasi a Firenze nel 2013,  e agli incontri a Roma, nel 2014,  presso l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, assunse il ruolo di parte attiva e di promozione per la scrittura di un’apposita norma sull’anticipazione statale di liquidità  che fu emanata con un decreto legge nel 2014. Grazie a questa norma, il Comune ha ottenuto così un’anticipazione di liquidità di quasi 5 milioni da restituire in vent’anni.
Ma la storia non finisce qui. Tanti i passaggi intermedi cui il Comune ha dovuto far fronte. Tanti e complicati, fino ad una causa intentata addirittura nei confronti del ministero dell’Interno. “Per far sentire le nostre ragioni  – aggiunge il sindaco – abbiamo dovuto fare causa dinanzi al Tar  per evitare che l’Osl (Organismo straordinario di liquidazione) restituisse l’anticipazione statale di liquidità. Il giudice amministrativo ci ha dato ragione. Solo a seguito dell’ordinanza del Tar, abbiamo potuto fare un sospiro di sollievo. Oggi, usciti fuori dal dissesto, abbiamo un saldo positivo di 427mila Euro che sarà incrementato di ulteriori 500 mila relativi alla terza rata del contributo statale a fondo perduto, arrivando ad un saldo positivo di circa 1 milione.  Guardiamo al futuro con ottimismo”.-
Redazione

Molestie, 

l’intervista di Asia Argento 

ad Ambra Battilana: “Ho 

registrato Weinstein, solo 

così (2 anni e mezzo dopo) 

siamo state credute” – 

L’audio dell’incontro 

con il produttore.

 

Nel marzo 2015 una modella italiana denuncia Harvey Weinstein per molestie. Gli agenti della polizia di New York le chiedono di indossare un microfono nascosto e di tornare da lui. Sarà proprio quella registrazione, due anni e mezzo dopo, la prova-chiave che renderà credibili le denunce di decine di altre donne. Quella modella si chiama Ambra Battilana ed è la stessa che, assieme all’amica Chiara Danese, ha testimoniato contro Silvio Berlusconi nel processo per le notti di Arcore. Le due vicende sono ovviamente molto diverse tra loro. La sola cosa che le accomuna è la protagonista che può raccontarle entrambe. Asia Argento ha realizzato un’intervista esclusiva ad Ambra Battilana (leggi alcuni stralci), che qui proponiamo in video nella versione integrale. All’interno dell’intervista anche l’audio dell’incontro di Ambra Battilana con Weinstein registrato dalla polizia nel 2015. Giovedì 1 marzo il secondo video dell’intervista.-

OLIVERI: DOTT. NINO BERTINO, GIUSEPPE FORESTI, ING. NUNZIATO CHIOFALO, ING. SALVATORE RAVIDA' E GEOM. ROBERTO RAVIDA' (DENUNCIATI DALL'EX ASSESSORE MICHELE PINO E CONDANNATI DAL TRIBUNALE DI PATTI CON SENTENZA, APPELLATA, DEL 26 NOVEMBRE 2013) SONO STATI ASSOLTI DALLA CORTE DI APPELLO DI MESSINA.




Nell'anno 2007  Michele PINO,  ex  Assessore  della  GIUNTA  del  SINDACO  FILIPPO  CARINI  ED  ATTUALE  SINDACO  DI  OLIVERI,  democraticamente eletto (PER MERITI ACQUISITI  NEL  PRIMO  MANDATO) per il secondo mandato consecutivo dal  POPOLO  SOVRANO  DI  OLIVERI,  con  la complicità di alcuni dei suddetti,  DENUNCIAVA  GLI  APPELLANTI.

SOSTANZIALMENTE,  LA  DENUNCIA  DELL'EX  ASSESSORE  MICHELE  PINO,  ATTUALE  SINDACO/GEOMETRA/RAT,  RIGURDAVA  I  LAVORI  DI  COMPLETAMENTO  DELL'ARGINATURA DEL  TORRENTE  OLIVERI - GIA' ELICONA -  ED  ERA  DIRETTA  CONTRO  LA  GIUNTA,  DELLA  QUALE  ERA  STATO  COMPONENTE,  DUE  FUNZIONARI  DELL'UFFICIO  TECNICO - ORA  CAPEGGIATO DALLO  STESSO  PINO  DOPO IL DIPLOMA  DI GEOMETRA  E  L'AIUTO  DI  UN  NOVELLO  INGEGNERE - NONCHE  L'ORIGINARIO  PROGETTISTA, REO  DI  AVERE  LAVORATO  TROPPO  SENZA  ECCESSIVI  MERITI.

La Corte di Appello di Messina; 
 all'udienza  del  15  febbraio  2018  ha  pronunciato  e  pubblicato  mediante  lettura  del  dispositivo  la  seguente

                                       SENTENZA  

Visto  l'art.  605  C. P.  P.

