C'è chi come la deputata
Cinzia Maria Fontana (Pd) è stata presente al cento per cento delle
votazioni, tutte le 24827 tranne una. Ma la legislatura del Parlamento
più giovane ha confermato i vizi più vecchi, come suggerisce l'analisi
dei dati di OpenPolis. Quelli dei cambi di gruppo, per esempio, 10 al
mese, con il recordman Luigi Compagna. La polverizzazione di partiti e
la proliferazione dei gruppuscoli personali. La sorpresa? Razzi più
presente di tutti i leader.
di Diego Pretini | 29 dicembre 2017
pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it
Chissà che rabbia quella volta, l’unica, in cui non è riuscita a esserci, per votare un emendamento alla legge sul “Dopo di noi”. Tutte le altre volte, tutte le altre 24827 volte, l’onorevole Cinzia Maria Fontana si trovava al suo posto, a schiacciare sì, no, astensione, emendamento dopo emendamento, articolo dopo articolo, ordine del giorno dopo ordine del giorno,
mozione dopo mozione, al mattino e alla sera, anche quando c’era
l’unanimità, anche quando il governo dormiva tra quattro guanciali,
anche quando si parlava delle dimensioni degli avannotti, della ratifica
dell’accordo con Andorra. La Fontana c’era sempre. Come lei, ma un po’
meno, il collega del Pd Guerini (quello meno noto, Giuseppe) o i senatori di Mdp Carlo Pegorer e Federico Fornaro. Attaccati alla poltrona, in senso proprio. Ma a leggere i numeri di OpenPolis – anche se manca ancora l’indice di produttività – l’occhio cade dove come al solito qualcosa duole.
Quella finita ieri sarà la legislatura con il Parlamento più giovane
ma ha anche mantenuto i vizi più vecchi. Il record di cambi di gruppo,
per esempio, 10 al mese. La proliferazione dei
gruppuscoli e la polverizzazione dei poli e dei partiti più grandi che
hanno dato vita a effetti grotteschi come la resurrezione di metà
pentapartito (Psi, Pli, Pri) e alla nascita di gruppuscoli che nemmeno in un condominio (Euro-Exit).
Dopo i partiti personali, poi, i gruppi parlamentari personali: gli
alfaniani, i verdiniani, i fittiani, i tosiani. Partiti nati e morti
dentro il Parlamento oltre che quasi trascurati fuori, come Alternativa Popolare.
E poi i parlamentari dati per dispersi, per i quali ancora un po’ e
si levavano in volo gli elicotteri della Protezione civile. L’editore AntonioAngelucci, come da tradizione, ma anche l’avvocato del capo NiccolòGhedini. Non c’era quasi mai neppure un insospettabile, Denis Verdini,
protagonista della legislatura con le sue truppe che facevano da
rotelle laterali alla bicicletta dondolante della maggioranza. Stare in
Parlamento per lui non è indispensabile.-
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