domenica 30 giugno 2019

Autostrade: per Commissione 

Mit grave inadempimento.

 

Relazione su Ponte Morandi, giusta revoca 

concessione.

 

Il crollo del ponte ha comportato la mancata restituzione di un bene la cui custodia la concessione aveva affidato ad Autostrade per l'Italia, che era tenuta a restituirlo integro. Ci configura un grave inadempimento che consente la revoca unilaterale della concessione. É questa, a quanto apprende l'ANSA, la sintesi a cui è giunta la relazione della commissione del Mit sul Ponte Morandi.

Il crollo - recita un passaggio dell'abstract della relazione - lascia presupporre gravi lacune del sistema di manutenzione che si possono ritenere sussistenti su tutta la rete autostradale (molti ponti hanno stesso livello di rischio di quello di Genova!) e che pertanto giustificano che lo Stato abbia perso fiducia nell’operato di Aspi (da tenere conto che Autostrade per l'Italia ha già iniziato un forte intervento di manutenzione straordinaria dopo il crollo). Secondo la commissione sono inoltre nulle (o comunque non applicabili al caso) alcune clausole della convenzione che prevedono risarcimenti per risoluzione anticipata, anche se comunque aspi lo chiederà in sede contenziosa e non si può escludere che li ottenga.

L'articolo 9 bis della convenzione prevede che il diritto a indennizzo/risarcimento del concessionario sussiste "nel rispetto del principio dell'affidamento". A quanto leggiamo dalla stampa la relazione del Mit ha evidenziato invece gravi inadempienze da parte di Aspi. Ciò significa che lo Stato nel caso di revoca non dovrà pagare ad Aspi i soldi per i mancati guadagni, come qualcuno ha provato a dire in questi giorni". Lo sottolineano fonti di governo M5S. "Noi ci stiamo muovendo nel rispetto del contratto di concessione e nel solco dei contratti in essere. Perché chi investe in Italia deve sapere che è il benvenuto, che supportiamo il business, ma nel massimo rispetto degli interessi nazionali", concludono.

"A quanto stiamo apprendendo sarebbero emerse gravi inadempienze da parte di Autostrade (e dunque i Benetton). Noi ci stiamo muovendo nel rispetto del contratto di concessione e nel solco dei contratti in essere. Andiamo avanti, come un treno! Un abbraccio alle famiglie delle vittime del Ponte Morandi. Lo Stato, questo Stato, è con voi". Così Luigi Di Maio su Facebook.- (ANSA)

Il Canada premia il cinema 

Italiano.

 

40 mila spettatori all'Icff, premi anche a 

Barbareschi, Detassis.

 

(ANSA) - NEW YORK, 30 GIU - Nicola Piovani, Oscar 1999 per la colonna sonora di "La vita è bella", ha ricevuto il premio alla carriera dell'Icff, il festival canadese del cinema italiano contemporaneo la cui ottava edizione si e' conclusa a Toronto con un omaggio a Nick Vallelonga, il produttore di "Green Book".

Tra le altre celebrità premiate, Virginia Raffaele, Luca Barbareschi, Ezio Greggio e Piera Detassis. "L'amica geniale" si e' aggiudicata il premio per la miglior serie tv, mentre il premio della critica e' andato a "Figlia mia" di Laura Bispuri.

Il film ispirato alla vita della cantante Mia Martini "Io sono Mia" e "Nati 2 volte", ispirato alla vera storia di un transessuale italiano e diretto da Pierluigi Di Lallo hanno vinto il premio del pubblico. 

Piera Detassis, direttrice dei David di Donatello e presidente onoraria della giuria ha ricevuto lo Special Achievement Award per il suo contributo alla promozione del cinema di qualità. 

A Barbareschi, produttore e attore, il premio ICFF Best Producer Award 2019.- (ANSA)

   

Messina, bomba rimossa. 

Gli sgomberati possono 

tornare a casa. 

FOTO e VIDEO


Marco Ipsale |

 
domenica 30 Giugno 2019 - 11:09 
pubblicato da www.tempostretto.it
 
 
E' in viaggio verso la cava di Santo Stefano, dove verrà fatta brillare.

MESSINA – Tutto come nei piani. Intorno alle 7.50 sono iniziate le operazioni di disinnesco dell’ordigno ritrovato nel cantiere di via don Blasco, già due ore dopo era stato disinnescato.

I militari del IV Genio Guastatori di Palermo hanno potuto procedere al despolettamento in loco, intorno alle 9, così le operazioni si sono svolte in modo rapido.

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Intorno alle 9.30, invece, via al trasporto nella cava prestabilita di Santo Stefano, dove verrà fatta brillare. Alle 10.30 cessa l’allarme per i residenti, fatti sgomberare sin dalle 5.30 di stamattina. Sono stati riaperti i varchi ed è stato disposto il rientro nelle proprie case di circa tremila abitanti. Chi invece si trovava nella zona gialla, un altro migliaio, può uscire.

image: https://www.tempostretto.it/wp-content/uploads/2019/06/ccs.jpg

Le operazioni non sono ancora concluse fino al brillamento della bomba ma la macchina organizzativa, coordinata dalla Prefettura, ha funzionato. Già da ieri sera la maggior parte dei residenti nella zona rossa ha abbandonato le proprie case, “rifugiandosi” da parenti e amici, mentre è stata riservata particolare attenzione alle persone con mobilità ridotta.

Dalle 5 del mattino è stato costituito in Prefettura il Ccs (Centro Coordinamento Soccorsi), che ha operato in raccordo con il Coc (Centro Operativo Comunale) per tutta la durata delle operazioni. Le postazioni dei vigili del fuoco, con 25 operatori, sono state dislocate in 4 punti dentro la zona gialla.

Modifiche anche al trasporto pubblico cittadino, ferroviario e navale. Ma si è trattato di disagi di poche ore, visto che già a metà mattinata l’allarme è rientrato.-


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Sea Watch: i finanzieri, 

la nave poteva schiacciarci.

 

"Non ha fatto nulla per evitarci, 

hanno detto solo spostatevi".

 

"La comandante non ha fatto nulla per evitarci, siamo stati fortunati: poteva schiacciarci". Se la sono vista brutta, i cinque finanzieri che la scorsa notte erano a bordo della motovedetta 808 - una classe 800 di base a Crotone - che ha tentato, invano, di impedire alla Sea Watch, un bestione da 650 tonnellate, di attraccare al molo di Lampedusa.

Salvini ha parlato di un atto di guerra, di un gesto criminale da parte della capitana Carola Rackete: "si è rischiato il morto". I cinque uomini che erano a bordo sono più cauti anche se tutti sono consapevoli del rischio corso. Quando c'è stato lo 'scontro' tra le due imbarcazioni, attorno alle 2 di notte, a bordo c'erano il comandante, il direttore di macchina, il motorista e due radaristi: due erano in plancia, uno a poppa e due a prua. 