In  riforma della  sentenza  emessa in  data  26  novembre  2013  dal  Tribunale  di  Patti,  appellata  da  BERTINO  Antonino,  FORESTI  Giuseppe,  CHIOFALO  Nunziato,  RAVIDA'  Salvatore  e  RAVIDA'  Roberto,  assolve  gli  imputati  dal  reato  ascritto  perchè  il  fatto  non  costituiosce  reato.
Indica  in  giorni  90  il  termine  per  il  deposito  della  motivazione.
                                                     Il  Presidente
                                                  (Firma illegibile) 


Conoscendo la mentalità del Sindaco/Geometra/Rat, della Sua rosea Giunta Comunale, di alcuni Consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, il  POPOLO  SOVRANO  di  Oliveri è ansioso di conoscere se la vicenda può considerarsi definitivamente  CHIUSA.

Ho il fondato sospetto che avrà un seguito.

Mi auguro di sbagliarmi.-

Antonio Amodeo

Luigi Di Maio al forum 

Facebook-ANSA: 

'Vicini a raggiungere 

la maggioranza assoluta'.

 

Il leader di M5S risponde in diretta alle domande del direttore e dei giornalisti dell'Agenzia e dei lettori di ANSA.it.

 

Redazione ANSA

"E' normale, ci attaccano tutti perché siamo la prima forza del Paese e dopo che presenteremo la squadra di governo saremo vicini a raggiungere la maggioranza assoluta". Lo dice il candidato premier del M5S Luigi Di Maio al Forum live Facebook-Ansa.

Per Di Maio "un voto sprecato è sicuramente quello al centrosinistra, Renzi, Leu e Bonino, perché sono fuori combattimento. La sfida è con il centrodestra".

Luigi Di Maio, leader di M5S, ospite del forum Facebook-ANSA. Di Maio risponde in diretta alle domande del direttore e dei giornalisti dell'Agenzia e dei lettori di ANSA.it. (ANSA)

Carabiniere spara moglie e si 

barrica in casa con le figlie. 

Dopo ore di trattative 

ha ucciso le bambine 

e si è suicidato.

 

E' accaduto a Cisterna di Latina.

 

Luigi Capasso, il carabiniere che stamani aveva sparato alla moglie a Cisterna di Latina, si è suicidato e nell'appartamento sono state trovate morte le due figlie di 8 e 14 anni. I carabinieri hanno fatto irruzione nella casa, dove l'uomo si era barricato per nove ore con le bambine, dopo che si erano interrotte le trattative da circa un'ora.
Capasso, appuntato dei carabinieri in servizio a Velletri, alcune ore prima aveva sparato con la pistola d'ordinanza alla moglie, Antonietta Gargiulo, di 39 anni, durante una lite avvenuta nel garage e si era poi barricato in casa con le due figlie, di 14 e 8 anni.
La coppia si stava separando.  La moglie del militare è stata raggiunta da più colpi di pistola mentre era in garage, intorno alle 5 di questa mattina, e stava uscendo per recarsi al lavoro, alla Findus di Cisterna. La donna è stata trasportata in gravissime condizioni con l'eliambulanza all'ospedale San Camillo di Roma. Secondo quanto si è appreso da fonti sanitarie, avrebbe tre ferite da colpi d'arma da fuoco: alla mandibola, alla scapola e all'addome.

"E' stato mio marito". Questo ha detto la donna ai vicini di casa che l'hanno soccorsa stamani dopo che era stata raggiunta dai colpi di pistola sparati dall'appuntato mentre si trovava in garage. I vicini hanno poi chiamato l'ambulanza che ha trasferito la donna, in gravi condizioni, in ospedale.

Comandante cc Latina, si teme il peggio - "Temiamo il peggio ma non abbiamo ancora notizie definitive", aveva detto il comandante provinciale dei carabinieri di Latina, il colonnello Gabriele Vitagliano, rispondendo alle domande della stampa riguardo alla sorte delle due figlie del carabiniere.
"L'uomo sta parlando con dei nostri negoziatore professionisti. È in stato di forte agitazione e non ragiona in modo limpido -aggiunge il comandante- lui è solo con le bambine. Sono arrivate persone che lo conoscevano per aiutare i nostri negoziatori a fornire informazioni utili per parlare con lui. Stiamo lavorando". Per precauzione è stato staccato il gas a tutta la palazzina dove si trova l'appartamento in cui l'uomo è barricato con le figlie.

Antonietta su fb, donna che ama suoi figli  - "Sono una donna che ama i suoi figli". Così si definisce su fb Antonietta Gargiulo. I due si stavano separando. Il 26 febbraio 2016 aveva cambiato il suo status e aveva scritto: 'Inizio di una relazione complicata con me stessa'.

