Con lo scippo di Renzi
dei fondi Pac a picco
Piano-giovani e
formazione.
Rischia di superare il miliardo di euro la somma che il governo nazionale ha “tagliato” alla Sicilia con la Legge di stabilità 2015, approvata la notte scorsa in Senato. Spariscono i finanziamenti per spesa sociale, centri storici e impianti sportivi. “Sforbiciata” per strade e scuole. Ma a pagare il conto potrebbero esserci anche tirocini e “Avviso 20″.
di Paolo Patania
Pubbicato da www.loraquotidiano.it
20 dicembre 2014
C’è chi parla di uno scippo di 500-600 milioni di euro.
Chi ipotizza un taglio, per la Sicilia, di un miliardo di euro.
E chi, addirittura, ipotizza una somma ancora maggiore.
Argomento: la Legge di stabilità 2015 (che con la nuova normativa
sostituisce di fatto Bilancio e Finanziaria) approvata la notte scorsa,
alle quattro, dal Senato della Repubblica.
Un provvedimento – come raccontano tutti i Tg nazionali – arrivato
in nell’Aula diPalazzo Madama sotto forma di maxi-emendamento
tra polemiche, confusione e refusi, se non errori.
Per il Sud Italia e, in particolare, per la Sicilia è una legge amara
che contiene tagli voluti dal governo Renzi e avallati dal Senato
(compresi alcuni senatori eletti in Sicilia).
E chi, addirittura, ipotizza una somma ancora maggiore.
Argomento: la Legge di stabilità 2015 (che con la nuova normativa
sostituisce di fatto Bilancio e Finanziaria) approvata la notte scorsa,
alle quattro, dal Senato della Repubblica.
Un provvedimento – come raccontano tutti i Tg nazionali – arrivato
in nell’Aula diPalazzo Madama sotto forma di maxi-emendamento
tra polemiche, confusione e refusi, se non errori.
Per il Sud Italia e, in particolare, per la Sicilia è una legge amara
che contiene tagli voluti dal governo Renzi e avallati dal Senato
(compresi alcuni senatori eletti in Sicilia).
Detto questo, non sembra facile, in questo momento, capire a
quanto ammontano i tagli. Il testo dovrà essere collazionato
(riscritto con tutte le correzioni e tutti gli emendamenti approvati)
per poi passare alla Camera dei deputati per l’ultima approvazione
(le modifiche apportata dal Senato dovranno essere approvate
dalla Camera, in accordo alle regole del bicameralismo perfetto).
Insomma, per capire a quanto ammontano i tagli a carico del
Sud e, in particolare, della Sicilia, bisognerà aspettare il testo
collazionato e, magari, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale,
che come tutti sanno è l’unico documento che fa fede perché
legge dello Stato.
quanto ammontano i tagli. Il testo dovrà essere collazionato
(riscritto con tutte le correzioni e tutti gli emendamenti approvati)
per poi passare alla Camera dei deputati per l’ultima approvazione
(le modifiche apportata dal Senato dovranno essere approvate
dalla Camera, in accordo alle regole del bicameralismo perfetto).
Insomma, per capire a quanto ammontano i tagli a carico del
Sud e, in particolare, della Sicilia, bisognerà aspettare il testo
collazionato e, magari, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale,
che come tutti sanno è l’unico documento che fa fede perché
legge dello Stato.
Per ora si formulano solo ipotesi. Parliamo di fondi Pac, sigla
che sta per Piano di azione e coesione. La Sicilia dovrebbe
perdere – questo è certo – tra 500 e 600 milioni di euro che
sarebbero dovuti servire per la spesa sociale (anziani, minori e
infanzia). E, in minima parte, anche i fondi per i centri storici e
impianti sportivi.
Bisognerà capire cosa succederà per gli altri fondi.
A rischio, ad esempio, sono i fondi del Piano-giovani, 250
milioni di euro che la Sicilia dovrebbe utilizzare per finanziare la
seconda annualità dell’Avviso 20, per i tirocini formativi e
per altri interventi.
Non è da escludere anche la perdita di fondi per strade e scuole.
Ricordiamo, per la cronaca, che i fondi Pac sono risorse che lo
Stato e l’Unione europea hanno stanziato per il Sud (in particolare,
per Sicilia, Calabria, Puglia e Campania). Fondi non spesi in parte
per ritardi (che riguardano tutte le Regioni europee cosiddette ad
Obiettivo Convergenza), in parte per il Patto di stabilità imposto
da Bruxelles al nostro Paese. La differenza è che negli altri Paesi
dell’Ue dove ci sono Regioni che rimangono indietro, queste
vengono aiutate; in Italia, invece, vengono depredate e affossate.
che sta per Piano di azione e coesione. La Sicilia dovrebbe
perdere – questo è certo – tra 500 e 600 milioni di euro che
sarebbero dovuti servire per la spesa sociale (anziani, minori e
infanzia). E, in minima parte, anche i fondi per i centri storici e
impianti sportivi.
Bisognerà capire cosa succederà per gli altri fondi.
A rischio, ad esempio, sono i fondi del Piano-giovani, 250
milioni di euro che la Sicilia dovrebbe utilizzare per finanziare la
seconda annualità dell’Avviso 20, per i tirocini formativi e
per altri interventi.
Non è da escludere anche la perdita di fondi per strade e scuole.
