Ecco i nuovi direttori generali di Asp e ospedali,
Lunedì 31 Marzo 2014 - 20:14 di Accursio Sabella
Qualchnome nuovo come quello di Aricò all'Asp di Ragusa o Venuti a Villa Sofia. Ma anche alcuni manager che hanno ricoperto il ruolo di commissari con Lombardo (Sirna, Zappia, Pellicanò). Fuori Pecoraro. "Abbiamo fatto la rivoluzione", il commento del governatore. Ma le sue scelte adesso potrebbero avere conseguenze all'interno della maggioranza. Tesissimi i rapporti con l'Udc. Il Pd considera le nomine una "forzatura".
PALERMO - Qualche nome nuovo e qualche manager con esperienze nell'era Lombardo.
Ecco la nuova Sanità siciliana. Quella di Rosario Crocetta e Lucia
Borsellino. La Sanità "della rivoluzione", come l'ha definita a caldo lo
stesso governatore. Che però potrebbe avere immediate ripercussioni
sulla maggioranza che sostiene il governo. L'Udc è ormai ai ferri corti
col presidente. Mentre il segretario del Pd Raciti ha cercato fino
all'ultimo di convincere Crocetta a non "forzare". Appello respinto al
mittente.
La rivoluzione della Sanità siciliana, quindi, parte dall'annunciatissima nomina di Antonio Candela all'Asp di Palermo, e con quelle di Maurizio Aricò all'Asp di Ragusa, Ida Grossi a quella di Caltanissetta o di Gervasio Venuti a Villa Sofia. Ma ecco, tra i 14 nominati, anche qualche manager che ha ricoperto il ruolo di commissario con Raffaele Lombardo: Mario Zappia, Angelo Pellicanò e Gaetano Sirna. Fuori a sorpresa Pecoraro.
La notizia delle nomine è affidata a una nota di Palazzo d'Orleans: "La giunta di governo stasera dopo avere ampiamente discusso, ha approvato il nuovo piano dei manager della sanità siciliana. Presenti il presidente Crocetta e gli assessori Vancheri, Cartabellotta, Scilabra, Bartolotta, Lo Bello, Stancheris, Borsellino, Bonafede, Marino, Sgarlata. L'assessorato alla salute ha tenuto conto dei seguenti criteri di scelta: la presenza di tutti i designati all'interno della lista dei selezionati; dall'apposita commissione di valutazione; che tutti i manager provenissero dalla sanità pubblica. Hanno tutti esperienza ospedaliera".
Poi, ecco il passaggio "spinoso" sulle esperienze passate dei direttori generali: "I nomi nella quasi totalità - fa sapere Crocetta - non hanno ricoperto incarichi precedenti di manager, eccetto tre. La scelta del governo si è basata sulla necessitá di rinnovare profondamente e confermare tra i manager precedentemente in carica solo coloro che si fossero distinti, oltre che per i criteri prescelti dalla commissione, per le performance di gestione e in particolare la riqualificazione dei servizi e per l'ottimizzazione della spesa. Spending review e rinnovazione sono infatti obiettivi prioritari dei manager. Nei nuovi contratti il governo inserisce anche la valutazione basata sul controllo degli obiettivi di spesa e del miglioramento dei servizi, che fanno parte integrante della valutazione annuale dei medesimi". Il presidente Crocetta, si legge sempre nella nota "ha voluto prima effettuare una scelta prima della ricomposizione degli assetti di giunta, per rimarcare il fatto che la decisione degli incarichi non possono essere assolutamente oggetto di mediazione politica, ma vanno effettuati sulla base delle professionalità e della trasparenza".
In realtà la scelta del governatore di procedere comunque con le nomine rischia di segnare un solco netto rispetto agli alleati di governo. A qualcuno, in particolare. Tesissimi i rapporti con l'Udc. Il partito ha anche chiesto agli assessori "d'area" di non partecipare a questa giunta. Ma l'unico assessore centrista a non presentarsi è stata Patrizia Valenti. Regolarmente in giunta, invece, Dario Cartabellotta ed Ester Bonafede.