Su Fb scrivono,"consegnati, pensa a figlie"  - "Sono le tue splendide figlie lasciale andare e consegnati ai colleghi, potrai tranquillamente parlare, fallo stai sereno". E' solo uno delle decine di messaggi che su Facebook erano comparsi sul profilo del carabiniere. "Consegnati - scrive un altro - Pagherai per quello che hai fatto, però la vita potrà ancora sorriderti. Fai un gesto di coraggio, lascia le ragazzine e consegnati", e ancora " i bambini non meritano questa tua frustrazione, mettili al sicuro. Può finire al meglio, sconterai la tua pena e vivrai di vergogna". I messaggi sono tutti dello stesso tenore: "Lascia le bimbe. Apri quella porta e lasciale vivere. Te lo chiediamo, pregandoti. Devono vivere. Lasciale subito". (ANSA)

Elezioni 2018, il campione 

olimpionico Domenico 

Fioravanti è il nome proposto 

dal M5s come ministro 

dello Sport.



Fioravanti, candidato in Piemonte nell'uninominale alla Camera, ha vinto la medaglia d'oro ai Giochi olimpici di Sydney 2000 nei 50 e 100 rana. È stato anche due volte campione europeo. Dopo l'annuncio: "Non sarò solo al taglio dei nastri, ma nelle palestre e nelle piscine. No al doping, dopo le sconfitte non esistono scorciatoie".

 

Il due volte campione olimpionico di nuoto, Domenico Fioravanti, è il ministro dello Sport designato dal M5s nella lista inviata al Quirinale. L’ex nuotatore si aggiunge ai cinque nomi già resi pubblici dai Cinque Stelle, dall’economista Lorenzo Fioramonti proposto per lo Sviluppo Economico alla dirigente ministeriale Alessandra Pesce che il Movimento vorrebbe all’Agricoltura.
“Sarà un grande onore e un grande privilegio, ma anche una grande responsabilità. Io mi reputo un uomo di sport ma anche al servizio dello sport”, convinto della necessità di “valorizzarlo e spiegarlo ai nostri figli”, ha detto Fioravanti dopo l’annuncio alla convention M5s “Sport e legalità” Pescara. “Bisogna lavorare” per trasmettere ai giovani e ai più piccoli “le regole e i sani valori”, compreso il “rispetto dell’avversario”, ha aggiunto. “Ho vissuto sulla mia pelle il bello e il brutto dello sport, mi ha insegnato a non mollare mai, mi ha insegnato che è normale perdere e anche questo bisogna spiegarlo ai giovani – dice – Tutti noi ci siamo ritrovati a rialzarci dopo una sconfitta”, l’importante è farlo “senza scorciatoie, senza l’utilizzo di sostanze proibite. Non è importante se qualche volta perdiamo e cadiamo, quel che conta è rialzarsi per il raggiungimento degli obiettivi”.
“Semmai sarò ministro, non sarò solo presente al taglio dei nastri – promette Fioravanti – ma lo sarò in prima persona nelle palestre, nelle piscine e negli impianti sportivi per mostrare che non siamo solo ‘figurine'”, ma vicini “ai piccoli e ai giovani che rappresentano il motore del futuro“. Candidato in Piemonte nell’uninominale alla Camera, l’ex nuotatore ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Sydney 2000 nei 50 e 100 rana. È stato anche due volte campione europeo e nel 2011 è entrato nell’International Swimming Hall of fame. “Avrà un grande valore, sarà improntato a migliorare la qualità della vita”, ha detto nelle scorse ore Luigi Di Maio parlando del ministero e, senza dire il nome, ha anticipato che il titolare sarà una persona che “viene dal settore”.
Il giorno dell’annuncio della sua candidatura, Fioravanti aveva spiegato di essere stato convinto “dal progetto e dall’entusiasmo contagioso” dei Cinque Stelle. “Mi è bastato davvero poco per accettare la candidatura”, aveva aggiunto il campione olimpico che ha deciso di correre in Piemonte per “riconoscenza nei confronti del territorio in cui sono nato e cresciuto”. “È successo un po’ per caso. Ho sempre seguito la politica, ma non avevo mai pensato di candidarmi. Tutto è nato un po’ all’improvviso” anche perché “ultimamente non ho votato perché non trovavo nessuno che mi rappresentava”.
Nei giorni scorsi era circolato il nome del conduttore televisivo e attuale presidente della Mens Sana Siena, Guido Bagatta, che aveva tuttavia declinato l’invito ammettendo di aver dialogato con il candidato premier pentastellato sulla possibilità di occuparsi dello Sport in un eventuale futuro governo guidato a guida M5s.-

Lanciati sacchi rifiuti 

contro De Luca.

