ARS
Slitta l'esercizio provvisorio
Riforma rifiuti, si discute ancora.
Sabato 29 Dicembre 2012 - 16:49 di Accursio Sabella
Le commissioni parlamentari di merito, che erano state convocate stamattina, stanno procedendo all'esame dell'esercizio provvisorio. Intanto, lunga discussione in Aula sulla proroga per la gestione degli Ato rifiuti.
PALERMO - Solo da pochi minuti il governo Crocetta ha depositato agli uffici dell'Ars i documenti finanziari per l'esercizio provvisorio, dunque le commissioni parlamentari di merito, che erano state convocate stamattina ma erano state rinviate, stanno procedendo all'esame del provvedimento. L'esercizio provvisorio era al primo punto dell'ordine del giorno della seduta parlamentare, appena aperta dal presidente Giovanni Ardizzone. L'aula sta procedendo dunque all'esame del disegno di legge sugli Ato rifiuti e idrici, al secondo punto dell'odg.
L'esercizio provvisorio, previsto per quattro mesi, deve essere approvato entro il 31 dicembre e solo dopo potrà essere varato in aula il ddl sulla prorogra dei contratti dei precari della Regione e degli enti locali, una platea di circa 25 mila persone.
Adesso, l'impressione è che possa servire un'altra seduta d'Aula, il 31 dicembre per procedere concludere l'iter.
Nella seduta in corso, tra l'altro, il cammino del disegno di legge sulla riforma degli Ato rifiuti, che prevede, tra le altre cose, la possibilità per i comuni di gestire in maniera diretta la raccolta, va a rilento. Sono tanti gli interventi in Aula, con i quali i deputati, pur apprezzando l'impianto della norma, hanno finora sollevato dubbi sulla legge. Dubbi anche di natura "formale", sollevati da parlamentari bipartisan: da Laccoto ("non si può concedere solo un'ora per depositare gli emendamenti") a Falcone ("il testo è stato depositato solo un giorno prima della discussione in Aula, rischiamo solo di creare confusione").
"Stiamo solo concedendo una proroga - ha detto Salvino Caputo - ma resta inalterato il dramma della raccolta e del conferimento dei rifiuti. I rifiuti di Monreale, per fare un esempio, vengono conferiti a Catania. Ogni mezzo costa 600 euro al giorno solo per il trasporto. Il rifiuto costa al cittadino centinaia di euro al giorno. Oggi stiamo solo accarezzando il problema, non stiamo entrando nel cuore. Dobbiamo impedire in futuro che i padroni del sistema dei rifiuti siano i titolari delle discariche private che stanno mettendo in ginocchio la nostra economia e tengono sotto scacco i sindaci”. Un concetto ribadito da diversi deputati: "Le discariche - ha commentato in Aula Santi Formica - devono essere pubbliche, e comunque il prezzo di conferimento dei rifiuti deve essere unitario. Il governo imponga che le discariche private non possano chiudere le porte di fronte a un Comune che vuole conferire i rifiuti”.
Una "distinzione" tra Ato virtuosi e Ato inefficienti, invece, è stata richiesta sia dal capogruppo del Pdl Francesco Scoma, che dal deputato agrigentino del Pd Giovanni Panepinto: "Nella mia provincia esistono due realtà: da una parte, si raggiunge un livello di raccolta differenziata pari al 70%, dall'altra, i turisti insieme alla Valle dei Templi guardano anche cumuli di rifiuti".
Sostegno alla riforma, invece, è stata assicurata da Nello Dipasquale (Territorio), Giovanni Di Giacinto (Lista Crocetta) e Nicola D'Agostino (Misto). Quest'ultimo, però, ha messo in guardia il governo: "La Regione negli ultimi anni ha anticipato cifre spaventose ai Comuni in emergenza ambientale rifiuti. Autorizzati dalla legge 9/2010 circa 600 milioni sono stati prestati, con vincolo di restituzione decennale, ma oggi di fatto, gran parte di questa massa creditoria non viene richiesta dall'Amministrazione e rischia di non essere rimborsata alla Regione se il Governo non interviene con fermezza e con atti amministrativi certi. Il rischio di creare un altro enorme buco di bilancio - ha aggiunto - è dietro l'angolo, mi auguro che l'assessore Marino prenda provvidementi rapidamente per scongiurarne il rischio". -
Ultima modifica: 29 Dicembre ore 17:13
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Sulla riforma dei rifiuti cominciano ad affiorare i "mal di pancia".
I parassiti che hanno "scassato" i bilanci regionali e comunali ed hanno rotto le nostre.... "tasche" non intendono rassegnarsi a mollare la preda!.
Come volevasi dimostrare, alcuni parlamentari "bipartisan" si aggrappano ai vetri lisci per tentare di rinviare un provvedimento non rinviabile. A beneficio di chi?.....
Sappino costoro che non siamo disposti a farci spremere ulteriormente, come i limoni, per impinguare le tasche dei loro amici.
Questa incivile vergogna dei rifiuti è durata già troppo.
Deve cessare subito.
Molti cittadini siamo disposti a gestire in proprio i nostri rifiuti anzicchè farci "spellare" da amministratori incapaci e/o corrotti. -
Antonio Amodeo