mercoledì 31 luglio 2019

OLIVERI: IL MOVIMENTO CIRANO E L'INESISTENTE GRUPPO DI OPPOSIZIONE SONO COMPLICI. NON SANNO DIFENDERE LE TASCHE DEI CONTRIBUENTI CHE LI VOTANO.

 

mercoledì 1 febbraio 2017

 


OLIVERI: DETERMINA DEL COMMISSARIO AD ACTA N° 1/2017


COMUNE DI OLIVERI

Città Metropolitana di Messina
P.IVA/Codice Fiscale 00359110830


DETERMINAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA N . 1 DEL 2017 IN SOSTITUZIONE DEGLI ORGANI COMUNALI


DECRETO —PREFETTO DI MESSINA N . 94059/16/8 .3/GAB DEL 24 OTTOBRE 2016


(Protocollo Generale n. 18 del 31 Gennaio 2017)


Oggetto: Esecuzione sentenza del T.A.R. Catania 2^ Sezione n. 2280/2016 relativa al ricorso n. 157/2016, proposto dal Sig. Triolo Santo contro il Comune di Oliveri . —  LIQUIDAZIONE SOMME


IL COMMISSARIO AD ACTA


Premesso che :


■ il sottoscritto, Dr. Giuseppe MANFRE', Funzionario Economico Finanziario presso la Prefettura d i Messina, è stato delegato con Decreto Prefettizio n . 94059/16/8 .3/Gab del 24 ottobre 2016 a svolger e l'incarico di Commissario ad acta, allo scopo di dare piena e puntuale esecuzione al giudicat o nascente del decreto ingiuntivo n . 301/14 del Tribunale di Patti, vista la sentenza del T .A.R. della Sicilia — Sezione staccata di Catania — Sezione Seconda n . 2280/16, emessa in data 21 settembr e 2016 sul ricorso proposto da Triolo Santi contro il Comune di Oliveri ;


■ con la decisione sopra indicata, il citato T .A.R. ha dichiarato l'obbligo del Comune di adottare i provvedimenti necessari a dare esecuzione al giudicato scaturente dal decreto ingiuntivo, assegnando il termine di sessanta giorni; Atteso che non sono stati approntati dagli Uffici Comunali i provvedimenti e gli atti contabili, necessari a dare integrale esecuzione, nel termine dei sessanta giorni previsti nella sentenza in oggetto ; Visto il verbale di insediamento prot. n. 835 del 27/01/2017 in qualità di Commissario "ad acta" ;

Considerato che, dalle sentenze di cui in premessa scaturiscono spese legali, come da specifiche del credito fatte pervenire rispettivamente in data 18 e 25 gennaio 2017 da uno dei legali del ricorrente, avv . Rosanna Sofia, per un totale complessivo di €. 9 .619,27 ;


Atteso che, il compenso spettante al Commissario ad acta, sarà liquidato sulla base delle tabelle dell'art . 275 del D.P.R. 115/2002, così come determinato con D .M. 30.05 .2002 del Ministero della Giustizia, con decret o presidenziale, a seguito di presentazione da parte del Commissario ad acta nominato, della nota specific a delle spese e degli onorari, e che tale compenso è a carico della parte soccombente ; Atteso che l'art.194, co. 1 letta) dell'ordinamento finanziario e contabile approvato con D .Lgs n.267/2000 prevede il riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio derivante da sentenze esecutive ;

Considerato che si tratta di esecuzione di sentenza e che gli Organi della Amministrazione versano i n situazione di carenza sopravvenuta di potestà, venendo esautorati dalle normali attribuzioni e non posson o disporre degli interessi considerati, nei limiti relativi all'adempimento del giudicato ;

Tenuto conto che in tal contesto il Commissario nominato dal giudice si appalesa come Organo straordinario della Amministrazione inadempiente, trattandosi di organo ausiliario del giudice medesimo, dal quale ritrae attribuzioni e poteri, mentre le sue determinazioni devono essere adottate esclusivamente i n funzione del giudicato;

Vista la deliberazione dello scrivente Commissario ad acta n . 2 del 27/01/2016 adottata in sostituzione degli organi comunali per il riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell'art . 194, comma 1 , lett . a) del TUEL, scaturente dalla citata sentenza;

Tenuto conto che con la suddetta deliberazione si procedeva a riconoscere il debito complessivo di € 9.619,27, prenotando il relativo impegno di spesa per Euro 9 .516,00 al capitolo 10.18 .08 .01, imp. 1320/201 6 e per Euro 103,27 al capitolo 10 .12 .03.12 del bilancio di previsione finanziario 2017/2019, anno 2017, in corso di formazione — imp . 16/2017, demandando a successiva determinazione del Commissario ad acta la liquidazione delle superiori somme ;

Visto il vigente regolamento di contabilità ; Visto il T .U.E.L. approvato con il D .Lgs. n. 267/00 e ss.mm. ed ii . ; Visto l'Ordinamento Amministrativo EE .LL . vigente in Sicilia ;

VISTO il Decreto del Prefetto di Messina N . 94059/16/8 .3/GAB DEL 24 OTTOBRE 2016 ,

DETERMINA

1) Di liquidare la somma di € 9.619,27 a favore del signor Triolo Santo mediante bonifico bancario su conto corrente intestato al medesimo presso Banca Monte dei Paschi di Siena, Filiale di Falcone , IBAN IT 07 I 01030 82150 000001160137 ;

2) Di dare atto che la somma pari ad Euro 9.619,27, attiene ad obbligazione derivante da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e non è suscettibile di pagamento frazionato in dodicesimi , trovando copertura per Euro 9 .516,00 al capitolo 10.18 .08 .01, imp . 1320/2016 e per Euro 103,27 al capitolo 10 .12.03 .12 del bilancio di previsione finanziario 2017/2019, anno 2017, in corso d i formazione — imp . 16/2017 ;

3) Di disporre che il Responsabile dei Servizi Finanziari predisponga ed emetta con immediatezza e priorità il mandato di pagamento e lo trasmetta con urgenza al Tesoriere, al fine di evitare che sian o arrecati danni patrimoniale gravi e certi all'Ente ;

4) Di disporre che il presente provvedimento, unitamente al deliberazione del Commissario ad acta n . 2/2017, sia notificato al Tesoriere, ordinando allo stesso di pagare le somme descritte, co n immediatezza, priorità e nel rispetto dell'ordine cronologico di insediamento di altri Commissari ad acta, che in atto svolgano attività di esecuzione di altre sentenze di ottemperanza ;

5) Di trasmettere al sottoscritto Commissario copia quietanzata dei mandati di pagamento ;

6) Di trasmettere la presente liquidazione all'Ufficio Finanziario per gli atti di competenza e all'Ufficio Segreteria affinché disponga la pubblicazione all'albo Pretorio per 15 gg . Consecutivi .