 

Centri sociali irrompono a inaugurazione nuovo 

reparto ospedale.

 

 

   Tensione a Pozzuoli, dove un gruppo composto da una trentina di manifestanti appartenenti al centro sociale Insurgencia ha fatto irruzione nell'ospedale Santa Maria delle Grazie, interrompendo la cerimonia di inaugurazione del nuovo reparto di urologia. Gli attivisti hanno lanciato dei sacchetti di spazzatura contro il governatore Vincenzo De Luca e le altre autorità presenti sul palco, tra cui il sindaco Vincenzo Figliolia. I manifestanti sono stati allontanati dagli agenti della Polizia di Stato dei commissariati di Pozzuoli e Giugliano in Campania. Sul posto sono stati inviati anche i reparti mobili di Polizia e dei Carabinieri. (ANSA)

Capo d’Orlando, si è insediata 

la Consulta dei Nebrodi.

 

 
pubblicato da www.amnotizie.it
 
 
 

E’ stata formalmente costituita la Consulta dei Nebrodi, l’organismo consultivo e propositivo sui temi della legalità, del lavoro, delle politiche giovanili, dello sport e del turismo e cui hanno finora aderito numerosi Comuni del comprensorio.

 

 

In apertura di seduta, ieri sera nella sala consiliare di Capo d’Orlando, il Presidente del Consiglio Carmelo Galipò, ha chiesto ai ragazzi di “occuparsi dei problemi delle proprie comunità e del proprio comprensorio. Questo coinvolgimento può e deve essere da stimolo per le Amministrazioni Comunali. Vedo comunque negli occhi di questi giovani l’energia e la proposizione necessari per innescare un circuito virtuoso che porti alla crescita” .
Il Sindaco Franco Ingrillì ha esortato rappresentanti dei Comuni a farsi avanti in politica: “Il futuro è vostro, vi appartiene – ha detto il Sindaco – fate di tutto per non farvelo scippare. Di fronte agli sconfortanti scenari politici attuali, la vostra presenza è una boccata d’aria fresca. Attendiamo le vostre idee e le vostre proposte per la grande Comunità dei Nebrodi”.
Dopo la costituzione formale della Consulta, i lavori sono stati rinviati al 13 marzo per l’elezione del Presidente, del Vicepresidente e di tre componenti del Consiglio. “Un rinvio necessario – ha dichiarato il Vicesindaco Andrea Paterniti – per consentire ai Comuni che non l’hanno ancora fatto di formalizzare la loro adesione ed indicare i loro rappresentanti in seno all’assemblea. L’obiettivo è l’unione, la condivisione di un percorso di confronto e di crescita sociale e culturale con gli altri Comuni del comprensorio”.-

FRASI MODERNE.

 


Latina, carabiniere spara

alla moglie e si barrica

in casa con le figlie.



Al termine del servizio, l'appuntato litiga con la moglie da cui si sta separando. La sparatoria per strada, poi le bimbe in ostaggio.






Un gravissimo dramma familiare sconvolge Cisterna di Latina. Un appuntato dei carabinieri di 45 anni ha aperto il fuoco contro la moglie.







Poi si è barricato in casa con le due figlie. All'origine del folle gesto la separazione in corso dalla donna.
Al termine del servizio, che presta a Velletri, nei Castelli Romani, il carabiniere è tornato a casa, che si trova a "Collina dei Pini" nel vicino comune pontino, e ha aspettato che la moglie 43enne uscisse per andare a lavorare alla Findus. Per strada è iniziata una brutta litigata che ha portato alla sparatoria. L'uomo, che non ha mai accettato la separazione, ha prima colpito la donna con due, forse tre, colpi d'arma da fuoco esplosi dalla pistola d'ordinanza, poi si è barricato in casa tenendo in ostaggio le due figlie di 8 e 12 anni.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i colleghi per convercerlo a desistere e a liberare i bambini. Ma non riuscendo a convincerlo è stata fatta intervenire anche una squadra di specialisti per una eventuale incursione. La donna, che è stata colpita al petto e allo zigomo e poi lasciata sanguinante a terra, è stata immediatamente portata all'ospedale "San Camillo" di Roma.-

martedì 27 febbraio 2018

Cocaina da Messina a 

Siracusa: 16 misure 

cautelari nelle due città.