Fino a pochi minuti prima della giunta, era stato il segretario del Pd Fausto Raciti, invece, ad incontrare il governatore. Il leader del Pd siciliano, stando a quanto trapela dall'incontro, avrebbe chiesto al governatore di attendere ancora un po', per evitare di giungere a una probabile rottura proprio con l'Udc. Un appello non raccolto dal governatore, che ha deciso di andare avanti lo stesso. I democratici si rivedranno invece nei locali del gruppo parlamentare mercoledì prossimo per fare il punto sullo stato di salute del governo dopo quella che qualche big del Pd considera una "forzatura" del presidente Crocetta.
Il governatore, dal canto suo, al termine della giunta ha dichiarato: "Questa è una vera rivoluzione, si rompe con il vecchio sistema e si lancia un nuovo metodo che è quello che chiedono i cittadini. Ringrazio con particolare riconoscenza l'assessore Borsellino e il suo staff per avere instancabilmente lavorato per una selezione che è oggettiva e finalizzata solo alla tutela degli interessi degli utenti, ringrazio particolarmente gli assessori presenti, in un momento in cui persino vengono messi in discussione, per la lealtà istituzionale e per l'amore che hanno dimostrato verso la Sicilia. Abbiamo fatto la rivoluzione della sanità". Domani alle 12:30 è prevista una conferenza stampa presso la Sala Alessi di Palazzo d'Orleans su questo tema.
Ecco i manager designati:
Asp Agrigento - Salvatore Lucio Ficarra
Caltanissetta - Ida Grossi
Catania - Mario Zappia
Enna - Calogero Muscarnera
Messina- Gaetano Sirna
Palermo - Antonio Candela
Ragusa - Maurizio Aricò
Siracusa - Salvatore Brugaletta
Trapani - Fabrizio De Nicola.
A.O. Cannizzaro di Catania - Angelo Pellicanò;
Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione Garibaldi di Catania - Francesco Basile;
Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti "Papardo Piemonte" di Messina - Michele Vullo;
Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione "Civico Di Cristina - Benfratelli" di Palermo - Giovanni Migliore;
Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti "Villa Sofia Cervello" di Palermo - Gervasio Venuti.
Aggiornamento 21.15 È appena inizia la giunta di governo con all'ordine del giorno le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere siciliane. Gli assessori hanno garantito il numero legale, nonostante la decisione dell'Udc di chiedere ai "propri" componenti della giunta di non prendervi parte. Non è servito nemmeno un fitto incontro tra il governatore e il segretario regionale del Pd Fausto Raciti. I democratici avrebbero chiesto a Crocetta di evitare lo "strappo": di rimandare per il momento queste nomine. Ma il presidente della Regione avrebbe deciso di andare avanti. La giunta è iniziata. Resta solo da capire se stasera verranno formalizzate le nomine.
Il dubbio verrà sciolto solo stasera. La sera di manager. Forse. Già, perché la repentina convocazione della giunta di governo sta sollevando più di un sospetto. Una decisione “di pancia”, di un presidente scontento e amareggiato – nonostante le smentite di rito – dalle recenti scelte (anche) del suo partito? Uno schiaffo in pieno volto ai partiti che spingono per il rimpasto? O, molto più semplicemente, un bluff? Uno scherzo? Un “pesce d'aprile” anticipato di qualche ora?
La giunta di governo stasera, e dopo mesi di discussi commissariamenti, dovrebbe scegliere i manager delle aziende sanitarie e ospedaliere siciliane. Il condizionale è d'obbligo. Sia perché la notizia è il frutto di una indiscrezione giornalistica – sebbene corroborata dalle conferme che giungono dai partiti – sia perché il governatore non ha mai esplicitamente annunciato l'imminente decisione del governo sui nuovi vertici della Sanità. Sebbene non abbia smentito una notizia avvalorata anche dalla repentina richiesta giunta all'assessore Borsellino di tornare in Sicilia dall'Emila Romagna, dove si era recata per un convegno. Pare che gli uffici dell'assessorato alla Salute siano stati allertati. Dovranno portare i nomi – formalmente proposti dall'assessore Borsellino – a Palazzo d'Orleans. Un mistero.