Il Commissario ad acta
firmato Dott. Giuseppe Manfrè



3 commenti:

  1. Cirano e le cooperative mangiasoldi non sono interessate a sapere quanto denaro spende questa incapace Amministrazione per tutte le inutili cause perse o temono di perdere la sucarola ?
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  2. OLIVERIAnonimo1 febbraio 2017 20:15
    Ma ancora perdete tempo a parlare di BIMBOMINCHIA? Lo tengono per le palle . Il sindaco butta a lui e parenti le molliche e lui scodinzola e fa esporre gli altri. Lui vuole risolvere i problemi di Oliveri con la piazza a scacchi. Meglio di lui bocca di Rosa.
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  3. Pecore guidate da pecorai moderni che non conoscono il nobile mestiere del pastore. Non sanno gustare cibi genuini quali sono il latte, la ricotta e il formaggio. Ma sanno fare la ricotta senza latte e altri lavoretti artigianali.
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OLIVERI: SENZA LA COLLABORAZIONE DEI SOLITI NOTI, LA NOCE, DA SOLA, NON AVREBBE POTUTO OFFRIRE TALE RESISTENZA.


 

venerdì 3 luglio 2015

 


PROVERBIO DEL GIORNO...


  DISSI LU  SURGI  A  LA  NUCI :  

  DUNIMI  TEMPU  CA  TI  

  SPIRTUSU ! 

 

  (In dialetto etneo)

 

  Disse il topo alla noce :
  dammi tempo che ti buco !



































Questo proverbio ha una sua morale. Molto simile alle favole di 
Esopo, Fedro, La Fontaine, i fratelli Andersen .... 
Visto che la noce ha un guscio piuttosto consistente e resistente, 
il topo per bucare la noce e quindi mangiare ciò che la noce 
contiene ha bisogno di tempo per rodere il guscio e tutti quanti 
sappiamo come il guscio della noce sia duro da rompere. 
Il concetto equivalente è "Dai tempo al tempo" ?!? 
Eh sì, chi la dura ... la vince. 
Sta alla pazienza del topo adoperare al meglio i suoi dentoni, 
sino a traforare il mallo e .... approdare al saporito 
gheriglio !!!! In poche parole, non bisogna mai arrendersi 
e perseverare sempre, anche se adesso sembra impossibile 
raggiungere un obiettivo, prima o poi arriverà quel giorno, 
l'importante è "non arrendersi mai". Ecco quindi svelato il 
senso della frase. La morale? "La pazienza è la virtù dei forti". 

C'è poi la variante belicina, nel trapanese, che recita:

Ci dissi lu surci a la nuci: Dammi tempu chi ti perciu! 

Rispunni la nuci a lu surci: 'chiù tempu passa e 'chiù 
dura mi fazzu!! 

(Disse il topo alla noce: dammi tempo che ti buco. Rispose 
la noce al topo: più tempo passa e più dura mi faccio.)

E' evidente che la noce non è un uovo sodo, che più lo
cucini e più duro diventa.
Ovviamente, la risposta della noce sta a significare che non 
bisogna però perdere tempo ed "adagiarsi sugli allori". 
La risposta vuole solo  rimarcare che occorre perseverare e 
non abbandonare mai l'obiettivo prefissato, in quanto col 
tempo, se abbandono momentaneo, potrebbe complicare 
la riuscita, facendoci perdere di vista l'obiettivo finale. 

Per farla breve, non deve mancare per noi, perché più 

tempo passa e più si complica tutto. -

A buon intenditore ........

Gregoretti, c'è l'accordo. 

Salvini: "5 Paesi europei 

e la Cei si prendono 

i migranti".

 

Il ministro dell'Interno, durante una diretta Facebook, ha indicato le destinazioni dove saranno mandate le 116 persone a bordo della nave e ha aggiunto.

 

pubblicato da www.ilgiornale.it


Dopo l'accertamento dei Nas e di tre infettivologi, inviati dal procuratore di Siracusa, Fabio Scavone, che ha chiaraito la situazione igienico-sanitaria a bordo della nave della Guardia Costiera "Gregoretti", il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, collegandosi al suo profilo Facebook, durante una diretta ha fatto sapere dove saranno inviati le 116 persone presenti sull'imbarcazione, ferma al porto militare di Augusta.



 
 

 

"Cinque Paesi europei e strutture dei Vescovi italiani, ecco dove andranno i 116 migranti a bordo della nave Gregoretti: lavoro fatto, missione compiuta", ha dichiarato il capo del Viminale, sul suo profilo social. Per Salvini, quello dell'imbarcazione è quindi "un problema risolto". E ha spiegato, nei dettagli, le destinazioni che dovranno raggiungere i migranti: "Germania, Portogallo, Francia, Lussemburgo e Irlanda, più alcune strutture dei Vescovi italiani. Ho chiesto qualche giorno di lavoro per smuovere la coscienza".

 

Il vice presidente del Consiglio è tornato anche sulle dichiarazioni del ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, e ha detto: "Ancora oggi il ministro dell'Interno tedesco ha chiesto di aprire i porti alle navi delle Ong. Nelle prossime ore darò l'ok allo sbarco, perché abbiamo la certezza che questi immigrati non resteranno a carico". E ha concluso: "La nave Gregoretti è ferma, tranquilla in porto. Ribadisco la linea dei porti chiusi per chi arriva senza permesso".-

OLIVERI: INFORMO I LETTORI DI QUESTO BLOG CHE IL PRIMO DICEMRE 2010 L'AMMINISTRORE UNICO NON RIVESTIVA ALCUNA CARICA ELETTIVA.

 

Lunedì 18 maggio 2015

 


OLIVERI : DEDICATO AI NOVELLI "PAGNOTTISTI".


MERCOLEDÌ 1 DICEMBRE 2010

 


SCOUTISMO AD OLIVERI

 

Questo è il titolo dell'articolo pubblicato a pag. 6 del periodico "L'impronta" edito dall'Associazione "OMNIA PRO-OLIVERI" nel mese di Luglio 1992.