In due, uno avanti e uno dietro, hanno tentato con le mani di allontanare la motovedetta dalla Sea Watch, in modo da guadagnare quel minimo spazio per sfilarsi e non rimanere incastrati con la banchina. Ci sono riusciti, anche se la 808 ha urtato parte del molo prima di svincolarsi.

"Avevamo tentato di fermarla più volte - racconta il direttore di macchina - prima ancora che entrasse in porto, quando ha messo la prua in direzione Lampedusa, e poi quando è arrivata in prossimità del molto, mettendoci di traverso. Ma il comandante non ha risposto all'alt, non ha voluto sentire ragioni e ha continuato a manovrare, venendo verso di noi".

 Una volta entrata in porto, di poppa, la Sea Watch ha cominciato ad avvicinarsi alla banchina commerciale dove solitamente attracca il traghetto che fa servizio con Porto Empedocle, l'unico posto dove una nave di 50 metri potesse fermarsi. "Ci siamo messi a protezione della banchina - prosegue il racconto dei finanzieri - e la sea Watch si è avvicinata manovrando con le eliche di prua, spinta dal vento. Da bordo ci hanno detto 'spostatevi' e nient'altro, il comandante non ha fatto nulla per evitarci".

A quel punto la 'toccata' tra le due imbarcazioni è stata inevitabile. "C'è stato una sorta di movimento 'elastico', prima ci ha schiacciato verso la banchina e poi ha mollato. Solo in quel momento ci siamo potuti sfilare". Ma perché non vi siete tolti di mezzo prima? "Perché il nostro compito - rispondono a bordo - era quello di non far attraccare la nave che era priva di autorizzazione. Ed è quello che abbiamo fatto finché abbiamo potuto. 

Poi ci siamo dovuti sfilare, se fossimo rimasti lì, se fossimo rimasti incastrati, la nave avrebbe distrutto la motovedetta". La comandante Carola non voleva però 'speronare', come dice il ministro, l'unità delle Fiamme gialle.... I finanzieri ci pensano un attimo prima di rispondere. "Lei voleva attraccare a tutti i costi, questo è chiaro. E noi abbiamo avuto fortuna ad avere il tempo di uscire da quella situazione ed evitare danni irreparabili".- (ANSA)


Incendi: fiamme in Cadore 

sul Col Rosà.

 

Segnalato scoppio e fumo, intervento VV.FF. in vasta zona.

 


(ANSA) - CORTINA D'AMPEZZO, 30 GIU - Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato nel pomeriggio sul Col Rosà, a circa 600 metri sopra Ospitale di Cadore (Belluno), tra la Croda de R'Ancona e Zuoghi.

La segnalazione è giunta da alcune persone che dal Col Rosà avevano sentito provenire un forte boato e poi avevano visto alzarsi il fumo di un incendio. 

I Vigili del fuoco, su richiesta di un veloce sopralluogo, hanno attivato l'eliambulanza del Suem 118 di Pieve di Cadore (Belluno), che era intervenuta per il recupero di un'escursionista, e che ha verificato la presenza di una vasta zona in fiamme. Attualmente vi stanno operando i mezzi antincendio. (ANSA).

 

Barcone con 55 migranti 

soccorso al largo di 

Lampedusa.

 

L'allarme di Open Arms, 

in mare da 3 giorni, anche donne e bambini.

 

Un barcone con a bordo 55 migranti partiti dalla Libia è stato soccorso al largo di Lampedusa. Il barcone è stato avvistato da Open Arms, l'imbarcazione della Ong catalana che si trova al largo dell'isola in acque internazionali.

Dalla Ong hanno dato subito l'allarme alle centrali operative di Malta e Italia, sottolineando che a bordo c'erano anche 4 bimbi, tre donne incinte e che i migranti presentavano un alto tasso di disidratazione in quanto sarebbero stati in mare da 3 giorni.

Alla richiesta di soccorso ha risposto l'Italia che ha inviato in zona una motovedetta della Guardia di Finanza.

I migranti sono stati tutti recuperati e trasferiti sull'imbarcazione della Gdf: 11 di loro arriveranno a Lampedusa, con una motovedetta della Guardia Costiera in quanto avevano patologie mediche che richiedevano uno sbarco immediato. Gli altri, invece, verranno trasferiti in Sicilia, a Pozzallo o Licata. - (ANSA)

Madre gli toglie pc, 19enne 

si lancia da 5/o piano: 

gravissimo.

 

Affetto da Hikikomori, 

era sempre davanti al computer.

 

Un 19enne si è buttato dal quinto piano della sua abitazione, a Torino, ed è ora ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Cto di Torino. 

Lo riferisce il Corriere della Sera, sulle pagine del dorso torinese. 

Dietro al gesto, secondo il quotidiano, ci sarebbe il tentativo della madre di togliere al giovane la tastiera del computer, di fronte al quale sembra trascorresse tutto il giorno perché affetto da sindrome di Hikikomori, che letteralmente significa stare in disparte, isolarsi.- (ANSA)

Donna uccisa, fratello in 

carcere.

 

Dimesso da ospedale, 

non ha rilasciato dichiarazioni spontanee.

 

(ANSA) - CAGLIARI, 30 GIU - È stato dimesso dall'ospedale Brotzu alle 6 di questa mattina Massimiliano Mallus, il 52enne principale sospettato dell'omicidio della sorella, Susanna Mallus, la donna di 55 anni uccisa con 18 coltellate all'interno della sua abitazione in via Europa a Quartu, nell'hinterland cagliaritano.

L'uomo è stato trasferito poi nella caserma dei Carabinieri della Compagnia di Quartu, dove gli è stato notificato il provvedimento di fermo.

Nelle prossime ore sarà trasferito nel carcere di Uta. Il 52enne non ha rilasciato dichiarazioni spontanee.

    I carabinieri hanno sequestrato gli indumenti che indossava per verificare la presenza di tracce ematiche. I militari adesso stanno cercando di ricostruire cosa cosa abbia fatto il 52enne dal momento del delitto, avvenuto intorno alla mezzanotte di venerdì, fino alle 20,30 circa di sabato, orario in cui è stato visto da un passante mentre camminava in stato confusionale in via Belgio a Quartu, dove è stato poi preso in consegna da medici del 118 e carabinieri.- (ANSA)

SEA WATCH, COMANDANTE IN STATO DI ARRESTO. RISCHIA 10 ANNI.

