venerdì 31 maggio 2019

Il ministro Tria invia la 

lettera di risposta alla 

commissione europea.

 

Dal testo via i tagli al welfare, c'è un piano 

di spese comprimibili.

 

 Economia stagnante, spread che vola fino a quota 293, con i titoli a breve termine che quasi fanno peggio della Grecia, borse in tensione soprattutto per l'annuncio di Donald Trump di una nuova 'guerra dei dazi', stavolta con il Messico.

E' in questa cornice già di per sé preoccupante che in Italia si consuma un vero e proprio 'giallo' sulla risposta da dare ai rilievi di Bruxelles sul debito pubblico. Che si scioglie a fine serata, quando il ministero dell'economia diffonde il testo inviato dal ministro Giovanni Tria alla Commissione Europa, insieme ad un'analisi di 58 pagine sul debito pubblico.

Nel testo finale salta il rifermento ai taglia al welfare che avevano fatto irritare i pentastellati. Alla fine il passaggio viene sfumato e si indica in modo più generico che "il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie". Piccoli ritocchi anche alla parte sulla flat tax che sarà attuata "nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo".

Ma nel pomeriggio il testo, diffuso per via parlamentare, era stato seccamente smentito dal ministero dell'Economia e aveva provocato l'intervento del presidente del Consiglio, pronto a ricorrere anche alla via giudiziaria contro la diffusione di testi 'fake'.

Il primo testo, di fatto, viene confermato a parte le piccole modifiche introdotte alla fine, ma la fibrillazione della maggioranza aveva trovato anche un altro spunto, che aveva fatto crescere la tensione tra le due anime del governo: la flat tax sulla quale è continuo il pressing del leader della Lega Matteo Salvini.

L'economia e la politica si sono intrecciati per quella che appare una giornata di 'passione' per il governo: dalla flat tax al Pil, con lo spread che è salito fino a 293 punti e poi ha chiuso a 287, con la borsa rimasta costantemente in negativo. (ANSA)

Giallo sulla lettera all'Ue. 

Il Mef: 'I contenuti 

non sono quelli'.

 

Nelle anticipazioni si parlava di 'Meno spesa per Reddito e Quota 100'. Ed era arrivato uno stop da M5s.

 

Giallo sulla lettera del Ministero dell'Economia in replica a quella dell'Ue sui conti pubblici. Il Mef "smentisce nel modo più categorico le notizie di stampa che anticiperebbero i contenuti della lettera che il ministro Tria si prepara a inviare alla commissione Ue".

"Tali contenuti - si puntualizza dal ministero - non corrispondono alla realtà. Come si potrà constatare quando si prenderà visione della lettera che sarà firmata dal ministro e inviata a Bruxelles".

"La bozza di lettera da inviare alla Commissione Europea - affermano fonti di Palazzo Chigi - è stata da poco ricevuta dal Presidente Conte, che non l'ha quindi ancora approvata. Peraltro la versione che è stata anticipata dagli organi di informazione non è quella che in questo momento è in visione al presidente Conte". 

"Il Presidente del Consiglio ha appena sentito telefonicamente il ministro Tria e ha concordato con lui di sollecitare tutte le verifiche, anche giudiziali, affinché chi si è reso responsabile di tali fughe di notizie false sia chiamato alle conseguenti responsabilità". 

"È bene rimarcare la gravità" della diffusione di un testo diverso da quello su cui stanno lavorando Conte e Tria - dicono ancora fonti di Palazzo Chigi - "trattandosi di questioni particolarmente delicate che incidono su interessi fondamentali dello Stato, e che coinvolgono la delicata interlocuzione con le Istituzioni europee e che possono avere ricadute negative sui mercati". 

Nella lettera anticipata si scriveva che il governo "sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022". 

In un altro passaggio della lettera le nuove politiche di welfare vengono esplicitate come reddito di cittadinanza e quota 100. Secondo Tria, il deficit potrebbe quest'anno essere minore di quanto prospettato nelle ultime previsioni ufficiali. "L'andamento dell'economia e il gettito fiscale hanno finora superato le previsioni del Programma di Stabilità. - scrive il ministro - Se il contesto di crescita internazionale non si deteriorasse ulteriormente, l'Italia dovrebbe essere in grado di mantenere questa tendenza positiva fino alla fine dell'anno". 

Inoltre, "le nuove entrate non tributarie sembrano destinate a superare le previsioni e l'utilizzo delle nuove politiche del welfare (Reddito di cittadinanza e quota 100) è, finora, inferiore alle stime sottostanti alla legge di bilancio per il 2019. Di conseguenza, le ultime proiezioni del Governo italiano indicano che il disavanzo dovrebbe attestarsi al di sotto delle previsioni della Commissione e che la variazione del saldo strutturale dovrebbe essere conforme al patto di stabilità e crescita anche sulla base della stima dell'output gap della Commissione".

"La lettera preparata dal ministro Tria con la Lega? Il M5S non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, ne' il reddito ne' quota 100". Lo dice Luigi Di Maio.

"Magari è utile fare un vertice di maggioranza con la Lega insieme al presidente Conte e allo stesso Tria, così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!". Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio, spiegando di non aver ancora avuto modo di leggere la lettera del ministro Giovanni Tria all'Ue.

"Non ho avuto ancora il piacere di leggere la lettera preparata dal ministro Tria all'Unione Europea, ma apprendo che prevede tagli alla spesa sociale, alla Sanità, a Quota 100, al Reddito di Cittadinanza. Ma stiamo scherzando? Lo dico chiaramente: al governo Monti non si torna. Basta austerità, basta tagli, di altre politiche lacrime e sangue non se ne parla. Non esiste!". - (ANSA)


Rinvio elezioni ex province, 

De Luca: “Chi sentenzia 

contro non si è mai 

interessato alla questione”.


Carmelo Caspanello

 
venerdì 31 Maggio 2019 - 16:20 
pubblicato da www.tempostretto.it 


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Rinvio elezioni ex province, De Luca: “Chi sentenzia contro non si è mai interessato alla questione”

Il sindaco della Città Metropolitana: "Si risolva il problema finanziario e si voti a ottobre 2019 piuttosto che strumentalizzare come satiri danzanti".