 

Alla realizzazione hanno partecipato: Pasqualina BARRESI - Filippo CARINI - Antonella DE FRANCESCO - Carmelina FAZIO - Natale LEMBO - Angela PENSABENE - Annamaria ROSSELLO - Carmelo SALINA - Davide SALINA - Silvana SALINA - Angelo SALMERI - Patrizia SCARDINO - Luciano SOFIA.

 

Segue il testo dell'articolo:

Premessa

Lo Scoutismo è un movimento aperto a tutti, basato su VALORI che comportano un "modo di vivere".

Scopo del movimento è "contribuire allo sviluppo dei giovani realizzando pienamente i loro potenziali fisici intellettuali sociali e spirituali, come individui, come cittadini responsabili, come membri della propria comunità", (sviluppo integrale dell'UOMO).

E' proprio per raggiungere tale scopo che si pone come Movimento educativo.

 

"Ecco allora lo scopo più importante dell'istituzione del Boy Scout, educare non istruire, ma EDUCARE, ricordate bene, il che significa portare il ragazzo ad imparare per se stesso, di propria spontanea volontà ciò che lo aiuta a rafforzare il carattere (autoeducazione). BADEN POWELL.

 

Si rivolge ai giovani nei quali si prefigge di promuovere lo sviluppo della loro:

 

DIMENSIONE SPIRITUALE (ricerca del trascendente);

 

DIMENSIONE SOCIALE (essere costruttori di pace; essere disponibili al servizio verso la propria comunità per contribuire al suo sviluppo nel rispetto della dignità dell'Uomo e della integrità della Natura);

 

DIMENSIONE PERSONALE (Sviluppo delle proprie attitudini fisiche, intellettuali manuali) affinchè ciascuno sappia e possa essere protagonista responsabile delle proprie scelte dei propri comportamenti della propria vita.

 

Per raggiungere queste mete, nel settembre 1987 uno sparuto gruppo di persone si sono impegnate nella formazione del gruppo SCOUT CNGEI ad Oliveri, convinti di contribuire attraverso un'opera educativa scientifica, in collaborazione con le altre strutture educative, (la famiglia, la scuola, la Chiesa) al miglioramento della qualità della vita dei nostri bambini/ragazzi/giovani e di conseguenza ad un diverso modo di vivere della nostra comunità.-

 

___________________________________________


Con la collaborazione di tutta la comunità, quello sparuto gruppo di persone divenne presto una moltitudine entusiastica e coinvolgente.

 

Quasi tutti gli scolari e loro famigliari aderirono a quel Movimento.

 

Su richiesta dell'Amministrazione comunale, il Provveditore agli Studi di Messina, sentito il parere favorevole del Consiglio d'Istituto, autorizzò l'uso dei locali nei quali il Gruppo Scout è ancora oggi ospitato.

 

Le famiglie - senza distinsione di ceto o di appartenenza politica - si offrivano volontariamente a dare il loro contributo GRATUITO, anche lavorativo ed organizzativo, per tutte le necessità del Gruppo.

 


ALTRO TIPO DI VOLONTARIATO GRATUITO SENZA RIMBORSO SPESE !!!!!!!!!


Ricordo, con nostalgia, tutti i Dirigenti sempre impegnati ed affaccendati a cominciare dai cosidetti "CAPI REPARTO".

 

Non so se oggi il Gruppo ha lo stesso organico di allora e la medesima efficienza.

 

Vedo ancora impegnato, con immutato entusiasmo, l'intramontabile Bruno PANCALDO.

 

Consapevole dei lusinghieri risultati ottenuti, avverto il dovere di esortare tutti i genitori ad INVOGLIARE i loro figli a frequentare lo SCOUTISMO SANO E FORMATIVO.

 

Anzicchè indirizzarli verso altri tipi di attività FONTI DI ILLUSIONI E DELUSIONI.

 

Sarebbe anche opportuno che l'Amministrazione comunale rivolgesse maggiore attenzione verso il Movimento Scout altamente EDUCATIVO ED APOLITICO.

 

Anzicchè alimentare la lotta politica attraverso i privilegi concessi a talune associazioni camuffate di volontariato e non ad altre le quali hanno pure finalità sociali senza fini di lucro.

 

Oppure istituendo nuovi insignificanti e diseducativi (per i precoci destinatari) organismi.

 

I QUALI DIVENTERANNO UNA FEROCE PALESTRA AGONISTICA PER AGGUERRITI GENITORI EGOISTI ED AMBIZIOSI.-

 

Antonio AMODEO

OLIVERI: IL CAMBIAMENTO NON CONSISTE NEL MODIFICARE I NOMI DI CHI CI AMMINISTRA. OCCORRE, INVECE, MODIFICARE METODI E CULTURE. IL FEUDALESIMO E' TRAMONTATO DEFINITIVAMENTE.

 

venerdì 23 maggio 2014

 


OLIVERI, 09.06.1982 : INAUGURAZIONE DEL NUOVO MUNICIPIO REALIZZATO DALL'AMMINISTRAZIONE AMODEO, BERTINO, IARRERA, SIDOTI.




















Questa foto viene pubblicata a richiesta di un cortese anonimo, sobrio, il quale preferisce ammirare la sfilata delle nostre majorette anzicchè una nuova tabella, per lui, insignificante.


Desidero notificare ai disinformati (lettori e non) che il fondatore della banda musicale di Oliveri e del gruppo delle majorette non è stato l'attuale sindaco uscente.


Ideatore, fondatore e creatore della banda musicale "V. Bellini" è stato il compianto Rag. Michelangelo DI BENEDETTO, padre del candidato consigliere comunale Dott. Pippo DI  BENEDETTO e dello strepitoso compianto trombettista Dott. Massimo DI  BENEDETTO il quale con i suoi frequenti assoli inebriava tutti  gli amatori, allora numerosi, di musica bandistica.


E' anche doveroso rammentare l'entusiasmo e l'impegno di tutte le allieve ed allievi musicisti capeggiati dal dinamico Peppino RAPPAZZO soprannominato "BAFIOTO", nonchè dal Maestro MILONE di Patti il quale ha insegnato le prime note musicali ad un gruppetti di allieve/i, privatamente.

 

Desidero anche rammentare a me stesso ed a tutti i concittadini che il compianto Maestro MILONE, in brevissimo tempo, insegnò il suono della fisarmonica a molti allievi ragazzi/e.


Fra le allieve spiccava per bravura e per la tenera età la concittadina Lucia CIFALA' il cui padre NINO prestava servizio, in qualità di Appuntato, nella locale caserma della Guardia di Finanza.


