Le trattative ancora in corso tra Matteo Renzi e la minoranza Pd ha fatto saltare la presentazione della candidatura di Elena Maria Boschi a Bolzano.
L'arrivo della sottosegretaria nel capoluogo altoatesino in un primo
momento era atteso per questo pomeriggio, ma all'ultimo la seduta della
direzione nazionale è stata spostata alle ore 16 per consentire al
segretario di trovare un accordo soprattutto con gli orlandiani. Come si
apprende, la Boschi a questo punto potrebbe venire a Bolzano solo
lunedì prossimo.
Intanto è slittata dalle 10.30 alle 16 la direzione nazionale del Pd
che dovrà approvare le liste per le politiche: Lo slittamento - afferma
una nota del Pd - è stato deciso per non sovrapporsi con
l'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti in
una lettera al segretario del Pd Matteo Renzi, pubblicata sulla sua
pagina Faceboo annuncia: "Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al
paracadute".
"Ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela senza paracadute, senza
reti di protezione, senza garanzie. Io e la mia città, io ed il
territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città e
per la politica". "In tutti i prospetti che girano sulle candidature c'è
una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti. Sarei
ipocrita se ti dicessi che la cosa non mi faccia piacere: penso che, in
qualche modo, sia il riconoscimento di un impegno nel partito, e più in
generale in politica, che mai mi era stato riconosciuto in passato. Di
questo non posso che ringraziare, di cuore e con il cuore, sia te che
hai creduto in me fin dall' inizio quando davvero ci conoscevamo assai
poco, che Paolo" Gentiloni "che invece mi conosce da una vita e che per
una vita mi ha sostenuto anche nelle mie battaglie a lui più estranee",
scrive Giachetti. "Bene: sento dentro di me che quella casella (il
paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla
mia cultura, al mio sentire. Il Pd sta vivendo un momento difficile, e
nella nostra difficoltà si riflettono tutti i pericoli per il Paese. E
Marco mi ha sempre detto che è nei momenti difficili che bisogna
crederci, anche rischiando. E allora no. Quel paracadute sarebbe per me
un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato.
Non lo voglio. Conosco bene i tantissimi problemi che abbiamo nel
cercare di trovare una quadra per garantire la presentazione di liste
competitive in grado di tenere insieme la conferma di chi tanto si è
impegnato in questi anni per dare impulso alla ripresa che si sta
manifestando e la necessità di linfa nuova. So bene che la quadra sarà
comunque dolorosa. Allora penso che sia mio dovere fare l'unica cosa che
potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il centro sinistra e non
la penalizzazione di un vero rinnovamento. Non voglio essere un tappo.
Non sarò un tappo. Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute". (ANSA)
Nessun commento:
Posta un commento