MESSINA –  “Tutti parlano di elezioni immediate per continuare ad occultare il dissesto delle ex Province che non è ascrivibile alla gestione commissariale ma alla mancata individuazione della soluzione da parte dello Stato e della Regione Siciliana. 

Ciò non consente di approvare i Bilanci delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi. Prendiamo atto che ci sono tanti satiri danzanti e scodinzolanti che si stanno agitando per il rinvio delle elezioni dei Consigli delle ex Province ma è doveroso rimarcare che sono sempre gli stessi personaggi in cerca di autore che non hanno idea del merito della vicenda e sputano sentenze solo per giustificare la propria esistenza“. A riferirlo è il sindaco della Città Metropolitana di Messina, Cateno De Luca.

“Ribadiamo – continua il primo cittadino – che servono 350 milioni di euro da prendere dal Fsc per il triennio 2019/2021. Soltanto così sarà possibile pianificare investimenti, tutelare i precari e mettere in sicurezza scuole, strade e viadotti. 

Qui non si tratta di ‘Patto della Madonnina’ ma di buonsenso: rinvio elezioni fino ad ottobre e risoluzione della situazione finanziaria per evitare i danni irreversibili della dichiarazione di dissesto, ovvero la perdita di centinaia di milioni di euro per investimenti strategici ed il licenziamento dei precari non ancora stabilizzati.”.

“Presidente Musumeci – sottolinea De Luca –  evitiamo di innescare un cortocircuito istituzionale che non ha precedenti nella storia della democrazia siciliana evitando attentati alla sovrana volontà parlamentare. 

Sono convinto che se le medesime energie spese per la finta querelle del rinvio delle elezioni fossero profuse per risolvere il merito della questione, otterremo nel giro di qualche mese il vero risultato che interessa noi amministratori: poter mettere in sicurezza le strutture di competenza e garantire assistenza ai portatori di handicap”.

“Risolto il problema finanziario – conclude il sindaco peloritano – sarà legittimo chiedere al Parlamento siciliano di modificare la decisione assunta e magari garantire lo svolgimento delle elezioni ad ottobre 2019 data da me suggerita, considerati i tempi tecnici necessari per risolvere realmente i problemi mettendo da parte strumentalizzazioni che non mi appartengono. 

Senza il rinvio fisiologico si deciderà di celebrare il funerale delle ex Province e portare il feretro con i componenti dei consigli neo eletti, unitamente ai sindaci delle Città metropolitane ed ai commissari dei Liberi consorzi, ottenendo semplicemente il trionfo della politica parolaia di cui la gente è ormai indignata.

Questo purtroppo – conclude De Luca – è il classico rito delle chiacchiere ben pagate e l’aggravamento dei problemi appositamente non affrontati per paura di sporcarsi le mani. Chi non intende assumersi senza se e senza ma le responsabilità di Governo, cambi mestiere e taccia per sempre”.-


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Conte, flat tax in deficit? 

Progetto ancora non c'è.

 

M5s, ok flat tax in deficit, anche Tria condivide.

 

 "Non discuto adesso davanti ai giornalisti come si farà la flat tax: un progetto di flat tax non è ancora arrivato a Palazzo Chigi". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte risponde a chi, a margine di un evento in Campidoglio, gli chiede se sia favorevole a realizzare la flat tax in deficit, come propongono Lega e M5s.

Ancora oggi, il vicepremier leghista, Matteo Salvini ha rilanciato la Flat Tax, commentando le Considerazioni finali del Governatore.

"La proposta della Lega di finanziare in deficit la flat tax - dicono autorevoli fonti parlamentari del Movimento 5 Stelle - ci trova favorevoli. A maggior ragione se, come apprendiamo, Tria già condivide questa idea: ben venga il regime fiscale al 15% per i redditi fino ai 65.000 euro".

"Ci prendiamo ancora questi giorni ma sicuramente lunedì sarà la prima buona occasione per fare il punto della situazione - ha detto ancora Conte -: voglio parlare agli italiani. Questo è il governo del cambiamento, della chiarezza".  "Dobbiamo massima chiarezza agli italiani", aggiunge.

"Lunedì sarà la prima buona occasione per fare il punto della situazione - afferma il presidente del consiglio -. Voglio parlare agli italiani.

Questo è il governo del cambiamento: ho sempre rivendicato un cambiamento nel senso della chiarezza di intenti rispetto ai programmi, sicurezza del cammino che sia strategico, che proceda in modo lungimirante e senza strappi.

Dobbiamo afferrare queste premesse e queste condizioni per poter proseguire". (ANSA)

Lettera di Tria all'Ue: 

'Meno spesa per Reddito 

e Quota 100. Saldi miglio=

reranno senza aumento Iva'.

 

Governo sta avviando nuova revisione della spesa. M5s: 'Lettera Tria non condivisa con noi, non tagliamo né reddito né quota 100'.

 

"Il Governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022". Lo scrive il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, nella lettera di risposta inviata, come previsto entro oggi, alla Commissione europea.

In un altro passaggio della lettera le nuove politiche di welfare vengono esplicitate come reddito di cittadinanza e quota 100.

"In linea con la legislazione in vigore - scrive il ministro - il programma di stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l'1,3 per cento del Pil, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020. I partiti politici hanno espresso riserve circa il previsto aumento dell'Iva, ma abbiamo comunque un ventaglio di misure alternative onde garantire il suddetto miglioramento strutturale".

Il Governo - si legge ancora nella lettera - intende introdurre "ulteriori misure per semplificare il sistema fiscale e migliorare la fedeltà fiscale. Il Parlamento ha invitato il Governo a riformare, fatti salvi gli obiettivi di riduzione del disavanzo per il periodo 2020-2022, l'imposta sul reddito delle persone fisiche, riducendo il numero degli scaglioni e la pressione fiscale gravante sulla classe media. Si effettuerà anche una revisione di detrazioni ed esenzioni fiscali".

"La lettera preparata dal ministro Tria con la Lega? Il M5S non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, ne' il reddito ne' quota 100". Lo dice Luigi Di Maio. (ANSA)

Il trasporto elettrico è il 

futuro. Ma attenzione 

alla gestione…/


Marco Ipsale 
 
venerdì 31 Maggio 2019 - 12:30 
pubblicato da www.tempostretto.it
 
 
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Il trasporto elettrico è il futuro. Ma attenzione alla gestione…

 

6 milioni 329mila euro, circa 395mila a bus, il doppio di un bus a gasolio, ma una ricarica elettrica costa 45 euro, una di gasolio per la stessa autonomia 100 euro. Attenzione, però, alle batterie...

