mercoledì 31 gennaio 2018

Sicilia. Contro Renzi circoli 

e dirigenti Pd. 

A Crocetta l’esclusione 

proprio non va giù.

 
 

Un pezzo di Sicilia in rivolta contro il leader Pd sulla questione liste. “In queste ore stiamo assistendo allo sfregio, non solo del partito ma della dignità di centinaia di militanti e di elettori” – dice la giovane e battagliera Magda Culotta, deputata uscente e sindaco di Pollina (Palermo). “Renzi ha chiesto di fermare le polemiche? Il segretario non stia sereno, perché non resteremo zitti e non faremo finta che nulla sia accaduto. La Sicilia è in rivolta in maniera trasversale”. 

Ieri si è autosospesa, a esempio, tutta la Federazione provinciale dei Giovani democratici di Agrigento. “Abbiamo chiesto – spiegano – nel rispetto del nostro statuto e dei valori di pluralità che ne stanno alla base, un legittimo coinvolgimento dei territori, dei loro militanti e dirigenti. Oggi, invece, ci ritroviamo costretti a sostenere nella nostra provincia, candidati che nulla hanno in comune con la nostra storia politica, con i nostri ideali, con la nostra militanza. Non possiamo e non vogliamo fare campagna elettorale per il ‘Partito di Renzi’“. E ancora: “Voteremo Partito democratico perché, nonostante tutto, siamo convinti che rimanga l’unica proposta seria per il Paese, ma non parteciperemo attivamente alla campagna elettorale”. 

I circoli della provincia di Caltanissetta, invece, hanno deciso di autoconvocarsi in assemblea permanente nella sede della federazione provinciale fino al 4 marzo, per definire iniziative ed azioni durante la campagna elettorale. Promuoveranno la protesta attraverso l’affissione dei manifesti con l’hashtag #NoPotentati in tutte le sedi locali del Partito democratico.

Mi chiedo, come possa Renzi – aggiunge Culotta – proseguire la campagna elettorale e far finta di nulla, se chiudono i circoli si autosospendono i dirigenti, e se si è lavorato alla composizione delle liste in una segreteria parallela, anziché servirsi della sede del partito e dei suoi funzionari?”

Per l’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, rimasto fuori dalle liste: “Siamo di fronte a un partito che è diventato il lato ‘b’ di Forza Italia, a un assetto che si configura come un vero e proprio regime. Renzi ha fatto la sua rottamazione, ma poi? Ha messo in gioco i rappresentanti del blocco di potere italiano e siciliano. Il blocco di potere della Sicilia e affaristico, mafioso, massone, ed è dentro questo blocco che nascono diverse candidature del Pd in Sicilia”. 

Restano le parole di un esponente storico del Pd palermitano e regionale, il deputato dell’Ars Antonello Cracolici: “Si sono cancellate storie percorsi: si tenta di chiamarlo ‘rinnovamento’ ma è semplicemente cancellazione delle differenze, delle storie e in particolare della Sinistra. Non posso stare zitto. Ognuno dovrà assumersi tutta la responsabilità di quanto sta avvenendo. Il ‘dopo 4 marzo’ rischia di presentarsi come il tempo di ulteriori divisioni e ulteriori addii. Ma chissà, forse in definitiva è quello che si vuole”.-

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