Di Redazione| sabato, 29 giugno, 2019
pubblicato da www.linformazione.eu
La Sea Watch ha attraccato a Lampedusa. Ferma da tre giorni al largo dell’isola, intorno alle due di questa notte è entrata in porto forzando il divieto di ingresso. “Basta, dopo 16 giorni entriamo in porto”, ha scritto la ong su Twitter.

Subito dopo l’ingresso in porto gli uomini della Guardia di Finanza sono saliti a bordo e hanno arrestato la comandante Carola Rackete , che ha invocato lo stato di necessità per i 40 migranti a bordo, con l’accusa di resistenza o violenza contro nave da guerra, un reato che prevede una pena da tre a dieci anni.

 La donna si trova nei locali della caserma della Guardia di Finanza di Lampedusa per formalizzare il verbale di arresto. Come si apprende verrà sottoposta agli arresti domiciliari, ma bisogna ancora in quale luogo.

Una motovedetta della Guardia di Finanza, durante le manovre della capitana tedesca nell’entrare in porto, ha provato a bloccare la nave cercando di impedire l’attracco ma è stato inutile perché Carola Rackete ha proseguito con le manovre.

Appena scesa dalla nave subito dopo l’arresto, la comandante è stata accolta da applausi e ovazioni da un gruppo di attivisti e dal parroco di Lampedusa Carmelo La Magra, che da una settimana dormiva sul sagrato della chiesa, in segno di solidarietà. “Vergognati, vergognati!”, ha invece gridato un gruppo di leghisti, guidati dall’ex senatrice Angela Maraventano. Gli attivisti hanno gridato contro l’intero equipaggio definendoli ‘Scafisti’.

Con l’arresto in flagranza di questa notte della comandante è saltato l’interrogatorio previsto per oggi davanti al Procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La donna sarà interrogata dal gip di Agrigento durante l’udienza di convalida dell’arresto operato dalla Guardia di Finanza.

La Guardia di Finanza nel frattempo ha sequestrato d’iniziativa la nave Sea watch. Le Fiamme gialle, dopo le operazioni di sbarco dei migranti che erano a bordo della Sea Watch, sono salite a bordo e hanno preso il comando della nave. La nave è stata portata fuori dal porto, in rada. I 40 migranti sono stati trasferiti all’hotspot di Lampedusa. Da più di due settimane si trovavano sulla nave dopo il divieto di superare le acque territoriali.

”Comportamento criminale della comandante della SeaWatch, che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza. Ha fatto tutto questo con dei parlamentari a bordo tra cui l’ex ministro dei trasporti: incredibile”, dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.-
 
Adnkronos

Trump adesso fa la storia: 

primo presidente Usa in 

Corea del Nord.

 

Trump incontra per la terza volta Kim Jong Un. Il tycoon ha superato il confine tra le due Coree ed è il primo Presidente americano ad aver messo piede in Corea del Nord.

 

pubblicato da www.ilgiornale.it


Donald Trump è il primo Presidente americano ad aver messo piede in Corea del Nord. Il terzo incontro fra il tycoon e Kim Jong Un è stato un evento storico, sia per come è avvenuto sia per la preparazione. 

 

 

Al termine del G20 di Osaka, in Giappone, era tutto pronto per il trasferimento di Trump in Corea del Sud assieme all'omologo sudcoreano Moon Jae In; approfittando del fatto di trovarsi a pochi passi da Pyongyang, l'inquilino della Casa Bianca, prima di atterrare, aveva scritto un tweet particolare in cui chiedeva a Kim Jong Un un incontro al confine tra le due Coree. Nessun canale istituzionale, solo un semplice messaggio postato su un social network: tanto è bastato perché il leader della Corea del Nord non mancasse all'appuntamento, avvenuto nella mattinata italiana, primo pomeriggio coreano.

Un incontro storico

Trump si è recato prima a Panmunjom, il cosiddetto villaggio della pace situato al confine tra le due Coree nella Zona Demilitarizzata (Dmz) dove nel 1953 venne firmato l'armistizio che pose fine alla Guerra di Corea. Le notizie a questo punto si fanno confuse, nessuno sa se effettivamente ci sarà un incontro, ma le prime indiscrezioni parlano di un Kim entusiasta e pronto a stringere la mano al Presidente americano lungo la linea di confine. Nel frattempo Trump, insieme a un fitto personale militare e a Moon Jae In, atterra con un elicottero nei pressi della Dmz e viene subito portato a guardare il paesaggio nordcoreano da una torretta di appostamento. Moon aveva riposto tantissima speranza in un incontro positivo tra i due, dichiarando in conferenza stampa che anche una rapida stretta di mano avrebbe rappresentato "una pietra miliare significativa nel processo di pace nella penisola coreana".

Trump entra in Corea del Nord

Trump ha lasciato la torre di osservazione e si è diretto al confine. Dalla sponda nordcoreana si è materializzato Kim Jong Un per un incontro organizzato in fretta e furia. Chi si aspettava una semplice stretta di mano è stato spiazzato perché Trump è stato invitato a superare la Dmz per entrare in Corea del Nord. Il Presidente americano è dunque entrato nella storia: "Attraversare questa linea per me è un grande onore – ha detto The Donald – abbiamo fatto grandi progressi e quella con Kim Jong Un è una grande amicizia". Non è mancata la risposta del leader nordcoreano: "La nostra relazione è eccezionale. Trump è stato coraggioso e determinato".

Kim invitato alla Casa Bianca

Trump è poi tornato sul suolo sudcoreano assieme a Kim Jong Un per andare incontro a Moon Jae In. I tre avrebbero dovuto tenere un incontro alla Peace House, un edificio situato nella Joint Security Area, sempre al confine, ma in conferenza stampa sono apparsi soltanto Donald Trump e il leader nordcoreano. The Donald ha sottolineato la portata storica dell'incontro e criticato i media colpevoli di aver sminuito i suoi progressi riguardo la questione coreana. Kim Jong Un ha detto di voler "mettere fine allo sfortunato passato", aggiungendo poi come una simile distensione non sarebbe mai stata possibile senza le "eccellenti relazioni tra noi due", riferendosi al rapporto di amicizia instaurato con Trump. Il Presidente americano ha addirittura detto di essere disposto a invitare Kim alla Casa Bianca.

