
27/06/2013
- Le indagini della procura della Repubblica di Palermo e della Guardia
di Finanza hanno fatto emergere ciò che da tempo cerchiamo di chiarire:
gli onorevoli regionali che con forza contrastano il progetto del
Governatore Crocetta e dell’Assessore regionale alla P.I. Scilabra, sono
gli stessi che hanno tratto benefici dall’impiego illecito delle
risorse che la UE ha destinato alla formazione professionale privata.
Naturalmente, poiché le scuole statali non pagano tangenti, né regalano
viaggi o abbonamenti in tribuna VIP del Palermo calcio, le scuole
statali, con motivi risibili, sono state ostacolate nella attribuzione
dei finanziamenti. Mentre le scuole cadono a pezzi e i Vigili del Fuoco
si divertono a sanzionare i presidi che non possono adeguare alle norme
le strutture scolastiche, la Regione finanzia il Ciapi che oggi la
Guardia di Finanza mette alla sbarra per le risorse che, anno dopo anno,
il centro di formazione professionale, è riuscito ad aggiudicarsi con
il paravento di creare occupazione. Il sistema sarebbe stato messo in
piedi una decina di anni fa. Il Ciapi è stato guidato per più di dieci
anni dall’avvocato Francesco Riggio. Figlio di un senatore dc degli anni
‘60, Riggio è stato collaboratore di Salvo Lima, l’eurodeputato
democristiano ucciso nel marzo del 1992.
Passato sotto le bandiere del Pd, è legato all’ex ministro Totò
Cardinale, esponente di punta dei democratici in Sicilia.
L’amministrazione siciliana tra il 2007 e il 2011 ha speso per la
formazione professionale quasi 20 milioni di euro per servizi di
assistenza tecnica (Price Waterhouse e altre società). La formazione
costava oltre 280 milioni di euro l’anno e creava pochissimi posti di
lavoro.
Sullo sfondo delle due inchieste c’è una pletora di parlamentari
nazionali e regionali di ogni colore politico che risultano denunciati
per finanziamento illecito o corruzione. Tra loro il senatore del Pdl,
Francesco Scoma (accusato di corruzione), l’ex presidente dell’assemblea
siciliana Francesco Cascio (accusato di finanziamento illecito). Sono
indagati per corruzione anche gli ex assessori al Lavoro e alla
formazione in Sicilia Carmelo Incardona (An) e Santi Formica (Pdl), l’ex
consigliere comunale di Palermo Gerlando Inzerillo (Grande Sud), sono
chiamati in causa per corruzione. Mentre di finanziamento illecito ai
partiti devono invece rispondere Lino Leanza (ex assessore al Lavoro,
deputato regionale), Gaspare Vitrano (ex deputato regionale del Pd) e
Salvino Caputo (ex deputato regionale Pdl, decaduto la settimana scorsa
dall’assemblea regionale siciliana dopo una condanna definitiva per
tentato abuso d’ufficio).
Grazie alla collaborazione di due ex partner di Giacchetto, la Procura
di Palermo ha ricostruito il sistema di corruzione a favore dei
politici. A deputati nazionali e regionali venivano regalati oggetti
preziosi, orologi di valore, vacanze in Tunisia e negli Stati Uniti e
denaro contante. Ai più esigenti veniva offerto anche un comodo servizio
“escort”: i politici ne potevano usufruire utilizzando gli appartamenti
che Giacchetto metteva a loro disposizione nel centro di Palermo.
L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, dottor Luigi
Petrucci, sulla richiesta di applicazione di misure cautelari “personali
e reali” della Procura della Repubblica di Palermo, si compone di 674
pagine.
Quarantuno persone indagate, diciassette sottoposte a custodia
cautelare. 84 i capi di imputazione, che coinvolgono a vario titolo
trentasette persone fisiche e sette enti.
I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla
corruzione, evasione fiscale, false fatturazioni, falso in atto
pubblico, operazioni immobiliari fittizie ed altro, falsi documentali e
finanziamenti occulti.