 
 
I carabinieri del Comando provinciale di Siracusa, con l’operazione Tonnara, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di sedici persone, residenti tra Siracusa e Messina, accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, hanno permesso di scoprire un’organizzazione criminale che si occupava della vendita, in particolare modo di cocaina, alla periferia di Siracusa.
L’ attività investigativa si è avvalsa anche dell’apporto di collaboratori di giustizia, rivelando l’esistenza di un’organizzazione da tempo attiva a Siracusa, ed in particolare nella zona della “Tonnara”, da cui ha preso il nome l’operazione dei carabinieri. Il gruppo criminale, ben noto nell’ambiente dei consumatori di stupefacente della città, che vedevano nella “piazza di spaccio della Tonnara” un luogo dove poter acquistare nell’arco dell’intera giornata la cocaina, si era dotato di una vera e propria organizzazione. In particolare, sotto la direzione di Danilo Briante e Antonio Rizza.
Venivano predisposte le numerose dosi giornaliere di stupefacente, poi distribuite agli spacciatori organizzati in veri e propri turni di lavoro, in modo da garantire le cessioni di stupefacente durante l’intera giornata. Vedette posizionate strategicamente e, in alcune circostanze, utilizzate per essere inviate nei pressi della caserma dei carabinieri per verificare se vi fossero le auto dei militari pronte ad intraprendere servizi antispaccio.
La droga veniva acquistata attraverso due canali di approvvigionamento, uno catanese e uno messinese, per poi essere tagliata e suddivisa in dosi all’interno di un appartamento di via Aldo Carratore, casa popolare in uso a Briante e occupata da Raffaele Ballocco che aveva il compito di distribuire le dosi ai pusher, spesso lanciando loro dal balcone alcuni involucri appositamente predisposti. Nel corso dell’attività di indagine durata oltre un anno dal febbraio del 2016, sono stati sequestrati oltre 3 chili di cocaina, arrestate 20 persone e sequestrati oltre 5000 euro.

   I destinatari della misura della custodia cautelare in carcere sono: Danilo Briante, 43 anni, Antonio Rizza, 30 anni, Alessandro Abela, 32 anni, Angelo Albarino, 44 anni, Raffaele Ballocco, 31 anni, Vincenzo Buccheri, 46 anni, Luigi Calcinella, 33 anni, Dario Caldarella, 34 anni, Alessandro D’Agata, 38 anni, Massimiliano D’Ignoti Parenti, 47 anni, Gaetano Maieli, 39 anni, Giuseppina Riani, 37 anni, Ivan Rossitto, 32 anni, Leandro Salemi, 21 anni, Massimo Salemi, 44 anni, e Pasquale Graziano Urso, 24 anni.-

LA NEVE BLOCCA L'ITALIA.

 

Tra Delrio e Fs è già guerra sui disservizi ferroviari

 
 


Il freddo siberiano che ha piegato l’Italia, coprendola da Nord a Sud in una fitta coltre di neve ha causato molteplici disagi, soprattutto sul sistema dei trasporti. L’Italia, difatti, non è abituata a fare i conti con il clima rigido, soprattutto in alcune zone del Paese, nelle quali non nevicava così da moltissimi anni.
E quando in un Paese come l’Italia, abituato a vivere al sole, la perturbazione Burian ha fatto nevicare per ore perfino su Roma, la Nazione si è davvero bloccata. Il più forte disagio si è avvertito sulla rete ferroviaria, lungo la quale sia Rfi e Italo, hanno sospeso oltre il 20% dei treni a lunga percorrenza e il 70% delle corse regionali. Questo nei migliori dei casi. Infatti, vi sono state situazioni ancor più al limite con grandissimi ritardi e gente intrappolata al freddo sul treno. Un caso su tutti, l’intercity Reggio Calabria-Torino che ha impiegato ben 29 ore per arrivare a destinazione.
Il treno era partito giorno 25 febbraio in perfetto orario, alle 21.35, dalla stazione di Reggio Calabria, ma le nevicate che si sono verificate durante la notte tra il 25 ed il 26 febbraio hanno bloccato il treno sui binari poco fuori Roma. L’Intercity sarebbe dovuto arrivare a Torino Porta Nuova alle 16.40 di ieri, ma è invece arrivato in Piemonte alle prime ore di oggi, intorno alle 3 di notte, dopo un’odissea di 29 ore. Il treno Reggio-Torino è il simbolo di questa incredibile ondata di maltempo e di come i vettori ferroviari e la stessa protezione civile abbiano sottovalutato il rischio maltempo.
Proprio su questo argomento, Ministero e vertici dei vettori ferroviari, Trenitalia ed Italo, si confronteranno presto per capire se è davvero stato fatto tutto il possibile, oppure esistano precise colpe. Di questo avviso pare essere un arrabbiatissimo Graziano Delrio, che punta il dito contro Rfi, per il ministro rea di non avere messo a punto un’efficiente macchina manutentiva, benchè i bollettini meteo diramati già da giorni avvisassero delle nevicate e gelate.
Fonti interne al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti riferiscono che Graziano Delrio avrebbe già fatto recapitare sulla scrivania degli Ad di Italo e Trenitalia la richiesta di produrre un “rapporto dettagliato al fine di poter valutare eventuali responsabilità”. Il sistema ferroviario si sarebbe fatto trovare impreparato, costringendo i passeggeri a restare bloccati, ma gli amministratori delegati delle società di trasporto, rispediscono al mittente le accuse di manutenzione inadeguata, giustificandosi sull’assunto che le previsioni meteo sui bollettini ufficiali erano meno apocalittiche del previsto. Le nevicate preventivate nei bollettini ufficiali, secondo FS, Rfi e Italo, sarebbe state di gran lunga sottovalutate, ad esempio, su Roma le previsioni avrebbero dato solo un’unica e breve nevicata, mentre come abbiamo visto, sulla Capitale la neve è caduta ininterrottamente per almeno 3 ore. Smentite anche le voci sul cattivo funzionamento delle cosiddette “scaldiglie”, sensori lungo i binari che sciolgono la neve depositata. Questi strumenti avrebbero funzionato, secondo i vertici delle compagnie ferroviarie, ma sono tarati per sciogliere solo un dato quantitativo di neve, per questo non sono riuscite a smaltire del tutto il ghiaccio depositato e trasportato dagli stessi treni nel loro sottocassa.
Questo clima rigido continuerà a stringere l’Italia nella morsa del gelo per tutta la settimana e non si escludono nuove nevicate che potrebbero creare altri disservizi.-