Colloqui riservati

La stretta di mano si è trasformata in una lunga riunione riservata fra le due delegazioni. La caratura dei nomi presenti lasciano intendere che nei prossimi giorni potrebbero esserci importanti sviluppi diplomatici. Sul fronte americano troviamo Alison Hooker, Jared Kushner, Ivanka Trump, Mike Pompeo, Mike Mulvaney, Mstephen Biegun e Steve Munchin; per i nordcoreani presenti Choe Son Hui, Hyon Song Wol, Kim Song Nam e Ri Yong Ho. Al termine dell'incontro riservato, Trump ha fatto capire che a questo punto la porta per il dialogo è spalancata e che i colloqui proseguiranno. La Corea del Nord punta a rimuovere o diminuire le sanzioni economiche che gravano sulla sua economia; dall'altra parte gli Stati Uniti chiedono la denuclearizzazione della penisola. Altri piccoli passi avanti sono stati fatti, e Trump si è detto pronto a diminuire le sanzioni se i futuri colloqui dovessero continuare su questa strada.-

Truffa milionaria, arrestato 

sedicente broker Alex Fodde

 

Spacciandosi per un broker finanziario di 

successo, prometteva ai risparmiatori possibilità 

speculative a "rischio zero" per ingenti guadagni.

 

I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza hanno arrestato Alex Fodde, grazie a un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di La Spezia e convalidato dal Tribunale di Como su segnalazione della Consob relativa a operazioni di abusivismo finanziario. L'uomo, spacciandosi per un broker finanziario di successo, prometteva ai risparmiatori possibilità speculative a "rischio zero" per ingenti guadagni, presentandosi come amministratore di un importante fondo di investimenti svizzero che millantava di aver raccolto da investitori di tutto il mondo 850 milioni di euro.

Truffa milionaria, arrestato sedicente broker

    Fodde, grazie alle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica spezzina ed eseguite dagli investigatori del Nucleo Speciale Polizia Valutaria con i colleghi della locale Sezione di polizia giudiziaria, aveva diffuso false notizie sul web, attraverso articoli a pagamento mascherati da finte interviste che lo dipingevano come un "Enfant Prodige" della finanza, nonché ostentando un elevatissimo tenore di vita. Nel giro di poco più di tre anni, il sedicente broker è riuscito a raccogliere dagli ignari risparmiatori truffati almeno 3,5 milioni di euro, in gran parte poi dissipati, effettuando ingenti spese personali, puntate al Casinò, noleggi di auto di lusso, soggiorni presso costose catene alberghiere, cene in ristoranti stellati, acquisti di gioielli e costose serate presso famosi locali notturni della Versilia.

    Le truffe - che hanno interessato gran parte del Nord Italia (Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia), la Svizzera e il Principato di Monaco - sono state agevolate dalla collaborazione di procacciatori che cercavano e convincevano i clienti a sottoscrivere i fittizi programmi di investimento ideati dall'uomo, ricevendo da quest'ultimo provvigioni per l'attività svolta.

    Allo stato, l'indagine viene condotta dall'A.G. spezzina per i reati di truffa aggravata, abusiva attività finanziaria e autoriciclaggio. Sono in corso specifiche procedure, anche di collaborazione internazionale, per il recupero dei proventi illeciti conseguiti.- (ANSA)

Coree, incontro storico 

Trump-Kim al confine. 

 

La prima visita alla zona demilitarizzata Dmz per 

il presidente americano.

 

Donald Trump ha attraversato da solo il confine intercoreano al villaggio di Panmunjom, su invito di Kim. ed è il primo presidente Usa ad averlo mai fatto. "E' un onore, mi sento benissimo", ha commentato subito dopo, mentre il leader nordcoreano Kim Jong-un gli andava incontro. La stretta di mano tra i due è avvenuta quindi in Corea del Nord. 

 



"E' un piacere vederti di nuovo", ha detto il tycoon. Il supremo comandante ha ricambiato, dicendo che "non si sarebbe mai aspettato" che si sarebbero potuti incontrare qui, a Panmunjom. "E' un gesto che apre un nuovo futuro", ha aggiunto il leader. Trump ha poi riattraversato il confine con Kim e insieme sono tornati al Sud, dove si è affacciato anche il presidente sudcoreano Moon Jae-in.

Il presidente Usa ha poi invitato il leader nordcoreano a Washington, in base al resoconto dei pool dei media al seguito della Casa Bianca. A una domanda specifica, il tycoon ha risposto: "vorrei invitarlo adesso". E "alla Casa Bianca", ha aggiunto subito dopo, durante il loro terzo incontro, avvenuto nella parte sudsudcoreana del villaggio di Panmunjom, dopo quelli di Singapore e Hanoi, dopo il breve 'sconfinamento' del presidente americano in Corea del Nord.

Stati Uniti e Corea del Nord si avviano a far ripartire i colloqui a livello operativo. "Nelle prossime settimane designeremo un team perché lavori a un accordo ad ampio raggio. E' un grande giorno. Poi vediamo cosa succede", ha detto il presidente Donald Trump, parlando ai media dopo aver accompagnato il leader Kim Jong-un al Nord. Il tycoon ha ribadito che "non c'è fretta". Delle sanzioni, che restano attualmente in vigore, "a un certo punto parleremo durante i negoziati".

L'incontro privato e informale tra i due si è concluso dopo circa un'ora: il tycoon ha accompagnato il supremo leader, insieme al presidente sudcoreano Moon Jae-in, verso la linea di demarcazione dove si sono fermati a parlare per alcuni minuti ancora prima del commiato.- (ANSA)

E il 40% chiede misure 

più severe.

 

Il 60% approva il rigore. I buonisti ridotti a meno del 20%.

 

pubblicato da www.ilgiornale.it


La tormentata vicenda della Sea Watch ha riportato al centro dell'attenzione la questione, peraltro mai sopita, della regolazione dei flussi migratori. 

 

 

 
 
 

È infatti da molto tempo che gli italiani prestano una crescente attenzione alla problematica degli immigrati. E, malgrado le polemiche di questi giorni, il loro atteggiamento si è fatto sempre più severo nei confronti degli arrivi, anche di quelli di coloro che possono essere a tutti gli effetti considerati profughi da guerre o da eventi naturali.

I risultati dalle ricerche sono eloquenti: se diversi anni fa prevaleva l'atteggiamento di apertura e grossomodo la metà degli intervistati dichiarava addirittura di approvare l'idea di «accogliere tutti gli immigrati, anche perché l'Italia è un paese cattolico», oggi questa percentuale è drasticamente crollata, sino a diminuire a meno del 20%. 

E si è di converso fortemente accresciuta la quota di chi dice che «dobbiamo respingerli tutti» o, come sostiene la maggioranza relativa, che «dobbiamo accettare solo i profughi da guerre o eventi naturali e respingere tutti gli immigrati per motivi economici». Insomma, siamo diventati sempre più contrari a nuovi arrivi (e alla permanenza degli irregolari) o, per alcuni, quantomeno molto più selettivi.

Tra tutti i politici, Matteo Salvini ha saputo e voluto - più di altri cogliere e interpretare (e, spesso, stimolare) questo trend dell'opinione pubblica del nostro paese e farlo proprio in modo dirompente e talvolta provocatorio. Le sue scelte hanno suscitato, come si sa, molte critiche, ma la maggioranza degli elettori pare a tutt'oggi condividere la sua linea e le sue azioni.