Un fatto, però, è certo: Rosario Crocetta sta lanciando un messaggio chiaro agli alleati di governo. Un avvertimento evidente: se andiamo avanti così, faccio tutto da solo. Un segnale accolto certamente con imbarazzo e in qualche caso con nervosismo dai partiti stessi. L'Udc, in particolare, che sembra voglia chiedere ai “propri” assessori (Cartabellotta, Valenti e Bonafede) di non prendere parte a una giunta nella quale dovranno essere scelti manager che non sono il frutto del dialogo. In quel quadro ampio entro il quale trovano spazio le storie del rimpasto e quelle delle imminenti elezioni europee.
Insomma, la tensione sale. E la scelta di convocare questa giunta improvvisata non potrà che far surriscaldare ulteriormente gli animi. Nel periodo peggiore: “Ma il presidente ha compreso – lamenta un big di uno dei partiti alleati – che da domani dovremo sederci per esaminare una Finanziaria delicatissima, con la quale bisognerà assicurare lo stipendio a migliaia di persone? Vuole arrivare in Aula in una condizione simile?”.
La scelta di nominare oggi, quindi, i direttori generali della Sanità, rischia di creare uno strappo “doppio”. Quello cioè di rendere Sala d'Ercole un vero e proprio Vietnam.Dove le imboscate si moltiplicherebbero rispetto al già difficoltoso cammino degli ultimi disegni di legge. E ovviamente, le ripercussioni ricadrebbero su un governo composto ormai, per almeno metà dei componenti, da assessori già virtualmente accompagnati alla porta dal governatore.
Tutti ragionamenti che Rosario Crocetta avrà certamente compiuto. E l'accelerazione potrebbe finire solo per accentuare le divisioni (rendendo ancora più instabile un governo che già lo è di suo) e anche di togliere dalle mani del presidente uno srumento utilissimo per “calmierare” le richieste dei partiti in vista della nuova giunta. Insomma, i ruoli-chiave della Sanità possono rendere meno indigesta la perdita di un assessorato, o il “veto” rispetto a questo o a quel nome.
Per questo, tra gli addetti ai lavori si fa strada un dubbio. Che verrà sciolto soltanto stasera. Magari in tarda serata. Che la “storia” della nomina dei manager fosse solo un bluff. Un avviso ai naviganti: il presidente della Regione sono sempre io. E se voglio, vado avanti da solo. Lo farà davvero? -
La rivoluzione della Sanità siciliana, quindi, parte dall'annunciatissima nomina di Antonio Candela all'Asp di Palermo, e con quelle di Maurizio Aricò all'Asp di Ragusa, Ida Grossi a quella di Caltanissetta o di Gervasio Venuti a Villa Sofia. Ma ecco, tra i 14 nominati, anche qualche manager che ha ricoperto il ruolo di commissario con Raffaele Lombardo: Mario Zappia, Angelo Pellicanò e Gaetano Sirna. Fuori a sorpresa Pecoraro.
La notizia delle nomine è affidata a una nota di Palazzo d'Orleans: "La giunta di governo stasera dopo avere ampiamente discusso, ha approvato il nuovo piano dei manager della sanità siciliana. Presenti il presidente Crocetta e gli assessori Vancheri, Cartabellotta, Scilabra, Bartolotta, Lo Bello, Stancheris, Borsellino, Bonafede, Marino, Sgarlata. L'assessorato alla salute ha tenuto conto dei seguenti criteri di scelta: la presenza di tutti i designati all'interno della lista dei selezionati; dall'apposita commissione di valutazione; che tutti i manager provenissero dalla sanità pubblica. Hanno tutti esperienza ospedaliera".