Povera Sicilia, senza risorse 

e con progettualità zero.

di Ferdinando Cavaleri

Povera Sicilia. Povera nel senso più autentico del termine: ultima in Europa, senza risorse, con una disoccupazione giovanile ormai oltre il 50%, imprese in affanno, a corto di investitori stranieri, senza progetti così da perdere il 99% dei fondi europei.
E’ drammatica la fotografia della situazione economica che emerge dal Documento di economia e finanza 2018-2020 a firma del presidente Nello Musumeci e dell’assessore all’Economia Gaetano Armao, trasmesso ieri all’Ars per la discussione e l’approvazione.
Adesso si cerca di correre ai ripari attivando un serrato confronto col Governo nazionale, in particolare con il Ministero dell’Economia e le Finanze, con il primo conseguente risultato del ricorso all’esercizio provvisorio, cui ormai siamo abituati da tempo, che andrà avanti fino al possibile data anche la vacatio seguita allo scioglimento delle Camere quindi in attesa del nuovo Esecutivo nazionale. Mesi di impasse che aggravano un quadro disarmante e sulle cui responsabilità i siciliani non possono non interrogarsi.
Il documento di economia e finanza regionale costituisce il principale strumento della programmazione economico-finanziaria e delle misure di politica economica regionale ed ha l’obiettivo di indicare la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine. Obiettivo della giunta Musumeci è quello di  restituire ai siciliani una Regione “normale”, un approdo finora mancato se siamo tra le ultime regioni d’Europa, dove dei 5 milioni di residenti soltanto 1.370.000 risultano occupati (compresi i sommersi).
Vediamo alcuni dati.
In dieci anni la Sicilia ha perduto 223.600 posti con meno di 44 anni e ne ha creato 94.200, coperti da ultra 44enni. La perdita di occupazione è di 130.000 unità (tasso di disoccupazione al 22,1% quella giovanile al 57,2%). Tra disoccupati (383.000) e coloro che vorrebbero lavorare la disoccupazione coinvolge quasi un milione di siciliani, circa 300.000 in più del 2007, distruggendo così la speranza di lavoro, di futuro, di famiglia di tanti. Se si prende a riferimento l’Emilia-Romagna, dove su 4,5 milioni di abitanti lavorano in 2 milioni, occorre circa 1 milione di nuovi posti di lavoro;
– si registra in Sicilia il terzo peggior tasso di attività (40%), fanno meno soltanto Calabria e Campania;
– il numero di occupati nel settore manifatturiero è insufficiente e pesantemente colpito dalla crisi (123.000 occupati su 1.3 milioni di occupati totali);
– si registra il più alto numero di famiglie a rischio povertà (55,4%, ben oltre Puglia 47,8% e Campania 46,1%) in rapporto alla popolazione;
– l’indice di infrastrutturazione, la metà della Liguria, colloca la Sicilia al penultimo posto in Europa, dopo la Calabria;
– la Sicilia ha il più alto numero di persone che vivono all’estero: circa 800mila, il 15% dei cinque milioni di residenti nell’Isola;
– ogni anno 25.000 siciliani emigrano verso il nord d’Italia e d’Europa (sempre più laureati e specializzati), con un costo pari a 5Md€ per 5 anni, il numero di Neet (giovani fra 18 e 24 anni che non si formano e non cercano lavoro) è al 41,4%, secondo solo alla Guyana francese (44,7%) e alla regione bulgara Severozapaden (46,5%);
– la dispersione scolastica e universitaria è ai massimi livelli nazionali, superiore al 20%, raggiungendo la maggior incidenza tra i giovani tra i 18 e 24 anni con la sola licenza media e non più in formazione;
– il PIL-pro capite (17.100€) è inferiore a Grecia ed Ungheria. Sono circa 13 i punti persi rispetto agli anni pre-crisi, si è ampliato il divario in termini di reddito-pro capite con le aree più sviluppate del Paese ed i principali indicatori economici si sono contratti in misura superiore alla media nazionale (Banca d’Italia 2017);
– tra il 2007 e il 2016 la Sicilia ha perso il 12% del PIL, quasi il doppio del Nord Italia (7%) e comunque più del Sud (11%): agricoltura -15%, l’industria -54%, l’edilizia -43%, solo il turismo ha limitato i danni e l’export invece è cresciuto solo da 3,3 a 3,5md€;