Ma il consenso alla «linea dura» va addirittura oltre la mera accettazione delle scelte del Governo: da un recente sondaggio (effettuato dall'Istituto EumetraMR, intervistando un ampio campione della popolazione al di sopra dei 17 anni di età) emerge come, secondo gran parte degli intervistati, l'azione dell'esecutivo appaia loro non solo positiva, ma addirittura ancora insufficiente rispetto alle esigenze del paese. E che vada incrementata.

Quasi il 40% del campione intervistato nell'ambito dello studio afferma infatti che «Il Governo dovrebbe contrastare l'immigrazione in misura maggiore e più efficace». Quindi, in altre parole, intensificare (e non ridurre, come alcuni esponenti politici propongono) le scelte di freno rigoroso agli sbarchi. 

Lo dicono con maggiore frequenza gli uomini, le persone con basso titolo di studio e, come ci si poteva facilmente aspettare, gli elettori della Lega, ove questa convinzione raggiunge il 60%. Solo in parte meno convinti appaiono gli elettori di Forza Italia, tra i quali il 42% condivide l'opinione in questione. Seguiti dai votanti per il M5s ove il consenso raggiunge il 38%. Ovviamente ostili a questa presa di posizione sono invece gli elettori del Pd, ove essa convince solo il 14%.

Sul fronte opposto delle opinioni, il 29% degli intervistati nel sondaggio sostiene invece che «Il Governo dovrebbe ridurre le politiche di contrasto all'immigrazione» (lo dicono, com'è intuitivo, in particolare gli elettori del Pd), diminuendo cioè l'intensità della propria azione. 

Mentre il restante 23% (oltre al 9% di chi non sa o non vuole esprimere un'opinione al riguardo) assume una posizione di soddisfazione per la situazione attuale senza volerla cambiare granché, dato che sostiene che «l'azione del Governo nei confronti dell'immigrazione va bene così com'è ora». In definitiva, nell'insieme, oltre il 60% dei cittadini approva le scelte dell'esecutivo o le vorrebbe ancora più restrittive.

Dunque, anche sulla base di questi risultati - che, come si è detto, non fanno che confermare un trend dell'opinione pubblica in atto da tempo è facile comprendere come il tema dell'immigrazione rappresenti oggi uno dei più trattati nella comunicazione politica e che lo sarà probabilmente anche nei prossimi mesi. 

Ancora, questi dati suggeriscono come le scelte di Salvini corrispondano almeno sino a questo momento al sentiment prevalente tra la popolazione e gli portino quindi una seguito considerevole. È ragionevole pensare, quindi, che anche l'episodio della Sea Watch e i suoi ultimi sviluppi finiscano, in fondo, forse, col favorire (paradossalmente, se si vuole) lo stesso leader della Lega.-

Ora l'Olanda critica la 

Rackete ma scarica i 

problemi sull'Italia.

 

Il governo olandese ammette gli errori di Carola. E, pur non avendo mosso mai un dito, si lamenta anche che l'Italia deve fare di più sui respingimenti.

 

pubblicato da www.ilgiornale.it


Adesso che Carola Rackete è agli arresti per aver forzato il blocco imposto dal Viminale e aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza (guarda il video), l'Olanda, il Paese di cui batte bandiera la Sea Watch 3, ha fatto un passo indietro criticando la decisione della comandante di dirigersi verso Lampedusa. 

 

 

 
 

Nella lettera di risposta al ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, la segretaria di Stato olandese all'immigrazione, Ankie Broekers-Knol, osserva (finalmente) che, anziché dirigersi versi l'Italia, la nave della ong tedesca sarebbe "potuta tornare in Libia o andare in Tunisia". Un'ammissione tardiva che non spazza via l'indifferenza dell'Aja dei giorni scorsi.  

Il governo olandese non ha mai mosso un dito per aiutare a sbloccare la situazione.

"Il comportamento del governo olandese è disgustoso. Rispettosamente parlando", si lamentava nei giorni scorsi Salvini mentre si trovava a dover gestire il caso della Sea Watch 3. "C'è una nave che batte bandiera olandese e se ne strafregano completamente", denunciava il ministro dell'Interno informando, ai microfondi di Radiouno, di aver già scritto alla sua collega agli Interni in Olanda, ma "senza avere uno straccio di risposta". 

Ora che la situazione è finita nel peggiore dei modi (un blocco forzato, una strage sfiorata e l'ennesima figuraccia di Bruxelles), la maggior parte dei Paesi europei tornano a parlare. I primi sono stati la Francia e la Germania che ieri si sono messi a dare lezioni di buonismo all'Italia spiegando che "salvare vite umane non è reato". Oggi, poi, è toccato alla stessa Olanda.

Nei prossimi giorni la Broekers-Knol verrà a Roma per avere colloqui bilaterali con Salvini. Nella lettera dai toni all'apparenza sereni, pubblicata in esclusiva dal Corriere della Sera, la segretaria di Stato olandese all'immigrazione sottolinea che la Rackete si sarebbe anche potuta dirigere verso il porto olandese di competenza, ma fa anche notare a Salvini che "contrariamente a quanto Lei dichiara nella sua lettera, non ha mai chiesto di sbarcare in Olanda". 

A detta del governo dell'Aja il fatto che una nave batta la bandiera di un certo Stato, non implica che questo sia obbligato ad "accogliere le persone soccorse". Quindi ricorda al governo italiano che, "in assenza di una prospettiva di cooperazione verso una soluzione concreta e strutturale come quella indicata nelle conclusioni del Consiglio Europeo del giugno 2018", ha deciso di non partecipare più oltre agli schemi di sbarco ad hoc e che "non prenderà più migranti dalle operazioni Sar (Safe and Rescue, ndr) in un'area ampiamente colpita dalle attività dei trafficanti di esseri umani".

L'Olanda rivendica di essersi sempre impegnata a "rispettare l'obbligo di salvataggio delle gente in mare imposto dalla legge internazionale". Tuttavia dà ragione a Salvini spiegando che le operazioni della Sea Watch 3 "non dovrebbero contribuire alle attività criminali dei trafficanti". 

Da qui l'invito al nostro Paese affinché si faccia un fronte comune per ottenere una riforma del sistema europeo di asilo e immigrazione che sia basata "sui principi della solidarietà e responsabilità" ma che preveda anche "una procedura obbligatoria europea di espulsione ai confini esterni". 

 Secondo la Broekers-Knol, infatti, nei casi dei migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale, il ricollocamento è "uno spreco di sforzi e risorse finanziarie dei contribuenti" che "dovrebbe essere evitato" in qualunque modo.