MESSINA – La transizione dal gasolio all’elettrico è iniziata in Cina. Ora si sta sviluppando negli Usa e in Ue. Da due anni anche in Italia, ma solo nelle città del nord. Messina è la prima del centro sud ed è quella che ora ha la maggior percentuale di bus elettrici rispetto al totale. Non uno o due ma sedici, una flotta, rispetto al centinaio totale. 

6 milioni 329mila euro, circa 395mila a bus, il doppio di un bus a gasolio, fondi recuperati nell’ambito del Pon Metro. C’è anche una stazione di ricarica nella sede Atm ed è prevista, già finanziata, una stazione di autoproduzione di energia, tramite pannelli fotovoltaici.

Il merito è della giunta Accorinti, che ha iniziato e quasi concluso l’iter. Lo conferma, in modo elegante, il vicesindaco e assessore alla mobilità, Salvatore Mondello: “Ringrazio chi ci ha preceduto – dice -. Abbiamo portato avanti quest’iniziativa perché l’abbiamo ritenuta valida, le buone idee non hanno colore”. E l’intenzione è quella di fare altre operazioni simili. “Il futuro è questo – prosegue -, è già tracciato, bisogna essere capaci di reperire nuovi fondi extra bilancio per comprare ancora altri bus”.

“Nei prossimi quindici anni – spiega il direttore generale di Asstra, l’Associazione nazionale trasporti, Emanuele Proia – ci saranno finanziamenti nazionali per 3,7 miliardi di euro. Buona parte sarà proprio per l’elettrico, il resto per il metano, ma il diesel non verrà più finanziato”.

Il costo maggiore dei mezzi viene ammortizzato nel tempo. Una ricarica elettrica costa 45 euro, una di gasolio per la stessa autonomia 100 euro, si risparmia ma solo se c’è una buona gestione. Byd Industria Italia, l’azienda che ha realizzato i bus, sarà accanto ad Atm. “Il vantaggio economico è pluriennale – spiega il responsabile dei servizi postvendita, Stefano Strani – ma bisogna fare attenzione a gestire il costo della batteria, che ha una vita inferiore rispetto a quella del veicolo. I risparmi finanziari vanno accantonati, consigliamo di creare una voce di bilancio chiara destinata alle successive spese per sostituire le batterie”.

Parla di gestione più complessa anche il presidente di Atm, Giuseppe Campagna, che conta sull’aiuto di Byd. “E’ un’azienda che ha 230mila dipendenti nel mondo e che non ha mai costruito un bus a gasolio. 

Speriamo che facciano il ‘miracolo’ di realizzare mezzi con autonomia ancora più alta, che ci consentano di raggiungere le zone collinari della città. Abbiamo scelto insieme piazza Duomo per l’inaugurazione dei nuovi bus, perché è stato realizzato un video che sarà presentato al congresso dell’autotrasporto a Stoccolma, dal 9 al 12 giugno, di fronte a una platea mondiale”.-

(Marco Ipsale)

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Cannabis: a Sanremo 

idea class action.

 

"Come volessero combattere alcolismo vietando birre analcoliche".

 

(ANSA) - SANREMO, 31 MAG - Parte dal titolare di un negozio per la vendita di prodotti con cannabis light di Sanremo la proposta di una class action contro la decisione della Cassazione che limita queste attività.

"Ho chiuso un pizzeria per aprire questo negozio, ora ci vogliono mettere sul lastrico.

E' come se volessero combattere l'alcolismo vietando la vendita di birre analcoliche. Organizzeremo una class action".

A parlare è Gioel Magini, titolare del "Cannabis Amsterdam Store". "I nostri avvocati hanno detto di attendere prima di passare al contrattacco, ma resta davvero una decisione infelice.

Vendiamo non solo prodotti con thc inferiore allo 0,5%, ma anche tisane, alimenti e altri derivati, dotati di cbd il principio attivo, utile per curare stati d'ansia e alcune malattie degenerative".

 Gioel si preparava a aprire un bar con dehor dove poter consumare tisane, biscotti e altri prodotti a base di cannabis.

"Ora non so come comportarmi, potrò vendere almeno i prodotti con cbd?". (ANSA)

Bankitalia, Visco: 

'Più poveri se facessimo 

dell'Ue un avversario'.

 

L'Assemblea annuale di Via Nazionale. Il governatore: 'L'Europa non ha colpe del nostro disagio'.

 

"Saremmo stati più poveri senza l'Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario". Lo afferma il Governatore Ignazio Visco a conclusione delle Considerazioni finali aggiungendo che "addossare all'Europa le colpe del nostro disagio è un errore; non porta alcun vantaggio e distrae dai problemi reali".

"Quelli che sono talvolta percepiti come costi dell'appartenenza all'euro sono in realtà - avverte Visco - il frutto del ritardo con cui il Paese ha reagito al cambiamento tecnologico e all'apertura dei mercati.

Quasi tutti gli altri paesi hanno fatto meglio di noi".

"Serve uno sforzo corale, la partecipazione di tutti, lungo una direzione di marcia che la politica deve indicare con chiarezza": Così Visco parlando delle prospettive italiane e citando un bilancio pubblico più orientato "verso misure a sostegno del lavoro e dell'attività produttiva", una "strategia rigorosa e credibile" di riduzione del debito" e "riforme strutturali di ampio respiro". Le imprese invece dovranno "cogliere le occasioni che offrono il mercato e la tecnologia".

"Aumenti della spesa pubblica o riduzioni di entrate - secondo il Governatore - vanno inseriti in un quadro che ne garantisca la sostenibilità finanziaria e ne precisi intenti, priorità e fonti di finanziamento". E precisa: "Affinché il bilancio pubblico possa contribuire a un aumento duraturo del tasso di crescita del prodotto servono interventi profondi sulla composizione della spesa e delle entrate".