– l’indice di competitività europeo (che oltre al PIL misura innovazione, governance, trasporti, istruzione, infrastrutture, salute e capitale umano) colloca la Sicilia al 237° posto su 263 regioni europee;
– nonostante la flebile ripresa, ben più contenuta che in altre zone del Sud Europa (Spagna, Malta), l’economia siciliana stenta a crescere e con questa lentezza tornerà ai livelli del 2008 soltanto dal 2030, mentre gli investimenti infrastrutturali finanziati dallo Stato sono scesi del 40%;
Per le Pmi si registra una notevole difficoltà di accesso al credito che spinge tanti operatori a non poter più onorare gli impegni presi, determinando a traino negativi orizzonti per la catena economica, difficoltà che hanno determinato una forte riduzione dell’erogazione creditizia a favore delle M-Pmi di oltre il 19% a livello nazionale (dal 2011 al 2015) e di oltre il 2,2% nel solo 2016; in Sicilia, ciò si è tradotto in un calo delle erogazioni per ben 556mn€;
– i progetti di investimento delle risorse europee hanno generato poca occupazione: in Sicilia con i 4,2 md€ della programmazione 2007-2013 sono stati creati 8.663 posti di lavoro, 484 mila euro per ogni posto;
– i siciliani spendono ogni anno 65/70md€ per acquistare beni (in particolare nel settore alimentare) e servizi prodotti al di fuori dell’Isola, importando prodotti, specialmente agricoli, disperdendo ricchezza e non valorizzando la produzione agricola locale;
– nei precedenti esercizi il debito regionale é lievitato da 5 ad 8 md€ (+41%), si sono determinate criticità evidenziate nel giudizio di parificazione del rendiconto generale nel luglio scorso della Corte dei conti, molti Comuni sono prossimi al dissesto finanziario, le addizionali regionali sono elevate al massimo livello, sono stati conclusi accordi finanziari che depotenziano le previsioni dello Statuto ed il contributo al riequilibrio della finanza pubblica é raddoppiato in cinque anni (1,36 md€).
Per uscire dal guado, secondo l’assessore Gaetano Armao, “la Sicilia deve darsi un ruolo politico attivo, d’intesa con le altre regioni del Sud, in una economia europea proiettata verso i paesi dell’area afroasiatica. Per questo occorre dedicare particolare attenzione ai rapporti della Regione con l’UE e con i paesi extra europei rivieraschi del Mediterraneo, alla ricerca di interessanti sbocchi di mercato e di impiego di capitali da investire nell’Isola. Si possono coniugare uguaglianza e pari opportunità con l’economia di mercato per tornare ad essere una terra dove si può nascere, studiare, lavorare, far famiglia ed invecchiare serenamente. In tal senso occorre sostenere l’impresa quale fattore di crescita e di progresso per la Sicilia. Solo l’impresa, infatti, può offrire “lavoro vero” ed assicurare valore aggiunto ed innovazione. Compito dell’amministrazione regionale non è dare lavoro, troppo spesso manifestatosi precario, ma favorire la nascita e lo sviluppo d’imprese: eliminando pastoie burocratiche, riducendo l’eccessiva tassazione, garantendo sicurezza e legalità, favorendo ricerca ed esportazione.
Per attrarre investimenti occorre puntare, utilizzando le prerogative autonomistiche e rinegoziando gli accordi con lo Stato, sulla fiscalità di sviluppo (per imprese manifatturiere e di servizi, ma anche culturali e cinematografiche, attività turistiche nelle isole minori) e sulle zone economiche speciali (differenziate da quelle, che appaiono, invero, poco efficaci già introdotte a livello statale), avendo riguardo anche alle aree interne e montane. Al fine di semplificare l’allocazione di nuove iniziative imprenditoriali extraregionali occorre procedere alla costituzione di un’agenzia di attrazione degli investimenti che concentri, snellendoli, i processi decisionali su incentivi ed autorizzazioni per imprese non residenti che intendono realizzare nuove iniziative nella Regione, divenendone responsabile in termini di tempi ed incentivi, ammodernando altresì la legislazione urbanistica, edilizia e commerciale La Sicilia oggi spende più per pagare il debito che per investire in agricoltura, conseguenza di un modello di austerità che ha fatto pagare il prezzo più alto, ha impoverito i ceti medi, distrutto ricchezza, posto fuori mercato imprese e professioni, mortificato chi vive di pensione. La pressione fiscale, raggiunto il riequilibrio finanziario della sanità, non è diminuita ed i siciliani sono i più tartassati d’Italia, ma il livello dei servizi sanitari impone ancora a migliaia di cittadini di migrare pure per ragioni di salute”.
