domenica 25 gennaio 2015

LE FERROVIE ABBANDONANO LA SICILIA.


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Pubblicato: 25/01/2015  -  lasiciliaweb›› Sicilia››.

La continuità territoriale 

negata.  

Luca Ciliberti / 

L'analisi. Soppresse definitivamente le tratte a lunga percorrenza per carenza passeggeri. L'Isola tagliata fuori dal resto del Paese. Ma un terzo dei treni regionali è in anticipo I grafici. Chi controlla l'operato di Trenitalia?




Ci risiamo. Così come è successo agli inizi del 2009, via tutti i treni a lunga percorrenza che dalla Sicilia portano a Roma o a Milano chi per non può o non vuole viaggiare in aereo o in nave. Allora la scure sulle tratte lasciò ai siciliani solamente quattro coppie di treni da e per il Nord (Roma e Milano). Un depauperamento lento e costante che va avanti dal giugno 2007, quando i convogli ad attraversare lo Stretto diretti al nord Italia erano ben 14 giornalieri. E con l'introduzione del nuovo orario estivo i treni a lunga percorrenza saranno cancellati totalmente. Il motivo? Ufficialmente carenza di passeggeri. Ma il problema è sotto la luce del sole. La Sicilia è tagliata fuori dal gestore perché non ha l'alta velocità, fiore all'occhiello delle Ferrovie e settore in cui si stanno incentrando tutti gli investimenti.

E in attesa dell'alta velocità sull'asse ferroviario Messina-Catania-Palermo, la Sicilia continua a muoversi lentamente. Troppe le zone tagliate fuori dai collegamenti interni, numerosi i territori che si sono visti azzerare quasi del tutto il trasporto ferroviario: Siracusa, Ragusa, Modica, Gela, Caltanissetta, Caltagirone, Alcamo- Trapani Via Milo. Eppure basterebbero interventi mirati per recuperare un mezzo che in Sicilia aveva trovato in passato anche una produzione di eccellenza nella costruzione delle carrozze e dei vagoni.

"C'è da registrare il tempismo dei vertici di Rete Ferroviaria Italiana alla Kore di Enna nel presentare ai sindaci dei Comuni interessati la velocizzazione della Palermo-Catania-Messina - sottolinea il Comitato dei pendolari siciliani -  Come a dire da un lato vi allontaniamo dal raggiungere il Continente dall’altra vi regaleremo un’ulteriore (faraonica) infrastruttura sempre se verrà realizzata".

E dal monitoraggio realizzato dallo stesso Comitato dei pendolari siciliani nell'ultimo bimestre 2014 c'è un dato che stupisce e che apre ulteriori interrogativi sulla gestione del servizio nell'Isola: il 32,51% (832 treni) del totale che si muovono sulla Siracusa-Catania-Messina, sono sempre in anticipo. Lo stesso avviene sull'altra direttrice, la Messina-Palermo, dove 290 treni (25,57%) sono sistematicamente in anticipo. "I dati dimostrano che i cospicui aumenti dei tempi di percorrenza hanno consentito ad un terzo dei treni di arrivare in anticipo sull'orario ufficiale previsto, accumulando 1.383 minuti di anticipi, pari a 23 ore".

Per Giosuè Malaponti e Carlo Gemmelli, che hanno realizzato il report, Trenitalia userebbe l'espediente di mantenere una traccia di orari molto elastica per ammortizzare i ritardi intermedi e arrivare in anticipo a destinazione. "Abbiamo calcolato - sostiene Malaponti, presidente del Comitato - che è possibile ridurre i tempi di percorrenza di un 10-15%, ovvero di 10-15 minuti per ogni traccia oraria".

Un passaggio fondamentale che migliorerebbe complessivamente la qualità del servizio che, ovviamente deve essere potenziato, così come chiede l'Europa, e privilegiato per gli spostamenti a breve e a media distanza. Le Regioni hanno, ovviamente, la possibilità di ampliare la quantità degli investimenti, perché le “prestazioni” sono state definite nei cosiddetti Contratti di Servizio che tutte le regioni, Sicilia a parte hanno posto in essere a partire dal 2009.