Visco ha toccato anche il tema dell'immigrazione. Convinto che "può dare un contributo alla capacità produttiva del Paese, ma vanno affrontate le difficoltà che incontriamo nell'attirare lavoratori a elevata qualificazione così come nell'integrazione e nella formazione di chi proviene da altri Paesi". Il Governatore mette in evidenza "la riduzione della capacità produttiva connessa con gli andamenti demografici" e il peso sulla produttività di giovani e laureati che ogni anno lasciano l'Italia. "Da qui al 2030 senza il contributo dell'immigrazione - ha detto ancora - la popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni diminuirebbe di tre milioni e mezzo, calerebbe di ulteriori sette nei successivi 15 anni. Oggi per ogni 100 persone in questa classe età ce ne sono 38 con almeno 65 anni; tra 25 anni ce ne sarebbero 76".

Il vicepremier, Matteo Salvini, esprime apprezzamento per le parole di Visco: "Bene la relazione di Banca d'Italia, che conferma la necessità di uno choc fiscale per far ripartire l'economia italiana. La flat tax è la prima riforma che governo e Parlamento dovranno discutere". (ANSA)

Operazione Terre Emerse 

sulle agromafie, chi sono 

i Di Dio di Capizzi.


Alessandra Serio 

 
venerdì 31 Maggio 2019 - 07:28 
pubblicato da www.tempostretto.it
 
 
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Operazione Terre Emerse sulle agromafie, chi sono i Di Dio di Capizzi

Dai collegamenti con gli Stanzù al potente clan di San Mauro di Castelverde. Il calibro della mafia dei Nebrodi e i loro interessi nel settore dei fondi agricoli.


C’è la famiglia Di Dio di Capizzi al centro dell’inchiesta Terre Emerse, scattata ieri tra le province di Caltanissetta e Messina, dove la Guardia di Finanza ha arrestato 11 persone, denunciandone altre 22. L’inchiesta è stata battezzata Terre Emerse ed è una prosecuzione dell’inchiesta Nibelunghi, scattata nella stessa zona, la dorsale tra i Nebrodi e le Madonie, nel gennaio del 2018.

I Di Dio, saldamente legati al loro centro nebroideo di origine, da tempo sono stanziati con gli allevamenti e i terreni anche in alcune zone dell’ennese. Secondo la Procura fanno parte della rete di soggetti che attraverso un sistema di intestazione fittizia di terreni permetteva di aggirare i controlli antimafia nel settore dei contributi agricoli comunitari.

L’accusa per loro è di  concorso esterno in associazione mafiosa con riferimento ai rapporti con numerosi esponenti mafiosi, tra cui quelli con i fratelli Virga, inseriti nel mandamento di San Mauro Castelverde. Ovvero ancora oggi il principale mandamento siciliano, quello che ha l’ultima parola in fatto di cose mafiose su almeno tre province.

Recentemente i Carabinieri hanno intercettato un esponente mafioso dei capizzoti come delegato ad un importantissimo summit tra boss di diverse province siciliane. Un summit che secondo gli investigatori era strategico per la riorganizzazione generale degli affari sia a Palermo che a Catania.

All’ordine del giorno dell’incontro, secondo gli investigatori, c’era anche la messa a posto di un lavoro che una impresa di Giardini Naxos sta conducendo nella zona di Palermo.

Gli indagati utilizzavano aziende agricole intestate a loro o a stretti familiari e simulavano compravendite e affitti di terreni che in realtà erano riconducibili a soggetti mafiosi, aiutandoli così ad evitare sequestri e altri provvedimenti.

In carcere sono andati Antonio Di Dio (classe 1987), Domenico Di Dio (’59), Giovanni Giacomo Di Dio (’94, al quale sono stati nel frattempo concessi i domiciliari per motivi di salute), Giacomo Di Dio (‘84), Giuseppe Sivillo Fascetto (‘78), Caterina Primo (‘58);

– arresti domiciliari per Salvatore Dongarrà (‘62), Carmela Salerno (‘71); Rodolfo Virga (‘61), Ettore Virga (‘93), Domenico Virga (‘63).

Tra gli indagati a piede libero ci sono altri nomi noti di Capizzi, già coinvolti in precedenti operazioni anti mafia come l’inchiesta Montagna. 

“Ancora conferme sul business milionario rinveniente dai Fondi Europei in mano alle famiglie mafiose. Questa operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta e della Guardia di Finanza ha dimostrato ancora una volta l’importanza del tema”, ha commentato Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi e presidente onorario della Fondazione nazionale “Caponnetto”

Per gli approfondimenti leggi anche: Come si ricostituisce il capitale mafioso sui Nebrodi. -


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Pil: in calo su base annua, 

non accadeva da fine 2013.

 

Ultime stime Istat sul primo trimestre, 

tendenziale - 0, 1%.

 

Il Pil tendenziale nel primo trimestre del 2019 è tornato negativo (-0,1%) come non accadeva dal quarto trimestre del 2013. Lo rende noto l'Istat nell'ultima stima sul Prodotto interno lordo, in base a dati corretti per gli effetti di calendario.

Il Pil italiano nel primo trimestre del 2019 è salito dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti mentre è calato dello 0,1% su base annua, rileva ancora l'Istat (dati corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati) rivedendo al ribasso le stime diffuse a fine aprile, quando il Prodotto interno lordo era previsto in aumento dello 0,2% in termini congiunturali e dello 0,1% a livello tendenziale.(ANSA)

Playoff B: 

Cittadella-Verona 2-0.

 

Senegalese Diaw decide finale, 

domenica il ritorno al Bentegodi.

 

(ANSA) - CITTADELLA, 30 MAG - Il Cittadella vince la finale di andata del playoff promozione di Serie B e sogna in grande.

    Al 'Tombolato' la squadra di Venturato ha superato per 2-0 il Verona grazie alla doppietta di Diaw, al 6' pt e al 35' st. Ila finel di ritorno è in programma domenica sera al Bentegodi.

Il Verona per essere promosso in Serie A dovrà vincere con due gol di scarto, con qualunque risultato (le reti in trasferta non valgono doppio e a parità di gol passa chi si è meglio classificata nella regular season, il Verona 5/o e il Cittadella 7/o). (ANSA)

Salvini: "Non tirerò a 

campare". Alta tensione 

fra Lega-M5S.

