mercoledì 30 maggio 2018

Cottarelli e Colle ora 

frenano "Possibile 

governo politico".



Al Colle colloquio informale con il premier incaricato. La strada è tutta in salita: il nuovo governo non otterrebbe un solo voto. E anche la lista dei ministri è in alto mare.







Un "colloquio informale" con Sergio Mattarella. E poi Carlo Cottarelli è tornato a Montecitorio per lavorare al governo del presidente.








All'indomani del primo confronto con il capo dello Stato, durante il quale sono emerse criticità nella lista dei ministri, l'ex commissario alla spending review sta ancora provando a mettere insieme la squadra anche perché l'ultima capriola di Luigi Di Maio è finita in un capitombolo. Dopo aver riaperto i giochi spingendo il Colle a riconsiderare la possibilità di formare un esecutivo politico targato Lega e Cinque Stelle, Matteo Salvini gli ha chiuso la porta in faccia. Si va avanti con un esecutivo tecnico, insomma.
L'offerta di Di Maio è arrivata ieri sera, al termine di una giornata convulsa. L'idea era quella dello schema gialloverde. C'era chi diceva con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Altre fonti, invece, parlavano di un esponente di centrodestra. In questo modo il capo politico dei Cinque Stelle pernsava di "detonizzare" l'esecutivo Cottarelli che, in ogni caso, non otterrà nemmeno un voto di fiducia dal Parlamento. Un'altra delle ipotesi, sondata dai grillini, era di far fare un passo indietro a Paolo Savona. Ma dai leghisti è subito arrivato un sonoro due di picche. A far naufragare del tutto una trattativa che non era nemmeno ripresa, ci ha comunque pensato Salvini che a questo punto preferirebbe far partire il governo tecnico in modo che si arrivi a sterilizzare l'aumento dell'Iva e andare al voto il prima possibile. Meglio se a metà settembre e non a fine luglio, come proposto dal Pd. "Non vorrei rompere le scatole agli italiani", ha sottolineato il leader del Carroccio. Infine in questo quadro va sottolineata una indiscrezione che arriva da ambienti vicini allo stesso Cottarelli: "Durante l’attività del Presidente del Consiglio incaricato per la formazione del nuovo governo sono emerse nuove possibilità per la nascita di un governo politico. Questa circostanza, anche di fronte alle tensioni sui mercati, lo ha indotto - d’intesa con il Presidente della Repubblica - ad attendere gli eventuali sviluppi". Una voce questa che spiega anche il ritardo da parte dell'ex Mr. Spending Review nel consegnare la lista dei ministri al Capo dello Stato.-

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