martedì 2 agosto 2011

STRAGE DI BOLOGNA: 31° ANNIVERSARIO ED E' ANCORA SCONTRO

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Polemica sull'assenza del governo.

02 agosto, 09:00

BOLOGNA - Proteste, sospetti, accuse. E' così da 30 anni e la pacificazione degli animi sembra ancora lontana. Oggi si commemora il ricordo di quel 2 agosto 1980 in cui 85 persone morirono e 200 rimasero ferite per l' esplosione di una bomba nella sala d'aspetto della stazione di Bologna e come negli anni passati i giorni di vigilia hanno vissuto il rituale di una polemica che poi svanisce, o quasi, per il resto dell'anno.

La più forte è per l'assenza (la prima fu l'anno scorso) del Governo, che si farà rappresentare dal prefetto Angelo Tranfaglia. Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione delle vittime ha parlato di "ritorsione e fuga" e da sinistra le critiche sono state compatte e offese. "Ricorderemo ma con il nostro sdegno per l'indifferenza del Governo. E con la convinzione che il segreto di Stato sia uno dei peggiori cancri della nostra Repubblica", ha detto Nichi Vendola. "Ma io mi sono stancato di prendere fischi", ha rimbeccato Filippo Berselli, bolognese, presidente della Commissione Giustizia del Senato, ex sottosegretario e da tempo numero uno del Pdl in Emilia-Romagna. "Queste celebrazioni non sono più un momento di raccoglimento e di omaggio alle vittime, ma si sono trasformate in una strumentalizzazione politica e in un'occasione di attacco al Governo", ha rincarato.

Se i resoconti e le immagini sulle contestazioni e i fischi ai ministri (clamorose quelle a Tremonti e Bondi) hanno sempre fatto più notizia della cerimonia in sé (Bolognesi ogni anno ha fatto il suo bravo appello ad evitare le contestazioni rumorose), i motivi di tensione riguardano tra l'altro anche il segreto di Stato, i risarcimenti a parte delle vittime, la ricerca dei mandanti. Questo perché il processo ha individuato soltanto gli esecutori materiali, gli ex Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. E da destra, ma non solo, c'é chi ha sempre sostenuto che le motivazioni della condanna sono labili e che altri misero quella bomba. La Procura di Bologna ha sempre ribadito che andrà avanti nelle indagini "fino a che l'ultimo lembo di verità" non sarà emerso. Lo disse a ridosso della commemorazione del trentennale il procuratore Roberto Alfonso. Indagini che però, aggiunse, sarebbero proseguite lontane dal "tritacarne mediatico".

Un orientamento che in questi mesi non è mutato. I magistrati hanno un'indagine aperta contro ignoti e condotta dal pm Enrico Cieri. Partendo dalle risultanze della commissione Mitrokhin analizza il contesto della cosiddetta 'pista palestinese', e considera spiegazioni alternative a quelle ratificate dalle sentenze irrevocabili che hanno portato alla condanna di Mambro e Fioravanti. Al centro della nuova inchiesta ci sono invece il terrorista internazionale Carlos e Tomas Kram, del gruppo tedesco 'Revolutionaere Zellen', che pernottò a Bologna all'Hotel Centrale nella notte tra l'1 e il 2 agosto '80, ma con il suo vero nome. E' una inchiesta a cui quindi mancano ancora per la chiusura alcuni tasselli, ma che pare comunque destinata a non cambiare le verità giudiziarie sino ad oggi raggiunte. Nel fascicolo è confluita l'istanza dell' associazione dei familiari che ha chiesto di indagare sui mandanti, partendo soprattutto dalle carte del processo di Brescia sulla strage di piazza della Loggia. Non si può escludere che in futuro possa essere aperto un nuovo fascicolo, poiché di fatto l'istanza suggerisce un contesto ben diverso dalle conclusioni della Mitrokhin.- (ANSA)
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Le polemiche in corso non leniscono il dolore e la rabbia dei familiari delle vittime. Nè l'indignazione di tutti gli Italiani onesti.
I quali, in questo triste anniversario, si associano al rinnovato dolore di quanti sono stati coinvolti nella sconvolgente tragedia.
Qualcuno conosce la verità, ma tace.
Questo silenzio non aiuta la riconciliazione.
Tuttavia, siamo una Nazione civile e democratica.
Viva la nostra civiltà e la nostra democrazia. Viva l'Italia!.

Antonio Amodeo

2 commenti:

  1. Le ombre sulle stragi degli anni '70 saranno destinate a rimanere tali. L'assenza del Governo è la reale dimostrazione di chi ha la coda di paglia. Il colpo di Stato è avvenuto, invisibile ma c'è stato. Mentre l'opinione pubblica era distratta dalla paura del terrorismo nero e rosso, qualcosa all'interno delle istituzioni si muoveva. Chi aveva capito tutto e parlava è finito male. Chi politicamente si stava muovendo in un certo senso è finito male. Chi ne ha avuto i benefici è stata una classe politica corrotta e deviata, e cio nonostante ancora oggi ha il coraggio di presentarsi in tempo di elezioni. L'eredita andreottiana e craxiana è saldamente tutelata dai Berlusconi e dai D'Alema. L'eredità culturale di quegli anni si propone come l'esaltazione del nulla: più cervelli vuoti stanno al potere, più gli interessi dei grandi furbetti vengono tutelati. L'informazione viene fatta da facchini asserviti a questi poteri deviati. L'opinione pubblica è totalmente plasmata e manipolabile a piacimento e con enorme facilità. Tanti Diabolik travestiti da Robin Hood hanno fatto fortuna sfruttando la fragilità e l'ingenuità delle masse ignoranti. Il populismo sembra sia diventato l'unica soluzione e incredibilmente riesce a fare presa: si sa, dietro ad ogni populista si nasconde o un folle ossessionato o un affarista spudorato. A tanti dei notri occhi la realtà ci appare in queste dimensioni. Soluzioni? Io purtroppo non ne ho e sono coscente di non poterne dare. Osservo e mi limito a cercare di capire la condizione reale delle nostre istituzioni. I nostri governanti invece di nascondersi dietro la paura dei fischi dovrebbero dimostrare un pochino più di rispetto verso quelle famiglie delle vittime delle stragi che ancora cercano risposte e probabilmente non ne avranno mai.
    Viva la nostra democrazia? Il Fascismo è stato piegato (anche se non debellato), ma un a democrazia reale nel nostro Paese non è stata ancora realizzata. Magari la soluzione di tutti i problemi sta in questo, forse sarebbe giusto muoversi in questo senso. Qualche anarchico lo aveva capito, ma ha utilizzato mezzi impropri per farlo capire agli altri. Viva la democrazia.

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  2. Il mio pensiero, giusto o sbagliato che sia, è che l'Italiano deve stare "sotto regime". La democrazia non è stata capita.

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