 

Ancora scontri nel governo. I Cinque Stelle avvertono l'alleato: "Con noi non sarai premier". Salvini: "Bisogna lavorare".

 

pubblicato da www.ilgiornale.it


Anche se i grillini questa sera hanno (ri)dato fiducia a Luigi Di Maio tramite la piattaforma Rousseau, la tensione fra le due compagine del governo rimane alle stelle. 

 

 

 
 

Il motivo? Sempre i soliti terreni di scontro: flat tax, Tav, porti chiusi e Iva. Il post Europee, quindi, sembra non aver placato le bollenti anime. 


Anzi: da una parte Matteo Salvini dice a chiare lettere di aspettarsi qualcosa in più dagli alleati di governo, dall'altra fonti del MoVimento fanno sapere che il leader del Carroccio si deve scordare di fare il premier nel caso di un voto anticipato.

Dopo il flop alle elezioni europee, la terra sotto i piedi dei grillini trema. Loro lo sanno bene e quindi mettono le mani avanti. Fonti del MoVimento, infatti, temono che il ministro dell'Interno voglia andare al voto per andare subito all'incasso di quel 34% registrato alle Europee. Così tirano su la testa e gli fanno arrivare all'orecchio che in caso di un nuovo governo Lega-M5S lui non sarà mai premier

Come scrive l'Agi, fonti del MoVimento fanno sapere che se Salvini vuole andare a Palazzo Chigi, "ci vada con Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni - così ragionano - ci ha bruciato Luigi Di Maio, si scordi di fare il premier di una nuova alleanza con noi. Se la proporzioni delle europee rimanessero immutate anche alle politiche 34% a 17%, potremmo anche accettare un premier leghista, ma non Salvini". L'avvertimento, quindi, è chiaro: potrebbe andare a Palazzo Chigi Giancarlo Giorgetti o qualcun altro ma "non chi ci ha bruciato Di Maio".

Ma Salvini degli avvertimenti grillini se ne fa ben poco e tira dritto per la sua strada. Ospite a Dritto e Rovescio su Rete4, il ministro dell'Interno ha subito messo le cose in chiaro: "Ministero dell'Economia alla Lega? Non chiedo mezzo ministro in più o mezza poltrona in più, chiedo al M5S di evitare polemiche e lavorare, lavorare. Ci sono la riforma fiscale e la riforma della giustizia da fare. Ministri in bilico? No, ma mi aspetto una marcia in più da tutto il governo".

E dopo aver parlato di Tav ("Se ci sono una serie di sì, non esiste dire un no pregiudiziale") e delle dimissioni del viceministro leghista alle Infrastrutture Rixi, Salvini lancia una palla infuocata. Un chiaro segnale all'alleato di governo: "L'unica cosa che non farò è tirare a campare. 

Se ho l'impressione che mi si fa perdere tempo, non starò qua a scaldare la poltrona. Mi aspetto da M5S una posizione costruttiva e ragionevole come nei primi 9 mesi di governo. Se si lavora bene vado avanti 4 anni. Se da qui a due mesi i no vanno avanti...Con i no non si va da nessuna parte. Se il clima torna normale lo vediamo subito. Se invece si torna con i battibecchi, allora non vale la la pena far perdere tempo agli italiani...".

Tutto chiaro, insomma. All'interno del governo si è creata una vera e propria spaccatura. Si continua a discutere e a scontrarsi. Ma ora la scusa della campagna elettorale in vista delle Europee non c'è più.-

D Maio confermato leader 

di M5s, l'80% delle prefe=

renze sulla piattaforma 

Rousseau.

 

A dire sì alla conferma di Luigi Di Maio sono stati 44.849 votanti. In 11.278 hanno invece votato contro.

 
 
Redazione ANSA

Luigi Di Maio è stato confermato capo politico del M5S con l'80% delle preferenze. A dire sì alla conferma sono stati 44.849 votanti. In 11.278 hanno invece votato contro.

"La riconferma del mio ruolo - ha detto su Facebook, Di Maio - è solo il primo passo per avviare una profonda organizzazione del M5S, per renderlo più vicino ai cittadini per rimarcare la nostra identità.

Tra qualche settimana conoscerete la nuova struttura organizzativa che per me deve prevedere compiti ben precisi in capo a persone individuate dal M5S, deleghe su economia, territori, liste civiche, imprese, lavoro, ambiente, sanità, la tanto discussa comunicazione. Non perderò tempo, domani avrete già novità sul rinnovo di alcuni ruoli e procedure interne".

"Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! - ha aggiunto -. Ringrazio chi mi ha confermato la fiducia, chi si è astenuto e chi ha votato contro. Non mi monto la testa, questo è il momento dell'umiltà. Sono sicuro che insieme ripartiremo più forti di prima. Per il MoVimento 5 Stelle e per il Governo italiano che sosteniamo".

IL POST DI DI MAIO

"Con 56.127 preferenze espresse, la nostra piattaforma online ha fatto registrare il record assoluto. Quella odierna è stata non solo la votazione con maggior partecipazione dell'intera storia di Rousseau, ma anche quella più partecipata di sempre a livello mondiale in fatto di democrazia digitale": scrive il blog delle Stelle in merito alla conferma di Luigi Di Maio. Quando fu eletto la prima volta, durante la kermesse di Rimini del 2017, a votare sulla Piattaforma Rousseau furono 37.442 iscritti.

Per l'altro vicepremier, Salvini, "è stato riconfermato Di Maio, va bene, almeno c'è qualcuno che comanda. Ora Mi aspetto dai cinquestelle un atteggiamento costruttivo". "Con Di Maio ho lavorato bene per nove mesi, è persona seria, leale, almeno non è un signor no di professione come qualcun altro.

Spero abbia ancora il controllo della maggioranza alla Camera e al Senato per approvare delle leggi, si vedrà nelle prossime settimane". "Se da parte dei cinquestelle mi renderò conto che non c'è questa volontà ognuno trarrà le sue conseguenze. Io confido che ci sia", ha affermato il leader della Lega.

E su Alessandro Di Battista: "Di Battista? Che prenda il motorino e si giri il mondo in motorino...", ha detto il vicepremier Salvini rispondendo a una domanda sull'ex deputato M5S, considerato un 'mister no' dal leader leghista.-

giovedì 30 maggio 2019

M5s, il voto on line conferma 

Di Maio leader con l'80% 

delle preferenze.

