Mazzarrà, Crocetta parte civile e le foto col sindaco pro-discarica.
La Regione si è costituita nel procedimento giudiziario in corso per reato ambientale. Ieri la lettera di Mario Foti, sindaco di Furnari, che rimprovera al Governatore l’amicizia con Salvatore Bucolo, il primo cittadino del comune nel quale insiste la vasca sotto sequestro. La giunta di Palazzo d’Orleans si riunirà venerdì prossimo a Barcellona, sede della Procura che indaga sulla vicenda.
di Paolo Patania.
Pubblicato da www-loraquotidiano.it
17 dicembre 2014
La tormentata telenovela sui rifiuti della Sicilia registra una novità:
la costituzione di parte civile, da parte della Regione siciliana,
nella vicenda giudiziaria che coinvolge la discarica di Mazzarrà
Sant’Andrea, in provincia di Messina. Così ha deciso ieri pomeriggio
la giunta regionale di Rosario Crocetta. Questa discarica,
com’è noto, è oggetto di un’intricata storia giudiziaria.
Attualmente è chiusa. Ma continua ad essere al centro di roventi
polemiche tra cittadini e amministratori dei Comuni della zona.
A dare fuoco alle polveri è Mario Foti, sindaco di Furnari, un piccolo
centro del Messinese dislocato a due passi dalla discarica.
Da tempo Foti denuncia la drammatica situazione del suo paese,
costretto a sopportare il peso di un inquinamento che non risparmia
nulla: terreni, aria e anche l’acqua.
Crocetta e Bucolo, foto di Capodanno su Fb
Proprio ieri mattina, il sindaco di Furnari ha scritto una lettera al
presidente della Regione,Crocetta, ricordandogli che la situazione,
nel suo comune, è ai limiti della vivibilità. E invitando il governatore
dell’Isola a non riaprire questa discarica perché, dice, è priva di
autorizzazioni. Il primo cittadino di Furnari non risparmia qualche
frecciata al sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Salvatore Bucolo,
e allo stesso Crocetta. Il passaggio della lettera è quasi da gossip,
se è vero che Foti ricorda che il presidente Crocetta e Foti sono
stati immortalati, insieme, a Tusa, nell’hotel ”Atelier sul Mare”
di Antonio Presti, il mecenate della Fiumara d’Arte.
E sottolinea che le foto sono pubblicate su Facebook.
”Caro presidente – ha scritto Furnari – capisco che il sindaco della
cittadina già patria dei vivai, ti stia molto vicino e a cuore.
Appaiono a bella vista sul suo profilo di Fb le tue foto insieme a lui
in diverse circostanze: ad agosto a Mazzarrà durante la processione
della Madonna delle Grazie; la sua visita a Palazzo d’Orleans;
il tuo invito a Capodanno con gli amici presso l’hotel ”Atelier sul Mare”
di Tusa che per l’occasione è stato addobbato con piantine di agrumi
provenienti da Mazzarrà, donate a quanto sembra da TirrenoAmbiente.
Ritengo pero che la presidenza della Regione debba analizzare la
reale e drammatica situazione di una comunità come quella furnarese,
umiliata e offesa da un decennale lezzo nauseabondo e, per ultimo,
dal grave inquinamento delle falde acquifere”.
Insomma, il sindaco di Furnari non vuole sentire parlare di eventuale
apertura della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, che invece il
collega Bucolo avrebbe chiesto di riaprire per evitare il fallimento
della sua amministrazione che, a quanto pare, ha ereditato sedici
mutui, con rate da settecentomila euro al mese che termineranno nel 2024.
E che il comune paga con l’eco-indennizzo che TirrenoAmbiente
versa coi proventi della discarica, o almeno versava finchè la
discarica è rimasta aperta.
Il richiamo di Foti al presidente della Regione non è casuale, se è vero
che l’attuale governo siciliano non ha fatto molto per voltare registro
in materia di raccolta e gestione dei rifiuti.
È sotto gli occhi di tutti, infatti, che la Sicilia, nell’anno di grazia 2014,
continua a sbrodolarsi tra le discariche, molte delle quali sono
addirittura gestite da privati.
Il tutto mentre ben quattro impianti di compostaggio, già collaudati,
rimangono fermi.
E mentre le gare per altri quattro impianti di compostaggio vanno
deserte, proprio perché, in assenza di materia prima – cioè di
materiale prodotto dalla raccolta differenziata dei rifiuti – nessuno
investe nel compostaggio.
Per non parlare – cosa questa denunciata più volte dall’ex assessore
regionale al Bilancio, Franco Piro – dei cento milioni di fondi europei
destinati alla raccolta differenziata non spesi.
È in questo scenario che è maturata, ieri, la costituzione di parte civile
della Regione nella vicenda legata alla discarica di
Mazzarrà Sant’Andrea. Un atto della giunta regionale – che
venerdì prossimo si riunirà a Barcellona Pozzo di Gotto,
la sede della procura che conduce l’indagine sulla discarica
– ma anche una risposta – così si sussurra – del nuovo assessore
regionale ai Rifiuti, Vania Contrafatto.
La polemica in Procura
Già pubblico ministero presso il Tribunale di Palermo, Vania
Contrafatto è stata duramente criticata, proprio per aver
accettato la nomina di assessore regionale, dal procuratore
aggiuntoLeonardo Agueci (che, tra le altre cose, in attesa
della nomina del nuovo procuratore della Repubblica di Palermo
che dovrebbe maturare in queste ore, regge l’ufficio della Procura).
Le critiche di Agueci riguardano, in generale, il ruolo del magistrato
che non dovrebbe entrare nell’agone politico perdendo la cosiddetta
“terzietà”.
Anche se i maligni, nel caso specifico, hanno letto nelle sue parole
un rimprovero legato al fatto che Vania Contrafatto avrebbe
accettato la delega sui rifiuti proprio quando la magistratura
inquirente siciliana ha in corso delicate indagini in questo settore.
Insomma, la costituzione di parte civile di ieri, da parte della Regione,
potrebbe anche essere letta come una risposta ai dubbi sollevati
da Agueci. In questa storia va anche registrato un altro fatto:
la mancata nomina, da parte del governo nazionale, del presidente
Crocetta a commissario per la gestione dell’emergenza rifiuti in Sicilia.
Dicono che, anche in questo caso, ci potrebbe essere lo zampino
dell’assessore Contrafatto, che si starebbe giocando la sua difficile
partita – questa volta politica – con il leader dei renziani siciliani,
Davide Faraone.
Si sussurra che sarebbe stata proprio l’assessore all’Energia
a suggerire a Faraone di bloccare il commissariamento della Regione
in materia di gestione dei rifiuti. Qualcuno ha scritto che l’assessore
Contrafatto non vorrebbe perdere potere, se è vero che
l’eventuale gestione commissariale concederebbe poteri straordinari
al presidente della Regione.
Ma forse la questione è più sottile e più complessa: forse ciò che
l’assessore Contrafatto vorrebbe evitare non è tanto la gestione
commissariale, quanto gli effetti dello stesso commissariamento:
ovvero il ricorso a procedure di somma urgenza che farebbero
venire meno il ricorso all’evidenza pubblica.
E sugli appalti milionari di questo travagliato e complicato settore non
è certo cosa di poco conto..

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