mercoledì 27 dicembre 2017
La sentenza solleva le ire della nuova «lobby» del vaping che giudica folle tassare i prodotti solo perché vengono venduti nei negozi specializzati. Giusto per capire, gli stessi ingredienti dei flaconcini da inalare sono in libera vendita in una quantità infinita di prodotti di uso comune (dallo sciroppo per la tosse agli aromi alimentari) e non hanno nessuna imposizione fiscale se comprati in una farmacia, in un negozio di alimentari o in un'erboristeria. «Paradossalmente - provocano gli svapatori - questa tassa dovrebbe essere estesa anche ai saponi, alle creme. E poi è assurdo che queste sostanze vengano sottoposte a regole monopolistiche al pari del tabacco, di cui sono comprovati i danni alla salute. Non ne sussistono i presupposti, tant'è che vengono definiti prodotti a rischio ridotto. Gli aromi e la glicerina non hanno limiti se vengono commercializzate nelle gastronomie, nelle pasticcerie o nelle erboristerie. Se invece vengono miscelati tra loro nei flaconcini da inalare sono automaticamente soggetti a una tassa abnorme».
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