 

A dire sì alla conferma di Luigi Di Maio sono 

stati 44.849 votanti. In 11.278 hanno invece 

votato contro.

 
 
Redazione ANSA
Luigi Di Maio è stato confermato capo politico del M5S con l'80% delle preferenze.

A dire sì alla conferma sono stati 44.849 votanti. In 11.278 hanno invece votato contro.

"La riconferma del mio ruolo - ha detto su Facebook, Di Maio - è solo il primo passo per avviare una profonda organizzazione del M5S, per renderlo più vicino ai cittadini per rimarcare la nostra identità.

Tra qualche settimana conoscerete la nuova struttura organizzativa che per me deve prevedere compiti ben precisi in capo a persone individuate dal M5S, deleghe su economia, territori, liste civiche, imprese, lavoro, ambiente, sanità, la tanto discussa comunicazione.

Non perderò tempo, domani avrete già novità sul rinnovo di alcuni ruoli e procedure interne".
"Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! - ha aggiunto -.

Ringrazio chi mi ha confermato la fiducia, chi si è astenuto e chi ha votato contro. Non mi monto la testa, questo è il momento dell'umiltà. Sono sicuro che insieme ripartiremo più forti di prima.

Per il MoVimento 5 Stelle e per il Governo italiano che sosteniamo".

IL POST DI DI MAIO

"Con 56.127 preferenze espresse, la nostra piattaforma online ha fatto registrare il record assoluto. Quella odierna è stata non solo la votazione con maggior partecipazione dell'intera storia di Rousseau, ma anche quella più partecipata di sempre a livello mondiale in fatto di democrazia digitale":scrive il blog delle Stelle in merito alla conferma di Luigi Di Maio a capo politico del Movimento.

Quando fu eletto la rima volta, durante la kermesse di Rimini del 2017, a votare sulla Piattaforma Rousseau furono 37.442 iscritti.- (ANSA)

Festa della Repubblica 

alla batteria Masotto. 

Ecco il programma.


Redazione  
 
giovedì 30 Maggio 2019 - 08:04 
pubblicato da www.tempostretto.it
 
 
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Festa della Repubblica alla batteria Masotto. Ecco il programma

 

Appuntamento in mattinata alla Passeggiata a mare, nel pomeriggio al Museo.

 

MESSINA – In occasione del 73° anniversario della fondazione della Repubblica italiana, la Prefettura di Messina ha organizzato una solenne cerimonia che si svolgerà presso il Largo Batteria Masotto con inizio alle 10.

Nel corso della cerimonia, dopo l’esecuzione dell’ Inno nazionale, la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai caduti e la lettura del messaggio del presidente della Repubblica da parte del prefetto Maria Carmela Librizzi, si procederà alla consegna di due medaglie d’onore alla
memoria ai cittadini deportati nei lager nazisti e di otto diplomi di Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana.

La cerimonia prevede anche gli interventi di due studenti universitari che faranno una riflessione sul significato della Festa della Repubblica e gli alunni degli Istituti comprensivi “Catalfamo “ e “Paradiso” che hanno aderito all’iniziativa del Comando Militare Esercito Sicilia “Adotta un monumento”.

Saranno anche schierate nello spazio acqueo antistante Unità Navali, appartenenti a Guardia Costiera, Carabinieri, Guardia di Finanza, Questura, Vigili del Fuoco.

Saranno presenti scolaresche ed il coro degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Evemero “ di Messina, che intonerà l’inno nazionale.

La cerimonia sarà supportata dalla presenza della Banda della Brigata Meccanizzata “Aosta”.

A conclusione della cerimonia, avrà luogo un “Brindisi alla Repubblica”, al quale saranno invitati tutti i partecipanti ed i cittadini presenti, a cura dell’Istituto Alberghiero “Antonello da Messina”.

Alle 18, presso il piazzale esterno del Museo Regionale si terrà un concerto con l’esibizione dell’orchestra degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Evemero da Messina” e del Quartetto “Opale accordion” – e del “Duo Curasi-Ferraro flauto arpa” a cura del Maestro Gianfranco Nicoletti.

In caso di condizioni meteorologiche avverse la cerimonia in programma nella mattinata si svolgerà presso la Galleria Vittorio Emanuele, mentre il concerto si terrà nelle sale interne del Museo Regionale.-
 

Dl Calabria, 

relatrice M5S si dimette.

 

Per polemiche per ipotesi conflitto interessi 

suo collaboratore.

 

(ANSA)- ROMA, 30 MAG - Dalila Nesci, deputata M5s, si è dimessa da relatrice del decreto legge sulla sanità in Calabria, dopo le polemiche su un presunto conflitto d'interessi di un suo ex collaboratore, potenziale candidato a dirigente locale del settore.

Ad annunciarlo in Aula alla Camera è stato il vicepresidente del Senato Fabio Rampelli, quando è ripreso l'esame del provvedimento. Al posto di Nesci la presidente della commissione Affari sociali Marialucia Lorefice, sempre di M5s.

"Ho sempre svolto con correttezza, dedizione e spirito di servizio" gli incarichi ricevuti, ha detto Nesci alla Camera. A chiedere un passo indietro il Pd, ma anche la Lega.

"Bene le dimissioni di Nesci da relatrice del decreto Calabria per conflitto d'interessi - dice il capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari -.

La Lega, non appena appresa questa situazione durante il dibattito d'aula, dopo un'attenta valutazione ha chiesto alla relatrice di fare un passo indietro.

Stupisce solo che la questione sia sfuggita agli attenti osservatori dei 5S". (ANSA)

RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI PRESIDENZA CON BERLUSCONI.


Sul duello Micciché-Armao 
decide oggi la direzione di FI.

 
 
di Rosalba Famà

Si riunisce oggi giovedì a Roma il Consiglio nazionale di presidenza di Forza Italia per capire dopo le Europee quali mosse ci si può aspettare dal governo a guida ormai sbilanciata in favore della Lega di Salvini, studiare strategie di prospettiva e naturalmente fare un consuntivo del responso delle urne.

