La spaccatura con la minoranza non si è ricomposta. Anzi, nella notte in direzione Pd è andato in scena lo strappo: gli orlandiani non hanno partecipato al voto sulle liste per le politiche del 4 marzo, arrivato quando erano quasi le quattro del mattino. “Non c’è stata nessuna trattativa o braccio di ferro, perché i nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti”, ha lamentato il Guardasigilli, anche a nome di Gianni Cuperlo e Michele Emiliano. “Questa è una delle esperienze peggiori, una delle esperienze più devastanti dal punto di vista personale che abbia vissuto”, ha ammesso il segretario Matteo Renzi. “C’è un sentimento molto contrastante nel cuore di molti di noi e nel mio cuore, ma da domani dobbiamo fare una grande battaglia: la squadra avversaria è impegnativa e forte ma meno forte di noi“. “Abbiamo scelto pochi innesti esterni nelle liste”, ha aggiunto.

Le minoranze denunciano un ridimensionamento: “Non siamo neanche in grado di valutare di quale entità”. All’ultimo rientrano in corsa Cesare Damiano e Barbara Pollastrini che saranno candidati. Sountano poi il costituzionalista Stefano Ceccanti – alla scorsa tornata non era stato ricandidato – e il portavoce di Gentiloni, già portavoce di Renzi, Filippo Sensi. Esce Andrea Martella, coordinatore dell’area Orlando. Appaiono soddisfatti gli esponenti delle aree Martina e Orfini, che avrebbero confermato lo stesso numero di parlamentari. Tra gli alleati, si scioglie il dubbio su Beatrice Lorenzin, che correrà per la Camera a Modena, mentre a Riccardo Nencini viene affidato il collegio di Arezzo – il territorio di Banca Etruria – per il Senato. Matteo Renzi correrà nel collegio Firenze 1 Camera e nei listini di Umbria e Campania. Confermata la candidatura di Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano. Paolo Gentiloni è nell’uninominale a Roma, nel plurinominale nelle Marche e in Sicilia. Moltissime conferme tra i renziani ma anche alcune new entry. Roberto Giachetti sarà all’uninominale in Toscana, a Sesto Fiorentino. Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata dall’acido, nell’uninominale a Parma. In Campania compare in lista il nome di Franco Alfieri, che fu al centro del caso “fritture” da offrire nella campagna per il referendum. E’ confermata la candidatura del presidente del gruppo S&D Gianni Pittella. 

Piero De Luca, figlio del governatore della Campania Vincenzo, sarà candidato come capolista nel proporzionale e nel maggioritario: alla Camera nel Collegio Campania 2 e nell’uninominale a Salerno. Il fedelissimo di Vincenzo De Luca, Franco Alfieri, che fu al centro del caso ‘fritture‘ da offrire agli elettori nella campagna per il referendum costituzionale, è invece candidato nel maggioritario nel collegio di Agropoli, città di cui è stato sindaco.

Renzi, dopo vari rinvii della direzione, è arrivato al Nazareno solo dopo la mezzanotte per chiedere di avere ancora pazienza. E lanciare un avvertimento: “Le liste non troveranno la totale condivisione, ma è giusto che un’assemblea democratica possa dare la propria valutazione”. Nelle successive due ore le minoranze hanno partorito una nota congiunta per chiedere che venisse loro concesso tempo per valutare le liste, altrimenti avrebbero valutato di lasciare la direzione. “Dopo ore di attesa e una successione di rinvii non abbiamo ricevuto alcun elenco e, da diverse ore, informazioni di merito sulla proposta che verrà sottoposta al vaglio della direzione. Con tutta la buona volontà che crediamo sia necessaria in un passaggio così importante e delicato è necessario consentire a tutto il partito e alle sue diverse componenti una valutazione serena di una proposta che la lunga gestazione si conferma nella sua complessità”, hanno scritto.

Alle due e mezzo del mattino è comparso il premier Paolo Gentiloni. Al Nazareno c’erano già tutti i ministri Dem. “Abbiamo una straordinaria occasione di recuperare” nei sondaggi grazie anche alle divisioni del centrodestra, ha esordito Renzi. Poi, dopo la lettura dei nomi, la direzione ha respinto la richiesta di Orlando di avere un’ora per valutare i nomi. E’ strappo: la minoranza esce. Le liste sono approvate: ci saranno ventiquattro ore per i ricorsi. (ANSA)