Ricordiamo, per la cronaca, che i fondi Pac sono risorse che lo
Stato e l’Unione europea hanno stanziato per il Sud (in particolare,
per Sicilia, Calabria, Puglia e Campania). Fondi non spesi in parte
per ritardi (che riguardano tutte le Regioni europee cosiddette ad
Obiettivo Convergenza), in parte per il Patto di stabilità imposto
da Bruxelles al nostro Paese. La differenza è che negli altri Paesi
dell’Ue dove ci sono Regioni che rimangono indietro, queste
vengono aiutate; in Italia, invece, vengono depredate e affossate.
Sulla vicenda interviene Maurizio Lo Galbo, presidente di Anci
Sicilia Giovani (Associazione nazionale comuni italiani), che
attacca il governo Renzi e il governo regionale di Rosario
Crocetta, che non si sarebbe opposto a questo scempio
antisiciliano e antimeridionale. Lo Galbo stigmatizza lo “scippo
compiuto ai danni della Sicilia e delle sue speranze con la
soppressione dei fondi Pac in nostro favore. Si tratta di circa
un miliardo di euro non speso e che avrebbe dovuto finanziare
la realizzazione di infrastrutture a opere per la difesa del territorio.
Verranno così a mancare all`appello risorse utili per i tirocini del
Piano Giovani, ma anche per la cassa integrazione. I fondi del
Piano di azione e coesione sociale interessavano vari comparti,
tutti strategici e per i quali servono fondi. L`amara realtà è che
queste stesse somme verranno adesso impiegate per gli
incentivi alle assunzioni da parte di imprese, per lo più del
Centro-Nord: un altro schiaffo alle ragioni del Meridione e
un’altra occasione mancata per la ripresa della nostra economia
e per il contrasto alla galoppante disoccupazione, soprattutto
quella di noi giovani”.
Sicilia Giovani (Associazione nazionale comuni italiani), che
attacca il governo Renzi e il governo regionale di Rosario
Crocetta, che non si sarebbe opposto a questo scempio
antisiciliano e antimeridionale. Lo Galbo stigmatizza lo “scippo
compiuto ai danni della Sicilia e delle sue speranze con la
soppressione dei fondi Pac in nostro favore. Si tratta di circa
un miliardo di euro non speso e che avrebbe dovuto finanziare
la realizzazione di infrastrutture a opere per la difesa del territorio.
Verranno così a mancare all`appello risorse utili per i tirocini del
Piano Giovani, ma anche per la cassa integrazione. I fondi del
Piano di azione e coesione sociale interessavano vari comparti,
tutti strategici e per i quali servono fondi. L`amara realtà è che
queste stesse somme verranno adesso impiegate per gli
incentivi alle assunzioni da parte di imprese, per lo più del
Centro-Nord: un altro schiaffo alle ragioni del Meridione e
un’altra occasione mancata per la ripresa della nostra economia
e per il contrasto alla galoppante disoccupazione, soprattutto
quella di noi giovani”.
Duro anche il commento di Giosuè Malaponti, del Comitato
Pendolari Siciliani-Ciufer. “Siamo davanti a un’ulteriore fregatura
per la Sicilia rimasta a secco di tutte quelle risorse iniziali che
erano i Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas), poi diventati Fondi
per lo sviluppo e la coesione (Fsc) per diventare definitivamente i
Piani d’azione e coesione(Pac). Il Piano di Azione e Coesione
doveva accelerare l’attuazione della programmazione 2007-2013,
rafforzare l’efficacia degli interventi orientandoli a risultati misurabili
e concentrare le risorse avviando nuovi investimenti sul territorio.
Avrebbe dovuto impegnare le amministrazioni centrali e locali a
rilanciare i programmi in grave ritardo, garantendo una forte
concentrazione delle risorse su poche priorità”.
Malaponti ricorda la recente visita di Renzi a Catania, quando il
capo del Governo ha annunciato grandi investimenti per il Sud.
Invece è arrivata la grande fregatura: “Nella legge di stabilità,
in barba a quanto annunciato dal Presidente Renzi vengono
tagliate le risorse per le infrastrutture siciliane.
Questo è il regalo che i parlamentari siciliani hanno portato
a casa per questo Natale”. -
Pendolari Siciliani-Ciufer. “Siamo davanti a un’ulteriore fregatura
per la Sicilia rimasta a secco di tutte quelle risorse iniziali che
erano i Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas), poi diventati Fondi
per lo sviluppo e la coesione (Fsc) per diventare definitivamente i
Piani d’azione e coesione(Pac). Il Piano di Azione e Coesione
doveva accelerare l’attuazione della programmazione 2007-2013,
rafforzare l’efficacia degli interventi orientandoli a risultati misurabili
e concentrare le risorse avviando nuovi investimenti sul territorio.
Avrebbe dovuto impegnare le amministrazioni centrali e locali a
rilanciare i programmi in grave ritardo, garantendo una forte
concentrazione delle risorse su poche priorità”.
Malaponti ricorda la recente visita di Renzi a Catania, quando il
capo del Governo ha annunciato grandi investimenti per il Sud.
Invece è arrivata la grande fregatura: “Nella legge di stabilità,
in barba a quanto annunciato dal Presidente Renzi vengono
tagliate le risorse per le infrastrutture siciliane.
Questo è il regalo che i parlamentari siciliani hanno portato
a casa per questo Natale”. -
Nessun commento:
Posta un commento