L'assessore ai Rifiuti si dimette: "Impossibile la prosecuzione del mandato, sono un uomo libero".
di CLAUDIO REALE
Pubblicato da www.repubblica.it
Dopo le polemiche,
le dimissioni. Vincenzo Figuccia si dimette da assessore regionale ai
Rifiuti dopo aver polemizzato con Gianfranco Miccichè per il via libera
agli stipendi d'oro e dopo essere stato scaricato dalla maggioranza:
"Oggi più che mai - scrive in una nota - sento di essere un uomo libero
e da tale condizione continuo a portare avanti le mie idee, rimanendo
fedele al mandato degli elettori che mi hanno votato per tutelare la
posizione dei cittadini, di chi soffre, di chi vive una condizione di
difficoltà economica e di chi è lontano dai palazzi dorati. La mia
maggioranza è la gente che ha creduto in un’azione di cambiamento e di
discontinuità. Ci sono tante aspettative verso questo governo, che sono
certo non verranno disattese, ma non posso non tenere conto degli
accadimenti politici, consumatisi nelle ultime ventiquattro ore, che
ledono la dignità dei cittadini siciliani, consegnano un’immagine
inopportuna e distorta e che rendono impossibile la prosecuzione del
mandato di assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità,
conferitomi dal presidente Nello Musumeci".
Proprio poche ore fa Musumeci aveva invitato i suoi assessori a "lavorare e tacere".
Un'uscita che dopo le polemiche sugli stipendi d'oro sollevate
dall'assessore ai Rifiuti era suonata come una sconfessione: "Si tratta
di una decisione maturata dopo profonda e attenta riflessione - scrive
adesso Figuccia - ponderata su aspetti di carattere politico e
supportata da valutazioni di natura tecnica e personale. Per queste
ragioni ho deciso di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni,
rimanendo garante e anello di congiunzione fra i cittadini e i luoghi
deputati a legiferare per il cambiamento. Continuerò a lavorare per le
reali priorità di questa terra, in linea con i percorsi concreti che il
presidente Musumeci sono certo sarà capace di creare con il conforto, il
sostegno e la condivisione dei siciliani che meritano di sognare e,
soprattutto, di avere un futuro migliore”.
Il Pd, con Antonello Cracolici, va già all'attacco: “Neanche nelle previsioni più azzardate – dice - avrei immaginato
che in appena due settimane il governo perdesse un pezzo in un settore
strategico e fondamentale per la Sicilia. Alla luce di quello che è
avvenuto aumenta il rammarico per ciò che è successo nel Pd: se tutti i
deputati avessero tenuto la ‘barra dritta’ oggi avremmo reso ancora più
evidente la crisi di questa maggioranza, una crisi che si era
manifestata già nel corso delle votazioni per l'elezione di Miccichè
all’Ars”.-
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