Al di là del politichese, quando poi il Corriere della Sera riesce a intervistare la segretaria di Stato all'immigrazione, questa non ci impiega tanto a criticare l'operato dell'Italia. Se infatti da una parte si dimostra consapevole della pressione migratoria che negli ultimi anni è gravata sul nostro Paese, dall'altra lamenta il "continuo, alto numero di richiedenti asilo" che arrivano nei Paesi Bassi, "molti dei quali provenienti dall'Italia".-

Coree, incontro storico 

Trump-Kim al confine.

 

La prima visita alla zona demilitarizzata Dmz 

per il presidente americano.

 

Il presidente Usa, Donald Trump, ha attraversato il confine intercoreano con il leader Kim Jong-un dopo averlo incontrato nel lato nordcoreano. Una stretta di mano storica perchè è avvenuta nel confine delle due coree e nella zona demilitarizzata. I due leader sono poi tornari al Sud dove si è affacciato anche il presidente sudcoreano Moon Jae-in. 

 "Qui c'era un grande conflitto, un tremendo conflitto e morte tutto qui intorno. Era un posto pericoloso, molto pericoloso": lo ha detto Donald Trump visitando per la prima volta la torretta d'osservazione alla Dmz, prima dell'incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un. "Adesso, sembra estremamente pacifico. E' un mondo completamente differente e lo dico ancora per quelle persone che dicono che niente è stato raggiunto". Tutto è cambiato da quando "ho iniziato a incontrare" Kim, ha aggiunto.

Trump, insieme al presidente sudcoreano Moon Jae-in, ha visitato la torretta d'osservazione nella parte sud della Dmz, tradizionalmente ispezionata in passato dai leader americani. Trump, rispetto ai suoi predecessori, non indossa però il tradizionale giubbotto militare Usa, ma è in giacca e cravatta.- (ANSA)

Dazi: Trump,'nessuna 

fretta accordo Cina'.

 

'Ma le cose sembrano andare molto bene'.

 

(ANSA) - ROMA, 30 GIU - "Io non ho fretta, ma le cose 

sembrano andare molto bene!": lo scrive in un tweet il 

presidente americano Donald Trump riferendosi ai 

negoziati per un accordo commerciale con la Cina.- (ANSA)

Parolin, diplomazia Papa 

ha tre criteri.

 

"Salvare vite umane stella polare, in M.O. manca 

la fiducia".

 

(ANSA) - POTENZA, 29 GIU - "La concretezza, cioè avere davanti i volti dei sofferenti; l'attenzione alle periferie, superando la visione eurocentrica; e la proattività, cioè l'azione di prevenzione fin dove è possibile": sono queste le caratteristiche della diplomazia della Santa Sede con Papa Francesco. 

Le ha descritte in serata a Potenza - rispondendo alle domande del giornalista Gianni Cardinale, a conclusione della festa del quotidiano cattolico "Avvenire" - il Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinale Pietro Parolin. "La ricerca della pace - ha spiegato - è l'obiettivo della diplomazia, una pace globale nell'ordine della giustizia per la diplomazia vaticana".

Parolin ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano del caso "Sea Watch" che "salvare vite umane è la stella polare", e ha affrontato molti temi nella conversazione, nella quale sono intervenuti anche il Direttore di "Avvenire", Marco Tarquinio, e l'arcivescovo di Potenza, monsignor Salvatore Ligorio.- (ANSA)

   

sabato 29 giugno 2019


Sea Watch: Francia e 

Germania all'attacco. 

Salvini: 'Non 

prendiamo lezioni'.

 

La capitana ai domiciliari sull'isola: "Chiedo scusa ai finanziari". Il governo valuta un inasprimento del decreto sicurezza.

 


Accuse e polemiche, ma anche solidarietà, per la comandante della Sea Watch3, Carola Rackete, dopo la decisione di far attraccare la sua nave a Lampedusa resistendo agli alt della Guardia di Finanza, e l'arresto per resistenza o violenza contro nave da guerra.

La donna è ai domiciliari a Lampedusa e rischia una pena da 3 a 10 anni. Mentre dalla Francia e dalla Germania arrivano forti accuse all'operato italiano sulla vicenda. E da Parigi arriva la disponibilità all'accoglienza di dieci migranti. "Siamo pronti - dice il ministro dell'Interno Castaner - ad accogliere 10 persone bisognose di protezione al pari di altri partner europei che hanno preso simili impegni".

E anche Berlino attacca: "Non criminalizzare il soccorso in mare". 

"Io credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera, ecco. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario", dice il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede.

Scende in campo anche il Lussemburgo, che rivolge un appello all'Italia perché Carola Rackete sia rimessa in libertà. In un post su Facebook indirizzato all' "amico" e collega Enzo Moavero Milanesi, il ministro degli esteri Asselborn scrive che "salvare vite è un dovere e non può mai essere un reato o un crimine. Non farlo, al contrario, lo è". 

"Nei confronti della comandante della Sea Watch 3 - è la replica di Moavero sempre via Facebbok - è stata aperta un'inchiesta e adottate misure da parte della magistratura italiana. In base alla nostra Costituzione, i giudici hanno piena indipendenza dal governo. Con rispetto e fiducia ne attendiamo, dunque, le decisioni". 

"Difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L'Italia non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani", replica il ministro Salvini.

I finanzieri accusano: "Poteva schiacciarci". 

Salvini accusa anche la manovra della capitana:  "si è rischiato il morto". E il governo starebbe valutando un inasprimento del decreto sicurezza bis dopo quanto accaduto.  "Trovo assurda l'escalation di insulti e di toni offensivi registrata nelle ultime ore", commenta il vicepremier Luigi Di Maio. 

"Non capisco l'esigenza di mettere in piedi questo circo mediatico". Uno Stato sovrano - osserva - ha le leggi e le fa rispettare. Punto. La capitana verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano". 

La Sea Watch in porto Lampedusa, arrestata la capitana


"Vi chiedo scusa", ha detto Rackete ai finanzieri dopo il suo arresto.

I legali della ong intanto parlano di una azione svolta in "stato di necessità". 

In un video si sentono persone che, in porto a Lampedusa, la insultano e le augurano di essere stuprata. "Sono sostenitori di Salvini", accusa Faraone (Pd).