Ecco allora la strategia per cambiare tempestivamente rotta: per bloccare la deriva economica e sociale occorre fornire immediatamente ogni strumento che incentivi le imprese e tuteli i giovani e più in generale le fasce deboli della società isolana, coloro che si sentono emarginati, non garantiti. L’obiettivo più sentito è il lavoro e al servizio di questo obiettivo é necessario mettere ogni possibile risorsa umana, finanziaria e organizzativa.
Secondo punto strategico, realizzare un programma di riforme che consenta di strutturare la macchina economica e burocratica affinché la Regione non rimanga un problema tra i problemi ma divenga il motore di crescita e di sviluppo del territorio e realizzi uno standard di benessere diffuso. Nell’uno e nell’altro caso serve il pre-requisito essenziale che deve animare ogni classe dirigente. Una decisa azione di contrasto alla mafia, comunque si manifesti, e ad ogni forma di illegalità.
Per sostenere le imprese piccole, medie e grandi serve fare ricorso ai fondi comunitari e questo è un tasto dolente se si tiene conto che, nonostante il quadro complessivo europeo sia stato avviato nel 2014 e scadrà nel 2020, ancora oggi il tasso di somme impegnate e spese è quasi pari solo all’1 per cento. Serve rimodulare i Fondi europei, accelerare la spesa, qualificare il parco progetti, puntare – si pensi all’agricoltura – a bandi europei che siano accessibili non soltanto alle grandi aziende, ma anche alle piccole e medie aziende. Si deve reagire ad una prospettiva di “decrescita infelice” alla quale sembra condannata l’Isola, a causa di scelte ed inerzie della politica che hanno indotto la mortificazione dell’autonomia, quando invece occorre curarne i mali e, in una prospettiva di rilancio, lavorare a una profonda revisione dello Statuto che miri alla crescita ed alla coesione, incentrando i propri sforzi su riforme strutturali, rafforzamento dell’autonomia finanziaria, interventi infrastrutturali, attrazione di investimenti mediante fiscalità di sviluppo, sostegno alle imprese innovative, alle startup ed agli spin-off universitari, coinvolgimento dei privati nella valorizzazione dei beni culturali, razionalizzazione dell’offerta turistica, interventi di risanamento territoriale, integrazione Regione-autonomie locali. Solo così si può restituire senso alla specialità quale strumento “inclusivo” per garantire il diritto all’innovazione ed a politiche di vantaggio per i siciliani e non per gestire un’agonia attraverso ormai insostenibili misure ‘estrattive’ di tipo clientelare.
All‟incompletezza e frammentarietà dei documenti finanziari (DEFR 2018-2020 e bozza di finanziaria 2018) lasciati al Governo subentrante, sino all‟omessa adozione del bilancio consolidato entro il 30 settembre (senza neanche l‟avvio delle procedure) alla quale é conseguita l‟applicazione delle sanzioni previste dall‟ordinamento e dagli effetti della recentissima pronuncia della Corte dei conti-Sezione Autonomie sulla contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità (19 dicembre 2017, n. 28).
In particolare si é imposta la profonda revisione del DEFR approvato dalla precedente Giunta, che risultava incompleto e lacunoso, mentre risultava opinabile la copertura delle scarne norme del disegno di legge finanziaria depositate in segreteria di Giunta a fine ottobre, prive del visto della Ragioneria e mai approvate. Il riferimento é all’importo che é stato iscritto come recupero per regolazioni contabili IRPEF effettuate nell’anno 2016 appostate in bilancio per 230 milioni di euro nel 2018 e 184 nel 2019, in assenza di qualsivoglia formale riconoscimento del credito di parte statale, il che rendeva a dir poco improbabili le annunciate misure di incremento stipendiale per il personale.-