Il ceto "malestante": prima
vittima dell'omologazione.
Francesco Alberoni
- Dom, 31/03/2019 - 06:00
pubblicato da www.ilgiornale.it
Giovedì
sul Giornale c'era un articolo di Vittorio Macioce che introduceva un
neologismo, «i malestanti», cioè i vecchi benestanti oggi immiseriti e
prossimi alla povertà.
Poiché lui ne fa un bell'elenco io mi limito a ricordare gli
insegnanti, gli impiegati pubblici, i giovani precari, i licenziati dopo
i cinquant'anni, i negozianti rovinati dal commercio elettronico, i
giornalisti, gli scrittori, gli intellettuali che vivevano scrivendo. È
sul loro malcontento che hanno prosperato i partiti populisti che
distribuiscono aiuti economici.
Ma un'aggravante è costituita
dalla trasformazione dei rapporti di lavoro all'interno delle imprese,
con le comunicazioni internet fatte di formule burocratiche scompare la
comunicazione orale, il dibattito, scompare la comunicazione dal basso
verso l'alto e, quindi, la mobilità e la creatività.
Se nel passato un
operaio aveva un'idea innovativa la comunicava al suo datore di lavoro, o
la realizzava diventando un piccolo imprenditore. Se un impiegato aveva
un'idea su come rendere più efficiente il gruppo di lavoro la esponeva
al dirigente. Oggi non si può più fare. Tutte le decisioni vengono prese
in alto e trasmesse verso il basso con moduli burocratici che puoi solo
decifrare. Chi volesse fare una proposta non ha il mezzo per
comunicarla e nessuno lo ascolterebbe.
Oggi
il profitto non viene più cercato nell'invenzione, nella
differenziazione, nella creazione del meglio e del bello, ma nella
riduzione dei costi, dei prezzi e riproponendo al consumatore varianti
di ciò che ha già comprato in precedenza. Non è solo perché mancano
soldi, ma perché scompare tutto ciò che è bello, elevato, raffinato,
intelligente, mentre viene intenzionalmente livellato tutto, e viene
promosso l'ovvio, il facile, il banale e viene contrastato, anzi deriso,
il sapere, il gusto estetico.
Se potevamo dire che gli italiani erano
creativi e i cinesi più ripetitivi, oggi possiamo dire che in ampia
misura siamo già diventati tutti cinesi. La via della Seta da noi è già
arrivata. È arrivata 30 anni fa, quando i cinesi ci hanno imposto la
loro setaccia a basso prezzo scacciando la nostra, elegante, raffinata,
preziosa. -
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