I fatti, riguardano il sistema organizzato da Fausto GIACCHETTO per
drenare denaro pubblico, attraverso il progetto CO.OR.AP. gestito dal
CIAPI per conto della Regione siciliana, mediante la corruzione dei
funzionari/incaricati di pubblico servizio coinvolti nel procedimento
amministrativo di concessione del contributo ed una cospicua produzione
di false fatture sia per giustificare gli esborsi, sia per trasferire il
profitto illecito dai fornitori del CIAPI alle persone fisiche autrici
della truffa o soggetti qualificati corrotti, anche sotto forma di
pagamento di spese personali.
L’ipotesi accusatoria descrive
somme pubbliche destinate al soddisfacimento di pubblici interessi,
attraverso l’utilizzo dello schermo sociale rappresentato dell’ente di
formazione CIAPI di Palermo”. Tale “sistema” è stato progettato, diretto
e realizzato da Faustino GIACCHETTO, apparente anonimo imprenditore nel
campo della comunicazione. Il CIAPI, Centro Interaziendale
Addestramento Professionale Integrato, è una associazione senza fini di
lucro nata nel 1970 su iniziativa della Cassa per il Mezzogiorno, con la
partecipazione societaria della FIAT, dell’Ente Minerario Siciliano,
dell’Istituto Roosevelt e del C.I.A.P.I. di Siracusa. Con delibera del
C.I.P.E., è passata sotto il controllo del Socio di maggioranza Regione
Siciliana (Legge Regionale 6 marzo 1976 n. 25).
Il GIACCHETTO avrebbe creato “un vero e proprio “sistema criminale” che,
attraverso continui favoritismi ed elargizioni erogate a funzionari
pubblici, politici, soggetti a vario titolo operanti nel settore della
comunicazione e della pubblicità, riusciva, da un lato, a far ottenere
al CIAPI, che gestiva in piena autonomia, cospicui finanziamenti
nell’ambito di diversi progetti autorizzati (CO.OR.AP., INFOA, Carovana
per l’Orientamento, LABOR, FORMISPE, Attività Formazione Personale Enti
Locali, FORUM per la LEGALITÀ), ciò in forza delle pratiche di
corruttela, dall’altro, a incamerare personalmente una cospicua parte di
tali provvidenze, che utilizzava per bisogni personali, ovvero proprio
per le pratiche di corruttela e per alimentare quel complesso sistema di
favoritismi e scambi che nulla hanno a che fare con quella che è
l’oggetto dell’amministrazione dei pubblici bisogni e del “fare
politica””.
Si può schematizzare il contenuto di questa indagine avendo come punto
di riferimento l’organo della Regione Siciliana, ed in particolare
l’allora Assessorato Regionale al Lavoro e Formazione Professionale e
l’Agenzia Regionale per l’Impiego e la Formazione Professionale, quindi
il CIAPI, ed infine GIACCHETTO Faustino quale punto di contato tra la
Regione Siciliana ed il CIAPI, principale dominus e soggetto di
collegamento di tutti i protagonisti del sistema.
In particolare, è stato accertato che a fronte di provvedimenti emessi
da alcuni dei soggetti politici o del LO NIGRO, questi ricevevano
regalie varie (sotto forma di mazzette in denaro contante, concessioni
in uso gratuito di appartamenti, viaggi, sponsorizzazioni, abbonamenti
allo stadio “Renzo Barbera”, etc.) ed anche illeciti contributi per
scopi elettorali.
Da non credere che oggi, alla Regione Siciliana, alcuni onorevoli,
vicini ai centri di formazione professionale, esercitano pressioni per
rifinanziare il CIAPI, mentre le scuole statali rimangono prive di
certezze sui fondi assegnati e i piani di edilizia scolastica rimangono
specchietti per le allodole.
Roberto Tripodi
Preside ITS A.Volta, Palermo
Presidente regionale ASASI
Fonte: www.nebrodiedintorni.it