Bei ricordi, bei tempi, bella armonia.


ARMONIA  CHE  DEVE  RIENTRARE  NEL  NOSTRO  PAESE  PER  CANCELLARE  GLI  ANNI  BUI  DELL'OSCURANTISMO TOTALE. - 

Antonio AMODEO

OLIVERI: CHI DISAMMINISTRAVA QUESTA GRANDE METROPOLI QUANDO QUESTO BLOG PUBBLICAVA IL SEGUENTE ALLARMANTE POST ??? ... IN QUALE PENTOLA "CUCCHIARIAVANO" VECCHI E NUOVI CIRANI E CIRANONI ??? ...

 

mercoledì 21 dicembre 2011

 


IL PROCESSO "VIVAIO" ALLA MAFIA DELLE DISCARICHE TRA TRIPI E MAZZARRA' 

 

21 Dic 2011


BARCELLONA P. G. - La Corte cita nuovi testi e decide altre trascrizioni.

Il boss Bisognano sarà risentito su Nello Giambò.


Postato da Enrico Di Giacomo - Cronaca da Messina e dintorni.

Una nuova sfilata di testi, alcuni anche di “peso”.
È questo uno dei punti di svolta del processo “Vivaio” sulla mafia delle discariche nella zona tirrenica, che s’avvia a grandi tappe verso la conclusione davanti alla corte d’assise di Messina presieduta dal giudice Salvatore Mastroeni.

Dopo aver fatto il punto delle richieste ex art. 507 da parte dell’accusa e dei difensori, vale a dire l’ammissione delle prove per così dire finali dopo il lungo dibattimento, giudici e giurati hanno stilato in un’ordinanza tutti i nuovi punti del processo da qui alle prossime udienze.

Dopo aver preso atto delle richieste dei sostituti Giuseppe Verzera e Francesco Massara, nonché di tutti i difensori, la corte ha deciso di procedere agli esami testimoniali di: Pino Alesci, Teresa Truscello, Giuseppe Ragazzi, Francesco Brunelli, Daniele Princiotta, Antonino Venuto, Giuseppe Venuto, Angelica Munafò, Maio, Casella e poi il boss pentito Carmelo Bisognano in relazione alla posizione di Sebastiano “Nello” Giambò.

Saranno sentiti anche i carabinieri del Ris che intervennero sul luogo dell’esecuzione di Antonino Rottino.

Una delle novità è rappresentata per esempio dalla deposizione di Pino Alesci, il “dominus” della Cogeca, l’impresa al centro di molte riunioni, che sono state raccontate dal pentito acese Alfio Giuseppe Castro.
Alesci ha già rilasciato al sostituto della Dda Verzera alcune dichiarazioni su queste riunioni, e il magistrato proprio all’ultima udienza le ha depositate agli atti del processo.

Un’altra novità per la prosecuzione del processo decisa dalla Corte è la necessità di procedere alla trascrizione di una serie di conversazioni che fanno parte dei procedimenti “Scipione” e “Eris”, richieste dall’accusa, ma i difensori avranno facoltà di indicare altre conversazioni captate ritenute utili.

Adesso, per incaricare il perito che dovrà occuparsi della trascrizione delle intercettazioni, la prossima udienza è fissata il 22 dicembre.

L’inchiesta “Vivaio”, da cui scaturisce il processo, gestita per mesi dai carabinieri del Ros, oltre a certificare gli interessi mafiosi nelle due discariche di Tripi e Mazzarrà Sant’Andrea, ha avuto al centro le imposizioni della famiglia mafiosa barcellonese nei subappalti e nelle forniture dei materiali delle società controllate dal gruppo criminale, le compravendite di terreni e le speculazioni sulle aree che servivano per ampliare i siti di smaltimento dei rifiuti, le richieste di denaro, gli incendi e le minacce, tutto per convincere gli imprenditori a lasciare il campo alle imprese mafiose.

Una vera e propria pressione mafiosa esercitata tra Mazzarrà S. Andrea, Terme Vigliatore, Barcellona, Furnari, Tripi, Falcone, Monforte San Giorgio, Merì, Pace del Mela, Novara di Sicilia. 

L’indagine sfociò nell’aprile del 2008 con 15 arresti. (n.a.)-

martedì 30 luglio 2019

OLIVERI: IL MOVIMENTO CIRANO, DOPO UN DECENNIO DI STRETTA E GRATUITA COLLABORAZIONE, QUANDO HA RAGGIUNTO IL VITTORIOSO ACCORDO ELETTORALE ??? ... PRIMA O DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL SEGUENTE POST ??? ...

 

sabato 13 gennaio 2018

 


OLIVERI: DETERMINAZIONE DEL RESPONSADILE AREA TECNICO-MANUTENTIVA n. 190 DEL 27.12.2017.


OGGETTO:  ASSUNZIONE  DI  MUTUO  PER  PROGETTO  DEFINITIVO  PER  "SISTEMAZIONE  A  VERDE  ATTREZZATO  AREA  A  NORD  DEL  CENTRO  ABITATO  TRA  VIA  MARINA  E  TORRENTE  CASTELLO".  STRALCIO  FUNZIONALE  IMPIANTO  SPORTIVO  POLIVALENTE. IMPORTO  EURO  699.950,00.



Comunico al  POPOLO  SOVRANO  di  Oliveri  che qualunque Cittadino, anche Consigliere comunale onesto, desiderasse commentare - ANONIMAMENTE - tale provvedimento, può farlo tramite questo blog inserendo apposito motivato e pertinente commento.-

Antonio Amodeo


  commenti:

  1. Oliveri ha bisogno che i dinosauri si spostino e i giovani coraggiosi prendano il sopravvento.
    Oliveri non ha bisogno dell'ennesimo campetto, ma di pulizia, ordine durante l'estate, strade degne di questo nome, marciapiedi su cui si possa davvero camminare. Ha bisogno di una riqualificazione di aree abbandonate, di servizi essenziali che al momento fanno di questo paese il terzo mondo del turismo. Ma u pisci feti da testa. O si cambia o si muore.
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    1. Oliveri NON ha "giovani coraggiosi" che possono prendere il sopravvento sui dinosauri. I giovani di Oliveri che non hanno la voglia o la possibilità di emigrare, sono i figli degli attuali dinosauri che hanno bisogno di sbarcare il lunario con gli "ennesimi" campetti da gioco e non pensano a rendere la vita possibile a chi è costretto a risiedere TUTTO L'ANNO in questo paese. Pensano a crere caos un mese l'anno mantenendo sporcizia e disordine. Convinti che nella confusione: "U Signuri pirdiu a coppula".
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    2. I giovani prima o poi si ritroveranno a scegliere tra il coraggio o la fame persino durante le due settimane di agosto. Dovranno scegliere bene.
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Il figlio di Salvini sulla 

moto d'acqua della 

polizia: scoppia il caso.