Lo richiede la situazione complessiva con i 5 Stelle in stato confusionale ma lo sollecita soprattutto la componente meridionale, siciliana in particolare visto che qui FI ha raddoppiato la percentuale di consensi rispetto all’8,7 di media nazionale.

Il dato sarà fatto valere da Gianfranco Micciché per rivendicare più spazio, ritagliare altre posizioni per i fedelissimi che hanno contribuito al 17% siciliano e rimarcare la deludente performance di diversi candidati che, specie al Nord, sono sembrati praticamente assenti in campagna elettorale.

A cominciare dallo stesso presidente uscente del Parlamento Ue Antonio Tajani che non ha raggiunto neppure quota 50mila preferenze, attestandosi su numeri modesti in considerazione del ruolo.

E giacché si parlerà di risultati, Micciché porrà fra le altre la questione dell’assessore all’Economia Gaetano Armao, già liquidato alla vigilia come ex assessore per aver scelto di appoggiare il candidato sardo Cicu e non Giuseppe Milazzo sostenuto da Micciché e da una parte di FI.

Milazzo è stato eletto con 74624 voti e, secondo il rivale Saverio Romano (fermatosi a poco più di 73mila) è stato talmente sostenuto dal coordinatore regionale da trasformare l’appoggio in una sorta di crociata del partito a favore di uno e contro l’altro.

E siccome 73mila voti sono un bel gruzzolo, la componente che si è spesa sul nome di Romano si farà valere per non disperdere una forza elettorale rivelatasi notevole.

Dunque nel consiglio di presidenza azzurro, sarà scontro tra Micciché e chi si intesterà la rappresentanza dell’altra parte dei moderati (ricomprendendo in questa area gli Udc e gli autonomisti) che hanno concorso a quel 17%, altrimenti destinato a prosciugarsi rapidamente. Micciché chiederà la testa di Armao ma non è detto che ottenga il via libera, tanto più che è stato lo stesso Berlusconi a indicarlo come assessore all’Economia e vicepresidente.

 Non va trascurato peraltro il fatto che la compagna di Armao, Giusi Bartolozzi, è deputata di Fi, quindi una decisione drastica avrebbe ripercussioni imprevedibili in una fase di fibrillazione a Roma come a Palermo che non consente colpi di testa.-

Bufera sulle Procure. 

Favori a Palamara, 

anche Centofanti indagato.

 

Anm, la magistratura svolge il suo ruolo.

 

Perquisizione della Guardia di Finanza nei confronti di Luca Palamara, l'ex consigliere del Csm ed ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati. La perquisizione, secondo quanto si apprende, rientra nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia nei confronti del magistrato, indagato per corruzione, e di altri soggetti. 

Nell'indagine della Procura di Perugia che coinvolge Luca Palamara, risultano iscritti nel registro degli indagati anche l'imprenditore Fabrizio Centofanti e gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Anche nei loro confronti l'accusa è corruzione. Secondo i pm i tre avrebbero "corrisposto varie e reiterate utilità a Palamara, all'epoca consigliere del Csm, consistenti in viaggi e vacanze (soggiorni in alberghi anche all'estero) a suo beneficio", è scritto nell'avviso di garanzia inviato oggi all'imprenditore.

"Ho appreso dai giornali la notizia. Sono molto amareggiato di averlo dovuto apprendere prima dalla stampa che dall'autorità giudiziaria, da cui ho poi avuto riscontro. Sono a disposizione per ogni chiarimento", afferma il Consigliere del CSM Luigi Spina in merito alla sua iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta.

Favoreggiamento e rivelazione del segreto di ufficio in concorso. Sono i reati contestati al pm di Roma Stefano Rocco Fava nell'indagine della Procura di Perugia che vede indagato per corruzione anche il suo collega Luca Palamara e il consigliere del Csm Luigi Spina. Nell'avviso di garanzia i pm di Perugia contestano a Fava di aver rivelato a Palamara notizie sulle indagini a suo carico e di averlo aiutato ad eluderle fornendo atti e documenti.

L'Associazione Nazionale Magistrati "in relazione ad anticipazioni di stampa relative ad indagini in corso che coinvolgerebbero componenti ed ex componenti del Csm ed altri magistrati, esprime piena fiducia nell'Autorità giudiziaria di Perugia - sottolinea con una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell'Anm - che conferma la capacità della magistratura italiana di esercitare il controllo di legalità anche quando riguarda appartenenti all'ordine giudiziario".

"Si susseguono notizie relative a indagini nei confronti di magistrati, anche ex componenti del Csm - ha detto il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Pasquale Grasso -. Trattandosi di procedimento in corso, non intendo commentare se non per rimarcare il fatto che la magistratura adempie costantemente al proprio ruolo istituzionale e costituzionale nei confronti di qualsiasi soggetto. Ivi compresi gli stessi magistrati".

Nella nomina del procuratore della Repubblica di Roma "non ravviso alcun elemento di correlazione" con le indagini in corso a Perugia, "salvo emersione di diversi elementi che allo stato non mi pare superino il livello della mera illazione", afferma il presidente dell' Anm Grasso. "Il procedimento che condurrà alla nomina - aggiunge - è in corso nella sede costituzionalmente prevista, e nel rispetto delle norme di legge. Ogni altro commento mi parrebbe un ulteriore indebito tentativo di interferenza sull'attività del Consiglio".

GLI ATTI


Il pm della procura di Roma, Luca Palamara, quando rivestiva il ruolo di componente del Csm avrebbe ricevuto 40 mila euro dagli avvocati Giuseppe Calafiore e Piero Amara per favorire la nomina di Giancarlo Longo a procuratore di Gela, non andata in porto.

E' quanto emerge dal decreto della perquisizione disposta dalla Procura di Perugia nei confronti dell'attuale sostituto procuratore a piazzale Clodio.  (ANSA)

MA CHE GOSSIP ? QUESTA E CRONACA.


Il caso Prati: tra una ‘sposa mancata’ e una 
‘sposa bianca’ l’Italia sguazza nel demenziale.

 
 
Abbiamo tre donne, un uomo fantasma, due bambini strumentalizzati, varie, stranote, conduttrici Tv che abboccano all’esca, o almeno così pare, e una tra loro che, a mio parere, ha capito tutto da subito ma ci ha marciato alla grande per sollevare lo share delle sue trasmissioni.

