Un pezzo di Sicilia in rivolta contro il leader Pd sulla questione liste. “In queste ore stiamo assistendo allo sfregio, non solo del partito ma della dignità di centinaia di militanti e di elettori” – dice la giovane e battagliera Magda Culotta, deputata uscente e sindaco di Pollina (Palermo). “Renzi
ha chiesto di fermare le polemiche? Il segretario non stia sereno,
perché non resteremo zitti e non faremo finta che nulla sia accaduto. La
Sicilia è in rivolta in maniera trasversale”.
Ieri si è autosospesa, a esempio, tutta la Federazione provinciale dei Giovani democratici di Agrigento. “Abbiamo chiesto – spiegano – nel
rispetto del nostro statuto e dei valori di pluralità che ne stanno
alla base, un legittimo coinvolgimento dei territori, dei loro militanti
e dirigenti. Oggi, invece, ci ritroviamo costretti a sostenere nella
nostra provincia, candidati che nulla hanno in comune con la nostra
storia politica, con i nostri ideali, con la nostra militanza. Non
possiamo e non vogliamo fare campagna elettorale per il ‘Partito di
Renzi’“. E ancora: “Voteremo Partito democratico perché,
nonostante tutto, siamo convinti che rimanga l’unica proposta seria per
il Paese, ma non parteciperemo attivamente alla campagna elettorale”.
I
circoli della provincia di Caltanissetta, invece, hanno deciso di
autoconvocarsi in assemblea permanente nella sede della federazione
provinciale fino al 4 marzo, per definire iniziative ed azioni durante
la campagna elettorale. Promuoveranno la protesta attraverso
l’affissione dei manifesti con l’hashtag #NoPotentati in tutte le sedi locali del Partito democratico.
“Mi chiedo, come possa Renzi – aggiunge Culotta – proseguire
la campagna elettorale e far finta di nulla, se chiudono i circoli si
autosospendono i dirigenti, e se si è lavorato alla composizione delle
liste in una segreteria parallela, anziché servirsi della sede del
partito e dei suoi funzionari?”
Per l’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, rimasto fuori dalle liste: “Siamo
di fronte a un partito che è diventato il lato ‘b’ di Forza Italia, a
un assetto che si configura come un vero e proprio regime. Renzi ha
fatto la sua rottamazione, ma poi? Ha messo in gioco i rappresentanti
del blocco di potere italiano e siciliano. Il blocco di potere della
Sicilia e affaristico, mafioso, massone, ed è dentro questo blocco che
nascono diverse candidature del Pd in Sicilia”.
Restano le parole di un esponente storico del Pd palermitano e regionale, il deputato dell’Ars Antonello Cracolici: “Si
sono cancellate storie percorsi: si tenta di chiamarlo ‘rinnovamento’
ma è semplicemente cancellazione delle differenze, delle storie e in
particolare della Sinistra. Non posso stare zitto. Ognuno dovrà
assumersi tutta la responsabilità di quanto sta avvenendo. Il ‘dopo 4
marzo’ rischia di presentarsi come il tempo di ulteriori divisioni e
ulteriori addii. Ma chissà, forse in definitiva è quello che si vuole”.-
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