 

Repubblica monta il caso contro 

il vicepremier in vacanza col 

figlio. Il Pd parte alla carica: 

"Questo è inaccettabile".


Matteo Salvini sta trascorrendo qualche giorno di vacanza a Milano Marittima con il figlio. 

 

 

 
 
 

Il ministro - si sa - è "perseguitato" da giornalisti e paparazzi ovunque vada. Così, questo pomeriggio, è stato pizzicato in spiaggia con il ragazzino. 

 

Fra giochi, bagni e selfie con i suoi sostenitori, il comportamento del leader del Carroccio è sempre sotto la lente d'ingrandimento. 

 

 

E così è stato quando per qualche secondo suo figlio è salito sulla moto d'acqua della polizia con un agente.

 

Repubblica -dopo aver trascorso tutto il giorno alle calcagna del ministro - ha ripreso la scena. Due uomini, che inizialmente si sono presentati come poliziotti e poi hanno detto di voler spiegare in separata sede chi sono, hanno chiesto di abbassare le telecamere. Ma niente. Il quotidiano Repubblica ha continuto a riprendere il figlio di Matteo Salvini sulla moto d'acqua.

Ovviamente Repubblica ha subito montato il caso e a ruota sono andati dietro quelli di sinistra. "I mezzi delle forze dell'ordine servono a garantire la sicurezza di tutti noi e non servono a far divertire i parenti dei ministri, in questo caso del ministro dell'Interno. 

La notizia del figlio del ministro Salvini che usa una moto d'acqua della Polizia è inaccettabile, ed è un atteggiamento inaccettabile", ha iniziato il deputato Pd Emanuele Fiano. Immediatamente, gli ha fatto eco Maria Elena Boschi con un "i poliziotti non sono baby sitter".

Intanto, fonti della questura di Ravenna fanno sapere che "è in corso un accertamento per verificare se ci sia stato un uso improprio di mezzi dell'amministrazione".-

Attentati contro sede del Pd 

e un sindaco nel Nuorese.

 

Una bombola di gas per far esplodere gli uffici di 

Dorgali. Incendiata la vettura del primo cittadino 

(lista civica) di Cardedu.

 

 Attentato nella notte a Dorgali (Nuoro) contro una sede del Pd: secondo le prime informazioni degli investigatori, gli uffici nella centrale via Lamarmora sarebbero stati fatti saltare in aria utilizzando una bombola di gas.

L'esplosione avrebbe provocato gravi danni all'edificio. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri - che stanno effettuando i rilievi e hanno avviato le indagini - ma anche gli uomini della Polizia e i vigili del fuoco.

L'attentato è avvenuto intorno alle due di stanotte. L'onda d'urto dell'esplosione, che ha completamente divelto l'ingresso della sede dem, ha anche danneggiato un'auto parcheggiata vicino all'edificio. Fortunatamente non si registrano feriti.


Altro episodio inquietante durante la notte nel Nuorese. E' stata data alle fiamme l'auto del sindaco di Cardedu, località costiera dell'Ogliastra. Nel mirino l'Audi A4 di Matteo Piras (lista civica), parcheggiata sotto la sua abitazione. L'episodio è avvenuto intorno alle 3.20. La vettura è stata completamente distrutta, nonostante l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco del distaccamento di Lanusei. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Jerzu.

"Un gesto assurdo totalmente inaspettato, ma io non mi arrendo, andrò avanti, la democrazia non può finire con questi atti altrimenti vivremmo nella giungla". Lo ha detto all' ANSA il sindaco di Cardedu Matteo Piras dopo l'attentato che stanotte ha distrutto la sua auto. "Il modo per farmi conoscere le problematiche sarebbe dovuto essere un altro: venire a dirmelo a voce, in maniera civile - aggiunge - Vivo in mezzo ai miei concittadini, mi avrebbero potuto fermare anche per strada: avremmo chiarito in questo modo".

Matteo Piras 40 anni, ingegnere, una compagna e un figlio è stato eletto 3 anni fa con una lista civica, unico candidato del paese. "Non so davvero cosa pensare, so solo che stiamo lavorando duramente - ha proseguito - stiamo portando a compimento il piano urbanistico comunale che sarà pronto tra un mese. Sono in atto i lavori fermi dal 1951 dopo l'alluvione di Gairo. Davvero non so cosa pensare, so solo che è un atto gravissimo e lavorare in questi paesi sta diventando difficile".

"Esprimo a nome mio e di tutta la Giunta la totale solidarietà e la più sentita vicinanza al sindaco di Cardedu, Matteo Piras, per il vile attentato subìto la scorsa notte. Questo gesto criminale è ancor più deprecabile poiché messo in atto nei confronti di un amministratore pubblico che con coraggio, quotidianamente, è impegnato per la sua comunità". Lo dice il governatore della Sardegna Christian Solinas, in merito all'atto intimidatorio contro il primo cittadino del centro del Nuorese.- (ANSA)

I soldi "nascosti" dei 

migranti. Ecco cosa 

finanziano dall'Italia.


Sempre più denaro viene mandato dai migranti presenti in Italia verso i paesi di origine, ma le rimesse servirebbero a finanziare attività sospette e pericolose. L'allarme della Dia.

 

pubblicato da www.ilgiornale.it


I flussi di denaro riguardanti le rimesse dei cinesi in Italia verso il proprio paese, secondo gli ultimi dati di Bankitalia, risultano drasticamente calati di quasi il 92%, mentre al contrario quelle dei nigeriani verso la Nigeria registrano un aumento del 164%.

 

 
 
 
Come spiegare questa differenza? In realtà i dati sono due facce della stessa medaglia: dall’Italia verso i propri paesi di origine i migranti spediscono sempre più soldi, vengono però usati metodi diversi e sempre meno tracciabili. Ed è qui che scattano gli allarmi degli inquirenti e, in particolare, della Direzione Investigativa Antimafia.