Poi, ecco il passaggio "spinoso" sulle esperienze passate dei direttori generali: "I nomi nella quasi totalità - fa sapere Crocetta - non hanno ricoperto incarichi precedenti di manager, eccetto tre. La scelta del governo si è basata sulla necessitá di rinnovare profondamente e confermare tra i manager precedentemente in carica solo coloro che si fossero distinti, oltre che per i criteri prescelti dalla commissione, per le performance di gestione e in particolare la riqualificazione dei servizi e per l'ottimizzazione della spesa. Spending review e rinnovazione sono infatti obiettivi prioritari dei manager. Nei nuovi contratti il governo inserisce anche la valutazione basata sul controllo degli obiettivi di spesa e del miglioramento dei servizi, che fanno parte integrante della valutazione annuale dei medesimi". Il presidente Crocetta, si legge sempre nella nota "ha voluto prima effettuare una scelta prima della ricomposizione degli assetti di giunta, per rimarcare il fatto che la decisione degli incarichi non possono essere assolutamente oggetto di mediazione politica, ma vanno effettuati sulla base delle professionalità e della trasparenza".
In realtà la scelta del governatore di procedere comunque con le nomine rischia di segnare un solco netto rispetto agli alleati di governo. A qualcuno, in particolare. Tesissimi i rapporti con l'Udc. Il partito ha anche chiesto agli assessori "d'area" di non partecipare a questa giunta. Ma l'unico assessore centrista a non presentarsi è stata Patrizia Valenti. Regolarmente in giunta, invece, Dario Cartabellotta ed Ester Bonafede.
Fino a pochi minuti prima della giunta, era stato il segretario del Pd Fausto Raciti, invece, ad incontrare il governatore. Il leader del Pd siciliano, stando a quanto trapela dall'incontro, avrebbe chiesto al governatore di attendere ancora un po', per evitare di giungere a una probabile rottura proprio con l'Udc. Un appello non raccolto dal governatore, che ha deciso di andare avanti lo stesso. I democratici si rivedranno invece nei locali del gruppo parlamentare mercoledì prossimo per fare il punto sullo stato di salute del governo dopo quella che qualche big del Pd considera una "forzatura" del presidente Crocetta.
Il governatore, dal canto suo, al termine della giunta ha dichiarato: "Questa è una vera rivoluzione, si rompe con il vecchio sistema e si lancia un nuovo metodo che è quello che chiedono i cittadini. Ringrazio con particolare riconoscenza l'assessore Borsellino e il suo staff per avere instancabilmente lavorato per una selezione che è oggettiva e finalizzata solo alla tutela degli interessi degli utenti, ringrazio particolarmente gli assessori presenti, in un momento in cui persino vengono messi in discussione, per la lealtà istituzionale e per l'amore che hanno dimostrato verso la Sicilia. Abbiamo fatto la rivoluzione della sanità". Domani alle 12:30 è prevista una conferenza stampa presso la Sala Alessi di Palazzo d'Orleans su questo tema.
Ecco i manager designati:
Asp Agrigento - Salvatore Lucio Ficarra
Caltanissetta - Ida Grossi
Catania - Mario Zappia
Enna - Calogero Muscarnera
Messina- Gaetano Sirna
Palermo - Antonio Candela
Ragusa - Maurizio Aricò
Siracusa - Salvatore Brugaletta
Trapani - Fabrizio De Nicola.
A.O. Cannizzaro di Catania - Angelo Pellicanò;
Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione Garibaldi di Catania - Francesco Basile;
Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti "Papardo Piemonte" di Messina - Michele Vullo;
Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione "Civico Di Cristina - Benfratelli" di Palermo - Giovanni Migliore;
Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti "Villa Sofia Cervello" di Palermo - Gervasio Venuti.
Aggiornamento 21.15 È appena inizia la giunta di governo con all'ordine del giorno le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere siciliane. Gli assessori hanno garantito il numero legale, nonostante la decisione dell'Udc di chiedere ai "propri" componenti della giunta di non prendervi parte. Non è servito nemmeno un fitto incontro tra il governatore e il segretario regionale del Pd Fausto Raciti. I democratici avrebbero chiesto a Crocetta di evitare lo "strappo": di rimandare per il momento queste nomine. Ma il presidente della Regione avrebbe deciso di andare avanti. La giunta è iniziata. Resta solo da capire se stasera verranno formalizzate le nomine.
