Necessità fa virtù, così, in parecchie regioni italiane in cui forte è la carenza di medici ospedalieri si attinge oltre confine e viene assunto personale medico straniero o si richiamano ‘alle armi’ i camici bianchi in pensione.
E’ un paradosso che abbiano fatto tanto per limitare l’accesso alla facoltà di medicina, tramite il numero chiuso ( quel mancato superamento test che ha bloccato milioni di studenti che sognavano la corsia) e poi ridursi a cercare all’estero o ‘riesumare’ chi aveva appeso al chiodo il camice.
In Sicilia è Pantelleria a lanciare il primo allarme: mancava un punto nascita sull’isola, e allora via al bando europeo che porta al sud Italia ginecologi e pediatri in arrivo dalla Francia e dalla Svizzera. Ma sia chiaro che non è ‘per amore solo per amore’ della neonatalità che lo fanno, tant’è che a Pantelleria, chi vi si è trasferito dall’Europa ha intascato dei generosi extra che hanno portato il compenso annuo a ben 90.000 euro.
Ma è tutta la Sicilia a patire la penuria di medici, basti sapere che nel 2018 sono stati pubblicati per tre volte bandi per 9 pediatri e si sono presentati in 3.
E nel resto d’Italia non va meglio.
Dal piccolo Molise, al Veneto ( che lamenta 1300 medici in meno nell’organico rispetto alla domanda sanitaria), passando per Parma dove erano sguarniti i Pronto Soccorso, e in Friuli sono stati richiamati in corsia 3 medici pensionati. All’ospedale di Camposanpiero (Pd), concorso per pediatri, 8 domande, 2 concorrenti, nessuno accetta; all’ospedale di Cantù: concorso per chirurghi, 9 domande, nessuno si presenta.
Insomma, ne viene fuori che la professione ospedaliera ha perso il suo fascino, e quei 70mila giovani che ogni anno raggiungono il sospirato traguardo della laurea puntano altrove, meglio all’estero, laddove l’Italia attinge.
Il perché è presto detto. Turni e orari estenuanti, stipendi bloccati al 2010, lentezza nelle carriere, impoverimento del ruolo, mancanza di stimoli professionali, ma soprattutto aumento dei rischi ( vedi le denunce sempre più frequenti per presunte , o reali, casi di malasanità), senza che ad essi corrisponda adeguata valorizzazione economica.
Secondo una stima recente, entro il 2025 l’Italia avrà necessità di 16.500 dottori specialisti: Da qui la richiesta della Federazione dei medici di 10mila contratti di formazione (tanti quanti sono i medici in attesa) per tamponare.
Dalla ministra Grillo, l’idea di far lavorare in anticipo i laureati non ancora specializzati, pur se con mansioni inferiori ma che siano già inseriti in organico.

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