Discarica, il sindaco di Furnari punge Crocetta: “Non ascoltare il tuo amico di Mazzarrà”
“Caro Presidente, ti invito per l’ultima volta a non pensare solo al tuo amico sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, che ti esorta a mezzo stampa a riaprire la discarica per evitare il fallimento della sua Amministrazione comunale. Considera anche che la gente di Furnari, dopo dieci anni di nefandezze ambientali e di pregiudizio alla salute propria e dei propri figli, in questo difficile momento ha solo voglia e diritto di vivere”. Sono le righe finali di una lettera che il sindaco di Furnari, Mario Foti, ha inviato al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, per chiedergli di mettere da parte le simpatie personali e di occuparsi della “reale e drammatica situazione della comunità furnarese, umiliata e offesa da un decennale lezzo nauseabondo e dal grave inquinamento delle falde acquifere”. Foti, che definisce sorprendenti le ultime dichiarazioni del governatore sulla discarica di Mazzarrà, non gli risparmia un paio di annotazioni polemiche: “Probabilmente ti sarò antipatico per averti sempre assillato con questo nostro problema serio – esordisce il sindaco – ti ho invitato più volte a Furnari per renderti conto del quotidiano disagio della popolazione che rappresento, voglio anche aggiungere che il signor Roberto Carenzo, direttore della discarica con la terza media, nonché oggi custode giudiziario – persona che tu hai già forse incontrato – è tra i responsabili di quell’abbancamento illecito di rifiuti che ha determinato il pericolo di crollo, come è tra i responsabili dello sbancamento abusivo di una parte di terreno non autorizzato in un luogo pronto a diventare discarica. Caro Presidente – continua Foti – vorrei dirti ancora che la discarica non ha alcuna autorizzazione, in quanto il tuo Dipartimento Regionale alle Acque e Rifiuti, le ha tutte revocate. Voglio aggiungere ancora che la TirrenoAmbiente spa è stata più volte menzionata nelle cronache giudiziarie per collusioni con la mafia e la ‘ndrangheta ed è una società che opera nell’illegalità, come denunziato giornalmente dalle forze politiche del territorio, compreso quel Circolo del Megafono, a te molto vicino, che si è tanto battuto per la tua elezione e che oggi – conclude la lettera – deluso dalle tue dichiarazioni, pensa di abbandonare il progetto”.
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