Si teme che con l’enorme mole di milioni di Euro che dall’Italia raggiunge i paesi di origine dei migranti, venga finanziata la criminalità organizzata ed il terrorismo di matrice jihadista.
Non a caso ad interessarsi dei fiumi di denaro che arrivano nei paesi da cui provengono i migranti, sono finanzieri e membri dell’anti terrorismo, oltre che come detto la stessa Dia. Quest’ultima nei suoi recenti rapporti, parla di una mafia straniera sempre più radicata. A partire da quella nigeriana: “L' immigrazione clandestina africana – si legge nel rapporto della Dia – rappresenta il primo tassello di un più vasto mosaico delittuoso, che si completa con lo sfruttamento dei migranti e, in particolare, per le donne nigeriane, con lo sfruttamento della prostituzione”.

Soldi guadagnati da attività illecite, che vengono spediti in patria e che potrebbero finire sia nelle mani di trafficanti di esseri umani che di terroristi. Denaro che viene mandato anche con i money transfer. Emerge ad esempio da un documento giudiziario di un'inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione a Castel Volturno, vero e proprio hub di molte confraternite nigeriane. Questa inchiesta ha origine dal monitoraggio su una agenzia della Western union, si legge su La Verità, usata dalla malavita nigeriana per trasferire denaro in patria.

Allo stesso tempo, i nigeriani sembrano usare sempre di più anche il sistema dell'hawala, il quale si fonda sulla parola d’onore che in tal modo evita di lasciare particolari tracce. Ma tale sistema viene già incontrato in diverse indagini anti terrorismo che coinvolgono egiziani e magrebini.
Anzi, in diversi casi si nota come i jihadisti considerino quello dell’hawala come uno dei sistemi più sicuri e criptici, capace di eludere le indagini delle forze dell’ordine.

Dunque, come si può notare, le rimesse verso l’estero riguardano non solo sistemi più “tradizionali” e tracciabili, bensì anche modalità in grado di aggirare i controlli da parte delle forze dell’ordine.
E qui si arriva al caso cinese. Come detto in precedenza, le rimesse verso la Cina appaiono drasticamente calate. Eppure i cinesi, come si evince da stime fatte sempre dalla Dia, portano sempre più soldi verso il proprio paese. Addirittura anche più di 2.5 miliardi di Euro all’anno: Il denaro contante viene occultato – scrive la Dia – tramite complesse operazioni finanziarie che coinvolgerebbero istituti bancari e professionisti di settore.”

Miliardi su miliardi che si riversano in Cina e la cui mancata tracciabilità fa sospettare circa il loro utilizzo: le rimesse cioè, potrebbero servire sempre di più a finanziare prostituzione, attività illecite, criminalità organizzata e terrorismo. Un allarme dunque, su cui ci si vuol vedere sempre più chiaro anche perché in ballo c'è la spinosa questione della sicurezza.-

Carabinieri, ecco le foto 

che non vorremmo

mai vedere.


Sinistra e media Usa sulle barricate per l'immagine del presunto assassino bendato, ma in servizio muoiono decine di agenti. E nessuno protesta.

C'è una foto che sta facendo discutere. Ritrae Christian Gabriel Natale Hjort, l'americano di 18 anni coinvolto nell'omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, ammanettato e bendato su una sedia della caserma dove è stato portato dopo l'arresto.

 

 
 
Non sappiamo perché i militari abbiano deciso di bendarlo, forse c'è una ragione logica o forse no, è stata solo la rabbia del momento.

Quella foto, disgraziatamente messa in circolazione, non dimostra alcuna violenza fisica, semmai psicologica. Il comando ha aperto un'inchiesta, vedremo. Ma già da oggi possiamo dire una cosa: chi mette, per via di una benda, sullo stesso piano i carnefici (i due ragazzi americani) e le loro vittime (i carabinieri) commette un madornale errore.

Sono ben altre le fotografie che non vorremmo mai vedere e in questa pagina ne pubblichiamo una piccola carrellata. Sono quelle dei carabinieri morti ammazzati nell'esercizio del loro dovere. Vale la pena di guardarle per non dimenticare mai chi sta dalla parte giusta e chi no.

È facile giudicare seduti in poltrona al caldo degli affetti. Diverso è trovarsi in prima linea a tu per tu con la morte. Curiosando sul sito «Donne dei carabinieri» ho trovato una storia, credo inventata nella forma ma non nella sostanza, che meglio di qualsiasi editoriale o dotta analisi spiega lo Stato d'animo e i tormenti di un carabiniere impegnato sul fronte della quotidianità. Eccola.

«Ci hanno chiamato... tre ladri sono entrati in una casa. Dentro ci sono una madre e due bimbi terrorizzati, ci implorano di fare presto!».

«Ok andiamo... ma mi raccomando non correre... rispetta i limiti di velocità e i semafori, altrimenti qualcuno ci filma, ci mette su Youtube e dice che noi ce ne sbattiamo del codice della strada... e giù commenti contro di noi...».

«Ma come? Ma stai scherzando? Lì dentro potrebbero esserci tua moglie e i tuoi figli!».
«Ma non sono loro... né tuoi parenti, giusto? Quindi vai piano... ricordati che se facciamo l'incidente per correre in aiuto di questa perfetta sconosciuta ti ripaghi la macchina per intero... senza parlare se nell'incidente facciamo male a qualcuno...».
«Ma santiddio, noi abbiamo fatto un giuramento...».

«Io ho giurato ai miei familiari che tutti i santi giorni farò rientro a casa sano e salvo... e tra i due neanche ti sto a dire quale per me sia il più importante. Tu sei giovane, hai voglia... ma non conosci la strada, le sue regole, non conosci la gente comune, non conosci i giornali, non conosci la magistratura... Io sono più vecchio di te, sono anni e anni che sto col culo su questa fottutissima gazzella e ti devo mettere in guardia. Se noi ora corriamo e, con l'aiuto di Dio, non facendo incidenti, arriviamo mentre quelli stanno ancora in casa che facciamo?».

«Come che facciamo? ma stai scherzando? Interveniamo, li blocchiamo e li arrestiamo!».
«Ahahahaha beata gioventù... se noi corriamo e li troviamo dentro vedrai che quelli tenteranno di scappare e per farlo non esiteranno a colpirci o ferirci con armi se mai ne avessero. Noi che dovremmo fare? Difenderci e ingaggiare magari una colluttazione per arrestarli? E se ci facciamo male? Se uno di quelli ha l'Aids o l'epatite e ce li becchiamo sporcandoci con il loro sangue? Chi lo dice alle nostre famiglie? E se invece nella colluttazione gli rompiamo qualcosa? Dobbiamo lavorare il resto della nostra vita per ripagarli invece di spendere i soldi per i nostri figli.