Si parla, ahinoi, del caso Prati. Un caso partito come gossip ma poi sfociato nella cronaca, quella più becera e squallida, frutto di bassi interessi, di vera miseria umana. Elementi che purtroppo attecchiscono in questa società in cui tutto ormai si muove attraverso il web.

Della vicenda, il finto matrimonio, ormai si sa tutto, dunque la descriverò sommariamente, mi soffermerò principalmente sulle varie figure che l’hanno chi creata, chi facilitato la diffusione.

Pamela Prati, soubrette ormai sessantenne che ama definirsi ‘artista’, anche se, chi ricorda la sua legnosità di movenze, i suoi disarticolati e stentati passi sul palcoscenico del ‘Bagaglino’ potrebbe smentirla facilmente.

Era solo una ‘bona’, la Prati (di quelle reali e non rifatte) con un fisico mozzafiato ma una faccia dai lineamenti talmente duri, marcati, che senza quel fisico e l’ondosità dei lunghi capelli, poteva essere scambiata per quella di un pugile.

Da qualche anno, a parte una tempestosa partecipazione al ‘Grande Fratello’, era scomparsa dalle scene. Dicono abbia debiti e ha bisogno di fare cassa. E’ lei la punta d’iceberg di questa vicenda: il suo finto matrimonio con l’inesistente Mark Caltagirone.

Pamela Perricciolo, manager della più nota Pamela, titolare di un’agenzia che rappresenta artisti vari, dicono sia lei l’ideatrice dell’affaire Caltagirone. E’, tra le tre donne al centro della vicenda, quella che ha gestito la cosa da lontano; dopo brevi apparizioni in Tv ha capito che era meglio farsi da parte perché la corda stava per cedere. Si fa chiamare ‘Donna Pamela’, ma, a giudizio superficiale, di donna ha ben poco.

Eliana Michelazzo, socia d’agenzia di Pamela Perricciolo, ex estetista, esperta nel rifacimento unghie, ma anche nel tirarle fuori (le sue) quando capisce che la faccenda s’è fatta seria e conviene fare ‘quella trascinata a forza’. Da impenitente ‘faccia da schiaffi’ passa alla versione sono anch’io una vittima”. E piange. Senza lacrime, abbassando il capo in segno di pentimento (ma in realtà perché “le vien da ridere”) è convinta di poter continuare a infinocchiare gli italiani.

Lei, Michelazzo, ‘povera donna’, ha scoperto dopo 10 anni di ‘sentirsi’ sposata con tale Simone Coppi, uno che aveva più parenti importanti lui che Carlo d’Inghilterra. Un magistrato dell’antimafia minorile, Coppi, che – racconta sempre ‘la sposa bianca’ – viveva sottoscorta e non poteva farsi vedere in giro. Per questo, in 10 anni, lei non potè mai conoscerlo. Ma lo amava. Tanto tanto.

Tanto da rinunciare al sesso, quello vero, per 10 anni, con uomini veri che incontrava nella vita reale. Ma lei era la moglie dedita e fedele di un magistrato antimafia. Uno che poteva rischiare di morire di tritolo oggi sì e domani pure.

Le frasi celebri di Eliana Michelazzo

  • Per 10 anni mi sono sentita sposata”

  • “Ho fatto l’amore virtuale per 10 anni”

  • “Sono stata plagiata da Pamela Prati”

E tutto questo, con quella faccia da volpe, lo dice in Tv, nella trasmissione serale di Barbara D’Urso, che fa l’indignata, quella che si è sentita “presa per il culo” (parole sue) dal trio di donne, ma continua a ospitare la ‘sposa bianca’ e a invitare la ‘sposa mancata’ (Pamela Prati).

 E Prati ci va, fa l’incazzata reticente, non dice neanche che ore sono se glielo si chiedesse, la butta tutta sul ‘privato’ (una che per mesi ha fatto una ‘capa così’ sul suo ‘privato’) snobba pure il pubblico e spintona cameraman e telecamera. E il giorno dopo, la conduttrice ‘indignata’ è lì a controllare lo share che, senza il caso Prati, sarebbe stato quello degli inizi del programma: medio-basso.

Barbara D’Urso, dopo le tre organizzatrici della ‘truffa televisiva del secolo’, è quella che ha dato maggior propulsione alla squallida vicenda. Ok, lo ha fatto da mattatrice della Tv, per guadagnare in termini di ascolti, ma ha consentito un notevole ritorno economico a tre donne che hanno ordito un inganno ‘piscopatico’. Un inganno che, dati i tempi in cui il web impera, e i cretini pure, attecchisce come niente.

Lo dimostrano le cosiddette ‘truffe romantiche’ in cui donne o uomini di discutibile presenza fisica abboccano al richiamo sessual-romantico di fantomatici, bellissimi, rappresentanti del genere umano che li contattano su un social.

Ma come si fa a cascarci? Soprattutto quando l’altro è, ad esempio, un generale dei Marines, o il principe di Dubai, e chiede a te, attempata ‘casalinga di Voghera’, un sostegno economico. O ancora quando l’esca è una fantastica modella 25enne che dice di amare pazzamente te, proprio te, 60enne canuto e pure brutto.

E’ su questo tessuto social-demenziale che hanno intessuto la loro tela le tre donne, avendo persino il cinismo di mettere in mezzo pure dei bambini (i famosi figli in affido) convinti di stare recitando una parte per uno spot pubblicitario.

E oggi, a pentola scoperchiata, il trio di donne se ne dice, vicendevolmente, di tutti i colori, scaricando l’una la colpa sull’altra. Senza che, mai, nessuna tra loro abbia avuto il coraggio di tacere e ritirarsi in buon ordine.

Ma lo consentirebbe Barbara D’Urso, che ci ha sguazzato per giorni su questa sgangherata vicenda che, si capiva sin da subito, era falsa come una banconota da 40mila euro?

Quarantamila euro: è la somma che – dicono – Pamela Prati avrebbe incassato da Mediaset per le sue ospitate. Ma Mediaset li rivuole.

Dice bene Aldo Grasso su Corriere Tv: “Il punto più basso della Tv negli ultimi decenni è stato raggiunto con il caso di Pamela Prati”.-