Il dubbio verrà sciolto solo stasera. La sera di manager. Forse. Già, perché la repentina convocazione della giunta di governo sta sollevando più di un sospetto. Una decisione “di pancia”, di un presidente scontento e amareggiato – nonostante le smentite di rito – dalle recenti scelte (anche) del suo partito? Uno schiaffo in pieno volto ai partiti che spingono per il rimpasto? O, molto più semplicemente, un bluff? Uno scherzo? Un “pesce d'aprile” anticipato di qualche ora?
La giunta di governo stasera, e dopo mesi di discussi commissariamenti, dovrebbe scegliere i manager delle aziende sanitarie e ospedaliere siciliane. Il condizionale è d'obbligo. Sia perché la notizia è il frutto di una indiscrezione giornalistica – sebbene corroborata dalle conferme che giungono dai partiti – sia perché il governatore non ha mai esplicitamente annunciato l'imminente decisione del governo sui nuovi vertici della Sanità. Sebbene non abbia smentito una notizia avvalorata anche dalla repentina richiesta giunta all'assessore Borsellino di tornare in Sicilia dall'Emila Romagna, dove si era recata per un convegno. Pare che gli uffici dell'assessorato alla Salute siano stati allertati. Dovranno portare i nomi – formalmente proposti dall'assessore Borsellino – a Palazzo d'Orleans. Un mistero.
Un fatto, però, è certo: Rosario Crocetta sta lanciando un messaggio chiaro agli alleati di governo. Un avvertimento evidente: se andiamo avanti così, faccio tutto da solo. Un segnale accolto certamente con imbarazzo e in qualche caso con nervosismo dai partiti stessi. L'Udc, in particolare, che sembra voglia chiedere ai “propri” assessori (Cartabellotta, Valenti e Bonafede) di non prendere parte a una giunta nella quale dovranno essere scelti manager che non sono il frutto del dialogo. In quel quadro ampio entro il quale trovano spazio le storie del rimpasto e quelle delle imminenti elezioni europee.
Insomma, la tensione sale. E la scelta di convocare questa giunta improvvisata non potrà che far surriscaldare ulteriormente gli animi. Nel periodo peggiore: “Ma il presidente ha compreso – lamenta un big di uno dei partiti alleati – che da domani dovremo sederci per esaminare una Finanziaria delicatissima, con la quale bisognerà assicurare lo stipendio a migliaia di persone? Vuole arrivare in Aula in una condizione simile?”.
La scelta di nominare oggi, quindi, i direttori generali della Sanità, rischia di creare uno strappo “doppio”. Quello cioè di rendere Sala d'Ercole un vero e proprio Vietnam.Dove le imboscate si moltiplicherebbero rispetto al già difficoltoso cammino degli ultimi disegni di legge. E ovviamente, le ripercussioni ricadrebbero su un governo composto ormai, per almeno metà dei componenti, da assessori già virtualmente accompagnati alla porta dal governatore.
Tutti ragionamenti che Rosario Crocetta avrà certamente compiuto. E l'accelerazione potrebbe finire solo per accentuare le divisioni (rendendo ancora più instabile un governo che già lo è di suo) e anche di togliere dalle mani del presidente uno srumento utilissimo per “calmierare” le richieste dei partiti in vista della nuova giunta. Insomma, i ruoli-chiave della Sanità possono rendere meno indigesta la perdita di un assessorato, o il “veto” rispetto a questo o a quel nome.
Per questo, tra gli addetti ai lavori si fa strada un dubbio. Che verrà sciolto soltanto stasera. Magari in tarda serata. Che la “storia” della nomina dei manager fosse solo un bluff. Un avviso ai naviganti: il presidente della Regione sono sempre io. E se voglio, vado avanti da solo. Lo farà davvero? -
Ultima modifica: 31 Marzo ore 23:14