Con il Contratto di Servizio da un lato l’impresa ferroviaria si impegna all’erogazione di un quantitativo di treni-km e al rispetto di determinati indici di qualità (relativi a pulizia, comfort, informazione e puntualità delle corse), dall’altro lato l’amministrazione regionale stabilisce un corrispettivo economico per l’erogazione di tali servizi. In ultimo, il Contratto di Servizio stabilisce le penali da applicare al gestore dei servizi in caso di non rispetto degli indici di qualità definiti dal Contratto: le risorse generate dall’applicazione di queste sanzioni sono speso risultate consistenti, permettendo un reinvestimento diretto nel servizio, mentre alcune Regioni hanno scelto di riutilizzare le risorse generate dall’applicazione delle suddette penali per un rimborso sotto forma di bonus da restituire agli abbonati.

E poi c'è il problema del ripristino/rimborso dei chilometri soppressi. "Nello stesso bimestre abbiamo rilevato, per la tratta Ionica, 56 treni soppressi, pari al 2,17% del totale. Tale dato risulta ancora più significativo se associato al numero di Km/treno soppressi: nel periodo di monitoraggio, la tratta ferroviaria è stata privata di 3884 Km/treno, dato ovviamente sottostimato, in considerazione del fatto che la nostra indagine non è stata estesa anche ai treni che circolano nelle giornate festive. Nella tratta tirrenica, invece, è stata rilevata la soppressione di 23 treni, pari al 2,03% del totale monitorato. Anche qui il dato risulta più significativo se associato al numero di Km/treno soppressi: nel periodo di monitoraggio, la tratta ferroviaria è stata privata di 5946 Km/treno".

Insomma, una gestione del servizio che appare poco chiaro per chi vive e lavora in treno. Chi controlla l'operato di Trenitalia? I km/treno soppressi dovranno essere rimessi in esercizio? Verranno pagati comunque? Chi dovrà, se previsto, sanzionare Trenitalia? "Presenteremo tali quesiti e i dati raccolti all'Autorità nazionale di regolazione dei trasporti - spiega Malaponti - L'obiettivo è sensibilizzare Regione e Trenitalia a rilanciare gli investimenti. Ci aspettiamo un intervento ed una forte presa di posizione da parte del sindaco dei siciliani, Rosario Crocetta, nei confronti di uno Stato e di un governo nazionale che ha deciso definitivamente di “isolare” la nostra terra e il nostro futuro. Onorevole Presidente, non basta andare in Procura a denunciare il malaffare, oggi serve tutto il suo impegno per evitare che la “Continuità Territoriale”, che spetta di diritto alla nostra Sicilia e noi ai siciliani, venga sottratta definitivamente".

Intanto Vincenzo Gibiino, capogruppo di Forza Italia in commissione Lavori Pubblici e Trasporti e coordinatore azzurro in Sicilia, fa sapere che intende impegnarsi per portare avanti questa battaglia nelle aule competenti del governo. "La cancellazione dei treni a lunga percorrenza null’altro è se non la totale e vergognosa negazione del diritto alla continuità territoriale per la nostra Isola, per la nostra gente. Forza Italia dice no ad un piano di annichilimento di un’intera regione, che sembra essere tra l’altro condiviso dal governo nazionale. Lunedì, insieme al senatore Francesco Scoma e a tutti i parlamentari siciliani a Roma, presenterò un’interrogazione urgente per esortare l’Esecutivo a fermare una decisione inaccettabile e punitiva".  -

Twitter: @LucaCiliberti

2 commenti:

  1. La continuità territoriale coincide con gli interessi privati di chi ci governa.

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  2. Questo provvedimento conferma che i nostri governanti curano gli interessi degli uomini di rispetto. La sicilia non merita rispetto.

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