venerdì 9 dicembre 2011

CONFISCATO IL PATRIMONIO DELL'IMPRENDITORE GIOIOSANO FRANCESCO SCIROCCO

ven 09 dic 2011 - ore 14 : 49 - Cronaca Messina - Varie - Locale.

Messina, 09.12.2011 - Il Tribunale ha confermato il sequestro al socio dei fratelli Mollica, dell'avvocato Lo Castro e dell'ex sindaco Antonino Andò.
Sotto chiave beni per 37 milioni di euro.

La prima sezione penale del Tribunale di Messina, in accoglimento di una precedente proposta del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia e della Procura di Messina, ha disposto la confisca dei beni dell'imprenditore Francesco Scirocco, per un valore complessivo di 37 milioni di euro.

L'uomo è sospettato di contiguità con esponenti di spicco di gruppi mafiosi operanti nella fascia tirrenica della provincia di Messina.
Nei confronti di Scirocco è stata disposta anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 4 anni.
La confisca riguarda le quote sociali di 12 società, due
appartamenti, numerose autovetture di grossa cilindrata tra le
quali Lamborghini Gallardo, Audi A8, Jaguar e Bmw,
un'imbarcazione da diporto della lunghezza 12 metri, polizze
assicurative e disponibilità bancarie.
Il provvedimento prende le mosse da un'articolata attività
di investigazione patrimoniale, che già nel gennaio e maggio
di quest'anno aveva condotto al sequestro del patrimonio
dell'imprenditore.

Secondo la Dia Scirocco è vicino alla famiglia mafiosa dei Bontempo Scavo di Tortorici e a quella di Barcellona Pozzo di
Gotto ed è stato già sottoposto per questo motivo a due
distinte ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite lo
scorso 24 giugno nelle operazioni Ghota e Pozzo 2.

A costare il sequestro all'imprenditore di Gioiosa Marea, figlio dell'ex sindaco Lorenzo Scirocco e cresciuto all'ombra de fratelli Mollica, altro grosso gruppo imprenditoriale, sono i rapporti con Mario Aquilia, il costruttore barcellonese secondo gli investigatorio organico al clan locale, per il quale pilotava le aste pubbliche.

La Procura di Messina indaga però anche sui rapporti tra Scirocco e gli ambienti imprenditoriali e politici messinesi, in particolare con l'avvocato Andrea Lo Castro, uomo crocevia dei più rilevanti affari imprenditoriali avvenuti in città negli ultimi 20 anni.
La svolta nelle indagini in questo senso sono le dichiarazioni della ex collaboratrice di Scirocco, Marangela Giorgianni, prima alle dipendenze di un altro noto imprenditore oggi scomparso.

La Giorgianni racconta agli investigatori i fitti rapporti tra il legale e l'imprenditore, concretizzati in qualche compartecipazione societaria della collega di studio di Lo Castro, l'avvocato Adalgisa Bartolo.
Ma anche dei rapporti con l'ex primo cittadino messinese, oggi coordinatore provinciale dell'Mpa, Antonio Andò, il cui figlio ha quote in una delle società di Scirocco.
In particolare sotto i riflettori l'ingresso del gioiosano nel settore delle energie alternative, a cominciare dall'eolico.
Settore nel quale l'imprenditore è più attivo proprio negli anni in cui la Regione, dove Andò è consulente del governatore Lombardo, vara il piano energia.
Un altro dei nomi noti in rapporti con Scirocco nel settore eolico è l'imprenditore Giuseppe Li Pera di Caltanissetta, che un ventennio fa diventò testimone di giustizia.
Alla base delle sue dichiarazioni la notissima informativa su mafia e appalti in Sicilia che secondo alcuni costò moltissimo ai giudici Falcone e Borsellino.
Da testimone, Li Pera denunciò anche alcuni magistrati, le cui posizioni vennero subito archiviate, compreso l'attuale capo della procura messinese Guido Lo Forte che oggi indaga su Scirocco.

I beni di Scirocco sono stati messi sotto chiave in tre tranche, con due provvedimenti di sequestro preventivo per sperequazione, tra il gennaio e il maggio 2011, e col blitz Ghota e Pozzo 2, quando l'imprenditore è stato arrestato, nel giugno successivo.
L'ultimo provvedimento riguarda gli stessi beni sequestrati precedentemente.

A giugno sono stati sequestrati, poi dissequestrati in fase di Riesame, anche alcuni beni della moglie di Scirocco, l'avvocato impiegata alla Provincia, Patrizia Meo.

Attravero il legale, che lavorava nello studio Lo Castro, Scirocco entra in contatto anche con il costruttore Vincenzo Vinciullo, in rapporti secondo gli investigatori con Cosa Nostra siciliana e coinvolto nella vicenda delle acciaierie Megara.
Il Ros de Carabinieri ha intercettato diverse conversazioni dove un uomo di Vinciullo, oggi tra i più attivi costruttori messinesi, valuta affari con Aquilia.-

di Redazione - Fonte: normanno.com.-

1 commento:

  1. Questo imprenditore non è amico intimo di Michele Pino?

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