mercoledì 31 gennaio 2018

Ex province: arrivano i 

nuovi Commissari. Ancora 

incognita sulle elezioni.

 
 


Quando potrà tornare il confronto democratico all’interno delle ex Province e dei Liberi Consorzi? Al momento quel giorno sembra lontano ed anche incerto, considerando il giudizio pendente dinnanzi alla Corte Costituzionale tra la Regione ed il Consiglio dei Ministri sull’elezione diretta dei vertici degli Enti. Intanto, nelle more della sentenza costituzionale il Presidente della Regione, Nello Musumeci ha deciso di prolungare il periodo di commissariamento e di rinnovare quelle cariche che erano stato decise dall’allora Governo Crocetta.
Le Città Metropolitane di Catania e Palermo, restano blindate su Bianco e Orlando dopo la sentenza del Tar che li ha confermati nella carica di sindaco metropolitano, la novità riguarda Messina. Infatti, il Governatore ha deciso che il Commissario Calanna lascerà la guida dell’ente entro la metà del mese di febbraio, a quel punto si insedierà un nuovo Commissario straordinario sul cui nome, però, rimane ancora sconosciuto.
Rinnovati anche i vertici dei sei Liberi Consorzi, nei quali si registrano conferme e nuove nomine. Ad Agrigento, arriva l’ex magistrato Alberto di Pisa, già procuratore a Palermo, Marsala e Termini Imerese. Ferdinando Guarino, che è stato questore ad Enna e vicario ad Agrigento e l’Aquila viene nominato ad Enna.
Nuova guida anche per Ragusa, dove Musumeci ha nominato come Commissario un ex segretario generale della Provincia regionale e del Comune di Ragusa, Salvatore Pizza. A Siracusa torna Elda Floreno, prefetto ad Enna e nella stessa Siracusa, e già nominata Commissario dell’ex Provincia di Ragusa.
Le conferme, invece, riguardano Trapani, che continuerà ad essere guidata da Raimondo Cerami e Caltanisetta, con Rosalba Panvini che resta salda al suo posto, almeno fino alla rotazione dei dirigenti regionali.
Un elenco di commissariamenti, che nell’incertezza della legge rimangono necessari. Tuttavia, il Governo regionale si è limitato a rinnovare le cariche senza sbottonarsi sui possibili scenari elettorali. Su quest’aspetto, infatti, non si conoscono ancora le intenzioni di Musumeci sul destino degli Enti, commissariati sotto commissariamento da anni. Bandire elezioni prima della sentenza della Corte Costituzionale, basandosi sulla legge regionale dell’agosto scorso che ha ripristinato l’elezione diretta dei vertici, potrebbe essere un azzardo nel caso in cui la Consulta dovesse accogliere il ricorso del CdM. È vero anche che dopo la bocciatura referendaria della riforma Boschi che aboliva le Ex Province, la Legge Delrio potrebbe essere cassata dai giudici costituzionali, a quel punto l’autonomia statutaria della Regione siciliana potrebbe prevalere e le elezioni di Città Metropolitane e Liberi Consorzi, essere del tutto legittime.-

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