domenica 25 gennaio 2015

LA CELLA E' UN OTTIMO DIMAGRANTE ? ...

Dell’Utri in cella ha perso

dodici chili. Lo rivela il suo 

difensore Di Peri.

Il legale spiega che l’ex senatore di Forza Italia, in carcere per scontare la condanna a sette anni per “concorso esterno” in associazione mafiosa, sarebbe molto dimagrito e soffrirebbe di problemi cardiaci.


Pubblicato da www.loraquotidiano.it

24 gennaio 2015




Marcello Dell’Utri sarebbe dimagrito moltissimo, perdendo dodici chili in pochi mesi. A rivelarlo è l’avvocato Giuseppe Di Peri, difensore dell’ex esponente di Forza Italia, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Parma, dove sta scontando una condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Intervistato dall’Agenzia di stampa Adnkronos, il legale spiega che Dell’Utri soffrirebbe di pressione alta e di problemi di cuore e starebbe particolarmente male: “Già, quando è entrato in carcere il suo quadro clinico era preoccupante – sottolinea l’avvocato Di Peri – e la condizione carceraria, indubbiamente, influisce in maniera negativa sul suo stato di salute psicofisico”. Il penalista spiega anche come l’ex senatore azzurro sia rinchiuso in una cella di pochi metri, nella quale c’è un piccolo televisore, che però non potrebbe vedere per ragioni di sicurezza.
“Dal punto di vista psicologico – aggiunge ancora Di Peri – cerca di reagire ma è in una condizione clinica che deve sempre tenere sotto controllo. I problemi cardiaci e pressori, di cui soffre da tempo, sono peggiorati ulteriormente”.
Il difensore rivela anche che Marcello Dell’Utri trascorrerebbe le proprie giornate a leggere e a rispondere alle tantissime lettere, che riceverebbe ogni giorno in cella: “Gli dimostrano tanta solidarietà – spiega – e gli dicono di tenere duro. Lui risponde a tutte le lettere. Proprio a tutte. Incredibile. Gli scrivono da tutta Italia”.
Secondo il difensore, poi, il regime di segregazione carceraria nel quale è tenuto l’esponente politico sarebbe del tutto “sproporzionato rispetto alla sua particolare mitezza”: “In quel carcere c’è il gotha di Cosa nostra – afferma – fino a pochi mesi fa c’era pure il boss Totò Riina, anche se Dell’Utri non ha alcun contatto con i detenuti al 41 bis”.
Il 9 maggio del 2014 la Cassazione aveva confermato la condanna che gli era stata già inflitta in appello il 25 marzo dell’anno precedente. A seguito del verdetto, l’esponente politico era stato arrestato a Beirut, per essere poi estradato in Italia il successivo 13 giugno. Da quel momento è detenuto nel carcere di Parma.  -

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