Dalla Ong si dicono invece "orgogliosi del capitano". - (ANSA)

Messina: il grattacielo di 

Largo Avignone e la 

lamentela del “giorno dopo”


Rosaria Brancato

 

sabato 29 Giugno 2019 - 07:55 
pubblicato da www.tempostretto.it
 
 
image: https://www.tempostretto.it/wp-content/uploads/2019/06/largo-avignone-650x350.jpg
Messina: il grattacielo di Largo Avignone e la lamentela del “giorno dopo”

 

La demolizione è stata autorizzata sia dal Cga che dalla soprintendenza. Le condizioni dell'area sono visibili a tutti da 30 anni, eppure a Messina si protesta solo dopo "il latte versato"

I primi articoli sulle demolizioni a Largo Avignone li ho scritti per il Giornale di Sicilia nel 1987 (più di 30 anni fa), gli ultimi, per Tempostretto, nel gennaio- febbraio 2018, quando l’allora assessore regionale ai beni culturali Vittorio Sgarbi venne a Messina puntando il dito sul sovrintendente peraltro, sbagliando anche persona (leggi qui), salvo poi correggere il tiro su tutta la vicenda e dichiararsi a favore del grattacielo, purchè dimezzato (leggi qui). 

Per altri 15 giorni si parlò ancora della Torre, poi più nulla. Fino alla demolizione della facciata settecentesca nei giorni scorsi, a conclusione di un iter giudiziario ed amministrativo che, piaccia o meno, è regolare, legittimo ed ha ottenuto le autorizzazioni necessarie, Soprintendenza compresa.

Quel che stupisce è come l’indignazione a Messina sia ad intermittenza e la protesta sia solo quella “del giorno dopo”.

Le palazzine dell’antica via Imperiale ed il patrimonio da tutelare sono lì, sotto gli occhi di tutti da mezzo secolo. Lo stato in cui è ridotta l’area è ben visibile a tutti da decenni. Eppure le voci d’indignazione si sollevano non durante le fasi di stallo durante le quali sarebbe invece opportuno e necessario intervenire, ma a cose fatte.

Sgarbi è venuto a Messina, riaccendendo i riflettori sul caso Avignone il 10 gennaio 2018, un anno e mezzo fa. Se ne disquisì per un mese, intervennero anche gli architetti, poi Messina si dimenticò di quell’indignazione e di quell’urgenza.

In modo più che legittimo nel frattempo l’impresa che ha investito risorse e ambizioni nel progetto, ha continuato una trafila di contenziosi avviati nei decenni scorsi e che si sono ancora più ingarbugliati nel 2013 quando il Comune, dopo aver detto stop al grattacielo si dimenticò di presentarsi al Tar (leggi qui).

Tornando al 2018 l’impresa ha fatto nuovamente ricorso al Tar in merito ai fatti accaduti nel gennaio di un anno fa. Il tar lo ha rigettato ma il Cga ha accolgo l’istanza di appello nel marzo del 2019, ribaltando la decisione del primo grado e autorizzando l’inizio dei lavori. 

Due mesi dopo, a maggio, anche la Soprintendenza (confermando la linea degli anni precedenti) concede l’autorizzazione. A giugno quindi il Comune dà l’ultimo via libera che segue le precedenti autorizzazioni giudiziarie e della soprintendenza.- (ANSA)


Read more at https://www.tempostretto.it/news/messina-il-grattacielo-di-largo-avignone-e-la-lamentela-del-giorno-dopo.html#eGIUmVCbVmSfGcH6.99

Mondiali donne: 

Italia-Olanda 0-2, finisce 

il sogno delle Azzurre.

 

Miedema sblocca il risultato al 70', 

van der Gragt raddoppia.

 

Finisce il sogno delle azzurre ai Mondiali femminili di calcio. L'Italia si ferma ai quarti battuta dall'Olanda 2-0 (0-0): grazie alle reti di Miedema (25' st) e van der Gragt (35' st), le olandesi volano in semifinale.

80'- L'Olanda raddoppia con van der Gragt

70' - L'Olanda è passata in vantaggio sull'Italia al 25' del secondo tempo della sfida dei quarti di finale dei Mondiali femminili di calcio. A segno Miedema.

45' Italia e Olanda chiudono sullo 0-0 il primo tempo della sfida valida per i quarti di finale dei mondiali femminili di calcio.

"Queste ragazze hanno fatto un mondiale eccezionale, sono molto orgogliosa di loro. Anche oggi hanno fatto vedere tutto lo spessore che hanno, lacrime ed emozioni ci stanno ma devono vedere l'aspetto bello, è un grande punto di partenza per il loro futuro, è una partita che ci insegna molto". 

Milena Bertolini ringrazia così le azzurre della sua nazionale, che esce a testa alta ai quarti di finale dei mondiali femminili di calcio.- (ANSA)

Sea Watch, migranti 

sbarcati a Lampedusa. 

Arrestata la comandante.

 

Salvini: 'Dalla capitana comportamento criminale'.

 

Con un blitz in piena notte, la Sea Watch dopo due settimane in mezzo al mare entra nel porto di Lampedusa violando per l'ennesima volta l'alt intimatogli dalla Guardia di Finanza: "non ce la faccio più, devo portarli in salvo", ha detto la comandante Carola Rackete all'equipaggio comunicando la decisione che aveva preso.

Una scelta che le è costata cara: i finanzieri, con la nave ormai ormeggiata in banchina, sono saliti a bordo e l'hanno arrestata per violazione dell'articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra. E ora Rackete rischia una condanna da 3 a dieci anni.

La Sea Watch in porto Lampedusa, arrestata la capitana


La decisione di non attendere più la comandante la prende poco dopo l'una di notte: accende i motori e fa rotta verso l'isola. Immediatamente la motovedetta della Guardia di Finanza che in questi ultimi due giorni è sempre rimasta accanto alla nave della ong le intima l'alt.

Un ordine, dicono i finanzieri, ripetuto tre volte e sempre rimasto inascoltato. Quando è ormai evidente che la Sea Watch è entrata in porto, la motovedetta tenta un'ultima mossa, ponendosi tra la banchina e la nave per impedire l'attracco. Ma Carola non si ferma e porta la Sea Watch sempre più vicino. L'incidente viene evitato per un niente: la motovedetta e la nave si toccano per un'istante, l'imbarcazione della Gdf finisce contro la banchina e riesce però a sfilarsi senza conseguenze per l'equipaggio.

L'ingresso della nave è accolto sul molo dagli applausi dei sostenitori della Ong e dalle grida di un gruppo di lampedusani, guidati dall'ex vicesindaco dell'isola Angela Maraventano, che urlano vergogna. "Non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo.

Fate scendere i profughi e poi arrestateli tutti", ha gridato Maraventano più volte rivolgendosi alle forze dell'ordine. All'esponente leghista ha risposto l'ex sindaco Giusi Nicolini, anche lei sul molo: "Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no".