Poi, sai, domani i giornali e le trasmissioni in tv come ci godrebbero? Farebbero vedere i carabinieri violenti, fascisti, nazisti, razzisti che si scaglierebbero, solo per il sapore macabro della battaglia, contro tre poveri cristi che per mangiare erano entrati dentro un'abitazione per racimolare qualcosa. Allora domani leggeremmo su Facebook i commenti contro 'sti due bastardi di carabinieri violenti... Invece noi andiamo piano piano, ci facciamo sentire con le sirene prima di arrivare così quelli scappano e noi non abbiamo nessun problema!».
«Sono confuso... io mi sono arruolato per aiutare la gente...».

«Anche io amico mio, ma le cose cambiano... il grande Indro Montanelli una volta scrisse: si pretende che i carabinieri frughino nell'immondizia ma non si accetta che si sporchino le mani. Allora noi le mani non ce le sporchiamo, aspettiamo semplicemente che passi il camion della nettezza urbana...».
«... Dici?».

«Dico, figliolo... facciamo che la gente che scrive contro di noi oggi, si trovi in difficoltà domani... e vediamo come se la cava... tanto a noi lo stipendio ce lo pagano lo stesso... perché andare a cercare i problemi?

 Poi se questi sono talmente scemi da farsi trovare ancora dentro e li arrestiamo senza problemi, domani leggeremo sui giornali che gli uomini, magistralmente diretti dall'Ufficiale e grazie alle sue direttive operative e di pianificazione, traevano in arresto bla bla bla... Amico mio... l'opinione pubblica vuole i carabinieri ligi e rispettosi delle regole?

 Ebbene, noi gli diamo quei carabinieri, cominciando dal rispettare i 50 all'ora in città, che ci siano interventi per stupri, rapine, risse, incendi, soccorso a persone, staffette, furti ecc. ecc., non usciamo dalle regole.. ligi fino in fondo!».
Sono queste le Forze dell'ordine che vogliamo? -

Folla e commozione per 

l'addio a Mario Cerciello 

Rega. Nistri: 'Stop alla 

polemica'.

 

Bandiere tricolore e lutto cittadino. 

L'autopsia rivela: sono state 11 le coltellate.

 L'inchiesta va avanti.

 

Commozione e rabbia a Somma Vesuviana ai funerali di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso con 11 coltellate a Roma.

La chiesa di Santa Croce è la stessa dove un mese e mezzo fa aveva sposato la fidanzata Rosa Maria. Sulla bara, la foto del matrimonio e una maglia del Napoli, di cui Mario era appassionato tifoso. Ha presieduto la concelebrazione l'arcivescovo Santo Marcianò, Ordinario militare per l'Italia. Il feretro è entrato in chiesa salutato da un lungo applauso, portato a spalla da 6 carabinieri, scortati da 4 colleghi in alta uniforme. 

"Essere moglie di carabiniere": Rosa Maria, la vedova, ha letto tra le lacrime un testo su questo tema, un post che circola da anni su Facebook tra mogli e fidanzate dei militari. Subito dopo l'Ordinario militare Santo Marcianò ha concluso il rito funebre, ricordando come oggi "l'Italia intera sia in lutto". Il feretro è stato portato a spalla fuori della chiesa, tra gli applausi.


Tre squilli di tromba dei carabinieri hanno salutato il feretro e palloncini bianchi sono stati liberati in cielo.

IL VIDEO DEI FUNERALI


"Giusti i dibattiti ma oggi teniamoli fuori", "evitiamo la dodicesima coltellata", ha detto il comandante dell'Arma dei Carabinieri, generale Giovanni Nistri.

Mario, ha detto, è stato un carabiniere "morto per tutelare i diritti di tutti, anche di una persona arrestata: insieme con lui chiediamo rispetto per tutti gli altri carabinieri che fanno il suo stesso lavoro".

"Fate anche voi, responsabili della cosa pubblica, della vita degli altri il senso della vostra vita, consapevoli che quanto operate o non operate è rivolto a uomini concreti: a cittadini e stranieri, a uomini e donne delle Forze Armate e Forze dell'Ordine, ai quali non possiamo non rinnovare il grazie e l'incoraggiamento della Chiesa e della gente. E se voi e tutti noi sapremo meglio imparare, da uomini come Mario, il senso dello Stato e del bene comune, l'Italia risorgerà". Così mons.Santo Marcianò ai funerali del cc ucciso.

"Quanto è accaduto è ingiusto", e "ci spinge, oggi, a levare un grido che si unisce alla tante e diverse voci che in questi giorni hanno formato un unico coro, testimoniando la straordinarietà dell'uomo e del carabiniere Mario, ma anche chiedendo giustizia e che eventi come questo non accadano più. Basta! Basta piangere servitori dello Stato, figli di una Nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita". Così l'Ordinario militare mons. Santo Marcianò ai funerali.

Presenti ai funerali i vicepremier Di Maio e Salvini, i ministri Trenta e Costa, il presidente della Camera Fico, il vicepresidente del Senato La Russa. Con loro il sindaco di Roma, dove Rega prestava servizio, Virginia Raggi, e di Somma Vesuviana, città natale di Rega, Salvatore Di Sarno. Foltissima la rappresentanza dell'Arma, con il comandante generale Giovanni Nistri.

Le condotte dei due "testimoniano la totale assenza di autocontrollo e capacità critica evidenziandone la pericolosità sociale". Lo afferma il gip di Roma nell'ordinanza con cui ha disposto il carcere per i due cittadini californiani autori sell'omicidio del vicebrigadiere.

Intanto la foto di uno dei due americani, Gabriel Natale-Hjorth, con gli occhi bendati, apre il sito della Cnn, che parla di "un'immagine scioccante" e riferisce dell'avvio delle indagini sullo scatto. La foto rimbalza anche sugli altri media americani, dal Washington Post al Los Angeles Times che, citando le autorità italiane, parlano di "atto illegale".

Restano però ancora molti punti oscuri della vicenda: i due giovani erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: dopo essersi resi conto di essere stati ingannati hanno rubato la borsa del pusher che conteneva il suo cellulare. L'uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa.

Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. A questo punto, all'orario stabilito, i due carabinieri in borghese si sono recati in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati, una zona centrale piena di studi di avvocati e case borghesi. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con 11 coltellate.-

Magistratura Democratica: 

"Salvini? Rischio ritorsioni".

