Alle ore 18,29 l'Ufficio Stampa della Regione Siciliana ha pubblicato il seguente comunicato:
PALERMO, 10 dicembre 2010
"Il federalismo costituisce certamente una grande opportunità per la Sicilia, perchè gli approdi di questa importante riforma incideranno sullo sviluppo della Regione, a partire dalle risorse su cui contare.
Per questo motivo il Governo regionale ha avviato un serrato confronto con lo Stato e con le altre Regioni sul modello di federalismo da applicare affinchè, nel rispetto delle prerogative del nostro Statuto si persegua un percorso che consenta di rispettare i principi di solidarietà, equità e coesione".
Con queste parole ha esordito l'assessore per l'Economia, Gaetano Armao, nell'intervento svolto alla Commissione paritetica Stato-Regioni riunitasi oggi a palazzo d'Orleans, sotto la presidenza di Giovanni Pitruzzella, per affrontare i temi del federalismo.
L'assessore ha detto preliminarmente che "la Regione siciliana rigetta ogni tentativo del Governo statale, di ricomprendere la disciplina relativa alla Sicilia al di fuori delle competenze della Commissioe paritetica" e che proprio il processo di costruzione del federalismo fiscale può essere attuato "partendo dallo Statuto regionale e dal suo spirito autenticamente autonomista, anche sul piano finanziario".
Armao si è poi soffermato sulla stuazione determinatasi dopo le ultime delibere del Cipe e del Piano per il sud, con cui "il Governo statale intende trasferire a carico dei fondi destinati allo sviluppo della Sicilia, il costo politico di settori di esclusiva competenza dello Stato, come gli interventi per le prefetture e la giustizia (per le quali, più efficacemente, si dovrebbero destinare le ingenti risorse confiscate alla mafia in Sicilia), e per la formazione universitaria.
Nel 2011 - ha spiegato Armao - le scelte del Governo nazionale si tradurranno in minori entrate per la Sicilia per più di un miliardo, se si mettono in conto i minori trasferimenti agli enti locali siciliani, i tagli ai fondi FAS (sul nuovo Fas la Sicilia perderà 409 milioni di euro stornati dal D.L. n. 78/2010 ai quali vanno aggiunti i 357 milioni destinati, dal Governo nazionale con la legge di stabilità votata martedì definitivamente dal Parlamento, all'edilizia sanitaria pubblica, che si aggiungono al precedente taglio del 6%) e minori spese imposte alla Sicilia".
"Corriamo il rischio - ha aggiunto - di un paradosso: che l'art. 38 dello Statuto, voluto per sostenere lo sviluppo regionale, già in ritardo 64 anni fa, venga interpretato, al contrario, per sostenere le politiche ordinarie che devono essere a carico dello Stato centrale".
"Proprio ieri - ha detto Armao - abbiamo precisato nel corso dei lavori della conferenza delle Regioni svoltasi a Roma che lo schema di decreto legislativo che intende attuare la legge sul federalismo fiscale, deve ritenersi non applicabile nei confronti delle Regioni a Statuto speciale per espressa previsione della stessa legge sul federalismo.
In questo senso, l'emendamento proposto dal Governo da noi è ritenuto inaccettabile".
Altro tema affrontato dall'assessore Armao ha riguardato le accise dei prodotti petroliferi che non vengono riscosse in Sicilia, malgrado siano quì prodotte.
Per la raffinazione di questi prodotti la Sicilia ha pagato un prezzo altissimo sul piano del disastro ambientale e dopo oltre 50 anni non vedere riconosciuto quanto per altro previsto dallo stesso statuto.
"Poichè nella nostra Regione - ha spiegato Armao - operano 5 raffinerie (su un totale di 17 in Italia), che hanno una capacità della trasformazione pari al 40,33% degli oli combustibili prodotti nel Paese, se lo Stato ci riconoscesse quanto ci è dovuto potremmo incassare solo per la quota prodotta in Sicilia circa 9 miliardi di euro. Con questa cifra potremmo sostenere l'intero costo del sistema sanitario regionale, e così eliminare l'Irap e abbattere in modo significativo l'addizionale Irpef, ridurre la pressione fiscale sui siciliani e trasformare la Sicilia in una zona di vantaggio per lo sviluppo e gli investimenti".-
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Tutte le argomentazioni prospettate dall'assessore Armao sono condivisibili.
E' una storia molto nota a quelli della mia età. Ci è stata raccontata molte altre volte. Da altri politici regionali e non. Di tutti i Partiti politici.
Ci auguriamo che venga ora scritta definitivamente la parola FINE.
Con tutta onestà, dobbiamo però ammettere che qualche responsabilità per la mancata attuazione dello Statuto ricade su ciascuno di noi siciliani.-
Antonio Amodeo
venerdì 10 dicembre 2010
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