giovedì 28 marzo 2019

Maggioranza divisa sul 

codice rosso, nodo della 

castrazione chimica. 

Prestigiacomo si scaglia 

contro governo.

 

Dubbi M5s sulla proposta.

 

Un gruppo di deputate di Fi, guidate da Stefania Prestigiacomo, tenta un 'assalto' ai banchi del governo durante l'esame del ddl codice rosso. Prestigiacomo è stata placcata dai commessi, mentre il presidente Fico la richiamava all'ordine. La seduta è sospesa.

Mentre si susseguivano gli interventi a raffica dei deputati di Fi per invitare ad approvare l'emendamento che introduce il reato di revenge porn, Prestigiacomo è partita verso i banchi della presidenza. Dietro a lei si sono visti correre, tra le altre, Giusi Bartolozzi, Mara Carfagna, Benedetta Fiorini e Michaela Biancofiore. 

Spunta il nodo dell'emendamento leghista sull'introduzione - in alcuni casi - della castrazione chimica nel disegno di legge "Codice rosso".

Sulla proposta della Lega, infatti, sono diversi i dubbi del M5S. E alcune fonti parlamentari del Movimento contestano il merito e il metodo della proposta.

Sul ddl, spiegano, "è stato fatto un bel lavoro di squadra, una sintesi costruttiva partendo da un teso base che era leghista, che motivo c'era di introdurre quest'emendamento", spiegano le stesse fonti.

La castrazione chimica "è una forma di trattamento terapeutico inibitore della libido che, nel caso dell'emendamento che noi proponiamo, può essere proposto, non imposto. Non può essere obbligatorio". Lo ha sottolineato il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ospite di Sky Tg24. E' un trattamento che, ha rimarcato, "il soggetto può scegliere" e che è "la condizione per avere il bonus della sospensione" della pena. La violenza sessuale "è un reato schifoso", ha ripetuto.

"La Lega ha annunciato che presenterà un emendamento al 'codice rosso' per introdurre la castrazione chimica. Fratelli d'Italia non può che essere soddisfatta, visto che è una nostra battaglia da sempre", dichiara la senatrice di Fratelli d'Italia, Daniela Santanchè.

"Rimane però l'amarezza, - aggiunge - perché già da tempo questa misura poteva essere operativa nel nostro ordinamento, visto che nel decreto Sicurezza presentai un emendamento in tal senso e, inspiegabilmente, fu bocciato dalla Lega. 

Apprezziamo il rinsavimento, a scoppio ritardato, dei colleghi leghisti ma non vorremmo che si tratti dell'ennesimo annuncio elettorale, alla luce delle parole del capogruppo al Senato del M5S che ha già espresso la sua contrarietà. 

Non vorremmo registrare l'ennesima marcia indietro della Lega, che stavolta, però, sarebbe sulla pelle delle donne".(ANSA)

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