 

Magistratura Democratica adesso 

va all'attacco di Salvini sul caso 

del carabiniere che ha bendato 

l'assassino di Mario Cerciello Rega.


pubblicato da www.ilgiornale.it


Magistratura Democratica mette nel mirino il carabiniere che ha bendato il ragazzo americano che ha ucciso un carabiniere a coltellate a Roma. 

 

 

 
 
Le toghe della corrente "rossa" non risparmiano critiche nemmeno al ministro degli Interni, Matteo Salvini, che ha sottolineato un punto chiaro: l'unica vittima di questa vicenda è il militare morto.

"È preoccupante constatare che, attraverso le parole del ministro dell’Interno, si banalizzi il rispetto delle garanzie e si finisca per accreditare pericolose distorsioni e che ancora una volta, la politica possa trarre motivi di propaganda da una terribile vicenda per indire un grottesco referendum all’insegna del con chi stare".

In una nota le toghe di Md di fatto non usano giri di parole e richiamano ai diritti impressi nella Costituzione: "La magistratura - si legge nella nota di Md - sta sempre dalla parte dei valori costituzionali dello Stato di diritto e la giurisdizione deve restare un baluardo insuperabile a difesa dei diritti di tutte le persone e di tutela delle garanzie e dei principi del giusto processo. Compito di tutta la comunità dei giuristi di questo Paese - conclude la nota di Md - è quello di far comprendere oggi alla collettività che sul rispetto diritti e delle garanzie si misurano la qualità e l’effettività di un ordinamento democratico".

Insomma le "toghe rosse" di fatto i magistrati della corrente di sinistra mettono nel mirino il militare che avrebbe violato le norme della Carta costituzionale: "Chiunque, anche l’autore del più grave dei delitti, preso in carico da rappresentanti dello Stato, deve ricevere un trattamento che ne tuteli la dignità e i diritti. Le garanzie previste in uno Stato di diritto non conoscono eccezioni e chi ha il monopolio legale dell’uso della forza non può abusarne in alcun modo. L’articolo 13 della nostra Costituzione fa di queste garanzie l’argine invalicabile posto a tutela delle persone sottoposte a restrizione della libertà".

Poi i magistrati puntano il dito contro la politica e tra le righe mettono ancora nel mirino il titolare del Viminale che a loro dire avrebbe usato questa vicenda per fini di propaganda: "Ancora una volta, la politica possa trarre motivi di propaganda da una terribile vicenda per indire un grottesco referendum all’insegna del con chi stare".

 Infine Magistratura Democratica sottolinea il ruolo delle toghe nel rispetto della Costituzione: "La magistratura - si legge nella nota di Md - sta sempre dalla parte dei valori costituzionali dello Stato di diritto e la giurisdizione deve restare un baluardo insuperabile a difesa dei diritti di tutte le persone e di tutela delle garanzie e dei principi del giusto processo. Compito di tutta la comunità dei giuristi di questo Paese - conclude la nota di Md - è quello di far comprendere oggi alla collettività che sul rispetto diritti e delle garanzie si misurano la qualità e l’effettività di un ordinamento democratico".

Insomma il caso della benda farà ancora discutere. Intanto oggi migliaia di persone hanno dato l'ultimo saluto a un carabiniere morto a soli 35 anni mentre faceva il suo lavoro.-

lunedì 29 luglio 2019

Aggredisce gli agenti, 

il giudice: "È richie=

dente asilo, liberatelo".

 

Sentenza choc a Monza: un nigeriano ha ottenuto attenuanti e sospensione della pena per il suo status. Scoppia l'ira del Siap.

 

pubblicato da www,ilgiornale.it


Un'altra decisione che farà certamente discutere. 

La sentenza del Tribunale di Monza a carico di un cittadino nigeriano di 29 anni che ha aggredito due agenti di polizia è destinata a suscitare polemiche. 

 

 
 

I giudici infatti, pur avendo condannato l'immigrato per direttissima a una anno di reclusione, hanno sospeso la pena e hanno concesso tutte le attenuanti generiche perché il nigeriano è un richiedente asilo. 


Qualche tempo fa, l'immigrato di fatto aveva aggredito tre donne nordafricane, atri cinque nigeriani e poi, per finire si era scagliato con violenza contro gli agenti di polizia. Il nigeriano, durante i controlli era stato anche trovato in possesso di marijuana. 

Ma tutto ciò non è bastato per dare il via ad una condanna pesante. Secondo i giudici l'immigrato ha diritto alle attenuanti generiche grazie anche "alle precarie condizioni di vita in quanto in attesa del riconoscimento dell'asilo politico". 

 A rivelare l'esito della condanna è il sindacato di Polizia del Siap che è gvà sul piede di guerra chiedendo più tutele per gli agenti che tutti i giorni rischiano la vita per garantire la sicurezza. Ed è il segretario del Siap, Giuseppe Tiani che afferma: "Rimaniamo basiti per la sentenza emessa dal Tribunale di Monza. 

L’uomo ha precedenti di Polizia per rapina, aggressione a pubblico ufficiale e violenza sessuale. Per dovere e per cultura riconosciamo e rispettiamo le sentenze della giustizia italiana, ma decisioni di questo tipo non aiutano il nostro personale che quotidianamente interviene per garantire la sicurezza della cittadinanza". 

Parole dure che sottolineano come le forze dell'ordine di sentano impotenti davanti ad alcune sentenze che nella sostanza vanificano il loro lavoro e per di più rappresentano un precedente per chi decide di attaccare in modo violento una divisa. E su questo punto è intervenuto, anche in modo deciso, l'assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato: 

"Tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine che, oltre a rischiare le loro vite tutti i giorni per difendere i cittadini italiani e garantire la nostra sicurezza, sono anche costretti ad assistere a sentenze di questo tipo. Sappiamo che uno dei principali problemi legati al rapporto tra agenti e giudici, è la scarsa severità con cui i magistrati, spesso e volentieri, trattano delinquenti che la Polizia arresta per reati minori. Quello che verrebbe da domandarsi di fronte a fatti simili, è se alcuni magistrati siano più dalla parte dei servitori dello stato oppure dei colpevoli di reato".

 Di certo dopo l'omicidio di Cerciello Rega, il carabiniere colpito con ben 11 coltellate e ucciso a Roma, l'attenzione sulle sentenze che riguardano aggressioni subite da uomini delle forze dell'ordine è alta. E una decisione di questo tipo, come quella maturata all'interno del Tribunale di Monza, accenderà ancora di più le polemiche su una giustizia che a volte mette da parte i servitori dello Stato per tutelare un richiedente asilo.-