 Alle 2.50 i finanzieri sono saliti a bordo della nave per uscirne, tre minuti dopo, con la comandante, che è stata prelevata e fatta salire su un'auto tra gli applausi e qualche insulto. L'arresto è stato formalizzato poco dopo nella caserma della Guardia di Finanza: con la manovra compiuta, è la tesi degli investigatori, Carola ha fatto resistenza alle autorità e ha rischiato di provocare un incidente. Per questo è probabile che le venga contestato anche il tentato naufragio.

 "Non avevamo scelta - dice la portavoce della Ong Giorgia Linardi -. Alla comandante non è stata data nessuna soluzione nonostante avesse dichiarato da 36 ore lo stato di necessità. Era dunque sua responsabilità portare queste persone in salvo. La violazione non è stata del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per sedici giorni".

Subito dopo aver portato via Carola, i militari e gli uomini della Polizia sono saliti a bordo per notificare il provvedimento di sequestro della nave. E a bordo sono saliti anche i medici e i volontari dell'Unhcr e dell'Oim, per un primo screening sanitario e per fornire ai migranti le prime informazioni.

Migranti che al sorgere dell'alba hanno messo finalmente piede a terra. Non prima di aver abbracciato uno ad uno i volontari di Sea Watch.- (ANSA)

OLIVERI: DOV'ERANO I VARI AFFARISTI, LE VARIE ASSOCIAZIONI "BENEFICHE" ED I NUOVI AMMINISTRATORI COMUNALI QUANDO VENIVANO NOTIFICATI I VERI MALANNI DI OLIVERI ???...

 

sabato 4 febbraio 2012


 

OLIVERI: CONSIDERAZIONI SU UN COMMENTO ANONIMO RIGUARDANTE IL POST "DEMANIO CIVICO DEL COMUNE"

 

Giorno 17 Gennaio 2012 venne postato su questo blog il seguente commento:


"Il gioco sporco della politica è troppo evidente. 

Ed anche la complicità di questa Amministrazione comunale (INCAPACE) con gli usurpatori più o meno noti. 

Il sinnicu va dicendo che la dott. Antinoro si è dimessa. 

Per quale motivo? Quale serio professionista oggi rinuncia ad un ben retribuito incarico se non c'è del "torbido" che gli impedisce di svolgere onestamente il proprio lavoro? 

Non capisce solo chi non vuol capire.... o gli conviene di non capire. Sindaco, abbi uno scatto di orgoglio! Ammetta che lei non può affrontare un argomento più grande delle sue capacità.

 Se veramente ha Oliveri nel cuore chieda l'intervento della Magistratura Penale ed Amministrativa. 

Vedrà che le "cartazze" si troveranno. Se ha paura (per se e per i suoi amici di merende) dei Magistrati, chieda la nomina di un Commissario "ad acta" - preferibilmente un Magistrato coi marroni - con l'incarico di sbrogliare questa imbrogliata matassa. 

O, più semplicemente, nomini un vero esperto. Ma non quel pepè ( amante della sua carissima amica xxxxxx) ma un Tecnico "NEUTRALE" capace di affrontare e debellare le infiltrazioni mafiose che si annidano negli Uffici pubblici locali e regionali. 

Ma lei continua a ridere. Continua a sperperare denaro pubblico per soddisfare le sue esigenze di uomo politico megalomane con spiccata sensibilità alla cafonaggine. Lei sta mettendo un paese in ginocchio. Corra ai ripari, prima che sia troppo tardi. Si tolga quel vergognoso capestro col quale lo trascinano le sue donne ed i suoi, troppo noti, affaristi protettori".

di Anonimo su OLIVERI: DEMANIO CIVICO DEL COMUNE il giorno 17/01/12
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CONSIDERAZIONI:


In data 21 Gennaio 2012 venne affisso all'Albo Pretorio del Comune di Oliveri il BANDO col quale si rendeva noto che era stata depositata nell'Ufficio Tecnico la relazione redatta dall'Istruttore demaniale Dott.ssa Chiara Antinoro.


Chi ha disposto il deposito nell'Ufficio Tecnico anziché in Segreteria, come previsto nel relativo BANDO, prestampato, inviato dal Commissario Usi Civici? Per quale motivo?.


L'art. 30 della legge 16.06.1927 n.1766 recita testualmente:

"Gli atti istruttori così formati saranno sottoposti all'esame del Commissario, che, previa rettifica nel caso non li riconosca regolari, disporrà il deposito di essi presso la SEGRETERIA del Comune o della Associazione Agraria, la pubblicazione del bando e la notificazione agl'interessati ai termini dell'art.15 del Regolamento".


Quale ONNIPOTENTE Amministratore o Burocrate comunale si arroga il diritto di stravolgere le leggi vigenti? e per quale giustificato motivo?.

Ha ritenuto, forse, l'Ufficio Segreteria inidoneo a sopportare il peso "politico" e/o "reale" di una modesta relazione e poche planimetrie allegate?.


Avuta la notizia delle dimissioni dell'Istruttore demaniale Antinoro, il Sindaco di Oliveri ha sollecitato l'immediata sostituzione?.


O fa lo gnorri per consentire che tutto resti immutato per altri lunghi anni?.

A beneficio di chi? ed a svantaggio di chi?.

A quanto ammonta il danno erariale scientemente causato ai Cittadini di Oliveri?.

L'anonimo, non troppo velatamente, accenna ad interessi occulti ed alla sparizione di "cartazze".


Sindaco, se le cartazze spariscono dagli armadi comunali, denunci alla Magistratura competente i responsabili della custodia!.

Contemporaneamente, però, agisca, NON PERDA TEMPO PREZIOSO. Si attivi a chiedere copia degli atti mancanti agli Uffici competenti.

Lei cincischia, balbetta, temporeggia, trascura, laddove non c'è tempo da perdere.

Accelera, invece, al massimo, laddove occorrerebbe riflettere e temporeggiare.

Per i Cittadini di Oliveri non è una priorità conoscere se le illazioni dell'anonimo siano veritiere.

 

Prima o poi, la verità verrà accertata. Come tante altre.


I Cittadini Onesti di Oliveri PRETENDONO che questa vergognosa secolare storia degli usi civici venga DEFINITIVAMENTE chiusa con il riconoscimento a tutti gli aventi diritto dei legittimi benefici.


Lei, su questo argomento, TRADISCE IL MANDATO POPOLARE (Vedi programma elettorale).


Lei manifesta la sensazione che difenda l'indifendibile.


Lei ha il DOVERE morale, civile e politico di chiarire la sua equivoca posizione rispetto alla veloce legittimazione delle occupazioni delle terre comunali.


Prima lo fa, meglio è per tutti.-

Antonio AMODEO.


1 commento:

Michilinu non può perdere tempo con le legittimazioni. Non portano voti e manco utili alla "famiglia". Meglio concentrarsi su altri... "Affari di famiglia".
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